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2022br. L'«essere umano», l'uomo e la donna, da sempre è stato il problema dei problemi. Come affrontarlo? Invece di iniziare come di tradizione dalla solita questione: che cos'è l'uomo? Dicesi uomo... ecc. ecc. Potrebbe essere più interessante iniziare al contrario, dall'osservazione di come si relazionano le persone, del perché lo fanno in quel modo e non in altro, com'è che tutte obbediscono a leggi, perché si amano e si odiano, perché seguono culture e religioni anziché seguire istinti e passioni, perché...?
2012brossura L'Uomo tra Cielo e Terra è un percorso filosofico, esoterico e mistico, in cui l'esistenza umana è vista attraverso gli occhi del saggio taoista, del letterato confuciano e del monaco buddhista. Attraverso questo cammino scaturisce un'immagine nuova dell'eucenestesi, un altro modo per intendere la qualità del tocco umano attraverso il quale si possono raggiungere gli stati d'animo interni. Da ciò si può capire come il "cuore" del libro si basi sulla teoria che l'Uomo è il prodotto di ciò che lo circonda, è la proiezione tridimensionale di un albero ontologico bidimensionale. La sua necessità quindi, è quella di tornare alla fonte dove è custodita l'immagine del suo volto prima della sua nascita, quella cioè del Cielo/Terra - quella di yin/yang - principi che derivano dall'UNO, rappresentano il Due e producono il TRE. La parte pratica, che viene raccolta in un capitolo conclusivo, l'espressione concreta della ricerca condotta dall'autore nel campo del simbolismo unito in maniera originale e innovativa alla pratica dello shiatsu.
1985br. L'uomo vive in più di un mondo. Questo è stato affermato dal buddhismo, dalla dottrina sufi e - probabilmente con la maggior forza - da G. I. Gurdjieff nei suoi scritti. Il compito cui si è accinto J. G. Bennett, che di Gurdjieff è stato uno dei maggiori discepoli, è quello di indicare con precisione che cosa tale affermazione significhi per ciascuno di noi. Bennett ha compreso che le pionieristiche e profonde intuizioni di Gurdjieff erano uno strumento di lavoro: erano un mezzo di scoperta, non un punto di arrivo. L'uomo di cui parla questo libro vive simultaneamente in mondi diversi, e Bennett ci mostra come il passaggio da un mondo all'altro sia possibile per ognuno di noi, "in questa stessa vita". Questa estesa raccolta di saggi è stata redatta e curata da Anthony Blake a partire dalle ultime conferenze tenute da Bennett prima di morire. In esse le idee di Gurdjieff e di Ouspensky sono presentate in una nuova luce, permettendo così, a chiunque desideri iniziare a studiare come raggiungere la parte più profonda di se stesso, di avviarsi lungo la via della trasformazione, facendo di questo libro straordinario il proprio punto di partenza.
2010br. L'autore ripensa in modo originale le più diffuse psicopatologie del disagio contemporaneo della civiltà: anoressie, bulimie, obesità, tossicomanie, depressioni, attacchi di panico, somatizzazioni. La sua tesi è che in tutte queste nuove forme del sintomo il soggetto dell'inconscio, cioè il soggetto del desiderio, non sia più il protagonista della scena. Piuttosto, al centro della nuova clinica è la difficoltà soggettiva di accedere al desiderio, è l'assenza, lo spegnimento, la morte del desiderio. Prevalgono l'apatia, l'indifferenza, il vuoto, la fatica di esistere. In questo senso la nuova clinica è una clinica dell'antiamore, una clinica che non è più centrata, come accadeva in quella classica della nevrosi, sulle vicissitudini della vita amorosa: il soggetto ipermoderno appare come un soggetto smarrito, senza centro, dominato dalla spinta compulsiva a un godimento solitario (narcisistico e cinico) che esclude lo scambio simbolico con l'Altro.
2022br. Arte e terrore; l'origine del buon gusto e il suo rapporto con la perversione; l'ingresso dell'arte nel Museo e nelle collezioni; la separazione fra artisti e spettatori, genio e gusto; l'apparizione del giudizio critico; in altre parole, la nascita dell'estetica moderna, in un'analisi che parte da un'inedita rilettura dei passi di Hegel sulla morte, o, meglio, sull'"au to an nientamento" dell'arte per sfociare in un'originalissima interpretazione della Malinconia di Drer: ecco il sentiero che ci invita a percorrere questo saggio di insolita ricchezza in cui l'autore è riuscito ad aprire sul problema dell'opera d'arte una prospettiva nuova, che è al tempo stesso un avvincente programma poetico.
2020br. Viviamo in un mondo senza limiti. Ciò che finora sembrava impossibile per via delle limitazioni del mondo reale, si conquista un posto nell'esistenza per mezzo di simulazioni e virtualità. Il desiderio contemporaneo di sconfinamento mira a una vita senza regole, misure né rispetto dei limiti. Per ottenere questa nuova qualità della libertà, l'uomo sconfinato ricorre a un "doping" dell'anima. Questo è il tema sviluppato da Rainer Funk nel solco della psicologia sociale di Erich Fromm. Egli descrive i processi di sconfinamento nel mondo dell'economia, del lavoro e nella società, e mostra le conseguenze psicologiche di tale debordamento della personalità. Un desiderio di sconfinamento, eliminando o rinnegando tutto ciò che ha dei limiti, conduce sì - come l'utilizzo di stupefacenti - a un'accresciuta esperienza soggettiva di libertà, ma ciò avviene al costo di maggiori dipendenze. Chi vuol essere libero di vivere una vita attiva e autonoma ha bisogno di avere dei limiti, ed è qui chiarito cosa significhi dal punto di vista della psicologia dello sviluppo e dell'educazione.
2022br.
2011br. Ancora una volta tocchiamo con mano che la tecnica non è più un mezzo a disposizione dell'uomo, ma è l'ambiente, all'interno del quale, anche l'uomo subisce una modificazione, per cui la tecnica può segnare quel punto assolutamente nuovo nella storia, e forse irreversibile, dove la domanda non è più: "che cosa possiamo fare noi con la tecnica?", ma: "che cosa la tecnica può fare di noi?". (U. Galimberti).
2022br. Tendenza insita nell'animo umano è il prestare particolare attenzione alla realtà per come appare e non per come è realmente poiché potrebbe mostrare aspetti che per le più disparate ragioni possono non piacere. L'uomo ha da sempre il bisogno di proteggere il suo sé adottando meccanismi di difesa talvolta consci ma molte volte di natura inconsapevole. Vengono così inscenate e adottate delle finzioni vere e proprie che se non svelate possono portare a una distorsione percettiva della realtà. Sappiamo che nella vita l'unica cosa certa è l'incerto ma tale consapevolezza non deve assumere ruolo di limitazione o vincolo quanto piuttosto spirito di iniziativa e predisposizione a mettersi in gioco. Una guida all'abbandono dei pregiudizi, superare rigidità e perplessità e a osservare il mondo con curiosità e con la voglia di apprendere e scoprire.
2022br. Nel settembre del 1934 Freud completò la riflessione sulla Bibbia, l'ebraismo e il cristianesimo che aveva elaborato per anni. La intitolò L'uomo Mosè. Un romanzo storico, perché alla parzialità delle fonti si dovevano opporre delle ipotesi "romanzesche", convincenti il più possibile, ma con un valore di realtà in fondo indeterminabile. Sebbene il problema della realtà storica di Mosè lo avesse «perseguitato per tutta la vita», Freud decise di non pubblicare il libro. Spiegò a Max Eitingon: «Una parte del testo infligge gravi offese al sentimento ebraico, un'altra al sentimento cristiano: due cose che è meglio evitare nell'epoca in cui viviamo». Solo nel 1939 il testo vide la luce, rimaneggiato e con un titolo diverso: L'uomo Mosè e la religione monoteistica. Di nessun'altra opera Freud ha conservato le precedenti versioni: il fatto che abbia salvato il Romanzo storico testimonia l'importanza di ciò che non è fluito nel libro pubblicato. Questa prima stesura è qui proposta per la prima volta in italiano, con un ricco commento che permette di comprenderne l'elaborazione travagliata e lo scopo profondo, spiegabile solo tenendo conto dell'ascesa del nazifascismo in Europa. Prefazione di Giovanni Filoramo. Commento di Thomas Gindele.
2013br. Ultima opera del padre della psicoanalisi, indagine inquieta sull'origine del monoteismo ebraico, "L'uomo Mose", è stato più volte rimaneggiato ed è giunto alla versione che noi oggi leggiamo dopo i ripensamenti e i dubbi di un Freud ormai in esilio. Libro sull'identità di un uomo e di un popolo, scritto in uno dei momenti più cupi della storia, resta lo stupefacente tentativo di indagare in quale modo e perché gli ebrei siano diventati ciò che sono. Se forse non se ne possono più condividere le conclusioni storico-critiche si può continuare ad ammirarne le magistrali argomentazioni e l'esposizione, come sempre in Freud, chiara e stringente.
2018br. "L'uomo morale contro l'uomo fisico di Rousseau" è una delle risposte del mondo religioso all'ipotesi dell'uomo selvaggio di Jean-Jacques Rousseau. L'opera di Louis Bertrand Castel, che dunque non è solamente lo strambo inventore della musica per gli occhi, prende spunto dalla pubblicazione e divulgazione del testo "Discorso sull'origine e i fondamenti dell'ineguaglianza tra gli uomini" del filosofo ginevrino.
2015br. Un'unica sostanza per tutto l'universo e nessuna differenza che consenta una qualsiasi forma di trascendenza. Questo lo scenario filosofico e scientifico nel quale viene a collocarsi la descrizione dell'uomo contenuta in uno dei più fortunati e controversi testi polemici dell'illuminismo, scritto nel 1747 dal filosofo e medico Julien Offray de La Mettrie. L'intera dimensione del vivente è ricondotta a un principio materialistico unitario e può essere scientificamente descritta attraverso lo studio della struttura degli organismi. Da qui una serie di osservazioni e di esempi che illustrano il modo in cui incomincia ad articolarsi un nuovo sguardo rivolto alla vita, scrupolosamente basato sull'esperienza e al riparo da spiegazioni o tentazioni metafisiche. Da qui, anche, una messa fuori gioco della nozione di "anima" in quanto sostanza separata dal corpo e dalla materia. Di conseguenza un rilancio - assai azzardato per quell'epoca, ma non solo - di molte e decisive questioni morali.
2019br. Cap. I - Quello che non è e quello che potrebbe essere la rabdomanzia Cap. II - Bacchetta e suo uso Cap. III - Una gita con la bacchetta Cap. IV - Ricerca di metalli con la bacchetta Cap. V - Qualche premessa allo studio della pendologia Cap. VI - Testimonianze autorevoli Cap. VI- bis - Grafondalogia Cap. VII - È necessariamente uno solo il concetto di energia elettro-magnetica? Cap. VIII - Radiazioni dei vegetali Cap. IX - Osservazione sul capo XXX del Genesi Cap. X - Un accenno alla cura epicarpica Cap. XI - Il pendolo - Lunghezza del pendolo - Come si tiene il pendolo - Materia del pendolo Cap. XII - Pendolo differenziale Cap. XIII - Il pendolo fotoscrivente fisso - Numero delle oscillazioni di un pendolo Cap. XIV - Lunghezza del pendolo fisso Cap. XV - Oscillazioni fisiche e psico-fisiche - Perturbamenti delle oscillazioni di un pendolo prodotti da una debole corrente elettrica continua Cap. XVI - Le scoperte in fatto di metalloterapia Cap. XVII - Il calore e le oscillazioni pendolari Cap. XVIII - Eppur si muove Cap. XIX - Raggio fondamentale - Raggio capitale - Raggio solare Cap. XX - Esaminiamo una foto Cap. XXI - Esaminiamo una mappa catastale Cap. XXII - Esame della grafia Cap. XXIII - Esame di una cellula animale vivente Cap. XXIV - La gestazione ed il sesso negli animali Cap. XXV - Ricerca della paternità a mezzo del grafico o della fotografia.
2012br. Trovare in sé il punto in cui si comincia finalmente a essere individui, a superare la psiche, a creare; suscitare con decisione l'elemento immediato dell'azione cosciente; abbandonare le illusorie, anche se dialetticamente smaglianti, vie allo Spirituale, pervenire come cercatori alla reale conoscenza di sé per ritrovare il principio della forza che si cerca fuori di sé: tale è la proposta del discorso sull'uomo interiore. Il senso del libro è appunto mostrare come, grazie all'idonea disciplina, s'avvivi nella coscienza l'elemento originario dell'azione interiore: la forza-pensiero. L'opera si svolge intorno a tre temi principali: l'immaginazione creatrice, alla quale si perviene mediante la pratica della concentrazione e della meditazione; l'ascesi della percezione sensibile, che permette di sperimentare il sovrasensibile nel mondo della percezione; infine, la contemplazione, arte della quale è data una dettagliata descrizione pratica nei suoi diversi momenti.
1998brossura
2018ill., br. L'esternalizzazione di cui l'autore parla consiste nel fatto che aspetti e funzioni del corpo o della mente dell'uomo sono trasferiti tecnologicamente all'esterno, incarnati dentro macchine tendenti alla propria autonomia. Questo processo, ora in fase già avanzata, ha inizio nella seconda metà dell'Ottocento coi nuovi media dell'immagine e del suono: la fotografia, il fonografo e il telefono. Parigi è il luogo d'elezione per studiare e capire tutto questo: la fotografia è sostanzialmente francese, del fonografo si scopre che esso fu già ben descritto da Charles Cros, e il telefono delle origini è niente altro che il teatrofono di Clément Ader. Ma, al di là di questi dati storici, Parigi costituisce il luogo nel quale questi media esplodono e implodono ed è lì che vanno osservate, meglio che altrove, le reazioni che essi suscitano e le trasformazioni antropologiche che essi provocano. L'autore lo fa muovendosi sul doppio piano della teoria e delle esplorazioni storiche e ci consegna alla fine un quadro che, a un tempo, getta luce sulle origini e indica la strada che stiamo percorrendo.
2013brossura Il concetto di eroismo è storico e mutabile, dipende dal contesto in cui ci troviamo a parlare di "eroe", dalle virtù e dalle capacità richieste ad un uomo per risultare tale. In qualsiasi periodo storico e in qualunque luogo geografico esistono gli eroi e, conseguenti ad essi, i vinti. Questi ultimi sono gli uomini che non riescono a trovare in sé motivo sufficiente per cui cercare la realizzazione del proprio essere, sono gli inetti, che caratterizzano in particolar modo la letteratura del primo novecento, coloro che non riescono a riscattare la mediocrità in cui sono consci di vivere.
2021brossura Dal fondatore del metodo MES un approccio originale allo Yoga, un'opera per chiunque voglia avvicinarsi seriamente a questa disciplina.
2003brossura
1999brossura
2020br. I saggi qui raccolti indagano, da diversi punti di vista, la poliedrica e attualissima opera di Günther Stern-Anders (1902-1992), nei suoi aspetti e nella sua potenzialità, esplorando soprattutto il tema apocalittico della fine della umanità. Questo volume, - frutto del dialogo nato in occasione di un convegno organizzato per i vent'anni dalla morte di Anders -, s'incentra e si organizza secondo due convergenti linee di analisi. Nella prima parte si ricostruisce il tracciato filosofico, antropologico e politico dell'autore tedesco, mentre la seconda sezione è dedicata alla costellazione tematica "arti, letterature e società". Quel che si profila da queste "visioni" apocalittiche è un ritratto sfaccettato e vitale di Günther Stern-Anders.