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2021br. Che cos'è l'ipnosi? Come è cambiato nel tempo il modo di concepire e indurre la trance? Cosa sono i fenomeni ipnotici, e come vengono utilizzati in ambito clinico? Queste sono solo alcune delle domande a cui il volume tenta di rispondere, con un linguaggio chiaro e comprensibile a tutti, che tuttavia non rinuncia ad uno scrupoloso rigore scientifico ed è avvalorato da una prolungata esperienza professionale sul campo. A partire da una definizione dettagliata e dalla ricostruzione storica del fenomeno, il lettore viene infatti introdotto ad una conoscenza più approfondita dell'ipnositerapia: un tema intorno al quale gravitano molte curiosità, ma anche innumerevoli pregiudizi. La riflessione teorica è integrata poi dal racconto di otto esperienze di ipnositerapia direttamente condotte dall'autrice su problemi comuni quali l'ansia, il panico, le fobie, la dipendenza dal fumo, la depressione, il dolore cronico. Percorsi da cui emerge l'importanza terapeutica di una modalità comunicativa e relazionale quale quella offerta dall'ipnosi, pratica in grado di elicitare ed utilizzare le risorse del soggetto per aiutarlo ad affrontare le difficoltà. In quest'ottica, e soprattutto nel pieno rispetto della persona e della sua unicità, si prendono così le distanze da un immaginario che dipinge l'ipnosi come fenomeno manipolatorio e coercitivo, restituendo invece al soggetto ipnotizzato un ruolo pienamente attivo nel processo di cambiamento di cui è protagonista.
2005br. Questo libro ha un'importanza fondamentale nello studio dell'ipnosi e nella sua pratica. Si tratta di un'opera completa, redatta con grande rigore scientifico, che condensa i risultati di anni di esperienze e di ricerche. Studi, iniziative e seminari per l'approfondimento di tutti gli aspetti dell'ipnosi e per la sua applicazione pratica si sono moltiplicati anche in Italia, mentre numerosi medici e clinici ne riconoscono la fondamentale e insostituibile funzione in campo terapeutico.
2020br. Benché gli "stati allargati di coscienza" siano noti da sempre in ipnosi, nessuno, al di fuori di casi eccezionali, si era proposto di scoprire come ottenerli regolarmente per utilizzarli. Grazie all'esperienza maturata in oltre quarant'anni di attività, Gianni Fortunato mostra come, impiegandoli al meglio, si possano ottenere risultati straordinari e impensabili. Ricco di dimostrazioni pratiche questo libro, vero e proprio compendio di ipnosi spiritualista, è un unicum nel suo genere, utilizzabile sia come testo di studio per i professionisti del settore sia come lettura di piacere per coloro che volessero approfondire la conoscenza della materia. A incuriosire il lettore "profano" sarà probabilmente l'approccio del terapista, che si pone come guida per gli "Spiriti Illuminati" lasciando che sia il paziente a svolgere il lavoro in autonomia.
2016ill., br. Se quando senti parlare di ipnosi immagini persone immobilizzate da uno strano potere, allora questo libro fa decisamente al caso tuo. "L'ipnosi per persone curiose" non è un libro specialistico rivolto solo agli addetti ai lavori, ma un manuale pensato per te, curioso della materia. Grazie al lessico chiaro e allo stile narrativo simile a quello del racconto, l'autore ti accompagnerà tra i luoghi comuni e i falsi miti, rispondendo alle domande e alle curiosità più frequenti e regalandoti una conoscenza autentica dei fondamenti dell'ipnosi. In queste pagine assisterai alla nascita e alla trasformazione del concetto di ipnosi, da uno stato quasi magico a un concetto più moderno, che fa di essa una condizione mentale che chiunque è in grado di sperimentare più volte nell'arco di una giornata. Potrai comprendere la differenza tra ipnosi e semplice rilassamento. Attraverso aneddoti e alcuni esempi clinici, toccherai con mano le varie forme d'ipnosi ed il loro utilizzo nel processo di cambiamento e nella relazione d'aiuto. Infine avrai la sensazione di assistere alle 3 storie di cui l'autore ti svelerà nel dettaglio cosa accade in una seduta di ipnositerapia.
2019br. Sognare non è vivere e desiderare non è sognare. Spingere invece il desiderio fino a sentire il bisogno assoluto di una determinata cosa, spingerlo al punto da sentire di non poter vivere senza di essa: ecco il gran segreto del successo, la chiave che ci apre le porte più massicce, la forza che demolisce gli ostacoli più insuperabili. Esso centuplica le nostre risorse, mette vibrazioni armoniche in tutte le fibre del nostro essere e sviluppa da solo tutte le nostre energie, polarizzandole verso un punto ben definito: desiderare insomma, è l'atto preparatorio al quale dobbiamo sottoporci prima di intraprendere un qualsiasi allenamento, e noi riteniamo infine che chiunque, giovandosi della propria immaginazione, possa agevolmente salire questo primo gradino della scala che deve portarlo fino alla meta, fino all'ideale.
2011br. Scritto nel 1942, questo volume presenta una revisione delle teorie psicoanalitiche. Le intuizioni fondamentali in esso contenute resero necassaria, per i fondatori della psicoterapia della Gestalt, l'elaborazione di un nuovo modello psicoterapeutico. Lo psicoanalista tedesco Frederick Perls intuì i limiti più significativi della psicoanalisi che si andarono evidenziando durante la seconda guerra mondiale sotto la spinta dei nuovi paradigmi culturali. Pubblicò allora questo libro, che venne ripubblicato negli Stati Uniti nel 1949. Nel periodo in cui nascevano le teorie della relazione oggettuale e le teorie sistemiche, il Perls creò un ponte tra la psicologia clinica, la psicologia generale e il contesto culturale, dando vita alla "psicoterapia della Gestalt".
2020br. Il volume tenta la ricostruzione delle vicende e del vissuto degli ultimi 150 anni del Giappone, testimoniando come il confronto antagonistico fra la parabola discendente della storia nipponica e il tentativo di contrastare l'implosione riproponendo l'ordine atavico e il ripristino delle gerarchie restituisca una società pregna di insidie e contraddizioni. Con il sorpasso del secolarismo e di ciò che lo storico Maruyama Masao definisce "fascismo strisciante", l'ordine delle cose si reitera secondo il medesimo bisogno di catalogare fatti, vite e caratteri della contemporaneità giapponese. Il caso tedesco non è troppo dissimile. Dopo il furor bellicus, i riflettori sono puntati sulla necessità di omologare il quotidiano con le espressioni inveterate dello spirito germanico. La deposizione della figura messianica in Germania, come la revoca del carattere di sacralità e di filiazione divina alla famiglia imperiale giapponese, assurgono a prime manifestazioni di un universo culturale che, lungi dall'impotenza, compie i primi passi verso la democrazia e il nuovo ordine globale.
2016ill., br. Con Simmel e con la sua "eredità", non si finisce mai di fare i conti. L'intentio recta dell'autore dell'"Io reciproco" è stata di scrivere un libro sulla filosofia del pensiero di Simmel e nel contempo un capitolo di "filosofia della storia della filosofia" contemporanea, cercando di presentare Simmel nel nostro tempo: Simmel today o, se si preferisce, Simmel un siècle après. Attraverso il suo originale saggismo comprendiamo che il fluire dinamico della vita e della storia, l'io fallibile, reciproco, non si possiede mai totalmente con se stesso come identità, affidabile e sicura. La realtà dell'io, che si costituisce nella storia "in un prima e un poi", non è mai sua e a sua disposizione. Questo non traduce una negatività che si disloca nel mezzo, tra il negativo e l'io: cioè l'alterità, il navigante nell'infinito. Il non-proprio-dell'io, giammai identico a se stesso, è fatto e generato dall'alto, nel conflitto: "la scuola in cui l'io si forma". Come per Hegel, anche per Simmel l'io è costituito dal rapporto con l'altro. Una alterità che lo (ri)compone e lo erode nella vita delle forme dell'io reciproco. Non si può pensare-di-pensare la vita come flusso in cui si dislocano la coscienza, i corpi e le cose fuori da questo rapporto.
2015br. Ogni scrittura è in fondo anche autobiografica, mantiene tra le righe un suo legame con la vita dell'autore. Anche quella filosofica? In questo libro è stato interrogato il rapporto tra filosofia e scrittura di sé in Friedrich Nietzsche. La scrittura nietzscheana non è però autobiografica: essa dà voce ad una personalizzazione della filosofia, in cui non solo l'io autobiografico, ma anche la filosofia subiscono delle trasformazioni. Rileggendo in quest'ottica le questioni di soggetto, sostanza, linguaggio, Nietzsche si propone come filosofo di se stesso e narratore del proprio pensiero: come "autore postumo".
1998brossura L'autore si propone l'esame di alcune delle principali questioni filosofiche poste dalla nozione di "persona", con particolare attenzione al recente dibattito sviluppatosi su questo tema nel contesto della filosofia analitica e delle scienze cognitive. Che cosa costituisce l'identità di un individuo attraverso il tempo? Che cosa determina l'unità del soggetto? L'articolazione del volume segue esigenze di tipo didattico e presenta i temi trattati per progressivi approfondimenti. Il pubblico potenziale comprende i filosofi, gli psicologi interessati al tema dell'identità, gli scienziati cognitivi in genere.
2012br. Pubblicato nel 1928, "L'Io e l'inconscio" è il primo tentativo compiuto da C. G. Jung di esporre in modo sistematico l'insieme di ipotesi sulla natura, struttura e dinamica della vita cui aveva dato il nome di «psicologia analitica». Tappa fondamentale nel suo percorso di avanzamento teorico, è qui che Jung articola definitivamente i concetti di inconscio «personale» e «collettivo», in queste pagine sono introdotti i concetti chiave di Animus e Anima, prendono forma le definizioni di archetipo e Ombra. Con questo libro Jung avvia il lungo dibattimento speculativo sull'individuazione che avrà come approdo finale la rivelazione dell'inconscio.
1985br. «L'Es è assolutamente amorale, l'Io si sforza di essere morale, il Super-io può diventare ipermorale, e quindi crudele quanto solo l'Es può esserlo».
2023br. Scienza e filosofia, per uscire dalla crisi, tentano una ricerca, per ora senza chiare soluzioni, su alcuni problemi chiave. Il confronto Popper-Eccles crea il primo collegamento tra la filosofia dell'io e la neurobiologia. Trattando dell'io, infatti, i filosofi sono finora sfuggiti da serie considerazioni sulla conoscenza scientifica del cervello; gli scienziati, da parte loro, hanno rinunciato, per tradizione, a collegarsi con la filosofia, preferendo ricorrere a prove puramente materiali. J.C. Eccles (neurobiologo) e K.R. Popper (filosofo), entrambi sostenitori del dualismo e dell'interazionismo, concordano invece nel considerare l'esistenza della coscienza uno dei più grandi enigmi della cosmologia.
2012br. Si tratta di una delle opere basilari della letteratura psicoanalitica e della psicologia in genere. In questo testo Anna Freud getta le basi dello studio dell'Io che, alla luce delle acquisizioni rivoluzionarie fornite dalle conoscenze dell'inconscio, acquista nuove inaspettate possibilità di comprensione. Alcuni importanti meccanismi di difesa della psiche, la negazione, la limitazione delle funzioni dell'Io, l'identificazione con l'aggressore, l'altruismo reattivo, sono colti nella loro dinamica intrapsichica e nelle loro manifestazioni durante la cura psicoanalitica e nel transfert.
2018br. "Il libro che ci apprestiamo a leggere percorre un territorio pionieristico per gli studi psicoanalitici ed è la testimonianza di quanto la psicoanalisi come teoria e come modello di lavoro sia flessibile e possa adattarsi a diversi ambiti della vita, della cultura e della società, possa articolare un dialogo con il mondo giuridico e carcerario e collaborare con essi. Il volume, che si suddivide in una parte teorica e in una clinica, mostra nella prima la ricchezza della comprensione psicoanalitica in questi disturbi, mentre nella seconda ci permette di entrare nel vivo di una pratica abbastanza lontana dal setting psicoanalitico o anche psicoterapeutico. Il bel capitolo di De Mari che leggiamo dopo l'introduzione, pone da subito i problemi specifici di questo ambito. De Mari precisa anzitutto che non si può parlare sempre e comunque di patologie mentali ma che dobbiamo guardare a questi fenomeni come «aspetti di personalità, che possiamo ritrovare in diversi quadri sindromici psicopatologici, come anche nelle persone 'sane'» e mette inoltre in luce come possa esistere «un'apparente normalità di comportamento» che coesiste con «una visione distorta della relazione da un punto di vista morale e soprattutto affettivo». Questi aspetti, tra gli altri, rendono molto arduo l'intervento sia sul piano farmacologico che su quello psicoterapeutico, perché questi soggetti possono anche tentare manipolazioni al fine di «ridimensionare la propria responsabilità e ottenere, in modo opportunistico, tutti i vantaggi secondari possibili, primo fra tutti una riduzione della pena». Le domande che De Mari si pone fin da questo capitolo sono quelle cruciali: anzitutto se la teoria psicoanalitica è utile in questi casi e se possiamo chiamare psicoanalisi gli interventi, modificati e adattati al contesto, che vengono utilizzati. Il libro si dispiega poi ad ampio spettro, da capitoli che con un coerente impianto teorico tentano di discutere le problematiche della perversione e della follia criminale a temi che si occupano delle istituzioni giudiziarie o delle varie fasi del processo." (dalla prefazione di Anna Maria Nicolò)
2022br. Questo volume, ispirato da alcune importanti e in parte inedite riflessioni di Mario Perniola sul pensiero di Nietzsche e, in particolare, su quello di Freud, sostiene, anche se molto cautamente, come la razionalità sia da rivalutare in una differente prospettiva, la quale si rivela come una difesa adattiva contro le forze e i pericoli naturali. E di come ciò conduca, infine, a una considerazione tragica del mondo. Lo sfondo è la naturalezza o l'essere originario - come l'inconscio -, che sta in un rapporto di conflittualità "eccessiva" con l'identità, e in cui vengono meno i pilastri della logica corrispettiva. Al principio d'identità succede la relazione, al principio causale succede il principio di sovradeterminazione inconscio, alla clinica e alla scienza medica succede l'ermeneutica, e al posto dell'unicità dell'origine succede infine un policentrismo sincronico. Su questo presupposto, mutuando il titolo da un famoso libro di Anna Freud, l'autore sviluppa un'argomentazione originale e suggestiva, che evidenzia la natura limitata della soggettività e dei suoi prodotti, e che si rivela uno strumento assai utile per comprendere anche il nostro presente. Fiammella di luce nel buio, bisbigliante promessa alla deriva nell'etere, ogni gratificazione si riduce a una momentanea luminescenza, compresa l'arte, e l'azione si abbevera dalla fonte avvelenata di un complesso di menomazione originario. Ma tutto questo, lungi da essere un pensiero negativo, può ribaltarsi anche nel suo contrario: partendo dal presupposto della consuetudine dell'insensatezza, la verità è contenuta in quell'impulso di ragione al quale siamo avvinghiati, sudario di vita, almanacco della salvazione, breviario della sempre incombente fine.
2021br. Il sintagma L'Io che non sono traduce una delle più importanti acquisizioni che la filosofia contemporanea, sulla scorta di Freud e dei suoi successori, e ancor prima di Nietzsche, ha attinto: l'esperienza del radicale spossessamento e della decostruzione del soggetto. Il rapporto che il Novecento ha instaurato tra filosofia e psicoanalisi si gioca, infatti, principalmente sull'affermazione di Freud: "L'io non è padrone in casa propria" e sulla torsione che Jacques Lacan opererà, successivamente, al cogito cartesiano: "Penso dove non sono, dunque sono dove non penso".
2019brossura L'opera è un aggiornamento de "L'invisibile e l'uomo" pubblicato nel 2016, arricchito con l'ingresso di decine di nuovi termini e integrazioni.
2016brossura L'opera è un dizionario di termini che l'uomo utilizza per attraversare la coltre e, guidato dall'universo dei simboli, giunge a quell'universo che molti chiamano "l'invisibile", un luogo misterioso da qui inafferrabile.