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2022br. Raccontarci e raccontare storie è il modo con il quale diamo senso alla nostra esperienza di vita, passata, presente e futura. È il modo con il quale entriamo in contatto con noi stessi e con gli altri e condividiamo il valore di quello che sperimentiamo e che desideriamo vivere. Le nostre storie sono il modo con il quale ci orientiamo nello spazio e nel tempo della nostra esistenza. Purtroppo, spesso ci perdiamo in questi racconti confondendoli con la realtà senza renderci conto che sono condizionati dalle esperienze che viviamo e abbiamo vissuto, dalle nostre emozioni, dal modo personale di interpretare quello che sperimentiamo. Ignari di questi condizionamenti ci avventuriamo nella vita alla ricerca di senso, valore, benessere o piacere, cercando di fuggire dalla sofferenza, perdendoci però in labirinti relazionali e interiori che ci portano a rivivere sempre lo stesso tipo di esperienze negative. Questo libro è una chiamata a compiere un viaggio eroico interiore per riconoscere queste narrative con le quali ci condizioniamo e imparare a elaborarne di nuove, più liberanti e in grado di dare senso e valore alla nostra vita.
2022br. Il più importante erede novecentesco della tradizione ermeneutica di Schleiermacher e Dilthey - il giurista Emilio Betti - e il principale allievo del padre della filosofia ermeneutica Heidegger - Hans-Georg Gadamer - si sono ripetutamente confrontati sulla condizione del soggetto nell'interagire con un dato altro da sé. È possibile regolamentare l'interpretazione perché assicuri l'acquisizione dell'in sé dell'Altro, senza inficiarlo con la propria soggettività conoscente? E i limiti o la destituzione di una normazione metodica comportano per il soggetto il guadagno di una libertà di senso nell'appropriazione interpretativa o la rinuncia al conseguimento decidibile di un'essenza a lui esterna? Nella ricostruzione critica del limpido dialogo tra i due pensatori, ecco stagliarsi un'integrazione auspicabile delle rispettive priorità: una "relativa oggettività" dell'interpretandum e un non arbitrario apporto ontologico da parte dell'interprete.
2013brossura Nella pluralità di tematiche che si intersecano nella filosofia di Ricoeur, l'ermeneutica della testimonianza consente di cogliere la continuità di pensiero da "La metafora viva" fino a "Percorsi del riconoscimento". Essa costituisce, da un lato, il momento più alto della fenomenologia dell'uomo capace, in cui la dimensione etica si pone a fondamento della costruzione dell'identità e del riconoscersi, dall'altro è la risposta che il pensatore dà al sapere assoluto. Da qui l'alternativa: o l'hegeliano sapere assoluto o l'ermeneutica della testimonianza. Questa va posta in una rete linguistica di cui fanno parte la promessa, l'attestazione, la credenza, dove il riferimento ad un termine comporta il richiamo degli altri, in una prospettiva epistemica e veritativa per molti aspetti alternativa al cogito cartesiano. L'ermeneutica della testimonianza e la credenza consentono inoltre al filosofo di stabilire un legame tra la filosofia riflessiva francese, la fenomenologia, l'ermeneutica ed il pensiero "non continentale".
2016br. Nel 1982, Michel Foucault dedica il suo corso al Collège de France alla "cura di sé". In senso stretto per Foucault si tratta di passare in rassegna le grandi scuole filosofiche dell'antichità, mettendo in luce l'importanza che il pensiero greco prima, e latino poi, assegnavano al principio di "avere cura di se stessi", di occuparsi attivamente della propria crescita spirituale e di "allenarsi" ad affrontare gli eventi futuri senza lasciarsi intimorire e senza lasciarsi trascinare dalle emozioni che tali eventi avrebbero potuto suscitare. Ma l'intento di Foucault non è circoscritto alla ricostruzione storico filosofica: ciò che gli preme mettere in luce è la precarietà dei modi attraverso cui avviene, all'opposto, la formazione dell'uomo moderno.
2022br. Betti, pur essendo il massimo teorizzatore dell'«interpretazione» nel nostro Paese, ebbe la profonda amarezza di sentirsi «straniero in Patria». Ciò spiega l'originaria pubblicazione in tedesco di quest'opera, L'ermeneutica come metodica generale delle scienze dello spirito, che viene qui riedita corredata da un'ampia scelta di testi tratti dall'opera maggiore Teoria generale della interpretazione (1955). Betti, erede consapevole del realismo storico vichiano, polemizza con Heidegger, con Bultmann e con Gadamer perché - pur consapevole che il problema dell'interpretare è legato al problema del comprendere - intende il rapporto di comprensione non fondato sulla soggettiva ed esistenziale «attribuzione di significato», ma sui canoni e principi che salvaguardano sia il reale messaggio dell'autore/agente (scrittore, studioso, artista, agente storico, agente sociale ecc.) sia l'autonomia ermeneutica dell'oggetto in quanto risultato fattuale o prodotto spirituale storicamente determinato.
2012br. Nata da una riflessione sull'arte di interpretare i testi e sulla verità delle scienze umane, l'ermeneutica è diventata, grazie a Dilthey, Nietzsche e Heidegger, una filosofia universale dell'interpretazione. Ha conosciuto i suoi sviluppi più conseguenti e più influenti nel pensiero di Hans-Georg Gadamer (1900-2003) e di Paul Ricoeur (1913-2005), scomparsi di recente. Chinandosi sulle sue origini, sui suoi grandi autori e i dibattiti che essi hanno suscitato, ma anche sul senso della sua universalità, il libro offre la prima presentazione sintetica della grande corrente dell'ermeneutica, da Schleiermacher fino ai rappresentanti dell'ermeneutica postmoderna (Rorty e Vattimo).
2005br. Al centro dell'Eresia di Spinoza c'è un mistero: perché all'età di ventiquattro anni il filosofo olandese venne così duramente bandito dalla comunità ebraica di Amsterdam? In questo "seguito filosofico" della sua biografia dedicata a Spinoza (Einaudi 2002), Steven Nadler, dopo aver valutato diverse possibili spiegazioni, rintraccia la causa del celebre interdetto nella negazione spinoziana dell'immortalità dell'anima. Ma dato che nella cultura ebraica non esisteva un dogma specifico al riguardo, il mistero non fa che infittirsi. Resta il fatto che, per una serie di ragioni religiose, storiche e politiche, ad Amsterdam nel 1650 era assai pericoloso sostenere una cosa simile.
2021brossura Un viaggio affascinante tra gli archetipi utilizzando i tarocchi e la psicogenealogia per scoprire cosa, nel nostro albero genealogico, ci condiziona e limita il nostro libero arbitrio.
2021brossura Un viaggio affascinante tra gli archetipi utilizzando i tarocchi e la psicogenealogia per scoprire cosa, nel nostro albero genealogico, ci condiziona e limita il nostro libero arbitrio.
1983br.
2014brossura Con una Prefazione inedita questi studi (1979-2010) interrogano l'eredità kantiana in una doppia valenza: il concetto positivo di limite e di simbolo posto fra conoscere e pensare come un "di più" e un medio (Jaspers, Ricoeur, Pareyson) e d'altro lato l'impossibile e la cancellazione. In questo secondo senso (Lévinas, Derrida, Blanchot) si avverte "un'aria di famiglia" con la teologia negativa, in particolare dionisiana, che intesa criticamente ricorda dall'Osservazione sul sublime della Critica del Giudizio il tema dell'Esodo "Non ti farai immagine o figura..." e il movimento interminabile di ciò che non può presentarsi e ciononostante si presenta. Jaspers, in dialogo anche con Heidegger e con il Tao, sembra guardare dai due lati, il bello e il sublime, le cifre e un continuo naufragio, e in una comunicazione unendlich nell'urto con culture "altre" propone un concetto esistentivo di limite come 'Uno' storico. A partire da questi esiti si intravede anche in Kant una linea "ebraica": dal soffio di una differenza incommensurabile, che per Lévinas "si consuma" capovolgendosi nell'uno per l'altro, e dalle "grandezze negative" del saggio omonimo (1763) al focus imaginarius della dialettica trascendentale fino all'antinomicità e all'aporia del sublime. Una linea che sembra connettersi a un paradossale nietzschianesimo post-nietzschiano ("... e se fossimo dei sognatori?" Lévinas).
2021ill., ril. Il volume illustra i principali apporti teorici e clinici dei primi allievi di Freud: sia di coloro che rimasero più o meno vicini al pensiero del maestro viennese - in particolare Abraham, Ferenczi e Rank - sia di coloro che, proponendo un proprio modello della mente e contrapponendosi, scientificamente e umanamente, al padre della psicoanalisi, diedero vita ad un vivace dibattito all'interno del movimento psicoanalitico - in particolare Jung, Reich e Groddeck. Lo sviluppo della psicoanalisi è seguito attraverso l'affermarsi di nuove idee e nuove modalità di trattamento, ponendo particolare cura nel descriverne la cornice storica di riferimento e nel riportare spesso la fonte diretta dei testi degli autori. Esso si presenta arricchito altresì dalla presenza sia di box che, posti alla fine di ogni capitolo, individuano le traiettorie di sviluppo di ogni autore trattato, sia di contributi che, dedicati a interessanti ambiti applicativi della disciplina, danno l'idea di cosa significhi operare in una prospettiva psicodinamica.
2022br. «La tesi sovversiva di Terminio è che grazie alla psicoanalisi possiamo imparare a pregare in un modo nuovo. Non si tratta in questa nuova forma della preghiera di invocare un Altro magico e protettore, ma, innanzitutto, di "affidarsi al silenzio". In fondo a chi ci rivolgiamo quando preghiamo, si chiede, senza sconti, Terminio, se come psicoanalisti crediamo nell'inesistenza dell'Altro? Nella preghiera il primo passo non è quello - diversamente da quello che pensava Freud - di consolidare l'Altro della fede come prolungamento dell'imago paterna idealizzata, ma di operare il suo radicale svuotamento; "anziché riempire la mancanza dell'Altro si tratta di acconsentire che l'Altro faccia emergere la nostra mancanza". Il capovolgimento è risoluto: non si prega per essere perdonati o amati dall'onnipotenza dell'Altro, ma si prega, se si vuole pregare, per incontrare la nostra mancanza, per scorgere come questa mancanza possa trasfigurarsi in un atto di donazione verso l'Altro. E questa la sovversione profonda che sconcerta il paradigma freudiano: non si prega affinché l'Altro esaudisca le nostre richieste, ma per amare l'Altro». (Massimo Recalcati)
2014br. Che significa ereditare e, più radicalmente, l'eredità può coniugarsi con la risata? Quando ciò avviene, il comico può rilevarsi un paradigma non solo interpretativo, ma anche euristico e performativo, un mezzo per confrontarsi con la storia, addirittura per fare la propria storia. Pochi, nello sviluppo del pensiero occidentale, hanno incarnato il paradosso del ridere unito all'ereditare con maggiore incidenza di Max Stirner (1806-1856). Rileggerne oggi la proposta teoretica, affrontando la duplice istanza di un confronto con la letteratura critica e con l'orizzonte speculativo del giovane hegelismo, significa in primo luogo ricostruire, sotto questo aspetto, le profondità di una stagione di pensiero non ancora pienamente indagata e, in secondo luogo, restituire senso all'unico riconoscimento che a Stirner è sempre stato tributato, ossia il suo essere estremo. Significa cioè mostrare che l'estremismo stirneriano non fa segno agli abissi del nichilismo passivo, bensì a una cuspide della strategia parodica che attinge il piano metafisico e apre al futuro di un'etica inedita - un'etica della consumazione.
2020br. Questo compendio della sacerdotessa wiccan Silja è una guida alla magia delle erbe. I primi capitoli descrivono in dettaglio la mitologia legata alle erbe, la teoria magica e gli strumenti, oltre ai diversi tipi di magia e modi di operare, da soli o come parte di una congrega. Successivamente, il lettore scoprirà come coltivare e conservare le erbe magiche e l'importanza delle fasi lunari in relazione alla semina e al raccolto. Infine viene presentato un elenco delle erbe in rapporto al loro uso in incantesimi, rituali, medicina alternativa... e molto altro ancora.
2014brossura L'intero libro è stato scritto attraverso contatti con entità di ordine superiore, anime un tempo appartenenti a questa nostra esistenza, ansiose di aiutare l'uomo a comprendere la vita e a decidere di restare presenti sempre, anche nel dolore delle cose insopportabili. Il suo scopo sarà quello di adempiere a due compiti molto importanti, il primo di aiutare l'umanità a crescere spiritualmente abbandonando l'odio, l'invidia, la rabbia e il secondo di illustrare quali saranno gli avvenimenti a livello mondiale su politica, religione, mafia, medicina... fino al 2020.
2022br. Oggi tutto è a portata di clic: nella storia dell'umanità non è mai stato così facile avere accesso alla soddisfazione dei nostri desideri, che si parli di sesso, intrattenimento, shopping, news o cibo spazzatura, attività accomunate da un facile e ingente rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore che veicola il piacere. L'altra faccia di questa medaglia è la dipendenza, che alla lunga sostituisce le sensazioni di piacere con dolore e insoddisfazione, senza però rompere il circolo vizioso della ricerca di ricompense. In questo libro Anna Lembke, psichiatra esperta nel trattamento delle dipendenze, con uno stile che rende accessibili e affascinanti i frutti dei più recenti studi scientifici sull'argomento e grazie a una vasta raccolta di casi reali raccolti durante la sua attività di terapeuta, esplora le insidie della moderna società digitalizzata e spiega come ritrovare l'equilibrio.
2022ill., br. L'astrologia ci dice che l'ultimo grande cambiamento legato alle ere astrologiche risale all'anno zero. Stiamo però entrando nell'era dell'Acquario, età che durerà altri duemila anni e che metterà in gioco valori importanti, alcuni dei quali già presenti: l'unicità dell'individuo, ma anche un nuovo senso di comunione con l'altro; la sensibilità per l'ambiente; la condivisione (attraverso Internet e fenomeni quali la sharing economy). Questo libro racconta il web e la cosiddetta "rivoluzione del gratis", il balzo incredibile della tecnologia degli ultimi anni («spiegate a vostro figlio di 6 anni che siete cresciuti senza Internet e che il telefono era fisso») e i viaggi spaziali, l'uguaglianza e la parità di genere, i social ma anche un nuovo concetto di solitudine, forse mai visto prima d'ora. Non solo un libro su una attesissima rivoluzione astrologica, ma anche un manuale per una inedita lettura del mondo. Perché le stelle possono influenzare il nostro destino, ma ciò che conta sono la conoscenza del passato e del presente e, soprattutto, la giusta lettura degli eventi che ci circondano. "
2022br. Le sfide della contemporaneità ci vedono disarmati ed inermi. Tale complessità non può trovare soluzione nella mentalità che ha governato i processi storici, antropologici, sociali e psicologici che ci hanno condotti fino a qui. In tal senso, per cavalcare la tigre del declino in atto, occorre un radicale cambio di prospettiva. Dalle conseguenze della mondializzazione alla sempre più spietata tirannia del profitto, passando per la virtualizzazione dell'esistente, per l'individualismo atomizzante dell'homo consumens, per la soppressione di ogni forma di sovranità e per lo sradicamento del sacro: l'era del post-umano si dispiega senza limiti, travalicando identità, verticalità, comunità e differenze. Il presente volume - allora - si pone l'obiettivo di pensare nuove alternative all'esistente, nella certezza che questo non sia "il migliore dei mondi possibili". È necessario - hic et nunc - volgere lo sguardo verso il nostro passato e riformulare un'epistemologia inedita, in grado di indirizzare la Storia verso l'umanizzazione della nostra disumanità.
2020br. Siamo all'inizio di una nuova epoca, quella in cui abbiamo la facoltà di prendere in mano la nostra vita e di trasformarla per ottenere una realtà più felice, produttiva e soprattutto coerente con i nostri valori. Come? Grazie alle emozioni, le armi più potenti che ognuno di noi possiede. La rabbia, l'amore, la paura, il dolore, la gioia, l'insicurezza non sono solo spie che si accendono per parlarci di noi, dei nostri bisogni e dei nostri obiettivi, ma sono anche strumenti preziosi da conoscere e usare per creare cambiamenti positivi, sia nel quotidiano sia a lungo termine. Questa è l'era del cuore: il momento in cui essere è più importante di avere; dare vale più che ricevere; lavorare su sé stessi con impegno, passione e fiducia diventa un'abitudine vincente. È il tempo di trovare il coraggio, anche quello nascosto nelle nostre fragilità, e di usarlo per trasformare i nostri fallimenti in successo.
2016br. Invitato a Tokyo a riflettere sul disastro nucleare di Fukushima, il filosofo francese Jean-Luc Nancy riflette sull'interconnessione profonda che lega ormai un cataclisma naturale come lo tsunami che ha sconvolto la costa giapponese nel 2011, e le catastrofi tecnologiche, economiche, ecologiche che pervadono il nostro immaginario quotidiano. Nell'età moderna, per Nancy, all'"universo infinito" ha risposto "l'uomo che supera infinitamente l'uomo" di Pascal. Il richiamo del filosofo francese è a un cambio di configurazioni umane, naturali, cosmogoniche, qui ed ora, dato che la nostra civilizzazione sembra attribuire valore solo ad un plus del futuro, che segue ¡1 tempo degli investimenti e dei ricavi: il plus di un futuro che non lascia spazio alla concretezza e all'esperienza radicale del presente. Che cosa vuol dire, scrive Jean-Luc Nancy, "pensare" in questa condizione che è la nostra?
2019br. "Qualunque cosa entri nella vostra vita non è altro che l'espressione materiale di una qualche credenza nella vostra mente. Il corpo che avete, il tipo di casa che avete, il tipo di lavoro che fate, il tipo di persone che incontrate, sono tutti condizionati da e rispondono a vostri concetti mentali. Circa una ventina di anni fa coniai l'espressione "equivalente mentale". E ora voglio dirvi che per qualsiasi cosa desideriate nella vita - un corpo sano, una vocazione soddisfacente, amici, opportunità e, dovete costruirne un equivalente mentale. Date a voi stessi un equivalente mentale e le cose arriveranno. Senza un equivalente mentale non potranno arrivare. Questo vale anche per le cose di cui vorreste liberarvi, (ognuno ha di queste cose nella propria vita)."
2021ill., br. Dopo la pubblicazione in italiano, nel volume Magick, delle prime tre parti dell'opera più importante di Aleister Crowley, quella che egli chiamava "Liber ABA", o "Libro quattro", esce ora la quarta e ultima parte, "L'Equinozio degli Dèi". Essa contiene un resoconto autobiografico di come Crowley pervenne alla ricezione della pietra angolare di Thelema, "Il Libro della Legge", e consegna al lettore una nuova appendice che tratta delle sue implicazioni cosmografiche, etiche e religiose. Oltre al testo de "Il Libro della Legge" e del suo Commento, l'opera comprende la riproduzione del suo manoscritto originale e quella della Stele della Rivelazione. L'introduzione del curatore, Hymenaeus Beta, offre un approfondito apparato critico e storiografico e ricostruisce con dovizia di particolari la ricezione de "Il Libro della Legge" da parte di Aleister Crowley, contestualizzando le vicende biografiche che hanno accompagnato la stesura dei cinque commentari redatti dall'autore, che per oltre vent'anni si impegnò a interpretare quei versi. La presente edizione include aggiunte, correzioni e annotazioni di Crowley rimaste finora inedite in Italia, e attraverso il confronto con i manoscritti originali ripristina svariati passi esclusi dalle edizioni precedenti.