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2009br.
2012brossura Questo libro nasce dalla volontà di vedere pubblicato un testo italiano che spieghi finalmente in modo completo il coaching nella sua vera essenza. Punto di riferimento è il metodo che viene insegnato nelle università anglosassoni, come quella di Sidney, la prima università al mondo ad inserire il coaching tra le materie accademiche, e la promotrice dell'evidence-based coaching, un movimento composto da docenti universitari, ricercatori, coach professionisti che, con ricerche empiriche, convegni e riviste internazionali intende far crescere il coaching in ambito scientifico. Questo testo è rivolto a tutti coloro i quali vogliano conoscere ed apprendere in modo rigoroso ed esauriente le basi di questa affascinante disciplina, che mira allo sviluppo dell'eccellenza della persona e che si fonda su tre elementi caratterizzanti: l'instaurazione di una relazione facilitante tra il coach e il cliente (chiamato anche coachee), lo sviluppo del potenziale umano, la creazione di piani d'azione autodeterminati finalizzati al raggiungimento di obiettivi concreti e specifici. Questi tre elementi vengono analizzati in modo approfondito; ognuno è inserito in una precisa cornice teorica di riferimento ed ampliato da strumenti di coaching che evidenziano la natura interdisciplinare del metodo.
2014br. "L'essenza degli Yoga Sutra", la nuova opera accademica di B.K.S. lyengar, è uno studio sull'essenza filosofica dello yoga: gli Yoga Sutra di Patanjali. Questi sutra, concisi e chiari, costituiscono il fondamento dell'antica filosofia dello yoga, e per ciascuno di essi lyengar offre ai lettori moderni un commento penetrante e una spiegazione, illustrando il modo in cui la pratica dello yoga può trasformare la mente, il corpo e lo spirito. Questa guida definitiva è un'introduzione alla filosofia spirituale che è alla base della pratica dello yoga, ed è uno strumento completo tanto per i principianti quanto per gli esperti insegnanti di yoga.
2017br. In questo nuovo saggio, che è una sorta di summa delle sue opere precedenti, Byung-Chul Han mostra la scomparsa della figura dell'Altro nel mondo dominato dalla comunicazione digitale e dai rapporti neoliberistici di produzione. La singolarità dell'Altro disturba, infatti, l'incessante circolazione di informazioni e capitali, e la sua rimozione lascia il campo al proliferare dell'Uguale, che favorisce la massima velocità e funzionalità dei processi sociali. Ma dove è promossa solo la positività dell'Uguale, la vita s'impoverisce e sorgono nuove patologie: l'inflazione dell'io imprenditore di se stesso genera angoscia e autodistruttività, l'esperienza e la conoscenza sono sostituite dalla mera informazione, le relazioni personali cedono il posto alle connessioni telematiche. Solo l'incontro con l'Altro, destabilizzante e vivificante, può conferire a ciascuno la propria identità e generare reale esperienza. E per questo motivo che il saggio si chiude sottolineando l'urgenza della ricostruzione di una comunità umana fondata sull'ascolto e sull'apertura all'Altro.
2022br. Nel 1884 usciva l'articolo What is an Emotion?, in cui William James, nel clima scientifico influenzato dalle idee di Darwin, provava a dare una risposta a un interrogativo oggi ancora aperto. Le emozioni, infatti, sono attualmente un campo di ricerca interdisciplinare dove c'è ancora molto da scoprire. Il volume offre una riflessione sul tema dal punto di vista filosofico, trattando la questione delle emozioni attraverso un percorso che parte dall'empirismo associazionistico di J. S. Mill, transita per i risultati dell'opera di W. James e termina con la teoria delle emozioni di J. Dewey, lasciando emergere intersezioni con istanze contemporanee, in particolare affini alla fenomenologia.
2018br. «Non si può essere incolti al punto di amare solo cose di alta qualità». Come una saetta, l'arguzia di Fabio Mauri fulmina qualsiasi proposito di ridurre l'arte alla pura dimensione estetica. A lui, tra i massimi esponenti dell'avanguardia italiana degli ultimi cinquant'anni, il titolo stesso di «artista» suonava enfatico e fuorviante. Forse eccessivo per difetto. Preferiva considerarsi uno sperimentatore di atti linguistici espressi con tecniche diverse, dai dipinti ai collage, dal teatro alle installazioni agli scritti teorici: quadri che si scoprono attivi, diagnosi che diventano performative, corpi che passano all'azione. Ed è infatti l'«azione», «la forma del fare», il carattere distintivo della ricerca di Mauri, secondo Giacomo Marramao, che qui testimonia l'amicizia di una vita attraverso le riflessioni che l'hanno accompagnata. Ciascuno è stato interprete dell'altro, in un conversare mai interrotto che tocca il senso stesso dell'arte e del pensiero. Per Marramao, «l'arte al di là dell'arte» di Mauri allestisce una strabiliante officina di incessante smontaggio-rimontaggio della macchina scenica del mondo, tenendo alto così il proprio «coefficiente di radicalità», innanzitutto filosofico. Per Mauri, l'amico filosofo - a cui affida un ruolo-chiave nella sua performance più celebre - possiede un modo «quasi fisico» di comunicare i «contorni» di un'idea, e sa tenere a freno l'«euforia della teoria». Entrambi coinvolti sino in fondo, su fronti che si sono spesso incrociati, nell'esperimento del mondo.
2021br. "[...] non è ciò che penso di me. Quell'Altro, l'Io autentico, è quella voce che tutti noi abbiamo ascoltato almeno una volta parlarci, sussurraci o dirci chiaramente qualcosa - di cui abbiamo avuto esperienza come ciò che è più vero, reale, immediato, autentico in noi. Si tratta di una voce che, quando le concediamo lo spazio per esprimersi, non possiamo fare a meno di ascoltare". Un ascolto che, secondo Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi, dà all'uomo la possibilità di modificare se stesso, di essere causa, non effetto, della sua personalità e della sua storia personale. Un ascolto che è stile di vita, criterio di salute, autorealizzazione ed evoluzione integrale, occasione di ricondurre il molteplice all'uno. In questo saggio, che ha come oggetto l'esperienza transpersonale, gli autori propongono linee guida, riferimenti scientifici, innovativi strumenti di conoscenza che esortano ed aiutano a rileggersi, a reimpostarsi, a considerarsi come uno spazio in cui l'Essere può prendere voce: una radura per una possibilità transpersonale.
2016br. L'opera è uno degli ultimi lavori di Jean Wahl e costituisce una sorta di precipitato del suo pensiero. Qui egli si confronta con le riflessioni di numerosi filosofi, poeti e pittori, tra grandi e minori, antichi e contemporanei, al fine di ricercare la presenza di una o più esperienze metafisiche che si troverebbero all'origine delle loro teorie e opere, e che ritornerebbero in diverse forme nel corso di tutta la storia dell'umanità. Essenziale diviene lungo il percorso il tema dei contrari e dell'oltrepassamento, in quanto queste esperienze, come quelle del finito e dell'infinito, del continuo e del discontinuo, del denso e del sottile, sono a un tempo antinomie in rapporto a cui l'individuo deve sempre scegliere e superamenti della situazione ordinaria di accettazione di quel che è dato all'interno di un certo paradigma. In questo testo Wahl ha dunque convogliato e ripresentato nel suo tipico procedere, spesso più divulgativo che teoretico, l'essenza delle ricerche di una vita.
2016br. L'opera è uno degli ultimi lavori di Jean Wahl e costituisce una sorta di precipitato del suo pensiero. Qui egli si confronta con le riflessioni di numerosi filosofi, poeti e pittori, tra grandi e minori, antichi e contemporanei, al fine di ricercare la presenza di una o più esperienze metafisiche che si troverebbero all'origine delle loro teorie e opere, e che ritornerebbero in diverse forme nel corso di tutta la storia dell'umanità. Essenziale diviene lungo il percorso il tema dei contrari e dell'oltrepassamento, in quanto queste esperienze, come quelle del finito e dell'infinito, del continuo e del discontinuo, del denso e del sottile, sono a un tempo antinomie in rapporto a cui l'individuo deve sempre scegliere e superamenti della situazione ordinaria di accettazione di quel che è dato all'interno di un certo paradigma. In questo testo Wahl ha dunque convogliato e ripresentato nel suo tipico procedere, spesso più divulgativo che teoretico, l'essenza delle ricerche di una vita.
2021br. Che senso ha la vita? E la morte? Qual è il significato dell'esperienza religiosa e quale quello del ragionamento filosofico o della meditazione? Uno dei più grandi filosofi contemporanei ci porta a riflettere su cosa sia la nostra "esperienza interiore": l'esperienza della vita, ma anche della morte, il rapporto con la realtà, la razionalità, la filosofia, la meditazione, il misticismo, l'esistenza di un Dio e tanto altro. Un'analisi spietata del mondo dei nostri "ideali", portata avanti con irriverenza e allo stesso tempo con la profondità e originalità che hanno fatto di Bataille uno dei più studiati intellettuali di sempre. Introduzione e postfazione di Enrico Ghezzi.
2018br. Dopo un rapido e necessario inquadramento teoretico sul tema del silenzio, anche con riferimento alle dimensioni teologiche, filosofiche, esistenziali che ne accompagnano la consistenza, si presenta una piccola fenomenologia del silenzio, come la si può cogliere all'interno della dimensione giuridica della esistenza umana. Alla fine di questo piccolo viaggio fenomenologico, si potrà apprezzare come - al contrario di ciò che comunemente si pensa - il diritto parli anche, e forse soprattutto, attraverso il silenzio. Un orizzonte di comprensione diverso e originale dunque e molto fecondo anche nella prospettiva della formazione della coscienza giuridica contemporanea.
2000brossura L'Autore introduce alla conoscenza dell'affascinante mondo indiano della "filosofia", schiudendo al lettore occidentale panorami teoretici e culturali di grande interesse. La particolarità di questo volume è quella di essere un invito alla filosofia, un tentativo di far recuperare al lettore la ricchezza e la complessità del pensare che l'approccio occidentale al filosofare ha reso monotono legandolo a un rapporto statico soggetto-oggetto.
2008br. La riflessione sulle modalità della fruizione può percorrere vie molto diverse. In questo volume si cerca una traccia che attraversa il Novecento: dal pensiero dei filosofi di matrice fenomenologica fino ad alcuni esiti interni alla filosofia analitica. Si tratta di un percorso consequenziale a una scelta ben precisa che privilegia l'esperienza estetica e il suo significato. Piacere e godimento estetici sono oggetto di un'attenta e rigorosa analisi e il vissuto estetico è investigato in tutte le sue stratificazioni di senso. La figura, tanto controversa, del fruitore e quella, non meno problematica, dell'oggetto al quale egli si rivolge sono le protagoniste di un approfondimento del ruolo e del significato dell'opera d'arte, sia essa figurativa, letteraria, cinematografica o televisiva e non solo, poiché "oggetto estetico" è ciò in cui scopriamo contenute altre qualità rispetto alle proprietà fisiche che osserviamo. La fruizione emerge con i tratti della percezione potenziata ma anche come esperienza di sé e invito all'agire. Le due nozioni correlate di oggetto e fruitore si definiscono in un rapporto vitale di scambio e arricchimento reciproco, che appone il sigillo dell'attività, della spontaneità e della creatività a una relazione nient'affatto distaccata, censì coinvolta, partecipe e "interessata".
2008brossura La nostra esistenza si fonda su un'esperienza estetica. Anche una sensazione apparentemente non importante, spiega Henri Maldiney, può aprire un orizzonte di senso grazie alla ricettività umana che è insieme attiva e passiva: "trans passibile". Dal contatto sensibile preliminare dipende lo stile stesso della nostra esistenza. Questo contatto ha una sua logica immanente, non riducibile agli oggetti della psicologia oggettiva, della fisiologia, delle categorie della rappresentazione. Esso è la modalità d'apertura, insieme attiva e passiva, che accoglie, integra e trascende l'evento sensibile nel quale il mondo si presenta. L'esperienza estetica si produce in ogni evento critico, ma è soprattutto nell'opera d'arte che l'aisthèsis manifesta la sua logica e si fa visibile, pur restando irriducibile a ogni spiegazione. A contatto con l'arte, noi siamo come rapiti, proiettati all'interno di uno spazio e di un tempo che non produciamo, ma che co-nasce insieme a noi nell'evento dell'opera. Attraverso le opere, scrive Maldiney, ci riconosciamo testimoni di un'apertura all'essere di tutto ciò che ha luogo.
2011br. Che cosa vogliamo dire quando diciamo che qualcosa "è vero"? Un approccio ermeneutico al problema della verità non può che partire da questa domanda: che non è la domanda su "che cos'è" la verità, ma sul suo significato nella nostra esperienza. La tesi generale dell'ermeneutica filosofica sul problema della verità può essere infatti riassunta, secondo l'autore, nella difesa del suo pieno contenuto semantico, contro ogni tesi ridondandista: tramite la parola "vero" noi significhiamo non già una condizione del reale "in sé", ma una condizione della nostra esperienza del reale. Essa perciò non è il segno di una realtà atemporale, il marchio dell'abisso tra una realtà eterna e la nostra esperienza, ma è al contrario esattamente ciò che fa della realtà "in sé" una realtà "per noi": quel che ci collega alla realtà, facendone non un altro mondo, ma precisamente il nostro mondo.
2004br. Lo scopo della terapia della reincarnazione non è tanto quello di conoscere le proprie vite precedenti e soddisfare certe curiosità, ma capire il proprio destino, vivere in sintonia con esso, decifrarne il senso. Vista in quest'ottica, la reincarnazione diviene un'autentica disciplina esoterica e un mezzo per capire il nostro ruolo e il nostro compito nel mondo. Sebbene sia stato scritto parecchi anni fa, questo libro è perfettamente attuale, anche perché nessun altro ricercatore è andato al di là dei risultati ottenuti da Dethlefsen negli esperimenti qui presentati, nessuno ne ha tratto conclusioni altrettanto valide.
1996brossura Oggi le idee della psicoanalisi devono e possono essere rese accessibili a tutti quelli che vivono questa esperienza, terapeuti o pazienti. Il libro presenta le idee di quegli autori che, a partire da Freud, hanno contribuito a formare la fisionomia della psicoanalisi di oggi, attenta a cogliere l'esperienza delle persone reali. Appartiene a questa nuova psicoanalisi anche un nuovo modo di affrontare questioni teoriche e tecniche da sempre dibattute: l'origine della psicopatologia nel trauma reale o nelle fantasie, la femmilità e la mascolinità, le perversioni sessuali, la psicoanalisi come disciplina empirica, il privilegiare l'interpretazione o la relazione reale fra analista e paziente, il controtransfert, ecc.
2014brossura "Così pensa e così vive chi ama la filosofia. E continua a fare quello che faceva prima, rimanendo però sempre fedele alla filosofia". Con queste parole Platone evoca la forza di una vocazione o forse di un destino: quello della fedeltà al filosofare. Una fedeltà che corre tenacemente fino all'oggi, mutuando tempi e spazi lontani, eppure medesima nell'esperienza per quella vita e per quell'amore. Ma quale cosa corrisponde all'esperienza della filosofia? E, insieme, ed è lo stesso, in che modo la filosofia fa esperienza della cosa? Questo volume prova a rispondere ad entrambi gli interrogativi, presentando alcune scritture filosofiche esemplari, scritture che profilano un luogo in cui la determinazione teoretica della cosa si affianca al suo accoglimento etico, in cui l'idealità razionale diventa gesto d'esistenza. Questo luogo, non solo di pensiero, ma d'esperienza, sembra privare testo filosofico e testo letterario di quel divario che li confina nei margini di singole e separate "discipline", consentendo ad entrambe di maturare un incontro, schiudere un'apertura, una rifrangenza in cui le voci prendano fiato e le scritture corpo. E allora filosofia e letteratura, Platone, Kant e Heidegger come Hofmannsthal, Mann e Dostoevskij, e anche un acuto filosofo italiano come Giulio Preti, in dialogo diretto con Platone, possono comporre un coro di voci plurime dirette alla diversa modulazione di quell'unica esperienza della cosa a cui, a diverso titolo, siamo tutti chiamati.
2013brossura Questo studio prende le mosse dal paragrafo "Linguaggio e verbum di Verità e Metodo", nel quale Gadamer tratta della nozione di verbo interiore. Con la maggior parte degli interpreti è condivisa l'ipotesi secondo cui la riabilitazione di ciò che Agostino chiama "verbo nel cuore (verbum in corde)" è un punto di vista privilegiato per mettere alla prova l'effettività della tradizione dell'ermeneutica ontologica e veritativa. Tuttavia, contrariamente a buona parte di essi, è avanzata la tesi, per certi aspetti provocatoria, secondo cui tale riabilitazione finisce per mostrare non tanto le potenzialità quanto i limiti di questa tradizione. La dimostrazione si muove lungo un'originale decostruzione e ricostruzione della storia del concetto accanto a un'indagine sulla sua presenza, oltre che in Gadamer, anche in Heidegger e Ricoeur. Nelle conclusioni, che prospettano ulteriori ricerche, è suggerito per quale motivo quella dell'ineffettività dell'ermeneutica non sia da intendersi solamente come una tesi negativa.
2018br. Il filo conduttore di questo libro è la duplice modalità in cui il tempo può essere vissuto: come la ripetizione di qualcosa che è già stato o come la dimensione in cui emerge ciò che è nuovo. Anche se questa è l'esperienza di ciascuno di noi, grandi nomi ci hanno preceduto e possono rappresentare una guida, o almeno una traccia: da filosofi come s. Agostino, Kierkegaard e Aristotele, a narratori come Mann e Proust, a poeti come Eliot e Montale. La psicoterapia, che si misura col tempo come ripetizione, deve farsene carico per comprenderne le ragioni profonde e muoversi verso l'esperienza del tempo storico, dove può avvenire ciò che ancora non era avvenuto. Anche se in questa avventura il tempo è spesso vissuto, per usare la classica analisi di s. Agostino, come "il presente del passato", la meta è, comunque, "il presente del presente". Ed è qui che alla fine si decide il valore del nostro vivere.
2016br. Una riflessione sull'esperienza del dolore in cerca dei luoghi comuni e topoi della tradizione greca e ebraico-cristiana dell'Occidente. Una ricerca sulle tensioni presenti nell'universo del dolore e sulle aporie del futuro. Un'occasione terapeutica di individuazione della giusta distanza per tener testa al proprio patire individuale.
2005br. Gli esseri umani sono mortali. Posta di fronte a questo dato, la nostra civiltà tende a esorcizzare la morte, mentre i singoli individui o rifiutano una realtà dura da accettare o innescano processi inconsapevoli di simbiosi con l'estinto (soprattutto se sono colpiti dalla perdita dei loro cari): in ogni caso bloccano il loro processo di maturazione e di sviluppo psichico. Dalla ricerca dell'autrice, esperta di psicologia analitica, emerge l'importanza dell'elaborazione del lutto (Freud) per evitare l'insorgere di stati depressivi e per favorire lo sviluppo e la crescita della personalità, proprio a seguito di dolorose esperienze di morte.
2010br. Il rapporto fra le filosofie di Leibniz e Kant costituisce un intricato nodo storico che questo libro cerca di districare assumendo che, più che cercare di evitare gli errori di Leibniz, Kant intendesse riformulare nel linguaggio della filosofia critica quella visione "architettonica" della ragione e della scienza che egli ritrovava nelle dottrine del suo famoso predecessore. Guardando le cose da una prospettiva storica più ampia, ciò può significare che la filosofia di Leibniz costituì per Kant il banco di prova di quella "deteologizzazione" della scienza che egli stesso portò a compimento come effetto non secondario della sua "rivoluzione copernicana" trasformando quello che in Leibniz è il fondamento dell'intera impalcatura teologica in una direttiva imposta dall'operare intrinseco della ragione.