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1976260, [4] pp.; 21 cm. Bross. edit. Carta legg. ingiallita, qualche traccia d'uso
1972réf. 8586Weilheim, Barth, (1972). 229 S., 1 Bl. 8°. OLwd. mit OU.
1972réf. 161834Weilheim (Oberbayern): Barth 1972. 229 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Leinenband mit goldgeprägtem Rückentitel sowie mit Orig.-Schutzumschlag. [Hardcover / fest gebunden].
2000Mm 135x225 Collana "Immagini del profondo". Brossura editoriale di 160 pagine. Firma d'appartenenza alla carta di guardia, alcune sottolineature a matita, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-16, legatura cartonata con fregi in oro ai piatti e astuccio rigido in stoffa nera e oro con chiusure in avorio, pp. 287(1); illustrazioni in bianco e nero fuori testo e fregi a colori. Testo ebraico a fronte. Diffusi aloni alla copertina e all’astuccio rigido. Edizione di 900 esemplari numerati (ns. n. 233). Allegato biglietto da visita di Vincenzo Bona.
1984réf. 33389Königstein/Ts. : Jüdischer Verlag Athenäum 1984. 239 S. ; 21 cm, mit Schutzumschlag Pp., gebundene Ausgabe, Hardcover/Pappeinband, Exemplar in gutem Erhaltungszustand, Neupreis in Euro: 19,80
1986réf. 56230Hanau : Dausien 1986. 357 S. ; 21 cm, mit Schutzumschlag Gewebe, gebundene Ausgabe, Leinen, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
Paris, Calmann-Lévy, collection "Diaspora", 1974. In-8, broché, 500 pp plus table des matières. Né à Berlin en 1897, Gershom Scholem a enseigné à l'Université hébraïque de Jérusalem à partir de 1925. Il est aujourd'hui président de l'Académie israélienne des lettres et des sciences. Parmi ses principaux ouvrages, tous consacrés à l'histoire et à la philosophie religieuses du judaïsme : Les grands courants de la mystique juive :Les origines de la Kabbbale. Bel exemplaire. Edition originale.
1966In-8°, legatura in brossura editoriale, pp. 230(1).
1989[6] + 174pp., reprint of the original 1923-edition, 4th edition, 23cm., cloth, very good condition, R76759
2015pp. 107, cm 22x13, brossura. Nuovo.
1983pp. 496, cm 21x15, brossura. Nuovo.
199222 cm, brossura editoriale illustrata in nero rosso e oro, p. 496. Alcune immagini in nero a piena pagina, compreso l'antiporta.
2001brossura
1980(Religione - Mistica ebraica - Ebraismo - Cabala) In 16° grande, brossura editoriale, pp. (6),266,(2) +pp. 18 di Catalogo Einaudi. Traduzione di Anna Solmi. Collana "Piccola Biblioteca Einaudi", 383. Volume ben conservato.
2013br. Il problema delle origini della Kabbalà, forma della mistica e della teosofia ebraica che sembra sorgere a un tratto nel secolo XIII, è uno dei più complessi e importanti nella storia religiosa dell'ebraismo dopo la distruzione del Tempio. Il volume sintetizza i risultati di oltre quarant'anni di lavoro. Le accurate e sistematiche ricerche compiute dall'autore sui manoscritti del periodo arcaico non solo dissipano diffidenze troppo a lungo diffuse per pregiudizio razionalistico o entusiasmo romantico, ma rinnovano completamente gli studi sul movimento. L'approfondito lavoro filologico e storico-critico condotto sulle fonti ha consentito di rilevare che il "Séfer Bahir" - testo fondamentale della Kabbalà prima dello "Zòhar" (fine del XIII secolo) - è redatto su materiali più antichi, tutti con caratteristiche gnostiche. Proprio attraverso il "Bahir", il pensiero gnostico mitopoietico ha fatto la sua ricomparsa all'interno del giudaismo e ha caratterizzato per secoli quella che oggi, grazie agli studi di Scholem, può essere definita, religiosamente e culturalmente, la corrente più vitale e originale del giudaismo. In antitesi a studi precedenti, l'autore sottolinea inoltre che la Kabbalà è nata da bisogni religiosi interni al giudaismo e non da apporti culturali esterni. In questo senso è espressione genuina e profonda dell'anima ebraica e differisce in modo sostanziale dalla filosofia, nella quale l'apporto greco e arabo è stato invece determinante.
1991328pp., 24cm., softcover, good condition, R76867
1987xvi + 487pp., 25cm., 1st English edition, hardback (cloth), good condition, R76868
199022 cm, rilegatura editoriale in simil pelle rossa, sovracoperta editoriale illustrata, p. XV, 603.
Paris, Payot, 1960, in-8, brossura editoriale, pp. 432. Con bibliografia. Ottime condizioni.
1982In 8°, brossura edit. ill., pp. 496,(2), con alcune ill. b/n n.t.; copia molto buona. (ZB2/B) (ZB2/B)
1980In 16°, brossura editoriale, pp. 6, 266, (20); collana "PBE 383", copia molto buona. (HOME 01) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
2010br. "La dottrina della creazione dell'uomo a immagine (tzelem) di Dio ( Gn, 1, 26), già in sé alquanto problematica per la teologia monoteistica, offrì ai mistici il termine tecnico per una concezione che aveva ormai una parentela molto remota con l'idea biblica. Ai cabbalisti premeva sapere in che cosa propriamente consistesse la particolare essenza individuale dell'uomo, dal momento che la dottrina della trasmigrazione delle anime ... si prestava a mettere in dubbio la specifica unicità e irripetibilità dell'essere umano. Qual è il prìncipium individuationis di ogni uomo, l'elemento che costituisce l'unicità della sua esistenza e che mantiene la sua identità attraverso le varie trasmigrazioni dell'anima?". Così si legge in questo volume, che raduna le conferenze tenute da Scholem ai celebri Colloqui di Eranos, ad Ascona, tra il 1952 e il 1961. A quel pubblico assai scelto Scholem decise di presentare lo sviluppo storico e i nodi essenziali delle dottrine cabbalistiche scandendoli in altrettanti capitoli di un lessico ideale del misticismo ebraico. Scorrono così davanti ai nostri occhi i temi e i concetti più profondi, misteriosi e affascinanti della teosofia cabbalistica: la figura mistica del Creatore, l'intreccio misterioso di bene e male nella divinità stessa, la dimensione sessuale del divino, compendiata nelle forme del Giusto e della Shekinah, le peripezie della reincarnazione e i viaggi cosmici del nostro "doppio", il "corpo astrale".
2003br. C'è un cuore nella Cabbala: è lo "Zohar", il libro dello Splendore, un immenso e rapsodico commento alla "Torah" nato sul finire del XIII secolo in ristretti circoli cabbalistici castigliani e destinato a imporsi come opera canonica di indiscussa autorità a fianco della "Bibbia" e del "Talmud". E c'è un cuore nello "Zohar": il capitolo dedicato alla creazione, chiuso nella lucentezza dei suoi 17 versetti e delle relative chiose. Poprio questo capitolo è stato tradotto, introdotto e commentato da Gershom Scholem, il quale non trascura di esporre il drammatico racconto "preliminare" delle dieci sefiroth o "sfere" della divinità, le prime tre nascoste nell'insondabile nulla del "senza fondo", le altre sette legate ai giorni della creazione.