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1957réf. 105174Bruxelles, Editions de la Revue Les Lèvres Nues 1957 In-8 broché 19,5 cm sur 12,5. 153 pages. Bon état d’occasion.
1929Due volumi (19 cm) di 462 + 459 pagine; Due illustrazioni a colori alle antiporta e altre in fuori testo. Legatura editoriale in tutta tela bordeaux con titoli dorati al piatto e al dorso. Ottime condizioni. Paleologue era stato ambasciatore di Francia a San Pietroburgo durante la guerra.
1947In 8°, br. edit. con sovracc. ill. (lievi tracce d'uso), pp. 335,(5), coll. "Orientamenti. XII"; buon es.
8vo, br. ed. pp.274. Tra gli orrori di cui la storia del Novecento è stata prodiga, pochi sono paragonabili alla condizione dei besprizornye, come venivano chiamati nella Russia postrivoluzionaria gli innumerevoli bambini e ragazzini rimasti orfani in seguito alla guerra, alla guerra civile o alla carestia. Stimati tra i sei e i sette milioni nel 1921, sporchi, vestiti di stracci, vagavano da soli o in gruppi per le città e le campagne in cerca di cibo, spostandosi nel paese aggrappati alle balestre sotto i vagoni dei treni, trovando riparo dal gelo negli scantinati delle stazioni o dentro i cassonetti, spinti dalla fame a un crescendo di aggressività e violenza che arrivava fino al cannibalismo. Né potevano offrire un'alternativa a quella vita gli orfanotrofi pubblici: strutture, in tutto simili ai lager che di lì a poco sarebbero sorti per altri scopi, dove bambini scheletrici giacevano ammassati in condizioni spaventose. E se negli anni Venti il problema viene studiato sul piano sociale, politico, giudiziario, psicologico ed educativo, in seguito saranno imposti il silenzio e la censura da parte di uno Stato che non può certo ammettere un simile sfacelo nel 'paradiso' della società sovietica. Negli ultimi trent'anni il fenomeno è tornato oggetto di analisi e rigorose ricerche storiche. Luciano Mecacci è riuscito, grazie a testimonianze dirette e documenti dell'epoca spesso trascurati, a offrirne una ricostruzione completa anche dall'interno, calandosi - e calandoci - nell'abisso psicologico e umano dei protagonisti di vicende che possono sembrare, oggi, semplicemente inverosimili.
1907in-16°, pp. 283-(1). Bross. edit. con tracce del tempo sui piatti. Alcune segnature a matita all'interno.
8vo, rileg. edit. sovracoperta. pp.593. Nel 2010, dopo decenni di oblio, le icone del Salvatore e di san Nicola sono tornate alla luce: dipinte su due porte d’accesso al Cremlino, avevano osservato dall'alto per quattro secoli i mutamenti del paese, scomparendo poi nel nulla nel 1937. Si pensava fossero state distrutte dalla furia iconoclasta dello stalinismo, e invece erano state salvate da ignoti operai, nascoste per settant'anni sotto uno strato gentile di intonaco. In epoca di rinascita nazionale, la scoperta è stata sapientemente sfruttata dal governo di Vladimir Putin: era una storia di uomini devoti che rischiavano la vita, in un periodo di terrore, per salvare le immagini miracolose di Mosca. Una storia del Cremlino finiva così per riassumere l’intera storia del popolo russo. Questa è, con le dovute differenze, anche la tesi di Catherine Merridale: le mura e i numerosi edifici della "fortezza rossa" sono i testimoni migliori di una lunga sequenza di grandi imprese, atti eroici e cerimonie solenni, di tradimenti e complotti, rovesciamenti, assassinii e vendette. Un’epopea tragica che ha visto succedersi gli eredi di Gengis Khan e i boiari, Ivan il Terribile e Pietro il Grande, Nicola I e i Romanov, Lenin e Stalin, Gorbacev e Elc’in, fino al presente di Putin. Caso più unico che raro, è da molti secoli la roccaforte da cui lo stato russo esercita, e ostenta, il suo potere. Più volte distrutto, ricostruito, ripensato e riprogettato, il Cremlino è il frutto peculiare dell’unione tra cultura delle steppe e cultura europea, ben evidente nelle sue piazze, nelle torri e nei palazzi, un tripudio architettonico che coniuga stile russo e Rinascimento italiano, eclettismo e autarchia. Catherine Merridale ci accompagna nel complicato dedalo della topografia e della storia del Cremlino, che come ci dimostra finiscono presto per sovrapporsi: se gli edifici sono l’incarnazione visibile del passato, il potere ha imparato fin da subito ad approfittarne; a ogni cambio di regime, nuovi edifici venivano costruiti e altri venivano distrutti, nella continua riscrittura di una storia mai pacificata. Nella tetra penombra delle chiese sepolte, sotto la polvere degli archivi segreti, nella miriade di mappe antiche e documenti riservati, batte ancora oggi il cuore politico della Russia.
8vo. br. ed. 399pp. "La Russia è un rebus avvolto in un mistero che sta dentro un enigma", affermava Churchill nel 1939. Ma l'Occidente ha mai provato davvero a risolvere questo rompicapo? È l'oggetto osservato a essere imperscrutabile, o sono forse gli occhi dell'osservatore a essere offuscati? Partendo da Carlo Magno, fino ad arrivare alla recente crisi ucraina, Guy Mettan ricostruisce le linee di forza religiose, geopolitiche e ideologiche di cui si nutre la russofobia europea e americana. Attraverso una discussione critica delle fonti mette in luce le debolezze e le mistificazioni del pregiudizio che ancora oggi porta l'Occidente a odiare l'orso russo e a temere il suo presunto imperialismo. "Oggi - sostiene Mettan - il mistero russo non esiste più, poiché le informazioni sono disponibili, per tutti coloro che vogliano decifrarle". Introduzione di Franco Cardini.
1999Mm 210x295 Catalogo della mostra tenuta a: Stupinigi, Palazzo di Caccia, 3 luglio - 7 novembre 1999; Montreal, The Montreal Museum of Fine Arts, 9 dicembre 1999 - 9 aprile 2000; Washington, National Gallery of Art, 21 maggio - 9 ottobre 2000; Marsiglia, Museaum of Fine Arts, 17 novembre 2000 - 4 marzo 2001. Brossura editoriale di 621 pagine, ricco apparato iconografico a colori. Libro in condizioni di nuovo. Testo in inglese - english text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
19521 Vol. In-8 pag. 431 varie ill. in tavv. f.t PROG 31190 CATT_ATT 43
1988réf. 10796France-Empire 1988 Bon état d’occasion, dos légèrement insolé.
8vo, br. ed. pp.154 dedica sulla prima pagina bianca.
1938Cm. 14x22.5, pp. VI-521. Lingua: francese. Legato in cartoncino editoriale morbido. Ottimo.
1979bross. edit. ill. - prima edizione it. - edizione di 1.500 copie numerate; esemplare n. 349
1946Broch?. 236 pages.
1998réf. THEATREEE13130426Paris, José Corti, 1998, 13,7 x 21,5, 162 pages cousues sous couverture souple imprimée. Traduit du russe par André Markowicz. "Pourquoi y sommes-nous venus, dans cette forêt, ce bois profond et sans soleil ? pourquoi, vieux frère, avons-nous donc effrayé les hiboux et les chouettes ? pourquoi les avoir dérangés ? qu'ils vivent comme ça leur chante ! ici, tout est en ordre, vieux frère, comme ce doit l'être dans une forêt."
in-8°, 318 pp, cartes et tabl., broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [CA31-7]
1971in russo in 4°, tela edit. ill., manca cofanetto, traduzione inglese delle didascalie a fine vol.
1978bross. edit. ill., timbri e catalogazioni di biblioteca estina - prima edizione - volume in lingua inglese
1937réf. 176341937 Lyon, E.Petit éditeur,1937, In huit, 420 pp, broché,
1993réf. 142738Atelier, coll. « Part Des Hommes » 1993 In-8 broché 22,6 cm sur 12,7. 279 pages. État correct d’occasion.
1963In-8° pp. 701, leg. in tela edit. con sovrca. ill. con tracce d'uso. Esame della potenza sovieticasotto l'aspetto economico, sociale, culturale, ecc.
réf. 11016Paris, La Bibliothèque Française, collection "Tous les cieux", 1935, 1 br. in-8, titre, V-238 pp., illustrations h.t. (Tolstoï sur son lit de mort) ;
19721 Vol. In-8 p t. editoriale, sovracopt. ill pag. 286 4 tavv. f. t PROG 34584 CATT_ATT 46
1967réf. 110971Albin Michel 1967 In-8 broché 20,8 cm sur 13,4. 345 pages. Couverture légèrement poussiéreuse. Quelques annotations en marge au crayon à papier sur les cinquante premières pages. Bon état d’occasion.