29 313 résultats
In 8o, pp. 26, br. ill., 37 ill. n.t. Vita illustrata del santo fondatore dei missionari del Preziosissimo Sangue. Minime spellature al piatto ant. Ottimo (3373/ AGIOGRAFIA - S. GASPARE DEL BUFALO - ROMA)
16mo, br. pp.417, ed. Attribuita a un Antonino Liberale di cui non si ha alcuna notizia e allestita con ogni probabilità tra il II e il III secolo, questa silloge di racconti di metamorfosi ci è stata tramandata da un codice di Heidelberg, il Palatinus Graecus 398. Il ricchissimo commento di Sonia Macrì e Tommaso Braccini ricostruisce con sapienza tutta la complessa rete mitografica, folklorica e antropologica che le fa da sfondo. «Tifone inseguì gli dèi, incalzandoli. Essi però gli sfuggirono, avendo la precauzione di mutare il proprio sembiante in quello di animali. E così, Apollo divenne uno sparviere, Ermes un ibis, Ares un pesce lepidoto, Artemide un gatto, Dioniso a sua volta si rese simile a un capro, Eracle a un cerbiatto, Efesto a un bue, Leto a un toporagno e ciascuno degli altri dèi cambiò aspetto nel modo in cui riuscì. Quando, poi, Zeus colpì Tifone con un fulmine, quello, consumato dal fuoco, si nascose nel mare e lì spense le fiamme. Zeus, però, non lo lasciò andare, ma gettò su Tifone il gigantesco monte Etna e sulla sua cima pose Efesto, come guardiano. Quest'ultimo, dopo aver fissato le incudini sul collo di Tifone, lavora la massa di metallo rovente». Nel mito greco era plausibile che uomini e donne potessero trasformarsi in animali, piante e rocce. Era l'ultima propaggine del regno della metamorfosi. E l'ultimo cantore di quelle storie fu Ovidio. Prima di lui e accanto a lui era fiorita su quei temi una intera letteratura, che il tempo ha sommerso. Ma almeno un prezioso relitto si è salvato: queste Metamorfosi di Antonino Liberale, che per alcune vicende sono una fonte unica e indispensabile e vanno poste accanto agli scritti di Apollodoro e di Igino come testimonianza di ciò che fu l'antica mitografia.
1971In 8°, br. edit. con sovrac. alla francese ill. (piccolo strappo), pp. 240,(2), con num. fot. b.n. in tavv. f.t.; es. molto buono. (x302/d) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
19711 Vol. In-8 t. editoriale. Copt. orig. cons pag. 240 28 ill. f.t Disponiamo anche di copia in brossura PROG 1086 CATT_ATT 14
1968in-8°, pp. 271 con alcune ill. f.t. Bross. edit. Buono stato.
In 16°, bross. a fogli chiusi, pp.223 e 77 tavv. f.t.
1937Milano, Ceschina, 1937, in-8, br. con sovracc., pp. 360, (4). Con 28 tavv. in b.n. f.t. e nota bibliografica.
Rovigo, Istituto Veneto di Arti Grafiche, 1925, in-16, br. edit., pp. 95, (1). Cop. tematica (Mole Adriana) in bicromia, cartine e vignette (vedute di città) in forma di testate e finali. Allegati: opuscolo ill. (pp. 6) di Siena, stampato dall'ENIT, e foglio volante (cm. 20x32) piegato, redatto a cura del Consolato Americano a Firenze con notizie pratiche per la visita della città.
2003Mm 155x210 Volume in copertina rigida con sopracoperta a colori, XXII-389 pagine. Libro in stato di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
19021 Vol. In-8 cartonc. pergamenato.Dedica al risg.Ex-libris pag. 20 nn PROG 38774 CATT_ATT 51
193018 cm, br. edit; pp. xx, 381
In 4',br. ed. con sovrac. amatoriale in acetato , pp. 207, ill. in n. n.t.; segni d'uso e bruniture ai margini della cop., leggere tracce di sporco ai tagli, interno in buono stato, lieve sentore di cantina.Luogo di pubblicazione RomaEditore Mario BacciniAnno pubblicazione s.d.Materia/Argomento Storia locale, Roma, Territorio, ButteriScaffale 44/8Autore Baccini, Mario
in-8, 316 pages, index, broche, couv. ill. Bel exemplaire. [NV-35]
2005pp. 174, cm 21x14, bross., coll. La Corte dei Papi, 15. Nuovo.
1981In 8, pp. 318, leg. ed. t.t. con sovracc. ill.Prima edizione, ottime condizioni.Luogo di pubblicazione MilanoEditore LonganesiAnno pubblicazione 1981Collana Immagini 17
1966Mm 125x210 Prima edizione. Collana "I Narratori" - Volume cartonato rigido di 126 pagine. Segni del tempo al retro di copertina, lievi e rare ossidazioni alle carte, nel complesso ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
16mo, 256pp. inscribed by the author on fep. fine and bright.
19301 Vol. In-16 pag. VIII-122 ill. di Nicco (alc.tavv.f.t.) Cpt.ill Dedica dell'A.al risg. Es.intonso PROG 17935 CATT_ATT 28
1922In 8', br. ed. sovrac. con etichetta e tit. scritto a mano al dorso, pp. 321, tavv. f.t. alcune a doppia pagina; in buono stato, ordinari segni del tempo
1964Mm155x215 Brossura editoriale di pagine 416. Seconda edizione. Opera in ottime condizioni.
1976in 8° br. fig. a col. pp.520, ben tenuto
8vo, br. ed. 139pp. La fortuna critica dei fabliaux è andata regolarmente crescendo nel corso degli ultimi decenni. Il Medioevo francese ci ha lasciato circa centocinquanta di questi poemetti in rima baciata, generalmente di ottonari, lunghi poche centinaia di versi, e di contenuto per lo più erotico, se non francamente osceno. La scommessa che il curatore di questo volume (...) ha proposto all'amico direttore della collana, e di cui un editore coraggioso ha accettato di farsi complice, è di fingere che nell'epoca in cui viviamo nè le parole, né le cose facciano più paura, nemmeno nei titoli. Ma sarà poi davvero così? (A. Barbero)
1999In 8°, br. edit. ill., pp. 200,(8); con numerose ill. b/n e col. n.t. e f.t.; prima ed., ottimo esemplare. (m302)
1924In-16°, leg. in bross. edit., pp. XXIII(1). Seguono 50 tavv. fronteggiate da altrettante pp. n.n. di testi esplicativi. Altre ill. intercalate nel testo introduttivo.
8vo, br. ed. pp.222. Morto Pericle, la guerra del Peloponneso in corso, una nuova generazione di politici irrompe sulla scena pubblica di Atene. Uomini come Alcibiade, la cui volontà di primeggiare e di promuovere le proprie personali ambizioni fa di lui, secondo Tucidide, uno dei primi responsabili della crisi della democrazia che sfocia nei colpi di Stato oligarchici del 411 e del 404 e poi nella sconfitta in guerra di Atene. O come Antifonte, Pisandro, Frinico, Teramene, protagonisti di una nuova e sconcertante stagione politica. Lo scopo è quello di assumere il potere per affermare i propri interessi personali. Alla perenne ricerca del consenso, costretta a compiacere il popolo, quella classe politica da una parte gli concede un potere eccessivo e incontrollabile, dall'altra ne manipola la volontà eccitandone le passioni. Nella gestione dello Stato, il tema dell'interesse comune passa così in secondo piano; al politico democratico si sostituisce il demagogo, nel senso moderno del termine. I colpi di Stato oligarchici sono dunque la degna conclusione di questo processo degenerativo e sono realizzati attraverso raffinate tecniche di controllo del consenso. Ma la democrazia riesce a mostrare capacità di reazione e gli esperiemnti oligarchici rientrano con rapidità: restava da affrontare la ricostruzione, non solo sul piano istituzionale ma anche e soprattutto su quello ideologico ed etico. Si trattava di tornare a porsi come obiettivo, e come limite alle ambizioni dei singoli, "la giustizia e l'ultile della città".