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brossura Il decennio degli anni Ottanta si apre con la pubblicazione del Capitolato Federtrasporti, ovvero un elenco comune di requisiti, sottoscritto da tutte le aziende municipalizzate di trasporto pubblico e dall'associazione dei costruttori automobilistici; il Capitolato è improntato ad uniformare la produzione di veicoli, in modo tale che i costruttori possano offrire prodotti equivalenti e confrontabili, cercando di superare le puntigliose richieste locali, che talvolta avevano notevolmente influenzato la produzione di serie. Mentre il Consorzio INBUS e la Menarini decidono di adeguare i loro due modelli a questo Capitolato, IVECO sviluppa un progetto nuovo, che prende il nome commerciale di Effeuno. La monografia è suddivisa in tre sezioni: Analisi tecnica, mirata a descrivere gli elementi comuni di progettazione del telaio e delle parti meccaniche, derivanti dal progetto IVECO e dal Capitolato Federtrasporti; Analisi del design, che analizza le peculiarità dei prototipi e degli allestimenti interpretati dai diversi carrozzieri italiani; La diffusione in Italia, dedicata infine alla distribuzione ed all'impiego di questi veicoli nelle più importanti regioni e città italiane.
brossura Il decennio degli anni Ottanta si apre con la pubblicazione del Capitolato Federtrasporti, ovvero un elenco comune di requisiti, sottoscritto da tutte le aziende municipalizzate di trasporto pubblico e dall'associazione dei costruttori automobilistici; il Capitolato è improntato ad uniformare la produzione di veicoli, in modo tale che i costruttori possano offrire prodotti equivalenti e confrontabili, cercando di superare le puntigliose richieste locali, che talvolta avevano notevolmente influenzato la produzione di serie. Mentre il Consorzio INBUS e la Menarini decidono di adeguare i loro due modelli a questo Capitolato, IVECO sviluppa un progetto nuovo, che prende il nome commerciale di Effeuno. La monografia è suddivisa in tre sezioni: Analisi tecnica, mirata a descrivere gli elementi comuni di progettazione del telaio e delle parti meccaniche, derivanti dal progetto IVECO e dal Capitolato Federtrasporti; Analisi del design, che analizza le peculiarità dei prototipi e degli allestimenti interpretati dai diversi carrozzieri italiani; La diffusione in Italia, dedicata infine alla distribuzione ed all'impiego di questi veicoli nelle più importanti regioni e città italiane.
brossura Questa raccolta di testi venne pensata come omaggio e guida a sussidio di un "giro di addio" su un 418 di Modena e successivamente fu arricchita grazie al contributo di numerosi appassionati che avevano gradito l'idea. L'intera opera è stata ripresa, aggiornata ed integrata con nuovi contributi, per omaggiare nuovamente il 418 nel 2021, anno in cui si celebra il cinquantesimo anniversario dalla commercializzazione dei primi esemplari. La diffusione pressoché totale sull'intero territorio nazionale, la quantità di mezzi realizzati e la molteplicità di versioni rendono difficoltoso costruire un quadro completo del bus FIAT 418. Per comprendere cosa ha rappresentato questo modello, questa pubblicazione prova prima ad analizzare e a ricostruire tutti i retroscena, partendo dall'ideazione, passando per la tecnica, per arrivare alle varie interpretazioni dei carrozzieri italiani ed anche stranieri, per poi soffermarsi sulle realtà locali vissute in prima persona dagli autori dei contributi.
ill. Libro fotografico con breve storia della STECAV e appendice tecnica.
ill., br. Milano in tram significa raccontare l'evoluzione storica, urbanistica, sociale della metropoli lombarda attraverso il suo mezzo di trasporto privilegiato: il tram. Il racconto, contrappuntato da un ricchissimo corredo illustrato a colori e in bianco e nero sempre accompagnato da didascalie chiarificatrici, muove dal 1840, dai mezzi a trazione animale, per passare poi all'elettrificazione di fine XIX secolo, al tram negli anni di guerra e a mezzo di collegamento tra centro e periferia, per giungere infine alla metropolitana e ai nuovi mezzi di trasporti. Completano il libro le schede tecniche sui singoli modelli.
ill., ril. Il trasporto intercomunale di Torino in un periodo storico che va dall'inizio del '900 a oggi, ripercorso attraverso i suoi mezzi con una completa documentazione che li presenta dalla loro entrata in funzione fino alla dismissione. Sono presentate anche immagini di veicoli restaurati, il tutto completato da tabelle con dati tecnici.
ril. "Dalla testimonianza di Cesare de Bus Paolo VI ricavò i tratti essenziali del vero catechista: essere l'uomo della Bibbia e l'uomo della Chiesa, ansioso di trasmettere la vera dottrina di Cristo. Sullo stile e sul metodo particolare di fare catechesi di san Cesare de Bus in questo libro ci si sofferma doverosamente, nel quadro generale della sua figura e del suo tempo, nonché del suo cammino spirituale. Questo libro ci aiuta a conoscerlo e ad amarlo e c'incoraggia a imitarlo." Marcello Card. Semeraro
ill. Il 31 dicembre 1929, con il transito dell'ultimo convoglio, cessò sulla tranvia Meldola-Forlì-Ravenna il servizio merci mentre continuò fino al 10 gennaio 1930 quello passeggeri. Tutto cominciò circa cinquant'anni prima quando il Dott. Giovanni Brusaporci di Meldola, l'Ing. Giulio Romagnoli di Forlì e la Banca torinese Tachis-Levi & Figli (che fornì i capitali) costituirono una società per la costruzione di una tranvia a vapore tra Meldola e Forlì, successivamente ceduta alla belga Societé Anonyme des Tramways des Romagnes già impegnata nella gestione di diverse tranvie in Italia. Il 19 novembre 1881 si ebbe l'inaugurazione della linea Meldola-Forlì, il 10 novembre 1883 venne inaugurata la Forlì-Ravenna e alla fine del 1884 fu completata la diramazione verso la Darsena del Porto di Ravenna. Nel 1900 la tranvia raggiunse anche lo zuccherificio di Classe e in seguito furono realizzati diversi raccordi con stabilimenti industriali soprattutto a Forlì. Questo volume, ricco di immagini e documenti, fa piena luce sul primo e unico tentativo di collegamento diretto, non automobilistico, tra Forlì e Ravenna che prolungando la tranvia proveniente da Meldola fino al Porto ravennate tentò di avvicinare la collina al mare.
ill. Libro fotografico con breve storia della STECAV e appendice tecnica.