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2014br. Per Thelonious Monk la musica è sorpresa, riproduzione dell'incredibile ricchezza, varietà, imprevedibilità del mondo. Il suo non è soltanto un nuovo linguaggio, per quanto profondamente radicato nella tradizione, ma un linguaggio in grado di sorprendere se stesso a ogni passo, una sorta di innovazione di secondo grado. In questo libro su Monk due pianisti jazz, Giacomo Franzoso e Arrigo Cappelletti (che è stato suo docente al conservatorio di Venezia) ne discutono la figura e la musica in stile "monkiano", a frammenti e piccoli paragrafi, con dialogo finale fra gli autori, e da una prospettiva sghemba e inusuale, che al posto dei soliti stereotipi preferisce porre l'accento sulla consapevole apertura di Monk al futuro.
2015br. Scrivere di Miles Davis significa non solo doversi confrontare con uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo, ma anche fare i conti con un'originalissima e stimolante prospettiva filosofica. Ma cosa fa sì che ancor oggi la musica di Miles costituisca una delle più grandi ed emozionanti sfide per qualsivoglia filosofo realmente degno di tale appellativo? Da cosa dipende, se non dal suo essersi mostrato capace di depistare qualsiasi tentativo di prevederne le scelte musicali? Il fatto è che un genio come quello dell'autore di "So What" continua ancor oggi a incantare perché il suo è un gioco sempre insieme armonico, melodico e ritmico; e in ogni caso affidato a un incessante e mai pago rovesciamento delle parti. Proteso a rincorrere il libero ed esaltante, nonché metamorfico, dinamismo della natura; mosso dalla volontà di spingersi sempre più in là, verso quel "limite ultimo" che almeno una cosa gli avrebbe fatto senz'altro sperimentare: il brivido dell'inaudito e di una sempre inaugurale, nonché autentica, "potenza poietica".
2015br. Parlare di Han Bennink significa intraprendere un viaggio nella storia del jazz europeo, a cominciare dai primi tentativi di emancipazione dal modello americano fino agli esiti più estremi della free improvisation. Altro obiettivo del volume è analizzare il drumming benninkiano, sempre riconoscibile indipendentemente dal contesto musicale in cui egli si ritrova. Intervistando lo stesso Bennink, Catalano prova a descrivere cosa significa essere un improvvisatore prima ancora che un batterista, affrontando così un tema molto discusso come l'improvvisazione ma da una prospettiva diversa rispetto a quella puramente tecnico-musicale o filosofica.
2016br. È il giugno del 1997 quando, durante una delle tre tappe del tour di Ornette Coleman a "La villette" di Parigi, uno spettatore particolare e molto attento, si erge dal pubblico e inizia a porre domande al compositore. Quel 23 giugno sarà consacrato a un incontro vis-à-vis tra due delle personalità più singolari ed eclettiche della scena culturale contemporanea: Ornette Coleman e Jacques Derrida. L'intervista, pur nella sua brevità, tocca i temi dell'armolodia, della democrazia, della civiltà e della civilizzazione, della globalizzazione, dell'assenza di leadership, dell'evento e del suo dispiegarsi. Ricostruendo le storie personali dell'uno e dell'altro, dei soprusi subiti da bambini per il colore della propria pelle (Coleman) o per il credo religioso della propria famiglia (Derrida), i due si confrontano sul concetto di lingua materna e di se e quanto questa influenzi il modo stesso di pensare, perché del resto, si sa, "prima di essere musica, la musica era soltanto parola".
2018ill., br. Membro del quintetto "classico", la formazione storica di Miles Davis, e poi leader per oltre quindici anni dei Weather Report, Wayne Shorter ha attraversato alcune delle più esaltanti fasi del jazz ed è oggi considerato uno dei più importanti sassofonisti viventi. Il saggio di Antonio Marangolo rende omaggio alla visione e alla carriera del maestro di Newark, dagli anni con i Jazz Messengers di Art Blakey alle attuali esperienze del Wayne Shorter Quartet, passando per le collaborazioni con Miles Davis, Joni Mitchell e perfino Pino Daniele. La lezione di Coltrane, di cui Shorter è in un certo senso erede, le sperimentazioni free jazz, il legame con la musica brasiliana e tutte le altre principali questioni legate alla sua musica vengono qui inquadrate sotto una duplice prospettiva: biografica e filosofica. Un libro che ripercorre la carriera di un grande interprete del panorama musicale contemporaneo e di un testimone privilegiato della storia del jazz.
2019br. Pat Martino non è soltanto un innovativo chitarrista jazz e compositore, ma un uomo che ha saputo sviluppare una straordinaria sensibilità spirituale nei confronti della sua esistenza in virtù di esperienze decisive: su tutte, la ricostruzione della propria memoria e vita a seguito di un aneurisma cerebrale che gli ha provocato una grave amnesia. Questo fa di lui una figura di grande ispirazione. Confrontarsi con il suo universo umano e artistico significa farsi condurre in un viaggio di esplorazione che va da Eraclito a Rousseau, dalle fifilosofie orientali al fascino oracolare del Libro dei Mutamenti e dei suoi esagrammi. La musica è infatti per lui un mezzo, un veicolo per stabilire una connessione spirituale con il tutto e approdare a una più profonda comprensione della propria identità. Come ha detto Carlos Santana, è un musicista totale che attraverso la sua arte ispira le persone a una forma superiore di consapevolezza.
2019ill., br. La musica jazz e il fascismo, in Italia, si sono diffusi quasi simultaneamente. A partire dagli anni Trenta, il regime mussoliniano ha sviluppato nei confronti di questo genere musicale una crescente avversione, al punto da finire a osteggiarlo con norme e divieti: il jazz era visto come una minaccia, una pericolosa moda d'oltreoceano che rischiava di avvelenare la purezza della tradizione italiana. Nonostante censure e incomprensioni, il pubblico (grazie alla sua diffusione radiofonica e discografica e all'attività dei primi importanti jazzmen italiani, tra i quali Gorni Kramer e Natalino Otto) ha invece dimostrato di apprezzarlo particolarmente e di coglierne la portata di indiretta avversione ideologica al regime. Questo saggio di Luca Cerchiari, basato su una vasta documentazione storiografica e musicologica, analizza la contraddittoria ma sorprendente penetrazione del jazz in Italia nel suo periodo di massima repressione. Il volume propone inoltre gli isolati ma acuti scritti sulla musica afro-americana di Filippo Tommaso Marinetti, Massimo Mila e Alfredo Casella ed è arricchito da un'intervista a Romano Mussolini, figlio del Duce, pianista jazz di professione.
2021br. Alcuni aspetti dell'identità statunitense e la forza del suo soft power hanno concorso a rendere celebre, verso la metà del Novecento, uno stile creativo (tra musica, spettacolo e letteratura) e un atteggiamento sociale e comportamentale espressi da termini sintetici e fortunati come hip e cool. È stato soprattutto il jazz moderno, con personaggi di primo piano quali Duke Ellington, Lester Young, Miles Davis, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk, Dave Brubeck, Chet Baker, John Lewis e il suo Modern Jazz Quartet, a sviluppare musicalmente il concetto di cool, al quale hanno contribuito anche raffinati interpreti vocali quali Billie Holiday e Frank Sinatra, con una sensibilità venata di sottile understatement. Ma il jazz moderno ha a sua volta influenzato la letteratura della beat generation, in particolare l'opera di Jack Kerouac (ispirata da Charlie Parker), il cui ampio lascito risulta ancor oggi imprescindibile.
2022br. Attraverso incontri e interviste con maestri della vocalità jazz, blues e soul - da Johnny Adams a Mark Murphy, da Johnny Otis a Carmen McRae, da Bill Henderson a Tony Bennett, da Jimmy Scott a Etta Jones, da Betty Carter a Bobby McFerrin - e con loro illustri accompagnatori, Confessin' the Blues dipinge il ritratto di un'epoca ancora fertile per la musica afroamericana, quella dell'ultimo Novecento, in equilibrio tra tradizione, innovazione ed eclettismo: un'epoca in cui il blues appare vitale come forma lirico-musicale (schiettamente popolare o raffinata, jazzistica), come richiamo sempre fondamentale nel grande songbook di Broadway, Hollywood e Tin Pan Alley, o come umore presente nell'intero spettro culturale nordamericano e nel linguaggio quotidiano dell'America urbana, suburbana o rurale. E anche come filtro (la sua fluida celebrazione degli alti e bassi della vita) attraverso il quale un cantante toccato dalla potente emotività del blues guarda alla propria arte e alla propria carriera.
1979Joachim-Ernst Berendt FOTOSTORIA DEL JAZZ.. , Garzanti 1979, Copertina rigida illustrata, frontespizio con dedica a penna, volume in ottimo stato con fotografie in b\n Molto buono (Very Good) . Copertina rigida 355
1997Polillo, Arrigo; Fayenz, Franco Jazz : la vicenda e i protagonisti della musica afro-americana. Milano, Mondadori 1997 italian, 867 1997 "Oscar mondadori/oscar saggi, n. 531". Opera con copertina morbida in brossura.N 83
1979Gian Carlo Roncaglia il jazz e il suo mondo. , Einaudi 1979, libro usato in buone condizioni con leggero principio di ingiallimento. Tagli leggermente impolverati Buono (Good) . 391 8806493388
1996In 8°, p. 265, LII (2). Racconti, raccolte di articoli, biografie, tutto ciò che ricorda il jazz. Traduzioni di Riccardo Brazzale e Chiara Carraro. Appendice discografica a cura di Luciano Viotto. Brossura editoriale illustrata. Cofanetto illustrato in plastica. Ottimo esemplare.
2001DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. GRAFFIETTI/SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO PERFETTO. Miles Davis (1926-1991) è uno dei massimi protagonisti del jazz moderno e contemporaneo, e in senso generale di tutto il Novecento sonoro. Non c'è novità stilistica che non l'abbia visto fra i principali protagonisti, se non fra gli ideatori. Davis è stato un maestro della tromba, che suonava con lirismo incomparabile, e un improvvisatore di genio assoluto; un uomo dal talento sconfinato ma anche dal carattere difficile, ambizioso ed esigentissimo; un collezionista di donne bellissime e intense, ma anche una persona profondamente legata alle sue radici afroamericane. È stato un punto di riferimento della vita jazzistica, e più in genere musicale e sociale, dal dopoguerra all'epoca della collaborazione con Gil Evans e John Coltrane, dagli anni del jazz-rock alla sua finale assunzione in una sorta di pantheon mediatico. Questo libro è lo strumento ideale per carpirne i segreti, apprezzando tutte le sfumature del suo talento e della sua straripante umanità. Miles Davis (1926-1991) is one of the greatest stars of modern jazz and contemporary, and in a general sense of the 20th century. There is no stylistic innovations that haven't seen between the main protagonists, if not among the originators. Davis was a master of the trumpet, playing with incomparable lyricism, and an improviser of absolute genius; a man of boundless talent but also difficult, ambitious and extremely demanding character; a collector of beautiful women and intense, but also a person deeply tied to its African roots. It was a landmark of the jazz life, and more generally the musical and social, since the war at the time of collaboration with Gil Evans and John Coltrane, from the years of jazz-rock to its final intake in a kind of pantheon. This book is the perfect tool to learn their secrets, appreciating all the nuances of his talent and his overflowing with humanity. Descrizione bibliografica Titolo: Miles Davis. Dal bebop al jazz-rock (1945-1991) Autore: Luca Cerchiari Editore: Milano: Arnoldo Mondadori, 2001 Lunghezza: 312 pagine; 22 cm ISBN: 8804549416, 9788804549413 Collana: Volume 252 di Oscar storia Soggetti: Biografie, Musica, Storia musicale, Musicologia, Compositori, Musicisti, Band, Jazzisti, Generi musicali, Evoluzione, Grandi maestri, Capolavori, Canzoni, Melodie, Note musicali, Spartiti, Swing, Rock, Aneddoti, Elettronica, Tromba, Trombettisti, Afroamericani, Cultura nera, Neri, Cool, Dischi, Discografia, Solisti, Fusion, Modale, Kind of Blue, Carisma, Elettrico, Tendenze musicali, Versace, Cultura pop, Spettacolo, Concerti, In a Silent Way, Bitches Brew, Teo Macero, Jimi Hendrix, Capolavori, Riferimento, Consultazione, Saggistica, Hollywood Walk of Fame, Musicisti jazz, Etichette, Industria, Produzione, Grammy, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Juliette Gréco, Tossicodipendenza, Droga, Cultura americana, Suoni, Ritmo, Anni Cinquanta, Anni Sessanta, Anni Settanta, Anni Ottanta, Anni Novanta, Dig, Blue Haze, Bags' Groove, Sordina Harmon, 'Round Midnight, Ascensore per il patibolo, Ascenseur pour l'échafaud, Something' Else, John Coltrane, Sax tenore, Red Garland, Paul Chambers, Contrabbasso, Philly Joe Jones, Jimmy Cobb, Giant Steps, Gil Evans, Seven Steps to Heaven, My Funny Valentine, Miles Smiles, Sorcerer, Nefertiti, Miles in the Sky, Circle, Filles de Kilimanjaro, Betty Mabry, Cicely Tyson, Sly & the Family Stone, The Old Thing, Steve Grossman, Keith Jarrett, Note, Principe delle tenebre, Scrittura, Orchestra, Genealogia, Bibliografia, Album, Battute, Assolo, Libri Vintage Fuori catalogo, Freepop, Biographies, Music, Musical history, Musicology, Composers, Musicians, Bands, Jazzmen, Musical genres, Evolution, Great masters, Masterpieces, Songs, Melodies, Musical notes, Scores, Anecdotes, Electronics, Trumpet, Trumpeters, African Americans, Black culture, Blacks Cool, Records, Discography, Soloists, Charisma, Electric, Music Trends, Entertainment, Concerts, Masterpieces, Reference, Consultation, Nonfiction, Musicians, Labels, Industry, Production, Drug addiction, Drug, American culture, Sounds, Rhythm, Fifties, Sixties, Seventies, Eighties, Nineties, Lift to the gallows, Double bass, Notes, Prince of darkness, Writing, Genealogy, Bibliography, Album, Jokes, Solo, Out of print books Parole e frasi comuni accordi afroamericana armonico artistica ascoltare assolo basso batteria battute bebop bianco Blue blues brani capacità Charlie chitarra elettrica Cinquanta citato colleghi Coltrane Columbia Sony Music continua contrabbasso critica davisiana dimensione disco discografica elementi elettrico espressiva europea Evans facendo fiati figura forma genere George Gil Evans gioco gruppo Hancock improvvisazioni incisioni jazz jazzistica John lascia libera linea melodica momento mondo musicale nero New York newyorkese note Parker passaggio passato periodo personalità pianista piano pianoforte presenza pubblico rapporto registrazione riferimento rispetto ritmica rock ruolo sassofonista scelta serie Shorter solisti sonora spazio stile strada strumentale strumenti struttura studio successivo suono sviluppo tecnica tema tematica tipico tromba trombettista vivo
In 8°, br. edit., pp. 353(3), con X tavv. di spartiti di composizioni jazzistiche f.t. oltre ad 8 tavv. di pubblicità jazz-musicale.
1993Morrison Toni Morrison Toni. Jazz. Chatto and Windus 1993.. Londra, Chatto and Windus 1993 english, in ottavo pp. 229 30437 Morrison Toni. Jazz. Chatto and Windus 1993. In-8. pp. 229. Cartonato con sovraccoperta. Ottimo. Testo in inglese.
1947Numerous photographs in two sections. A little shelfworn.
1967Described in the Introduction as " a sniffle round the record shelves - in a style which grew out of the joint authors' need to scrape a living by writing record sleeves". Nice illustrations in the text. 128 pages. Lower cover corners a bit bumped.
1990Gildo De Stefano Gildo De Stefano. Jazz moderno 1940 - 1960. Milano, Kaos Edizioni 1990 - I italiano, in ottavo pp.168 Storia del Jazz dal 1940 al 1960. Pagine e copertina ingiallite. Evidenziature e segni e sottolinature a penna su varie pagine. Dedica a panna sulla prima pagina.
1990Antonio Lodetti. Antonio Lodetti. Alle radici del Jazz. I edizione.. Milano, Kaos edizioni / Gammalibri 1990 italiano, in ottavo pp.211 Le fondamentali tappe dell'evoluzione del Jazz, la teoria, gli stili e il divenire storico della musica afro-americana. Il volume presenta segni a penna e versi evidenziati all'inerno. Pagine livemente ingiallite.
1993Michele Mannucci Michele Mannucci. Dizzy Gillespie. Roma, Nuovi Equilibri 1993 - I italiano, in sedicesimo pp.64 Biografia sul jazzista Dizzy Gillespie. Pagine e copertina lievemente ingiallite. Con 12 cartoline ingiallite allegate. Con cofanetto ingiallito.
2018Raccontare l'Art Ensemble of Chicago significa attraversare buona parte delle esperienze artistiche più innovative del secondo Novecento. Senza mai allontanarsi dalla cultura afroamericana in cui si sono formati (la musica delle chiese nere, quella delle comunità locali, le bande dell'esercito, il jazz di ogni epoca), i suoi membri hanno saputo influenzare l'arte performativa di tutto il pianeta, sintetizzando nel concetto di Grande Musica Nera ciò che la diaspora africana nel mondo ha regalato alla cultura contemporanea. Fin dalla metà degli anni Sessanta, sul palcoscenico i membri dell'Art Ensemble creavano un irresistibile intreccio di esperienze spettacolari, suonando centinaia di strumenti, recitando poesie, dando vita a episodi teatrali, mascherandosi e usando costumi d'ogni provenienza. Emerso dal formidabile calderone espressivo della Chicago nera degli anni Sessanta, il gruppo si è affermato in una Parigi che era stata appena attraversata dai fermenti del Sessantotto e ha poi trionfalmente conquistato il pubblico di tutti i continenti. In questo volume Paul Steinbeck esplora nei dettagli la storia dell'Art Ensemble of Chicago. Unendo l'analisi musicale alla ricerca storica, propone un'approfondita interpretazione che ne lega insieme tutte le innovazioni: i diversi modelli d'improvvisazione, l'ampio repertorio di composizioni, la dimensione intermediale e quel concetto cooperativo di interazione sociale che ha permesso al gruppo di attraversare con successo i decenni. Nonostante infatti la dolorosa scomparsa di due fondatori, Lester Bowie e Malachi Favors, e il ritiro di Joseph Jarman, il creatore del gruppo Roscoe Mitchell lo guida ancor oggi assieme a Don Moye, caso più unico che raro nella storia della musica. L'avventura dell'Art Ensemble continua. Autori: Paul Steinbeck. Curatori: Claudio Sessa. Traduttori: Giuseppe Lucchesini.
1999Ex-library book with usual stamps, stickers, etc. Binding is solid and text/interior is clean. 40 chapters, each on a aristocrat: Danny Alvin, Jimmy Andrews, Bill Challis, Doc Cheatham, Jim Cullum, Eddy Davis, Wild Bill Davison, Dolly Dawn, Vic Dickenson, Al Duffy, Pee Wee Erwin, Chuck Folds, Chris Griffin, Herb Hall, Major Holley, Jane Jarvis, George Masso, Johnny Mince, Chauncey Morhouse, Ray Noble, Fred Norman, et. al. 379 pages with b&w photos.
1969Book with dust jacket, in box. In light blue cloth, mint condition in every respect. Appears new with no blemishes of any kind. Dust jacket shows very slight curling at edges but no wear of any kind. Box is NF with light edgewear only. Box is VG with light corner and edgewear, no tears. The subject of this edition of The Saturday Book is the early 1920's.
1992A clean, unmarked copy with a tight binding. 355 pages. Inscribed by author. Includes recollections by Norman Mailer, Joan Didion, Gay Talese, Calvin Trillin, Allen Ginsberg.