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200322x22 cm; (50) pp. Brossura editoriale illustrata. Monografia dedicata all'opera del noto artista vicentino, Attilio Pavin che ha fatto della fotografia ritoccata dei musicisti jazzisti di strada una forma d'arte. Prima edizione, non comune. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.
1955Bross. ed. in-16, cop. a col., pp. 114-(2). Sette capitoli dedic. a: King Oliver, .Armstrong, S. Bochet, Fats Waller, Duke Ellington, Hawkins e Young, Parker. Parz. sciolto al ds.
1976Leg. t. tela edit. di cm. 22,5x24,5; copert. ill.ta, pp. 205-(3), foto in nero n.t. Testi di W. Burkhardt, R. v. Essen, L. Feather, E. Jost, K. Lippegaus, M. Miller, D. Morgenstern. Ottimo.
1989Bross. edit. in-8, copert. a colori, pp. 546-(4), foto in nero e righi n.t. Ottimo.
1997Bross. edit. in-8, copert.- ill.ta, pp. 344-(8), coll. Saggi tasc. n. 87. Sottolineature e parti evidenziate in verde. Volume da studio.
1959Carton. edit. in-16, sovrac., sguardie ill.te, pp. XI-(3)-15/253-(1), foto in nero f.t. Ottimo.
1970Bross. edit. in-16, copert. ill.ta, pp. 382-(2), coll. 10/18 nn. 509-510-511-512, 48 foto in nero f.t. Ottimo.
1974Bross. edit. in-8, pp. 214-(2), molti esempi musicali, testo in inglese. Ottimo.
1979Bross. edit. in-8, copert. a colori, pp. XI-(5)-543-(1), foto in nero n.t. Ottimo.
1967Bross. edit. in-16, copert. a colori, pp. 347-(5), coll. Livre de Poche, molte foto in nero n.t. Ottimo.
1990Bross. edit. in-8, copert. ill.ta, pp. XI-(1)-371-(1), coll. Supersound dir. da M. Luzzatto Fegiz, foto in nero f.t. Ottimo.
Bross. edit. in-4, copert. a colori, pp. 128 non numer. Phor-parade de Pierre Lapijover con oltre 100 foto in nero e a colori di jazzisti con autografo. Berllissimo.
1999Bross. edit. in-8, copert. ill.ta, pp. 251-(5), la seconda parte comprende la Discografia 1945-1959 di J. Lohmann. Volume con sottolineature a biro e parti evidenziate in verde. Libro da studio. Ottimo comunque.
1973Bross. edit. in-8, copert. ill.ta, pp.344-(8). Ottimo.
2006Roncaglia, Gian Carlo Il jazz e il suo mondo. Torino, Einaudi 2006 italian, 623 Opera con copertina morbida in brossura. VI, 623 p. ; 21 cm. CA.1.
1927LA DOMENICA DEL CORRIERE Rivista Originale del 3 Aprile 1927 Anno 29 nr. 14 pagine: 16 dimensioni: 38 x 28 cm IN PRIMA PAGINA: Nell'inferno di Shangai. Una scena di terrore durante l'incendio divampato nelle vicinanze delle Concessioni: la fuga dei miseri abitanti, vittime degli invasori, che nella furia del saccheggio avevano strappato loro perfino le vesti (Achille Beltrame) NELL'ULTIMA PAGINA: Una sala di toeletta per cani è stata aperta nel centro di Londra. I clienti...a quattro zampe vengono affidati alle cure di un piccolo esercito di veterinari, barbieri, bagnine e perfino dentisti (Achille Beltrame) ALL'INTERNO: La casa di Beethoven nel centenario. Mussolini con il maestro Pietro Mascagni. L'ipnosi per mezzo della radio. Le peripezie di un clown italiano: Giacomino Sulla rotta trionfalmente superata da De Pinedo. La musica dell'avvenire? Fasti e nefasti del jazz band Chi lo conosce? Uno sconosciuto ricoverato nel Manicomio provinciale di Udine Le sorprese di una seduta spiritica: la "bella Algerina". CONDIZIONI DELLA RIVISTA: BUONE, NORMALI SEGNI DEL TEMPO, SOVRACOPERTINE MANCANTI NOTE PARTICOLARI: STRAPPO IN BASSO A PAG 13/14
1973In-8° (20,4 x 12,8 cm), pp. VIII, 261, (3), legatura editoriale senza sovraccoperta. Leggera patina del tempo alle pagine, con lievi arrossature, in particolare ai margini, dovute al tipo di carta. Per il resto, in buono stato. Volume numero 133 nella collana “Narrativa Collana 900”. Dalla prefazione: “La prima edizione di Ecco i blues è del 1949. Il libro racconta come sorsero i blues e il jazz: è la storia della prima rivoluzione nel campo della musica, quando i ritmi negri divennero popolari in America. Una storia strana, affatto semplice, popolata di avanzi di galera, di banditi, di viziosi e di angelici suonatori di sassofono … Milton Mezzrow, autore di questo libro, uno fra i più famosi jazzisti, fu uno dei creatori della moderna musica americana, e la sua vita è la vita del jazz e dei blues, nati nelle carceri, nei bassifondi e nei campi di cotone della Virginia … Il racconto autobiografico si svolge lungo il filo conduttore della musica, la passione che salva Mezzrow du un fallimento completo negli ambienti più squallidi … La vivacità delle espressioni, l'originalità degli episodi, sconcertanti e imprevedibili, rendono il libro affascinante anche per i lettori più smaliziati e non particolarmente attenti al jazz, per i quali sarà nuova la descrizione dei locali notturni di New York, di bische, fumerie doppio, postriboli popolati da personaggi famosi o immaginari, attraverso la storia dei blues, l'espressione più tipica del nostro tempo”.
2002AA. VV. Jazz e... solo Jazz. FIAF 2002.. Torino, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche 2002. multilingual, in ottavo pp. 106 37971 Jazz e... solo Jazz. FIAF 2002. In-8. pp. 106. Brossura. Ottimo. Ill. in b/n. Testi in italiano e inglese.
1965Volume in 8° legatura editoriale con sopracoperta in b.n. Pagine bianche,sane,COMPLETO.
196521,5 x 16 cm. X, 355 p. Illustrazioni in bianco e nero numerate fuori testo. Legatura editoriale con sovraccoperta illustrata. Volume in buono stato. Prima edizione
2014br. La presenza del jazz nella cultura musicale mondiale è un dato difficilmente confutabile. Anche chi non conosce direttamente l'idioma jazz, inteso come genere musicale specifico nato in America, può - una volta resosene conto riconoscerne gli influssi su gran parte della musica occidentale del secolo scorso. Ma il jazz non è solo musica bensì un mero 'fatto sociale', e se prima coinvolgeva solo il popolo afroamericano adesso va inteso a livello 'glocale'. Questo saggio è arricchito dalla prefazione dell'autorevole pensatore Zygmunt Bauman e, pur non avendo la pretesa di voler essere una sorta di 'sociologia della musica jazz', affronta l'argomento della musica afroamericana - con tutte le sue peculiarità quali l'improvvisazione e quant'altro - sotto un profilo squisitamente socio-antropologico, partendo dalle teorie classiche fino ad analizzare quelle prospettive relative al mondo della globalizzazione. A tal proposito il jazz, come linguaggio musicale, assume da sempre un ruolo significativo nei processi di costruzione sociale della realtà e dell'immaginario individuale e collettivo.
2014br. Per Thelonious Monk la musica è sorpresa, riproduzione dell'incredibile ricchezza, varietà, imprevedibilità del mondo. Il suo non è soltanto un nuovo linguaggio, per quanto profondamente radicato nella tradizione, ma un linguaggio in grado di sorprendere se stesso a ogni passo, una sorta di innovazione di secondo grado. In questo libro su Monk due pianisti jazz, Giacomo Franzoso e Arrigo Cappelletti (che è stato suo docente al conservatorio di Venezia) ne discutono la figura e la musica in stile "monkiano", a frammenti e piccoli paragrafi, con dialogo finale fra gli autori, e da una prospettiva sghemba e inusuale, che al posto dei soliti stereotipi preferisce porre l'accento sulla consapevole apertura di Monk al futuro.
2015br. Scrivere di Miles Davis significa non solo doversi confrontare con uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo, ma anche fare i conti con un'originalissima e stimolante prospettiva filosofica. Ma cosa fa sì che ancor oggi la musica di Miles costituisca una delle più grandi ed emozionanti sfide per qualsivoglia filosofo realmente degno di tale appellativo? Da cosa dipende, se non dal suo essersi mostrato capace di depistare qualsiasi tentativo di prevederne le scelte musicali? Il fatto è che un genio come quello dell'autore di "So What" continua ancor oggi a incantare perché il suo è un gioco sempre insieme armonico, melodico e ritmico; e in ogni caso affidato a un incessante e mai pago rovesciamento delle parti. Proteso a rincorrere il libero ed esaltante, nonché metamorfico, dinamismo della natura; mosso dalla volontà di spingersi sempre più in là, verso quel "limite ultimo" che almeno una cosa gli avrebbe fatto senz'altro sperimentare: il brivido dell'inaudito e di una sempre inaugurale, nonché autentica, "potenza poietica".
2015br. Parlare di Han Bennink significa intraprendere un viaggio nella storia del jazz europeo, a cominciare dai primi tentativi di emancipazione dal modello americano fino agli esiti più estremi della free improvisation. Altro obiettivo del volume è analizzare il drumming benninkiano, sempre riconoscibile indipendentemente dal contesto musicale in cui egli si ritrova. Intervistando lo stesso Bennink, Catalano prova a descrivere cosa significa essere un improvvisatore prima ancora che un batterista, affrontando così un tema molto discusso come l'improvvisazione ma da una prospettiva diversa rispetto a quella puramente tecnico-musicale o filosofica.
2016br. È il giugno del 1997 quando, durante una delle tre tappe del tour di Ornette Coleman a "La villette" di Parigi, uno spettatore particolare e molto attento, si erge dal pubblico e inizia a porre domande al compositore. Quel 23 giugno sarà consacrato a un incontro vis-à-vis tra due delle personalità più singolari ed eclettiche della scena culturale contemporanea: Ornette Coleman e Jacques Derrida. L'intervista, pur nella sua brevità, tocca i temi dell'armolodia, della democrazia, della civiltà e della civilizzazione, della globalizzazione, dell'assenza di leadership, dell'evento e del suo dispiegarsi. Ricostruendo le storie personali dell'uno e dell'altro, dei soprusi subiti da bambini per il colore della propria pelle (Coleman) o per il credo religioso della propria famiglia (Derrida), i due si confrontano sul concetto di lingua materna e di se e quanto questa influenzi il modo stesso di pensare, perché del resto, si sa, "prima di essere musica, la musica era soltanto parola".