10 350 résultats
2010br. Da sempre Chomsky si interroga sul ruolo politico degli intellettuali - i "nuovi mandarini" - nella società occidentale. Qui analizza in particolare la funzione svolta dei mass media (americani ma non solo) in un sistema in cui la popolazione non può essere disciplinata con la forza e deve quindi essere sottoposta a forme più sottili di controllo ideologico. E strappa la maschera illusoria e auto-illusoria che ritrae la stampa come la paladina della verità, come l'argine della pubblica opinione nei confronti del potere. Per Chomsky i media, pur nella dialettica progressisti/conservatori, sono uno strumento del potere per il controllo del consenso e del dissenso.
2019br. Le ideologie populiste riposano su convinzioni che non sono aperte alla verifica fattuale. Ciò non impedisce loro di presentare quelle convinzioni come vere. Questa attitudine è diffusa su larga scala e sembra mettere in discussione l'identità tra fatti e verità. Quale che sia il fondamento di quella distinzione, essa è consapevolmente usata per condizionare l'opinione pubblica, fornendo sistematicamente una versione alternativa dei fatti. La distinzione tra verità e fatti interessa anche il diritto, chiamato a garantire che non se ne faccia strumento per una falsa informazione, che condizioni la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Prefazione di Stefano Folli.
2015br. Alcune aziende che quindici anni fa non esistevano, come Google e Facebook, oggi costituiscono la nuova e potente oligarchia planetaria del capitalismo digitale. Internet ne rappresenta l'intelaiatura, e i suoi utenti, vale a dire circa tre miliardi di persone, la forza lavoro utilizzata. Le nuove tecnologie digitali fanno ormai parte della nostra vita quotidiana, le portiamo addosso e controllano tutti gli ambienti della vita sociale, dai luoghi di lavoro ai templi del consumo. Questo libro propone una riflessione sui dispositivi attraverso i quali questa oligarchia e queste tecnologie catturano e colonizzano il nostro immaginario a fini di profitto economico e di controllo sociale. E mette in luce il risvolto di tutto ciò, ovvero l'emergere di una nuova e impercepita sudditanza di quel popolo virtuale che, riversando ingenuamente messaggi, fotografie, selfie, e desideri su piattaforme e social-network, contribuisce con le sue stesse pratiche a rafforzare il dominio del nuovo impero. Non conosciamo ancora le conseguenze sui tempi lunghi di questo ulteriore passaggio del modo di produzione capitalistico. Chiara invece appare la necessità di immaginare pratiche di decolonizzazione.
2018br. Cos'è una fake news? È una leggenda metropolitana? È una bufala? È una balla? Niente di tutto ciò: è qualcosa di diverso da una notizia e qualcosa di diverso da una bugia. A spiegarci le differenze ci pensa Gaia De Martin, che analizza il ruolo dei social guidandoci nel mondo della disinformazione multimediale - in cui le notizie false vengono confezionate ad arte come se fossero vere - e individuando delle possibili soluzioni, nella speranza di salvarci dall'impazzimento generale. A quanto pare l'eccessiva compulsione per la conoscenza e l'estrema facilità di reperimento di notizie e risposte a qualunque tipo di domanda sul web, ha generato non solo una categoria di tuttologi dal sapere enciclopedico, ma anche una discreta schiera di creduloni, convinti che i vaccini provochino l'autismo o che Carlo Cracco condisca realmente un agnello da vivo per esaltarne il sapore durante la cottura; o ancora che esista una lobby dei termometri dagli intenti epidemici. Il web ha raggiunto davvero un'autorevolezza tale da creare l'intorpidimento della nostra facoltà di giudizio?
2015br. Umberto Eco con allegria e ironia, Marc Augé con generosità e spirito d'osservazione, Georges Didi-Huberman con creatività e libertà ci offrono qui una riflessione sulla loro esperienza delle immagini. Ciascuno secondo i suoi percorsi e nel registro creativo delle sue ricerche, i tre autori ci raccontano di un pensiero, di un rapporto che lega immagini e società. E di una forza che si sprigiona in questa relazione. La semiotica e il linguaggio imperfetto delle immagini per Umberto Eco; l'antropologia e le sue declinazioni per Marc Augé; la storia e la filosofia, per descrivere la condizione umana che si disegna con l'uso delle immagini, per George Didi-Huberman. Le parole e le esperienze di tre grandi autori del nostro tempo per parlare di media e società. Per confrontare metodi e territori delle scienze umane e sociali nel costruire le pagine, e le figure, della contemporaneità.
2021br. Franco Ferrarotti, uno dei più importanti sociologi italiani, torna con un libro estremamente attuale dedicato ai mezzi di comunicazione di massa. I media non mediano. Informano e deformano. Stimolano e deconcentrano. Sono strumenti di conoscenza, ma anche di manipolazione. Inducono ad agire prima di pensare. Chi li governa? A chi appartengono? Sono onnipresenti e territoriali. Un potere tiranno. Questo libro è un segnale d'allarme che non si fa illusioni.
2014brossura Nel cuore dell'Ottocento, due intellettuali molto diversi tra loro anticipano la riflessione sul medium fotografico in quanto "tecnologia culturale". Charles Baudelaire e Oliver Wendell Holmes, sulla scia di Alexis de Tocqueville e prima di Walter Benjamin, spostano l'analisi dell'immagine sul versante della quantità e dell'apparenza. Lo sguardo acuto del poeta francese su una sponda dell'Atlantico, l'intuito e l'esperienza del medico americano sull'altra si mostrano singolarmente affini, intrecciando riflessioni e scritti, apparsi sulle pagine dei giornali dell'epoca, su una particolare tecnologia fotografica. Il volume presenta un originale confronto tra i testi dei due scrittori, generando una straordinaria dialettica "a distanza", intorno all'ipnosi collettiva scaturita dalle immagini stereoscopiche; entrambi, pur su fronti opposti e con esperienze differenti, colgono la dimensione industriale della fotografia, la nascita del pubblico moderno, la potenza immaginaria delle icone riproducibili all'infinito, la convergenza tra economia, tecnica e consumi spettacolari. In definitiva, prefigurano il destino sociale della fotografia, pronta a rinnovarsi in un contesto digitale fino alle soglie dei social media.
2019br. Il mondo ci sta confondendo la mente. Aumentano ondate di stress e ansia. Un pianeta frenetico e nervoso sta creando vite frenetiche e nervose. Siamo più connessi, ma ci sentiamo sempre più soli. E siamo spinti ad aver paura di tutto, dalla politica mondiale al nostro indice di massa corporea. Come possiamo rimanere lucidi su un pianeta che ci rende pazzi? Come restare umani in un mondo tecnologico? Come sentirsi felici se ci spingono a essere ansiosi? Dopo anni di attacchi di panico e ansia, queste domande diventano questione di vita o di morte per Matt Haig. Che inizia a cercare il legame tra ciò che sente e il mondo intorno a lui. Vita su un pianeta nervoso è uno sguardo personale e vivace su come sentirsi felici, umani e integri nel ventunesimo secolo.
2002Autori: Ignacio Ramonet.
2007br. Hanno fatto scalpore, suscitato infiniti dibattiti, scandalizzato e sconcertato. Li hanno chiamati "narrative invaders", cannibali, pulp, buonisti e cattivisti. Fenomeno generazionale o di tendenza per alcuni, l'esordio di autori come Brizzi, Ammanniti, Nove, Ballestra e Santacroce (e di molti altri) è stato un evento culturale importante. Emersi al seguito del lavoro pionieristico di Pier Vittorio Tondelli, hanno introdotto in modo dirompente nella forma-romanzo elementi della contemporaneità: l'iperconsumismo, i centri commerciali (nuovi luoghi/non-luoghi della vita collettiva), i codici delle tribù giovanili, i gerghi, le citazioni musicali che funzionano come una colonna sonora della pagina scritta. Facendo della televisione un soggetto attivo della narrazione (con un universo ipertrofico di programmi, icone del video, spot pubblicitari) propongono una riflessione critica sull'essere immersi nel mondo dei media ed evidenziano il problema del legame tra consumo, identità, immagine di sé e appartenenza al gruppo di riferimento nelle giovani generazioni.
2010brossura "Nel bene e nel male, [i media] sono così incarnati nella vita del mondo che sembra davvero assurda la posizione di coloro che ne sostengono la neutralità, rivendicandone di conseguenza l'autonomia rispetto alla morale che tocca le persone". Orientati e ispirati dal pensiero di Benedetto XVI che, nella sua recente enciclica Caritas in Veritate così si esprime a proposito dei mezzi di comunicazione, il saggio (e i suoi otto contributi) intende esplorare le interconnessioni tra uomo e tecnologia. Attraverso una premessa di orizzonte che indaga i territori di un ambiente ricostruito e riconfigurato dai media, l'autore/curatore prova a raccontare gli abitanti di questo ambiente, le loro percezioni, abitudini e comportamenti e introduce il lettore ad un approccio inedito ai media: quello neuroscientifico. La seconda parte è rappresentata da un ventaglio di contributi originali: social network, amicizia, rispetto e dialogo nel mondo digitale, nuove forme di produzione culturale, giornalismo online, identità in rete, responsabilità ed etica dei media; il saggio si conclude con il racconto di un'esperienza reale vissuta da un gruppo di insegnanti e di studenti alle prese con l'uso quotidiano delle tecnologie digitali. Il volume intende offrire un'articolata analisi dei fenomeni tecnomediali in corso, proponendosi come un agile strumento di sapere e approfondimento su una realtà - quella mediale - che sta diventando invisibile e normale, avvolgendo, come un involucro, la contemporaneità.
2018br. La verità è un concetto labile e sfuggente che coesiste con un essere umano emotivo e imperfetto, limitato nelle sue capacità conoscitive. L'avvento di internet, e soprattutto dei social network, ha facilitato l'accesso a una grande massa di informazioni senza mediazioni, e ha generato la pretesa che questa porta d'ingresso conducesse alla conoscenza, fino ad allora prerogativa delle élite. La rete però pare stia tradendo le aspettative di molti, producendo, più che un'intelligenza, una disinformazione pericolosa (e spesso strumentalizzata) e una grave radicalizzazione nell'opinione pubblica. E così, a colpi di paradossi e cortocircuiti, il World Economic Forum nel 2013 ha inserito la disinformazione come minaccia globale, e oggi molte di quelle minacce sembrano aver preso forma; e secondo l'autorevole Oxford Dictionary, «post-truth» è diventata la parola del 2016.
2019br. A che cosa pensiamo quando parliamo di mafie? Come nascono le rappresentazioni della criminalità? In che modo realtà e racconto delle mafie si intrecciano nel dar forma a un immaginario in continua evoluzione? Le organizzazioni criminali negli ultimi decenni sono state protagoniste di una massiccia esposizione mediatica. Modelli, miti e codici si sono adattati e integrati con la società dei consumi e dei mezzi di comunicazione di massa, sono entrati prepotentemente nel cinema, nel web, nel marketing, sino a conquistare il centro della scena. Un fatto, questo, essenziale per l'analisi e la comprensione del fenomeno mafioso nel suo complesso, poiché stereotipi e rappresentazioni sono per le stesse organizzazioni criminali un potente strumento per affermare la loro esistenza e il loro potere.
2019br. Per papa Francesco Eva è stata vittima di una fake news uscita dalla bocca del serpente. A quanto pare, da allora le bufale non hanno smesso di rovinare le donne, visto che ancora oggi se una ha subito molestie si scrive che ci ha fatto carriera, mentre se uno ammazza la moglie per i giornali ha agito in preda a una rabbia momentanea. Ma le vittime di questi abusi dell'informazione non sono solo i corpi delle donne: quando si parla di migranti la verità si inabissa in fondo al mare, come un cadavere affogato. Per non dire delle notizie che giungono dai fronti di guerra, brandelli distorti dei fatti, piegati e manipolati secondo il tornaconto dei governi. Ora le bufale si sono trasformate in un esercito di ben più pericolose fake news, moltiplicate e amplificate dai social e arruolate dagli stati per combattere la guerra contro la verità. E quelli che della verità dovrebbero essere i paladini, i giornalisti, sono ormai servitori dei potenti senza più alcuna credibilità. Ma, come diceva Camus, là dove prolifera la menzogna prospera la tirannia; e a pagarne l'altissimo prezzo siamo proprio noi. Dopo "Dio odia le donne", Giuliana Sgrena torna a impugnare la penna in questo Manifesto per la verità. La sua scrittura graffiante smaschera le falsità che ci vengono quotidianamente propinate dalla carta stampata, da Internet e da tutti quelli che hanno interesse a farci credere che le cose non stiano come veramente stanno. Ne nasce un pamphlet ruvido e lucidissimo; un manifesto da cui partire per ricostruire quel che è stato distrutto, salvare quel che non è ancora andato perso e soprattutto riconquistare la nostra libertà di pensiero e di scelta.
2012br. L'uso facile e diffuso della Rete risolverà o aggraverà la crisi mondiale dell'istruzione e della cultura? E la crisi dell'istruzione, quali effetti avrà sulla democrazia? Come può autogovernarsi un paese in cui la maggioranza dei giovani manca della capacità di intendere correttamente un articolo di giornale o un riferimento alla storia italiana?
1950No dust jacket. Hardcover. Signed and dedicated by author on FEP. Boards are faded along top edges. Spine is very faded and lightly bumped at ends. Leading corners are slightly bent. Head of page block has considerable age - spotting. Endpapers are a little sunned, with some light age - spotting. Binding is sound and pages are tight throughout. Contents are clear. AF Used
1995Hardcover and jacket with negligible exterior wear. Serial stamp on page block head. Tear by lower corner of p.377; text remains clear throughout. TS Used
2002Paperback in good condition. Text in English and Slovenian. Superficial marks and light edge wear on covers. Pages are clean and text is clear throughout. Binding is sound. HCW Used
"Vedere la descrizione dettagliata Pegoraro Lucio - Rinella Angelo, Introduzione al diritto pubblico comparato - Metodologie di ricerca - Cedam, Padova, 2002, 21,5x15,5 cm., 318 pp., brossura ed. ill. Condizioni di conservazione. Volume con leggerissime sgualciture d'uso ai margini e agli angoli della brossura, interni molto buoni, perfetti. SETT54.L4503 N Per libri e documenti su questo e altri argomenti visitate il nostro negozio "Libreria Grandangolo" Data l'importanza delle 5 stelle rilasciate durante l'assegnazione del feedback, invitiamo tutti gli acquirenti, se soddisfatti del loro acquisto, a rilasciare tutte le 5 stelle. La mancanza anche solo di una stella illuminata è, molto lesiva per noi venditori professionali. Grazie! CONDIZIONI DI VENDITA Spedizione Fino a 5 kg piego di libri raccomandato, oltre i 5 kg pacco postale. Si ricorda che l'imballo viene eseguito con la massima cura. La merce viene spedita a pagamento avvenuto e viaggia a rischio e pericolo dell'acquirente. Per maggiori informazioni vedi la pagina SPEDIZIONI del nostro negozio. Ritiro diretto Siamo disponibili per il ritiro diretto a Modena e a Milano. Per gli indirizzi delle sedi vedi la pagina DOVE SIAMO del nostro negozio. Acquisti multipli Se si acquistano più, libri, la spedizione si paga una sola volta, purché, si rispettino gli scaglioni di peso. Estero / Foreign For international shipment, please contact us. Metodo di pagamento Pay Pal, bonifico bancario, versamento postale (cc/p, vaglia o altro). La spedizione avverrà, entro i primi 4 giorni lavorativi dopo la conferma di avvenuto pagamento. Si emette ricevuta fiscale e a richiesta fattura. Il pagamento deve essere effettuato entro 7 giorni lavorativi dalla data di acquisto, trascorsi i quali l'oggetto sarà, rimesso in vendita. Feedback Viene rilasciato dall'acquirente dopo il ricevimento di quanto acquistato. Data la sua importanza, vi invitiamo a leggere il breve testo della pagina FEEDBACK del nostro negozio. Pertanto, in caso di qualsiasi problema, non esitate a contattarci. Diritto di recesso L'acquirente ha il diritto di restituire l'oggetto entro 14 giorni ed essere rimborsato, escluse le spese di porto e imballo. L'oggetto deve essere restituito, dopo previa comunicazione, imballato e nelle medesime condizioni di come era all'origine. "
1996EDITORI RIUNITI 1996 LIEVI SEGNI DEL TEMPO, TIMBRO "E. R." AI TAGLI INFERIORI, PER IL RESTO COME NUOVO. E' ormai un luogo comune affermare che il linguaggio che ha unito il nostro paese nell'ultimo mezzo secolo è quello televisivo. Resta il fatto che lo studio di questo linguaggio, dei suoi ritmi, dei suoi meccanismi e dei suoi segreti, è stato finora un terreno riservato per lo più agli specialisti. La scatola parlante affronta l'analisi dei diversi aspetti della comunicazione televisiva: i generi, la loro evoluzione, il pubblico al quale ciascuno di essi si rivolge, il rapporto tra parola e immagine, le analogie e le differenze tra la Tv italiana e quelle degli altri paesi. Ne risulta uno strumento indispensabile per chi si occupa di informazione, di comunicazione, e di spettacolo, ma anche per chiunque avverta il bisogno di un rapporto più consapevole e meno distratto con la televisione. Gian Paolo Caprettini insegna Semiotica presso il corso di laurea in Scienze della comunicazione dell'Università di Torino. Fondatore del Centro di ricerche semiotiche di Torino, è presidente dell'Associazione italiana di studi semiotici.
2010John Battelle Google e gli altri. Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole del business. , Raffaello Cortina 2010, Copertina plastificata con alette, ingiallita in modo lievissimo. Tagli e pagine integri. Collana: "Scienza e idee. Quinta ristampa 2010. Buono (Good) . 8860300398
1986Hardcover. The lightest of shelfwear on jacket; page block foxed. Content is clear on sound, clean pages. TS Used
1989Paperback. Margin ("a quarterly magazine for imaginative writing and ideas"), issue 8 - Special Bird Issue. Covers are slightly sunned; a little worn at corners and spine. Pages are clean and sound, with clear text and images throughout. TS Used
1931Hardcover with clipped dust jacket. Limited edition, numbered copy; 269 out of 1000 copies printed. Gilt printing to front board and to spine; rough cut page block. Jacket is tanned at spine and chipped at spine ends; faint marks to front and rear; small tear to front upper leading corner. Board edges rubbed, tanning to endpapers and foxing to page block head. Binding is sound, spine tight and contents clean and unmarked. AD Used