14.709 risultati
1973Mm 110x185 Collana " Oscar ". Brossura originale, copertina illustrata a colori, 345 pagine. Opera in buone condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1995Coperta in buono stato ed illustrata a colori ai piatti, tagli regolari e minimamente imbruniti, pagine perfettamente salde alla costa ed anchìesse in buono stato, libro completamente fruibile, n. 11 della collana "Scoperta e avventura", con presentazione di Stefano Cimicchi (Sindaco di Orvieto) e di Luciano Dottarelli (Sindaco di Bolsena), traduzione di Ada Cinato, presenti tavole in nero di cui 1 in antiporta, note a piè d pagina, prima edizione, numero pagine 204 USATO
2006br. Il pensiero di Adorno ha avuto e continua ad avere per chiunque si occupi di musica un'importanza decisiva che non si limita alla concettualizzazione dell'avanguardia musicale: in questo lavoro si cerca infatti di dimostrare come la riflessione adorniana sulla musica nasca rapportandosi principalmente alla tonalità e alla tradizione classico-romantica, a partire dalla quale, come si vede nella prima parte del volume, si costituisce la categoria di "materiale musicale". Tale nozione è protagonista di una "dialettica storica" che traduce nello specifico musicale il concetto adorniano di Aufklärung. La seconda parte del libro è dedicata alla figura di Beethoven, che assolve nell'estetica adorniana - centrata sul rapporto tra espressione individuale e categorie universali della comunicazione - al ruolo di un paradigma unico e non più riproducibile. La terza parte del volume si occupa della rifles-. sione di Adorno sul Novecento: Schönberg, Stravinsky, Mahler e la scuola seriale sono qui altrettante reazioni - tutte problematiche - all'usura della tonalità. Dal confronto tra la "Nuova musica" e quella tradizionale si profila la presenza in Adorno di una filosofia della musica in quanto linguaggio, fondata sulla nozione chiave di "materiale musicale".
1947Avvertenza - Discorso - Scritti 1 21,5x14 cm., in brossura, pp. 46 (1), non refilate, piccoli segni d'uso, buone condizioni.
2022ill., br. In questo saggio l'autore prende in esame i film americani di propaganda degli anni della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra Fredda dando ampio risalto al legame inscindibile fra storia e cinema. Alcuni titoli importanti esaminati nel volume sono "Casablanca, L'arcipelago in fiamme, Obbiettivo Burma!" e il controverso "Mission to Moscow". Il testo propone documenti inediti che mettono in evidenza la straordinaria efficacia delle pellicole di Hollywood come forma comunicativa e racconta la settima arte con un taglio prettamente storico arricchito da curiosi aneddoti sullo studio system. Le fonti principali utilizzate nella ricerca sono i rapporti epistolari tra le majors , l'Ufficio di Censura e il Pentagono. I protagonisti del libro sono divi del calibro di John Wayne, Humphrey Bogart, Erro! Flynn e Gary Cooper. Per la prima volta viene presentata una filmografia di lungometraggi girati in America nei primi anni '30 che menzionano Mussolini e in molti casi lo evocano con toni decisamente celebrativi. In conclusione viene analizzato "Berretti verdi" con John Wayne, l'unico film di Hollywood che appoggiò risolutamente la partecipazione americana al conflitto in Vietnam. Prefazione di Luca Martera.
2004(Codice LO/7709) In 8° (24,5 cm) 375 pp. Brossura originale con alette. Volume ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1994(Codice MB/1354) In 8° 256 pp. Prima edizione. Prefazione di Giovanni Spadolini. Le vicende del patriota nel contesto storico, culturale e musicale dell'epoca. Varie illustrazioni. Bibliografia e utili indici. Brossura editoriale. Freschissimo volume, come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1968Mm 115x185 Collana Bbiblioteca di monografie scientifiche" - Volume nella sua brossura originale, 152 pagine con 8 tavole in nero fuori testo.e 14 figure nel testo. Opera in buone-ottime condizioni.
2020br. Possiamo definire il femminismo come desiderio di democrazia radicale, votato alla lotta per i diritti di tutte coloro che sono costrette a subire ingiustizie armate sistematicamente dal patriarcato. Perché il patriarcato, contrariamente a quanto si possa pensare, non è un processo che colpisce esclusivamente la sfera femminile; coinvolge invece tutti gli esseri il cui corpo viene definito attraverso l'uso che se ne fa. Con questo libro la filosofa brasiliana Márcia Tiburi, in esilio volontario a Parigi per ragioni politiche, ci invita a ripensare queste strutture e prendere sul serio il femminismo, al di là delle mode e delle frasi fatte. L'augurio è che, ripensando criticamente il movimento, con un linguaggio accessibile tanto ai principianti quanto ai più esperti, "Il contrario della solitudine" sia portatore di un'idea di femminismo in comune capace di migliorare il nostro modo di vedere e inventare la vita.
1982Mm 140x220 Brossura editoriale di pp. 420, nome di precedente proprietario al contropiatto, timbri al frontespizio. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1964(Codice MU/0524) In 8° 351 pp. complessive. Annata completa (fascicoli n. 1, 2, 3-4.). Brossura originale, copertine lievemente usate, 2 dorsi con piccola riparazione, ma Inteni ottimi. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1981(Codice MU/1487) In 8° 67 pp., vari ritratti. Ex libris. Brossura editoriale, ottimo stato. Allegato ritaglio. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
2020br. «Canto il corpo elettrico / le schiere di quelli che amo mi abbracciano e io li abbraccio / non mi lasceranno sinché non andrà con loro, non risponderà loro / e li purificherà, li caricherà in pieno con il carico dell'anima». Così Walt Whitman racconta il corpo umano in "Foglie d'Erba": inizio e limite di ogni nostra azione, primo confine dell'universo. Oggi il corpo messo al centro del dibattito nella società contemporanea è quello della donna, che si fa terreno simbolico, campo sui cui combattono forze diverse e in contrapposizione. In "Il corpo elettrico" Jennifer Guerra traccia un percorso che parte dall'autocoscienza del corpo femminile e arriva fino ai gender studies contemporanei, per recuperare i concetti e le lotte femministe e adattarle al nuovo millennio: il personale che è politico, l'autocoscienza che passa dal desiderio e la Sorellanza, attraverso l'educazione sessuale e l'inclusione delle persone trans e non binarie. Al centro di questo percorso il corpo ribelle e desiderante, il Soggetto da cui dovremmo ripartire, l'unico bene che nessuno può toglierci.
2007br. "Ho ascoltato il mio lavoro almeno una volta: quando l'ho scritto". Questa affermazione di Arnold Schönberg illustra bene la sua idea che l'esecutore serva solo a rendere la musica comprensibile per un pubblico tanto sfortunato da essere incapace di leggere le note a vista. In una simile prospettiva ogni esecuzione è una forma di corruzione rispetto all'ideale purezza dell'opera in sé. Come è emersa questa coincidenza fra partitura testuale e "vera" musica? E con quali conseguenze? Come è stato possibile che un caso limite di forma musicale, l'opera scritta, sia arrivato a costituire il paradigma con cui si pensa la musica in generale? Secondo Sparti, la tradizione europea, diversamente da quella di origine africana, non ha saputo cogliere nell'eccitazione di quella massa vibrante che è il corpo umano la fonte primaria dell'espressività musicale. Il jazz, nel quale opera ed esecutore coincidono, fa ascoltare una musica corporea "suonata" da pelle, bocca, lingua, labbra, braccia, torace, mani. Il jazzista valorizza così la funzione più nuda del linguaggio: "respiro sonoro che esce dalla carne".
2016brossura Montagna theologica, caverna cosmica o cielo della controriforma, la Cupola di Santa Maria del Fiore ha sempre rappresentato un grandioso programma ideale didattico per l'architettura. Possiamo trascriverlo in un'equazione: l'educazione sta all'ideale come l'architettura sta all'attuale. Un'espressione a quattro incognite vincolate tra loro. Tra queste quella dell'ideale è la meno chiara per le scienze e la più oscura per le coscienze. Comunque, nella cultura del nostro tempo, l'educazione è ridotta ad accumulazione di regole, l'ideale al funzionale, l'architettura a pratica socionormativa, l'attualità a cronologia. In altre parole l'ideale ci richiede sempre un enorme sforzo critico rispetto a tutti i saperi. Esso ci costringe a ripercorrere la biforcazione secolare impressa dalla cultura tecnico-scientifica all'idea di "reale": quella tra trascendenza e immanenza.
2008ill., br. Questo saggio costituisce la prima monografia intrapresa intorno alla scultura più strana, più atipica di Giacometti, il cubo, considerato l'unico oggetto astratto dell'artista. Fatto inesplicabile in un'opera votata, apparentemente, alla "ricerca della realtà". L'insieme delle domande, ipotesi e analisi formali e storiche con cui questo libro letteralmente circonda l'oggetto, aprirà al lettore delle prospettive del tutto nuove. Lo studio minuzioso di Didi-Huberman, infatti, permette di scoprire nel cubo un oggetto dallo statuto paradossale; un'eccezione, un'opera chiusa su se stessa e senza discendenza stilistica, un prisma nel quale Giacometti articola alcuni dei paradigmi essenziali della sua arte: il rapporto dei corpi con la geometria, la questione della dimensionalità, la separazione del viso dal cranio, l'iconografia della melanconia e infine la problematica del ritratto che obbliga, di fronte a questa scultura, a formulare la nozione inedita di 'antropomorfismo astratto'. Un volume per gli appassionati di arte e scultura contemporanee, guardate attraverso numerose sfaccettature antropologiche e filosofiche.
2014ill., br. Le potenze della forma sono immagini invisibili. Portano in superficie l'intimità dello sfondo intangibile. La dimensione del "sacro" che J. L. Nancy chiama il "distinto", mentre W. Benjamin il "teologico". Sono quelle lontananze dove dimorano le potenze iconologiche che appartengono all'universo esterno a noi, come all'infinito interno a noi.
2014br. Pensare e progettare in architettura vuol dire innanzitutto riconoscere i limiti contraddittori della nostra cultura contemporanea, e quindi impegnarsi con cura nella ricostruzione della triplice "arché": della legge, della libertà, della necessità. Ovvero: dell'"estetico", della "singolarità", della "visione".
2014ill., br. Due grandi ambiti del sapere strutturano l'opera: il "dominabile-tecnologico", l'"indonninabile-theologico". Metodo e rituale. I 143 articoli del Manuale dipendono da 4 topiche, che funzionano come un gigantesco asse cardanico dell'"invisibile".
2010br.
2022br. È il 21 maggio 1972. Lady Oscar "debutta" nel mondo dei manga ed è subito successo. Più ancora: una vera rivoluzione. A livello internazionale. Sono passati cinquant'anni dall'ideazione dell'eroina, primo grande personaggio femminile dell'epica manga, e ne sono trascorsi quaranta dalla prima messa in onda italiana della serie animata. La figura della protagonista, cresciuta dal padre come un uomo, ha fatto discutere al momento del suo esordio su carta, ma ha anche alimentato l'immaginario femminile, alla ricerca di nuove prospettive, "spazi", occasioni di confronto. E di un modo alternativo di raccontare e percepire l'immagine della donna. Al personaggio, tra storia e obiettivi, l'autrice ha dedicato il volume Lady Oscar - L'eroina rivoluzionaria di Riyoko Ikeda, di cui questo libro è un aggiornamento. I cinquant'anni dall'uscita del manga si fanno occasione per rileggere storia e filosofia di un'icona dell'animazione. Lady Oscar, di decennio in decennio, è stata eletta a modello da più generazioni di donne, per la forza del personaggio, la sua capacità di imporsi in un ambito maschile, seppure in abiti da uomo, e soprattutto di offrire nuove prospettive alle più giovani. Non è un caso che il manga di cui è protagonista e la successiva serie animata siano considerati un importante contributo all'affermazione di una nuova condizione della donna. Il messaggio è rimasto attuale nei decenni. Così anche il suo fascino. Tra racconto, aneddoti e indagine critica, un viaggio alla scoperta di Lady Oscar, del suo mondo e delle sue "battaglie", alcune vinte, altre ancora da combattere.