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ref. 792.1aafPhotographie originale de Louis Burgy & Cie. Lausanne. vers 1930, 27x37.5 cm Landschaftsfoto aus der Schweiz. Original Fotografie auf Karton aufgezogen.
2002Collana carte d'Artisti, 31. In 8° stretto; pp. 155; brossura editoriale illustrata con alette; cucito. NUOVO
Salamanca, 1980. 4to.; 261 pp. Cubiertas originales.
ref. 1390650227.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
1961PUF Que Sais Je ? 1969, In-12 broché, 127 pages. Bon état.
Barcelona, Crítica, 2004. 4to.; 534 pp. Ilustraciones. Encuadernación original.
In 8ø (cm. 19.5 x 12,5); pagg. 348, 16; leggera cartonatura originale Timbro. VG-. ** Traduzione e note di Federico Garlanda. Seconda edizione. Sono lettere scritte da un colto e facoltoso bostoniano che racconta ai familiari dell'Italia e degli italiani. Forse la sua franchezza Š "anche un po' troppo grande e le sue critiche un po' troppo aspre... ma egli critica, alza la voce e si arrabbia come farebbe per il suo paese. Non mi sono mai imbattuto -scrive il traduttore- in uno scrittore straniero pieno di tanto amore per il nostro paese." E in Italia evidentemente non erano pochi a pensare che lo yankee avesse ragione se venne avviata una sottoscrizione per far avere una copia del volume a ciascuno dei 508 nostri deputati dell'epoca.
ref. 50402BBo.J. Pieter van den Aa, Leyden 1704-1730.
ref. 50401BBo.J. Pieter van den Aa, Leyden 1704-1730.
18871 Vol. In-8 in elegante m.pelle con ang., tit.oro su tass. e cord.al dorso pag. (4)596 Piatti e risg. marm PROG 22760 CATT_ATT 34
Paris, Les Éditions de France, 1935. 4to.; X-309 pp., 1 h., y 8 láminas fuera de texto. Cubiertas originales.
Paris, Gallimard, 1947. 4to.; 252 pp., 2 hs. Cubiertas originales.
ref. 0428588581.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
Hardcover in-8°, 190 pp., illustrations photographiques et figures, cartonnage skyvertex blanc decor editeure. Tres bel exemplaire [MI-13]
1930ref. 57236ABParis, Editions Alpina, novembre 1930. 4° (34x25), 159 p., aves nombreues impression photographique en taille-douce sur cuivree dans le texte et en 8 table hors texte protgees par des serpentes legendee, reliure d'editeur souple, [2 Warenabbildungen] peu frotte, sinon tres bon,
2005In-8° gr. carrè pp. 76 con molti dis. A colori a p. pagina. Bross. edit. illustrata.
Paris, L'Édition d'Art H. Piazza, 1924. 4to.; 5 hs., 184 pp., 5 hs. Diseño y ornamentación de Pierre Courtois. Cubiertas originales.
Barcelona, Editorial Araluce, s.a. (1917). 4to. menor; 528 pp. Encuadernación original.
1826In 16, pp. 118 + (2). Mancanze risarcite al dorso. Qualche abrasione ai piatti. Br. ed. Opera scientifica di divulgazione popolare sulla cura degli occhi. L'A. spiega come gli occhi debbano essere preservati e che si debba avere "moderazione nell'usarli" rivolgendosi in particolare a chi studia e lavora di notte. Bisogna inoltre fare attenzione alle diverse temperature e qualita' dell'aria: gli occhi sono "sempre irritati quando l'aria contiene particelle saline e muriatiche... oltre questi gaz micidiali, la calce, il gesso, l'arsenuico e una massa dis sostanze simili, alterando la purita' dell'atmosfera, nuocono in particolare agli occhi...". Allo stesso modo bisogna prestare cura all'alimentazione: quando i cibi sono "acri, salati e carichi di droghe, riscaldano il sangue e lo determinano verso la testa. Ne' meno nuoce la troppa qualita' d'alimenti...". Quindi l'amore, la passione piu' nociva per la vista: "abbiamo gia' parlato degli effetti della eccessiva perdita del liquor seminale...": tutti coloro che praticano troppo "il giovane il cui ardore non conosce limiti, l'ammogliato di fresco che provoca continuamente piaceri snervanti, il mastrupratore che si sfinisce nella solitudine.... debbono aspettarsi un indebolimento della vista precoce e una totale perdita della medesima...". Seguono molti altri consigli sul modo di preservare gli occhi, un elenco di varie tipologie di occhi. In fine le considerazioni sulle cagioni della miopia o vista corta. Antonio Scarpa nacque a Lorenzaga di Motta di Livenza il 9 maggio 1752. Studio' a Padova dove segui' anche i corsi universitari per la Medicina e Chirurgia laureandosi il 19 maggio 1770; fu allievo di Morgagni e di Caldani. Nel 1805 Napoleone lo invito' a occupare la cattedra di clinica chirurgica e di operazioni chirurgiche. Molte e notevoli per importanza ed originalita' di contenuto sono le opere che Scarpa diede alle stampe. Il nome di Scarpa si afferma come anatomico nel 1773 con la pubblicazione della sua prima nota De structura fenestrae rotundae auris, et de tympano secundario, ma una piu' completa relazione delle sue scoperte anatomiche ed anatomo-comparative sopra l?organo dell?udito. Dal 1800 la sua attivita' va sempre piu' orientandosi ed intensificandosi per la chirurgia; impegnatosi nell?esercizio e nell?insegnamento della clinica oculistica, pubblica la sua opera magistrale sulle malattie degli occhi, alla quale seguono dal 1801 al 1816 altre quattro edizioni. La quinta perfezionata ed ampliata porta il titolo di Trattato di malattie degli occhi ed e' del 1821. A cominciare dalla prima edizione di quest?opera sulle malattie degli occhi, furono fatte traduzioni in francese, tedesco ed inglese.
2018ill., br. Come e cosa si vedeva durante la Grande guerra? Come sono cambiate le forme di rappresentazione e i modi di vedere in seguito alla catastrofica messa in scena degli orrori della modernità? Paradossalmente, quella che diede luogo a cambiamenti traumatici in ogni campo, dalla geografia politica alla psicologia collettiva, fu una guerra "cieca": cieca perché, nonostante lo sviluppo e la celebrazione delle tecnologie ottiche nel corso dell'Ottocento, esse non furono in grado, alla prova dei fatti, di mostrarla e raccontarla; perché il nemico scomparve del tutto alla vista e questo diede luogo a una tenace competizione ottica per individuare un pericolo minaccioso o un obiettivo da eliminare; perché si sperimentarono per la prima volta una censura e una propaganda che restituirono al fronte interno una visione parziale o del tutto immaginaria del conflitto; perché i vertici militari e politici volsero lo sguardo al passato e non al futuro, e cioè al Ventesimo secolo che veniva annunciato sui campi di battaglia; perché ci si rifiutò di riconoscere l'orrore e di conservarne il ricordo. Tra il 1914 e il 1918 il mondo conobbe una guerra feroce che negò ogni rappresentazione autentica sia della battaglia sia del sacrificio e dell'eroismo dei soldati; allo stesso tempo le tecnologie ottiche, alle quali era (ed è tuttora) assegnato uno statuto incontestabile di verità, rivelarono per la prima volta una loro straordinaria risorsa: la capacità di mentire "oggettivamente", una risorsa che a partire da quel momento avrebbero trasmesso, attraverso la pubblicità e la comunicazione politica, alla nostra contemporaneità.
2018ill., br. Come e cosa si vedeva durante la Grande guerra? Come sono cambiate le forme di rappresentazione e i modi di vedere in seguito alla catastrofica messa in scena degli orrori della modernità? Paradossalmente, quella che diede luogo a cambiamenti traumatici in ogni campo, dalla geografia politica alla psicologia collettiva, fu una guerra "cieca": cieca perché, nonostante lo sviluppo e la celebrazione delle tecnologie ottiche nel corso dell'Ottocento, esse non furono in grado, alla prova dei fatti, di mostrarla e raccontarla; perché il nemico scomparve del tutto alla vista e questo diede luogo a una tenace competizione ottica per individuare un pericolo minaccioso o un obiettivo da eliminare; perché si sperimentarono per la prima volta una censura e una propaganda che restituirono al fronte interno una visione parziale o del tutto immaginaria del conflitto; perché i vertici militari e politici volsero lo sguardo al passato e non al futuro, e cioè al Ventesimo secolo che veniva annunciato sui campi di battaglia; perché ci si rifiutò di riconoscere l'orrore e di conservarne il ricordo. Tra il 1914 e il 1918 il mondo conobbe una guerra feroce che negò ogni rappresentazione autentica sia della battaglia sia del sacrificio e dell'eroismo dei soldati; allo stesso tempo le tecnologie ottiche, alle quali era (ed è tuttora) assegnato uno statuto incontestabile di verità, rivelarono per la prima volta una loro straordinaria risorsa: la capacità di mentire "oggettivamente", una risorsa che a partire da quel momento avrebbero trasmesso, attraverso la pubblicità e la comunicazione politica, alla nostra contemporaneità.
ref. 52918Paris: Daumont. c.1760. Overall sheet size 34.5 x 50cm. Plate mark 30 x 44cm. Original hand-coloured engraving. c.1760 Trivial spotting to bottom margin but image itself very good. Vues d'optiques or perspective view prints were a fashionable entertainment in the elite drawing rooms of the eighteenth century and also a popular street entertainment at fairs and markets. Publishing houses in London Paris Augsburg and Bassano competed in their production. In total about 5000 vues d'optiques were produced. Paris: Daumont. [c.1760] unknown
ref. 1390649253.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
Barcelona, 2003. 4to.; 285 pp. Enc. original.
Málaga, Universidad, 2007. 4to.; 472 pp. Ilustraciones. Cubiertas originales.