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183819,5 cm, rilegatura editoriale in cartone, titolo incorniciato al piatto; p. xi, 216. Contiene le biografie di 11 personaggi , ciascuna delle quali, tranne quella di Filippo Foderà, corredata di ritratto inciso e firmato. Le biografie, curate da diversi autori riguardano: Domenico Scinà, Niccolò Palmieri, Antonino Bivona, Luigi Garofalo, Giuseppe Alessi, Antonino della Rovere, Pietro Pisani, Giuseppe Tranchina, Domenico Greco, Filippo Foderà Vincenzo Riolo. Prefazione di Vincenzo Linares. Mancanza di 1/3 della carta dell'indice, ma completo, doso sciupato. L'interno molto buono
18312 opere rilegate insieme in un volume in-8° (cm. 18,9x11,9), mezza pelle coeva, piatti in carta decorata. Mancanze della pelle presso le cuffie, bel titolo chiaramente impresso tra fregi al dorso. 1) LICHTENTHAL, pp. XV, 271. Censito in 3 bibl. ital. Lichtenthal, austriaco (Pressburg 1778 - Milano 1853), medico e compositore musicale amico di Mozart e di Paganini, a Milano dal 1810, scrisse anche sulla musicoterapia. Qui riporta i medici inglesi Annesley e Jameson, ma anche metodi maomettani; e fonti ufficiali della RUSSIA (cure, fenomeni, statistiche ecc.) sulle epidemie dalla "coléra asiatica" del 1829 e 1830. 2) BROUSSAIS, pp. 96. Censito in 7 bibl. ital. (Saint-Malo 1772 - Vitry-sur-Seine 1838) fisiologo, e pensava che lo stomaco fosse "la sede delle emozioni", in collegamento con le patologie del cervello, e curava la maggior parte delle malattie come collegate alla gastroenterite. Fu influenzato dalla teoria della frenologia di Franz Joseph Gall. Nel 1832 scoppiò un'epidemia di colera che minò profondamente le sue teorie fisiologiche dato che la sua terapia a base di sanguisughe si dimostrò del tutto inutile: infatti uno dei suoi più famosi pazienti, Casimir Pierre Périer, primo ministro francese, morì sotto le sue cure. Questo insuccesso della sua teoria gli fece perdere notevolmente popolarità che riuscì a riacquisire grazie alla sua abilità retorica e alle lezioni di frenologia che tenne presso l'università di Parigi. (wiki)
1849In-8° (cm. 22,2x15,3), pp. 7, (1b). Brossura coeva muta color carta da zucchero. Rimarca come nel 1836 "nelle province lombarde queste popolazioni" fossero "poco disposte a contrarlo... circa due individui ogni 100 abitanti..."! ma a Pavia "uno sopra ogni 250 abitanti". e si occupa di PROFILASSI: Mezzi a togliere o diminuire la disposizione (evitare la paura, abusi nell'alimentazione, nei cibi "che muovono la diarrea", purganti, bevande fredde, tabacco ecc.), curare la nettezza, rinnovare l'aria ecc. Mezzi a premunirsi dall'infezione (evitare assembramenti e locali sporchi ecc.). Mezzi a frenare il progresso della malattia. Di eccezionale attualità. la Commissione: Porf. Camillo PLATNER (Pavia 1795-1877, 1795; medico condotto ad Este nel 1819. Ritornò a Pavia nel 1823 quando divenne supplente di Medicina legale e Polizia medica), Prof. Luigi PORTA, Dr. Carlo BONETTA, Dr. Giacomo KRUCH, Dr. Pietro SOZZANI. SBN censisce questo titolo al solo Sistema Bibliotecario di Milano, ma di soli 19 cm. e come edito da Luigi di Giacomo Pirola nello stesso anno.
1867In-8° (cm. 20x13,6), pp. 29, (3b). Brossura editoriale con titolo diverso in cop. e al front. Piatti nella stessa bella carta dell'Interno. Censito in 6 bibl.
1884In-8°, pp. 47, (1). Bross. edit. Lievi ombre in cop., ma eccellente es. intonso. GOSSE, medico e Ginevra, nel 1831 era stato delegato dalla Diète Helvétique per studiare il COLERA in Prussia, Polonia, Russia. Raro, SBN censisce solo l'ed. del 1835 alla sola Bibl. Centrale di Firenze.
In 16°, br. edit., pp. 120. Buon es. xpellx
In 16°, br. edit., pp. 85. Buon es. xpellx
In 8°, br. muta recente, pp. 15-(1nn).
Estesa lettera in lingua francese, pp.4, in chiara grafia. Ricetta "Manière de composer le remede". Proveniente da Nizza è destinata a "Monsieur La Marquis Hippolite de Doni" di Firenze. Data sul timbro di spedizione non leggibile ma da collocarsi tra la fine del '700 e primissimi, '800. Piccole mancanze ai margini. Interventi di restauro.
In 16°, leg. in mz. pelle coeva, tit. in oro al dorso, pp.(2nn)-391. Unito: Profilassi municipale ed individuale del colera del Prof. Sormani, Milano, Sonzogno, 1884, pp.18. Fresco es. Timbri di appartenenza privata
First edition, viii, [9]-38pp., title-page a little dusty, disbound.
First edition, 34pp., title-page a little dusty, disbound.
First edition, [2], 64, [2]pp., disbound.
First edition, [2], iv, 57, [1]pp., with half-title, disbound.
First edition, iv, 149, [3]pp., disbound.
1873Lettera del cav. Dott. Rodolfo Rodolfi al cav. Prof. Gaetano Strambio. Tolto dalla Gazzetta Medica Italiana. Esemplare perfetto. Brossura editoriale, pp. 13, in 8°
1864In 8° (22x16 cm); 693, (3) pp. Bella legatura coeva in piena tela grigia con titolo in oro al dorso. Qualche leggera ed ininfluente brunitura alle prime ed ultime dieci pagine ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Non comune prima edizione italiana, la seconda edizione uscì nel 1864, di questo importante studio del grande neurologo e psichiatra tedesco originario di Stoccarda (1817 - 1868). Ebbe come insegnanti Johann Lukas Schönlein all'Università di Zurigo e François Magendie a Parigi. "Sulle malattie infettive" (Infectionskrankheiten) fu pubblicata nel 1857 in seguito al periodo egiziano. La trattazione si concentra sull'analisi e sullo studio fisio-patologico delle malattie tropicali. Subito dopo la laurea, Griesinger si recò a Parigi, ove trascorse un periodo di appassionato approfondimento delle sue conoscenze cliniche. Conobbe inoltre François Magendie, fondatore della fisiologia sperimentale e autore del primo libro moderno sull'insegnamento della fisiologia. Nel 1839 si dedicò all'attività di medico praticante nel suo studio privato a Friedrichshafen. Nel 1940 iniziò un internato come medico secondario sotto il direttore Albert Zeller presso il manicomio di Winnenthal. Quest'esperienza alimentò l'interesse di Griesinger per la psichiatria e gli fornì gran parte delle nozioni, in particolare di carattere pratico, che gli furono indispensabili per la stesura della sua prima e maggiore opera pubblicata nel 1845 "Patologia e terapia delle malattie psichiche" (Die pathologie und therapie der psychischen Krankheiten). Nel 1842 trascorse dei brevi periodi di studio a Stoccarda, Vienna e Parigi. Nel 1843 tornò a Tubinga dove ricoprì il ruolo di medico assistente in una clinica medica. Poco tempo dopo gli venne affidata la cattedra di patologia. Nel 1847 venne nominato professore straordinario. Collaborò con Wunderlich e Roser, suoi amici d'infanzia nonché colleghi a Tubinga, alla realizzazione dell'"Archiv fur physiologische heilkunde" di cui diventò redattore nello stesso anno e che utilizzò per divulgare le sue idee innovative sulla fisiologia moderna. Nel 1849, Griesinger si spostò a Kiel, dove gli venne affidata la direzione della clinica universitaria locale e dove condusse studi neuroanatomici. Nel 1950 sposò Josephine von Rom, con lei lasciò la Germania e si recò ad Il Cairo, per ragioni politiche. Qui, conquistata la fiducia del re 'Abb?s I, diventò suo medico personale. Insieme a questo compito gli venne assegnata la direzione della scuola medica de Il Cairo e la presidenza dell'Ordine dei Medici egiziano. L'esperienza egiziana concesse a Griesinger di discernere e studiare le diverse malattie tropicali. Le conoscenze acquisite durante il soggiorno in Egitto confluirono nella sua seconda opera "Klinische und anatomische Beobachtungen über die Krankheiten von Aegypten". Restò in Egitto fino al 1852, si trasferì, dunque, a Stoccarda per poi tornare a Tubinga due anni dopo. Nel 1857, utilizzò le conoscenze acquisite in Egitto per pubblicare un terzo libro intitolato "Sulle malattie infettive"(Infectionskrankheiten). Nel 1859 diventò direttore del manicomio di Gammertingen, uno dei primi del settore pediatrico in tutta la Germania. Nel 1860, lasciato nuovamente il suo paese, diventò direttore della clinica di medicina interna di Zurigo. Durante questo periodo si impegnò attivamente nella promozione e concretizzazione del progetto relativo alla costruzione di una clinica moderna, che verrà inaugurata nel 1970 dopo la sua morte e diventerà celebre come l'ospedale Burghölzli. Nel 1864 ricevette delle offerte lavorative da Berlino, accettando l'incarico di direttore di una clinica psichiatrica e di docente ordinario alla Charitè. Nel periodo a Berlino si impegnò per applicare numerose riforme, tra le quali la creazione di un Nervenstation. Nel 1867 fondò la "Berliner Medicinisch-Psychologische Gesellschaft" che cambiò in seguito nome in "Berliner Gesellschaft für Psychiatrie und Nervenkrankheiten" nel 1979, per poi diventare l'attuale "Berliner Gesellschaft für Psychiatrie und Neurologie" nel 1933. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione.
1835In 8° (18,7x11,5 cm); 16 pp. Senza brossura ma non slegato. Piccola xilografia al frontespizio. Prima edizione stampata da Migliaccio a Cosenza di questa interessante disposizione pubblica per la prevenzione di una possibile epidemia di colera che iniziava a manifestarsi in Europa partendo dalla Francia. L’opera raccoglie indicazione sulle precauzione da tenersi dividendole in capitoli: Affezioni di animo; Nettezza e salubrità delle abitazioni; Nettezza dell’Individuo; Conservazione del calore conveniente nel corpo; Vittitazione e bevande (con varie interessanti nozioni di dietetica), Segni principali con che si manifesta il colera; mezzi da impiegare prima dell’arrivo del medico. Rara prima edizione, un solo esemplare censito in ICCU, in buone condizioni di conservazione.
198621,3x15,2 cm; 134, (2) pp. Brossura editoriale con copertina illustrata. Titolo al piatto anteriore ed al dorso. Diverse foto in bianco e nero all'interno del testo. Il libro ripercorre la storia del comune di Gombola di Polinago attraverso varie vicende, dalle prime popolazioni alla battaglia di Cerredolo e Cinghianello, dall'origine della parrocchia alla peste del 1630, fino alla commemorazione dei caduti delle due guerre. Stato di conservazione molto buono.
1836In 8° (20,3x13,5 cm); 16 pp. Senza brossura ma non slegato. Prima ed unica edizione assai rara, due soli esemplari censiti in ICCU, di questa relazione del celebre medico originario di Accumoli in provincia di Rieti, Agostino Cappello (1784-1858) dedicata all’epidemia di colera che colpì il territorio anconetano nel 1836. L’autore che fu medico condotto di Accumoli e Tivoli ricoprì anche la carica di Consigliere del magistrato Supremo di Sanità dello Stato della Chiesa su segnalazione diretta di Papa Leone XII che tenne sempre in grande conto Cappello. Vari sono gli studi sull’idrofobia ed il colera pubblicati dal medico. L’opera qui presentata nasce come risposta a vari articoli di giornale francesi che segnalavano in Ancona il primo focolaio dell’epidemia di colera che avrebbe poi colpito buona parte d’Europa tra il 1836 ed il 1838. L’autore dimostra come in verità il morbo sia prima approdato sulle coste francesi e solo in seguito abbia colpito il territorio anconetano. Presente all’interno dell’opera una scheda con i dati dell’ubicazione dei malati, il totale dei malati, i guariti, i morti dal 17 agosto al 30 settembre del 1836. In fine al volume l’autore avverte anche non esser sua la descrizione di un Drago Cholericus che avrebbe sparso il morbo nel territorio anconetano apparsa in diversi giornali affiancata al suo nome. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed assai raro.
1837In 8° (20,5x13,6 cm); 64, 65-85, (3), 8 pp. Senza brossura ma non slegato se non le ultime 8 pagine. Prima edizione rarissima, l’unico esemplare censito in ICCU presenta solo le prime 64 pagine, di questi importanti discorsi del grande medico parmense Giacomo Tommasini. L’opera qui presentata contiene tre discorsi. I primi due sono dedicati alla teoria dell’arte medica mentre il terzo è una dissertazione sul Cholera e sul suo modo di propagarsi (prende ad esempio i fatti di Bertiolo in provincia di Udine in Friuli). Dopo un periodo di praticantato all'Ospedale di Parma, ottenne una borsa di studio per corsi di perfezionamento sulle nuove metodologie mediche nelle università di Pavia, Padova, Bologna, Pisa e Torino. Fece viaggi di studio anche all'estero, in Francia ed Inghilterra. Nel 1792 ebbe l'incarico di sostituto del prof. Cortesi nella cattedra di medicina pratica. Nel 1794 fu nominato professore di fisiologia e patologia. Le sue lezioni erano talmente apprezzate che ottenne un aumento di stipendio in via straordinaria. Tenne la cattedra fino al 1815. Durante il primo impero francese l'Università di Parma, che pure si era guadagnata fama di ottimo ateneo, subì un decreto di soppressione in seguito ad un piano di ristrutturazione degli istituti di insegnamento superiore. La città di Parma diede incarico a Tommasini, assieme al conte Filippo Linati e al banchiere Giuseppe Serventi, di recarsi a Genova, dove si trovava in quel momento l'imperatore Napoleone Bonaparte, per chiedere la revoca del provvedimento. Fu specialmente Tommasini che, esponendo la causa con particolare eloquenza, riuscì ad ottenere la sospensione del decreto. Tommasini fu tra i principali redattori del Giornale Medico Chirurgico, edito a Parma dal 1806 al 1813. Durante il governo Napoleonico ricoprì diverse cariche: Ispettore Generale della Pubblica Istruzione, Segretario al Consiglio del Dipartimento del Taro, membro del Consiglio di Sanità Pubblica. Fu uno dei primi soci corrispondenti della Società Medica di Bologna. Già prima della sua ammissione a tale società l'università di Bologna gli aveva fatto offerte per trasferirsi da Parma a Bologna; dopo non poche trattative nel 1815 Tommasini accettò la cattedra di Clinica Medica a Bologna, succedendo al prof. Antonio Testa. A Bologna Tommasini affermò la necessità di adottare il metodo sperimentale nella pratica medica, ciò che costituiva un radicale cambiamento rispetto ai metodi in gran parte empirici fino ad allora usuali. Nel 1819 venne fondata la rivista «Nuova Dottrina Medica Italiana», che fece propri i concetti di Tommasini. Nel 1828 alcuni professori dell'università di Bologna, tra cui Tommasini, furono accusati di appartenere a società segrete rivoluzionarie e furono invitati a dimettersi. Chiesero di essere sottoposti a un processo e furono assolti, ma Tommasini fu amareggiato da questa vicenda e tornò a Parma, adducendo il motivo di dover curare il conte Neipperg, in quel periodo effettivamente ammalato. Si reinsediò all'università e ottenne altre cariche di prestigio, tra cui quella di Protomedico dello Stato e di medico consulente della sovrana regnante, la duchessa Maria Luisa d'Austria. Fu chiamato anche lontano da Parma a curare alte personalità, come Carolina d'Inghilterra a Pesaro e al capezzale di madama Letizia, madre di Napoleone Bonaparte, a Roma. Giacomo Tommasini era noto per essere un piacevole e fine parlatore e un elegante scrittore, sia in italiano che in latino. Ottenne molte onorificenze, tra cui la Legion d'Onore, l'Ordine Costantiniano di San Giorgio, la Medaglia d'Oro per i benemeriti della salute pubblica. La città di Parma gli ha dedicato una via del centro storico, Borgo Giacomo Tommasini (chiamato popolarmente «borgo Giacomo»), che collega Strada della Repubblica a Borgo Felino. Prima edizione rarissima, stampata a Bologna da Dall’Olmo e Tiocchi, che si presenta a parte la mancanza della brossura, in buone-ottime condizioni di conservazione.
1838In 8° (19,8x13,8 cm); 78, (2) pp. Senza brossura ma non slegato ed ancora in barbe. Prima rara edizione, quattro soli esemplari censiti in ICCU, di questa raccolte di lettere dedicate alla celebre epidemia di colera che colpì Roma nel 1837. Il raccoglitore delle lettere si presenta probabilmente sotto falso nome. L’opera si sviluppa con una serie di lettere scambiate fra due amici, uno nella città di Roma e l’altro residente nella sua villa di campagna, che ripercorrono la genesi dell’infezione ed il suo propagarsi dai primi casi fino all’esplosione della malattia in tutta la sua virulenza. L’opera in ogni caso ricostruisce avvenimenti realmente accaduti e parla di personaggi storicamente esistenti e fornisce uno spaccato reale della tremenda epidemia che colpì Roma nel 1837. Prima edizione assai rara e stampata su carta di ottima qualità.
183013,5x9,6 cm; (4) pp. Senza brossura. Stampato su carta forte. Rarissimo devozionalia mariano in forma di foglio volante ripiegato, con due preghiera. Particolarmente interessante la seconda dedicata al "Liberazione dal Cholera". Raro.