122.481 risultati
2016br. Sono decenni, ormai, che la Resistenza è sottoposta a uno scrutinio costante da parte di storici, ma anche di giornalisti e opinionisti. E se una volta poteva essere provocatorio fare le pulci al mito dei partigiani e parlare di guerra civile mettendo sullo stesso piano le fazioni in lotta, oggi molta di questa vulgata è diventata un sottofondo dato quasi per scontato. Il rischio è che ci dimentichiamo, e le giovani generazioni non sappiano mai, quanto di nobile, puro e davvero all'altezza del suo mito c'è stato nella lotta partigiana. Nel settantesimo anniversario della Liberazione, Giovanni De Luna ha voluto mettere di nuovo a punto un'immagine della Resistenza che si stava offuscando. Con grande efficacia, De Luna ha scelto una storia, un luogo, alcuni personaggi: un castello in Piemonte, una famiglia nobile che decide di aiutare i partigiani, la figlia più giovane, Leletta d'Isola, che annota sul suo diario quei mesi terribili ma anche meravigliosi in cui comunisti e monarchici, aristocratici e contadini, ragazzi alle prime armi e ufficiali dell'ex esercito regio lottarono, morirono, uccisero per salvare la loro patria, la loro libertà, il futuro di una nazione intera. Mesi in cui, tra il cortile della sua villa di famiglia e le montagne tutt'attorno, si formò veramente quell'unità che diede origine al mito della Resistenza.
2010ill., br. L'Appennino lucano, la Val d'Agri e il Lagonegrese. Qui c'è l'humus di una terra che vuole guadagnarsi ogni giorno la sua dignità e il suo prestigio in modo di essere alla ribalta non solo locale. Soprattutto con la forza delle sue idee e la capacità di progettare il futuro. Il Parco deve essere dunque un motore di cambiamento radicale per la vita dei suoi abitanti, anzitutto, così come lo "disegna" in questo libro Rocco De Rosa, che del neonato Parco nazionale ci parla raccontando uomini e cose, passato e presente, peculiarità e risorse. La sua è una narrazione simile a una cronaca degli eventi integrata dalle foto, che hanno a loro volta il significato del testo scritto. Questo non è un saggio, ma un racconto: preciso, puntuale nelle descrizioni, scrupoloso e attento. Un'opera utile, per far conoscere il nuovo Parco nazionale lucano, con l'intento di legare il lettore a una realtà degna di essere visitata nei minimi particolari. Un viaggio in questa nuova area protetta ci porta dunque a scoprire tesori inesplorati e ambienti sui quali l'attenzione di tutti fino a oggi si era concentrata forse molto poco. Basti pensare al passato di queste terre, all'archeologia, alle caratteristiche geologiche del territorio e naturalmente alla sua capacità di alimentare un turismo in grado di mettere in moto altre leve e altre possibilità di crescita. La natura qui è stata particolarmente generosa con gli uomini, i quali debbono prodigarsi per mettere a frutto un'eredità del genere.
2004br. Il libro di Duby si apre con il racconto dell'agonia di Guglielmo, lunga come lunga è stata la sua vita (80 anni sono un bel record per un cavaliere medievale). La sua morte è una cerimonia sontuosa, una morte-spettacolo così come è stata la sua vita tutta tornei e battaglie. Georges Duby (1919-1996) è stato uno dei più grandi storici del Medioevo. Ha insegnato per oltre vent'anni Storia delle società medievali al Collège de France.
2016br. La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Mario Ferraguti, scrittore, esploratore curioso, a raccontarci il mistero delle case abbandonate. Con lui ascoltiamo la loro voce, impariamo a riconoscerne i colori, i segni del tempo, i fantasmi della vita e l'assedio della natura.
2019br. Nessun personaggio storico, se si esclude, forse, Adolf Hitler, ha mai goduto di così cattiva stampa come Nerone. Alcuni autori cristiani ritennero che fosse addirittura l'Anticristo. In realtà Nerone fu un grandissimo uomo di Stato. Durante i quattordici anni del suo regno l'Impero conobbe un periodo di pace, di prosperità, di dinamismo economico e culturale quale non ebbe mai né prima né dopo di lui. Certamente fu un megalomane, un visionario, un esibizionista e, con tutta probabilità, uno psicolabile schiacciato prima da una madre autoritaria e poi dall'enorme peso che, a soli 17 anni, per le ambizioni di Agrippina, gli era stato scaricato sulle spalle, mentre lui avrebbe forse preferito dedicarsi alle arti predilette. Quel che comunque è certo è che questo imperatore chitarrista, cantante, poeta, attore, scrittore, auriga, curioso di scienza e di tecnica, fu un unicum non solo nella storia dell'Impero romano. Pensando "in grande stile", e cercando di modellare il mondo sulle proprie immaginazioni, fu un monarca assoluto che usò del proprio potere in senso democratico: non governò solo in nome del popolo, come voleva l'ipocrisia augustea, ma per il popolo contro le oligarchie che lo sfruttavano. E per avere il consenso del popolo - oltre che attuare misure molto concrete - inaugurò quella che oggi chiameremmo la politica-spettacolo. Le élite economiche e intellettuali del tempo non lo capirono, oppure lo capirono fin troppo bene e per questo lo osteggiarono ferocemente costringendolo, alla fine, al suicidio.
2019br. La collana «Piccola filosofia di viaggio» invita Diego Fontana, scrittore cd esperto di comunicazione, ad accompagnarci in un viaggio sull'origine e l'uso delle parole, attraverso i misteri e le curiosità che celano, le insidiose somiglianze, gli aneddoti, i miti e le leggende, e il loro fascino seducente e a volte pericoloso.
2022br. Breve presentazione e antologia dei testi più belli di Ambrogio, vescovo di Milano e dottore della chiesa che visse nel IV secolo d.C., un'età di importanti trasformazioni e fervore spirituale. Scrittore straordinariamente prolifico, noto soprattutto come l'iniziatore dell'innologia sacra occidentale, descrive con ineguagliabile delicatezza lo splendore del creato e l'universo interiore dell'uomo. Le sue opere ci invitano a riscoprire le stupende meraviglie del nostro intimo e del mondo che ci circonda, riflesso della somma bellezza di Dio: guardando al suo amore e accogliendolo nella nostra vita possiamo rivestire di gioia e vigore il nostro cammino verso di lui.
2013br. La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Tiziano Fratus, autore di molti libri sugli alberi secolari, a confidarci la sua passione per le radici che affondano nella terra e nella storia, le chiome che accarezzano il vento, i sussurri delle fronde. Con lui ci inerpichiamo lungo stretti sentieri a rendere visita ai monumenti della natura imparando ad ascoltare la loro voce.
2015brossura Una mappa dettagliata in scala 1:35.000 che ridisegna la cartografia dell'alto Adriatico e offre nuove prospettive di conoscenza del territorio, dai borghi più defilati, alle strade bianche, alle zone di interesse naturalistico. Affianca la mappa un agevole libretto, abbellito da un ricco corredo fotografico e completamente rivisto nella veste grafica rispetto alle edizioni precedenti, in cui sono minuziosamente descritti 5 itinerari già svolti che si snodano nelle aree più suggestive comprese tra Caorle, Jesolo la laguna e le terre di bonifica.
2022ill., br. Una mappa dettagliata in scala 1:35.000 che ridisegna la cartografia dell'alto Adriatico e offre nuove prospettive di conoscenza. Affianca la mappa un agevole libretto, abbellito da un ricco corredo fotografico e completamente rivisto nella veste grafica rispetto alle edizioni precedenti, in cui sono minuziosamente descritti 5 itinerari già svolti che si snodano nelle aree più suggestive comprese tra Lignano, Bibione, la laguna e l'entroterra.
2015ill., br. Il volume è una guida turistica alla visita del Borgo Medievale di Torino, costruito sulle rive del Po in occasione dell'Esposizione Generale Italiana del 1884, per fare conoscere ai visitatori quale poteva essere la vita nel Piemonte del XV secolo. L'intero villaggio medievale, con il suo castello in cima alla collina, la chiesa, le botteghe è un esempio di "realtà virtuale" di fine Ottocento: non medioevo, non falso storico, ma sofisticato progetto di ambientazione e ricostruzione con scopi didattici, di tutela, di conoscenza e, perché no, di loisir.
2017br. Che cosa significa precisamente studiare Gesù di Nazaret e il suo movimento secondo una prospettiva storica? La storia è una via efficace per comprendere uno dei personaggi più affascinanti e influenti di tutti i tempi? Cosa ci si può attendere dallo studio storico della figura di Gesù? Qual è il rapporto tra fede e storia? Questi gli interrogativi ai quali il volume intende dare una risposta. Le voci di alcuni dei migliori specialisti del settore si alternano a presentare un'esposizione documentata e sintetica dei risultati della ricerca su Gesù, attraverso l'analisi delle fonti, spiegando i termini del dibattito in corso in Italia e difendendo con passione e rigore le ragioni del metodo storico.
2020br. La campagna elettorale permanente, un partito che non è di destra né di sinistra ma "del popolo", un improbabile contratto di governo, la voce grossa che mette a tacere i giornali, l'odio che penetra nel discorso pubblico, le accuse ai tecnici infidi, il debito, la gestione demagogica e irresponsabile delle finanze. Sono le analogie che minacciano il presente e rischiano di farlo somigliare pericolosamente a un passato che credevamo di esserci lasciati alle spalle. Quando Hitler nel 1933 divenne cancelliere del Reich, i cittadini tedeschi cominciarono a seguire incantati il pifferaio che li portava nel burrone. La cosa più strana, ma niente affatto inspiegabile, è che avrebbero continuato a credere religiosamente in lui anche dopo che erano già precipitati. "I nazisti," scrive Ginzberg, "non erano bravi solo in fatto di propaganda. Toccavano tasti cui la gente era sensibile, blandivano interessi reali e diffusi (non solo gli interessi del grande capitale, come voleva la vulgata). A elargizioni concrete corrispondeva un consenso reale, crescente e formidabile. La cosa che più impressiona è come siano riusciti a trovare consenso anche sui comportamenti più atroci e disumani del regime." Le analogie superficiali possono portare fuori strada. Eppure non possiamo farne a meno. La mente umana funziona per analogie. Le analogie si sono sempre rivelate uno strumento potentissimo per capire e distinguere, cioè l'esatto contrario del fare di ogni erba un fascio.
2021br. Scritto nella primavera del 1944 e successivamente sotterrato dall'autore nei pressi dei crematori come memoria per i posteri, questo diario è il primo documento pubblicato in cui si racconta la terribile esperienza dei membri del Sonderkommando, ovvero la squadra speciale di detenuti ebrei obbligati a lavorare nelle camere a gas e nei crematori di Auschwitz- Birkenau. Formata da prigionieri selezionati, godeva di un trattamento d'eccezione all'interno del campo ma allo stesso tempo doveva adempiere al più terribile dei compiti: costituiva infatti l'ultimo anello della catena destinata a distruggere l'intero popolo ebraico e coloro che, nel progetto nazista di Nuovo Ordine Europeo, non avrebbero mai avuto diritto alla vita. Gradowski scrisse con la morte addosso, per raccontarci di uomini che sono riusciti a resistere al male anche grazie al pensiero di poter consegnare ai vivi la loro storia disperata, vincendo per sempre l'oblio.
2018br. Tra il luglio 1942 e il settembre 1944 un treno merci partiva quasi ogni martedì dal "campo di transito" di Westerbork, in Olanda, portando il suo carico di esseri umani verso la Polonia, verso Auschwitz. Più di centomila furono i deportati alla fine della guerra, cinquemila i superstiti. Da Westerbork passarono anche Anna Frank e Edith Stein, e a Westerbork visse i suoi ultimi giorni la giovane Etty Hillesum, osservando, scrivendo e aiutando i suoi simili, fin quando anche lei dovette salire sul treno. In queste due lettere, scritte nel dicembre 1942 e nell'agosto 1943, Etty racconta il luogo dell'umiliazione e l'attesa della morte, guarda le persone, parla con loro, mostra i preparativi per la partenza nella notte, la dignità, la paura, descrive i volti dei soldati. Avrebbe potuto salvarsi; scelse invece di restare e di testimoniare quei giorni, con la voce di chi vive e scrive in perfetta armonia e sa esattamente cosa deve fare: aiutare gli altri, non cedere all'odio, cercare, nonostante tutto, la bellezza. Le due lettere vennero pubblicate clandestinamente dalla resistenza olandese nell'autunno del 1943. Per proteggere le persone coinvolte e sviare la censura, l'editore le aveva attribuite a un pittore fittizio di nome Johannes Baptiste van der Pluym e ne aveva aggiunta una terza falsa. Questi testi ci consegnano intatta la forza di una prosa dove ogni parola è vera, necessaria, intensamente vissuta.
2011br. La collana "Piccola filosofia di viaggio" ha invitato Sébastien Jallade, giornalista, a riflettere sulle ragioni che spingono il viaggiatore a spingersi in una regione deserta o ad affrontare il caos delle metropoli. Preda della libertà, l'uomo alla prova della strada risponde a un richiamo che gli permette di aprirsi all'alterità e di apire meglio la propria identità.
2011ill., br. Una guida completa all'isola di Capraia. Una infinità di informazioni su natura e storia, e tutte le notizie necessarie alla visita, presentate in maniera schematica e accessibile a tutti. La nascita geologica, la flora, la fauna, la storia umana, la descrizione dei sentieri e gli itinerari. Originali e pratiche tabelle con gli appuntamenti da non perdere con paesaggi, storia, cultura, fiori, animali e vita marina del promontorio dell'Argentario.
2010ill., br. L'alta sagoma scura domina una costa bassa e sabbiosa e contrasta con un retroterra di dolci colline ondulate. Siamo nella Toscana meridionale, in Maremma. Tra il mare e la costa il grande bastione naturale dell'Argentario si erge con le sue falesie di rocce chiare e i colli ammantati di una scura macchia mediterranea. Sarebbe l'ottava isola dell'Arcipelago Toscano se non fossero due sottili lingue di sabbia a negargli l'identità insulare. Ma al tempo stesso si crea un mosaico paesaggistico assolutamente unico e spettacolare: il promontorio, le spiagge, i tomboli, la laguna. Marco Lambertini ci conduce in ogni meandro dell'Argentario, facendoci scoprire flora, fauna, itinerari e storia di una delle zone più belle di Italia.
2017ill., br. Aggettivi come "stravagante", "eccentrico", ed espressioni come "fuori dai canoni", "sopra le righe" trasmettono solo in parte la vertigine, la passione, la furia con cui Raimondo Lanza Branciforte principe di Trabia, appartenente a una delle più antiche, nobili e facoltose famiglie di Sicilia, ha preso a morsi i suoi trentanove anni (1915-1954): combatte in Spagna, è compromesso con i fascisti ma poi aiuta i partigiani, caccia la tigre, dalla vasca da bagno della sua suite all'Hotel Gallia di Milano compra e vende calciatori; è amico dello scià di Persia e di Tomasi di Lampedusa, di Aristotele Onassis e di Luchino Visconti, di Gianni Agnelli e di Robert Capa; ama Susanna Agnelli, Edda Ciano, Rita Hayworth e infine sposa Olga Villi. A sessant'anni dalla sua tragica fine, è la figlia Raimonda, insieme alla nipote Ottavia, a scavare nel passato di quest'uomo fascinoso e scapestrato: da una vecchia valigia sono emersi appunti, documenti, lettere, fotografie, tutto materiale inedito che ha colmato i vuoti, illuminando di una luce nuova testimonianze e racconti di chi Raimondo lo ha conosciuto. Alla fine, la morte dell'ultimo principe di Trabia e la rovina finanziaria della sua famiglia risultano oscuramente legate al trionfo della mafia in Sicilia e al suo radicarsi nei palazzi del potere. Di Raimondo restano questa storia appassionata, il rimpianto per un mondo dorato imploso, il fulgore abbagliante di una vita bruciata.
2018br. La collana «Piccola filosofia di viaggio» invita David Lefèvre, scrittore ed esploratore del mondo che da anni vive un'esistenza frugale e autosufficiente in una capanna a stretto contatto con la natura e il ritmo delle stagioni, a raccontarci i pregi della sobrietà, antidoto alla civiltà dell'abbondanza e strada per una felicità inattesa.
2019br. 1703: più di tre secoli fa nasceva Sankt-Piterburg. La costruzione di Pietroburgo significò molte cose, ma prima di tutto un atto di predominio con il quale Pietro il Grande volle imporsi alla natura e agli uomini. Mosca, la terza Roma, la città degli zar, era simbolo della guerra contro i tartari, dell'unificazione, della diffusione della fede ortodossa. Ma alle porte della Russia premeva un mondo dinamico, in cui, accanto agli interessi mercantili, fiorivano attività scientifiche e culturali. Pietro I, che nutriva per l'Europa un amore pari forse all'odio per le vecchie tradizioni nazionali del suo paese, decise di occidentalizzare la Russia, e fondò Pietroburgo proprio per aprire una grande finestra sull'Europa. Luogo d'incontro di due civiltà, porto commerciale di grande importanza, capitale della Russia e residenza dello zar, la città raggiunse ben presto l'imponenza delle maggiori capitali europee, da cui prese a prestito non solo criteri urbanistici e architettonici, ma anche istituzioni, usanze, costumi. E uomini. Scienziati, matematici, esperti di costruzioni nautiche, architetti, pittori, attori, musicisti. Le riforme di Pietro avevano forzato la sonnolenta Russia a mettersi al passo con le nazioni dell'Ovest nel corso di pochi decenni: la città entrò nella letteratura e nell'arte. Il mito di Pietroburgo è il libro fondamentale per capire il fascino dell'antica capitale russa, un autentico classico della storiografia.
2017br. Un giornalista di Radio Popolare parte alla riscoperta di una terra unica e straordinaria, per cultura, umanità, musica, rum e paesaggi, raccontandocela senza veli e senza pregiudizi. Prendendo spunto da una frase che lo ha fatto riflettere e anche un po' arrabbiare: «Che bello, vedi Cuba prima che arrivino gli americani», intesi come i turisti o gli investitori che sarebbero dovuti piovere improvvisamente dagli Stati Uniti, riempiendo il Paese di catene commerciali. Ma Cuba non è un giocattolo del nostro immaginario romantico-rivoluzionario, è una realtà da vivere con il rispetto dovuto all'eccezionalità della sua storia.
2019br. Pierre Loti approda in Giappone nel 1885 quando è tenente di vascello sulla corazzata "Triomphante", e nell'autunno si reca a Kyoto, l'antica e celebre città santa. All'epoca Kyoto, millenaria capitale dell'Impero, ha già da tempo abdicato a quel titolo in favore di Edo, la futura Tokyo: ma Loti non approva la frenetica corsa al progresso che ha già contagiato i giapponesi, preferisce il vecchio Giappone che comincia a scomparire; e sa offrire al lettore un réportage di quel soggiorno, tra riflessioni sui suoi abitanti e descrizioni dei luoghi, che è anche una piccola guida d'epoca alla città santa: una serie di istantanee affidate al ritmo del suo linguaggio teso, nervoso, impressionista, ricco del suo senso del particolare, con l'occhio esperto dell'ottimo disegnatore che era.
2023br. La collana «Piccola filosofia di viaggio» invita Tino Mantarro, giornalista e viaggiatore, ad accompagnarci in cima ai passi di montagna, per soddisfare la curiosità di vedere cosa c'è lassù, affacciarci sull'altrove, conquistare un nuovo pezzo di orizzonte. In questa apologia dei valichi si scopre che ciò che per il senso comune divide, spesso, invece, unisce.