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2018ril. La Rivoluzione russa reca un enorme carico simbolico: è per le masse sfruttate, per i proletari di tutto il mondo, il momento in cui comincia a essere realizzato il sogno comunista: l'aurora di un mondo di uguali e liberi. Con le parole d'ordine di Lenin - pace immediata, terra ai contadini, potere ai Soviet -, il feudalesimo zarista è cancellato ma, purtroppo, non passa molto tempo che la rivoluzione comincia a divorare i suoi figli; e s'avvia verso la dittatura di Stalin che resta, pur nei suoi orrori, un bastione contro il nazifascismo. La rivoluzione ha tradito i suoi ideali. Ciò nonostante è rimasta, per molti decenni, un faro per i poveri di tutto il mondo: quelli dell'Occidente e dell'Oriente, del Sud e del Nord; e forse ancora oggi, dopo il disfacimento dell'Urss, non cessa di emanare una luce, almeno coi suoi intenti iniziali. Sono questi i temi o alcuni temi del "Processo alla Rivoluzione russa" tenuto nella Torre il 10 agosto del 2017, di cui il presente volume, arricchito da una Prefazione e da alcune testimonianze redatte per l'occasione, riproduce gli interventi.
2014ill., br. Pompei è la città più viva delle città morte. Dal Settecento, quando cominciarono gli scavi, ha continuato a parlare, a svelare segreti, a dire l'ingegno, la bellezza, la florida grandezza della civiltà romana. Eva Cantarella e Luciana Jacobelli le hanno già dedicato un libro illustrato, una "guida" intelligente che è anche alla base di questa nuova avventura. Qui, senza rinunciare a un corredo essenziale di immagini, Pompei diventa soprattutto racconto: racconto delle vestigia, dei costumi (i modelli abitativi, i servizi pubblici, gli svaghi), della vita famigliare, dei culti religiosi. Ma non solo: complici le testimonianze e i documenti rinvenuti, le autrici risalgono a storie di vita vissuta, di legami amorosi, di relazioni nell'ambito della politica. Se Jacobelli indaga sul reperto archeologico e da quello trae, con rigore e sapienza, informazioni che accendono l'attenzione, Cantarella esplora il tessuto civile, i miti, le leggende. Ne esce un libro decisamente "narrativo" - che attinge anche all'ampia tradizione di storie tramandate dalla "scoperta" della città in poi, una sorta di germinazione di racconti che è un'altra parte della ricchezza culturale di Pompei. Non manca inoltre il quadro (in verità drammatico) dello stato di conservazione dei reperti, delle losche vicende legate alla gestione del patrimonio, dei tentativi di trovare una soluzione per confermare l'effettiva vitalità di Pompei.
2021br. La parola "samurai", dall'umile, originario significato di "colui che serve", è assurta a un livello mitico. Grazie anche alla diffusione della cultura e delle arti marziali giapponesi, il "samurai" è spesso visto come l'equivalente nipponico del cavaliere arturiano. Tuttavia, lo spirito del "samurai", radicato nella lealtà e nell'abnegazione, è qualcosa di molto reale e attraversa ininterrottamente un arco temporale che parte nel XII secolo per finire soltanto con la sconfitta del Giappone nel 1945.
2012br. "Erano le nove e mezza quando il re arrivò sul campo dei giochi. Era domenica. Un sole accecante, fra gente che esultava, applaudiva al suono della banda, gli atleti che reclamavano il privilegio di un saluto, le guardie che contenevano gli entusiasmi della folla, divise, mani e braccia in continua agitazione, un movimento e un frastuono da stordire. Non mi fu facile farmi sotto alla tribuna, inserito fra spinte, qualche cedimento, mi ritrovai davanti, in prima fila, allungai il braccio in mezzo a tante braccia. Tre colpi, tre soli colpi, come ho ripetuto in tribunale. Il re si è ripiegato sul suo corpo come aveva costretto a fare alla gente di Milano. "Non uccisi Umberto, uccisi il re". Lo disse più volte, non voleva passare per un assassino. Un gesto di grande senso politico, non un delitto. Ma solo il potere può rendere legale il delitto di Stato. Quindi, quello che doveva restare era l'esistenza di complotti, di trame sovversive, di giustificati provvedimenti per favorire l'ordine sociale. Colpire il socialismo sotto qualsiasi forma si presentasse, o comunismo o anarchia."
2009ill., br. "Vorrei prendere per mano il lettore e farlo scendere per circa dodici metri nel sottosuolo di Roma - lì dove un tempo, su macerie e immondizie, crescevano gli abitati - e risalire per oltre ventisette secoli alla ricerca del primo giorno della città: il 21 aprile di un anno intorno al 750 a.C. Ma cosa nasceva quel giorno? Cosa ne è seguito di importante nei millenni, per noi e per la storia del mondo? Nelle iscrizioni calendariali romane si legge: "Roma condita", fondata. Poco importa l'anno preciso, se il 750 a.C. o, come sostenevano gli storici romani, tra il 758 e il 728 a.C. Conta piuttosto che Roma sia nata, come città e come Stato, tra il 775 e il 675 a.C., nel secolo cui la tradizione attribuisce i regni di tre re fondatori: il violento Romolo, l'anemico Numa Pompilio e Tullo Ostilio. La leggenda di Roma, narrata dagli storici e ricordata per dettagli dagli eruditi antichi, è una grande congerie di temi mitici e di avvenimenti presunti, che occorre scavare stratigraficamente. Come in tutti i miti del mondo, anche in questo si racconta l'origine di qualcosa che emerge dal nulla; così facendo, la leggenda esprime a un tempo una verità e una falsità. La fondazione di Roma è senz'altro un inizio epocale, che ha tuttavia altri importanti inizi alle sue spalle, per cui non nasce dal niente e il mito, più che sublimare, oscura la realtà precedente."
2022br. La vicenda dei magi, i misteriosi pagani che l'evangelista Matteo convoca «dall'Oriente» al cospetto del Figlio di David, viene da lontano. Risalendo alle fonti più tradizionali e dando conto delle ultime scoperte, Franco Cardini getta nuova luce sui misteri ancora irrisolti e narra la genesi e la diffusione delle varie versioni che hanno fatto dei «tre santi re», di volta in volta, il simbolo delle razze primigenie scaturite dai tre figli di Noè; dei tre continenti del mondo antico: Asia, Africa ed Europa; dei tre momenti dell'esistenza: giovinezza, maturità e vecchiaia; delle tre scansioni temporali: passato, presente e futuro. Molti studiosi ne hanno indicato la presenza nel mondo indoiranico fra il I secolo a.C. e il I d.C., altri ne hanno ribadito il nesso con gli astrologi-sacerdoti originari della Media e con gli insegnamenti di Zarathustra. Alla luce delle ultime scoperte si rafforza il ruolo chiave dei magi come figure «ponte» tra Oriente e Occidente, cerniera tra culti e religioni.
2015ill., br. Quelli del Sessantotto uniscono ciò che prima era separato. Parlano e agiscono in prima persona, senza delegare. Parole d'ordine: "Assemblea, siamo tutti delegati". Uniscono il sesso e l'amore senza le convenzioni e le costrizioni della società tradizionale, criticandone le gerarchie: "amatevi gli uni sugli altri, io sono mia". Progettano la loro comunicazione poi la stampano in proprio: "C.i.P.". Incollano e scrivono sui muri le loro idee senza rispettare diritti, agenzie d'affissione o divieti: "vietato vietare, ridiamo la parola ai muri". Poi corrono via: "Corri compagno il vecchio mondo ti sta alle calcagna". Questo libretto raccoglie qualche lampo di quelle vite, immagini dell'immaginazione al potere: "abbasso il principio di azione-reazione viva azione-rivoluzione".
2022ill., br. Ettore Carozzo fu un editore antifascista, che pubblicò e diede sostegno ad intellettuali fuorusciti perseguitati dal fascismo come Sturzo, Nitti, Sforza, Salvemini e altri. Il libro, patrocinato dall'Istituto Storico della Resistenza spezzino, è arricchito da fotografie di famiglia e documenti inediti che l'autore ha raccolto, e racconta la vita non certo facile del protagonista che, malgrado fosse un reduce decorato nella Grande Guerra, in cui aveva riportato gravi lesioni, dovette riparare in Francia sotto il fascismo. Anche in Francia egli fu sempre e comunque tenuto sotto sorveglianza dal regime che, in uno dei dispacci ministeriali pubblicati nel libro lo ipotizza «affiliato a una setta terrorista di Parigi» e lo definisce «irriducibile disfattista» e «divulgatore all'estero di odio feroce contro il nostro Duce». Ettore Celestino Carozzo, ci ricorda l'on. Pierluigi Castagnetti nella sua introduzione al libro, «era più di un editore impegnato, era un antifascista intenzionalmente impegnato a pubblicare materiale critico e ostile al fascismo. Si doveva essere antifascisti, perché il fascismo era tutto il contrario di ciò che rappresenta la centralità della persona umana. Se si fosse stati complici, anche solo per sottovalutazione o per indifferenza, del fascismo, non ci sarebbe stato più alcun senso nell'impegno politico per i cattolici. La Chiesa tardava a capirlo, ma i cattolici impegnati in politica lo capirono subito. Dunque il loro antifascismo era per così dire profondamente cristiano e, allo stesso tempo, politico, ontologicamente politico».
2012br. Il più grande intrigo politico-spionistico della Seconda guerra mondiale comincia nel luglio del 1932 all'hotel Drake di Chicago, dove si tiene la convention democratica che dovrà scegliere, fra Franklin Delano Roosvelt e Albert Smith, il candidato alle elezioni presidenziali. Quella notte giungono da New York due giovani azzimati con pretese di eleganza: Frank Costello e Lucky Luciano. Undici anni dopo in Sicilia tutti sapevano che gli Alleati sarebbero sbarcati il 10 luglio, tanto la popolazione quanto i più elevati livelli politici e militari. Una ricostruzione dello sbarco degli Alleati in Sicilia che analizza il ruolo di quanti - massoneria, mafia, monarchia e Stato Pontificio - prepararono la nascita dell'Italia repubblicana.
2012br. L'8 settembre 1943, alla notizia dell'armistizio, tanti militari italiani impugnano le armi contro il tedesco. In Italia, in Francia, in Jugoslavia, in Grecia, in Albania, nelle isole del Mediterraneo soldati, ufficiali e diversi generali comprendono che per aiutare la Storia a voltare pagina bisogna mettere in gioco la propria vita. In tre settimane sono circa 25.000 i caduti, non pochi di essi fucilati dopo la resa. Si dissolvono gli alti comandi, ma i ragazzi della generazione sfortunata, che hanno già pagato un alto tributo di sangue a EI Alamein e in Russia, rispondono alla chiamata per ricostituire un esercito da schierare accanto agli Alleati. Molti di loro sono fascisti, tuttavia nello sfacelo di quei giorni si aggrappano all'ultima ancora, l'Italia. Un'Italia senza aggettivi - né fascista né antifascista, né monarchica né repubblicana - per la quale battersi e morire. E alla fine a morire sui campi di battaglia e nei lager tedeschi saranno più di 86.000. Attraverso la dolorosa presa di coscienza di quindici giovani e giovanissimi fanti, artiglieri, alpini, bersaglieri, "In cerca di una patria" racconta i venti mesi di guerra al nazi-fascismo di questi soldati italiani di cui non si parla mai.
2012br. Settantasette italiani di modeste pretese e d'infinita pazienza precipitati nel peggior mattatoio della seconda guerra mondiale: Stalingrado. Appartenevano quasi tutti a due autoreparti, avevano portato guastatori e rifornimenti alla 6a armata tedesca di Paulus e dovevano rientrare dopo aver riempito gli autocarri con la legna per affrontare l'inverno. Furono invece bloccati dall'avanzata dell'Armata Rossa alla fine di novembre del 1942. La loro lenta agonia è raccontata dalle lettere spedite a casa, in cui niente traspare della situazione e dell'ansia: all'apparenza tutti affermano di star bene e di essere lontano dai pericoli. Ripetono l'accorato appello di mandare notizie, di non dimenticarli. Ma in gennaio affiora nei saluti a genitori, mogli e figli la fine di ogni speranza. Dopo la resa, prigionia, malattie e sconforto falcidiano i soprawissuti. Solo due rivedranno l'Italia.
2022br. "Liberazione vuol forse significare nel secolo nuovo cittadinanza attiva, non solo per dare investitura alla rappresentanza democratica ma anche nell'esercitare a sussidio delle istituzioni ogni iniziativa utile al bene comune e alla pace. Chi ritenga troppo oneroso o utopistico investire di più nella buona volontà dei cittadini che non nell'attesa di buone scelte delle istituzioni, pensi a quel che rischiarono i partigiani, i soldati, i civili nella guerra di Liberazione per preparare per noi le conquiste di quel migliore avvenire che, con ingratitudine o incoscienza, rischiamo di non sapere difendere".
2010ill. Le città, come gli uomini, perché son fatte di uomini, cambiano continuamente. Ma Matera cambia più delle altre. In poco tempo essa è stata capitale dei contadini, città dei Sassi, città della cultura, laboratorio del recupero... Le guide di Matera, perciò, più che le altre, sono destinate a diventare vecchie nel giro di poco tempo. A meno che non si tratti di una guida nuova, capace di cogliere l'identità nel cambiamento, cioè non il volto, ma la vita. La presente guida, proprio per rispondere a tale esigenza, ridefinisce la città di Matera nelle sue molteplici espressioni di religione, arte, letteratura, tradizioni, miti, pietre. Assemblata attraverso tasselli diversi, più e meglio di un libro di storia, essa si presenta come un'opera a più facce, offrendosi ad una lettura a più livelli. Per cerchi concentrici e per richiami, il viaggiatore, più che turista, viene guidato per i segreti più suggestivi della città. A ciò sono utili i diversi approfondimenti che, per ogni aspetto, ma anche per ogni termine, vengono proposti, grazie a "finestre" appositamente aperte. Accurati dossier, intanto, dànno le informazioni indispensabili a simili "affacci". Il viaggio per la città, per questa via, si fa materiale e spirituale nello stesso tempo. Visitare una città, del resto, soprattutto quando si tratta di una città come Matera, capitale europea della cultura 2019, deve significare trasferirsi in essa, per dimenticare e dimenticarsi. A ciò è funzionale, in particolare, il ricchissimo apparato fotografico, ricchissimo di dettagli, per cui il testo letterario circola e s'insinua, comunicandogli la vita. Alla stesura del quale, molto opportunamente, non è stata chiamata la mano neutra del "tecnico", ma quella agile e coinvolgente di uno che alla lettura della propria città e alle sue problematiche, senza retorica e senza miti, ha dedicato anni di studi e partecipe attenzione.
2018ril. In occasione del Centenario della fine della Prima Guerra mondiale, è doveroso ricordare i martiri di Teora e lasciare ai posteri una testimonianza e un riconoscimento del loro sacrificio. Nel 2015 quest'Amministrazione Comunale fece collocare ai piedi dei lecci, piantati lungo Viale della Vittoria negli anni trenta per ricordare i caduti della Grande Guerra, ottantacinque targhette in ceramica con i nomi dei militari di Teora riportati nell'Albo d'Oro edito dalla Provincia di Avellino nel 1928. In questo opuscolo, i dati dei militari contenuti nell'Albo d'Oro Irpino, sono stati confrontati con i dati riportati nell'Albo d'Oro nazionale e con quelli dello stato civile e integrati con le notizie contenute nei fogli matricolari. Come Amministrazione Comunale abbiamo ritenuto doveroso farne omaggio ai nostri concittadini.
2005br. Questo libro può definirsi una guida introduttiva al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, tra le più eccelse Milizie che la storia abbia mai conosciuto. Diciassette secoli di gloriosa tradizione sono riassunti in un appassionante saggio, utile a chi per la prima volta si avvicini al mondo degli Ordini Cavallereschi.
2021ill., br.
2009ill., br. Piccoli viaggi dove non si corre il rischio di perdere l'orientamento, ma quello di sorprendersi. A differenza della bellezza sfacciata, o di facciata, di altri luoghi d'Italia, quella di Bologna fa di tutto per non mettersi in mostra. Preferisce nascondersi all'ombra di un portico, annidarsi nel silenzio di una chiesa o rivelarsi discreta nella quiete di una strada sui colli. A cercarla ci vuole più attenzione, ma scoprirla ti regala una sorpresa più grande. Servono passi lenti e un'errabonda curiosità. Si scoprono così storie e leggende che sanno regalare stupore.
2013ill., ril.
2018ill., br.
2017ill., br. Dalla poetessa Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico, a Clarice Orsini, che lo sposò e diede i natali al futuro papa Leone X. Da Caterina Sforza, che trasmise la passione per le armi al figlio Giovanni dalle Bande Nere, a Eleonora da Toledo, che regnò a fianco del granduca Cosimo I. Fino ad arrivare all'Elettrice Palatina, Anna Maria Luisa, a cui Firenze deve gran parte del suo patrimonio artistico.I dodici ritratti di altrettante donne della stirpe dei Medici formano un racconto lungo tre secoli dove si intrecciano amore e affari, alleanze e intrighi politici, virtù inaspettate e debolezze fatali.
2017br. "Addio rosa d'Inghilterra, che tu possa crescere sempre nei nostri cuori" canta Elton John ai funerali di Lady Diana. È il 6 settembre 1997, pochi giorni dopo che un tragico e discusso incidente d'auto ha posto fine alla vita della "principessa del popolo", quella donna generosa e informale, ribelle eppure fragile, capace come pochi di entrare nel cuore dei sudditi e del mondo intero. La penna di Umberto Cecchi ricostruisce la vicenda umana di Diana Spencer, dall'infanzia agli ultimi giorni di vita, passando per il matrimonio con Carlo e la nascita dei figli William e Henry, il grande impegno umanitario, gli scontri con la famiglia reale e il difficile rapporto con i tabloid inglesi: come in un album fotografico, si succedono luoghi e momenti chiave di una storia unica, quella di una "bella, simpatica, sfortunata principessa dalle gambe lunghe, gli occhi dolci e ironici, lo spirito battagliero".
2020ill., br. La maggior parte delle strade dedicate ai morti delle Ardeatine si trova in periferia. Perché da lì venivano tanti degli antifascisti giustiziati. Spesso in quelle strade ci sono anche delle targhe. Ognuna di loro porta scritto un nome - Antonio, Giovanni, Pasquale - e racconta qualcosa di importante, qualcosa che si dovrebbe ricordare. Passandoci accanto distratti si può però pensare raccontino una storia corta come un trafiletto nei libri di scuola. Ma se la stessa storia la si ascolta invece dalla voce della sorella di Antonio, del padre di Pasquale o della moglie di Giovanni, allora si trasforma in una vicenda iniziata il 24 marzo del 1944 che non potrà finire finché qualcuno ne avrà il ricordo. Da queste memorie senza fine parte Ascanio Celestini per ricostruire l'azione di via Rasella e la rappresaglia nazista che la seguì. Sono memorie incomplete, conflittuali, irrisolte, che si incontrano in un racconto asciutto e struggente che, senza retorica, ricostruisce la verità storica e insieme tutta l'umana piccolezza di quelle vite perdute. Completano il volume un saggio di Alessandro Portelli, una nota di Mario Martone e le foto di Chiara Pasqualini.