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2017br. "Le false libertà" è un'antropologia del presente; analizza la realtà attuale, approfondisce e indaga la ricaduta che la cosiddetta globalizzazione, con le sue credenze illusorie, ha sulla vita delle persone. Sì, perché è soprattutto di persone che si parla qui, anzi di storie: i bengalesi a New York, i pachistani a Londra, fino alla straordinaria storia di un emigrato o alla folle dichiarazione d'amore a una città mai vista. Ma c'è anche chi mangia cani morti e chi utilizza la cucina etnica per sedare i conflitti, e poi padri senza figli e figli senza padre... Storie vere, nate dalla ricerca sul campo. Per lo scienziato sociale la bellezza delle storie sta anche nel fatto che raccontano pezzi di vita e, proprio perché soggettive e parziali, ciascuna offre un punto di vista "esclusivo". E sono tutte queste prospettive a fornire sguardi inediti che si intrecciano alle interpretazioni per disegnare il panorama di una realtà che viaggia verso la postglobalizzazione.
2017br. "Le false libertà" è un'antropologia del presente; analizza la realtà attuale, approfondisce e indaga la ricaduta che la cosiddetta globalizzazione, con le sue credenze illusorie, ha sulla vita delle persone. Sì, perché è soprattutto di persone che si parla qui, anzi di storie: i bengalesi a New York, i pachistani a Londra, fino alla straordinaria storia di un emigrato o alla folle dichiarazione d'amore a una città mai vista. Ma c'è anche chi mangia cani morti e chi utilizza la cucina etnica per sedare i conflitti, e poi padri senza figli e figli senza padre... Storie vere, nate dalla ricerca sul campo. Per lo scienziato sociale la bellezza delle storie sta anche nel fatto che raccontano pezzi di vita e, proprio perché soggettive e parziali, ciascuna offre un punto di vista "esclusivo". E sono tutte queste prospettive a fornire sguardi inediti che si intrecciano alle interpretazioni per disegnare il panorama di una realtà che viaggia verso la postglobalizzazione.
1982ril.
2013ill., br. Il sufismo è anche, e forse soprattutto, trasmissione viva di un sapere che viene consegnato in maniera orale/aurale da maestro ad allievo, da derviscio a derviscio. Per rendere una simile impalpabile e poco dicibile trasmissione, un approccio possibile è sembrato essere quello antropologico: il libro è infatti composto da diversi articoli tratti dalle esperienze, dai viaggi e dagli incontri sul campo (da qui il titolo) avuti da giovani studiosi italiani in discipline antropologiche, etnomusicologiche ed orientalistiche. Alla luce del noto verso del poeta di lingua persiana Mowlana Jalal ud-Din Rumi (1207-1273) che canta "in realtà, il ramo è giunto ad esistere in vista del frutto", ad ognuno è stato chiesto di riconsiderare i propri incontri con esponenti viventi del sufismo, ossia con i frutti di un passato che è tutto presente. Dall'insieme dei contributi emerge un panorama fatto di paesaggi, viaggi, cibi, immagini, colloqui, impressioni ed incontri in un'area che, andando da occidente ad oriente, va dal Marocco, all'Albania, all'Etiopia, alla Siria, al Kurdistan iraniano, all'Iran, all'Asia centrale per arrivare sino in India.
2021br. Una raccolta di studi dedicati all'amica Eide Spedicato, in segno di riconoscenza e di riconoscimento delle sue qualità umane e scientifiche, non poteva che avere come filo conduttore il tema dell'ospitalità. Tema di scottante attualità, di grande valore politico (nel senso più nobile del termine), l'ospitalità ha una sua declinazione intima e privata che, come ha sottolineato Georg Simmel, rifugge da ogni forma di intimismo, di chiusura in se stessi: ospitalità e intimità - facce di una stessa medaglia - co-appartengono indissolubilmente alla relazione sociale.
2018br. Chi è il mediantropo? Quali sono i suoi spazi di azione e di esistenza? Quali sono i suoi comportamenti quotidiani, che sembrano renderlo sempre più un ibrido tra la corporeità della realtà fisica e la virtualità della rete e degli ambienti social? Il libro intende presentare un'introduzione all'uomo tecnologico, al suo agire e al suo manifestarsi all'interno degli spazi che sono espressione della cultura digitale dell'attuale era postmoderna. Il volume tenta perciò di offrire un inquadramento problematico alla natura mediantropica, esplorandone le potenzialità di azione e le esigenze di rappresentazione, il suo essere soggetto e oggetto dell'esperienza social, oltre a fornire un inquadramento delle dimensioni spazio-temporali in cui l'uomo digitale trova oggi il suo teatro espressivo, esistenziale, identitario e ontologico.
1975réf. 1271491975 Editions Rupella, La Rochelle - Collection "Le parler savoureux de Saintonge" - 1975 - Noté deuxième édition - In-8 broché, couverture illustrée - 499 pages - Illustrations en N&B dans le texte
1967réf. 1271501967 Editions Rupella, La Rochelle - Collection "Le parler savoureux de Saintonge" - 1967 - In-8 broché, couverture illustrée - IX-590 pages - Illustrations en N&B hors texte
1976réf. 1312095Wien, Verlag der Österreichischen Akademie der Wissenschaften, 1976. Gr.-8vo. 116 S. m. 4 Diagrammen (Österreichische Akademie der Wissenschaften, Phil.-hist. Klasse, Sitzungsberichte 304/1 = Veröffentl. d. Kommission f. Geschichte d. Mathematik, Naturwissenschaften u. Medizin 17). OKart.
San Sebastian, Auñamendi, 1969. 4to. menor; 304 pp. Cubiertas originales.
1991réf. 19167Ent'Revues 1991 238 pages collection Cahiers d'ethnologie méditerranéenne. in8. 1991. Broché couverture rempliée. 238 pages. Ethnologie de l'Europe du Sud ENT'REVUES
2019ill., br. In che modo gli antichi Greci si immaginavano l'aldilà? In una religione senza dogma come quella greca antica, molteplici risposte sono possibili. La prima parte del libro è un'introduzione generale al mondo dei morti in Grecia che affrontando temi quali l'aspetto esteriore del defunto, il cibo che gli è destinato, lo spazio che gli è riservato, consente di capire come i Greci costruivano l'identità del morto. La seconda parte analizza un gruppo di racconti mitici che riguardano gli individui puniti per sempre nell'aldilà: alcuni celebri (Sisifo, Tantalo e le Danaidi), altri meno conosciuti, come il povero Ocno, costretto a intrecciare una corda eternamente divorata da un'asina che si trova alle sue spalle, o come coloro che non sono stati iniziati ai misteri di Eleusi, immersi per sempre nell'immenso lago di fango degli inferi. Rievocando le loro storie, il volume illustra un aspetto poco conosciuto dell'aldilà greco antico.
2018br. Quali sono i modi di rappresentare il "male" e il "mostruoso" nell'immaginario collettivo? Avvalendosi di esempi folclorici, cinematografici e letterari, i due autori raccontano in queste pagine come la nostra cultura abbia raffigurato tali categorie in personaggi estremi che assumono le forme dell'orco, del vampiro, dell'alieno, del defunto che viola i confini tra lo spazio dei morti e quello dei vivi. Queste creature permangono nell'universo contemporaneo, pronte a nuove evoluzioni e nuove trasfigurazioni. Nello svelarlo, il libro condurrà il lettore lungo un percorso che, muovendo da radici folcloriche, esplora la più forte concettualizzazione del male: quella che tende a una negatività assoluta, quasi metafisica. Eppure, ci si deve chiedere, queste storie ci parlano davvero di figure radicalmente non umane, indecifrabili e aliene, o non sono piuttosto strumenti per definire ciò che siamo e come sono disegnati i nostri sistemi di valori? Il percorso che gli autori tracciano in questo immaginario "negativo" parte da fiabe classiche, passa attraverso racconti e romanzi fondamentali come Carmilla e Dracula, per arrivare a opere cinematografiche chiave come Nosferatu, King Kong, la saga di Alien, Il Sesto Senso, Matrix, e lo fa in modo tale da rivelare, accanto ai modelli codificati della cultura, anche inattese dimensioni di significato.
2018br. Un'analisi originale del politicamente corretto come forma di comunicazione e come riflesso delle profonde trasformazioni all'opera negli ultimi decenni nel contesto delle società occidentali. A partire da una prospettiva originale come quella svedese, e da una serie di situazioni vissute in prima persona, l'antropologo Jonathan Friedman analizza il politicamente corretto come una particolare realtà sociale, e come uno strumento politico nelle mani delle nuove élite. Una realtà sintomatica di un insieme di fenomeni (l'immigrazione, il multiculturalismo, la segregazione sociale, il "declino" dello Stato-nazione, etc.) cruciali da comprendere per preservare uno spazio critico razionale e una sfera pubblica in cui sia ancora possibile discutere differenti interpretazioni della realtà. Una critica arguta del contesto moraleggiante in cui viviamo e della sua pretesa di neutralizzare il dibattito stabilendo ciò di cui si può, e ciò di cui non si deve, parlare.
2018br. Un'analisi originale del politicamente corretto come forma di comunicazione e come riflesso delle profonde trasformazioni all'opera negli ultimi decenni nel contesto delle società occidentali. A partire da una prospettiva originale come quella svedese, e da una serie di situazioni vissute in prima persona, l'antropologo Jonathan Friedman analizza il politicamente corretto come una particolare realtà sociale, e come uno strumento politico nelle mani delle nuove élite. Una realtà sintomatica di un insieme di fenomeni (l'immigrazione, il multiculturalismo, la segregazione sociale, il "declino" dello Stato-nazione, etc.) cruciali da comprendere per preservare uno spazio critico razionale e una sfera pubblica in cui sia ancora possibile discutere differenti interpretazioni della realtà. Una critica arguta del contesto moraleggiante in cui viviamo e della sua pretesa di neutralizzare il dibattito stabilendo ciò di cui si può, e ciò di cui non si deve, parlare.
2012brossura Alla scoperta e riscoperta della Danza del Ventre; una ricerca antropologica come inno al Femminile che ha affascinato registi, pittori e poeti suscitando Mille fantasie... L'autrice, attraverso un viaggio di idee ed immagini, tra danze del passato e nuove tendenze, riscopre la Danza Araba come "cultura e somma" di tutte le forme d'Arte. Amori e Passioni che nel corso dei secoli ci aiutano a progredire.
2022br. A partire da una lunga ricerca di campo nel fertile e dinamico contesto della Provincia Nord in Nuova Caledonia, la monografia invita a cogliere le relazioni, le connessioni, i significati e le emozioni integrate nel nichel, risorsa non meramente economica ma intimamente legata alla storia politica, sociale ed economica di questo arcipelago oceaniano. L'esperienza socio-economica kanak, non si presenta come un'alternativa al capitalismo ma anzi, si pone in una relazione dialettica con esso, negoziando le proprie specificità e ripensandolo a partire dall'intima relazione essere umano-ambiente. Prefazione di Adriano Favole.
in-8, 231 pages, illustrations photographiques de Françoise Bal et 5 planches hors-texte dont une carte dépliante, broche, couv. Bel exemplaire. [GD8-4][MA-2]
2010Mm 175x245 "Pubblicazioni degli Archivi di Stato - Saggi". Catalogo della mostra e Atti del convegno di studi, Archivio di Stato di Salerno, maggio 2009. Brossura editoriale a stampa, sopracoperta originale a colori, ix-340 pagine con illustrazioni in nero nel testo e 16 tavole a colori non comprese nel testo. Libro in stato di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Madrid, FUE, 1982. 4to.; 164 pp. Ilustraciones. Cubiertas originales.
1975Broch?. 125 pages. 20x28cm.
2017br. Densa, veloce, surriscaldata,- contraddistinta da ineguaglianze e iniquità. È l'età dell'Antropocene, il segno indelebile dell'umanità sul pianeta. È la globalizzazione - ma non come la conosciamo. Thomas Hylland Eriksen dà nuova linfa alla discussione intorno alla modernità globalizzata, adottando l'approccio antropologico nell'analisi di tre crisi interconnesse: ambientale, economica e identitaria. Se è vero che queste crisi sono globali per ampiezza, vengono però percepite e subite a livello locale, e sono moltissime le contraddizioni che sorgono tra le forze di standardizzazione dell'età dell'informazione del capitalismo globale e la natura socialmente stratificata delle vite individuali. Se il globale è di fatto ingovernabile, una possibile forma di opposizione consisterà per l'autore nell'individuare tattiche e interventi legati a congiunture e contesti locali: resistenze e strategie di sopravvivenza che possono invertire il corso di un mondo in crisi e prossimo alla catastrofe. Coniugando i metodi etnografici e comparativi dell'antropologia con materiali storici e sociologici (dall'economia politica alla biofisica ecologica) - e considerando temi quali il consumo di energia, l'urbanizzazione, la gestione dei rifiuti, la mobilità umana e la diffusione delle tecnologie d'informazione -, "Fuori controllo" offre una prospettiva nuova rispetto alle drammatiche urgenze della contemporaneità.
2020brossura L'opera dell'etnologo Ernesto de Martino (1908-1965) continua a suscitare l'attenzione degli studiosi, per la sua natura nello stesso tempo problematica e fondativa. Uno dei temi più interessanti che si offrono alla riflessione è la posizione di de Martino rispetto al folklore, considerata sia nel dibattito politico e culturale del secondo dopoguerra, ispirato dalla pubblicazione dei Quaderni di Gramsci, sia nel quadro attuale delle azioni rivolte alla valorizzazione e alla salvaguardia dei beni di interesse demoantropologico. I contributi presenti nel volume, frutto del convegno "Ernesto de Martino e il folklore", celebratosi a Matera e a Galatina (Le) il 24 e 25 giugno 2019 e organizzato dal Club per l'UNESCO di Galatina, offrono un'approfondita e aggiornata disamina della questione.
2017brossura Cosa accade, a livello sociale e culturale, quando una fabbrica importante e storica come lo stabilimento Fiat di Termini Imerese chiude? Come cambia il modo di vivere e di percepire la propria esistenza da parte dei soggetti che sono coinvolti nei processi di deindustrializzazione? Attraverso una ricerca etnografica fra gli ex operai Fiat siciliani che parte da questi ed altri quesiti, l'autore intraprende un percorso di indagine che coinvolge diversi aspetti della vita comunitaria dei lavoratori siciliani. L'identità operaia contemporanea, l'assoggettamento e la micro-resistenza dei corpi al lavoro, la trasformazione della percezione temporale e la rimodulazione della categoria spaziale sono i temi che dominano questa ricerca e che inseriscono il caso della chiusura della fabbrica automobilistica siciliana nei processi di deindustrializzazione contemporanei.