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Barcelona, Alberto Martin, 1952, in-8, tela editoriale con sovraccoperta (con difetti al margine sup.), pp. 303, (1). Con 6 cartine e 79 illustrazioni in b.n. su 32 tavole. Collezione "El mundo y los hombres", 9.
1934Broch?. 134 pages. 20x29cm. (Non coup?).
2019br. Capo Verde è un piccolo arcipelago che conta più persone in diaspora che in patria. Solo apparentemente isolato, l'arcipelago è attraversato da processi che hanno portata internazionale. La società nata dalla lotta di liberazione contro il colonialismo portoghese è oggi scenario dell'acuirsi della disuguaglianza economica e del radicamento di politiche neoliberali. In questo contesto, i giovani uomini delle periferie della capitale faticano a trovare uno spazio nella comunità adulta, esclusi dal mercato del lavoro e marginalizzati nella città. Costruire la propria identità ispirandosi al modello locale di maschilità diventa un compito irrealizzabile. "Sujeito omi" ripercorre le strategie di questi giovani per costruire e performare la maschilità: percorsi di critica all'ideale egemonico maschile e sperimentazione di modelli innovativi, affiliazione alle gang urbane o ai nascenti movimenti di attivisti sociali; esperienze che, alternativamente, si inseriscono negli interstizi della società, la sfidano o cercano di trasformarla.
Alcalá de Henares, 1994. 4to. mayor; 202 pp. Cubiertas originales.
2021br. Distinguere il confine tra magia, scienza e religione nella storia intellettuale dell'Occidente appare molto difficile, se non impossibile. Perché gli sviluppi dell'una sono spesso stati annunciati dall'altra, e perché lo stesso apparire della razionalità si deve a una particolare evoluzione dei saperi magici e religiosi. Stanley Tambiah esamina magia, scienza e religione alla luce di un'analisi storica, attraversando la religione ebraica, il pensiero scientifico dei greci, la filosofia del Rinascimento, la riforma protestante e la rivoluzione scientifica europea a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. L'analisi che ne scaturisce è un'inedita discussione attorno alla razionalità, il relativismo e la transitività delle culture che, ancora oggi, costituisce uno dei punti nodali dell'antropologia e della filosofia.
2020br. La nostalgia è il sentimento che, forse più di altri, ha accompagnato l'origine, lo sviluppo e l'affermazione del mondo moderno. Classificata come fissazione patologica o attitudine retrospettiva che frena ogni cambiamento, è stata liquidata in modo frettoloso per occultare l'insostenibile pesantezza del tempo presente. Tra pandemie e rischi climatici, dolore e speranza, la nostalgia ritorna ostinatamente a offrirsi come àncora di salvezza, strategia, risorsa, elemento creativo capace di misurarsi con il passato e di delineare possibili itinerari per il futuro. In modo paradossale essa si trasforma così da malattia legata al rapporto con i luoghi, desiderio di altrove e di tempi sconosciuti, in meravigliosa macchina del tempo che agisce come terapia della modernità criticandone i presupposti, le ingenuità e le menzogne. Capace di intercettare il pensiero apocalittico e quello utopico, di collocarsi dalla parte degli sconfitti e degli emarginati, la nostalgia mostra in questo modo anche un aspetto sovversivo che riconsidera potenzialità inespresse e vie mai percorse da un'umanità che non può più semplicemente sperare nelle proprie «magnifiche sorti e progressive».
Barcelona, 2008. 4to.; 221 pp. Cubiertas originales.
2017br. La prospettiva tracciata da Viveiros de Castro, i cui contributi sono da anni al centro del rinnovamento concettuale dell'antropologia, si fonda su un'opzione antinarcisistica, capace di infrangere la sovranità del soggetto analizzante (antropologo) e il suo presunto primato sull'oggetto analizzato (le società amerindiane). Non è un caso, infatti, che Metafisiche cannibali sia concepito come la presentazione di un altro suo libro, ancora non scritto, intitolato L'anti-Narciso, tutto giocato proprio su questa rottura della relazione dicotomica tra soggetto e oggetto, laddove l'altro, tradizionalmente considerato oggetto dell'indagine, diviene invece fonte preziosa di concettualizzazioni, di epistemologie, di punti di vista indispensabili alla sua (e alla nostra) comprensione. Di qui la domanda-chiave, che orienta tutta la ricerca: qual è il debito concettuale dell'antropologia nei confronti dei popoli che studia? Rispondere a questa domanda, pensare l'antropologia come esercizio di infinita traduzione e di "equivocità controllata", significa partire da un assunto fondamentale: le concezioni e le pratiche che caratterizzano la ricerca antropologica provengono sia dai mondi del "soggetto" sia dai mondi dell'"oggetto", affermandosi tra i due una "alleanza sempre equivoca ma spesso feconda", capace di spiazzare ogni approccio di tipo dualistico. Questo radicale spostamento di prospettiva - sostenuto da una feconda ibridazione che collega l'antropologia strutturale di Lévi-Strauss alla filosofia "rizomatica" di Deleuze e Guattari - definisce la nuova missione dell'antropologia: quella di essere "una teoria-pratica di una decolonizzazione permanente del pensiero", che restituisce al sapere dell'Altro il posto a lungo negatogli nell'orizzonte della conoscenza. E a partire da questa impostazione che nasce una originalissima rilettura dello strutturalismo, della "se-miofagia" e delle popolazioni amerindiane, o dello sciamanesimo come attraversamento delle barriere ontologiche.
in-815x23), 352 pp., illustrations en N/B, carte, broche, couverture illustree. Bel exemplaire (papier leg. jauni). [GE-2]
Zaragoza, Institución Fernando el Católico, 1963-1964. 4to.; 383 pp. Con 12 mapas y 5 láminas fotográficas. Cubiertas originales.
Huesca, 1983. 4to.; 207 pp. Ilustraciones entre el texto. Cubiertas originales.
Teruel, 1980. 4to.; 156 pp. Gráficos y mapas, más 34 láminas, veintiuna de ellas con la reproducción fotográfica de la "Exortacion a los Aragoneses al remedio de sus calamidades", escrita por Marcelo Nabacuchi [seudónimo de José Gracián Serrano.] (Zaragoza, 1684). Cubiertas originales.
2020br. Uscito originariamente in Russia nel 1930, "La scimmia, l'uomo primitivo, il bambino" fu accolto in patria da moltissime critiche e ritirato dal mercato nel giro di alcuni mesi. L'opera di Vygotskij e Lurija attingeva a piene mani da una bibliografia straniera classificata come "borghese" e per questo inaccettabile. Scopo del saggio era definire i fondamenti del comportamento propriamente umano, mettendo a fuoco i rapporti tra scimmia e uomo. E proprio l'aver accostato scimmia, uomo primitivo e bambino destò immediatamente obiezioni nella comunità scientifica russa, in particolar modo negli ambienti legati alla censura e vicini al governo. Eppure questa opera - che raccoglie tre saggi di psicologia sul comportamento della scimmia antropoide, dell'uomo primitivo e del bambino - esprime alcuni interrogativi di grande rilevanza teorica, differenziandosi radicalmente dagli approcci tradizionali e rileggendo in maniera critica le ricerche più innovative dell'epoca nel campo delle scienze limitrofe, dall'antropologia culturale e l'etnografia alla psicoanalisi e la semiotica.
2020br. Uscito originariamente in Russia nel 1930, "La scimmia, l'uomo primitivo, il bambino" fu accolto in patria da moltissime critiche e ritirato dal mercato nel giro di alcuni mesi. L'opera di Vygotskij e Lurija attingeva a piene mani da una bibliografia straniera classificata come "borghese" e per questo inaccettabile. Scopo del saggio era definire i fondamenti del comportamento propriamente umano, mettendo a fuoco i rapporti tra scimmia e uomo. E proprio l'aver accostato scimmia, uomo primitivo e bambino destò immediatamente obiezioni nella comunità scientifica russa, in particolar modo negli ambienti legati alla censura e vicini al governo. Eppure questa opera - che raccoglie tre saggi di psicologia sul comportamento della scimmia antropoide, dell'uomo primitivo e del bambino - esprime alcuni interrogativi di grande rilevanza teorica, differenziandosi radicalmente dagli approcci tradizionali e rileggendo in maniera critica le ricerche più innovative dell'epoca nel campo delle scienze limitrofe, dall'antropologia culturale e l'etnografia alla psicoanalisi e la semiotica.
Hardcover in-4 carre, 117 pp, illustrations en noir et en couleurs, cartonnage pleine toile de l"editeur sous jaquette illustree en couleurs. Tres bel exemplaire. [P-16]
1969réf. 14931ABRadebeul, Neumann Verlag, (1969). Gross-8°. 263, [1] S. mit Textillustrationen (auch Karten) u. zahlr. Farbfotos auf Tafeln. Illustrierter Original-Leinrnband mit Farbkopfschnitt, Schutzumschlag (dieser an den Kanten teils bestoßen u. mit drei hinterlegten Einrissen, ein längerer vorn). 2. Aufl. Schnitt u. Vorsätze leicht gebräunt. ansonsten sauber.
Good English Paperback. Pbo. Oblong large 8vo. (20 x 17 cm). B/w ills. The Israel Museum, Jerusalem. Department of ethnography.
2009br. Perché memorie del territorio e territori della memoria? Il gioco di parole, come emerge dai contributi presenti in questa raccolta, si riferisce al territorio come luogo vissuto da individui che producono memoria. Ciò dimostra come le nozioni di territorio e di memoria siano fluide e soggettive: ne sono la prova il fatto che, a memorie e vissuti appartenenti al passato, si sovrappongano memorie del presente e sulla base di queste ultime si svelino nuove reti di significati e nuovi scenari. Il concetto di territorio sembra aver subito un destino simile a quello di cultura, con il quale condivide un tratto rilevante: entrambi sono prodotti dell'azione e del pensiero umano. Proprio la cultura, nella riflessione maturata in seno alle scienze sociali, ha svolto un ruolo importante nella comprensione del territorio e nell'articolazione di almeno tre nozioni che, spesso, assieme ad esso, condividono caratteristiche naturali e culturali: lo spazio, il paesaggio, il patrimonio. La consapevolezza dell'esistenza di un complesso patrimonio locale, materiale e immateriale, strettamente legato al territorio, è ciò che rende una persona felice o infelice di abitare in un certo luogo. Uno dei principali strumenti che avallano il processo di costruzione delle identità individuali e collettive è la memoria. Proprio ai luoghi di memoria e al loro rapporto con il territorio sono dedicati i tredici saggi di cui si compone questo volume.
in-12°, 206 pages, notes et references, broche, couv. Bel exemplaire. [NV-11][NAN-5]
grand in-8°, 554 pages, -, 3 index, broche, couverture illustree. Léger défaut a la couverture sinon très bel exemplaire. [CA32-4][JU-1]
1978In 8' , br. ed. pp. 141, lievi segni d'uso alla cop., interno in ottimo stato, minimi segni del tempo.
in-4 (22x28), 322 pp, entièrement illustre en couleurs, glossaire, bibliographie, broche, couverture illustree, emboîtage illustre. Tres bel exemplaire [PLC-7] Catalogue d'exposition - Tentoonstelling Catalogus.
in-4° 96 pp., nombreuses illustrations n&b et coul., carte, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire. [PLC-10][P-9]
1933Mm 175x250 Brossura editoriale a stampa illustrata a colori, 232 pagine con illustrazioni in nero nel testo. Dedica dell'autore alla prima carta. Dorso brunito e restaurato, qualche segno del tempo alla copertina, peraltro in condizioni molto buone e con legature ben salde. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2022br. Dietro le maschere dei carnevali tradizionali si nasconde il lungo viaggio dei riti invernali, un ininterrotto rapporto del contatto con le divinità protettrici invocate per garantire la sussistenza della comunità. Le prime tracce della produzione della maschera portano da un pensiero magico-simbolico in cui rappresentativi volti stilizzati divenivano un utile tramite con un ricco mondo spirituale. In queste pagine si offre al lettore una chiave interpretativa per accedere alla conoscenza delle maschere ancestrali ed il loro rapporto tra divinità, spiriti e gli antichissimi riti esorcistici o propiziatori: evocazioni di un anelito di fede e speranza che, a partire dagli albori dell'umanità, si è protratto fino ai nostri giorni.