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2016br. Il dolore è un'esperienza forzata e violenta dei limiti della condizione umana. È una figura aliena e divorante che non lascia requie con la sua incessante tortura. Paralizza l'attività del pensiero e l'esercizio detta vita. Pesa sul gioco del desiderio, sul legame sociale. Altera il senso della durata e colonizza i fatti più importanti della giornata, trasformando la persona in uno spettatore distaccato che fa fatica a interessarsi all'essenziale. Il dolore isola, costringe l'individuo a una relazione privilegiata con la propria pena. Al tempo stesso, è una minaccia temibile per il senso d'identità: lacera la coscienza e schiaccia l'uomo su un senso dell'immediato privo di prospettiva, dandogli l'impressione che il suo corpo sia altro da sé. Incomunicabile, il dolore suscita il grido, il lamento, il pianto o il silenzio, tutti fallimenti della parola e del pensiero. Ma il dolore può anche essere mezzo di espiazione o manifestazione di fede - come nella tradizione religiosa cristiana - o strumento di affermazione identitaria o sociale, ad esempio quando inscrive nella carne la memoria di una filiazione e di una fedeltà alla comunità, come accade agli iniziati di una società tradizionale. Ci sono poi usi del dolore che si alimentano della disparità delle forze tra gli individui: la correzione, la punizione personale, la tortura, il supplizio. L'arte di far soffrire l'altro per umiliarlo o annichilirlo è inesauribile. Il dolore inflitto ne è lo strumento privilegiato, archetipo stesso del potere sull'altro. Sebbene in queste pagine la pratica medica sia spesso chiamata in causa, lo sguardo dell'autore è diretto piuttosto sull'uomo sofferente. Il proposito di Le Breton è di approcciare il dolore su un piano antropologico, di chiedersi come influisca sulla condotta dell'uomo e sui suoi valori, sulla trama sociale e culturale in cui è immerso. Tutto ciò, però, senza dimenticare che se l'uomo è una conseguenza delle sue condizioni sociali e culturali, è anche il creatore instancabile dei significati con cui vive.
2018br. Nelle scienze sociali gli studi sul consumo sembrano essere attraversati da una tensione costante tra due poli interpretativi: quello che vede le merci alla base di un processo di alienazione nelle pratiche quotidiane e, all'opposto, quello che privilegia l'analisi degli scambi simbolici, che definiscono il consumo come costruzione di legami sociali e attività di tipo rituale. Gli oggetti ci rendono schiavi o, al contrario, ci liberano da numerose costrizioni? Attraverso gli oggetti ci isoliamo dal mondo o, diversamente, li usiamo per costruire relazioni sociali? Lo shopping è una pratica di tipo edonistico o un modo per manifestare l'amore verso i propri cari? Nel testo si insinua il dubbio che il consumo non si esaurisca nell'acquisto ma si configuri piuttosto come una relazione - una sorta di opening gift - dove diversi soggetti si vincolano tra di loro in un rapporto che assume forme sempre più complesse di definizione del sé. Il volume illustra gli ambiti di ricerca, le teorie e i concetti dell'antropologia del consumo in una prospettiva etnografica.
2017br. Il cibo assume nella fiction cinematografica e televisiva una notevole varietà di significati sociale e culturali. Il volume ne analizza il percorso riflettendo sulle particolarità. Film e serie TV esprimono stereotipi, etnocentrismi, differenze sociali, abbondanza e scarsità. Il cibo entra in gioco anche in quelle situazioni in cui la vita sociale è caratterizzata da forme ritualizzate (incontri sociali organizzati come party, cene o pranzi tra amici e parenti, ecc.), veicolando significati specifici riguardanti sensualità e sentimenti nelle relazioni interpersonali e di genere. Nelle rappresentazioni del cibo si esprimono anche le ansie della società industriale contemporanea riguardo alla purezza (e al pericolo) degli alimenti. Narrazioni che mettono in scena la società in un futuro immaginario e distopico, spesso visto dopo una catastrofe ambientale o tecnologica, dando forma alle contemporanee paure sulla fine del mondo.
2016br. "Antropologia dei clown" è un testo che esplora i territori all'interno dei quali è possibile incontrare i re della risata: tali territori vengono raggiunti attraverso un approfondito percorso espositivo che incomincia dall'analisi del processo antropo-poietico egemone nella società contemporanea occidentale. Stando alle analisi di Francesco Remotti, l'antropo-poiesi processo di costruzione degli esseri umani - può essere messa in atto in molteplici modi e varia a seconda dello spazio che viene lasciato al dubbio durante questo lungo cammino. Se, da un lato, il capitalismo ha pochi dubbi su come l'essere umano debba essere forgiato, al suo interno sono presenti forme di antropo-poiesi alternative che concedono poco terreno alle certezze. Tra esse la clown-poiesi - prassi necessaria a divenire clown - è totalmente incentrata sul fallimento: il clown è colui che fa fiasco, colui che fallisce ciò che prova a fare nella convinzione di saperlo fare meglio di tutti. Il clown, inoltre, grazie alla sua posizione liminale, è in grado di trascinare l'audience all'interno del mondo soggiuntivo da lui creato, concedendogli la possibilità di riflettere sull'intera società. Il fallimento del clown sul palco, infine, permette al performer che lo interpreta di tracciare linee di fuga ("ligne de fuite") nella propria vita e, pertanto, la clown-poiesi può essere definita come un processo deterritorializzante. Introduzione di Francesco Remotti.
2016br. "Antropologia dei clown" è un testo che esplora i territori all'interno dei quali è possibile incontrare i re della risata: tali territori vengono raggiunti attraverso un approfondito percorso espositivo che incomincia dall'analisi del processo antropo-poietico egemone nella società contemporanea occidentale. Stando alle analisi di Francesco Remotti, l'antropo-poiesi processo di costruzione degli esseri umani - può essere messa in atto in molteplici modi e varia a seconda dello spazio che viene lasciato al dubbio durante questo lungo cammino. Se, da un lato, il capitalismo ha pochi dubbi su come l'essere umano debba essere forgiato, al suo interno sono presenti forme di antropo-poiesi alternative che concedono poco terreno alle certezze. Tra esse la clown-poiesi - prassi necessaria a divenire clown - è totalmente incentrata sul fallimento: il clown è colui che fa fiasco, colui che fallisce ciò che prova a fare nella convinzione di saperlo fare meglio di tutti. Il clown, inoltre, grazie alla sua posizione liminale, è in grado di trascinare l'audience all'interno del mondo soggiuntivo da lui creato, concedendogli la possibilità di riflettere sull'intera società. Il fallimento del clown sul palco, infine, permette al performer che lo interpreta di tracciare linee di fuga ("ligne de fuite") nella propria vita e, pertanto, la clown-poiesi può essere definita come un processo deterritorializzante. Introduzione di Francesco Remotti.
2009DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. L'antropologia è ormai essenziale per chiunque voglia interrogarsi a fondo sulle realtà sociali e culturali contemporanee. Antropologia culturale guida il lettore attraverso i problemi della ricerca odierna, utilizzando un approccio concreto e partecipativo che incoraggia la discussione e l'esercizio del dubbio. Rispetto all'edizione americana il libro contiene un nuovo capitolo, dedicato alla storia dell'antropologia sino agli esiti più recenti. Questo capitolo, oltre a presentare gli sviluppi del pensiero antropologico in modo esaustivo, svolge la preziosa funzione di contestualizzare gli argomenti trattati negli altri capitoli. Anche i box e le letture di approfondimento sono una novità dell'edizione italiana, che i curatori hanno voluto per arricchire il volume di contributi necessari in un'opera di tale portata. La scrittura di Robbins, chiara e lineare, va incontro alle esigenze didattiche dei docenti e degli studenti, mettendo a fuoco sia temi classici dell'antropologia come la parentela, la religione, l'economia e il linguaggio, sia più recenti come l'identità, il corpo, i rapporti di genere. Uno strumento importante per gli studenti e anche per chi desideri approfondire per mezzo di un nuovo «sguardo da lontano» la propria appartenenza culturale. Informazioni bibliografiche Titolo: Antropologia culturale. Un approccio per problemi Titolo originale dell'opera: Cultural anthropology Autore: Richard H. Robbins Curatori: Gabriella D'Agostino, Vincenzo Matera Traduzione di: Nicolina Pomilio e Paola Vitale Editore: Grugliasco, Torino: UTET Università, 2009 ISBN: 8860082706, 9788860082701 Lunghezza: 458 pagine; 24 cm Soggetti: Cultura, Etnografia, Etnocentrismo, Antropologia, Scienze umane, Case study, Balinesi, Bibliografia, Cannibalismo, Pregiudizio, Frazer, Propp, Religioni, Credenze, Simbolismo, Danze tribali, Identità, Papua Nuova Guinea, Polinesia, Modelli, Famiglia, Cina, AIDS, Gerarchie sociali, Status, Società, Messico, Genetica, Biologia, Razzismo, Sviluppo, Diritti umani, Conflitti sociali, Globalizzazione, Nazionalismo, Politica, Progresso, Industrializzazione, Capitalismo, Sfruttamento, Schiavitù, Stregoneria, Malattia, Kroeber, Sahlins, Geertz, Lévi-Strauss, Marxismo, Novecento, Studi antropologici, Boas, Durkheim, Libri universitari, Manuali, Global problems and the culture of capitalism, Sociology, Karl Polanyi, Serge Latouche, Neoliberismo, Edward Banfield, Saggi, Scienze sociali, Culture, Ethnography, Ethnocentrism, Anthropology, Human Sciences, Bibliography, Cannibalism, Prejudice, Religions, Beliefs, Symbolism, Tribal Dances, Identity, Papua New Guinea, Polynesia, Models, Family, China, AIDS, Social hierarchies, Status, Society , Mexico, Genetics, Biology, Racism, Development, Human Rights, Social Conflicts, Globalization, Nationalism, Politics, Progress, Industrialization, Capitalism, Exploitation, Slavery, Sorcery, Illness, Marxism, Twentieth Century, Anthropological Studies, Boas, Durkheim, University Books, Manuals, Neoliberalism, Edward Banfield, Essays, Social Sciences
2015ill., br.
2018br. Il testo tornisce una panoramica introduttiva all'antropologia culturale e ai dibattiti contemporanei che caratterizzano questa disciplina attraverso una serie di parole-chiave: cultura/culture, comparazione/etnografia, percezione/conoscenza, cosmologie/sociologie, identità/appartenenze, mobilità/migrazioni, globalizzazione, diversità e relativismo. Questi temi sono presentati nella forma di una selezione antologica di brani di importanti autori italiani e stranieri, tra i quali Lila Abu-Lughod, Jean-Loup Amselle, Arjun Appadurai, Philippe Descola, Ugo Fabietti, Maurice Godelier, Tim Ingold, Aihwa Ong, Leonardo Piasere, Francesco Remotti. Il testo è rivolto a un vasto pubblico di lettori interessati a comprendere il mondo contemporaneo sempre più interconnesso e interculturale. L'indice è strutturato in modo da poter essere funzionale ai corsi universitari e ai percorsi di formazione e aggiornamento degli insegnanti delle scuole superiori.
2019ill., br. L'attività didattica e di apprendimento del corso è proposta all'interno di un ambiente digitale per lo studio, che ha l'obiettivo di completare il libro offrendo risorse didattiche fruibili in modo autonomo o per assegnazione del docente. Il codice presente sulla copertina di questo libro consente l'accesso per 18 mesi a MyLab, una piattaforma digitale interattiva specificamente pensata per accompagnare e verificare i progressi durante lo studio. MyLab offre la possibilità di accedere al manuale online: l'edizione digitale del testo arricchita da funzionalità che permettono di personalizzarne la fruizione, attivare la lettura audio digitalizzata, inserire segnalibri anche su tablet e smartphone. Le attività formative e valutative sono dettagliate nella pagina di catalogo dedicata al libro, consultabile all'indirizzo link o tramite QR code.
2021brossura L'antropologia culturale contemporanea si trova a studiare il suo oggetto - il modo in cui le persone si organizzano per costruire vite coerenti e significative - in un contesto di globalizzazione senza precedenti, sia dal punto di vista socio culturale sia tecnologico. Da un lato infatti la diffusione globale del capitalismo ha ridisegnato i contesti locali, dall'altro lo sviluppo tecnologico ha permesso una mappatura del mondo e una circolazione delle informazioni con grandi ricadute in termini di controllo, ma anche di opportunità di studio. Antropologia culturale si muove quindi prima di tutto in una prospettiva globale, con un'attenzione particolare per il funzionamento del potere e la creazione di disuguaglianze, e affronta temi drammatici come la sofferenza sociale, il trauma e la violazione di diritti umani. In secondo luogo, e questa è una delle novità di questa quarta edizione italiana, fa dell'antropologia di genere e femminista non più un tema specifico o un approccio tra gli altri, ma un'ottica generale, e le discussioni sul genere sono strettamente intrecciate alla trama stessa del libro. L'opera si articola in cinque parti: gli strumenti dell'antropologia culturale tratta il concetto di cultura; la ricerca etnografica sul campo; la storia e la spiegazione della diversità culturale. Le risorse della cultura affronta questioni relative alla creatività e ai suoi prodotti: il linguaggio; il gioco, l'arte, il mito e i rituali; la religione e la visione del mondo. L'organizzazione della vita materiale è dedicata al potere e ai modi per procurarsi da vivere, a come la creatività culturale umana è incanalata e circoscritta dai vincoli politici ed economici. Sistemi di relazioni si concentra sull'organizzazione dell'interdipendenza umana, trattando il genere; il sesso e la sessualità; la parentela, l'amicizia e altre forme di relazionalità; il matrimonio e la famiglia. Dal locale al globale osserva il contesto transnazionale e globalizzante nel quale vivono tutti gli esseri umani all'inizio del ventunesimo secolo e prende in esame le dimensioni della disuguaglianza nel mondo contemporaneo; come l'antropologia viene applicata alla medicina; le conseguenze dei processi globali di natura politica, economica e culturale. Gli Etnoprofili propongono sintetiche informazioni sulle società trattate nel testo e consentono di orientarsi, anche geograficamente. Le schede Con le loro parole danno voce alle popolazioni studiate, ed espongono punti divista alternativi di chi fa ricerca nel campo dell'antropologia e di chi si occupa di altre discipline. Alla fine di ogni capitolo sono proposte domande di ripasso ed è presente un glossario in appendice.
2015br. L'antropologia culturale, per vocazione e definizione, è dedicata allo studio della cultura e dei fenomeni culturali essendo la cultura, per eccellenza, attività che distingue la natura umana. Lo scopo primario che una "dispensa" si propone è servire da orientamento e da guida nello studio. In questo caso, il nostro scopo è stato quello di tracciare un profilo introduttivo che permetta al lettore di definire natura e peculiarità di "cultura", d'intenderne le caratteristiche e la dinamica... L'antropologia religiosa limita il suo campo di studio a quell'espressione della cultura che è, propriamente, il pensiero religioso e rivolge il proprio interesse verso ognuna delle manifestazioni del pensiero religioso. Il campo d'indagine dell'antropologia religiosa riguarda sia le società prive di scrittura, e in generale, le culture "d'interesse etnologico", sia il comportamento religioso delle culture complesse e delle civiltà che applicano a sé stesse il titolo di "evolute"... Questi appunti costituiscono l'ossatura di un discorso più complesso e articolato riguardante l'approccio antropologico alla struttura delle medicine tradizionali.
2018br. L'opera tratta argomenti di antropologia culturale e filosofica, partendo dall'oo studiato dall'origine della storia dell'uomo dal punto di vista della preistoria e della psicoanalisi fino ad arrivare allo sbarco sulla Luna; attraverso un arco temporale millenario scopriamo chi eravamo, come siamo divenuti, chi siamo che ci fa riflettere orgogliosamente sulla nostra vita passata. Si è ritenuto utile ricostruire la figura dell'uomo attraverso i contesti storici dell'evo antico, del medioevo, dell'era moderna e contemporanea; si è studiato l'uomo e le sue culture umane nelle loro articolazioni etniche e nelle loro espressioni popolari e il loro adattarsi all'ambiente.
2020ill., br. Questo testo introduce lo studente ai concetti e ai saperi delle scienze antropologiche, ai metodi e alle tecniche di ricerca. Con tali strumenti gli sarà possibile dedicarsi a una parte specificatamente incentrata sull'antropologia della contemporaneità, con l'analisi di quei fenomeni sociali e di produzione culturale che caratterizzano la nostra società. Lo studente acquisirà senso critico nell'affrontare i fenomeni sociali e culturali contemporanei e le competenze atte a favorire la comunicazione fra differenti realtà socioculturali in un'ottica di relazione e mediazione; saprà comprendere la diversità culturale e la natura socioculturale delle appartenenze. Il volume è diviso in tre parti e in sedici capitoli, ognuno dei quali si apre con una Panoramica, che aiuta il lettore a organizzare lo studio delle pagine che seguono e a localizzare l'attenzione sulle nozioni più importanti, e si chiude con un Riepilogo, che riassume i concetti fondamentali espressi, e con alcuni Spunti di riflessione per stimolare lo spirito critico dello studente. I box di approfondimento - Per saperne di più... aprono una finestra su fenomeni specifici della contemporaneità. Rispetto a quella americana, nella quale i metodi e le teorie antropologiche sono condensate in un solo capitolo, l'edizione italiana sviluppa questi temi in due capitoli, dando così spazio anche agli studi e alla ricerca in Italia.
2011brossura Il testo, rivolto agli studenti di Scienze sociali e Scienze umane, si propone di guidare all'acquisizione del punto di vista antropologico e del metodo dell'antropologia. A partire da una definizione dell'antropologia che la considera dedicata allo studio delle diversità e somiglianze della specie umana, si approfondisce lo statuto socioculturale delle diversità e la loro elaborazione ideologica nelle forme dell'etnocentrismo e del relativismo. Dopo aver ricostruito per punti salienti la storia della costruzione della mappa delle diversità umane, si propone un primo repertorio di diversità, sistematizzate e interpretate con gli strumenti dell'antropologia. L'esposizione, che non ambisce a essere esaustiva, punta sui maggiori nodi problematici della storia della ricerca antropologica e li approfondisce con riferimento a esempi "classici", ma anche a esempi tratti dal mondo contemporaneo, globalizzato e postmoderno. Il testo si conclude con una guida alla ricerca antropologica, con l'obiettivo di mettere definitivamente a fuoco e consolidare quel punto di vista e quel metodo caratteristici della disciplina. Ogni capitolo è corredato di un apparato di strumenti didattici, che facilitano l'apprendimento e stimolano un approccio critico alla materia. La nuova edizione si differenzia dalla precedente per l'inserimento di due capitoli: un capitolo sulle antropologie specialistiche e due capitoli che ripercorrono le tappe fondamentali dello sviluppo storico della disciplina.
2017br. Che cos'è l'antropologia? Come è cambiata dalle sue origini? Quali sono le questioni aperte e le principali linee di ricerca oggi? Raccontare l'antropologia per tematiche e a partire dalle urgenze dell'attualità, senza trascurare le incursioni retrospettive dentro il «passato che si può usare»: questa la scommessa che percorre ogni capitolo del libro.
2022br. Quello dell'antropologo medico è un lavoro a tutti gli effetti, ma dove, come e con chi si lavora? Come ci si forma? Questi aspetti saranno approfonditi nel presente testo che ospita i contributi di sette antropologhe. Sono capitoli fatti della consapevolezza di chi si trova al centro di un processo di riconoscimento istituzionale; sono attraversati dalla tenacia, dall'ostinazione, dalle mancate o sporadiche remunerazioni, ma anche dalle alleanze, dalle capacità di muoversi negli interstizi dei bisogni di salute, dei bisogni dell'antropologia e di antropologia. Chi scrive si è fatto sabbia negli ingranaggi della sanità pubblica italiana costituendo, di fatto, una nuova professionalità.
Buenos Aires, Emecé Editores, 1948. 8vo.; 123 pp., 2 hs. Ilustraciones entre el texto y 12 láminas fotográficas que reproducen grabados. Encuadernación original en cartoné.
2020br. Questo pamphlet è per chi vuole capire l'Antropocene usando l'immaginazione. In mezzo a visioni mute o invecchiate, in mezzo al collasso ambientale e al crollo dei saperi, non possiamo limitarci a immaginare l'Antropocene come una semplice distopia apocalittica. Quali alternative abbiamo? Quali tecniche possiamo ancora recuperare dal cumulo di detriti delle civiltà? L'idea che sta alla base di questo anti-manuale narrativo è semplice: scrivere nell'Antropocene non è una prerogativa riservata ai soli autori in cerca di storie attuali, ma è una pratica democratica, accessibile a chiunque, dove il linguaggio e l'immaginario sono strumenti centrali per inventare un "altro mondo" per tutti. Le riflessioni su generi narrativi, animalità, creature fantastiche, spazio onirico e tempo in frantumi sono altrettante zone di lavoro per costruirsi un kit di sopravvivenza poetica: comunque sarà l'Antropocene, dovremo imparare a raccontare storie forti e convincenti, per insegnare a un bambino come si fa a resistere alla durezza del mondo, per dare speranza alla nostra tribù, per costruire una visione del dopo alla portata dei nostri sogni.
2014ril. Le tematiche affrontate dall'autrice riguardano la questione della "natura umana", di come quindi gli esseri umani sono prodotti dalle culture cui appartengono e come a loro volta le producono. Tenendo a bada la modernità, e tutto quello che il Novecento ha prodotto, l'autrice scava nelle nostre tradizione etiche e conoscitive per trovare un modus operanti che ci permetta di vedere altri mondi già esistenti, relazionarsi e crescere con essi. "Antropo-logiche" è strutturato in 71 paragrafi, ciascuno dotato di una nota bibliografica, queste ultime costituiscono un reticolo anche tematico utile per gli approfondimenti.
Caracas, Ediciones del Ministerio de Educación, 1959 [Biblioteca Popular Venezolana]. 4to.; 262 pp. Cubiertas originales.
Caracas, Monte Avila Editores, 1972. 4to. menor; 100 pp. Cubiertas originales.
2021br. L'antropologia in Italia si è a lungo connotata come una scienza razzista, che ha lasciato nel dopoguerra un'eredità ancora poco indagata. Con lentezza e difficoltà nel nostro Paese solo dopo il Sessantotto comincia a svilupparsi in modo deciso un'antropologia culturale del razzismo. Leonardo Piasere ne individua il momento fondante nella pubblicazione del 1973 di Antisemitismo in Italia 1962-1972 di Alfonso Maria di Nola. Storico delle religioni e antropologo, di Nola evidenziava la continuità dell'antisemitismo e la sua parziale autonomia rispetto alle ideologie, capace di infettare persone di destra e di sinistra, religiose e laiche. Impegnato contro tutti i razzismi, egli fu tra i primi a denunciare anche i fenomeni di antiziganismo e a preconizzare quell'aumento dell'odio verso rom e sinti che stiamo oggi vivendo. Nato da un seminario organizzato da Giovanni Pizza nel 2017 all'Università di Perugia, il presente volume ripercorre i tratti salienti delle riflessioni dinoliane, nonché la sua attualità politico-sociale e fruibilità scientifica.
1909Washington, GPO, 1909. Orig. full cloth. VIII,57 pp. 21 black/white photographic plates.