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1999réf. ROD0107984PRESSES DE LA RENAISSANCE. 1999. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 381 pages.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1939réf. ROD0013249Imprimerie - librairie de l'Union Républicaine. 1939. In-8. Cartonné. Etat d'usage, Coins frottés, Coiffe en tête abîmée, Quelques rousseurs. 310 pages. Coiffe en pied abîmée, dos plié et frotté, rousseurs sur couverture, charnières fendues.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1981réf. R320126876Imprimerie Toulousaine. 1981. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 112 pages - tampon sur le 1er plat - tampons + annotation sur la page de titre - étiquette collée sur la coiffe en pied - annotation sur la page de garde.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1521réf. 182731521 Broché - 15 x 21 - 268 pp - année 1994 - Editions Dangles - Collection Horizons ésotériques - illustrations
réf. DQO-500Librairie Stock, Delamain et Boutelleau, Paris, 1927. In-12, broché, 397 pages. Restauration(voir photo), par ailleurs bon état général.
1894réf. RO40259459L. Bataille et Cie, Paris. 1894. In-8. Broché. Etat d'usage, Plats abîmés, Coiffe en tête abîmée, Intérieur acceptable. 478 pages. Etiquette de code sur la couverture. Quelques tampons de bibliothèque. Manques sur le 1er plat. Annotations en page de faux-titre (ex-libris).. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
réf. F21725, Paris, F.Alcan 1908, (iv +) 211pp. (+ 32pp.catalogue de l'éditeur), 7e ed., dans la série "Bibliothèque de philosophie contemporaine", bel état
1938réf. RO30112049EDITIONS DE LA NATION. 1938. In-12. Broché. Bon état, Couv. légèrement pliée, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 191 pages.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1965réf. 1457Compagnie générale de publicité et d'édition Petit in-4 Couverture rigide toile Paris 1965
2006réf. RO20265126ODILE JACOB. 2006. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Quelques rousseurs. 341 pages. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
réf. 92105Paris, Librairie Plon 1964, 200x140mm, 321pages, broché. Etiquette de cotation sur le revers de la couverture supérieure, autrement bel exempaire.
Paris, Grasset, 1987. Un volume broché de format in 8° de 264 pp.; couverture illustrée. Bel état.
2020Di questo libro si possono dire molte cose, ma non che non presenti delle visioni nuove della realtà. Sicuramente fornisce nuove riflessioni filosofiche, in particolare sul senso dell'Essere, ma anche nuovi giudizi su alcuni aspetti della realtà, aspetti generalmente dati per scontati: per esempio sul valore e significato ultimo dell'arte. A parte la vena critica che di certo questo libro possiede, è l'aspetto dissacrante che pervade tutta l'opera a essere preponderante. Nonostante questo, alla fine si può però intravvedere (se non speranze per i destini dell'uomo, che nel libro mancano completamente) la speranza di comprensione di ciò che l'Essere può essere; ed è appunto lo scopo di questo saggio quello di promuovere nuove indagini su di esso. Il destino dell'uomo, la sua felicità, i suoi dolori, le sue speranze, sono in questo saggio l'ultima preoccupazione. Le indagini sull'Essere sono fatte escludendo, per quanto possibile, qualsiasi sentimento umano. La parola è alla sola ragione, per quanto possibile disumanizzata. Postfazione di Mario Trombino. Autori: Giulio Veroi. Prefazione: Mario Trombino.
1977br. In quest'opera l'autore compendia un approfondito e ispirato studio sull'origine, la funzione e lo sviluppo della volontà. Inizialmente Assagioli stacca la volontà dall'angusto preconcetto volontaristico, che la interpreta come funzione autorepressiva, per porla al centro della coscienza individuale come 'esperienza fenomenica', talvolta spontanea, ma sempre e comunque provocabile. Successivamente ne definisce qualità e funzioni, svincolandola dal pregiudizio deterministico, che la vuole interamente soggiogata al carro delle motivazioni inconsce, per ridarle dignità e potere autonomi e coscienti, prerogative insopprimibili della dimensione umana. Approfondendo l'indagine ne rivela gli aspetti transpersonale e universale, collegandola così all'esperienza supercosciente, ritenuta fondamentale nel processo autorealizzativo della psicosintesi. In seguito dà un'interpretazione 'anatomo-fisiologica' dell'atto volitivo suddividendolo in sei stadi e rivelandone il meccanismo d'azione, fino a presentarci l'uso della volontà come un vero e proprio metodo autorealizzativo. Tutta l'opera è permeata da un alto valore intuitivo unito a un'esemplare chiarezza di esposizione, che la rendono facilmente comprensibile ed estremamente pratica nella sua utilizzazione.
2022brossura Aldo Capitini rappresenta una figura originale nel panorama culturale italiano ed europeo. Per la sua incollocabilità e scomodità, resta sconosciuto ai più e, quando è noto, rimane più nominato che studiato. Il suo pensiero, insieme a quello degli uomini e delle donne che hanno vissuto cercando di concretizzare ideali di giustizia, equità, accoglienza, apertura amorevole a tutti gli esseri, è impegno educativo, politico, umano, che oggi, mentre il pianeta resta inascoltato dai più nel suo grido di aiuto, appare essenziale. Siamo in cammino verso una storia diversa e la nonviolenza contribuisce sia con un pensiero ricco e aperto, fertile, inventivo, e per questo gioioso e festivo; sia con tante esperienze, realizzate e in corso, con una storia appassionante, tutta da esplorare, che parla il linguaggio concreto, vicino, feriale di una azione non utopica o destinata ad anime elette, ma realizzabile da tutti, ora, qui. Lo strumento più naturale e più umano per dar vita ad un linguaggio concreto nonviolento, che sia in grado di intaccare il presente è l'educazione, che l'autrice di questo volume ha voluto fosse il cardine intorno a cui è possibile raccogliere e rilanciare i vettori del cambiamento in corso e la lente per osservarli. Perché da sempre nel mondo esiste un'anima nonviolenta che lo abita e rappresenta una "forza più potente" della violenza, perché genera invece che distruggere, dà la nascita e moltiplica, invece di dimezzare e dare la morte.
2020C’è un virus che si propaga nel mondo dell’arte da qualche tempo a questa parte, il politically correct. Ha la forma di un potere tirannico e moralista che attecchisce a biennali, festival e a manifestazioni culturali sempre più consacrate a tematiche antiglobaliste, ambientaliste e femministe. A quest’arte militante si affiancano nuove forme di censura nei confronti di una produzione artistica considerata offensiva verso la morale pubblica. La petizione per rimuovere dalle pareti di un museo il dipinto Thérèse rêvant di Balthus e l’aggiunta di banner oscuranti sui nudi di Egon Schiele in metropolitana sono solo i casi più clamorosi. Abbandonata ogni velleità provocatoria ed eversiva, oggi l’arte si fa vessillo delle lotte sociali e l’artista si lascia avviluppare da una critica buonista. Spesso sprovvisto di competenze specifiche, indossa volentieri l’abito dell’archivista, dello storico o dell’attivista per realizzare progetti che lasciano ampio spazio a documenti, testimonianze e a una fitta impalcatura didattica e sentenziosa. Ma se il valore intrinseco dell’opera passa in secondo piano rispetto al contenuto e alla causa che promuove, che ne è della forza e dell’autonomia che la Modernità le aveva assegnato? A essere in pericolo, in verità, non è solo la nozione di arte. La stessa idea di etica paradossalmente ne esce frammentata in una miriade di categorie ‒ tante quante sono le rivendicazioni identitarie ‒ potenzialmente in conflitto fra loro. In questo breve saggio fortemente polemico, Talon-Hugon ripercorre le tappe del delicato rapporto tra arte ed etica e le confronta con ciò che sta accadendo oggi: la censura viene esercitata non per il bene dell’umanità nel suo complesso ma a profitto di singole categorie o comunità, a scapito dell’artista e del suo modus vivendi. Autori: Carole Talon-Hugon. Traduttori: Eileen Romano, Giovanni Rocchi.
2020br. C'è un virus che si propaga nel mondo dell'arte da qualche tempo a questa parte, il politically correct. Ha la forma di un potere tirannico e moralista che attecchisce a biennali, festival e a manifestazioni culturali sempre più consacrate a tematiche antiglobaliste, ambientaliste e femministe. A quest'arte militante si affiancano nuove forme di censura nei confronti di una produzione artistica considerata offensiva verso la morale pubblica. La petizione per rimuovere dalle pareti di un museo il dipinto Thérèse rêvant di Balthus e l'aggiunta di banner oscuranti sui nudi di Egon Schiele in metropolitana sono solo i casi più clamorosi. Abbandonata ogni velleità provocatoria ed eversiva, oggi l'arte si fa vessillo delle lotte sociali e l'artista si lascia avviluppare da una critica buonista. Spesso sprovvisto di competenze specifiche, indossa volentieri l'abito dell'archivista, dello storico o dell'attivista per realizzare progetti che lasciano ampio spazio a documenti, testimonianze e a una fitta impalcatura didattica e sentenziosa. Ma se il valore intrinseco dell'opera passa in secondo piano rispetto al contenuto e alla causa che promuove, che ne è della forza e dell'autonomia che la Modernità le aveva assegnato? A essere in pericolo, in verità, non è solo la nozione di arte. La stessa idea di etica paradossalmente ne esce frammentata in una miriade di categorie ? tante quante sono le rivendicazioni identitarie ? potenzialmente in conflitto fra loro. In questo breve saggio fortemente polemico, Talon-Hugon ripercorre le tappe del delicato rapporto tra arte ed etica e le confronta con ciò che sta accadendo oggi: la censura viene esercitata non per il bene dell'umanità nel suo complesso ma a profitto di singole categorie o comunità, a scapito dell'artista e del suo modus vivendi.
1989MOLTO BUONO
1808Prefazione dell' Editore 1 20,5x14 cm., brossura editoriale, pagg. XII, 284, ampi margini, non refiltate, su carta forte, prima edizione, in italiano, buone condizioni.
2013brossura Ne "L'arco e la freccia", i contenuti di fondo, quanto mai impegnativi e delicati, sono riassumibili nel nome e nel tema dell' "Eros". Sono pagine dense, che richiedono una lettura attenta e partecipe. La de Souzenelle interroga la Bibbia, analizza i vocaboli della lingua sacra ebraica e porta alla luce, sotto la superficie del testo e delle traduzioni, significati nuovi, inattesi, a prima vista impensabili. Il campo d'indagine, abbiamo detto, è l'Eros, inteso come forza vitale, energie germinanti e fecondanti , "fiume di vita che scorre nelle mie membra come nel più umile fiore, che fa cantare il vento e brillare le stelle". Solo marginalmente l'Eros è affrontato a livello di semplice e istintiva pulsione sessuale, le cui deviazioni (sataniche secondo l'Autrice), abbassano e distorcono l'umano. Fedele al suo metodo, che nelle lettere dell'ebraico biblico scopre tesori di una sapienza antica e perenne, Annick de Souzenelle ci dona una riflessione penetrante sul tema dell'amore, inquadrata in una antropologia che vede nel corpo la manifestazione di processi spirituali, nell'unione tra uomo e donna il riflesso e il richiamo alle nozze mistiche, nell'uomo l'icona della Trinità.
2018br. Su un punto, decisivo per l'antropologia fenomenologica, aveva richiamato l'attenzione Merleau-Ponty nel suo ultimo libro, osservando che toccare un altro uomo è toccarne il corpo, sentirsi toccarlo, e tuttavia mai sentire il sentirsi toccato di lui, mai dunque toccare non il suo corpo ma lui stesso. Non si esiste, se non si sente di esistere, ma il sentirsi dell'altro mai io potrò sentirlo, così come nessun altro potrà sentire il mio sentirmi. Il sentirsi, l'arcisenso, è l'intoccabile. Alla luce di questa sottile ma inoppugnabile consapevolezza, si scopre alle radici dell'esistenza la fondamentale dialettica della solitudine. L'io, costituitosi nella relazione con altri, presto si accorge che essa non può attuarsi pienamente, come intimità autentica, trasparenza senza opacità. Allora, corrottosi il desiderio di relazione nell'antagonismo sociale, l'io tende ad abbandonarsi all'odio o cedere alla castrante paura dell'intimità. D'altra parte, paradossalmente, è per l'impossibilità della relazione che il teatro del mondo vive, drammatica pluralità di attori: l'insuperabile solitudine d'ognuno assicura la non riducibilità dei molti a esistenziali fusioni e li oppone al totalitario dominio dell'uno.
2002brossura Quale sarà il volto estremo dell'uomo? Alla fine della storia ritroveremo l'animale, come prospettano, in singolare e discorde consonanza, sia gli ultimi dialettici sia gli antichi messianici? Animalità antropomorfa e umanità teromorfa costituiranno il nostro mobile orizzonte post-storico? Più che dalle filosofie della congiunzione uomo-animale, Agamben parte dal ripensamento del 'mistero pratico-politico' della loro separazione.
178014 cm, solida rilegatura coeva in piena pelle, titolo e fregi impressi in oro al dorso, risguardie ricpoerte con carta marmorizzata policroma, tagli colorati, p. 135. Testatina calcografica con motivi floreali all'inizio del volume. Testo in francese.
2010br. Il presente volume raccoglie, in una nuova edizione, le catechesi che Giovanni Paolo II ha pronunciato dal 5 settembre 1979 al 28 novembre 1984 sulla tematica dell'amore umano. A più di trent'anni dalla loro elaborazione queste catechesi risultano essere ancora attuali ed originali e, in quanto rappresentano uno degli argomenti più caratteristici e singolari del magistero di Giovanni Paolo II, sono tuttora oggetto di studio e di approfondimento da parte di critici ed esperti nei diversi ambiti del sapere trattati, quali la Teologia, la Filosofia e l'Antropologia. Il curatore, sacerdote della diocesi di La Spezia, docente di Antropologia Teologica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, e Rettore del Pontificium Collegium Lateranense "Beato Giovanni XXIII" è uno dei maggiori esperti sul panorama italiano del Magistero del Papa polacco.
1963Vol. in -8 (14,5 x 21 cm.), legatura editoriale cartonata blu con titoli in oro sul piatto e al dorso, pp. 206, (2). In buone condizioni. Traduzione di Maria Uberti - COLLANA DELLE RONDINI.