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Di Girolamo Mauro
Vucciria. Tribute to Renato Guttuso
ill. "Un vero e proprio carnevale cromatico, rende omaggio a Palermo e Guttuso e la loro 'Vucciria'. Un'impostazione prospettica e cromatica che lascia l'astante entrare dentro l'opera e viverla direttamente." (Dino Marasà) L'opera realizzata nel 2013 da Mauro Di Girolamo, di forte impatto visivo proprio e caratteristico, è stata esposta accanto a "La Vucciria" del maestro Renato Guttuso, in un confronto artistico e generazionale, che ha mostrato, con le due tele omologhe per nome e dimensioni, l'iconografia per eccellenza del mercato palermitano, insieme a una Vucciria odierna, notturna e contemporanea. In questo catalogo, le 300 pagine illustrate a colori vi immergeranno nell'intero processo creativo di Mauro Di Girolamo, con fotografie, disegni, dipinti, e il testo "Vucciria Carne voci e sangue" scritto dallo stesso artista.
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Di Grado Antonio; Distefano Barbara
In Sicilia con Leonardo Sciascia
br. In una delle cento Sicilie, nell'isola del latifondo e delle miniere, della tracotanza mafiosa e del rovello pirandelliano, cento anni fa nasceva Leonardo Sciascia, raccontato in questo libro accanto al cuore assolato e desolato della sua terra. Quale ambiguità cela il rapporto di Sciascia e degli altri scrittori siciliani con la loro isola? Come tenere insieme la tensione che li fa aprire al mondo e quella, inversa, che li riporta sempre allo "scoglio" della Sicilia, che li richiama sempre a sé, condannandoli a ritorni sconsolati? È proprio Sciascia che definisce la sua terra "irredimibile" perché troppo l'ama e perciò se ne scora, diventando l'ultimo dei grandi scrittori siciliani a tenere in vita l'utopia di una fiera diversità antropologica, di un'isola laboratorio del pensiero critico e vigile osservatorio del "contesto". Un autore non associabile unicamente al tema della mafia, dunque, ma anche e soprattutto a un impegno costante con la verità e la memoria. Un viaggio itinerante nella biografia dello scrittore, dall'aula scolastica di Racalmuto alle carceri dello Steri, dalla zolfara di Assoro ai paesi etnei, per cercare le tracce che questi luoghi hanno lasciato nei suoi testi e cosa sono diventati oggi.
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Di Lalla Fabrizio
Sotto due bandiere. Lotta di liberazione etiopica e resistenza italiana in Africa Orientale
ill., br. I due argomenti trattati in questo libro non hanno nulla in comune se non i luoghi e i tempi in cui si svolsero. Il primo, la resistenza etiopica contro l'occupazione italiana, la prima guerra patriottica di liberazione del XX secolo, si propone di integrare quanto già scritto, approfondendo soprattutto l'aspetto sociale dello scontro e le reazioni psicologiche di protagonisti e gregari dei fronti opposti, con la descrizione dei comportamenti dettati da speranze e illusioni, paure ed eroismi, generosità e soprattutto crudeltà. I riflessi della guerriglia furono drammatici per la società nativa e per quella italiana. L'altro tema, la resistenza italiana contro gli inglesi accesasi dopo la sconfitta, nella sua ampia trattazione, è una pagina inedita della storiografia italiana. Finora, era rimasta avvolta nella nebbia che solo gli scritti autobiografici di alcuni protagonisti avevano cercato di diradare, senza, peraltro, riuscirci per l'eccessiva enfasi contenuta nelle loro memorie, l'esagerazione nella valutazione degli episodi di cui furono protagonisti e l'assenza di una visione complessiva del fenomeno.
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Di Lallo Lino
Alphabeto. Ediz. illustrata
ill., br. "È un'impresa mirabile quella realizzata da Lino Di Lallo che ricorda l'affascinato sguardo con cui Roland Barthes contemplava l'alfabeto di Massin, lettera e figurazione, geroglifico e allegoria, sostanza e simbolo." (Carlo Ossola)
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DI LAURO Francesco
IL LIBRO DELLE IRREQUIETUDINI. (L'individuo). Collana romantica a cura di Mario Gastaldi.
In-16 gr., brossura editoriale figurata (ingiallita), pp. 109,(7). Fioriture intercalate nel t., ma complessivamente discreto esemplare.
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Di Maio Davide
Espressione, movimento, poesia. Studio su Ludwig Klages
br. La "Scienza dell'espressione" rappresenta uno degli ambiti nei quali Ludwig Klages ha investito molti dei suoi sforzi teorici che meritano ancora di essere esplorati, tanto nel settore filosofico, quanto in quello letterario. Questo studio si propone di indagare i fondamenti della "Ausdruckskunde" di Klages con l'intento di isolare e analizzare i maggiori precipitati teorici in ambito estetologico e poetologico attorno ai due paradigmi centrali di "espressione" e "movimento". Tenendo altresì conto della biografia segnata dalla figura di Stefan George, si è infine proceduto a individuare l'essenza della definizione klagesiana di poesia sulla base della differenza tra "lingua espressiva" e "lingua comunicativa".
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Di Marco Chiara
Georges Bataille. Etica dell'incompiutezza
br. Ebbrezza, eros, riso, sacrificio, dono, amicizia, chance, estasi. Sono le cifre di un'esperienza "sensibile", che eccedendo la spiegazione logica e la teleologia di una conoscenza e di una storia votate al compimento, espone per un verso il sapere alla prova della nietzscheana "Unwissenheit um die Zukunft" e, per un altro verso, il soggetto alla necessità di una incompiutezza che nessun dio può colmare. Sono infatti la notte del non-sapere e la leggerezza di un io-che-muore ad innescare, per Georges Bataille, il movimento di una comunicazione comuniale tra esseri aperti; perché la comunicazione esige sempre una ferita, un'interruzione che, come l'esperienza impossibile e necessaria della morte, rompe la pienezza di un'esistenza chiusa.
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Di Marco Francesco
Davanti alla legge. Il processo tra Kafka e Orson Welles
brossura A un secolo di distanza dalla sua stesura, il Processo kafkiano è sempre di stretta attualità. Il presente lavoro si propone di inquadrare l'opera dal punto di vista del suo frammento originario, l'apologo "Davanti alla legge", l'unico che Kafka ritenne degno di essere pubblicato come racconto e che sarà inserito nel penultimo capitolo del romanzo. Orson Welles, cogliendone la portata fondamentale, farà di quel frammento il prologo del suo film ispirato all'opera kafkiana, offrendone allo spettatore una chiave di lettura contemporanea.
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Di Marino Bruno
Hard media. La pornografia nelle arti visive, nel cinema e nel web
ill., br. Che cos'è la pornografia? Un mero fenomeno sociologico o addirittura una categoria estetica? E soprattutto: com'è cambiata la rappresentazione pornografica negli ultimi anni con l'evoluzione dei media? Con un ampio saggio che abbraccia vari ambiti della realtà contemporanea - dalla fotografia alla televisione, dalle arti visive al cinema, dalle performance al web -, Bruno Di Marino indaga le molteplici sfaccettature della scrittura dell'osceno: un'approfondita disamina storico-critica dall' "Origine du monde" ci porta, attraverso gli oggetti di Duchamp, le "stagioni" di Man Ray e le performance erotico-politiche, fin dietro le quinte del porno con le fotografie di Sultan e Greenfield-Sanders; approdiamo, quindi, al grande schermo con il fortunato connubio fra cinema sperimentale e mondo "X-Rated" nelle pellicole calde di maestri come Gioli e Warhol, con il "found-footage" pornografico e le nuove frontiere della videoarte e dei videoclip; infine, il decisivo passaggio dal privé alla rete, con il dischiudersi dell'universo infinito di YouPorn e la moltiplicazione di pratiche di scambio fra reale e immateriale sempre più ardite. Negli ultimi due decenni si è dunque assistito a un processo di normalizzazione e insieme spettacolarizzazione della pornografia che ha definitivamente violato il suo tabù, anche - anzi, soprattutto - per il pubblico femminile, provocando un aumento incontrollato della produzione amatoriale e, di conseguenza, una crisi dell'hard professionale.
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Di Mario Lanfranco
Silone a Fontamara. La metapolitica del socialismo
br. "Difficoltà e incertezze spingono inevitabilmente ad una ricerca di punti di riferimento, a trovare aiuto e partecipazione che conducano alla necessaria unità di positivi sforzi comuni. La Fondazione Ignazio Silone, al di là di specifici interessi ha sempre rivolto la sua attività alla promozione della cultura, intesa come patrimonio di principi ed idee capaci che permettano di far fronte ai grandi problemi oggi presenti e che coinvolgono insieme società ed individui. Di questa cultura il libro è espressione e, in quanto tale, giustifica l'attenzione che la Fondazione gli ha dedicato nella speranza che il suo contenuto possa essere motivo per un esame di coscienza, sia civile che personale, che permetta il necessario ritorno ad una riflessione libera da pregiudizi, il risveglio di quella forza morale e critica necessaria per progettare un futuro migliore del presente. L'immaginato ritorno di Silone a Fontamara non è ispirato ad una inutile nostalgia, bensì ad un atto di umiltà, senza la quale nessun esame di coscienza è possibile." (Dalla Presentazione di Domenico Taglieri)
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Di Martino Andrea
La penombra toccata dall'allegria. L'immagine dell'infanzia nella letteratura italiana dal postunitario ad oggi
brossura
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Di Mascio Carlo
Masoch sovversivo. Cinque studi su «Venus im pelz»
br. "Venus im Pelz" non è soltanto un libro sul masochismo, ma a suo modo è anche un'opera che mira a deridere la filosofia per eccellenza, quella in particolare di Kant e Hegel, i grandi "Padri-Padroni" della filosofia, capaci con i loro sistemi di razionalizzare il tema della sottomissione volontaria, ripristinando l'ordine minacciato. In questa direzione, la stessa sovversione masochista, che con Severin aveva tentato di destituire simbolicamente il Padre, quale antecedente storico-politico-culturale della Legge e del potere, appare tuttavia destinata a ricomporsi, grazie proprio alla filosofia e alla sua storia, prodotto di speculazioni patriarcali, sempre in grado di ingabbiare ogni singolarità. E sarà questa la fine di Severin, convertito al termine di quella "crudele catastrofe della mia vita", in un nuovo Padre reazionario che adesso usa la frusta con le donne, e che addomesticato "con la morale kantiana della dignità del valore morale che si connette all'etica hegeliana della redenzione del servo mediante l'oggettivazione del lavoro" - non si accorge di essere diventato un oggetto del potere, per così un giorno riuscire serenamente a morire in modo razionale e produttivo.
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Di Mascio Carlo
Stirner giuspositivista. Rileggendo l'unico e la sua proprietà
br. La critica di Max Stirner, al pari di quella giuspositivistica, mirando alla dissoluzione di ogni valore assoluto, riconduce la costruzione dell'esperienza umana a un atto di volontà dell'individuo, il quale, irriducibile a ogni metafisica tradizionale e a ogni tipo di autorità ereditaria, crea e ricrea la propria esistenza e il mondo in maniera autonoma e incondizionata. In questo senso, la matrice non-cognitivistica comune sia al pensiero stirneriano che a quello giuspositivistico - oltre a denunciare il fondamento tipicamente universalistico e oggettivistico del giusnaturalismo, sempre volto ad annullare il punto di vista del soggetto e a determinare aprioristicamente quali valori e quali regole di vita egli è tenuto a seguire - fornisce l'occasione per una sorprendente quanto affascinante svolta vitalistica e materialistica, "all'insegna di una ontologia costruttivista, la quale, propugnando una concezione affermativa dell'essere, mira alla distruzione dei valori esistenti e alla continua creazione autonoma di nuovi valori".
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Di Matteo Danilo
L'esilio della parola. Il tema del silenzio nel pensiero di André Neher
br. André Neher (1914-1988), pensatore ed esegeta ebreo d'Alsazia trasferitosi poi a Gerusalemme, si è lasciato interrogare a fondo dalle tragedie del Novecento, in primo luogo dalla Shoah. E a sua volta ha interrogato la Bibbia in cerca di risposte. Il libro focalizza l'attenzione sul suo capolavoro, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1970: L'esilio della parola. Dal silenzio biblico al silenzio di Auschwitz. Non si tratta di una semplice fenomenologia del silenzio biblico, bensì dell'illustrazione di una visione filosofica e teologica del rapporto fra l'essere umano, la storia, la presenza (o la lontananza) di Dio, il mondo. Il capolavoro di Neher, attraverso questo volume, si pone in dialogo con altri autori e altre prospettive, tra le quali quelle di Franz Rosenzweig e Philippe Nemo. Come rapportarci al silenzio, dunque? Come continuare a sperare contro ogni speranza, nel fallimento, nonostante tutto, nonostante Auschwitz? Mediante il forse, la possibilità di ricominciare.
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Di Matteo Danilo
L'esilio della parola. Il tema del silenzio nel pensiero di André Neher
br. André Neher (1914-1988), pensatore ed esegeta ebreo d'Alsazia trasferitosi poi a Gerusalemme, si è lasciato interrogare a fondo dalle tragedie del Novecento, in primo luogo dalla Shoah. E a sua volta ha interrogato la Bibbia in cerca di risposte. Il libro focalizza l'attenzione sul suo capolavoro, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1970: L'esilio della parola. Dal silenzio biblico al silenzio di Auschwitz. Non si tratta di una semplice fenomenologia del silenzio biblico, bensì dell'illustrazione di una visione filosofica e teologica del rapporto fra l'essere umano, la storia, la presenza (o la lontananza) di Dio, il mondo. Il capolavoro di Neher, attraverso questo volume, si pone in dialogo con altri autori e altre prospettive, tra le quali quelle di Franz Rosenzweig e Philippe Nemo. Come rapportarci al silenzio, dunque? Come continuare a sperare contro ogni speranza, nel fallimento, nonostante tutto, nonostante Auschwitz? Mediante il forse, la possibilità di ricominciare.
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Di Matteo Giuseppe
Il 1799 in terra di Bari
br. Proclamata il 23 gennaio 1799 dai patrioti italiani con l'appoggio dell'esercito francese del generale Championnet, la Repubblica napoletana era una delle numerose entità politiche nate durante il Triennio giacobino e la campagna napoleonica in Italia. Un'esperienza brevissima, durata poco più di cinque mesi, che provocò pesanti ripercussioni nelle province del Regno napoletano e in particolare in Terra di Bari, dove, a fronte di un regime politico trapiantato ex novo, si consuma uno scontro durissimo tra chi sostiene la Repubblica e chi la avversa. Il saggio di Giuseppe Di Matteo prova a risalire all'origine di questa contrapposizione soffermandosi sulla specificità dei contesti locali. Si scopre così che sotto la patina degli ideali repubblicani (sostenuti da una minoranza intellettuale incapace di renderli appetibili alle masse contadine) spesso si nascondevano interessi personali e che molte scelte furono determinate da rancori mai sopiti, conflitti atavici tra fazioni, insperate possibilità di carriera. Né è da trascurare, come dimostrato da alcuni recenti studi, la formazione di progetti politici del tutto inediti e curiosi governi popolari che caratterizzarono i tumulti del '99, lasciando tracce nel periodo immediatamente successivo.
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Di Mauro Edoardo (a cura di)
Paola De Laurentiis
illustrazioni
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Di Mauro Paola
Morte apparente, buio, sonno profondo. Tre fiabe dei Grimm
br. A differenza delle numerose illustrazioni della morte apparente di Biancaneve nella bara di cristallo, del sonno centenario della bella addormentata, quali immagini ci vengono in mente per la scena di Cappuccetto Rosso nella pancia del lupo? Le tre fiabe grimmiane ci consegnano dapprima la presenza di due assenze - morte apparente, sonno - e poi il buio, l'assenza di un'assenza: ognuna di esse avviene come dall'interno di una immaginaria crisalide, un rifugio intimo e protetto, che consente un passaggio alla successiva fase di sviluppo. Preceduto dai luoghi preparatori della casa e del bosco, in cui liberarsi della vecchia identità e rinascere come donne nuove, è nello spazio aprospettico della fiaba, riflesso di antichi riti di passaggio, che le metamorfosi fisiche ed esistenziali si compiono nei pressi di luoghi liminali tra vita e morte, essere umano e mondo, habitus e habitat, cultura e ambiente, finitezza costitutiva dell'essere umano e il necessario ampliarsi verso spazi originari.
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Di Michele Andrea
Storia dell'Italia repubblicana (1948-2008)
br. Andrea Di Michele ricostruisce gli ultimi sessant'anni della storia italiana (a partire dal 18 aprile 1948, quando finisce la stagione della Resistenza): nella politica estera e interna, nell'economia, nella società, nel costume e nella cultura. Le tappe principali: la proclamazione della Repubblica e gli entusiasmi della ricostruzione, il proficuo grigiore democristiano degli anni Cinquanta, il boom e le tensioni sociali degli anni Sessanta, la stagione delle stragi e del terrorismo, e poi la crisi politica degli anni Ottanta, la «Milano da bere» craxiana, Tangentopoli e la caduta della prima Repubblica e gli scontri tra Prodi e Berlusconi. Un quadro unitario delle recenti vicende del nostro paese, del suo ruolo nello scenario internazionale, gli straordinari progressi e i problemi irrisolti.
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Di Miele Andrea
Antonio Banfi, Enzo Paci. Crisi, eros e prassi
brossura
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Di Mieri F. (cur.)
Emily Dickinson in immagini e parole
ill., br. "Una parola muore appena detta: dice qualcuno. Io dico che solo in quel momento comincia a vivere." (Emily Dickinson)
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Di Milia Gabriella
Boccioni. Ediz. illustrata
ill. La presente pubblicazione è dedicata a Umberto Boccioni (1882-1916), il principale esponente del futurismo insieme a Marinetti. Pittore, scultore e teorico del movimento, fonda la sua arte sui concetti di simultaneità e dinamismo, e la sua poetica sulla rappresentazione di stati d'animo. Tra i suoi capolavori, La città che sale, La risata, Forme uniche nella continuità dello spazio.
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Di Milia Giuseppe Antonio
Attività letteraria in Alta Irpinia tra Otto e Novecento
br.
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Di Miscio Gennaro
DICA: LO GIURO! (ESPERIENZE DI UN MAGISTRATO).
Longanesi, 1969. In-16, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 281. Collana Il Cammeo numero 232. In ottimo stato.
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Di Monte Maria Giuseppina; Ludovici Emilia
Femminile e femminino. Donne a casa Andersen
ill., br. Il volume è il catalogo della mostra che si è tenuta a Roma al Museo Hendrik Christian Andersen tra il maggio del 2016 ed il gennaio del 2017 e documenta l'attività artistica dei fratelli Hendrik e Andreas Andersen proponendo una sorta di viaggio nell'universo femminile a cavallo fra '800 e '900. La mostra e, naturalmente il catalogo, grazie ad interessanti ed approfonditi saggi e a un notevole corredo iconografico, indagano sul ruolo e la figura femminile nell'ambiente romano di fin de siècle. I documenti d'archivio custoditi nel Museo hanno messo evidenziato i rapporti fra gli Andersen con l'ambiente romano e, in particolare, con quello degli espatriati americani a Roma, fra i quali molte donne attive ed impegnate nella lotta per il riconoscimento dei loro diritti. Nel volume spiccano, tra gli altri, i ritratti di Isabella Stewart Gardner, della pittrice Mabel Norman e della scrittrice Maud Howe. Infine, una parte importante per gli storici dell'arte e gli studiosi, è quella relativa alla presentazione del Catalogo generale delle opere di pittura presenti nel Museo H. C. Andersen.
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Di Nardo M. (cur.); Gialloreto A. (cur.)
«Nel centro oscuro dell'incandescenza». Studi in onore di Giancarlo Quiriconi
br. "La scelta di concedere alle dissertazioni sulla poesia un'estensione maggiore nell'economia del libro risponde a un criterio di fedeltà rispetto alle predilezioni di lettura e agli interessi scientitici di Giancarlo Quiriconi, le cui propensioni all'explication du texte sono maturate in accordo ai ritmi della parola poetica. Una parola poetica che, tra indugi meditativi e repentine accensioni, ha segnato sul quadrante del secolo scorso i rintocchi di quel Tempo maggiore cui la teoresi e il sentimento ermetici hanno ricondotto le aspirazioni e gli esami di coscienza dell'uomo novecentesco." (Dalla Premessa).
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Di Natale P. (cur.)
La collezione Cavallini Sgarbi. Da Niccolò dell'Arca a Gaetano Previati. Tesori d'arte per Ferrara. Catalogo della mostra (Ferrara, 3 febbraio-3 giugno 2018). Ediz. a colori
ill., ril. "Quanto assomiglia una collezione a chi l'ha costituita? Se ripenso alle origini dell'impresa, fatico a credere che mi sia stato consentito, nell'arco di nemmeno quarant'anni di trovare le opere degli autori che hanno vissuto con me che mi hanno accompagnato in un ritmo vertiginoso. Noi siamo quelli che eravamo quando iniziammo questo cammino, o siamo diventati altri? Tutto ciò che ho desiderato ho trovato, con una soddisfazione che la ricchezza non può dare: convivere con gli spiriti di artisti che parlano e respirano con me, anime sensibili e corpi viventi." (Vittorio Sgarbi)
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Di Natale P. (cur.)
La La ricerca della bellezza. La collezione Cavallini Sgarbi. Da Lotto a Morandi. Catalogo della mostra (Ascoli Piceno, 12 giugno 2021-30 settembre 2022). Ediz. illustrata
ill., br. «Quanto assomiglia una collezione a chi l'ha costituita? Se ripenso alle origini dell'impresa, fatico a credere che mi sia stato consentito, nell'arco di nemmeno quarant'anni, di trovare le opere degli autori che hanno vissuto con me, che mi hanno accompagnato in un ritmo vertiginoso. Noi siamo quelli che eravamo quando iniziammo questo cam- mino, o siamo diventati altri? Tutto ciò che ho desiderato ho trovato, con una soddisfazione che la ricchezza non può dare: convivere con gli spiriti di artisti che parlano e respirano con me, anime sensibili e corpi viventi.» (Vittorio Sgarbi)
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Di Nicola L. (cur.)
Protagoniste alle origini della Repubblica. Scrittrici, editrici, giornaliste e sceneggiatrici italiane
br. I saggi raccolti nel volume presentano prospettive nuove e declinazioni diverse del protagonismo delle intellettuali italiane nella costruzione di una nuova cultura democratica. Un'indagine che attraversa il partecipato impegno di tredici autrici (Aleramo, Banti, Bellonci, Cialente, de Céspedes, Ginzburg, Manzini, Masino, Morante, Ortese, Romano, Viganò, Zangrandi) dalla fase in cui ha origine la progettazione della Re- pubblica (1943) ai suoi primi dieci anni di vita (1956). Le protagoniste sono figlie dei silenzi inquieti e contraddittori della storia e madri della nuova letteratura resistenziale e repubblicana. Vivono la gestazione della Resistenza come un'attesa; la nascita della Costituzione con un gesto civile, il suffragio universale che spezza la catena del doloroso silenzio politico con una particolare e sottile forma di libertà emotiva e storica; la crescita della nuova Repubblica attraverso un intenso sguardo politico della letteratura. Trasversali fra politica, letteratura, giornalismo, editoria e cinema, tutte affidano alle scritture, private e pubbliche, le trame di un'esistenza intima e collettiva che le dispone al centro della storia e ci interroga, oggi, sul senso della nostra stessa storia.
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Di Nicola Laura
Intellettuali italiane del Novecento. Una storia discontinua
br. Il volume propone una riflessione sull'intellettualità femminile nella cultura italiana del secondo Novecento. La prima parte indaga con alcuni esempi (Alba de Céspedes, Lalla Romano, Melania Mazzucco) gli esiti di una sperimentazione narrativa originale e tesa a tramare le forme del narrare con le strutture dell'interiorità, intrecciando le scritture del privato con scritture letterarie. La seconda parte affronta la questione della partecipazione delle scrittrici al processo di costruzione dell'Italia repubblicana attraverso l'esempio di due riviste del dopoguerra, "Città" e "Mercurio", sede di dibattito e luogo di militanza politica e sociale. Il volume inaugura la collana Parole diverse, che traccia itinerari non banali di attraversamento dei contesti culturali, alla ricerca di chiavi di lettura adatte a spiegare il nuovo ma ancorate alla tradizione degli studi umanistici.
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Di Nolfo Ennio
Storia delle relazioni internazionali. Vol. 3: Dalla fine della guerra fredda a oggi
br. Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, gli Stati Uniti sono apparsi come la sola potenza in grado di condizionare il sistema internazionale. Questa ipotesi è stata contraddetta dall'emergere di nuovi soggetti capaci di delimitarne la supremazia: la Cina, l'India e la Russia. In altre parti del mondo hanno avuto luogo mutamenti sostanziali. L'America Latina tende a sottrarsi al controllo statunitense, l'Africa e l'Asia si affacciano a una difficile modernizzazione; nel Medio Oriente le rivoluzioni del 2011 e il consolidarsi del fondamentalismo islamico fanno sorgere nuovi problemi. Uno strumento per comprendere le tappe fondamentali di una fase di transizione, iniziata con il 1989 e non ancora conclusa.
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Di Nucci Loreto
La democrazia distributiva. Saggio sul sistema politico dell'Italia repubblicana
br. Questo libro ricostruisce la vicenda storica della democrazia repubblicana, che si caratterizza fin dalle origini per una forte impronta sociale e diviene poi, negli anni del suo consolidamento, una democrazia distributiva. Attenzione: distributiva, non redistributiva. Lo Stato sociale, che certo persegue finalità inclusive, non è infatti il risultato di un'operazione di redistribuzione ma il frutto di un indebitamento. L'entità del dissesto finanziario, che si sviluppa nel corso degli anni Sessanta e Settanta come conseguenza del deficit spending, si rivela in tutta la sua gravità in coincidenza con la caduta del muro di Berlino, quando esplode la rivolta antipolitica guidata dalla Lega nord. La Lega fa da apripista a Berlusconi, che trionfa alle elezioni del 1994 anche perché promette un «nuovo miracolo italiano». I primi passi della democrazia maggioritaria sono incerti, ma lo Stato sociale continua a essere il centro gravitazionale del sistema politico. Il governo dell'Ulivo cade nel 1998 perché Prodi, secondo la sinistra radicale, non aveva fatto abbastanza per salvaguardare il Welfare. Un Welfare che Berlusconi si impegna a riformare nel 2001, dopo aver vinto di nuovo le elezioni, per costruire un'Italia «più operosa e più solidale». «Difendere i più deboli» è la parola d'ordine di Rifondazione comunista dopo la vittoria elettorale dell'Unione nel 2006. Ma poiché il governo aveva scelto di «privilegiare» il risanamento rispetto alla riforma sociale, Rifondazione contribuì a farlo cadere nel 2008.
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Di Palmo Pasquale
Le bonjour de Robert Desnos. Dalla scrittura medianica al Lager
ill., br. Considerato da alcuni un poeta difficile per via degli esiti spesso criptici della sua scrittura, indissolubilmente legata ai giochi di parole più imprevedibili e sregolati, Desnos è in realtà un autore la cui pronuncia, dagli anni Trenta in poi, tende gradualmente a illimpidirsi, esaltandosi a contatto con una dimensione etica rigorosa e, soprattutto, con le acrobazie verbali derivanti dal trasporto amoroso dapprima per la stella Yvonne George e, in seguito, per la sirena Youki. Un poeta dei nostri giorni, Pasquale Di Palmo, dopo aver ordinato e tradotto la prima antologia italiana dei versi di Robert Desnos - La colomba dell'arca (Medusa, 2020) -, ripercorre con rara empatia la vicenda biografica e artistica di questo poeta tra i più importanti e rimossi del Novecento. Desnos diede vita, giusto un secolo fa, alla stagione irripetibile del surrealismo contrassegnata dai sonni ipnotici e dall'écriture automatique, assieme a un manipolo di avventurieri dello spirito che innalzarono a emblema la provocazione e la sfida verso le convenzioni. Questo libro si pone come un prezioso vademecum che accompagna il lettore a conoscerne la figura di scrittore misterioso e geniale, sensibile e amante della libertà, la cui esistenza, pur animata da un'inesauribile joie de vivre, dopo il sodalizio con Breton e i suoi compagni, si chiuse con la morte nel lager nazista di Terezín l'8 giugno 1945.
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Di Paolo P. (cur.)
Alfabeto Camilleri
ril. È stato lo scrittore italiano più popolare a cavallo fra Novecento e Duemila. Non c'è casa dotata di biblioteca che non abbia un suo libro. Le sue storie, i suoi personaggi, la sua capacità di affabulare, di divertire, di animare il dibattito culturale hanno segnato tre decenni. In questo volume, alcuni lettori speciali di Andrea Camilleri - scrittori, giornalisti, figure del mondo culturale - compongono una sorta di dizionario emotivo. La "sicilitudine", il rapporto con la storia del Paese, gli odori e i sapori di Vigàta, la terra di Montalbano, il successo, il debutto tardivo come narratore, la lingua, il dialetto. Voce per voce, tassello per tassello, un ritratto corale di Camilleri e del suo mondo. Un omaggio, un atto di gratitudine per uno degli uomini più amati del nostro tempo. A cura di Paolo Di Paolo. Contributi di Lirio Abbate, Giuseppe Antonelli, Serena Dandini, Giovanni De Luna, Antonella De Santis, Paolo Di Stefano, Valentina Farinaccio, Giuliano Malatesta, Stefano Massini, Piero Melati, Salvatore Silvano Nigro, Marino Niola, Stefano Salis, Elvira Seminara, Nadia Terranova.
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Di Paolo Paolo
Ogni viaggio è un romanzo. Libri, partenze, arrivi. 19 incontri con scrittori
br. Può capitare di arrivare a Parigi, Rue de Fleurus 27, accompagnati da un misterioso romanzo di inizio Novecento. O di spostarsi da Castellammare di Stabia a Tokyo, passando per la Meseta spagnola, innamorati persi di Roland Barthes e di un ragazzo giapponese. Può capitare anche di dormire in un hotel di Singapore, all'ultimo piano di un grattacielo e di essere svegliati da una voce lontana, che forse viene fuori da un libro, forse dalla vita. Quando si sfiorano, i libri e i viaggi fanno cortocircuito; e con un romanzo in valigia, qualunque itinerario diventa singolare e sorprendente. Alcuni tra i più noti scrittori italiani, da Antonio Tabucchi a Dacia Maraini, da Andrea Camilleri a Melania G. Mazzucco, da Raffaele La Capria a Giuseppe Culicchia, da Carmen Covito a Emanuele Trevi, raccontano i propri viaggi: fughe, avventure impreviste, pellegrinaggi e sogni da fermi, intessuti di parole e gesti in un appassionato dialogo a distanza con gli autori e i libri più amati. In diciannove conversazioni fitte di piogge tropicali, ballerine cambogiane, valigie colme di libri, tiri di boxe fuori tempo massimo, Paolo Di Paolo crea una geografia del viaggio in forma di racconto o di mappa delle emozioni. Con uno scritto di Pietro Citati
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Di Pasquale Massimiliano
Abbecedario ucraino. Vol. 1: Rivoluzione, cultura e indipendenza di un popolo
ill., br. «Solo pochi italiani conoscono l'Ucraina come Massimiliano Di Pasquale. L'autore ha attraversato il paese in lungo e in largo, ha letto moltissimo e ha intervistato i personaggi chiave della politica ucraina e dell'élite intellettuale. Ora offre al pubblico italiano questa sua conoscenza con una accuratissima pubblicazione: "Abbecedario ucraino". Mentre taluni usano l'informazione come arma contro l'Ucraina, Di Pasquale spiega l'affascinante ma complesso passato e il presente di questa nazione moderna ma tuttavia antica. Nel fare ciò, cerca di sfatare miti che sono stati presentati come verità. Come ad esempio l'affermazione che Mosca ripete sovente che la Crimea è sempre stata russa. Il libro fornisce un breve excursus cronologico della complicata storia della penisola, come sia stata sotto il controllo di svariati imperi nel corso dei secoli permettendo così di capire l'attuale crisi». (Marta Dyczok, University of Western Ontario, Canada)
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Di Pietra Ilaria
Catania. Viaggi e viaggiatori nella città del vulcano. Itinerari tra il XVI e il XIX secolo
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Di Pietrantonio Giacinto - Rodeschini Maria Cristina
Il futuro del futurismo. Dalla "rivoluzione italiana" all'arte contemporanea. Da Boccioni a Fontana e a Damien Hirst
illustrazioni a colori e in nero
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Di Pietro Roberto V.
Giovanni Pascoli nel centenario della morte. Interviste immagin... ose
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Di Poce D. (cur.)
Attraversando il Novecento. Saggi e scritti per Silvana Cirillo
br.
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Di Pol Redi S.
La scuola per tutti gli italiani. L'istruzione di base tra Stato e società dal primo Ottocento ad oggi
brossura Quando nel XIX secolo ebbe inizio il processo di unificazione politica della nazione italiana, parallelamente iniziò a prendere consistenza un percorso scolastico unitario per la formazione delle giovani generazioni del nuovo stato. La politica scolastica italiana dal Risorgimento alle soglie del secolo presente è stata caratterizzata da confronti e interazioni fra progetti politico-ideologici, esigenze economico-produttive e aspirazioni sociali e culturali delle famiglie italiane. Dopo una serie di riforme del sistema scolastico nazionale, iniziate già negli stati preunitari, solo negli anni sessanta del secolo scorso è stato realizzato, con l'istituzione della scuola media, un percorso formativo di base unitario per tutti gli Italiani che inizia nella scuola dell'infanzia per arrivare alle soglie dell'istruzione secondaria superiore. Il presente volume ripercorre le più significative tappe di questo percorso storico, analizzando in particolare problemi che ancora oggi sono presenti nella scuola italiana, come il rapporto stato-società civile, l'autonomia delle scuole, la parità scolastica, la laicità e l'insegnamento religioso e la formazione degli insegnanti.
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Di Prima Diane; Cantelli V. (cur.)
Lettere rivoluzionarie. Testo inglese a fronte
brossura "Lettere rivoluzionarie" di Diane di Prima è un dono, un viaggio senza bussola dentro tumultuose ed emozionanti decadi di trasformazione. In Italia, fino ad oggi, l'unico testo tradotto di Diane di Prima rimane "Memorie di una beatnik", ma la sua produzione conta più di quaranta libri. Lettere rivoluzionarie è il lavoro seminale della scrittrice, che David Stephen Calonne definisce così: «Lettere rivoluzionarie cerca di creare un nuovo laboratorio della coscienza in America». All'esperienza come avventura consumerista da entrepreneur, Diane di Prima oppone un'azione collettiva sotto forma di amore volto alla rottura del dualismo tra uomo e natura, tra spirito e corpo e per questo si affida alla saggezza del Buddismo. Nell'opera la poetica della rivoluzione è capovolgimento della gerarchia del sapere; di Prima sostituisce la ragione con la magia appoggiandosi, tra gli altri, agli studi di Pico della Mirandola, Giordano Bruno, Marsilio Ficino e John Dee. Allo stesso tempo, il suo lavoro è marcato dalla lunga corrispondenza e collaborazione con giganti della poesia del Novecento come Ezra Pound, Charles Olson, Robert Duncan e Audre Lorde, e come i suoi mentori, Diane di Prima si serve della poesia sottolineandone il carattere di notizia, "archivismo", storiografia. Attingendo dalle tendenze linguistiche del suo tempo di Prima fa emergere una poetica dell'essere. Il testo diventa così un manuale che presenta liste, consigli, avvertimenti, macabre realtà di ingiustizia. Insieme ai suoi amici Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Amiri Baraka, Diane di Prima ha segnato un'era. Le sue Lettere sono un appello che continua a tornare: un prezioso dono della sua voce.
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Di Rienzo Caterina
L'esito della pittura nell'ultimo Merleau-Ponty
brossura
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Di Rienzo Caterina
Per una filosofia della danza. Danza, corpo, chair
br. La danza è un'arte vivente dei corpi, fondata sul corpo. Questo dato di per sé evidente, tuttavia, non basta a conferirle lo statuto di un'attività che si esaurisce nella costituzione corporea. Considerando infatti il processo di rottura con la tradizione che la svincola dall'etichetta di arte d'evasione e la inscrive nelle svolte più rilevanti del XX e del XXI secolo, è possibile sostenere che, a un livello più profondo, la danza non muove solo il corpo. Essa, potremmo dire, è un corpo che è più del corpo. È corpo e non è solo corpo. È l'arte di far intravvedere la dimensione originaria della corporeità, di muoverne il suo stesso essere: la "chair". Il testo propone una filosofia della danza attraverso una "filosofia della chair", - a partire dalla originale elaborazione che di questa nozione da Merleau-Ponty - allo scopo di ricollocare la danza nell'evoluzione stessa dell'arte e delle arti nella loro relazione col pensiero.
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Di Rienzo Caterina
Per una filosofia della danza. Danza, corpo, chair. Nuova ediz.
br. È indubbio che la danza sia un'arte vivente dei corpi. Questo dato di per sé evidente, tuttavia, non basta a conferirle lo statuto di un'attività che si esaurisce nella costituzione corporea. Considerando il processo di rottura con la tradizione che la svincola dall'etichetta di arte d'evasione e la inscrive nelle svolte più rilevanti del XX e del XXI secolo, è possibile sostenere che, a un livello più profondo, la danza non muove solo il corpo. Essa, potremmo dire, è un corpo che è più del corpo. È l'arte di farne intravedere la dimensione originaria, di muoverne il suo stesso essere: la chair. Attraverso l'originale elaborazione che di questa nozione dà Merleau-Ponty, il testo propone una filosofia della danza attraverso una "filosofia della chair", allo scopo di ricollocare la danza nell'evoluzione stessa dell'arte e delle arti nella loro relazione col pensiero.
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Di Robilant Andrea
Autunno a Venezia. Hemingway e l'ultima musa
ril. Nel 1948 Ernest Hemingway arriva in Italia con la quarta moglie, Mary Welsh. Il piroscafo che doveva condurre la coppia e l'inseparabile Buick - legata alla prua - in Provenza, non riesce ad approdare a Cannes a causa del maltempo e deve per forza navigare fino a Genova. Per Hemingway è uno shock: mancava dall'Italia da trent'anni, da quando diciottenne aveva combattuto sul fronte italiano. È uno scrittore in cerca di ispirazione: non pubblica un romanzo da dieci anni, è un momento difficile, e quando scende sul molo osannato e assediato dai giornalisti, viene sommerso dai ricordi e decide che quello che era destinato a essere un breve interludio fra Cuba e la Provenza diventerà un viaggio di parecchi mesi nei luoghi che aveva frequentato da giovane. Da Genova a Milano, da Stresa a Cortina, incontra e fa accordi con i suoi editori italiani, il «comunista» Giulio Einaudi e il nonideologico Arnoldo Mondadori. Conosce la sua voce italiana, Fernanda Pivano con il compagno Ettore Sottsass, Italo Calvino, Natalia Ginzburg. Fra un drink e una battuta di caccia si spinge fino a Venezia e a Torcello, dove incontra una giovane aristocratica veneziana, Adriana Ivancich, di cui si innamora, ricambiato. Sarà la sua «ultima musa»: la relazione è complessa e destinata a non durare, lo sanno entrambi. E tuttavia grazie a lei Hemingway ricomincerà a scrivere: Adriana è la Renata di «Di là dal fiume e tra gli alberi», romanzo che Hemingway considera un capolavoro e che verrà inizialmente stroncato dalla critica. Ma dopo questo, con al suo fianco Adriana che per breve tempo si trasferisce (con la madre) a Cuba, Hemingway scriverà anche «Il vecchio e il mare», che gli vale il Premio Pulitzer e, l'anno successivo, il Premio Nobel.
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Di Salvatore G. (cur.); Fassi L. (cur.)
Clement Greenberg. L'avventura del Modernismo. Antologia critica
br. Questo volume offre un.ampia raccolta di scritti di Clement Creenberg (1909-1994). Figura fra le più influenti e controverse della critica d'arte americana del Novecento, Creenberg assiste al declino dell'illusionismo tridimensionale della pittura da cavalletto e testimonia il progressivo affermarsi dell'astrattismo, fino al traguardo della piattezza radicale che è per lui cifra del modernismo. Tra i primi a intuire il valore dirompente della pittura di Jackson Pollock e degli espressionisti astratti americani, egli sdogana successivamente gli esponenti della Post-painterly Abstraction, tra cui Morris Louis e Kenneth Noland. La selezione dei testi qui proposti è volta a sottolineare l'impronta europea del pensiero critico di Creenberg. La matrice kantiana, quella trotskista, ma anche quella italiana proveniente da Benedetto Croce e Lionello Venturi, delineano il profilo di un critico che ha saputo scandagliare in modo esemplare le vicende del modernismo nelle arti visive rivendicandone i valori di oggettività. A un'acuta analisi socioculturale del fenomeno della massificazione della cultura e delle sue conseguenze sociali, Creenberg accosta questioni a lungo dibattute come quelle del bello e della qualità, dei valori oggettivi in arte, mosso dal bisogno impellente di opporre un fronte di resistenza al degrado del kitsch e dell'accademismo.
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Di Silvestro, Antonio
Leonardo Sinisgalli fra scrittura e trascrizione.
cm. 17 x 24, viii-282 pp. con 4 figg. n.t. a colori. Polinnia Viene analizzata la centralit? della scrittura e della pratica del segno nell?opera di Leonardo Sinisgalli, singolare e un po? appartato umanista del Novecento. La ricerca si sofferma sul ?sistema? delle varianti della poesia, sulla valenza ?poetica? del lessico dell?arte, sul rapporto con la lirica italiana degli ultimi due secoli e su questioni di traduzione-imitazione. Le appendici includono anche una scelta di testi editi e inediti dall??Antologia Palatina?, di cui si fornisce l?edizione critica. The act of writing and the role of signs are central in the work of Leonardo Sinisgalli, a singular, and somewhat aloof, 19th-century humanist. This study focuses on the ?variant system? in his poetry, on the ?poetic? valency of his artistic lexicon, on his relation to Italian lyric poetry in the last two centuries and on questions of translation-imitation. The appendixes also include a selection of published and unpublished texts extracted from the Palatine Anthology, whose critical edition is hereby available. 525 gr. viii-282 p.
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Di Stefano Eva
Art Brut. Ediz. illustrata
ill., br.
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Di Stefano Eva
Irregolari. Art brut e outsider art in Sicilia
ill., br.
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