Professional bookseller's independent website

‎Théâtre‎

Main

?????

????

????? : 62.034 (1241 ?)

??? ??? 1 ... 953 954 955 [956] 957 958 959 ... 999 1039 1079 1119 1159 1199 1239 ... 1241 ??? ????

‎De Sica, Vittorio‎

‎Cartolina postale fotografica‎

‎CON DEDICA Cartolina molto ben conservata, con autografo e data: «Vittorio de Sica 1933». Maestro della scena italiana: dalle sue prime interpretazioni nei film di M. Camerini, alle prime regie, antesignane del Neorealismo postbellico, di cui sarà uno dei protagonisti in coppia con C. Zavattini. Dalle opere che consacreranno Sophia Loren a diva internazionale, alle sua molte partecipazioni da attore che lo consacreranno come uno degli interpreti più rapprentativi della commedia all’italiana; è stato anche un ottimo interprete canoro: dalla celebre “Parlami d’amore Mariù”, ai classici della canzone napoletana, ad una storica interpretazione de “L’Opera da tre soldi” di B. Brecht e K. Weill, in coppia con Milly.‎

‎MIRANDA Isa (Ines Isabella Sampietro; Milano 1905-Roma 1982)‎

‎Cartolina fotografica.‎

‎CON DEDICA “Vera fotografia” (cm.10,5x15) prodotta dalla ditta “Alterocca -Terni” nel 1941, raffigurante un intenso ritratto con autografo. Al retro della cartolina, non viaggiata, si intravvede la traccia a matita: “Isa Miranda Via Angela Merici Roma ed Il nome (o la firma) del marito dell’attrice, il produttore Alfredo Guarini (forse l’appunto di un ammiratore o forse di pugno dello stesso Guarini). Ottima copia. Fu negli anni Trenta la prima diva di classe internazionale: nel biennio 1934-’35 due pellicole (“La signora di tutti” di M. Ophüls e “Passaporto rosso” di G. Brignone) la lanciarono sul mercato straniero, prima con film in doppia versione italo-tedesca e poi, nel 1937-’39 facendola approdare ad Hollywood dove interpreterà due pellicole di scarso successo, anche perché gli agenti delle Majors cercheranno di vendere la sua immagine facendo leva sulla rassomiglianza con la divina Marlene Dietrich. Al suo rientro in patria, nonostante l’ostracismo del Minculpop, nel 1942 riesce ad ottenere il ruolo di protagonista in due capolavori del realismo calligrafico: “Malombra” di M. Soldati e “Zazà” di R. Castellani, fornendo due prove magistrali. Nel dopoguerra il cinema non scorda il suo talento: da “Le mura di Malapaga” di R. Clement, accanto a J. Gabin (1949), a “La Ronde” di Ophüls (1950), a “Siamo donne” di L. Visconti (1953) prima di affrontare, saltuariamente, parti di caratterista: da “Gli sbandati” di F. Maselli (1954) a “Il portiere di notte” di L. Cavani (1974). Dal 1932 al 1960 è stata anche attiva come primattrice in teatro, recitando con successo in numerosi paesi.‎

‎Miranda, Isa (Ines Isabella Sampietro; Milano 1905 - Roma 1982)‎

‎Ritratto fotografico.‎

‎CON DEDICA Buon esemplare (lievi tracce d’uso e tracce di attaccatura al dorso). Ritratto fotografico a stampa con autografo in calce: “Isa Miranda”.‎

‎NORIS Assia (Anastasia von Gerzfeld; Pietroburgo 1912-Sanremo 1998).‎

‎Cartolina fotografica.‎

‎CON DEDICA “Vera fotografia” (cm. 10,4x14,8) della ditta “Foto-Stampa Angeli-Terni” verosimilmente da una foto di scena del fotografo Vaselli di Roma (al verso compare anche la scritta: Enic - Juventus Film), con autografo in calce: “Assia Noris”. Ottimo esemplare. Sotto la direzione di M. Camerini raggiunse grande popolarità come “esotica” ingenua degli anni Trenta, in coppia con V. De Sica in una serie di commedie: “Darò un milione” (1935), “Il signor Max” (1937), “I Grandi Magazzini” (1939). Protagonista di “Un colpo di pistola” di R. Castellani, tratto da un racconto di Puškin, la Noris è a suo agio nella “sua” russia ottocentesca, offrendo una credibile interpretazione. Nel dopoguerra continuò la sua attività in Egitto (“Amina” del 1949), per tornare in seguito in Italia e girare “Celestina p.r.” di C. Lizzani (1965).‎

‎NAZZARI Amedeo (Salvatore A. Buffa; Cagliari1907-Roma 1979)‎

‎Cartolina fotografica.‎

‎CON DEDICA “Vera fotografia” (cm.10,3x14,8) della ditta “Alterocca-Terni” dell’anno XIX (1941) con bel ritratto di scena dal film “Centomila dollari” di M. Camerini (1939); con firma autografa, ottima copia. Proveniente dal teatro, dove era stato nella Comp. di T. Pavlova, esordisce nel 1935 in “Ginevra degli Almieri” di G. Brignone, imponendosi negli anni seguenti in ruoli di eroe rude, spiccio e generoso di film in costume come: “Cavalleria” di G. Alessandrini (1937), o d’argomento bellico: “Luciano Serra pilota” (1938), sempre di Alessandrini, che si aggiudica il premio come migliore film al Festival di Venezia. Da allora è un susseguirsi di successi: al ritmo di tre-quattro film all’anno Nazzari si impone nell’ immaginario collettivo come archetipo dell’italiano dell’epoca, adorato dal pubblico femminile che fino ad allora sospirava per i divi di Hollywood. Non disdegna peraltro i film dei “telefoni bianchi” dove spesso, con ironia, fa il verso a sé stesso. Nel dopoguerra, dopo una parentesi neorealista con: “Il Bandito” di A. Lattuada (1946), vive una seconda stagione di grande successo popolare con i melò d’appendice di R. Matarazzo (“Tormento”, “Catene”, “I Figli di nessuno”, ecc. ). La coppia A. Nazzari-Y. Sanson dal 1949 in poi fa piangere tutte le italiane in sala ottenendo incassi da capogiro. Nazzari può a ragione considerarsi un’icona del cinema italiano, se non altro per il fatto, forse unico, di avere interpretato sé stesso in tre film distanziati nel tempo: “Apparizione” di J. de Limur (1943) con A. Valli, “Le notti di Cabiria” di F. Fellini (1957) con G. Masina e “Il Gaucho” di D. Risi (1964) con V. Gassman.‎

‎ALBANI Marcella (Albano Laziale 1899-Wuesbaden 1959).‎

‎Cartolina fotografica‎

‎CON DEDICA (cm. 9,1x14) della ditta “Iris Verlag” con bella immagine dell’attrice in tenuta sciistica; firma e data in calce: “Marcella Albani - Berlino 1928”. Lievi traccia d’uso. Scritturata nel 1919 dalla modesta “Myriam Film” quale protagonista di un ristretto numero di grand-guignols cinematografici, fu rilevata dalla “Ambrosio” e adeguatamente lanciata. Il film che la mise in luce fu “Salvator” (film in tre episodi dal romanzo di Dumas padre); sopravvenuta la crisi cinematografica in Italia, trovò scrittura in Germania, dove girò (1922-’29) numerosi cinedrammi, che le riconfermarono le simpatie del pubblico. Tornata in Italia all’epoca del sonoro esordì con “Corte d’Assise” di G. Brignone (1930), ottenendo buoni giudizi di critica. Per M. Albani sembra giunta l’ora di consacrazione a diva; arrivano lettere da tutto il mondo: da Parigi a Stoccolma e persino da New York. Marcello Gallian scrive in quel periodo: “…al suo indirizzo arrivano lettere mal suggellate di povere sguattere, cartoline fruste, telegrammi a lei, che generosamente…Non rifiuta mai un dono a coloro che chiedono un ricordo. Un musicista compone addirittura un tango “Marcella”, di qual pregio poco si sa. Con l’avvento del parlato sembra sia nata la prima diva, la prima italiana capace di entrare in concorrenza con Greta Garbo o la Dietrich o altre dee hollywoodiane.” Seguirono: “Stella del cinema” di M. Almirante (1931) e “Non sono gelosa” di C. L. Bragaglia (1933). Nel biennio 1935-’36 fu ancora in Germania dove interpretò “L’imperatore della California” di L. Trenker (1936).‎

‎ALBANI Marcella (Albano Laziale 1899-Wuesbaden 1959).‎

‎Cartolina fotografica.‎

‎CON DEDICA (cm. 9x13,9) della ditta “Iris Verlag” con bel primo piano dell’attrice in costume di scena; autografo e data in basso: ”Marcella Albani - 1928”. Ottima copia.‎

‎De Filippo, Eduardo‎

‎Fotografia con firma autografa‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. Bella foto che lo ritrae insieme al fratello Peppino, con breve dedica e firma autografa: “Alla sig. Romana Vitas per ricordo Eduardo”. Figlio naturale di E. Scarpetta, cominciò con i fratelli Peppino e Titina a recitare giovanissimo; nel 1932 costituì la “Compagnia del Teatro Umoristico”, sodalizio acclamato in tutta Italia, che durò fino al 1944. L’anno seguente staccatosi dal fratello Peppino costituì il “Teatro di Eduardo”, presentando commedie più mature nelle quali attraverso la lezione pirandelliana, pose gl’interrogativi inquietanti dell’uomo moderno. Tra le sue opere: ”Natale in casa Cupiello” (1931), “Non ti pago!” (1940), “Napoli milionaria” (1945), “Filumena Marturano” (1946); di alcune diresse e interpretò con gusto neorealistico le versioni cinematografiche.‎

‎Riento, Virgilio (Virgilio Riento d’Armiento)‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. Dedica manoscritta autografa al verso: “Alla Gentile Sig.na Angiolina con distinto pensiero per la sua premura nel retroscena! Riento 26-1-22”. Proveniente dal teatro di rivista, si fa notare subito come ottimo caratterista: è il garzone del giornalaio ne “Il signor Max” di M. Camerini (1937), il custode de “I Grandi Magazzini” (1939), sempre di Camerini. Ancora accanto a V. de Sica è il protettivo maggiordomo che svia i creditori in “Teresa Venerdì” di V. de Sica (1941). Nel dopoguerra la sua attività si intensifica arrivando a girare fino a 16 film in un anno: da “Abbasso la miseria!” di G. Righelli (1945) a fianco di A. Magnani a “Miracolo a Milano” di V. de Sica (1951), da “Totò a colori” di Steno (1952), a ”Pane, amore e fantasia” di M. Monicelli (1953). Burbero, balbuziente, prete o bidello le sue caratterizzazioni furono sempre cariche di umanità e apprezzate dalla critica e dal pubblico.‎

‎Viarisio, Enrico (Torino 1897-Roma 1971)‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. Dedica e firma autografa: “Trieste novembre 932- Ad Alessandro Cucit Enrico Viarisio”. Dopo le prime esperienze filodrammatiche esordì nel 1917 nella Comp. Carini-Gentilli-Baghetti, per passare in seguito con V. Talli, M. Melato, con cui recitò “Vestire gli ignudi” di Pirandello, A. Gandusio, con cui rimase sei anni (1925-’31), specializzandosi nel repertorio leggero. Una comunicativa ed un mondano brio distinsero V. come “brillante” caro alle platee italiane e il cinema non tardò a reclutarlo. Lo ritroviamo quindi ne: “Il cappello a tre punte” di M. Camerini (1934), “Cavalleria” di O. Biancoli e “Amazzoni bianche” di G. Righelli (1936), “I Fratelli Castiglioni” di C. D’Errico (1937), “Quattro passi fra le nuvole” di A. Blasetti (1942). Nel dopoguerra le sue interpretazioni si alternano al teatro di rivista (tra il 1946 ed il ’50 è accanto a W. Osiris) e alla televisione; tra i suoi film più importanti: “Prima comunione” di A. Blasetti (1950), “Stazione Termini” di V. de Sica e “I Vitelloni” di F. Fellini (1953), “Carosello Napoletano” di E. Giannini (1954), “Lo smemorato di Collegno” di S. Corbucci (1962). E come dimenticare la serie di caroselli in cui ogni dolce di una determinata marca: “Ullallà….è una cuccagna!”‎

‎Denis, Maria [Maria Esther Beomonte] (Buenos Aires 1916-Roma 2004)‎

‎Foto a stampa‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. L’attrice è ritratta nel look post-bellico con autografo in alto a sinistra. Ingenua “fidanzatina d’Italia”, assai popolare tra il pubblico italiano sul finire degli anni trenta, fornì le sue migliori prove interpretative sotto la guida di F. M. Poggioli, in “Addio giovinezza” (1940) e “Sissignora” (1941). Aveva esordito in “Non c’è bisogno di denaro” di A. Palermi (1933), a fianco di N. Besozzi; lo stesso anno partecipa a “Treno popolare” dell’esordiente R. Matarazzo. Durante la lavorazione di “Cronaca nera” di G. Bianchi (1946/47), l’attrice viene arrestata per collaborazionismo; 18 giorni di carcere, poi viene riconosciuta innocente, ma per l’attrice è un brutto colpo. Al festival di Venezia del 1949 la Denis è presente con due film in concorso: ”Angelo buon diavolo” di P. Ustinov e “La fiamma che non si spegne” di V. Cottafavi: il primo viene dichiarato lesivo per l’esercito italiano e quindi ritirato, la proiezione del secondo fischiata in sala perché tacciato di apologia del fascismo. Dopo una breve partecipazione al film Tempi Nostri (1954) si ritira dalle scene.‎

‎Falconi, Armando (Roma 1871-Milano 1954)‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. Timbro a secco in basso a dorso. Breve dedica e firma autografa: “Al sig. Cencio Pertile con amicizia Armando Falconi”. Massimo esponente della celebre famiglia di attori, si distinse come brillante e poi primo attore all’inizio del novecento; fino al 1920 recitò al fianco della moglie Tina di Lorenzo (sposata nel ‘901), poi ebbe come prime attrici: Paola Borboni, Evi Maltagliati e Rina Morelli. Già apparso in alcuni film muti tra il 1913 e il ’19, si impose sullo schermo col sonoro in “Rubacuori” di G. Brignone (1931), che definì inequivocabilmente il suo “tipo”: il maturo ed impenitente dongiovanni spregiudicato e gaudente. Tra i film in cui venne chiamato a compierne la replica, senza peraltro cadere nel cliché: “Re Burlone” di E. Guazzoni (1935), “Felicita Colombo” (1937) e “Nonna Felicita” (1938), entrambi di M. Mattòli, con Dina Galli. Tratteggiò da par suo il pavido Don Abbondio ne “I Promessi Sposi” di M. Camerini (1941), e fu un esilarante Marchese di Forlimpopoli ne “La Locandiera” di L. Chiarini (1943), tratto da Goldoni. Fra tutti gli artisti teatrali affermatisi nel cinema con l’avvento del sonoro, fu certamente fra quelli che meno fecero pesare la loro provenienza, grazie al garbo ed al mestiere con cui riusciva a prendersi gioco dei personaggi a lui affidati.‎

‎GIROTTI Massimo (Mogliano1918-Roma 2003).‎

‎Cartolina fotografica.‎

‎CON DEDICA “Vera Fotografia” (cm. 10,6x14,9) della ditta “Armando Terzoli-Roma” raffigurante un bel ritratto giovanile opera del fotografo E. Ghergo; breve dedica autografa in calce: “Ad Amarilli cordialmente Massimo Girotti”. Ottimo esemplare. Digiuno di recitazione, arriva al cinema casualmente per un ruolo marginale in “Dora Nelson” di M. Soldati (1939) a cui seguono alcune pellicole minori, fino all’inaspettata chiamata di A. Blasetti che lo vuole protagonista de “La corona di ferro” (1941), che lo consacra attore a tutti gli effetti. Segue “Un pilota ritorna” di R. Rossellini (1942) e l’anno seguente G. entra di diritto nella storia del cinema, girando “Ossessione” di L. Visconti, con una recitazione schietta d’un timbro quasi inedito in Italia. Grazie a ciò nel dopoguerra vive appieno l’esperienza neorealista: “Caccia tragica” di G. De Santis (1948), “In nome della legge” di P. Germi (1949), “Cronaca di un amore” di M. Antonioni (1950), per tornare con Visconti nel ’54 in “Senso”. Nel frattempo, spinto da Blasetti, intraprende anche la carriera teatrale, con ottime prove sotto la regia di: L. Visconti, O. Costa, L. Squarzina, L. Salvini. Nel 1972 interpreta un ruolo secondario in “Ultimo tango a Parigi” di B. Bertolucci.‎

‎Paolieri, Germana‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. Espressivo ritratto fotografico da una foto di scena (verosimilmente la “Wally”), con autografo: “Germana Paolieri”. Debuttò giovanissima in una filodrammatica fiorentina, passando al repertorio in lingua con U. Palmarini (1928). Fu poi nella compagnia di E. Merlini e poi di D. Menichelli; esordì sullo schermo in “Wally” di G. Brignone (1932), ruolo che la rese improvvisamente celebre. Bionda esile, dolce di lineamenti, fu l’interprete ideale dei drammetti domestici e, in seguito, di pellicole in costume; ricordiamo: “Acqua cheta” di G. Zambuto (1933), “Lorenzino de’ Medici” di G. Brignone (1935),”Luciano Serra pilota” di G. Alessandrini del 1938, ”Pia de’ Tolomei” di E. Pratelli (1941), “Resurrezione” di F. Calzavara (1943). Nel dopoguerra alternò gli impegni teatrali (nel 1950-’53 fu primattrice con R. Ruggeri), ad apparizioni da non protagonista in varie pellicole tra cui: ”Si chiude all’alba” (1944/’45) di N. Giannini, “La mano della morta” (1949) di C. Campogalliani, “I due compari” di C. Borghesio (1955).‎

‎Paolieri, Germana‎

‎Foto-ritratto‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. L’attrice è ritratta nei panni di Pia de’ Tolomei con autografo: “G. Paolieri” in calce.‎

‎Glori, Enrico (Napoli 1901-Roma 1966)‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Buon esemplare con piccola macchia al margine inferiore. Con dedica autografa e firma: “Montecatini 21-7-926. Alla graziosa e brava Anita, la sola che forse potrei amare!! Enrico Glori”. La destinataria era Anita Orizona (al secolo A. Hussack), cantante d’operetta. Nel 1931, dopo già aver calcato le scene, si recò a Parigi dove esercitò il giornalismo; creò e diresse dal 1934 al ’36 il “Teatro degli italiani”, collaborò alla regia di alcuni film francesi e recitò nei migliori teatri di prosa di Parigi e Bruxelles. Tornato in italia, si dedicò alla carriera cinematografica caratterizzandosi spesso in ruoli di uomo perfido e senza scrupoli: tra i suoi primi film “I Tre desideri” di G. Ferroni (1937), in cui insidia una giovane L. Ferida, “Giuseppe Verdi” di C. Gallone (1938), “I Grandi magazzini” di M. Camerini (1939), nel ruolo del direttore disonesto. È Don Rodrigo ne “I Promessi Sposi” di M. Camerini (1941). Nel dopoguerra solo ruoli da caratterista in pellicole minori, spesso di coproduzione italo-spagnola: “Sperduti nel buio” di C. Mastrocinque (1947), “Pentimento” di E. Di Gianni (1952), accanto a D. Duranti, “Arriva lo zio d’America” di R. Montero (1956).‎

‎Beghi, Luisella (Parma 1922-Roma 2006‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Timbro lineare al verso, con breve dedica autografa: “A Tomaso Bendazzi - Luisella Beghi 1940”. Ottima copia. Diplomata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, esordisce nel 1938 con apparizioni che sono poco più di una comparsata. L’anno seguente M. Camerini, le affida un ruolo di tutto rispetto in una pellicola che avrà successo: è la collega-amica di Assia Noris ne “I Grandi Magazzini”, con de Sica e A. Checchi, suo compagno di scuola, che ritroverà lo stesso anno sul set di “Piccolo hotel” di P. Ballerini. Tra i suoi film: “Melodie eterne” di C. Gallone (1940), nel ruolo di Costanza Weber moglie di Mozart, “Rose scarlatte” di V. de Sica (1940) e soprattutto “Via delle cinque lune” di L. Chiarini (1942), tratto da un racconto di M. Serao. Nel dopoguerra ricordiamo: “Inquietudine” di V. Carpignano/E. Cordero (1946), “Angelo tra la folla” di L. De Mitri (1950). Dal 1949 ha svolto anche attività teatrale.‎

‎Besozzi, Nino (Milano 1901-1971)‎

‎Foto ritratto‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. Con autografo e data: “Nino Besozzi 934- A XII”. L’esordio cinematografico è un successo clamoroso: avviene con “La segretaria privata” di G. Alessandrini del 1931, in coppia con E. Merlini, a cui seguono, tra gli altri: “T’amerò sempre” di M. Camerini (1933), “Come le foglie” di M. Camerini (1934), “Vivere!” di G. Brignone (1936), “La dama bianca” di M. Mattòli (1938), “Rossini” di M. Bonnard (1941), “La maestrina” di G. Bianchi (1942). Nel dopoguerra ritorna sulle scene con un repertorio più impegnato, anche sotto la regia di L. Visconti; il cinema lo vede lentamente avviarsi alla carriera di caratterista (spesso impersonerà il ricco commendatore milanese); ricordiamo: “Abbasso la miseria” di G. Righelli (1945), accanto alla Magnani, “Siamo tutti milanesi” di M. Landi (1953) e “Vacanze ad Ischia” di M. Camerini (1957).‎

‎Pilotto, Camillo (Roma 1988-1963)‎

‎Foto ritratto‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. Con autografo e data: “Camillo Pilotto 1933”. Figlio d’arte, iniziò la carriera nel 1903 ed ebbe le prime parti di grande rilievo dal 1915 (“Zio Vania” di Čeckov, “Il Malato immaginario”di Molière, “Falstaff” di Shakespeare). Dopo l’esordio col cinema muto (“Il sopravvissuto” di A. Genina del 1916), torna con il primo film sonoro: “La canzone dell’amore” di G. Righelli, a cui seguono, tra gli altri: “Il caso Haller” di A. Blasetti (1933), “Lorenzino de’ Medici” di G. Brignone (1935), con A. Moissi, “Il Grande appello” di M. Camerini (1936), “Scipione l’Africano” di C. Gallone (1937), nel ruolo di Annibale, “Abuna Messias” di G. Alessandrini (1939), dove impersona il Card. Massaia,”L’amante segreta” di C. Gallone (1941), “La locandiera” di L. Chiarini (1943). Dopo la guerra P. alterna l’impegno teatrale a quello cinematografico, con pellicole di minor rilievo.‎

‎Melnati, Umberto (Livorno 1900-1969)‎

‎Foto ritratto‎

‎CON DEDICA Breve dedica e firma autografe: “molto cordialmente Umberto Melnati 1935”; ottimo esemplare. Figlio d’arte, iniziò a recitare bambino e ottenne i maggiori successi negli anni tra le due guerre, quasi sempre in coppia con V. De Sica, in riviste di Falconi e Biancoli e commedie di A. de Benedetti e G. Gherardi. L’esordio cinematografico avviene nel 1932, con “Due cuori infelici” di B. Negroni, a cui seguono, tra gli altri: “La canzone del sole” di M. Neufeld (1933), “Il signor Max” di M. Camerini (1937), “Mille lire al mese” di M. Neufeld (1938), con A. Valli e O. Valenti, “La peccatrice” di A. Palermi (1940), “Quartieri alti” di M. Soldati (1943). Il dopoguerra lo vede impegnato in caratterizzazioni brillanti che denotano sempre un grande mestiere: “Miss Italia” di D. Coletti (1949), “Altri tempi” di A. Blasetti (1952), “La Valigia dei sogni” di L. Comencini (1953), “Peccato che sia una canaglia” di A. Blasetti (1954), alternando questi impegni alla carriera radiofonica e televisiva.‎

‎Racca, Corrado (Bologna 1889-Roma 1950)‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Buon esemplare lievemente rifilato. Intenso ritratto fotografico, timbro a secco in basso a dorso, con breve dedica e firma autografe: “ad Azelina Maniti cordialmente Corrado Racca”. BDopo aver frequentato, giovanissimo, la scuola di recitazione di Firenze diretta da L. Rasi, viene scritturato da E. Duse (1908) e A. De Sanctis (1909) nel ruolo di attor giovane; nel 1913 fu a fianco di R. Ruggeri. Dopo aver partecipato alla I G. M. ha un primo approccio cinematografico come protagonista de “La Selce e l’acciaio” di G. Zorzi (1918/’19); tornato sulle scene nel 1921 è primattore assoluto al fianco di E. Gramatica. Le sue migliori interpretazioni dell’epoca furono: i testi pirandelliani, il “Peer Gynt” di Ibsen e i lavori di S. Benelli. In epoca sonora creò con corposa evidenza due figure storiche: Cavour in ”Villafranca” (1933) e Napoleone in ”Campo di maggio” (1935) entambi di G. Forzano, a cui seguirono tra gli altri: “Ettore Fieramosca” di A. Blasetti (1938), “Il Re si diverte” di M. Bonnard (1941) e “Malombra” di M. Soldati (1942). Le sue ultime apparizioni sulla scena si ebbero nel 1946 con la compagnia Pagnani-Ninchi in “Strano interludio” di O’ Neill.‎

‎Redi, Laura (Laura Corvisier Reder; Reims 1920)‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Bel ritratto, con breve dedica e firma autografe: “A Ornella Liberatore cordialmente Laura Redi”. Ottima copia. Debutta con lo pseudonimo di Lolette Reder con una minuscola apparizione in “Marcella” di G. Brignone (1937). Qualche anno dopo, al rientro da uno dei suoi viaggi, partecipa al concorso “Tre dive” indetto nel 1941 dalla rivista “Cine-Magazzino”, celandosi sotto lo pseudonimo di Fiammetta Della Valle (un cognome straniero in tempo di guerra non porta certo fortuna) e risulta vincitrice. Eccola quindi a Cinecittà nel cast di una produzione importante: “Bengàsi” di A. Genina (1942) dove impersona Fanny, la prostituta che nasconde un militare italiano ferito mentre la città cade in mano agli inglesi. È una parte struggente resa dall’attrice con intensa umanità; il film presentato a Venezia ottiene la “Coppa Mussolini” come miglior pellicola italiana, la Redi viene lodata dal pubblico e dalla critica. Seguiranno: “Mater dolorosa” di G. Gentilomo (1942), ”Incontri di notte” di N. Malasomma (1942) e “La signora in nero” di N. Malasomma (1943) suo primo ed unico ruolo da protagonista, ma la pellicola subirà diverse traversie per la distribuzione e verrà proiettato a guerra finita, quando ormai pubblico e critica non si interessano più al gusto lieve dei “telefoni bianchi”.‎

‎Merlini, Elsa [Elsa Tscheliessnig] ´Trieste 1904-Roma 1983)‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. Bella foto a figura intera con autografo in inchiostro verde in basso a destra: “Elsa Merlini - 935”. Dopo aver studiato recitazione a Firenze con L. Rasi, sin dagli anni Venti calca le tavole del palcoscenico come attrice giovane nella Comp. di A. Ninchi, meritandosi i primi applausi interpretando “Il Giorno” di M. Serao; poi viene scritturata da A. De Sanctis, ed è finalmente primadonna al fianco di A. Baghetti. Nel 1929, quando V. Vergani abbandona le scene, D. Nicodemi invita la M. a sostituirla, accanto ad attori come Tofano, Besozzi e Cimara, azzeccando l’idea di uno spettacolo di rivista con grandi attori di prosa: è un successo che consolida la popolarità della M. come interprete brillante, che si rivela anche brava cantante. Sull’ onda di questa fama approda al cinema con “La segretaria privata” di G. Alessadrini (1931) ed è subito un successo travolgente: “La signorina Elsa Merlini è la prima attrice che sa sorridere” è la benedizione di G. Marotta, allora direttore di “Cinema Illustrazione”. Tra il 1932 ed il ’34 la M. fa rivivere sullo schermo personaggi simili alla dattilografa: “Cercasi modella”, “Paprika” e “Lisetta” tutti di E. W. Emo (1933). Alternando sempre gli impegni teatrali (nel 1934 va in scena “Il Gabbiano” di Čekov), si moltiplicano i film, anche con ruoli non brillanti: “Ginevra degli Almieri” di G. Brignone (1935), accanto al debuttante A. Nazzari, “L’albero di Adamo” di M. Bonnard (1937), “La Dama bianca” di M. Mattòli (1938). Tra il 1939 ed il ‘40 resta lontano dagli schermi, per tornarvi da protagonista nel 1941 con “L’Ultimo ballo” di C. Mastrocinque e “ Regina di Navarra” di C. Gallone ; in seguito si dedicherà interamente al teatro per tornare sugli schermi nel 1951 con “Cameriera bella presenza offresi” di G. Pàstina.‎

‎Dilian, Irasema [Irasema Warchalowska] (Rio de Janeiro 1924-Ceprano 1996)‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. L’attrice è ritratta in costume di scena (forse in “Malombra”), con autografo in calce: “Irasema Dilian”. Figlia di un diplomatico polacco, studia musica e soprattutto danza e, appena quindicenne, esordisce nel ruolo indimenticabile della privatista in “Maddalena zero in condotta” di V. de Sica (1940) che le offre un ruolo anche in “Teresa Venerdì” (1941); seguono: “Ore 9 Lezione di chimica” di M. Mattòli (1941), con A. Valli e “I sette peccati” di L. Kisch (1941), altro ruolo da studentessa. Nel 1942 arriva finalmente un ruolo in cui la D. rivela insospettate qualità drammatiche: la giovane Edith in “Malombra” di M. Soldati, a cui seguirà “Fuga a due voci” di C. L. Bragaglia, commediola sentimental-canora con G. Bechi che avrà la sfortuna di essere mal distribuito, nel ’43. Negli anni più duri della guerra la D. emigra nella Spagna franchista dove interpreta vari film.‎

‎D’Ancora, Maurizio [Rodolfo Gucci] (Firenze 1912 - Milano 1983)‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Ottimo esemplare. Autografo e data: “Maurizio d’Ancora - 1941”. Debuttò giovanissimo, con il suo vero nome, nel film muto “Ragazze non scherzate” di A. Lind (1929); grazie alla comunicativa della sua recitazione, si affermò in “Rotaie” di M. Camerini (1929-30), ultimo film muto italiano. Dopo un nuovo successo in “Figaro e la sua gran giornata”, pure di Camerini (1931), interpretò numerosi film in parti di attore giovane: “Cinque a zero” di M. Bonnard (1932) con O. Valenti, “Al buio insieme” di G. Righelli (1933), “Ginevra degli Almieri” di G. Brignone (1935) con E. Merlini, “Nonna Felicita” di M. Mattòli e”Batticuore” di M. Camerini entrambi del 1938, “Centomila dollari” di M. Camerini (1939) con A. Nazzari, ”Finalmente soli” di G. Gentilomo (1941), “Inviati speciali” di R. Marcellini (1942) pellicola di propaganda bellica, e “La donna della montagna” di R. Castellani (1943).‎

‎Carli, Laura (Laura Russo. Forlì 1906-2005)‎

‎Ritratto fotografico‎

‎CON DEDICA Buon esemplare lievemente rifilato. Intenso ritratto, con breve dedica e firma autografe: “Ad Azelina Manitti - Laura Carli”. Compiuti gli studi liceali e un corso di scultura presso l’Acc. di Belle Arti di Ravenna, debuttò nel 1932 nella Comp. di R. Ricci. Primadonna nel 1938 con Ruggeri fornì alcune interpretazioni fortemente drammatiche (“Assunta Spina” di S. Di Giacomo e “I Padri etruschi” di T. Pinelli) che le valsero un successo man mano convalidato. Nel 1943 tornò con M. Benassi e nel 1944-’45 fu nella Comp. Stabile di Venezia. Nel primo dopoguerra ha formato Comp. con G. Stival e F. Giachetti; nel 1950-’51 ha diretto il Teatro dei Satiri di Roma, nel 1953 ha fatto parte del Teatro delle Due Città di Firenze. Negli anni ’60 la troviamo spesso presente in sceneggiati televisivi e teleromanzi. Poche le sua apparizioni cinematografiche, tra cui: “Fiori d’arancio” di M. Albani/D. Hobbes Cecchini (1944), uno dei pochi film ultimati a Venezia durante la R.S.I. e “Il cantante misterioso” di M. Girolami (1954).‎

‎AA.VV.‎

‎Raccolta di autografi di attori cinematografici, interpreti di prosa e teatro di rivista‎

‎Diciannove biglietti da visita del giornalista Fidenzio (Céncio) Pertile (al “Corriere della Sera” e al “Secolo-Sera“, negli anni 1943-’45; cfr. Laura E. G.- “L’immagine bugiarda” Pp. 188-196-266-277),di varia foggia e formato, in cui sono raccolti 41 autografi (alcuni con un rigo di dedica e data, relativi al periodo 1930-'33). Tra i nomi, non tutti decifrati, troviamo l’attrice teatrale W. Capodaglio, il capo-comico Uberto Palmarini, il divo del muto Febo Mari, la stella della rivista Isa Bluette, Lamberto Picasso, Margherita Bagni, Annibale Betrone, Paola Borboni, la soubrette Nanda Primavera, attrice cinematografica negli anni Sessanta grazie ad Alberto Sordi che la volle in molti suoi film, il commediografo Carlo Veneziani, la soubrette Nella Regini, Corrado Racca (v. n. 28), il giornalista Orio Vergani, gli attori: Giulio Stival, Olinto Cristina, Luigi e Giovanni Cimara, l’attrice e doppiatrice Tina Lattanzi, Marcello Giorda, Evy Maltagliati, Dora Menichelli, Gianfranco Giachetti. Ottimi esemplari.‎

‎Fellini, Federico‎

‎Due ritratti fotografici. Non datati‎

‎I due scatti raffigurano i medesimi personaggi. Il regista, ritratto in piedi davanti agli scaffali di una libreria, è insieme ad alcuni amici e al poeta Enzo Fabiani. A sinistra di Fellini: Alberico Sala, a destra: Sig.ra Luciani Foto scattata alla Galleria d’arte Guido Palmieri (ex Galleria Cortina) via Fatebenefratelli 15: in quell’occasione Sala e Fabiani presentavano una cartella di opere grafiche di artisti famosi italiani ispirate ai film di Fellini.‎

‎Gadda, Carlo Emilio‎

‎Il guerriero, l’amazzone lo spirito della poesia nel verso immortale del Foscolo. Conversazione a tre voci‎

‎Prima edizione. Ottimo esemplare (piccoli strappi marginali e leggere segni d’inchiostro marginali alla testa della sovracoperta, leggere abrasioni al dorso della sovracoperta). Notazione a penna «T-I-XX» all’ultima carta «Radiodramma satirico [...] composto nel 1958 e trasmesso il 5 dicembre di quell'anno sul terzo programma della Rai [e] portato in teatro a Roma, sarà in quello stesso anno pubblicato, Milano 1967. Le tre voci dialoganti (una virile baritonale, un'altra maschile, acuta e sguaiata, una femminile gentile) mettono in scena una parodica diatriba intorno al personaggio di Ugo Foscolo, uno fra i letterati italiani più odiati [dall’autore], preso ad esempio di una letteratura che tende allo "spettacolo", alla seduzione più esteriore, alla retorica più vuota. In Foscolo è colpito il mito del poeta-vate, l'eroe della patria che approfitta della sua fama per sedurre donne; "il Basetta" (così [Gadda] lo sbeffeggia) preso a simbolo del narcisismo, dell'esibizionismo, del culto retorico per una classicità vuota e puramente ornamentale; diviene oggetto dell'ira gaddiana, ancora una volta espressa da una macchina verbale dai molteplici registri, che mette in scena anche la parodia della discussione letteraria da salotto, degno contraltare, per vuotaggine e presunzione, del mito foscoliano» (Giorgio Patrizi, «Gadda», voce del «Dizionario biografico degli Italiani» volume 51, 1998). Sebastiani, Catalogo Gadda, n. A XXII‎

‎Joyce, James, tradotto da Jenny Serruys Bradley‎

‎Les Exilés (Exiles) traduit de l’anglais par J. S. Bradley. Trois actes‎

‎Prima edizione francese. Esemplare nella serie dei 1050 su «alfama Marais», il numero 273. Leggera brunitura e minimi segni del tempo al cartonato, per il resto ottimo. «Exiles» è l’unica opera teatrale di James Joyce. Si basa sull’ultimo, celebre racconto dei «Dubliners», «The Dead» (I morti).‎

‎Beckett, Samuel‎

‎Watt‎

‎Prima edizione francese. Esemplare in perfetto stato. Prima edizione in francese, tradotta dall’autore stesso. Il terzo romanzo dell’autore, pubblicato per la prima volta a Londra nel 1953.‎

‎D'Annunzio, Gabriele‎

‎Cabiria. Visione storica del terzo secolo a.C.‎

‎Prima edizione nella variante in 16°. Esemplare in ottimo stato. Cfr. Guabello 234.‎

‎D'Annunzio, Gabriele‎

‎La crociata degli innocenti. Mistero in 4 atti di Gabriele D'Annunzio, lavoro originale per cinematografo messo in scena da A. Boutet e A. Traversa‎

‎Edizione originale. Ottimo stato. Rarissima brochure di accompagnamento alla versione filmica del dramma dannunziano, in elegantissima veste tipografica garantita dall’officina Modiano. Il testo dell’opera è impaginato a fronte del sunto italiano/francese e di immagini dal film. Ritratto di D’Annunzio e 13 fotografie delle scene.‎

‎D'Annunzio, Gabriele‎

‎Cabiria. Visione storica del terzo secolo a.C. [Insieme:] Cabiria Historischer Roman aus dem IIIten Jahrhundert.‎

‎Prima edizione nella rara variante in 4° della raccolta di didascalie del film ‘Cabiria’. Completa del foglio sciolto col ritratto del Vate di Romaine Brooks in fototipia. Esemplare in ottimo stato. Cfr. Guabello 233. Offerta insieme la versione tedesca dello stesso titolo.‎

‎Pea, Enrico [Postfazione di Piero Gobetti]‎

‎Rosa di Sion‎

‎Prima edizione Gobetti. Cerniera posteriore allentata e carta normalmente brunite, ma nel complesso ottimo esemplare. Firma di possesso al frontespizio. Pubblicato per la prima volta nel 1920 dalla napoletana Libreria della Diana ma messo in scena già nel 1912 a Livorno, il “racconto tragico” del poeta, scrittore e drammaturgo toscano Enrico Pea è qui presentato nella versione ridotta edita da Piero Gobetti nel 1923, curatore anche della bella e sentita postfazione. Parte della cosiddetta “trilogia ebraica” dell’autore insieme allo scandaloso - per il suo tentativo di riabilitare la figura di Giuda Iscariota - «Giuda» e «Prime piogge d’ottobre», questo testo teatrale fa respirare l’intima comprensione che l’autore aveva del dissidio tra fedeltà alle proprie tradizioni e al proprio credo e secolarizzazione, qui reso dallo scontro aperto in una famiglia di origine ebraica dalla conversione al cattolicesimo di un padre stanco di appartenere a una minoranza non compresa e da sempre perseguitata. Anarchico sensibilissimo alla complessità e alla tragicità della fede e al suo ruolo nella complessità della condizione umana, Pea realizza qui secondo Gobetti «un esempio di sacerdozio e di consolazione poetica e anche nel dramma sempre più cupo fa sospettare una conclusione di luce, un momento di respiro almeno stilistico e melodico».‎

‎Pirandello, Luigi‎

‎Come tu mi vuoi. Tre atti [TIRATURA DI TESTA] [«Maschere nude» 28]‎

‎Edizione originale, tiratura di testa. Esemplare numero 29 dell’«edizione speciale di trenta esemplari impressi su carta a mano Miliani di Fabriano e numerati a macchina dall’uno al trenta». Ottimo, a fogli chiusi. Rarissima tiratura di testa dell’edizione originale.‎

‎Croce, Benedetto‎

‎I teatri di Napoli. Secolo XV-XVIII‎

‎Edizione originale. Leggere fioriture all’ultima carta e alle tavole, nel complesso un ottimo esemplare. Sobria firma d’appartenenza datata 1909 al frontespizio. Rara edizione, in tiratura limitata a 250 esemplari. In questo volume, Croce ha raccolto tutti i suoi precedenti saggi apparsi nell'«Archivio Storico per le Province Napoletane». L'ampia miscellanea (che fu successivamente di molto ridotta e rimaneggiata per l'edizione di Laterza del 1916) raccoglie per la prima volta un'ingente mole di materiale inedito sulla storia e vita teatrale napoletana.‎

‎Capuana, Luigi‎

‎Teatro dialettale siciliano‎

‎Prima edizione. Discreto ex libris a timbro. Raro insieme, particolarmente a trovarsi in brossura e in queste condizioni. Raccoglie la produzione teatrale in dialetto, con una prefazione aneddotica dell’autore: «... io credo che bisogna passare pei teatri dialettali, se si vuole davvero arrivare al teatro nazionale italiano». 3 voll.‎

‎Munari, Bruno e F.T. Marinetti‎

‎Il suggeritore nudo. Simultaneità futurista in undici sintesi [in: «Comoedia. Rassegna mensile del teatro»]‎

‎Prima edizione. «Il suggeritore nudo. Simultaneità futurista in undici sintesi di F.T. Marinetti», edizione illustrata da cinque splendidi disegni composti ad hoc da Bruno Munari. Salaris, Storia, p. 186a; Cammarota, Marinetti, 142‎

‎Marinetti, Filippo Tommaso‎

‎Luci veloci. Dramma futurista in sei sintesi [in: «Comoedia. Rassegna mensile del teatro»]‎

‎«Luci veloci. Dramma futurista in sei sintesi», con riproduzioni della rappresentazione al Teatro di Torino.‎

‎Bontempelli, Massimo‎

‎Teatro di Massimo Bontempelli. 1916-1935 [TIRATURA DI TESTA] [contiene: Valoria; Nembo; Primo spettacolo; Nostra dea; Minnie la candida; Bassano padre geloso; La fame]‎

‎Prima edizione, tiratura di testa. CON DEDICA Esemplare 30 di 50 che compongono la tiratura di testa, intonso e in eccellenti condizioni. Firma autografa di Bontempelli alla prima sguardia e bell’ex libris xilografico di collezione privata. Della tiratura di testa furono tirate complessive 86 copie variamente contrassegnate (I-XII, A-Z e 1-50). Comprende «Valoria», «Nembo» (già editi in rivista), «Primo spettacolo», «Nostra dea», «Minnie la candida», «Bassano padre geloso» e «La fame». Nel testo anche 36 pagine di partiture musicali.‎

‎Saito, Nello‎

‎I cattedratici‎

‎Prima edizione. CON DEDICA Ottimo esemplare, copia di presentazione inviata al critico e filologo Giorgio Petrocchi, «con vecchio, intramontabile affetto N.». Raro. Opera prima teatrale, genere nel quale il neorealista Saito trova un’inaspettata «vena satirica e dissacratoria» (Treccani) incentrata sulle ipocrisie ‘baronesche’ del mondo accademico. Uscì nel gennaio ’69 sul «Dramma» n. 45:4, quindi apre la raffinatissima collana teatrale di Bulzoni.‎

‎Pirandello, Luigi‎

‎La signora Morli una e due. Commedia in tre atti [«Maschere nude» 4]‎

‎Prima edizione. Ottimo esemplare (dorso lievemente angolato e scurito, con principio di fessurazione alle estremità; normale brunitura interna, davvero leggera). La commedia, il cui materiale è tratto dalle novelle «Stefano Giogli» e «La morta e la viva», fu rappresentata per la prima volta al Teatro Argentina di Roma il 12 novembre 1920 dalla compagnia di Emma Gramatica.‎

‎Pirandello, Luigi‎

‎O di uno o di nessuno. Commedia in tre atti. [«Maschere nude» 25]‎

‎Seconda edizione autonoma. Più che buon esemplare. Prima edizione autonoma Mondadori del venticinquesimo «Maschere nude», originariamente pubblicato dal Bemporad nel 1929 (peraltro ultimo volume pirandelliano pubblicato dall’editore fiorentino). Mondadori subentra nella gestione editoriale dell’opera di Pirandello con «Maschere nude» 26 (Lazzaro) nel 1930, ripubblicando contestualmente i titoli già usciti da Bemporad, quasi sempre senza indicazione di data se non il «copyright» lasciato alla data dell’edizione originale (1929 in questo caso). La grafica di copertina di questa edizione fa propendere per una datazione almeno ai tardi anni ’30, mentre la menzione di «Giustino Roncella nato Boggiolo» (edizione rivista del romanzo «Suo marito» del 1911) nel catalogo editoriale ai risvolti fissa come ‘terminus post quem’ l’anno 1941.‎

‎O’Neil, Eugene‎

‎Lazarus Laughed (1925-1926). A Play For An Imaginative Theatre‎

‎Prima ediizone venale («first trade edition»). Ottimo esemplare. Ex libris Leolyn Louise Everett.‎

‎Senesi, Ivo‎

‎La vivente immagine di Ammone Tuta’nkhamòn. Dramma faraonico in un prologo e quattro atti [Tutankhamon]‎

‎Edizione originale. Qualche segno del tempo alla brossura, aletta del piatto superiore parzialmente distaccata, ma bell’esemplare. Edizione illustrata, con numerose e pregevoli xilografie in rosso, nero e oro.‎

‎[Pasolini, Pier Paolo]‎

‎L’Avant-Scène. Cinema n. 97. Pasolini: Oedipe roi et le dossier complet de Théorème‎

‎Edizione originale. Ottimo esemplare. Conserva il «Ciné-poster» n. 7: Maria Callas ritratta in una scena della Medea di Pasolini (piccolo strappetto alla piegatura, senza perdite).‎

‎Sardou Victorien (1831-1908)‎

‎Lettera autografa firmata‎

‎Breve lettera relativa ad un appuntamento.‎

‎Gramatica Emma (1874-1965)‎

‎Breve lettere di ringraziamento.‎

‎L’attrice ringrazia la Società della Barcaccia “per i bellissimi fiori”.‎

‎Gramatica Emma (1874-1965)‎

‎Biglietto da visita dell’attrice con annotazione autografa.‎

‎Biglietto inviato alla Società della Barcaccia.‎

????? : 62.034 (1241 ?)

??? ??? 1 ... 953 954 955 [956] 957 958 959 ... 999 1039 1079 1119 1159 1199 1239 ... 1241 ??? ????