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Vitali Andrea
Sotto un cielo sempre azzurro
ril. La fortuna di Mattia si chiama Zaccaria. È suo nonno. Un tipo alto, magro, con i baffi e un vocione che fa tremare i vetri alle finestre. Da quando è venuto a vivere in casa del nipote, dividendo con lui la camera da letto perché altro posto non c'è, le cose sono cambiate da così a così. Per Mattia la noiosa vita di figlio unico è come se avesse ingranato la quarta e... via nei boschi a imparare i versi degli uccelli e il modo che usano gli alberi per comunicare fra di loro, a cercare castagne o a raccogliere ciliegie arrampicati sui rami. E la sera, aspettando di addormentarsi, il suono della voce del nonno che racconta storie incredibili di luoghi e persone mai sentiti prima. Un paradiso! con un sacco di verde intorno e un cielo sempre azzurro. Una mattina, però, quando si sveglia, Zaccaria non sembra più lo stesso. È serio, nervoso, e non si capisce di cosa stia parlando. La diagnosi del medico non lascia dubbi: non si può più tenerlo lì. E per Mattia il mondo intero sembra crollare di colpo. Possibile che il nonno sia così grave e non si tratti invece di uno dei suoi scherzi? Oppure è entrato in una realtà tutta nuova che si apre solo davanti agli occhi di chi la sa vedere? Con "Sotto un cielo sempre azzurro" Andrea Vitali ci porta nel luogo più intimo della sua fantasia. Ammicca, invitandoci a seguirlo dietro cancelli invisibili ma che cigolano davvero, in quello spazio della nostra mente in cui conserviamo la parte più vitale di noi stessi ma che spesso crediamo non sia più possibile raggiungere, quando invece non sarebbe così difficile scoprire la meraviglia che ci circonda, soprattutto in ciò che chiamiamo follia solo perché abbiamo paura di guardare il vero nascosto in ogni cosa. In appendice al romanzo, il racconto "Sui matti non piove mai".
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Vitali Andrea
Sotto un cielo sempre azzurro
ril. La fortuna di Mattia si chiama Zaccaria. È suo nonno. Un tipo alto, magro, con i baffi e un vocione che fa tremare i vetri alle finestre. Da quando è venuto a vivere in casa del nipote, dividendo con lui la camera da letto perché altro posto non c'è, le cose sono cambiate da così a così. Per Mattia la noiosa vita di figlio unico è come se avesse ingranato la quarta e... via nei boschi a imparare i versi degli uccelli e il modo che usano gli alberi per comunicare fra di loro, a cercare castagne o a raccogliere ciliegie arrampicati sui rami. E la sera, aspettando di addormentarsi, il suono della voce del nonno che racconta storie incredibili di luoghi e persone mai sentiti prima. Un paradiso! con un sacco di verde intorno e un cielo sempre azzurro. Una mattina, però, quando si sveglia, Zaccaria non sembra più lo stesso. È serio, nervoso, e non si capisce di cosa stia parlando. La diagnosi del medico non lascia dubbi: non si può più tenerlo lì. E per Mattia il mondo intero sembra crollare di colpo. Possibile che il nonno sia così grave e non si tratti invece di uno dei suoi scherzi? Oppure è entrato in una realtà tutta nuova che si apre solo davanti agli occhi di chi la sa vedere? Con "Sotto un cielo sempre azzurro" Andrea Vitali ci porta nel luogo più intimo della sua fantasia. Ammicca, invitandoci a seguirlo dietro cancelli invisibili ma che cigolano davvero, in quello spazio della nostra mente in cui conserviamo la parte più vitale di noi stessi ma che spesso crediamo non sia più possibile raggiungere, quando invece non sarebbe così difficile scoprire la meraviglia che ci circonda, soprattutto in ciò che chiamiamo follia solo perché abbiamo paura di guardare il vero nascosto in ogni cosa. In appendice al romanzo, il racconto "Sui matti non piove mai".
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Vitali Andrea
Un amore di zitella
br. Iole Vergara è la zitella del paese. Lavora come dattilografa presso il Comune, abita in un condominio affacciato sul lago e la sera cena con una tazza di caffellatte. È un'esistenza fatta di abitudini, grigia e monotona, se non fosse per le chiacchiere con la collega Iride sulla prostata del segretario comunale, o per i mille pettegolezzi che s'inseguono in paese. Ma persino la timida e solitaria Iole ha un segreto, come scoprirà Iride nel ricevere il regalo di nozze della collega: si chiama Dante, e per qualche tempo al centro dei pettegolezzi ci sarà proprio il misterioso amico della dattilografa comunale.
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Vitali Andrea
Un amore di zitella letto da Andrea Vitali. Audiolibro. 3 CD Audio
brossura Iole Vergara è la zitella del paese. Lavora come dattilografa presso il Comune, abita in un condominio affacciato sul lago e la sera cena con una tazza di caffellatte. È un'esistenza fatta di abitudini, grigia e monotona, se non fosse per le chiacchiere con la collega Iride sulla prostata del segretario comunale, o per i mille pettegolezzi che s'inseguono in paese. Ma persino la timida e solitaria Iole ha un segreto, come scoprirà Iride nel ricevere il regalo di nozze della collega: si chiama Dante, e per qualche tempo al centro dei pettegolezzi ci sarà proprio il misterioso amico della dattilografa comunale.
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Vitali Andrea
Un bel sogno d'amore
br. A Bellano gira voce che presso il cinema della casa del popolo verrà proiettato "Ultimo tango a Parigi". Siamo nel febbraio del 1973, e per i vicoli del paese spazzati dal gelo si scatena una guerra senza frontiere. A combattersi, due fazioni ben distinte: da una parte gli impazienti che fantasticano a briglia sciolta sulle vertiginose scene di nudo che ci si aspetta di vedere sullo schermo; dall'altro, schierati con il parroco, coloro che pretendono di evitare a Bellano una simile depravazione, e snocciolano rosari come se fossero impegnati in una guerra preventiva contro il demonio. I tempi però sono cambiati, e nulla può fermare il "progresso" né, tanto meno, intralciare gli affari di Idolo Geppi, gestore del cinema, che ha provveduto per tempo a maggiorare i prezzi dei biglietti. Ma Idolo non è l'unico ad approfittare dell'occasione. Adelaide, giovane e volitiva operaia del cotonificio, mette con le spalle al muro Alfredo, il fidanzato eternamente indeciso su ogni cosa: o la porterà al cinema o lei ci andrà lo stesso, magari con quel bel fusto di Ernesto, che le ha già messo gli occhi addosso e che a lei non dispiace neanche un po', per quanto sia una testa matta e non ci voglia molto a capire che presto o tardi finirà per mettersi nei guai. Cosa che puntualmente accade di lì a qualche mese, quando Ernesto finisce implicato nel contrabbando di sigarette riuscendo a inguaiare la stessa Adelaide. In "Un bel sogno d'amore", con un pizzico di nostalgia e con grande divertimento, assistiamo alla messa in scena di un paese scosso dalla modernità che si insinua fra le contrade sotto forma di ammiccanti locandine cinematografiche, attraversato da una criminalità ancora romantica e pasticciona che gioca a guardie e ladri con i carabinieri della caserma locale inscenando sgangherate azioni fuorilegge, e animato dalla normalità di chi spera in un amore felice che possa coronare il sogno di una famiglia come si deve.
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Vitali Andrea
Una finestra vistalago. Nuova ediz.
br. Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese sul lago di Como. Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaio tessile del locale cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un Arrigoni Giuseppe a segnare il suo destino, dove brillano l'amore per la bella Elena e la militanza nel PSIUP. Il colpo di fulmine per Elena fa del Bonomi un uomo pericoloso, che sfiora segreti, scopre altarini, esuma scheletri nascosti negli armadi di una provincia che sembra monotona, in quei paesi dove l'omonimia può essere fonte di equivoci ma anche, a volte, il viatico verso la libertà.
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Vitali Andrea
Viva più che mai
br. Il soprannome che hanno dato a Ernesto, «Dubbio», parla da solo. Una certezza, però, ce l'ha persino lui: dai carabinieri è meglio stare alla larga. Perché il Dubbio fa il contrabbandiere e campa traghettando stecche di sigarette dalla Svizzera, magari di notte, con una barchetta a motore. E proprio stanotte, col fianco della barchetta, ha urtato il cadavere di una donna. L'ha tirato a riva ed è andato a chiamare un suo cliente fidato, il medico di Bellano, proprio per evitare i carabinieri. Quando torna alla riva, il cadavere non c'è più. Il medico sospetta che Ernesto si sia sognato tutto: gli capita di avere allucinazioni, fin da ragazzino. Ma il lago non mente, e nasconde segreti inconfessabili... Tra ganassate di paese, coincidenze impensabili e colpi di scena, la matassa da sbrogliare rivela segreti del passato che qualcuno avrebbe preferito restassero tali.
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Vitali Andrea
Zia Antonia sapeva di menta
br. "Aglio, cipolle, rape, ravanelli e porri sono verdure indigeste che non diamo mai agli ospiti della casa!" Suor Speranza ne è sicura: nel minestrone che ha distribuito ai pazienti della Casa di Riposo di Bellano l'aglio non l'ha fatto mettere di sicuro. Allora come mai Ernesto Cervicati, entrando nella stanza di zia Antonia, ha sentito quell'odore, invece dell'aroma inconfondibile e fresco della menta? Ernesto conosce bene il rassicurante profumo delle mentine di cui è golosa la sua anziana parente. Certo meglio di suo fratello Antonio, che della zia non ha mai voluto saperne: gli interessava molto di più Augusta Peretti, una trentacinquenne ossigenata e vogliosa, nonché figlia di salumiere. Ernesto invece aveva accolto zia Antonia in casa sua e l'aveva accudita per tre anni, finché lei, un po' per non gravare troppo sul nipote, un po' per pudore, aveva deciso di trasferirsi all'ospizio. Quel sorprendente odore d'aglio è un piccolo enigma. Forse è l'indizio di qualcosa di più grave. A indagare, oltre a Ernesto e all'energica suor Speranza, si ritrova anche il dottor Fastelli, medico dal carattere gioviale ma di grande sensibilità. Intorno a questo profumato mistero, Andrea Vitali costruisce un romanzo carico di tenerezza, una di quelle storie che, come zia Antonia, ti accarezzano in un fresco abbraccio. Per poi regalarti, alla fine, una sorpresa.
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Vitali Cesare
Il dolce segreto
brossura La vicenda prende l'avvio nel 1938 e narra la storia d'amore, un vero colpo di fulmine, di due adolescenti Simone e Davide, il quale, in seguito alle leggi razziali, deve fuggire con la famiglia in Svizzera. Simone, solo e addolorato, vive le esperienze della seconda guerra mondiale, ma anche la rinascita nel secondo dopoguerra nell'ambiente universitario dopo l'orribile stagione del fascismo. Si trasferisce a Nizza dove assapora l'atmosfera spensierata della Costa azzurra tra viaggi in Provenza e in Camargue. Un grande amore, poi il destino...
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Vitali Ilaria
L'Orientale
br. La prima volta che Rita vede quella barca, nel freddo inanimato di Amsterdam, non ne coglie che il nome, curiosamente uguale al suo eccetto che per una lettera finale. Chi è quell'uomo che la abita, seduto con imperturbabile distacco, e che le avvolge la mente con sapiente nodo come la cima alla banchina? La bellezza perfetta dell'inizio di una nuova vita trascina Rita in Sri Lanka, dove tutto ha la sembianza del sogno e l'illusione della felicità. Ma il destino non tarderà a condurre Rita a fare i conti con i propri demoni e con un realtà che fatica ad afferrare pienamente. L'amore per l'uomo misterioso e l'incontro drammatico con Mina tracceranno nella sua vita un cerchio che si chiuderà dove tutto è iniziato, là dove molti decenni prima, una vecchia barca che porta il suo nome, scivolava sulle acque metalliche di Amsterdam.
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Vitali Massimo
Se son rose
br. Prendete la pancia di un uomo, Roversi. Aggiungete una moglie, un lavoro e novantasei chili di abitudini. Ora siate rudi: togliete la moglie, il lavoro e le abitudini. I novantasei chili, invece, chiudeteli a chiave nel bagno delle donne del cinema Corallo. Deciso a non uscire più, Roversi si troverà a riflettere. In fuga dal suo mondo, sarà il resto del mondo a venirlo a cercare: venditori porta a porta, preti, maniaci, idraulici, travestiti, cani, fotografi, psicanalisti, fabbri, cultori di film western. E donne, naturalmente. Tutti sostano davanti alla porta del bagno delle donne del cinema Corallo. Roversi darà udienza a ognuno di loro, ma non aprirà la porta a nessuno.
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Vitarelli Elia
Coltelli e crisantemi
br. Un pistolero perso in un mondo sconosciuto, un biologo che coltiva fiori nello spazio, un pittore che non crede più nella sua arte. Sono questi alcuni dei protagonisti di Coltelli e Crisantemi, una raccolta di sei racconti volti ad analizzare vari aspetti della natura umana, definendone i contrasti che la dominano. Se in "Coltelli" si punta infatti il dito contro la malvagità e la cupidigia dell'essere umano, in "Crisantemi" l'attenzione si sposta sui suoi lati più delicati e sensibili, come l'amore, l'arte e l'ammirazione dedicata alla bellezza verso ciò che ci circonda. Sei racconti surreali e metaforici che cercano di mettere in luce i chiaroscuri del nostro vivere quotidiano, così come il nostro rapporto con la tecnologia e con una natura oramai distante.
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Viti Luca
Amarene
brossura Arnaut, un inglorioso critico teatrale, grazie a un vecchio libro di uno scienziato del sonno, scopre il modo di vivere i sogni in totale coscienza. Grazie a questo espediente malnato eccolo allora convincersi a capofitto in un baratro di elegante sfrenatezza, dividendosi fra il mondo concreto, sapido di invidia per l'amico Cadamosto e la sua amante Neiva, e intriso di sdegno verso tutto ciò che si dimostra pragmatico, realista o necessario; e un mondo intessuto dal groviglio mutaforma dei suoi sogni, profumato d'amore per quella visione che ha nome Berenice. In un universo doppio, sospeso in tempi e luoghi indefinibili, si recita questo esagerato melodramma, spassionato, sbruffone e pigro, vizioso e infantile, sulla cui ribalta si affanna il solo Arnaut, commiserandosi, districandosi fra l'una e l'altra parte con languida indolenza. Superbamente convinto di poter giostrare a suo piacimento gli eventi, scandagliando le pieghe più oscure di entrambi i mondi e lasciandosi trasportare dal fascino della finzione, egli è consapevole della rovina verso la quale si sta lasciando trascinare, ma, carmagnolescamente, accetta il suo destino, in nome della bellezza del dramma.
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Vitoux Fr'd'ric
Esther Et Le Diplomate
CONTEMPORARY FRENCH FICTION 2026 359 pages 10 8x2 4x17 2cm. 2026. mass_market. 359 pages.
Bookseller reference : 500099123
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Vitoux Frédéric; Di Branco P. (cur.)
Bébert il gatto di Louis-Ferdinand Celine
ill., br. "Un gatto è l'incantesimo stesso, la delicatezza nell'onda..." dichiarava Louis-Ferdinand Céline. E Bébert, grosso ed elegante gatto tigrato dalla straordinaria intelligenza, tanto ingordo e brontolone quanto fedele, non era un gatto ordinario. Abbandonato dal suo primo padrone, l'attore di cinema Le Vigan, dopo lungo vagare in Montmartre, al momento dell'occupazione, viene raccolto da Celine e da sua moglie e condividerà le loro peregrinazioni, le loro avventure, la loro miseria, il loro esilio. Céline ne ha fatto uno degli eroi dei suoi ultimi romanzi - quelle cronache allucinate della Germania sconfitta -, e uno dei gatti più famosi della letteratura francese.
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VITTA (Emile).
Balbutiements nocturnes.
Albert Messein 1944 1 vol. broché plaquette in-8, agrafée, non paginée (16 p.). Seconde édition financée par l'auteur, la totalité de l'originale ayant été détruite dans un bombardement comme l'indique un billet manuscrit rédigé de sa main à en-tête deson ancienne revue de poésie "Le Génie français" (1933-1935). Tirage limité à 390 exemplaires, celui-ci numéroté sur vélin et enrichi d'un bel envoi, d'une lettre et d'un fragment du manuscrit tracé sur le second contreplat. Bon exemplaire, en belle condition.
Bookseller reference : 34768
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VITTA (Emile).
Balbutiements nocturnes.
Albert Messein 1944 1 vol. broché plaquette in-8, agrafée, non paginée (16 p.). Seconde édition financée par l'auteur, la totalité de l'originale ayant été détruite dans un bombardement comme l'indique un billet manuscrit rédigé de sa main à en-tête deson ancienne revue de poésie "Le Génie français" (1933-1935). Tirage limité à 390 exemplaires, celui-ci numéroté sur vélin et enrichi d'un bel envoi, d'une lettre et d'un fragment du manuscrit tracé sur le second contreplat. Bon exemplaire, en belle condition.
Bookseller reference : 34768
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VITTA (Emile).
Poèmes de guerre. Septembre-octobre-novembre 1939.
Paris Albert Messein 1940 1 vol. broché plaquette in-8, brochée, 30 pp. Edition originale enrichie de cet émouvant envoi du poète calligraphié sur deux lignes : "1870 1914 1940 Ma Maman sous mes yeux Trois Fois Crucifiée".
Bookseller reference : 34767
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VITTA (Emile).
Poèmes de guerre. Septembre-octobre-novembre 1939.
Paris Albert Messein 1940 1 vol. broché plaquette in-8, brochée, 30 pp. Edition originale enrichie de cet émouvant envoi du poète calligraphié sur deux lignes : "1870 1914 1940 Ma Maman sous mes yeux Trois Fois Crucifiée".
Bookseller reference : 34767
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VITTORI Jean-Pierre
Eux, les S.T.O.
Broché. 360 pages.
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Vittorini Alessandro; Ferrari Stefano
Verona nel cuore
br. Giorgio e Pietro sono i protagonisti dei tragi-comici avvenimenti del libro. Due personalità differenti, quasi antitetiche, come differenti sono gli stili narrativi dei due co-autori, Alessandro Vittorini e Stefano Ferrari, che a quattro mani hanno descritto le vicende di Giorgio e Pietro. L'intenzione è di far coesistere vicende che scorrono, fino a sfiorarsi, nell'arco di un metaforico weekend di San Valentino, che trova in Verona il suo naturale teatro. Il libro muove dalla necessità di rendere giustizia alla sofferenza patita dai due, funamboli in bilico tra la speranza e la paura dell'assurdo, senza l'ossessione di dover sbrogliare in modo univoco l'intreccio di sentimenti che si viene a creare.
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Vittorini Elio
Gli inverni marini
brossura
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Vittorini Elio
Il garofano rosso
br. Siracusa, anni venti. Alessio Mainardi, liceale inquieto e ribelle, aderisce con entusiasmo alla prima fase antiborghese e rivoluzionaria del fascismo. L'iniziazione alla vita adulta lo porta a sbandare tra la relazione fuggevole e ideale con la studentessa Giovanna, schiva e austera, e il rapporto concreto e sensuale con la misteriosa prostituta Zobeida. Ma anche, infine, a mettere da parte i sogni di ribellione per una vita più ascetica o borghese. Il primo romanzo di Vittorini, censurato negli anni trenta per le tematiche fortemente sensuali e per le implicazioni politiche e pubblicato solo nel 1948, è uno dei racconti di formazione tra i più riusciti della nostra letteratura, il documento più autentico di un'epoca e di una trasformazione cruciale e lo specchio allo stesso tempo realistico e poetico delle nobili e confuse aspirazioni di un'intera generazione.
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Vittorini Elio
Uomini e no
br. Enne 2, un partigiano che vive la Resistenza a Milano nel 1944, è tormentato dall'amore impossibile per una donna sposata, Berta. Disperazione sociale ed esistenziale lo spingeranno a un'ultima, suicida impresa di guerra. Composto durante la Resistenza, nel momento, cioè, dell'intensa partecipazione di Vittorini alla lotta antifascista, "Uomini e no" riflette l'insanabile rapporto tra umanità e violenza, uomini e sedicenti tali: a sottolinearlo, alcuni brevi capitoli di riflessione nei quali l'autore affronta la stessa situazione da punti di vista diversi, imponendo all'attenzione del lettore le molteplici realtà in cui l'uomo è condannato a vivere.
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Vittorini Elio; Lupo G. (cur.)
Tre storie. La mia guerra. Erica e i suoi fratelli. La garibaldina
br. "Erica e i suoi fratelli", iniziato da Vittorini tra il gennaio e il luglio 1936, fu abbandonato dallo scrittore allo scoppio della Guerra civile spagnola ("Quell'evento mi rese d'un tratto indifferente alla storia su cui avevo lavorato per sei mesi di fila"). Uscito solo in parte in rivista nel 1939, perduto durante la Seconda Guerra Mondiale e ritrovato nel 1953 dal figlio, finalmente fu pubblicato nel 1956 per Bompiani. Metà romanzo di denuncia sociale metà favola, forte di una prosa elegantissima, è un libro crudo di emozioni e pensieri sull'eterno tema della tensione tra mondo dei bambini e mondo degli adulti. Il volume contiene anche il racconto lungo "La garibaldina", sorta di vagabondaggio siciliano uscito in rivista tra il 1949 e il 1950, e "La mia guerra" pubblicato nel 1931, in "Piccola Borghesia".
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VITTORIO LUGLI
GALLERIE MONTAIGNE
VITTORIO LUGLI GALLERIE MONTAIGNE. , EDITORE GREGORIANA 1935, Copertina: con gore, ingiallita, sporca lievemente. Dorso: scolorito, sporco, usurato con mancanze in testa. Taglio: ingiallito, irregolare in modo lieve. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Margini delle pagine: ingialliti Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
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Vitttorini E. (cur.)
Americana
ill., br. Pubblicato nel 1941 a cura di Elio Vittorini, "Americana" è una scelta antologica di quella narrativa allora quasi del tutto sconosciuta in Italia. Erano gli anni in cui la letteratura statunitense veniva scoperta e proponeva agli scrittori più giovani un nuovo modello. "Americana" ne fu la più audace e documentata testimonianza. Nacque un mito, una leggenda, un classico che raccoglieva i brani dei più famosi e significativi autori americani, da Poe a Hawthorne, London, Steinbeck e altri ancora, tutti tradotti da alcuni fra i maggiori scrittori italiani. La lingua è semplice e sciolta, duttile nel misurarsi con lo slang americano, con la prosa scarna di Hemingway, con le parole cariche di significati simbolici di Melville. Fu grazie all'introduzione di Emilio Cecchi (pubblicata qui in appendice) che il libro potè essere ristampato dopo il primo sequestro ad opera della censura fascista. Le introduzioni di Vittorini alle sezioni, proibite a suo tempo dal regime, costituiscono un affascinante interpretazione dello sviluppo letterario americano. Questa edizione ripropone le immagini e le didascalie originali, scelte dallo stesso Vittorini per illustrare la prima, storica edizione del volume. Introduzione di Carlo Gorlier e Giuseppe Zaccaria.
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Vivanco Jorge
Confessioni di un clochard
brossura I mendicanti della città di Quito sono scomparsi. È successo tutto in una notte, all'improvviso. La loro scomparsa ha liberato le strade della capitale ecuadoregna dai loro corpi malconci, dalle loro luride vesti e dalle loro implorazioni di carità. Dopo una retata della polizia sono stati tutti rinchiusi in piccolo commissariato. Ma nessuno può rinchiudere o cancellare le loro storie, i loro odori, il passato di questo popolo cencioso ed invisibile che reclama solo cibo e libertà, chiedendosi a gran voce «se siamo o non siamo necessari?». Nelle notti di detenzione il gruppo di straccioni, guidato dalla vecchia Gertrudis Tadeo, inizia a liberarsi. A raccontarsi, a condividere come una ballata collettiva le loro storie, i loro segreti più intimi, i loro destini più crudeli. Ed il potere delle parole diventa strumento di salvezza, di redenzione. Un libro duro, scomodo, rabbioso, come le vite dei mendicanti che si intrecciano, che provano a restituire brandelli di dignità perduta e ad infastidire il senso di carità che ciascuno di noi è convinto di possedere.
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Vivanti Annie
Naja tripudians. Nuova ediz.
ril. Il dottor Francis Harding, specialista di malattie tropicali, vive con le figlie in una isolata casetta bianca, "Rose Cottage". Le sorelle crescono "in serena innocenza, candide, mansuete e semplici": "Myosotis bionda, Leslie biondissima, vagavano fantastiche e sognanti in un mondo d'azzurre irrealità". Pubblicato nel 1920, Naja Tripudians è un romanzo dai toni forti sulla perdita dell'innocenza. Il titolo deriva dal nome del cobra asiatico, metafora della "mostruosa serpe bianca" che ammalia le protagoniste: ancora troppo giovani, scopriranno le "naie sociali" delle grandi città, "di cui è tripudio il contaminare e corrompere ciò che ancora di candido, di sano e di sacro è nel mondo".
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Vivanti Annie; Caporossi C. (cur.)
I divoratori
br. I divoratori sono i giovani geni destinati a consumare, generazione dopo generazione, chi è loro più vicino e più li ama. Con questo libro, il suo riconosciuto capolavoro, pubblicato prima in inglese e poi riscritto in italiano nel 1911, Annie Vivanti, singolare figura di scrittrice e protagonista della vita pubblica letteraria, fortemente di genere, circondata dalla fama e seguita dai pettegolezzi, riconquistò, dopo un ventennio, il mercato librario italiano, per non lasciarlo più fino alla morte. È una saga al femminile di impronta nettamente autobiografica: si succedono figure di figlie, geniali, a loro volta madri, che divorano spiritualmente, sacrificando a sé chi diede loro la vita: Nancy, la poetessa, poi la figlia Anne-Marie, enfant prodige del violino, e infine il figlio di questa nel quale anche la musicista si annulla per produrre nuovo genio. Ciò che colpisce di questa scrittrice, è la suggestiva capacità di trascinare il lettore in ambienti che nascondono il loro sapiente esotismo, la loro dosata miscela di dramma e commedia avventurosa lievemente inebriante, nel vissuto dell'autobiografia. Finzioni e cose viste realmente, difficilmente distinguibili, confuse dal brillante profilo di una donna abilissima a fare di se stessa una narratrice e insieme anche un personaggio: "il" personaggio.
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Vivian Camilla
Mio figlio in rosa. "Ti senti maschio o femmina?" "Io mi sento io"
br. Camilla ha 46 anni, vive con tre figli dai 14 agli 8 anni e un cane. La sua è una famiglia "normale", con la particolarità che Federico, il secondogenito, biologicamente maschio, fin da quando ha un anno e mezzo ha manifestato il desiderio e l'esigenza di essere (anche) una bambina: vuole indossare gonne e abiti rosa e sbrilluccichini, preferisce la compagnia di amiche femmine, nei giochi si identifica con le fatine e non con Spider-Man. E Camilla ha deciso di non ostacolarlo, di mettersi in ascolto, di assecondarlo. Perché così Federico è più felice. Ha iniziato a documentarsi, a leggere, a trovare in Internet delle storie simili alla sua. Ha scoperto che esiste la disforia di genere, ed esistono i bambini transgender, quelli gender fluid, quelli gender smoothie, i non binari, e altri ancora. Esistono insomma molte strade in cui si incanalano gli sviluppi atipia dell'identità di genere, e Federico percorre la sua. Con determinazione e delicatezza, e una buona dose di ironia, Camilla racconta la storia di Federico, 9 anni, bambino sereno e consapevole, con i capelli lunghi e lo smalto rosa. Racconta la quotidianità della sua famiglia, con la scuola e la piscina, la spesa dal salumiere, le festicciole di compleanno, le pressioni del contesto sociale. Racconta i propri dubbi e timori, il suo continuo interrogarsi e cercare di comprendere. È tutto alquanto complicato, ma di una cosa Camilla è certa: non è la persona non conforme che deve adeguarsi, non sono i genitori a dovere 'accordare' il figlio per proteggerlo, ma sono gli altri che devono imparare a conoscere, capire e accogliere.
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Viviani Costantino
Il guardia
br. Dal ricordo di una Toscana del secondo Novecento, rurale e agricola, nascono questi brevi racconti: storie di violenza, povertà, rabbia, ma anche di amori, affetti profondi, piccoli gesti di umile solidarietà. Protagonisti i "toscanacci", come li definisce l'autore con bonaria ironia, uomini di caccia e campi, operai, ma anche e soprattutto bambini e donne: madri, giovani figlie, amanti. Di tutto si percepisce il suono, la voce, la sfumatura di colore, l'odore. È proprio questo che contraddistingue l'autore: una scrittura che sollecita i sensi, rende veri i suoi personaggi e dà vita a un mondo che oggi spesso ci appare distante, con le sue tradizioni e valori, ma anche pregiudizi e contraddizioni.
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Viviani Quirico; Viola C. (cur.)
Gli ospiti di Resia. Romanzetto epistolare (1827)
brossura Con la riproposta di questo "romanzetto" epistolare di Quirico Viviani, un onesto poligrafo trevigiano attivo in Friuli tra i due secoli l'un contro l'altro armati, il Centro di Ricerca sugli Epistolari del Settecento (C.R.E.S.) battezza la sua terza collana editoriale, i "Ritorni". La nuova serie è destinata ad accogliere edizioni anastatiche o facsimilari di testi inquadrabili nell'alveo della cosiddetta epistolografia 'fittizia', ossia in quell'universo multiforme che di recente il Centro ha inteso esplorare in un apposito convegno internazionale e si tratterà, beninteso, di opere che siano divenute, nel frattempo, difficilmente reperibili o di cui non esistano riedizioni successive alla prima o, anche esistendo, abbiano avuto ridotta circolazione e non siano più in commercio, come nel caso di questa prima uscita (ma non si escludono a priori, se verranno, edizioni storicamente rilevanti di lettere 'private').
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Viziinós Gheórghios; Zimbone A. (cur.)
L'unico viaggio della sua vita e altre storie
br. Tre racconti brevi, pubblicati fra il 1883 ed il 1884, caratterizzati dall'approfondimento psicologico dei personaggi e dal fascino orientale; essi sono in realtà piccoli drammi soffusi di mistero e attraversati dalle torbide contraddizioni in cui si dibatte la mente umana. Particolarmente attuale è il messaggio di solidarietà trasmesso da questi racconti nei quali lo scrittore ritrae con vivacità e sentimento l'ambiente del suo paese natale (la Tracia di fine '800 dominata dall'Impero ottomano ormai in decadenza) e dove l'elemento greco convive con il turco in un inusuale rapporto di profonda umanità.
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Vizza Pierluigi
Tutti i mi manchi non scritti
brossura
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Vladislavic Ivan; Goldblatt David
Doppia negazione. Ediz. illustrata
ill., br. "Doppia negazione" è un'esplorazione acuta e delicata sul valore testimoniale delle immagini e sulla loro capacità di incantare. Saul Auerbach, fotografo affermato, presenta al giovane Neville Lister il valore e la complessità della fotografia: "Se cerco di immaginare la vita che si svolge in tutte queste case, i drammi domestici, le saghe familiari, mi sembra impossibile, troppo complicato. Come fai a dare conto di tutti quei particolari? Non è possibile in un romanzo, figurati in una fotografia". Sullo sfondo di una Johannesburg in pieno cambiamento, dal regime dell'apartheid alla difficile, contraddittoria contemporaneità, "Doppia negazione" ci immerge nella recente storia del Sud Africa e dimostra quale sia la difficoltà, e l'importanza, di raccontare questo paese. Con la precisione che contraddistingue la sua prosa limpida, Vladislavic offre una riflessione illuminante sul nostro modo di vedere e registrare ciò che ci circonda, su come e cosa ricordiamo o decidiamo di ricordare, e sulla straordinaria e troppo spesso dimenticata arte di perdersi. Il volume è completato da una serie di celebri fotografie di David Goldblatt su Johannesburg.
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VLAMINCK, Maurice de
Pour une peinture lisible, vivante humaine
Paris René Debresse 0 In-12 Agrafé Edition originale
Bookseller reference : 003847
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VLASSOV (Andrej Andreievitch).
Les Confidences du général Vlasov, félon soviétique. J'ai choisi la potence.
Paris, Éditions Univers, 1947 in-12, 251 pp., [2] ff. n. ch., broché.
Bookseller reference : 232342
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Vlautin Willy
Io sarò qualcuno
br. Horace Hopper è un giovane e mite mezzo-indiano e mezzo-irlandese, con il sogno di diventare qualcuno. Ha trascorso la maggior parte della vita nel ranch dei suoi tutori, i Reese, lontano dalla civiltà, radunando pecore nelle montagne solitarie. I Reese lo trattano come un figlio, ma Horace non riesce a liberarsi dalla vergogna di essere stato abbandonato dai suoi veri genitori. Decide così di lasciare la sola casa in cui si sia sentito amato proprio quando c'è più bisogno di lui, per mettersi alla prova e diventare ciò che ha sempre sognato: un pugile professionista. Dalle tranquille montagne del Nevada all'arsura spietata di Tucson, dalla brutalità iniettata di sudore dei ring messicani fino alle squallide strade di Las Vegas, l'ingenuità e l'impazienza di Horace lo metteranno più di una volta in pericolo, fino a quando imparerà che non si può cambiare se stessi, né sfuggire al proprio destino.
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Vlautin Willy
La notte arriva sempre
br. Lynette ha poco tempo per non cedere alla sconfitta. Ad appena trent'anni, è già esausta. Eppure il suo sogno è modesto: comprare la casa in cui vive con la madre e il fratello e procurare loro quella sicurezza che non hanno mai avuto. Nella sua città, una Portland sempre più alla moda, i prezzi delle abitazioni in pochi anni sono più che raddoppiati, le case popolari sono state convertite in condomini prestigiosi, i negozi a gestione familiare rimpiazzati da boutique di lusso. È l'illusione del sogno americano: benessere per tutti. Ma c'è un prezzo da pagare, ed è un prezzo che non tutti possono permettersi. A Lynette sono serviti una miriade di lavori e l'aiuto della madre per poter trovare i soldi necessari all'acquisto. E quando la madre le nega i soldi promessi, è costretta a spingersi oltre i propri limiti per ottenere il denaro di cui ha bisogno. Ambientato nell'arco di due giorni e due notti, "La notte arriva sempre" segue la frenetica odissea di Lynette, una spirale di impotenza e speranza che la porta ad affrontare avidi riccastri e ambigui trafficanti, in una città nel pieno di un boom economico che la sta trasformando radicalmente. Mentre cresce l'angoscia e le sue richieste di aiuto rimangono inascoltate, Lynette fa una scelta pericolosa. Nel tentativo di salvare il futuro della famiglia, è costretta a immergersi nelle zone più oscure del proprio passato e a confrontarsi con la vera realtà della sua vita.
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Vlautin Willy
Motel life
br. Due fratelli in viaggio lungo le strade del Nevada, tra città in rovina e anime in pena, cercano rifugio in desolati motel che sono insieme simbolo di deriva esistenziale e di conforto dal peso di sentirsi costantemente in trappola. Frank, narratore nato, e Jerry Lee, un talento per il disegno, hanno un'inclinazione naturale per le decisioni sbagliate, e scappano dopo il mortale incidente automobilistico causato da Jerry Lee. È una fuga in cerca di redenzione, segnata dal senso di colpa quanto dal desiderio di libertà, riscatto, comprensione. Con la loro storia, Willy Vlautin si fa portavoce degli emarginati, dei feriti, degli uomini soli, nobilitando i personaggi più umili con il suo sguardo compassionevole e la sua scrittura "piena di tenerezza, verità e vita" (Guillermo Arriaga). Dal romanzo è stato tratto il film The Motel Life (2012), diretto dai fratelli Alan e Gabe Polsky, con protagonisti Emile Hirsch e Stephen Dorff.
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Vlämische Märchen
Herausgegeben von Georg Goyert
Jena, Diederichs, 1925. Mit 5 Tafeln. 79 S. Illustrierter Or.-Pp.; Gelenke unauffällig repariert. (Deutsche Volkheit). [2 Warenabbildungen]
Bookseller reference : 204944
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VOCE D'AFRICA E D'ORIENTE
1945/11.12
(italiani in Africa)[VOCE D'AFRICA E D'ORIENTE.] Mensile. Anno I, N.2-3, novembre-dicembre 1945. In folio, 12 pp illustrate. [Euro 10,00]
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Voci Pietro; Seracini A. (cur.)
Il tempo dei giorni dorati
ill., ril. Un libro sui personaggi di Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, un paesino calabrese di notevole interesse, visto dallo scrittore.
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Vodosek, Peter und Joachim-Felix Leonhard (Hrsgg.)
Die Entwicklung des Bibliothekswesens in Deutschland 1945 - 1965. Herausgegeben von Peter Vodosek und Joachim-Felix Leonhard. (= Wolfenbütteler Schriften zur Geschichte des Buchwesens, Band 19). hrsg. von Peter Vodosek und Joachim-Felix Leonhard
Wiesbaden: Harrassowitz Verlag 1993. 500 Seiten. Gr. 8° (22,5 -25 cm). Orig.-Pappband. [Hardcover / fest gebunden].
Bookseller reference : 71646
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Vogel David
Davanti al mare
br. Anni '30: in un villaggio di pescatori della Costa Azzurra arriva dall'Austria una coppia di giovani sposi: belli, spensierati, si abbandonano volentieri al clima dolce della riviera, entrando in relazione con gli abitanti del luogo e con altri turisti. Senza mai rinunciare del tutto ad un loro senso di superiorità ironica e di distacco rispetto al nuovo mondo che li circonda, se ne sentono tuttavia pian piano risucchiare, come se la sensualità del posto si insinuasse lentamente nei loro corpi e nei loro sogni, fino all'imprevedibile esito finale. Ma non si deve pensare a un aspetto 'morale' della narrazione: a Vogel non interessa affatto giudicare i suoi protagonisti, censurarne una certa leggerezza o liberalità di costumi. Quello che è straordinario in questo breve romanzo è semmai proprio l'opposto, l'osservazione quasi distaccata di come piccoli e a prima vista insignificanti particolari arrivino ad incidere sul destino delle persone; e solo allora queste potranno rendersi conto dell'enorme, spaventoso vuoto che le contraddistingue e che non attende che di essere colmato, in un modo o nell'altro. Come scrive Alessandro Guetta nella postfazione al volume: "La piccola pensione della riviera è un laboratorio delle passioni in cui la soluzione è distillata lentamente, quasi inavvertitamente".
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Vogel David
La cascata
br. Forse niente più di una malattia lenta e avvolgente può provocare una prorompente voglia di vita, un desiderio di 'normalità' e insieme di evasione che spezzi l'angusta cornice di giornate tutte spese all'interno di un sanatorio. Per questo il sanatorio non è soltanto il luogo cupo della malattia e della cura, è anche una sorta di microcosmo esemplare, come possiamo vedere in questo breve romanzo di David Vogel del 1925, che non a caso segue a un solo anno di distanza il capolavoro di Thomas Mann "La montagna incantata". Se apparentemente siamo molto lontani dal paesaggio idilliaco della Costa Azzurra che ambientava "Davanti al mare" - l'altro romanzo breve di Vogel pubblicato in questa stessa collana - in realtà ritroviamo anche ne ha cascata la forza e la suggestione della natura, ingigantite anzi perché sembrano rappresentare il polo opposto della vita costretta del sanatorio, come se i maestosi scenari alpini che lo circondano non potessero che incombere sul destino dei suoi ospiti. E quello che accade al protagonista Irme Ornik, la cui principale occupazione, e preoccupazione, è di guarire al più presto e andarsene: si prova la temperatura ogni due ore, è terrorizzato dal vento gelido che spira dalle cime del monte Mendel... Ma il destino ha in serbo per lui qualcosa di diverso, qualcosa di imprevisto e di imprevedibile.
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Vogel David
Romanzo viennese
br. Michael Rost giunge a Vienna con l'audacia dei suoi diciotto anni, senza un soldo ma ben determinato a conquistare la capitale dell'impero e a godere delle opportunità che essa offre al tramonto del suo splendore. Frequenta senza scrupoli chiunque capiti per la sua strada: prostitute, rivoluzionari, ufficiali, disgraziati e ricconi; uno di questi, Peter Dean, lo prende sotto la sua protezione permettendo al giovane di affittare una stanza nella casa di un'agiata famiglia borghese. In poco tempo, Rost sedurrà Gertrud, la moglie del padrone di casa, per poi corteggiarne la figlia sedicenne, senza timori per le scandalose conseguenze che un simile triangolo amoroso potrebbe comportare. Nella impossibilità di porre un freno alle proprie passioni, Rost conduce un'esistenza disordinata, costellata di colpi di fortuna e momenti di euforia ma anche di solitudine, vagabondaggi e immancabili sconfitte. Lo ritroveremo, alla fine del romanzo, a Parigi, ancora spregiudicato, ancora senza una fissa dimora, ma ormai consapevole di dover tirare le somme della propria vita. In questo sorprendente romanzo erotico, ritrovato miracolosamente tra le sue carte, Vogel tratteggia una Vienna in cui i molteplici fermenti che la animano non si coagulano in alcuna progettualità e dipinge lucidamente un'umanità priva di punti di riferimento, rappresentazione di un'Europa che sta scivolando verso una irreparabile disgregazione.
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Vogel David
Vita coniugale
brossura Una meticolosa ricognizione romanzesca di quella vasta terra dove i rapporti amorosi si fondano sulla tortura non meno che sul piacere.
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VOGEL Herbert
Der Reichb?rger. Grundlagen nationalpolitischer Erziehung.
Broch?. 80 pages.
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