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Capretti Luciana
La «Jihad» delle donne. Il femminismo islamico nel mondo occidentale
br. E se venisse proprio dal mondo musulmano la spinta a superare le secolari discriminazioni nei confronti delle donne? E di conseguenza il mondo occidentale fosse costretto a rivedere le proprie posizioni critiche nei confronti dell'Islam? Una parte del mondo femminile musulmano in Occidente è protagonista di una sfida ai pregiudizi religiosi e culturali. Donne che guidano la preghiera, imamah, teologhe, storiche, attiviste che combattono la loro personale jihad, la battaglia per il riconoscimento di eguaglianza, giustizia e parità fra uomo e donna, in un mondo in transizione fra tradizione e posizioni progressiste più in sintonia con la loro vita in Occidente. L'autrice, attraverso una serie di incontri con le protagoniste, e di considerazioni storiche e teologiche, ci accompagna alla scoperta dell'Islam femminista fra America e Europa.
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Vigna Bepi
Fumetti nel Medio Oriente arabo
brossura Storicamente, nei paesi mediorientali, una delle forme pittoriche maggiormente diffuse è stata l'illustrazione dei manoscritti. Le miniature più antiche e ricche giunte fino a noi sono quelle che accompagnano la traduzione araba dei testi scientifici greci. Con l'avvento dell'Islam, nel VII secolo, la pittura figurativa si sviluppa in parallelo con l'arte della calligrafia. Grazie al suo carattere particolare, l'alfabeto arabo si presta benissimo a un uso decorativo. Scrittura e pittura, inoltre, sono considerati due aspetti della stessa forma espressiva, dato che il calligrafo e il pittore usano il calamo nella stessa maniera. Non corrisponde del tutto al vero l'idea che, nel mondo musulmano, la rappresentazione della figura vivente sarebbe proibita o quantomeno tollerata solo fra i musulmani sciiti. In realtà, la proibizione della raffigurazione dovrebbe riguardare solamente l'immagine di Dio, che è considerato irrappresentabile (un'idea questa, radicata nel monoteismo abramico che si oppone direttamente al politeismo idolatra).
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Massignon Louis
Il soffio dell'Islam. La mistica araba e la letteratura occidentale
brossura Formatosi nella Parigi di Huysmans, di Maritain, di Charles de Foucauld e di Claudel, è in Nord Africa e nel Vicino Oriente, dove giovanissimo realizzò le sue prime missioni geografiche e archeologiche, che Louis Massignon, uno dei maggiori orientalisti del secolo scorso, fece l'incontro decisivo con la parola araba e la spiritualità musulmana. A partire da queste esperienze il rapporto tra il mondo occidentale e quello musulmano verrà da lui interamente ripensato ponendo al centro di tutto l'itinerario mistico. Ma cogliere il destino comune della spiritualità islamica, ebraica e cristiana, implicava un cammino diverso da quello, per esempio, del sacerdote spagnolo Asín Palacios: si trattava anzitutto di apprezzare l'assoluta differenza di ciascuna storia, di distinguere la genesi spirituale dei simboli dell'islam e del cristianesimo, ma anche di cogliere le differenze fra l'ispirazione poetica e l'esperienza mistica, tra la filosofia e il misticismo. Ovvero, distinguere Dante da Ibn 'Arabi. Dai saggi raccolti in questo volume che esaminano i rapporti e le differenze fra mistica e poesia nell'islam e nel cristianesimo, emerge come per Massignon sia indispensabile riconoscere l'unicità delle diverse storie umane, individuali e collettive. Soltanto praticando questo discernimento spirituale, secondo il grande islamista, si può incontrare veramente l'Altro. E tale modo di conoscenza si scioglie, appunto, nell'esperienza mistica.
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Guidetti Massimo
Milano e l'Islam. Conoscenza e immagine di arabi e turchi tra primo '800 e primo '900
ill., br. Il rapporto tra Milano, l'Islam e le sue popolazioni è una pagina di storia rimasta finora inesplorata. L'apertura della città ai grandi temi dell'illuminismo europeo, poi il suo progressivo coinvolgimento nelle vicende mediterranee con il Risorgimento e la politica coloniale del giovane Regno d'Italia, ebbero l'inevitabile conseguenza di metterla in contatto con i molteplici mondi dell'Islam, in precedenza qui poco o nulla conosciuti. Nel corso del libro, attraverso gli occhi di studiosi, viaggiatori, esuli, esploratori, artisti e pellegrini, ritroviamo l'Islam che essi si rappresentarono, che raffigurarono nei loro libri, nelle scenografie e nella pittura, che apprezzarono negli oggetti delle loro collezioni e vollero imitare nella decorazione e nell'architettura, che presentarono all'opinione pubblica sulla stampa e nelle grandi esposizioni. Non ne venne un'immagine coerente, come uno stile della città nel rapporto con questi mondi, piuttosto una molteplicità di giudizi, spesso tra loro contraddittori. Prevalsero le descrizioni distaccate, prive di coinvolgimento, cariche di pregiudizio, qualche volta potentemente negative; vi furono tuttavia anche donne e uomini capaci di andare oltre il muro dell'estraneità e costruire con le realtà incontrate un rapporto di reciproco scambio, ricco di possibili sviluppi. La doppia eredità di quel lungo Ottocento è ancora attiva nell'opinione pubblica e nelle istituzioni.
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Bausani Alessandro; Pistoso M. (cur.)
Il pazzo sacro nell'Islam
brossura
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Mirkhond
La Bibbia vista dall'Islam
brossura
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Delaporte Henry
Vita di Maometto
brossura
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Ibn Arabi
Epistola dell'albero e dei quattro uccelli
brossura
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D'Ancona Alessandro
La leggenda di Maometto in Occidente
brossura
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Benini Michele; De Piccoli Elena; Kazmi Wajahat Abbas
Allah loves equality. Si può essere gay e musulmani?
br. Il coraggio di un ragazzo che ha sfidato i pregiudizi diventando un caso internazionale.
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Massignon Louis; Canciani D. (cur.)
L'ospitalità di Abramo. All'origine di ebraismo, cristianesimo e islam
brossura
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Nasr Seyyed Hossein
L'Islam tradizionale nel mondo moderno
brossura
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Ansari Hamid; Aiello G. (cur.)
Il racconto del risveglio. Una biografia politica e spirituale dell'imam Khomeini
ril.
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Warrick Joby
Bandiere nere. La nascita dell'Isis
ill., ril. Quando, nel 1999, il Governo della Giordania concesse l'amnistia a un gruppo di prigionieri politici detenuti in un carcere di massima sicurezza in mezzo al deserto, non aveva la minima idea che tra di essi ci fosse anche Abu Musab al-Zarqawi, un terrorista capace di diventare in pochi anni l'architetto del movimento più pericoloso del Medio Oriente prima, e del mondo intero poi. "Bandiere nere" di Joby Warrick mostra come la determinazione di un solo uomo e gli errori strategici dei presidenti americani George Bush e Barack Obama abbiano permesso che le bandiere dell'ISIS si issassero sull'Iraq e la Siria, prima di spargere sangue in tutto il mondo. Sulla base di informazioni ad altri inaccessibili, ottenute sia da fonti giordane che della CIA, Warrick tesse una dettagliata cronaca - attimo dopo attimo, fatto dopo fatto - della nascita e crescita di un mostro che ha adepti in tutto il mondo, e che sta colpendo tanto l'Europa e gli Stati Uniti, quanto l'area mediorientale e oltre. Una storia raccontata dal punto di vista di spie, diplomatici, agenti dei servizi segreti, generali e capi di stato, molti dei quali compresero in anticipo la minaccia, ne intravidero la maggiore pericolosità rispetto a quella di al-Qaida, cercarono di arrestarne in tempo la violenza, ma non vennero ascoltati. "Bandiere nere" rivela il lungo arco di vicende che ha portato alla costituzione della trama terroristica più pericolosa che l'Occidente abbia mai conosciuto.
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Muray Philippe
Cari jihadisti...
br. "L'indomani dell'attacco alle Twin Towers, Philippe Muray scrive una lettera di consolazione ai terroristi delusi dalla rapidità con cui la vita in Occidente ha ripreso il suo corso. La loro azione sembra aver sortito l'effetto contrario e il nostro regno profilattico, eugenista e igienista è più in forma che mai. Ma i jihadisti non disperino perché della loro guerra ce ne occupiamo noi, e sapremo portare a termine la mirabolante impresa di smantellamento su cui lavoriamo già da qualche decennio. Il progetto è ambizioso, ma le sfide non ci hanno mai fatto paura e con i nostri sorrisi smaglianti faremo trionfare l'impero del bene, annullandoci nell'eterno presente della nostra innocenza, della nostra gioia, della nostra felicità". (Francesca Lorandini, Olivier Maillart)
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Commento alla Lettera dell'Imam Khamenei ai giovani in Occidente. Lettura per giovani che non vogliono più essere ingannati
br.
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Khomeynî Rûhollâh
La fiaccola della guida alla luogotenenza e all'intimità divine-Misbah ul-Hidayah ila'l-Khilafah wa'l-Wilayah
ril.
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Quaderni della Sapienza. Vol. 4
ril.
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Quaderni della Sapienza. Vol. 5
ril.
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Sbai Souad
I Fratelli Musulmani e la conquista dell'Occidente. «Da Istanbul a Doha, la linea rossa del Jihad»
br. Il passo con cui l'estremismo organizzato attraversa il mondo è quasi impercettibile. L'analisi di Souad Sbai, giornalista e scrittrice che dopo "Isis, dietro il palcoscenico dell'orrore" torna a parlare di radicalismo e di infiltrazioni jihadiste, parte dal ritrovamento di un documento di straordinaria importanza ritrovato nel 2001 nella dimora svizzera di colui che da sempre è considerato una sorta di ministro degli esteri della Fratellanza Musulmana, e che racconta come stava evolvendo il progetto dei Fratelli Musulmani: "La conquista dell'Occidente". Occhi e orecchie da cronista, l'autrice si addentra sulla linea rossa del jihad, che porta da Istanbul a Doha, andando a toccare con mano finanziamenti occulti e relazioni pericolose fra Qatar e Turchia e i movimenti jihadisti in Siria e Iraq e in Occidente. Esplora la geografia attuale dell'estremismo, il passaggio a Oriente, il rinnovato ruolo dell'Egitto fra sunniti e sciiti, le tecniche di de-radicalizzazione destinate a spezzare il filo del proselitismo. E poi i segni capaci di svelare che l'Oceano Atlantico non è più una barriera insormontabile per certe idee e che l'America, cinquecento anni dopo Colombo (oggi dileggiato e spazzato via dal pensiero buonista), torna a essere terra di conquista: non per navigatori e esploratori, ma per proselitisti di jihad. Prefazione di Gianandrea Gaiani
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Cavina Marco
Maometto papa e imperatore
ril. La caduta di Costantinopoli nel 1453 apparve ai contemporanei come un evento epocale. Mentre gli eserciti turchi sembravano ormai destinati a conquistare Roma e a instaurare un nuovo impero islamico, in tutta l'Europa dilagò un clima di terrore in cui presero a diffondersi profezie che annunciavano conseguenze terribili e perfino la fine del mondo. Con la conquista della capitale imperiale, il sultano Maometto II poteva, a buon diritto, sostenere di essere l'erede del titolo di imperatore romano, e perciò l'unico candidato a ricostituire l'antico impero. Questa volta sotto il segno dell'islam. A nulla valse la lettera di papa Pio II, in cui gli prometteva il titolo e le terre dell'impero romano d'Oriente, a patto che si battezzasse e abbracciasse il cristianesimo. Ciò non impedì, tuttavia, la circolazione della leggenda secondo la quale Maometto il profeta sarebbe stato non solo cristiano, ma papa in pectore. Segno di quanto forte fosse il desiderio di porre fine alle violenze e realizzare un dialogo interreligioso fra cristianesimo e islam.
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Aydin Cemil
L'idea di mondo musulmano. Una storia intellettuale globale
br. Quando l'allora presidente americano Barack Obama si recò in visita al Cairo nel 2009, nel pronunciare un discorso rivolto ai musulmani di tutto il mondo replicò un errore compiuto da un'infinità di politici prima di lui: dare per scontata l'esistenza di un'unica comunità musulmana globale. Tuttavia, come Cemil Aydin dimostra in quest'originale ricostruzione, ritenere che un miliardo e mezzo di musulmani costituisca un'unica entità politico-religiosa comporta un grave fraintendimento storico. Come nacque questa convinzione e perché è così diffusa? "L'idea di mondo musulmano" individua le origini intellettuali di una nozione errata e ne spiega la persistente fascinazione esercitata sia sui musulmani sia sui non musulmani. Concepita come antitesi alla civiltà cristiana occidentale, l'idea di mondo musulmano comparve verso la fine del XIX secolo, allorché gli imperi europei dominavano su gran parte di quelle popolazioni. Fin dall'inizio alla sua base vi furono le teorie della supremazia bianca, ma gli stessi musulmani contribuirono alla sua definizione. Aydin evidenzia il ruolo giocato dagli intellettuali musulmani nell'immaginare e delineare una società panislamica idealizzata, che confutasse le tesi dell'inferiorità razziale e di civiltà rispetto all'Occidente. Dopo aver svolto un ruolo fondamentale nella politica del Califfato ottomano, questa concezione sopravvisse alla decolonizzazione e alla Guerra Fredda, acquisendo un rinnovato vigore alla fine del XX secolo. L'idea di mondo musulmano, centrale sia per le ideologie islamofobe sia per quelle panislamiche, continua a stringere l'immaginario globale in una morsa che sarà necessario allentare, al fine di avviare un confronto più proficuo riguardo alla politica del mondo e delle società contemporanee.
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Castelnuovo A. (cur.)
L'islam e i grandi educatori. Le religioni come sistemi educativi. Nuova ediz.
br.
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Foschini Giuliano; Tonacci Fabio
Jihadisti italiani. Le storie, le intercettazioni, i documenti segreti dell'Isis in Italia. Con ebook
br. Giuliano, ventenne genovese partito per combattere in Siria sull'onda di una conversione all'Islam tanto radicale quanto difficile da capire, persino per i suoi genitori. Maria Giulia, la cosiddetta "Lady Jihad", decisa a sposare un guerrigliero senza averlo mai visto prima per potersi trasferire dall'hinterland di Milano al paradisiaco Stato Islamico. Mido, vissuto in Italia quasi tutta la vita, che si fa ospitare da una famiglia torinese e intanto amministra chat di propaganda jihadista. Alfredo, pugliese che consegna pasti alle mense scolastiche di Turi e viene fermato per paura che possa usare il suo camion per un attacco terroristico. Chi sono i jihadisti italiani? Cosa pensano, da dove vengono, come è possibile che vivano in mezzo a noi e nutrano i loro sogni di Islam radicale e feroce? Grazie all'azione preventiva delle nostre forze dell'ordine, in Italia non si è mai verificato un attentato come quelli che hanno terrorizzato le grandi capitali europee: intercettazioni telefoniche, indagini sui social network, una fitta rete informativa che non ha lasciato passare, fino a ora, nessun terrorista tra le sue maglie - una rete di cui il grande pubblico non sa nulla, ma che in questi anni ha raccolto testimonianze, materiali, documenti che consentono oggi di seguire le loro vicende con grande dettaglio. Per la prima volta Giuliano Foschini e Fabio Tonacci, inchiestisti di "Repubblica", portano alla luce queste storie in tutta la loro complessità, fatta di particolari sconosciuti, emozioni fino a oggi inaccessibili, decisioni radicali e a volte tragiche. E attraverso la sconvolgente forza dei racconti in presa diretta, delle pagine di diario, delle vive voci al telefono, viene alla luce, passo dopo passo, il terribile percorso che alcuni italiani hanno compiuto fino in fondo, fino a diventare jihadisti.
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Savelli F.; Modica F.
Cristiani e musulmani nella Sicilia bizantina, araba e normanna
ill. Nel dominio della Sicilia del medioevo si sono succeduti bizantini-ortodossi, arabi-musulmani e normanni-cattolici. Culture diverse che hanno lasciato nel tessuto linguistico, culturale e popolare della Sicilia, impronte che i secoli successivi non sono riusciti a cancellare. I normanni, fondendo elementi del gotico nordeuropeo con l'arte bizantina e la tecnica costruttiva e ornamentale araba, introdussero una originale espressione artistica: lo stile arabo-normanno. Il saggio percorre in maniera essenziale le fasi storiche che hanno determinato il succedersi delle dominazioni e i mutamenti che esse hanno prodotto e descrive, con illustrazioni, l'unicità delle opere di raffinata creatività che quel periodo ha lasciato.
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Zanzucchi Michele
Safiullah e Shahrzad. Musulmani misericordiosi
ill., br. "In momenti in cui troppo spesso in Occidente si propone l'equazione "musulmano uguale terrorista" e nel mondo arabo l'analoga stupidaggine del "cristiano uguale guerrafondaio", è imperativo guardarci con rispetto e, direi, con curiosità. Siamo in certo modo obbligati a dialogare sia dalla globalizzazione dei trasporti, sia dalle migrazioni dettate da motivi economici, militari e politici". Il volume è arricchito dalla prefazione di Yassine Lafram (presidente UCOII) e dalla postfazione di Mons. Matteo Zuppi (Arcivescovo di Bologna).
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Pirone Bartolomeo
Infedeli. I cristiani sotto il dominio dell'islam, da Maometto al XX secolo
br. L'ormai consolidato flusso migratorio proveniente dai paesi islamici ha generato in Occidente una serie di problematiche legate alla convivenza. Nei rapporti con i musulmani, continuiamo a chiederci per quale ragione avanzino pretese che spesso sono in disaccordo con i nostri principi religiosi, etici e civili, mentre i notiziari ci martellano con notizie di attacchi contro chiese oppure contro chi non rispetta il nome del loro Profeta. Partendo dal presupposto che l'islam è il Corano e che solo partendo da quest'ultimo si può "leggere" la visione delle cose dei suoi fedeli, l'autore ripercorre la storia della convivenza tra cristiani e musulmani nei Paesi dove questi ultimi sono diventati maggioritari, da Maometto fino al XX secolo. Dallo stato di "protetti" (?imm?) in quanto seguaci di una religione del Libro, alla progressiva emarginazione, dall'occupazione di cariche di responsabilità nell'apparato statale alla quasi completa estromissione, fino alla sottoscrizione di veri e propri "contratti" tra le comunità cristiane e l'autorità islamica. Un libro per capire tanti episodi di attualità, frutto di studi approfonditi sul testo sacro islamico, la tradizione (sunnah) e le maggiori opere di autori musulmani e arabo-cristiani dell'epoca. Un'opera che fa luce sul passato per aiutarci a decifrare il presente.
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Levi Della Vida Giorgio; Munari T. (cur.)
Scritti sull'Islam
br. Degradate dall'uso politico e appiattite sul presente, parole come Islam e Califfato sembrano aver perduto per sempre la loro profondità storica. Più sono pronunciate o condannate, brandite o temute, meno sono comprese. Ci vengono ora in soccorso dal passato questi dieci saggi di uno dei maggiori semitisti italiani del Novecento (e uno dei pochissimi professori che rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo). Che trattino delle origini della civiltà islamica o della figura di Maometto, della diffusione del panislamismo o della nascita del nazionalismo arabo, in ognuno di essi Giorgio Levi Della Vida (Venezia 1886-Roma 1967) non solo mette la sua sconfinata erudizione al servizio dell'alta divulgazione, ma dimostra come nel passato si possano rintracciare tanto le cause del presente quanto le premesse del futuro.
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Bin Muhammad Ghazi
Guida all'islam per persone pensanti. L'essenza dell'islam in 12 versetti del Corano
ill., br. Oggi il mondo è a un crocevia. Una piccolissima minoranza di musulmani sembra essere decisa ad appropriarsi della religione islamica per condurla a un conflitto perpetuo con il resto del mondo. A causa delle azioni di questa minoranza risulta difficile comprendere la reale differenza tra l'Islam come è sempre stato e le distorsioni attuali. A partire da alcuni versetti di 12 sure del Corano, questo libro intende illustrare criticamente ciò che l'Islam effettivamente è - ed è sempre stato - e ciò che, al contrario, non è. Un'appendice sull'Isis consente di comprendere i meccanismi, il funzionamento, l'amministrazione e il reclutamento dei jihadisti di Daesh.
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Collon Michel
Effetto boomerang. Riflessioni su guerra, terrorismo, islam e libertà di espressione
br. Chi ha creato Al Qaeda e utilizzato Daesh? Cosa non ci hanno detto sul caso Charlie Hebdo? Quali sono le responsabilità dei politici e dei media in questi drammi che esacerbano il razzismo e lo "scontro di civiltà"? La falsa promessa «meno guerre, meno colpi di stato» annunciata da Trump in piena campagna elettorale non trova spazio nel quadro geopolitico attuale che fa del terrorismo lo strumento principale della politica estera statunitense. Noto analista delle strategie imperialiste e della disinformazione mediatica, Michel Collon fa luce sul dossier del terrorismo come arma segreta per annientare i paesi che danno fastidio. Operazione Bin Laden in Afghanistan, e poi Bosnia, Kosovo, Caucaso, Iraq, Libia, Siria...
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Menichelli Sandro
Galassia islamica. Le ragioni del terrore
br. Se la cronaca e le inchieste giornalistiche hanno purtroppo reso famigliari termini quali jihad, califfato, foreign fighters, permane il problema di comprendere a fondo le ragioni di chi, anche se cresciuto nelle società europee e secondo i nostri valori, sceglie, professandosi islamico, la strada del terrorismo. Ma come si colloca la scelta di queste persone nella più generale cornice dell'Islam? L'Islam è davvero così monolitico come lo si immagina? E quale Islam abbiamo in Italia? La minaccia cui sono ora sottoposte le società occidentali è solo quella resa manifesta dall'esecuzione di attentati oppure è tale da assumere altre forme meno evidenti ma comunque ugualmente pericolose? Come è possibile elaborare un'efficace strategia di prevenzione e contrasto di questi fenomeni senza prima capire chi sono queste persone e perché siamo ormai divenuti loro bersagli? Queste sono solo alcune delle domande cui cerca di rispondere il libro, attraverso l'individuazione dei tratti caratterizzanti, oggi come in passato, l'impegno di chi aderisce a questa professione di fede, scegliendo di islamizzare la modernità o semplicemente di testimoniare il proprio credo religioso.
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Veccia Vaglieri Laura
Apologia dell'islamismo
brossura Quest'opera, concepita per celebrare la grandezza dell'islam, è stata pubblicata per la prima volta nel 1925 dall'editore Formiggini e rivede ora la luce grazie all'opera della casa editrice La Zisa di Palermo. A distanza di quasi un secolo, l'autrice, l'arabista e islamista Laura Veccia Vaglieri, ci invita a considerare «l'islam come religione e come civiltà, ancorate nella perfezione insuperabile e divina del Corano». «Dunque, una religione, una rivelazione che [...] conferma e rinnova il messaggio dell'unico e stesso Dio per mezzo di un profeta, Muhammad, che si iscrive nella catena degli inviati o profeti divini che [...] hanno ricordato alle loro rispettive comunità religiose il monito divino alla responsabilità sacrale e spirituale dell'uomo in questo mondo. Quale monito? [...] "considerare Iddio unico nella Sua sovranità, a Lui sottomettendosi devotamente, a Lui prestare obbedienza nei comandi e nelle proibizioni, facendo il bene e astenendosi dal male"». Prefazione di 'Abd al-Sabur Turrini, con una nota di Marcello Di Tora.
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Zilio-Grandi Ida
Le virtù del buon musulmano
brossura Ida Zilio-Grandi evidenzia la varietà di concezioni e valori espressi dalla fede islamica, sostenendo la sua indagine attraverso il sapiente utilizzo di diverse fonti, tutte appartenenti al vasto contenitore della letteratura religiosa. Il lettore ritroverà in ognuna di queste virtù gli stessi ideali riconosciuti da altre tradizioni religiose, quei valori comuni indispensabili sia a una convivenza serena tra le diverse fedi, sia a un reale confronto con il mondo secolare.
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Zanello F. (cur.)
L'amore maleducato. Piccolo dizionario erotico dell'Islam
br. Vietate - se non rimosse - dai programmi di studio e dalla cultura ufficiale nei suoi paesi d'origine, la poesia e la letteratura erotica costituiscono un caposaldo dell'Islam classico, pari, se non superiore, ai grandi poeti latini del genere, in primis Catullo e Tibullo. Dagli autori più celebri della poesia araba classica, a partire dal IX secolo fino all'Ottocento, una folla di amanti, massaggiatrici e ballerine, cantori effeminati e travestiti appaiono nella vita di tutti i giorni, dall'Egitto all'Iran, unendo la raffinatezza del linguaggio ad un'oscenità a tratti sconcertante. Ma sempre all'insegna di un sentimento religioso profondo e di un potente apparato simbolico in cui vita e morte, amore profano e amore divino si intrecciano.
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Crocitti Stefania
Radicalizzazione islamica e marginalità. Una lettura criminologica
br. La dissoluzione politica e militare dello Stato islamico rappresenta l'occasione per studiare la cosiddetta "terza ondata" del jihad, composta da figli di immigrati, cresciuti ai margini delle città occidentali e intrappolati in un'identità sospesa. L'islam radicale ha offerto a questi giovani un'ideologia capace di ricomporre le loro frammentate storie di vita e un orizzonte di significato per trasformare in riscatto il "quietismo" dei padri, divenendo combattenti e martiri in Occidente o nel Califfato. L'ideologia islamica radicale ha così fornito una cornice identitaria che, travalicando i confini dell'appartenenza nazionale, sociale ed economica, ha reso i giovani, maschi e femmine, parte di una umma globale. Il volume analizza i processi di radicalizzazione - e i luoghi di proselitismo, con particolare attenzione al web e al carcere - dei jihadisti europei, tratteggiando le biografie di quanti hanno combattuto la guerra santa. Le ragioni dell'adesione all'islam radicale sono interpretate alla luce delle teorie criminologiche che muovono dal concetto di frustrazione anomica e indagano i meccanismi di costruzione della marginalità sociale e della pericolosità criminale. La subcultura jihadista - che trasforma lo stigma in segno positivo e di distinzione - viene dunque intesa quale soluzione collettiva ai problemi di adattamento in una società escludente.
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Proglio G. (cur.)
Islamofobia e razzismo. Media, discorsi pubblici e immaginario nella decostruzione dell'altro
br. L'islam è un universo composito come lo sono la cristianità o l'ebraismo. Eppure verso gli eredi dell'impero arabo immigrati nel nostro paese si sono diffuse e consolidate in questi anni convinzioni collettive che alimentano l'islamofobia, a partire dal combinare automaticamente la provenienza con un credo religioso. I musulmani si demonizzano in modo indifferenziato quando si attribuiscono loro caratteristiche e comportamenti che sono appannaggio di individui o singoli raggruppamenti: sarebbero terroristi o complici di essi, barbari e incivili, incapaci di amalgamarsi nella società italiana e di rispettarne le leggi, oppressori se uomini, succubi del potere maschile e prive di autonomo pensiero se donne. Loro e noi, comunità fittizie che i discorsi pubblici evocano in supposta contrapposizione. Gli autori del libro analizzano questo immaginario deformante, così come si è imposto in diversi campi, letteratura, cinema, economia, psicoanalisi, diritto internazionale, studi di genere, e cercano proprio con argomenti e strumenti che attengono a queste diverse discipline di confutare gli stereotipi prodotti dall'islamofobia in Italia. Prefazione Federico Faloppa.
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Serafini Marta
L'ombra del nemico. Una storia del terrorismo islamista
brossura Il fantasma nero di Daesh ha seminato il terrore nel mondo mostrandosi incomprensibile e sempre pronto a rigenerarsi. Marta Serafini racconta i cinque anni che separano l'ascesa del califfo Abu Bakr Al Baghdadi a capo del sedicente Stato islamico dalla sua recente uccisione, portando il lettore sul campo, sotto le bombe, tra le macerie di città annientate e di un'umanità abbandonata dalle autorità internazionali. Dagli attentati in Europa ai campi dei rifugiati in Medio Oriente, dalle navi di salvataggio delle ong ai centri di detenzione per i bambini soldato del jihad: per comprendere la guerra globale occorre considerare ogni tessera del mosaico, capire come in Afghanistan il commercio di stupefacenti rimpolpi le casse dell'Isis o come nei centri europei nuovi programmi cerchino di strappare i giovani al richiamo della violenza. In ogni incontro, in ogni analisi, l'autrice cerca di dare voce a chi non ce l'ha, alle donne massacrate, ai bambini senza futuro, alle vittime su cui i riflettori dei media si sono spenti da tempo. Senza dimenticare che, per comprendere davvero, bisogna ascoltare anche chi è considerato carnefice, come i minori arruolati dall'Isis o le giovani donne occidentali pronte a lasciare tutto per combattere in Siria. Un viaggio nella storia dall'Europa al Medio Oriente e ritorno: tra racconti, testimonianze e ritratti da cui emerge un'appassionata ricerca in presa diretta che aiuta a capire come si è trasformata la minaccia terroristica. E come siamo cambiati noi.
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Memme Roberto; Orizio Pietro
Il terrorismo a Brescia dopo l'11 settembre. Una mappatura di radicalizzazione e prevenzione tra città e provincia
br. Una dettagliata analisi della radicalizzazione, del fenomeno del reducismo, dei casi e delle determinanti che spingono, anche in una città come Brescia aperta al dialogo interreligioso e all'accoglienza, alla presenza di lupi solitari o fiancheggiatori legati al sedicente stato islamico.
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Corbin Henry; Revello R. (cur.)
Nell'Islam iranico. Aspetti spirituali e filosofici. Vol. 4: La scuola di Isfahan, la scuola Shykhi, il dodicesimo Imam e la cavalleria spirituale
br. Nel quarto e ultimo volume di "Nell'Islam iranico" - la summa del suo pensiero filosofico, della sua ricerca e del suo lavoro di ermeneutica - Corbin ha finalmente modo di mostrare come in Iran si siano mantenute vive le più importanti correnti spirituali e filosofiche della tradizione esoterica shi'ita, anche nei secoli che, in Occidente, corrispondono all'età moderna e contemporanea. Nella Isfahan capitale del nuovo impero safavide, a partire dal XVI secolo, lo shi'ismo ha corso il rischio di divenire una religione addomesticata priva di originalità nelle sue scuole di pensiero. Personaggi come Qazi Sa'id Qumi e Mulla Sadra Shirazi - , tuttavia, non solo ne hanno mantenuto viva la forza spirituale, ma l'hanno rinnovata con opere e sistemi filosofici profondamente originali. Ancora più sentita ed empatica è la ricostruzione corbiniana della scuola Shaykhi - , che dal Settecento fino ad anni non troppo distanti dai nostri ha presentato grandi personaggi spirituali e rimesso al centro gli insegnamenti degli Imam duodecimani. Non a caso, il grande affresco dell'Iran shi'ita viene fatto terminare da Corbin con un capitolo dedicato al grande mistero, e principio di speranza, che nutre la coscienza religiosa shi'ita: l'attesa del Dodicesimo Imam, l'Imam che da secoli si è occultato per tornare nel tempo della resurrezione, ma che non ha mai cessato di apparire agli occhi e nel cuore di chi è in grado di vederlo, ancora. Il volume contiene l'indice analitico di tutti i quattro tomi.
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Orlandini Franco
La libertà. Conoscere per dialogare. Ediz. integrale
ill., br.
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Evangelisti Paolo
Dopo Francesco, oltre il mito. I frati minori fra Terra Santa ed Europa (XIII-XV secolo)
br. Si è appena concluso l'ottavo centenario dell'incontro tra Francesco d'Assisi e il nipote di Saladino, il sultano Al-Malik al-Kamil, avvenuto nel settembre del 1219, in un tentativo di dialogo che ha provato ad oltrepassare barriere e confini. Dopo quell'incontro la presenza dei Minori in Terra Santa si declinò in molteplici dimensioni. I frati, adempiendo alla loro Regola, furono protagonisti di un'intensa stagione di azione e di pensiero che ebbe al centro la questione del confronto e della conversione possibile degli infideles nell'Oltremare crociato, proseguita, dopo il 1291, quando essi pensarono l'impensato: essere di nuovo a Gerusalemme ormai in mano musulmana. Tra Europa e Mediterraneo i frati si dimostrarono abili diplomatici, predicatori di crociata, reclutatori capaci di definire i profili del vero militante per Cristo, persino estensori di progetti di riconquista dell'Oltremare, uomini che pensarono e praticarono la testimonianza martiriale ricollocandone il senso dentro quella lunga esperienza storica che interrogava ciascuno di essi e tutto l'Ordine dei Minori.
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Il libro dell'Islam. Grandi idee spiegate in modo semplice. Ediz. illustrata
ill., ril. Chi era Maometto e perché è considerato "il suggello dei profeti"? Quali sono i concetti chiave del sufismo e della mistica islamica? Su cosa si basano i "cinque pilastri"? L'Islam è oggi la religione che cresce più rapidamente al mondo, e si stima che una persona su cinque sia musulmana; nonostante questo, pur essendo ricchissima di fascino e cultura, risulta spesso poco conosciuta da chi non la pratica. Il libro dell'Islam esplora idee e concetti da diversi punti di vista, compresi i numerosi contributi alla scienza, all'arte, alla letteratura e all'architettura lungo i secoli, molti dei quali hanno avuto un impatto significativo anche al di fuori della cultura islamica. Scritto in modo semplice e diretto, il libro fornisce spiegazioni chiare a proposito del credo musulmano e delle sue molte sfaccettature. Citazioni celebri introducono ogni argomento, mentre diagrammi e immagini contribuiscono a fissare i concetti più importanti. Che tu sia uno studente, un appassionato o un semplice curioso desideroso di conoscere una religione che è anche uno stile di vita, Il libro dell'Islam rappresenta l'opera ideale per comprendere meglio un universo complesso e affascinante.
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Zarcone P. Francesco
Profili d'Islam
brossura «Il titolo stesso indica che non si tratta di un'opera generale sull'Islam. Di questo articolato e spesso complicato mondo vengono trattati determinati aspetti per lo più poco conosciuti, come i caratteri dello Sciismo, fino a un chiarimento, al di là delle passioni politiche, del ruolo svolto da Khomeini; la reale natura di quel complesso fenomeno religioso-giuridico che è la Shar?'at; i momenti fondamentali della filosofia islamica per nulla terminata con Averroé; il pionierismo storiografico e sociologico di ibn Khald?n; i problemi inerenti a laicità e secolarizzazione in un mondo dove la religione è egemone».
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Pallavicini Yahyâ S. Y.
Contemplare Allâh. Regole sulla via interiore di maestri musulmani
brossura Il messaggio dei maestri dell'Islam è giunto fino a noi superando le crisi delle varie epoche con una freschezza sempre rinnovata, poiché è il soffio di Verità a ispirare la testimonianza vissuta e gli insegnamenti dei maestri. Nessuno di loro nutriva l'intenzione di fare un'opera originale, poiché le regole della scienza sacra derivano direttamente dalla Rivelazione del Corano e dalla Luce della profezia, collegando dottrina interiore e quadro religioso esteriore. Ciò che i maestri cercano è un ritorno all'origine, al principio fondamentale della nostra vita umana, ovvero la santa conoscenza di Allâh. Se è particolarmente complesso per noi comprendere appieno il carattere del sufismo, ci consola che questa disciplina possa essere di regola e sostegno per la vocazione contemplativa di alcuni uomini e donne ancora oggi come secoli fa.
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Corradi Corrado
Rischio Islam?
br. Che lo si voglia o no, l'Islam, per le incrollabili certezze che costituiscono la sua natura, è destinato a confrontarsi, soprattutto con il cristianesimo in cui una chiosa tutt'altro che banale ma profondissima nella sua semplicità: «date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio», ne ha determinato il giusto incardinamento sulla terra rendendolo il principale competitor di quella religione che prevede invece il confessionalismo a tutto tondo.
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Origone Sandra
Le città italiane di fronte all'Islam. Politica e diplomazia nel Mediterraneo medievale
br. La presenza dei mercanti delle città marittime italiane lungo la sponda meridionale del Mediterraneo medievale mise in movimento una serie di contatti tra il mondo islamico e quello cristiano, che fino al momento del sorgere di quelle relazioni mercantili, a partire dal X-XI secolo, si erano mantenuti estranei o, tutt'al più, avevano manifestato reciproca aggressività. Il volume, seguendo il processo di evoluzione politica dei Paesi coinvolti, ricostruisce il gioco diplomatico serrato e complesso tra forze impari e tra sistemi diversi, che il comune interesse mercantile avrebbe aiutato a incontrarsi, in un travagliato percorso di conflitti e tregue.
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Cavina Marco
Maometto papa e imperatore
br. La caduta di Costantinopoli nel 1453 apparve ai contemporanei come un evento epocale. Mentre gli eserciti turchi sembravano ormai destinati a conquistare Roma e a instaurare un nuovo impero islamico, in tutta l'Europa dilagò un clima di terrore in cui presero a diffondersi profezie che annunciavano conseguenze terribili e perfino la fine del mondo. La caduta di Costantinopoli del 1453 nelle mani dei turchi segna la fine di un impero bimillenario e di un potere che si riteneva universale. È un evento epocale ma anche la fonte di sogni, di aspirazioni, di leggende e di profezie.
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Warrick Joby
Bandiere nere. La nascita dell'Isis
br. Quando, nel 1999, il governo della Giordania concesse l'amnistia a un gruppo di prigionieri politici detenuti in un carcere di massima sicurezza in mezzo al deserto, non aveva la minima idea che tra di essi ci fosse anche Abu Musab al-Zarqawi, un terrorista capace di diventare in pochi anni l'architetto del movimento più pericoloso del Medio Oriente prima, e del mondo intero poi. "Bandiere nere" di Joby Warrick mostra come la determinazione di un solo uomo e gli errori strategici dei presidenti americani George Bush e Barack Obama abbiano permesso che le bandiere dell'ISIS si issassero sull'Iraq e la Siria, prima di spargere sangue in tutto il mondo. Sulla base di informazioni ad altri inaccessibili, ottenute sia da fonti giordane che della CIA, Warrick tesse un'avvincente e dettagliata cronaca - attimo dopo attimo, fatto dopo fatto - della nascita e crescita di un mostro che ha adepti in tutto il mondo, e che sta colpendo tanto l'Europa e gli Stati Uniti, quanto l'area mediorientale e oltre. Una storia raccontata dal punto di vista di spie, diplomatici, agenti dei servizi segreti, generali e capi di stato, molti dei quali compresero in anticipo la minaccia, ne intravidero la maggiore pericolosità rispetto a quella di al-Qaida, cercarono di arrestarne in tempo la violenza, ma non vennero ascoltati. "Bandiere nere" rivela il lungo arco di vicende che ha portato alla costituzione della trama terroristica più pericolosa che l'Occidente abbia mai conosciuto.
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De Risio Carlo; Papò Paolo Emilio
Islam e Europa. L'autodissoluzione culturale dell'Occidente
ill. Esiste un piano di islamizzazione dell'Europa e del mondo intero? Alcune teorie sono evidentemente un mito. Tuttavia, la propaganda costante, una sorta di colonizzazione sociale e la scarsa integrazione dell'Islam con la nostra cultura sono una realtà. Alcuni Paesi arabi danno il proprio sostegno finanziario, la scristianizzazione e l'atteggiamento remissivo della Chiesa offrono il motivo religioso, l'ignoranza e l'incapacità dei governi europei con la loro politica lassista nei confronti dell'immigrazione proveniente principalmente da Paesi di religione musulmana (oltre a mostrare la debolezza degli Stati membri) fanno il resto. Il disegno della conquista dell'Occidente ha radici lontane nella storia.
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Corbin Henry
La scienza della bilancia e le corrispondenze fra i mondi nella gnosi islamica
br. «Ci è stato detto che la condizione degli umani, lungo la loro esistenza in questo mondo terreno, è quella del sonno. Nel corso di tale sonno potranno essi percepire il senso, comprendere le parabole di cui i versetti coranici ci dicono che solo i Saggi comprendono? Ma chi sono dunque i Saggi? I Saggi sono coloro che in tre meravigliosi capitoli Ibn 'Arabi ci descrive come i "cavalieri" o i "cavalieri dell'Invisibile"; è grazie a essi che in questo mondo terreno può esistere una "scienza delle corrispondenze". [.. .] Ta bir al-ru'ya è l'interpretazione delle visioni, dei sogni, ed è una delle applicazioni per eccellenza della "scienza della Bilancia". Essa permette di compiere il passaggio dalle forme percepite nella visione al significato segreto della loro apparizione. Le nostre visioni in sogno nel mondo della Notte. come quelle che percepiamo in ciò che chiamiamo il mondo del Giorno, necessitano del medesimo passaggio, affinché noi possiamo percepirne il significato segreto. La ragione di questo è che sia le une che le altre sono motivate da un'intenzione segreta propria a un altro mondo e da esso proveniente. Ecco perché il mondo del nostro presente, della Notte come del Giorno, è un ponte che si tratta di oltrepassare. Un ponte è un luogo di transito; non ci si ferma, né si prende dimora su un ponte. Lo si varca, e occorre varcarlo per comprendere il significato segreto, la "corrispondenza" invisibile di quel che è trasceso e lasciato da questa parte. Tale è il compito degli interpreti, degli ermeneuti del senso esoterico, promossi al rango di "cavalieri dell'Invisibile"».
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