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2018ill. La Romea Strata ricalca l'antico sistema di vie che dall'Europa centro orientale si dirigevano a Roma conducendo pellegrini e viandanti alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo. Dalle attuali Polonia, Repubblica Ceca e Austria passando per Tarvisio e i Balcani, attraversando Ungheria e Slovenia via Gorizia, e la Croazia via Trieste, questi potevano proseguire il cammino sull'antica via Annia, dirigersi all'abbazia di Nonantola e, valicando gli Appennini, raggiungere la Francigena. Da qui piegando a sud raggiungevano Roma e i porti del meridione verso Gerusalemme, oppure puntavano a nord-ovest verso Santiago de Compostela. Il tragitto della Romea Strata descritto in questa guida parte da Tarvisio e attraversa il Friuli Venezia Giulia fino a Concordia Sagittaria (Romea Allemagna) e da qui prosegue in Veneto arrivando a Montagnana (Romea Annia). Sono incluse le partenze alternative dalla Slovenia (Romea Aquileiense), dal confine austriaco di Passo Monte Croce Carnico (Romea Iulia Augusta) e da Bassano del Grappa (Romea del Santo). Questa guida si rivolge per la prima volta al pellegrino in bicicletta, suggerendo l'itinerario migliore per apprezzare il territorio attraversato, aiutandolo con consigli, dettagliate descrizioni, profili altimetrici, box di approfondimento dedicati ai luoghi più rilevanti dal punto di vista storico-culturale e ai cosiddetti "Polmoni spirituali", ovvero i siti più significativi per la fede e la cultura.
2003ill.
2019ill., br. Quali furono le reali circostanze della morte di Fausto Coppi? Cosa successe intorno a lui in quegli ultimi, frenetici giorni in corsa per la vita? Cosa accadde a chi denunciò colpe e responsabilità? E ancora: le due donne che lasciarono un segno nel cuore del Campionissimo, Bruna e Giulia, come condizionarono la sua fine? Ben dieci sono i misteri svelati in questo libro, appassionante come un giallo e preciso come un saggio storico, scritto da Paolo Viberti, nota firma del giornalismo sportivo italiano e in particolare del ciclismo, e Adriano Laiolo, amico di Coppi lontano dal mondo dei pedali, uno degli ultimi che lo vide ancora in sella in Africa, nell'Alto Volta, ora Burkina Faso, testimone di fatti mai raccontati e custode di un archivio fotografico e video esclusivo.
2014brossura
2013br. C'è il giro d'Italia, il tour de France, ma un giro in bici intorno e dentro l'umanità non è da scartare. Il mistero umano con i suoi pensieri da scalare, le sue paure da percorrere, i suoi tortuosi sentimenti da visitare, e così le sue politiche, le sue correlazioni, il suo mondo, sulle quali discendere veloci, sono spazi immensi per una pedalata, ma il solo toccarli danno gusto allo sforzo, come quando un bel panorama o un nuovo incontro premiamo la fatica del ciclista. Un giro in bici vale un giro nel mondo del senso e del non senso, dove l'uomo si dibatte e dove ne cerca una via di uscita.
2017ill., br. "Alle Colonne d'Ercole", non è solo un libro, ma la realizzazione di un sogno. Tullio Berlenghi è un appassionato di bici, di ambiente, di bellezza, di fotografia, di viaggi e forse della vita stessa, la cui quotidianità regala solo frammenti - attimi da dedicare all'evasione - che difficilmente si riescono a mettere insieme per potersi lanciare in un inedito progetto. Il caso vuole che, di colpo, l'autore si ritrovi per un mese libero da qualsiasi impegno: un'intera pagina bianca da colorare, da progettare, da riempire con un viaggio dell'anima e del corpo. Tullio, su questo foglio, disegna un puntino sulla destra e ci scrive "Genova". Poi, un po' più in basso rispetto al primo, a sinistra del foglio scrive "Colonne d'Ercole" e li unisce con una sgangherata linea che attraversa sette stati, due catene montuose, valli, boschi, laghi, paludi, paesi e zone industriali... fino allo stretto di Gibilterra, dove una volta finiva il mondo conosciuto. 2300 chilometri da percorrere, da solo, con la sua vecchia e inseparabile mountain bike del 1994. Berlenghi racconta la sua esperienza in cui mescola emozioni, fatica, incontri, paesaggi, pensieri liberi e in fuga solitaria per ben 23 tappe.
2013ill.
2015ill., br. Il Giro d'Italia ha un sapore mitico: sembra esistere da sempre, eppure ha una sua storia, che accompagna e in cui si riflette la storia culturale e sociale dell'Italia. Questo libro la ripercorre, dagli esordi e nei suoi sviluppi, per circa un secolo. A fianco della narrazione scorrono, diventandone parte integrante, oltre duecento immagini d'epoca, in gran parte provenienti dall'archivio Torriani. Mimmo Franzinelli, da appassionato delle due ruote, ricostruisce le vicende del ciclismo agonistico italiano e della sua gara principale partendo dalla creazione stessa della bicicletta e dalle grandi innovazioni di fine Ottocento. Rievoca le gare pioneristiche, dal Giro di Lombardia del 1905 alla Milano-Sanremo del 1907, per concentrarsi poi sul Giro d'Italia, modellato sul Tour de France, la prima classica corsa a tappe. Ne sono protagonisti campioni quali Girardengo e Binda, Bartali e Coppi, ma anche straordinarie donne come Alfonsina Strada e oscuri gregari come Carrea e Malabrocca. Nel microcosmo delle due ruote si intravedono in filigrana i mutamenti epocali del Novecento italiano. Ci sono infine, ma non da ultimo, gli organizzatori, con cui il Giro d'Italia degli anni d'oro si è identificato: Armando Cougnet, promotore nel 1909 della prima edizione, e Vincenzo Torriani, il Patron dal 1949 al 1992. La narrazione culmina nell'ultima grande stagione del ciclismo, animata da Adorni, Gimondi, Moser, Merckx... Postfazione di Marco Torriani.
2022ill., br. Il territorio di Verona esplorato in bicicletta, seguendo il filo rosso dell'arte rinascimentale. Gli itinerari qui descritti portano a scoprire lentamente ambienti naturali diversi fra loro come la collina, il lago, la pianura, il fiume. Da molti ampiamente conosciuti, ma questa volta da guardare con gli occhi dei pittori veronesi del '500, che qui sono vissuti fra colori bellissimi, poi ricreati nelle proprie opere. Un libro da consultare se si vuole fare un giro nuovo, o da leggere sul divano per ammirare le meraviglie naturali e artistiche che ci circondano. Per chi ama la bici... Per chi ama l'arte...Per chi ama Verona...
2021br. La fiamma rossa è la bandierina che al Tour de France segnala l'inizio dell'ultimo chilometro, il momento dell'allungo disperato e decisivo o della passerella trionfale del corridore che si impone per distacco, il culmine emotivo della corsa. In quasi venticinque anni come inviato prima della Gazzetta dello Sport, dal 1967 al 1972, e poi di Repubblica, dal 1991 a oggi, Gianni Mura ha raccontato la storia del Tour e ne ha fatto epica, poesia, cronaca di volti e paesaggi, di cibi e aneddoti paesani, narrazione raffinata e popolare dello sport più amato e maledetto. Nelle pagine di uno fra i più autorevoli e seguiti giornalisti sportivi italiani, allievo, amico ed erede del grande Gianni Brera, sfilano le fughe solitarie e tristi di Ocaña e le morti di Simpson e Casartelli, le vittorie avide di Anquetil e quelle generose e spavalde di Chiappucci, il regno implacabile di Miguel Indurain e le promesse eternamente mancate da Jan Ullrich, la rinascita di Lance Armstrong trionfatore sugli avversari e sulla sua malattia, e poi il tempo di Pantani, l'interprete improvviso e imperioso di un ciclismo perduto e fossile. Una summa di giornalismo e di ciclismo.
2021br. In un ciclismo sempre più scientifico, calcolato e prevedibile, i fuggitivi rappresentano una delle ultime incognite che spingono a seguire sin dalle prime battute anche le corse il cui pronostico appare più scontato. È questa la ragione per cui tutti fanno il tifo per i fuggitivi, categoria che vede ormai in Thomas De Gendt il suo uomo simbolo. Durante la primavera del 2020, però, anche De Gendt si è trovato costretto a chiudersi in casa come milioni di persone in tutto il mondo, impossibilitato a scappare. Fedele al suo spirito ne ha approfittato per andare in fuga con un altro strumento, con le parole anziché coi pedali. Solo è una lunga avventura di strada, durante la quale il corridore belga si racconta al giornalista Jonas Heyerick, partendo dalla propria nascita e arrivando fino ai pomeriggi trascorsi a casa a coltivare le proprie passioni. Uno spaccato sincero e dettagliato sulla vita di un corridore unico, che anche nel raccontarsi non cerca di nascondersi, proprio come in corsa, senza paura di condividere con il mondo le proprio debolezze e i momenti più drammatici che la vita e il ciclismo gli hanno riservato. Ma come le corse che premiano vincitori come lui, anche in questa avventura l'imprevisto sa presentarsi anche in maniera divertente, e si scopre che la lunga carriera di De Gendt ha alternato alla durezza momenti gioiosi e incontri spassosi. Tanto che ciò che traspare dal racconto di Solo è un uomo felice, ma sempre in fuga.
2011br. Può uno squattrinato armato di faccia tosta e spirito battagliero seguire il Giro d'Italia a sbafo spendendo solo 249 euro per un'totale di 23 giorni e 5000 chilometri di strada? L'inviato della fantomatica rivista culinaria "Mangia Piano", Guido Foddis, tenterà di scoprirlo intrufolandosi tra le maglie dell'organizzazione della gara e cimentandosi con i suoi, antagonisti principali, i giornalisti sportivi! Sarà un duello all'ultimo Estathè e una lotta a ogni catering. Attraverso mille espedienti, con l'aiuto di amici, galantuomini e sfigati qualunque, Foddis insegue la sua Maglia Rosa con la divertita complicità della carovana dei ciclisti.
2020br. Dagli inizi del Novecento agli albori del nuovo millennio un secolo di storia del ciclismo viene ripercorso attraverso il susseguirsi delle grandi rivalità che, come stelle luminose, hanno tracciato il cammino glorioso del più epico tra tutti gli sport. Dalle mitiche gesta del Diavolo Rosso Gerbi al profilo tragico del Pirata Pantani, rivivono i volti e le imprese dei giganti del ciclismo eroico come Faber e Lapize, Pélissier e Girardengo, Binda e Guerra, fino ai grandi e indimenticabili protagonisti dell'«epoca classica», quali Coppi e Bartali, Koblet e Ku?bler, Bobet e Robic, e poi Gaul e Bahamontes, Anquetil e Poulidor, per giungere all'era Merckx e ai suoi duelli con Gimondi e Ocan?a, fino all'epoca più recente di Moser e Saronni, di Bugno e Indurain, di Pantani e Armstrong. Una storia che non esita a proporsi come un bilancio, forse definitivo, di questo meraviglioso sport, giacché la bella favola del ciclismo e della sua epopea, screditata da vicende drammatiche che l'hanno squassata nel profondo, potrebbe essersi perduta una volta per sempre.
2009ill., br. Un uomo solo. Non al comando di una tappa alpina, come annunciava la frase entrata nell'epica del ciclismo. Solo nella vita. Solo perché una scelta d'amore, compiuta con entusiasmo quasi adolescenziale, lo aveva proiettato oltre i limiti, assai angusti, dei suoi tempi. Il libro di Moroni ripercorre gli ultimi anni di vita di Fausto Coppi, gli anni del declino atletico, dell'amore terribile, della sofferenza privata e della pubblica gogna, culminata in un processo clamoroso. Lo fa allineando voci, raccogliendo le testimonianze di quanti amarono Coppi e di quanti si accorsero di amarlo soltanto dopo averlo perduto. Amici veri e ruffiani, giudici, carabinieri, preti, corridori, giornalisti, astute servette entrano in questa triste saga popolare, troncata soltanto dalla morte del campione. Una morte assurda e ancora oggi inaccettabile, per una malaria non riconosciuta. La figura di Fausto Coppi esce di scena con la sua dimessa umanità, il suo umile coraggio. Un uomo solo. Ma vero.
2001brossura
2016ill., br. Il 20 marzo 1966 un giovane belga si schiera al via della Milano-Sanremo. Ha vent'anni e non si è mai misurato con un tracciato cosi lungo. Al traguardo vincerà la prima classica del suo palmarès. Quel giorno, come con Coppi all'indomani della guerra, si apre per il ciclismo una nuova era. Fin da quella prima apparizione, Merckx ha mostrato di possedere, oltre al talento, il gusto dell'avventura e della prodezza inattesa. Al pari dei grandi del passato. Ma più di chiunque altro ha saputo interpretare la gara come "sfida totale", battaglia all'arma bianca. Ha imposto uno stile, "la corsa di testa", riportando il ciclismo alla sua vocazione originaria. Lo chiameranno l'Orco, il Coccodrillo, Attila, il Cannibale: temuto e invidiato, è stato "il più grande agonista" di uno sport arduo, a volte crudele. Per questo la sua storia - scritta sul pavé, nel fango, nella tormenta, segnata da cadute rovinose, nobilitata dai duelli con Gimondi, Ocaña, Fuente - merita un posto speciale nella "sconfinata biblioteca della bicicletta". Dall'esordio alla corte di Van Looy fino all'eclissi improvvisa, Claudio Gregori ricostruisce le imprese di Merckx come fosse un cavaliere impavido a caccia di tesori favolosi in una nuova chanson de geste.
2020br. Cosa c'è di più irresistibile di una bicicletta lanciata a tutta velocità, mentre sfreccia silenziosa all'alba, o al tramonto, in salita o in discesa, sospinta dal vento o costretta ad arrancare contro la pioggia, su una strada asfaltata o sul bagnasciuga in una giornata di inverno? Martin Angioni non ha dubbi. La bicicletta - il ritmo meccanico delle pedalate, il respiro misurato e costante, i muscoli che si tendono... - è un piacere perfetto e insostituibile, una passione da coltivare ogni giorno, chilometro dopo chilometro, per anni. Neppure nei momenti più stressanti o complicati della sua vita, quando lavorava a New York o a Parigi, Angioni ha mai rinunciato a veleggiare «sopra il maelstrom di macchine» in sella a una Trek, a una Cinelli da corsa, o su uno dei pesanti vélib' in affitto nella capitale francese. intrecciando la sua biografia e storie di ciclismo, spunti filosofici e citazioni letterarie, l'autore elenca le 101 ragioni per cui non passa giorno senza sottoporsi a questo rituale. Il risultato è un libro insolito, in cui lo sguardo felice e allenato di Angioni sembra scoprire a ogni pagina un motivo in più per saltare in sella. Lo seguiamo mentre esalta la bellezza dei pendii alpini, o il punto di vista eccentrico e rilassato da cui osservare una metropoli; mentre elenca i benefici fisici e mentali, ma anche il valore essenziale della fatica, finché, pagina dopo pagina, anche ai non appassionati appare chiaro ciò che gli adepti sanno da sempre: la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto ma uno strumento di conoscenza di sé e di ciò che ci circonda, un'alternativa sana e divertente alla macchina, e soprattutto un'espressione di libertà, anarchia e disciplina, senza uguali.
2016ill. Il Cammino di Santiago è uno di quegli itinerari che tutti sognano di fare almeno una volta nella vita. Ma c'è chi ama camminare e chi preferisce andare in bicicletta; oppure chi ha poco tempo e, a piedi, non riuscirebbe mai ad arrivare a destinazione nei giorni disponibili... Per queste due tipologie di pellegrini, siano essi laici o religiosi, è stata pensata questa guida. 900 km suddivisi in 13 comode tappe da 40 a massimo 70 chilometri al giorno con l'indicazione dei profili altimetrici, dei way point e delle coordinate GPS, dei punti particolarmente ostici per la bicicletta o delle varianti suggerite per motivi di traffico o di terreno disagevole. Il testo è accompagnato dal oltre 53 mappe di città, dagli indirizzi e i suggerimenti per soggiornare al meglio o per riparare danni subiti alla propria bicicletta, e offre in calce tre tappe aggiuntive per raggiungere Muxia o Finisterre. Un'attenzione particolare è stata riservata ai ciclisti esperti, che hanno dei percorsi in più dedicati solo a loro per mettersi alla prova sui pedali.
2021ill. Il 19 giugno di quest'anno Francesco Moser, uno dei personaggi sportivi più popolari della nostra storia, compie 70 anni. All'evento è stato dedicato un libro curato da Beppe Conti, il giornalista sportivo che meglio di chiunque altro lo conosce, avendolo seguito in ogni gara durante tutta la sua lunga carriera. Innumerevoli le vittorie e i traguardi raggiunti: dal record dell'ora al Giro d'Italia, alle tre "Parigi-Roubaix" di fila ai campionati mondiali in pista e in strada... Oltre ai successi sportivi, nel libro si va alla ricerca di quello che è l'insegnamento principale consegnato dal grande ciclista trentino e, riassunto nel suo motto: "un passo alla volta e con i piedi ben piantati in terra, nessuna meta è irraggiungibile". È questo che Moser ha dimostrato all'Italia e al mondo intero: con la fatica e la dedizione nulla è impossibile. Prefazione di Bernard Hinault.
2012ill., br. In bicicletta dalla Pianura padana al Tibet. 7 mesi e 17000 km. Impressioni di viaggio. Luoghi e Natura. Culture e popoli. Riflessioni personali profonde e sincere. Il viaggio nei luoghi come metafora del viaggio introspettivo in se stessi. Non una impresa sportiva, ma un percorso di conoscenza, senza mezzi tecnologici, ma con la passione della conoscenza.
2021br. Senza dubbio il più popolare mezzo di trasporto nella storia, la bicicletta è una delle più grandi invenzioni dell'umanità. Robert Penn ci va da quando ha memoria, ci ha anche fatto il giro del mondo. Tuttavia, nessuna delle innumerevoli due ruote che ha posseduto è riuscita a incarnare fino in fondo questa sua autentica devozione. E il momento di farsi fare una nuova bicicletta, un gioiellino costruito su misura in grado di riflettere appieno lo stato di grazia in cui si trova mentre pedala, quello di "un comune mortale in contatto con gli dèi". "Ciò che conta è la bicicletta" è viaggio nella progettazione e nella costruzione della bici dei sogni. Da Stoke-on-Trent, dove un artigiano gli cuce addosso un telaio fatto a mano, alla California, patria delle mountain bike, dove nel retro di un anonimo negozio Robert assiste alla nascita delle ruote, passando per Portland, Milano e Conventry, culla della bicicletta moderna, è il racconto di una storia d'amore. E già che c'è, pezzo dopo pezzo, Penn coglie l'occasione di esplorare la cultura, la scienza e la storia della bicicletta, per narrarci come abbia cambiato il corso della storia dell'uomo: dall'invenzione del "cavallo della gente comune" al suo ruolo nell'emancipazione della donna, fino al fascino immortale di Giro d'Italia e Tour de France. Ecco perché pedaliamo. Ecco perché questa macchina così semplice rimane al centro della nostra vita oggi.
2020br. Da bambino Omar era introverso e un po' controcorrente: impacciato nei giochi di cortile e più incline alla lettura che alla PlayStation. Che cosa gli ha permesso di diventare un uomo che ha coronato un sogno grandioso, quello di sfrecciare sui ghiacci con la sola forza delle sue gambe attraversando distese sconfinate, tanto remote e inospitali quanto suggestive ed emozionanti? In questo libro, l'atleta italiano che più si è distinto finora nell'ultracycling parte dal racconto mozzafiato della sua impresa del 2018 (oltre 1300 km sulla Arctic Highway, pedalati per la prima volta in inverno) per ritornare alle origini della sua passione per la bicicletta e scandagliare il senso della sfida con se stesso. Il percorso non è stato diretto, come in quella discesa a piedi su un pendio scosceso e scivoloso della Val Badia, quando lui ancora piccolo e suo padre furono colti da un temporale. Prima di trovare nell'ultracycling e nelle imprese invernali la propria dimensione, Omar si è misurato infatti con il ciclismo professionistico. Ma a un tratto ci sono stati il colpo di fulmine e la grande svolta: Di Felice ha trovato la "Zona Omar", quell'attitudine ad andare oltre che permette lo sbocciare del talento nascosto in ciascuno di noi. È questo il messaggio fortissimo e coinvolgente di "Pedalando nel silenzio di ghiaccio": ognuno può individuare dentro di sé il limite da superare, oltre il quale c'è la felicità.
2015br. Max Mauro, giornalista curioso e ciclista avventuriero, insegue il Camino Austral respirando polvere e assorbendo panorami e pioggia. Scoprirà che un tatuaggio può significare molte cose diverse, che l'heavy metal ha più fans a Punta Arenas che a Udine, che la tenda non è di calcestruzzo e il vento se la porta via. Il suo è un pedalare attraverso la gente e le storie. Come quella di una signora tedesca nata in un villaggio dai due nomi, o quella di don Dante, un signore di ottant'anni partito dall'Italia nel 1948 per costruire case e cantare canzoni d'amore.