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1832Edizione originale. Tutto il pubblicato dal 1832 al 1835 in quindici tomi, tutti in ottime condizioni. Estremamente raro in queste condizioni e grado di completezza. Creata nel 1832 dal conte recanatese Monaldo Leopardi, già autore di opere politiche a carattere fortemente conservatore, e stampata a Pesaro dal tipografo Annesio Nobili – a sua volta ostile ai moti rivoluzionari che avevano scosso anche l’Italia nel 1830 e 1831 e pronto per questo a diffondere clandestinamente libri antiliberali, tra cui i «Dialoghetti sopra le materie correnti nell’anno 1831» del Leopardi -, «La voce della ragione» si propose come sodale ed erede della «Voce della verità» di Modena di cui, nel saggio introduttivo al primo fascicolo, i redattori - ovvero il conte e i figli Paolina e Pierfrancesco - celebravano il coraggio per aver tolto «alla cabala antisociale la privativa della favella libera e ardimentosa» e per aver sostenuto i partigiani «dell’ordine e della giustizia». E ordine, giustizia e spirito autenticamente votato alla salvaguardia della società - laddove per società si deve intendere un organismo retto sul rispetto del potere religioso e politico in quel tempo percorso da insurrezioni e rovesciamenti - sono ciò che il quindicinale si proponeva a sua volta di promuovere e difendere, ospitando contributi “filosofici, teologici, politici, istorici, letterari” in linea con questi principi.
1818In folio (mm. 380x245). Di questo celebre periodico bisettimanale offriamo una "raccolta completa" di 116 numeri sciolti, dal 3 settembre 1818 (n. 1) al 10 ottobre 1819 (n. 116), stampati su carta azzurrina (da qui la denominazione di “Foglio azzurro”); con timbro austriaco da 5 cent su ogni numero. Vittore Branca nel suo studio sul “Foglio azzurro” ("Il Conciliatore", Le Monnier, 1954) scrive che col n. 116 terminava la parte del "Conciliatore" distribuita agli associati; anzi lo stesso n. 116 ebbe pochissima diffusione, causa il sequestro quasi immediato da parte della polizia austriaca. I numeri 117 e 118 non vennero neppure distribuiti: se ne stamparono solo poche copie, destinate ai redattori. Verso la fine del 1920 pervennero al Museo del Risorgimento di Milano delle pagine inedite del glorioso periodico: si trattava delle bozze di stampa predisposte per i nn. 119 e 120, che non videro mai la luce per il veto della polizia austriaca. "”Il Conciliatore” fu fondato a Milano nel settembre 1818 da un gruppo di gentiluomini liberali, capeggiati da Luigi Porro-Lambertenghi e Federico Confalonieri. Suoi principali collaboratori furono Silvio Pellico (che curò anche la pubblicazione dei singoli numeri), Giovanni Berchet, Pietro Borsieri, Giuseppe Pecchio, Gian Domenico Romagnosi, Ermes Visconti e Lodovico Di Breme. Fu l'organo di battaglia dei romantici e, anche se non esplicitamente, dei liberali; sicchè divenuto ben presto sospetto alla censura, fu soppresso al suo 118° numero, nell'ottobre 1819”". Cosi' Diz. Treccani,III, p. 415. Fascicoli con qualche lieve fioritura, altrimenti ben conservati, con barbe.
réf. 19035New York, George Brecht et Fluxus Editorial council for Fluxus, 1964-1970. 8 numéros sur 2 doubles ff. dépliant in folio, étui et chemise de carton vert. Bon état, rare pour cette revue.
1922Edizione originale. Rara collezione quasi completa dal gennaio 1922 al luglio 1943 mancante di soli 12 numeri: 1922 (n. 3), 1924 (n. 12), 1925 (n. 1), 1926 (n. 1), 1937 (nn. 1-6-7-8), 1941 (nn. 8-10-11-12). Fascicoli in ottime condizioni conservati in astucci e cofanetti protettiti divisi per annata con titoli al dorso. Timbri postali coevi alle brossure del 1943. Mensile fondato nel 1922 da Benito Mussolini a Milano che testimonia l’evoluzione ideologica e istituzionale del fascismo. Nata portando in sé le aspirazioni rivoluzionarie del primo fascismo sansepolcrista - e del vitalismo a esso associato, teso all’ordine attraverso però la trasformazione e la costante messa in discussione dello stato di cose esistente -, la rivista si fece nel tempo sempre di più luogo di dibattito politico-culturale e di propaganda legati al regime come organismo chiuso, saldamente retto dalla figura quasi divina del Duce e non più così avverso alla tradizione. Pubblicata ininterrottamente fino al luglio 1943, «Gerarchia» vide la collaborazione di alcune figure centrali nella parabola umana e pubblica di Mussolini, a partire da Margherita Sarfatti, per alcuni anni direttrice responsabile della pubblicazione e contributrice. Ma fondamentale fu anche l’apporto del pittore e poeta Ardengo Soffici, degli storici Gioacchino Volpe e Arrigo Solmi e del critico Lorenzo Giusti, senza dimenticare Mario Sironi che firmò, a partire dalla prima uscita del gennaio 1922, le tavole monocrome di copertina.
réf. 115206aaf1941 - 2014, in-4to, je 12 Heften pro Jahrgang / 12 fascicules par année/ 12 issues each year, illustrierte Original-Broschüre / ill. wrappers / brochures ilustrées.
réf. 66447aaf1874-91, in-4to, revue richement illustrée, rousseurs par ci par là, reliure en d.-cuir / d.-parchemin avec couv. orig. montée / Un vol en percaline rouge avec grande plaque dorée.
réf. 29779aafJosef Gassmann, 1788-1834, kl. in-8°, 30 Jge. in teils identischen Pappbänden , 1 Jg. nicht gebunden.
1919Edizione originale. Tutto il pubblicato in 6 fascicoli dal 1919 al 1921 in ottime condizioni (sovracoperte leggermente brunite e con minimi segni del tempo, per il resto esemplari privi di particolari difetti da segnalare). Prima di dare vita, nel 1922, all’avventura tipografica-editoriale della storica Officina Bodoni – che da Montagnola, nei pressi di Lugano, sarebbe poi stata trasferita a Verona -, Giovanni (Hans) Mardersteig – fondamentale figura di intellettuale-tipografo, creatore di elegantissime edizioni a partire dall’ «Opera omnia» di D’Annunzio del 1925 – fondò nel 1919, con l’amico e compagno di studi all’Università di Kiel Carl Georg Heise, una rivista destinata a farsi modello di equilibrio tra potenza della pura immagine e parola. «Genius. Zeitschrift für alte und Werdende Kunst» (ovvero “Genius. Rivista per l’arte antica e futura”) nacque in effetti come periodico dedicato ai movimenti artistici presenti e ai loro possibili sviluppi – su tutti, l’Espressionismo – avendo tuttavia profondo rispetto per il passato e rifiutando, come scrisse Heise, «la devozione cieca verso tutto ciò che è nuovo». Eppure, su impulso dell’editore della rivista Kurt Wolff – altro raffinato gigante dell’editoria novecentesca, a cui dobbiamo la prima pubblicazione della maggior parte delle opere di Kafka – che suggerì di suddividere la rivista in due sezioni – la prima, dal titolo “Die Bildenden Kunste” (“Le belle arti”) e la seconda, dal titolo “Dichtung und Menscheinn” (“Poesia e umanità”) -, «Genius» ospitò nelle sue pagine in formato in folio anche importantissimi contributi poetici e letterari, tra cui il racconto al tempo ancora inedito «Erstes Leid» («Primo dolore») del già nominato Kafka. Ma nei sei numeri usciti con cadenza semestrale tra il 1919 e il 1921, la rivista diede spazio, corpo e respiro a molto altro: illustrazioni, tavole applicate con riproduzioni di opere e luoghi e litografie originali, tra i tanti, di Emil Nolde, Karl Schmidt-Rotluff, Erick Heckel, Franz Marc accompagnate da approfondimenti e testi critici, e scritti – per citare solo i nomi maggiori - di Max Brod, Alfred Döblin, Hermann Hesse, Maxim Gorki, Ernst Bloch e, ovviamente, Franz Kafka.
1960réf. ZB394659International Journal of Neurology 1960-1990. Price HAS BEEN REDUCED by 10% until Monday Oct. 26 weekend SALE item volumes 1; 4; 19-24. 1960-1990. partly bound library markings textually clean & tight PRICE IS FOR THE LOT. - If you are reading this this item is actually physically in our stock and ready for shipment once ordered. We are not bookjackers. Buyer is responsible for any additional duties taxes or fees required by recipient's country. Photos available upon request. International Journal of Neurology unknown
1688réf. GT404aLondon: Printed by Authority 1688. Original issue 1st Printing. No Binding. Fine. 4to. 2pp. Original single sheet issue of the London Gazette No 2400 dated November 15th to Saturday November 17thst 1688. Double column layout printed by Edw: Jones in the Savoy 1688. AN IMPORTANT ISSUE REPORTING William of Orange landed at Brixham in Devon with an invasion force on November 5th 1688 that deposed of James II of England and James VI of Scotland. The unfolding events are dramatically reported in the opening paragraph of this rare surviving original edition of the London Gazette. The worlds first newspaper. The Invasion fleet entered the English Channel on 3/13 November.Britain had became a Protestant Society and the last Catholics reign of James II would soon be over. 2pp complete. Printed by Authority unknown
194823 quaderni di 25 totali (mancano quaderni XXIV e XXV). Fascicoli con normali tracce d’usura e fioriture, carte e tagli leggermente bruniti. Esemplari complessivamente in ottimo stato. I quaderni III e IV conservano l’estratto con le traduzioni italiane di poesie inglesi e americane. Raccolta di 23 quaderni di 25 totali (mancano i due quaderni conclusivi dell’autunno 1959 e della primavera 1960) della rivista letteraria «Botteghe Oscure» (1948 - 1960) fondata a Roma nell’omonima via da Marguerite Gilbert Chapin Caetani. I quaderni I – II – III – IV – V – VI – VII – VIII – IX – XI – XII presentano la sola brossura color crema; i quaderni X – XIII – XIV – XV – XVI conservano la fascetta editoriale rossa e bianca; i restanti quaderni (XVII – XVIII – XIX – XX – XXI – XXII – XXIII) conservano la brossura bicolore riproducente i nomi degli autori presenti nel numero. Letterata, collezionista d’arte e mecenate statunitense – originaria di Waterford, Cunnecticut - naturalizzata italiana in seguito al matrimonio con il compositore Roffredo Caetani, Marguerite Caetani era già stata protagonista dell’importante esperienza con la rivista «Commerce», da lei creata a Parigi nel 1924 e pubblicata - come sarà poi anche per «Botteghe Oscure» - in francese, inglese e italiano fino alla chiusura nel 1932. Stabilitasi a Roma con il marito dopo la fine della seconda guerra mondiale, qui la Caetani fonda - con Elena Croce - il circolo «Il Ritrovo», luogo di incontri di scrittori e artisti in cui si fa largo l’idea di dare forma a una nuova rivista sul modello della precedente «Commerce». Nasce così, nel 1948, «Botteghe Oscure», periodico semestrale che prende il nome della via romana in cui si trovava il palazzo della coppia votato alla pubblicazione di testi e versi inediti di scrittori - almeno nella maggior parte dei casi - emergenti o semplicemente sconosciuti, pur non mancando contributi di romanzieri e poeti già affermati del panorama nazionale e internazionale. Priva di recensioni e di letteratura critica, la rivista intende lasciare che la parola possa esprimersi liberamente, senza mediazioni, forzature, pregiudizi o linee poetiche, teoriche e/o ideologiche da seguire o da cui essere condizionati. Francese, inglese e italiano - e, successivamente, anche tedesco, spagnolo, polacco, olandese, filippino ... – diventarono, in proporzioni diverse e variabili da un fascicolo all’altro, le lingue di «Botteghe Oscure», originando non una Babele letteraria, ma uno spazio realmente e armoniosamente internazionale (benché a nutrirlo fosse stato e fosse il fermento culturale italiano del secondo dopoguerra). E così Ungaretti, Svevo, Pasolini, Calvino, Bertolucci, Sbarbaro, Saba, Ginzburg, Cassola, Tomasi di Lampedusa sono solo alcuni dei nomi che, tra prosa e poesia, si accompagnano a Valéry, Camus, James Spencer, Bertolt Brecht, Dylan Thomas, René Char, Truman Capote, Maria Zambrano, Marianne Moore ... Un luogo di scoperta, nonché un atto d’amore per gli autori coinvolti e per i lettori che, attraverso «Botteghe Oscure», potevano – e ancora possono – prendere contatto con il libero fluire e con il libero darsi e imporsi di parole e mondi, come già si diceva, non costretti, non tradotti (fatta eccezione per poesie coreane, olandesi, filippine, indiane, polacche e pakistane presentate in inglese e considerando gli estratti con alcune traduzioni), non oppressi da giudizi, spesso fin lì trascurati dalla critica e lì, finalmente, portati alla luce. Nel «Congedo» - unico “saggio” pubblicato nei 25 quaderni - posto a chiusura dell’ultimo fascicolo della primavera 1960, Giorgio Bassani - storico e raffinatissimo redattore capo della rivista – scriveva giustamente che Marguerite Caetani aveva: «avvertito con esatta intuizione il clima, la fertilità del momento», decidendo di creare uno spazio che «accoglieva di preferenza, per non dire in modo esclusivo, contributi di persone niente affatto famose: persone oscure, appunto, cioè scarsamente conosciute nei loro stessi Paesi, e perfino nel ristretto ambito dei cenacoli letterari. Giovani, per lo più. “Botteghe oscure” non ha mai stampato saggi critici, recensioni, inchieste [...] Per ciò che riguarda la sezione italiana ritengo che i criteri di scelta del materiale siano bastevoli a esercitare un’influenza critica notevolmente incisiva sul corso della letteratura italiana del dopoguerra e sull’orientamento del gusto del nostro Paese […] Il fatto è, bisogna dirlo, che molti degli scrittori più largamente ospitati da “Botteghe oscure” in quegli anni – scrittori allora ignoti o quasi – ci hanno poi dato parecchi libri importanti, senza menzionare i quali nessun discorso serio sarebbe possibile, oggi, sulla nostra letteratura». S. Valli (a cura di), «La rivista “Botteghe Oscure” e Marguerite Caetani. La corrispondenza con gli autori italiani, 1948 - 1960, L’Erma di Bretschneider, Roma 1999; G. Bassani, «Congedo», in «Botteghe oscure», XXV, primavera 1960, pp. 434-439.
1900Tre fascicoli in formato album splendidamente illustrati da B. Cascella: copertine, tavole f.t. e illustrazioni n.t., tutto in litografia. S i pubblicarono solo i tre fascicoli che presentiamo, a partire dal 15 aprile del 1900, con in cop. la dicitura «Ufficiale per l’Esposizione d’igiene 1900». Tra i testi anche un inedito di Matilde Serao («Femminismo... di fumo»). L’«Illustrazione meridionale» rappresenta la prima, raffinata impresa editoriale di Cascella; seguirà «La Grande illustrazione», con impostazione grafica molto simile. Ottimi esemplari completi (solo fasc. II mancante delle velina parlante). Insieme molto raro: nessuna biblioteca pubblica possiede la serie completa, quattro risultano avere in catalogo il solo primo fascicolo. 3 voll.
1927Edizione originale. Parziale perdita di qualche lettera appena sotto l’intestazione, in prima pagina, causa rimozione dell’etichetta d’invio; per il resto, uno straordinario esemplare intatto e senza alcuna sofisticazione; rarissimo in queste condizioni. Rarissimo numero primo e unico pubblicato: sole tre copie nel censimento ICCU (Centrale Firenze, BSMC Roma e APICE Milano), cui OCLC aggiunte l’esemplare del MART Rovereto. -- Espressione dell’immaginismo di qualità e intensità inversamente proporzionali all’effimera durata (praticamente il solo anno 1927), l’«immaginismo» italiano — che nulla ha a che vedere con l’imagism poundiano o con l’omonimo -ismo russo — «assumeva in realtà una poetica dell’immaginazione che sembrava ricorrere fino alla messa in scena del subconscio. […] L’immaginismo italiano era di fatto molto più vicino al surrealismo. […] Ed è certamente dal cinema che l’immaginismo italiano traeva la sua linfa più segreta» (Lista, p. 7-s). Animatori principali del movimento furono l’artista Vinicio Paladini e lo scrittore Dino Terra. Paladini veniva da quel crogiolo di avanguardisti e irregolari del principio degli anni ’20 che solo verso la metà del decennio e oltre chiariranno la direzione presa dalla propria parabola artistica; dopo un breve periodo di fiancheggiamento futurista, grazie alle intercessioni di Prampolini (si veda la vicenda legata al manifesto sull’Arte meccanica), Paladini si posizionava a distanza di sicurezza con l’intervento del 1927 «Arte d’avanguardia e futurismo», pubblicato prima sulla «Bilancia» poi in plaquette. Ed è proprio il gruppo gravitante attorno alla rivista romana (mensile ma aperiodico diretto da Umberto Barbaro) che riempirà le fila dell’immaginismo — per scioglierle subito e riformarle altrove. -- Il nome della rivista che fa da altoparlante del movimento, così come il marchio che la illustra (due ingranaggi che s’arrotano), reca precisa memoria dell’origine comunista di Paladini. L’apertura del fascicolo che lancia il movimento immaginista è affidata per intero all’artista russo-romano, che compone una pagina dominata da un incredibile ‘fotomontage’ in bianco e nero, dove sono tutte le suggestioni e i temi cari (un vero e proprio manifesto ‘visivo’ che sarebbe da analizzare con la lente d’ingrandimento); la composizione è incorniciata da un testo composto a slogan, non-sense, testi in all-caps, simboli matematici e maniculae, d’impronta chiaramente dadaista. In seconda pagina comincia il lungo manifesto «Una nuova estetica per un’arte nuova», firmato da Umberto Barbaro, che condivideva con Paladini la fede politica di estrema sinistra: un testo illuminante per capire la posizione del gruppo rispetto alla questione generale del modernismo e dell’avanguardia ma, nello specifico, rispetto al futurismo, da cui in Italia non si può prescindere. In terza pagina una recensione ‘onirica’ dei due libri di Dino Terra, già pubblicati sotto le insegne della «Ruota editrice»: Riflessi (che si fregerà di uno strillo di Marinetti in fascetta) e L’amico dell’angelo, un dramma. Le altre presenze servono a fornire un’indicazione di provenienza e appartenenza (come le poesie di Majakovskij ed Elena Ferrari) oppure sono del tutto episodiche, personaggi minimi raggranellati sul fondo del vivace ambiente romano che sboccerà appieno solo negli anni ’30. Lista, Dal futurismo all’immaginismo, passim; The Oxford Critical and Cultural History of Modernist Magazines, III, p. 580; Salaris, Riviste futuriste, p. 1106-ss; Casetti, Movimento immaginista, p. 65
1975Collezione completa. Straordinario insieme in eccellenti condizioni di conservazione, completo, nelle fragili scatole originali (distacco netto ad alcuni degli angoli delle scatole, fermato con nastro filmoplast; scatola n. 3 con segni d’urto agli stessi angoli). Importante rivista/raccoglitore di libri d’artista, pubblicata a cadenza annuale in tiratura limitata a 500 esemplari; fanno eccezione i volumi 3 e 4, entrambi usciti nel 1977, e l’ultimo numero, il 7, pubblicato in 1100 esemplari numerati nel 1981, dopo la mancata uscita nel 1980. All’interno delle scatole sono contenuti veri e propri libri e plaquettes, ciascuno contrassegnato dalla sigla della scatola d’appartenenza (i. e. «Tau/ma 1» su tutti i volumetti della prima scatola, 1976), in un sapiente dosaggio di edizioni originali affiancate da ristampe anastatiche di testi fondativi delle avanguardie storiche. Il libri sono legati tramite incollatura a pressione, senza dorso. -- Oltre a varie opere dei direttori, contiene contributi di Emilio Villa (Alphabetum Coeleste, n. 3/1977; Verboracula, n. 7/1981), Adriano Spatola (Cantico delle creature, n. 4/1977), Edoardo Sanguineti con il figlio Federico (Papiro, n. 5/1978), Luciano Caruso (Piccola teoria della citazione, n. 5/1978), Michelangelo Pistoletto (Le stanze, n. 5/1978), Jannis Kounellis (Hotel Louisiane, n. 7/1981), Mimmo Paladino (Una piccola storia, n. 7/1981), Giulia Niccolai, Julien Blaine, Gian Pio Torricelli, Vito Acconci, Luigi Ballerini, Heinz Gappmayr, Jiri Kolar, Haroldo de Campos e Regina Silveira, Agnes Denes, Joan Jonas, JCT, Adalgisa Lugli, Ladislav Novak, Emilio Prini, Jochen Gerz, Madeline Gins, Richard Nonas, Luciano Bartolini, Elsa Ruiz, Adriano Malavasi, Carlo Serveri, Patrizia Vicinelli, Konrad Balder Schäuffelen, Francesco Pellizzi, Remo Guidieri, Robert Lax, Carlo Finale. -- Tra le ristampe anastatiche, meritano particolare menzione quelle relative a recuperi di testi antichi e raro contenenti virtuosismi calligrafici, come l’«Unius Libri versum» di Bernard Bauhus (1617), il «De furtivis literarum notis» di Giovan Battista Della Porta (1602), la «Lettera apologetica» di Raimondo di Sangro (1750), il «Musarum Liber XXV» di Baldassarre Bonifacio (1628). Maffei & Peterlini, Riviste d’arte e d’avanguardia, pp. 144-5 7 voll.
1970Tutto il pubblicato (32 numeri in 28 fascicoli). Collezione in ottime condizioni. Ideata nel 1970 da Tommaso Trini Castelli — già collaboratore della rivista «Domus» e in seguito docente di Storia dell’arte moderna all’Accademia di Belle Arti di Urbino e di Milano — «Data» si proponeva come un “database” — da qui il titolo — dei maggiori eventi italiani e internazionali di arte contemporanea, trovando il proprio terreno di partenza e il proprio orizzonte di riferimento — per quanto non esclusivi — nell’Arte Povera e nella Conceptual Art. Nei suoi sette anni di vita — con 32 uscite suddivise in 28 fascicoli dal settembre 1971 all’estate del 1978 — la rivista ha ospitato interventi di importanti critici — tra cui Renato Barilli, Achille Bonito Oliva, il “padre” del movimento Arte Povera Germano Celant, Maurizio Fagiolo —, interviste agli artisti, riproduzioni fotografiche di opere e di momenti performativi, recensioni, oltre a una selezione, come già ricordato, delle migliori esposizioni in corso, presentate direttamente attraverso le locandine delle gallerie coinvolte. Da segnalare, ovviamente, le copertine, realizzate ogni volta con opere di artisti diversi: la prima celebrava l’Arte Povera con «Marmo rosa del Portogallo e seta naturale» di Luciano Fabro, mentre l’ultima utilizzava un particolare di «L’occhio della pittura» di Emilio Tadini. In mezzo, tra gli altri, opere di Mario Ceroli, Alighiero Boetti, Mario Nigro, Marisa Merz, Gianni Emilio Simonetti, Mimmo Paladino. G. Maffei, Libri e documenti. Arte povera 1966-1980, Corraini, 2007, p. 278.
1959réf. 223131959. Journal of the Aerospace Sciences 1959 documents foundational research in American aerospace engineering during the early Cold War space race. Published the year after the establishment of NASA and amid intensified U.S. efforts to match Soviet rocket achievements following the 1957 launch of Sputnik these issues contain contemporary technical studies on hypersonic aerodynamics missile stability spacecraft propulsion and planetary trajectory design. Articles by scientists and engineers working at leading research institutions and government laboratories record the theoretical groundwork that would shape the next decade of American spaceflight including early analytical work on Mars trajectories reentry materials and competing propulsion systems for interplanetary travel. Journal of the Aerospace Sciences. Volume 26 numbers 1 2 4 5 6 7 8 9 10 11 and 12. New York: Institute of the Aeronautical Sciences 1959. Eleven issues from the journal's 1959 volume lacking only the March issue. The periodical served as the principal research forum of the Institute of the Aeronautical Sciences the professional organization that later became the American Institute of Aeronautics and Astronautics. Together these figures represent a cohort of scientists who would define American spaceflight theory and practice in the decade to come.Archive consists of 11 printed volumes in original wrappers approx. 50-80 pages per issue totaling over 800 pages. This archive includes: Volume 26 No. 1 January 1959: Features research on turbulent skin-friction drag at supersonic speeds jet nozzle structures nonlinear flutter problems and B-47 gust response. Includes Frank E. Goddard Jr. T.C. Adamson Jr. S.P. Shen. Vol. 26 No. 2 February 1959: Contains work on spiked bodies at hypersonic speeds reentry missile stability and panel flutter. Contributors include Seymour M. Bogdonoff E.V. Laitone and Frederick L. Ryder. Vol. 26 No. 4 April 1959: Publishes the Twenty-Second Wright Brothers Lecture by Maurice Roy of ONERA France. Other articles include thermal stresses hypersonic shock tunnels and boundary-layer transition. Vol. 26 No. 5 May 1959: Focuses on heat transfer at hypersonic speeds lift-drag ratios at supersonic speeds low-thrust spacecraft flight mechanics and chemically reacting boundary layers. Authors include A.J. Hanawalt Clinton E. Brown and Daniel E. Rosner. Vol. 26 No. 6 June 1959: Includes Hans Bethe's paper on the ablation of glassy materials structural matrix analysis and free-molecule flow dynamics. Vol. 26 No. 7 July 1959: Features M.A. Biot on thermomechanical reciprocity airplane turbulence responses and reentry motion. Also includes research on fatigue stress and laminar dissociated airflows. Vol. 26 No. 8 August 1959: Discusses transonic wing/body aerodynamics supersonic plate divergence mercury plasma tunnels and propellant burning models. Includes Hans U. Eckert. Vol. 26 No. 9 September 1959: Opens with Richard H. Battin's landmark article on planetary reconnaissance trajectories from MIT along with contributions on missile drag optimization rocket flight variational problems and real-gas flows. Vol. 26 No. 10 October 1959: Features George Paul Sutton's comprehensive comparison of interplanetary propulsion systems addressing ion rockets nuclear heating and solar sails. Also includes optimal aircraft climb paths and spherical cap snapping. Vol. 26 No. 11 November 1959: Includes studies on flutter energy equations jet-flap compressors porous-wall cooling and actuator disc dynamics in turbomachinery. Vol. 26 No. 12 December 1959: Closes the year with work on thermal buckling subsonic turbulence reattachment zoom climb optimization and hypersonic similitude. Contributors include Carl Gazley Jr. Wallace D. Hayes and George Gerard. In 1959 the Journal of the Aerospace Sciences served as the official scientific platform for cutting-edge American aerospace research marking the transition from aeronautical to astronautical engineering. That year saw sustained focus on hypersonics ballistic missile trajectories spacecraft propulsion and heat transfer under extreme atmospheric conditions as the U.S. sought to stabilize its strategic position after the 1957 Sputnik crisis and ahead of the 1960 Mercury program. Research in these volumes was underwritten by military contracts NASA collaboration established in 1958 and Cold War exigencies. Light foxing to several wrappers particularly July issue; some edge wear and surface abrasions. Two issues show sticker residue at spine or lower edge. Interiors uniformly clean bindings firm and covers largely bright and intact. Overall very good condition. The studies record the technical environment that produced early American satellite programs and later lunar navigation systems linking university laboratories defense contractors and federal research agencies. unknown
1959réf. 223131959. Journal of the Aerospace Sciences 1959 documents foundational research in American aerospace engineering during the early Cold War space race. Published the year after the establishment of NASA and amid intensified U.S. efforts to match Soviet rocket achievements following the 1957 launch of Sputnik these issues contain contemporary technical studies on hypersonic aerodynamics missile stability spacecraft propulsion and planetary trajectory design. Articles by scientists and engineers working at leading research institutions and government laboratories record the theoretical groundwork that would shape the next decade of American spaceflight including early analytical work on Mars trajectories reentry materials and competing propulsion systems for interplanetary travel. Journal of the Aerospace Sciences. Volume 26 numbers 1 2 4 5 6 7 8 9 10 11 and 12. New York: Institute of the Aeronautical Sciences 1959. Eleven issues from the journal's 1959 volume lacking only the March issue. The periodical served as the principal research forum of the Institute of the Aeronautical Sciences the professional organization that later became the American Institute of Aeronautics and Astronautics. Together these figures represent a cohort of scientists who would define American spaceflight theory and practice in the decade to come.Archive consists of 11 printed volumes in original wrappers approx. 50-80 pages per issue totaling over 800 pages. This archive includes: Volume 26 No. 1 January 1959: Features research on turbulent skin-friction drag at supersonic speeds jet nozzle structures nonlinear flutter problems and B-47 gust response. Includes Frank E. Goddard Jr. T.C. Adamson Jr. S.P. Shen. Vol. 26 No. 2 February 1959: Contains work on spiked bodies at hypersonic speeds reentry missile stability and panel flutter. Contributors include Seymour M. Bogdonoff E.V. Laitone and Frederick L. Ryder. Vol. 26 No. 4 April 1959: Publishes the Twenty-Second Wright Brothers Lecture by Maurice Roy of ONERA France. Other articles include thermal stresses hypersonic shock tunnels and boundary-layer transition. Vol. 26 No. 5 May 1959: Focuses on heat transfer at hypersonic speeds lift-drag ratios at supersonic speeds low-thrust spacecraft flight mechanics and chemically reacting boundary layers. Authors include A.J. Hanawalt Clinton E. Brown and Daniel E. Rosner. Vol. 26 No. 6 June 1959: Includes Hans Bethe's paper on the ablation of glassy materials structural matrix analysis and free-molecule flow dynamics. Vol. 26 No. 7 July 1959: Features M.A. Biot on thermomechanical reciprocity airplane turbulence responses and reentry motion. Also includes research on fatigue stress and laminar dissociated airflows. Vol. 26 No. 8 August 1959: Discusses transonic wing/body aerodynamics supersonic plate divergence mercury plasma tunnels and propellant burning models. Includes Hans U. Eckert. Vol. 26 No. 9 September 1959: Opens with Richard H. Battin's landmark article on planetary reconnaissance trajectories from MIT along with contributions on missile drag optimization rocket flight variational problems and real-gas flows. Vol. 26 No. 10 October 1959: Features George Paul Sutton's comprehensive comparison of interplanetary propulsion systems addressing ion rockets nuclear heating and solar sails. Also includes optimal aircraft climb paths and spherical cap snapping. Vol. 26 No. 11 November 1959: Includes studies on flutter energy equations jet-flap compressors porous-wall cooling and actuator disc dynamics in turbomachinery. Vol. 26 No. 12 December 1959: Closes the year with work on thermal buckling subsonic turbulence reattachment zoom climb optimization and hypersonic similitude. Contributors include Carl Gazley Jr. Wallace D. Hayes and George Gerard. In 1959 the Journal of the Aerospace Sciences served as the official scientific platform for cutting-edge American aerospace research marking the transition from aeronautical to astronautical engineering. That year saw sustained focus on hypersonics ballistic missile trajectories spacecraft propulsion and heat transfer under extreme atmospheric conditions as the U.S. sought to stabilize its strategic position after the 1957 Sputnik crisis and ahead of the 1960 Mercury program. Research in these volumes was underwritten by military contracts NASA collaboration established in 1958 and Cold War exigencies. Light foxing to several wrappers particularly July issue; some edge wear and surface abrasions. Two issues show sticker residue at spine or lower edge. Interiors uniformly clean bindings firm and covers largely bright and intact. Overall very good condition. The studies record the technical environment that produced early American satellite programs and later lunar navigation systems linking university laboratories defense contractors and federal research agencies. unknown books
1879réf. 43501Paris, Aux Bureau du Journal, 1879-88. 4to. Bound in 29 uniform contemp. hcalf. Spines gilt and with gilt lettering.Top of spine on 3 vols. with wear. A nick to spine on 2 vols. 4 vols. with some wear to spines. A few vols. slightly rubbed. Internally fine. More than 14000 pp. Profusely illustrated with fine woodcuts in the text. The work is known for its fine executed illustrations of machinary and apparatus.
1879réf. 43501Paris Aux Bureau du Journal 1879-88. 4to. Bound in 29 uniform contemp. hcalf. Spines gilt and with gilt lettering.Top of spine on 3 vols. with wear. A nick to spine on 2 vols. 4 vols. with some wear to spines. A few vols. slightly rubbed. Internally fine. More than 14000 pp. Profusely illustrated with fine woodcuts in the text. The work is known for its fine executed illustrations of machinary and apparatus. This is the first journal entirely devoted to theory of light and electricity in its practical applications documenting the early history of Telegraphy and Telephony. It describes and depicts the new inventions of electrical apparatus used in industries and communications. It describes the installments of telegraphy in Amerika as well as in Europe. It describes arch-lamps Eddison-lamps the Telephoneworks of Gray Edison Bell and others the introduction of electric lightening in houses and towns applications of electricity to railways electro-motors and dynamoes electromagnetism microphones etc. etc. It contains importent papers on the theory of electricity and magnetism as well.- Weaver Cat.of the Wheeler Gift No. 5919. unknown
1671In-folio. 7 carte, 144 pp., 3 cc. (tavola ripiegata con Plani Villae Adrianae), 145-263 pp., 5 cc. Antiporta incisa da Romeyn de Hooghe, ritratto in rame di papa Clemente X, 25 tavole in rame (di cui 15 ripiegate) e 20 incisioni n.t. Qualche fioritura sparsa; Piena pergamena coeva con medaglione centrale e impressioni a freddo sui piatti, decorazioni al dorso. Qualche leggero difetto alle cerniere. Bibliografia: Caillet II, 5777.
1964réf. LL 638"Cuadernos del Ciclo de arte de hoy: Bosch Llucia Mensa Pellsjo Amelia Riera Valbuena. " Folio; 7 vols. ALL PUBLISHED. Unbound as issued. With texts by Vicente Aguilera Cerni and Carlos Vivo among others; with original work in each issue; folders with loose sheets; Continuous pagination. COMPLETE RUN OF THIS PRACTICALLY UNKNOWN CATALAN MODERN ART PERIODICAL. ALL ISSUES CONTAIN ORIGINAL ART BY DIFFERENT ARTISTS MAKING EACH ISSUE A UNIQUE COPY: Contents: 1. works by ALL participating artists; 2. with 1 work by Bosch; 3. with 1 work by Llucia; 4. with 1 work by Mensa; 5. with 1 work by Owe Pellsjo; 6. with 1 work by Amelia Riera; 7. with 1 work by Valbuena. Collaborating artists: Bosch i Cruanas Lluis 1929; Llucia Joaquim 1929-1973; Mensa Carlos 1936-1982; Pellsjo Owe 1937; Riera Amelia 1928-2019; Valbuena Francisco; Bosch i Cruañas LluiÌs 1929; Llucià Joaquim 1929-1973; Mensa Carlos 1936-1982; Pellsjö Owe 1937; Riera Amèlia 1928-2019. Issue # 1 contains original illustrations by all six of the founding artist collective members: Lluís Bosch i Cruañas Joaquim Lluciá Carlos Mensa Owe Pellsjö Amèlia Riera and Francisco Valbuena. Accompanying the illustrations are statements about art and form which the collective has associated with six Modernist masters Pablo Picasso Emil Nolde Paul Klee Vasily Kandinsky Piet Mondrian and Wilhelm Lehmbruck. Also in this issue are statements and poems by other Catalan artists. EXTREMELY RARE AS WE FIND ONLY ISSUE # 1 ONLY AT MoMA AND NO OTHER COPIES IN LIBRARIES IN THE US. # WolrdCat US Libraries: No copies Graficas El Tinell
1970réf. ZB1308658Toronto 1970-79. Price HAS BEEN REDUCED by 10% until Monday Oct. 26 weekend SALE item volumes 2; 13; 17 19; 21; 32-38; 40; 43-47 1967-2012 mostly in original paper wrappers some library markings else text clean & bindings tight. - If you are reading this this item is actually physically in our stock and ready for shipment once ordered. We are not bookjackers. Buyer is responsible for any additional duties taxes or fees required by recipient's country. Photos available upon request. Toronto unknown
1901Edizione originale. Rara collezione completa (10 volumi). Esemplari in ottime condizioni con rare e normali abrasioni ai piatti (da segnalare solo fioritura al piatto del X volume). Carte pulite con qualche occasionale fioritura. Rarissima collezione completa di «Novissima» “albo d’arti e lettere” ideato e fondato da Edoardo De Fonseca tra il 1900 – anno in cui diede vita a Milano alla Società Editrice di Novissima - e il 1901, anno di pubblicazione del primo volume di questa bellissima – e unica nel suo genere – rivista dedicata alla letteratura, all’arte e all’illustrazione. Contraddistinta da una grafica curata e riccamente liberty, al suo interno «Novissima» raccoglieva testi e componimenti poetici di autori importanti (tra i molti, De Amicis, Pirandello, Pascoli, D’Annunzio), rubriche di teatro, musica e moda, inserzioni pubblicitarie ma, soprattutto, illustrazioni e tavole stampate su carte di tipo diverso. Bompard, Majani, Terzi, Dudovich, Kienerk sono solo alcuni degli illustratori che De Fonseca chiamò a sé per collaborare stabilmente al periodico annuale e per firmare le copertine, piccoli gioielli d’Art Nouveau. Nel dettaglio, «Novissima» si presentò con la copertina del 1901 - raffigurante una giovane donna tra i rami di ciliegio - firmata da Aleardo Terzi; nel 1902 con l’illustrazione di Antonio Rizzi; nel 1903 con l’elegante creazione dello scultore Edoardo Rubino, a metà tra bassorilievo e cammeo; nel 1904 con la grafica del notissimo cartellonista Marcello Dudovich; nel 1905, il piatto anteriore è affidato ad Augusto Majani, mentre nel 1906 nuovamente ad Aleardo Terzi; nel 1907, in un numero che affronta i temi emersi all’Esposizione Internazionale di Milano dell’anno precedente, la copertina - che ritrae un uomo intento a innaffiare un melograno - è di Duilio Cambellotti; nel 1908 il tema femminile è invece sviluppato da Giovanni Mataloni; nel 1909 è la volta di Alfredo Baruffi, a cui viene affidata anche l’illustrazione dell’intero volume, mentre nel 1910 la pubblicazione si congeda con la copertina di Umberto Bottazzi. Tra i contributi artistici accolti all’interno dei numeri, non si può non segnalare quantomeno la presenza di un’opera di Giacomo Balla nel volume del 1904. Perfettamente in linea con i tempi, l’esperienza di «Novissima» si concluse nel 1910 al mutare del gusto artistico e del clima culturale, rimanendo tuttavia una splendida testimonianza dello spirito a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, così sospeso, onirico e borghesemente languido. 10 voll.
1912réf. 58474[London, Cambridge University Press, 1912]. Gr.-8°. S. (425-)460, Späterer OKart.-Bd.
1896282 pages. Handsome bright gilt decoration upon front board. Gilt lettering upon backstrip clearly legible excepting a chip affecting three characters. Loss from top of backstrip. Prior owner's signature inside front board else unmarked. Narrow opening along back hinge. Average external wear. Additional photos available upon request. Book