8.820 resultados
1929ref. 11188Berlin-Schöneberg, Peter J. Oestergaard Verlag 1929. Ganzleinen, 8°, 332 S., mit Illustrationen von Willy Lange, "Ein Bild von Kampf und Liebe, Recht und Handel aus den Tagen unserer Urahnen, die am Strand der schleswigschen Förde den Feuerstein schlugen und schärften, Steinhammer und Steinbeil schwangen und mit jauchzender Freude das erste Kupferschwert schmiedeten."
1979ref. X539Darmstadt, Hermann Luchterhand Verlag 1979. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 122 S., 3. Auflage, »Eine Abenteuer- und eine Liebesgeschchte aus unseren Tagen, Anna Seghers, die große Erzählerin, verleiht ihnen den Charakter exemplarischer Legenden.«
1875In 16? (cm 19,8), Brossura originale, pagg.144 lievi mende al dorso, manca il piatto ant., taglietti al piatto post., lievi mende al margine bianco di alcune carte interne, fioriture, peraltro buon es. Prima e unica ed. Savini (Piacenza, 1833 - Roma, 1888), autore di numerosi romanzi e patriota ), combatt? con Garibaldi nelle campagne del 1866-1867 e fu deputato della sinistra dal 1876. Prima e unica edizione, censita da ICCU soplo in tre biblioteche.
1974ref. C2105London, Jonathan Cape, 1974. "Ganzleinen, 8°, 251 S., Edited with an Introduction by Theodore Spencer, revisited edition with additional material and a Foreword by John J. Slocum and Herbert Cahoon, »Part of the first draft of ""A Portrait of the Artist as a Young Man""« (In englischer Sprache)"
2019cart. Chi può davvero dire di conoscere a fondo Stephen King? Il grande romanziere americano non ha bisogno di nessuna presentazione, eppure la sua sterminata opera è nota soltanto in piccola parte, la punta di un iceberg nero e terrificante che tuttavia attira l'intera platea mondiale. Rocky Wood, amico fraterno e massimo esperto della bibliografia del Re, è autore della più completa biografia al riguardo, dove non solo le opere più conosciute vengono analizzate al microscopio, ma anche gli inediti e gli scritti dimenticati sono portati alla luce, con alcuni esclusivi brani da leggere tutto d'un fiato. Stephen King ha pubblicato più di duecento opere di narrativa (ovvero quarantadue romanzi editi, centonove racconti in raccolte personali e altri cinquantatré racconti sparsi), molte delle quali in differenti versioni. Da una ricerca emerge che esistono almeno altri cinquantaquattro lavori di narrativa di King che non sono stati pubblicati - tra questi, molti sono accessibili ai ricercatori tramite i documenti di King conservati presso l'Università del Maine a Orono, dove King si laureò, o tramite altri canali.
2005ref. 354767Oxford: Oxford University Press. 2005. 627 S. 24 cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut (Innen); Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren; Schnitt ist nur stellenweise min. angestaubt, unten hat drei schwarzen Filzstrichen; Schutzumschlag (hat leichte Gebrauchsspuren); Halbleinen (Schwarzer Leinen) mit Schutzumschlag
2021br. "Amico lettore, non chiedere a queste mie pagine che io raccolgo e ti offro, il prestigio dell'arte e il fascino dello stile. Esse furono scritte, giorno per giorno, con cuore tremante di dolore, con una indicibile emozione, che, spesso, fece cadere la penna di mano allo stanco e desolato scrittore: esse furono scritte, ogni notte, al ritorno dai paesi ove più l'ira sterminatrice aveva distrutto gli uomini e le cose, mentre ancora una visione di orrore mi opprimeva. Così, in cambio di una glaciale disciplina letteraria, tu troverai, lettore, in queste pagine, la storia semplice, profonda e tragica di quella che fu l'eruzione, vista coi miei occhi mortali; vi troverai fra raffigurate persone e narrati fatti: eroiche persone e nobilissimi fatti che meritano di essere evocati ed esaltati. Amico lettore, queste sono pagine di dolore e di amore: e sono scritte con cuore sincero. Non altro. Napoli, maggio 1906". (Matilde Serao)
1962ref. 159504Wien : Europäischer Verlag, 1962. 61 S. ; 8 OLeinen
1982ref. X4704Zürich, Verlag Die Arche 1982. Ganzleinen, 8°, 248 S., ins Deutsche übetragen von Trude Fein, zweiter Teil des Romanzyklus »Le lotissement du ciel«
1988ref. 682Berlin, Das Neue Berlin 1988. 1. Auflage, 190 S. kl.8 , illustr. OPbd mit OSU, aus dem Russischen von Reinhard Fischer, Illustrationen von Gerhard Bunke. OSU mit leichten Gebrauchsspuren, guter Zustand.
1956ref. 15716Berlin, Verlag Kultur und Fortschritt 1956. Halbleinen, 8°, 279 S., 1. Auflage, mit zahlr. Illustrationen von Heinz Völkel.
1985ref. 18829Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 1985. "Taschenbuch, 8°, 251 S., 1. Auflage, suhrkamp taschenbuch 1208, »Uwe Johnson gelingt es, etwas von der geistigen Unruhe dieses Schriftstellers lebendig zu erhalten, der in ""Montauk"" die insicht formuliert: ""Leben ist langweilig, ich mache Erfahrungen nur noch, wenn ich schreibe.""«"
1970ref. 58053ABFrankfurt (am Main), Bonn, Athenäum-Verlag, 1970. ; 20 cm. 211 S. kart. Einbd. berieben, Schnitt leicht angeschmutzt, innen sauber. Besitzerverm. a. Vors.
2007br. Tradizione e stile, termini fondamentali per la critica dell'Otto-Novecento, sembrano concetti ormai superati se non inutili. Contro la prima, si è obiettato che oggi è impossibile parlare di una Tradizione, con la T maiuscola, visti i limiti storici e fattuali che ognuna di esse ha mostrato. Né pare più possibile riconoscere uno stile individuale, dato che tutti gli stili possono essere facilmente accettati. E tuttavia, proprio attribuendo a questi due concetti un valore rinnovato, questo libro ne sonda la funzionalità in un territorio ancora poco definito come quello della narrativa italiana dal 1980 a oggi. Dopo aver discusso alcune rilevanti questioni teoriche (la rappresentazione del corpo, il rapporto fra "fiction" e "non "fiction", la funzione etica della narrativa), l'autore passa ad analizzare l'opera di tre autori italiani (Fenoglio, Affinati e Siti) per individuarvi i caratteri ricorrenti e saggiarne la capacità di leggere il presente secondo prospettive di lunga durata. È nel presente che si gioca la battaglia anche per una futura riconsiderazione dell'intera storia letteraria italiana.
1995ref. 95535Stuttgart: Steiner 1995. 98 Seiten. Mit vereinzelten Abbildungen. Gr. 8° (22,5-25 cm). Illustrierte Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1961ref. S433Frankfurt, Suhrkamp Verlag, 1961. kartoniert mit Schutzumschlag, 8°, 157 S., 1.-3. Tausend, deutsch von Ludwig Harig und Eugen Helmle
1846ref. 322359Stuttgart: Cotta. 1846. VIII, 463 S. 18x12 cm. (III : durchgehend etwas stockfleckig, 6 Blatt mit deutlichen Knitterspuren und etwas angeschmutzt, Leinenbezug des Buchrückens wenig aufgescheuert, akzeptables Exemplar) - ZUSTAND : Betrifft nur die Bücher mit der Nummer 300000 bis 330000 (III) Exemplar mit deutlichen Gebrauchs- bzw. Altersspuren. Die wesentlichen Mängel werden angegeben Leinen der Zeit mit Gold- und Blindprägung
1995ref. X1363Frankfurt/M, Eichborn Verlag 1995. Hardcover, 8°, 409 S., 1.-7. Tausend, 126. Band der Reihe »Die andere Bibliothek«, herausgegeben von Hans Magnus Enzensberger
2008ril. "Angeli, non Angli", esclama il futuro papa Gregorio Magno quando vede dei bellissimi schiavi inglesi in vendita nel Foro di Roma. Da questa frase prende l'avvio la missione di riconversione della Britannia abbandonata dalle legioni e occupata dagli Angli e dai Sassoni. È l'inizio ideale della "Storia degli Inglesi" composta da Beda nel VIII secolo. Leggermente balbuziente, chiuso per tutta la sua vita nei monasteri di Wearmouth e Jarrow, Beda possiede però "l'ardente spiro" del quale Dante lo vede fiammeggiare nel Ciclo dei Sapienti. Ha commentato quasi tutta la Bibbia, si è occupato del computo del tempo ha composto un "De natura rerum", trattati di ortografia e metrica, vite di santi e persino poesia. La sua "Historia ecclesiastica gentis Anglorum", della quale la Fondazione Valla pubblica in due volumi la prima edizione critica in quaranta anni, è fra le più belle opere storiografiche del Medioevo. Tutto è organizzato con mano sapiente e narrato col piglio dello scrittore di razza. Ma tutto, anche, ha l'aura delle origini e il passo della meditazione sugli accadimenti: se Beda vuole ancorare a Roma l'alba delle vicende inglesi è perché quella che Gregorio, per mezzo del suo missionario Agostino, porta nel Kent è una nuova cultura.
2017br. L'"Historia Langobardorum" di Paolo Diacono, qui proposta in traduzione italiana, è considerata uno dei capolavori della storiografia antica. L'autore, in stretti rapporti con le corti ducali longobarde di Cividale e Pavia, imbevuto di cultura classica, risiedeva presso la corte di Carlo Magno, che dei Longobardi era stato il vincitore. Suddivisa in sei libri, narra la storia del popolo Longobardo dalle origini alla morte del re Liutprando, nel 744. Questa "Storia" è anche un affresco di ampio respiro sul paesaggio europeo dell'epoca, sulle grandi migrazioni delle genti e lo scontro delle civiltà, raccontati talora con l'ingenuità tipica del cronista altomedievale, talora con l'acume politico del grande storiografo, in un'affascinante testimonianza del percorso di un popolo di conquistatori che, della cultura tardoromana e cristiana, furono allo stesso tempo vincitori e vinti.
2008br. La saga del popolo Longobardo, dal 433 al 787 d.C. Scritta da Paolo Diacono dal 787 al 789, l'Historia Langobardorum narra fra mito e storia le vicende del suo popolo dalla partenza dalla Scandinavia all'arrivo in Italia. Il testo viene presentato in una nuova traduzione che vuole rendere leggibile il testo come un romanzo. Il libro si compone di tre parti: 1) una biografia di Paolo Diacono. Cristiano e longobardo, Paolo Diacono è il maggior intellettuale di quel popolo e le sue opere s'inseriscono nel filone storiografico ad indirizzo nazionale romano (Historia Romani) e ad indirizzo nazionale germanico (Historia Langobardorum). Universale e particolare stanno alla base della cultura europea e pertanto Paolo Diacono ne è uno dei fondatori. Non solo, ma il suo rapporto con Carlo Magno lo pone come uno dei fondatori di quella che viene chiamata rinascita carolingia. 2) la nuova traduzione dell'Historia Langobardorum. 3) Note di carattere storico in numero limitato e come guida al lettore per la lettura del testo di Paolo Diacono.
1991brossura
2020br. Il fatto che la crime fiction in Italia non abbia mai subito cali di popolarità o di consenso si può considerare una prova del suo legame indissolubile col modo di raccontare e di raccontarsi nel Belpaese. Luca Crovi ne rilegge la storia da un punto di vista inedito, utilizzandola come sensore delle aspirazioni e delle paure, dei sogni e dei peggiori incubi di un'intera nazione. Il risultato è una cartografia dell'inferno del Novecento e del primo ventennio del Duemila, dalla Milano di Augusto De Angelis e Giorgio Scerbanenco, alla Roma di Giancarlo De Cataldo, dal boom degli anni Sessanta al grande successo di Andrea Camilleri, dai noir di Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Antonio Manzini e Maurizio de Giovanni ai legal thriller di Gianrico Carofiglio, fino ai gialli con humour di Marco Malvaldi e Francesco Recami, passando per i thriller di Giorgio Faletti e Donato Carrisi. Costruendo un percorso avvincente attraverso successi editoriali e repêchage di autori, più o meno noti, che hanno lasciato un segno nel panorama italiano e internazionale, Crovi mette in rilievo differenze e analogie fra trame e personaggi, ambientazioni e schemi narrativi del giallo, il «frutto rosso sangue della nostra epoca». Davanti a un universo narrativo che parla dei lettori e ai lettori, terrorizza e affascina nello stesso tempo perché sembra esorcizzare, con il rigore razionale di un'indagine brillante e intuitiva, la paura dell'ignoto, non si può fare a meno di chiedersi: è forse un caso che in tempi di feroce incertezza, come quelli che stiamo vivendo, il giallo sia ancora il genere più amato dagli italiani?
1941All'Insegna del pesce d'oro, Serie letteraria, versione di Diego Valeri, stampato dalle Industrie Grafiche Pietro Vera di Milano su 220 copie su carta uso mano e 30 su carta Japon da I a L per gli Amici del libro 1 9x7 cm., personale legatura in piena pelle, cucito con filo, taglio superiore in oro, segnalibro, conservata brossura originale, pp. (19), in antiporta riprodotto disegno di Baldo Guberti, edizione a tiratura limitata e numerata, manca rivestimento in pelle al dorso, ma buon esemplare, riservato agli amici del libro n. XX/30. RARO