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1950Enrico Fermi Conferenze di Fisica Atomica. , Accademia Nazionale dei Lincei 1950, Discreto stato. Brossura editoriale molto ombrata e con segni d'uso. Testo integrale. Le conferenze fondamentali di E. Fermi. Riproduzioni fotografiche di scariche elettroniche, ecc. effettuate dallo stesso Fermi. Molto raro. FISICA. (COD. MAG. MB666). Fisica Enrico Fermi Conferenze di Fisica Atomica Accademia Nazionale dei Lincei 1950 Fisica Mediocre (Poor) .
1808Traduzione con figure 1 19x13.5 cm., 47, [1] pp., 1 tavola incisa in rame pi? volte ripiegata in fondo al testo, contenente 3 figure di crani e l'indicazione dei nuovi organi o sensi e loro sito, legatura in cartonato rustico editoriale, fascicoli allentati ma buon esemplare, in italiano Raro.
18464 voll. in-8, pp. XX, 436; XIV, 459; VIII, 588; 616, bella leg. unif. cart. dec. con tass. e tit. oro ai d. Un d. parzialmente staccato con mancanza di 2 cm di cart. di rivestimento. Belliss. esempl. in legatura originale.
1805Firenze, presso Guglielmo Piatti, 1805, in-8, brossura muta originale (lievi mancanze al dorso), pp. 205, [3]. Con 6 tavole incise in rame ripiegate in fine. Prima edizione italiana dello stesso anno dell'originale francese. Descrive esperienze di un periodo fondamentale per lo studio dell'elettricità (esperienze di Galvani, di Volta, dell'elettromotore di Volta, ecc.). Bell'esemplare, a pieni margini. Ex libris Caproni.
1785In-8°, pp. ((6), 474, (2), legatura in mezza pelle dell'epoca, titolo su tassello e fregi in oro al dorso. Buon esemplare. Edizione originale di questo testo del chimico e naturalista francese De La Métherie ,1743-1817. La presente opera, pur non mancando qua e là di taluni spunti interessanti sul piano dell’analisi chimica, è tutta fondata ancora sulla teoria del flogisto. Denominazione data dai chimici del 18° sec. a un’ipotetica sostanza imponderabile che si sarebbe dovuta liberare nella combustione o nella calcinazione dei metalli, riconosciute come fenomeni della stessa natura. Si riteneva infatti (J.J. Becher, G.E. Stahl ecc.) che i corpi combustibili e quei metalli che per riscaldamento dell’aria si trasformano in calci (cioè si ossidano) fossero costituiti da almeno due componenti, uno dei quali, il f., eliminabile per combustione o calcinazione. Secondo gli ultimi sviluppi della teoria, l’aria atmosferica risultava composta di due parti, l’una detta flogisticata (corrispondente all’azoto), l’altra detta deflogisticata (corrispondente all’ossigeno): la prima sarebbe stata l’aria in cui erano avvenuti i processi di calcinazione o di combustione (e perciò contenente f.), la seconda quella capace di dar luogo a tali processi (per ricavare il f. di cui sarebbe stata priva). La teoria del f., pur dimostrandosi in seguito infondata, risultò di grande utilità per lo sviluppo della chimica. Partington, III/494-5. Duveen, p. 335: Poggendorff, I/1360.
1740In Venetia, Appresso Domenico Occhi, 1740. In 8vo; pp.XX, 294, 1n.n. Titolo in nero e rosso. Capilettera e finaletti. Alcune pagine con lievi brunit. Cart. mod. L'autore tocca gli argomenti più disparati: la meravigliosa stravaganza d'un Fiore, il detto di Galilei secondo cui il vino è un composto d'umore e luce, le anime de'Bruti, l'intaglio in un Diamante, la lettera B, e perché ella s'adoperi così spesso nel principio de'Cognomi. Riccardi I, 63 n. 2; Cicognara, 1182; Lastri, Bibl. georgica, pag. 78; Moreni II, 9.
1749In-12° (cm. 16,6x10), pp. (2), LX, 379 + bell'ANTIPORTA + 18 TAVOLE ripieg. f.t.; pp. (4), 489, (3) + 20 TAVOLE ripieg. f.t. Piena pelle coeva, 5 nervi, tit. e fregi oro, diversi ai 2 ds. Tagli rossi. Fessura a 1 cern., oro sbiadito, ma solidissimi e compatti. Interni freschissimi, croccanti e immacolati. Splendide nitide le complessive 39 TAVOLE in rame (con complesse figure geom. e molti APPARECCHI, STRUMENTI e marchingegni per esperimenti). Timbri (parz. illeggibili) di antica bibl. parigina all'occhiello del 1° vol. Benché parte di una grande opera, i due voll. contengono i seguenti trattati (articolati in lezioni ed ESPERIMENTI) in sé completi: 1) Corpi: misura divisibilità materia odori colori; duttilità dei METALLI, oro. La figura dei corpi, solidità. 2) Porosità (della pelle, della carta ecc.), compressibilità ed elasticità dei corpi. Molle, orologi, pendoli, armi, vetture, suoni. I 5 sensi. 3) Mobilità. Inerzia, forza, movimento, resisitenza, attrito e sfregamento. Moto perpetuo. 4) Leggi del movimento semplice. Direzione, fluidi, urti, riflessione, velocità ineguali, massa. 5) Movimento composto. Forze opposte, curve, forze centrali, centrifughe, densità, peso, spirale, ellissi. 6) Gravità o peso. Accelerazione. Caduta. Forza proiettiva. 7) IDROSTATICA. 8) idem, solidi nei liquidi. Vuoto. Equilibrio idrostatico. Peso specifico. Gravità specifica. Areometro o pesa-liquidi. Tubi capillari. Cause della fluidità e solidità. L'abbé NOLLET, grandissimo pioniere della FISICA SPERIMENTALE indipendente da ogni filosofia, diresse il laboratorio Réaumur; prodigioso scienziato e divulgatore, nel 1735 aprì un corso di fisica per ogni tipo di persone (deliziosamente raffigurato qui in antiporta). Fu il primo a vedere nel fulmine un fenomeno di elettricità. Queste prime 8 lezioni apparvero nel 1743 in 2 voll. Fondamentale. I 2 voll. con le 39 splendide tavole illustrate
1725In 16, cm 10 x 16, pp. (24 + 500 + (4) con molte illustrazioni geometriche, di macchine, orologi ecc. Piena pelle coeva con fregi in oro al dorso. Annotazioni d'epoca, conti alle sguardie. La parte finale e' dedicata alla natura delle bestie che l'autore equipara alle macchine. I suoi lavori furono incentrati in particolare sulla costruzione di macchine per la realizzazione di meridiane, sulla meccanica, ottica e teoria della luce. Questo scienziato gesuita fi in contatto con molti scienziati del suo tempo, primo tra tutti Newton
1851POUILLET M. Elementi di fisica sperimentale e di meteorologia. Quinta edizione voltata in italiano con note e giunte di L. Palmieri e del Cav. Macedonio Melloni. Napoli, per Vincenzo Puzziello, 1851. Due volumi in 8vo. pp.403;362, 1n.n., 1 tavola sinottica, 40 tavole numerate e 5 tavole aggiunte non numerate, tutte più volte spieghevoli. Pergamena, doppio tassello ai dorsi con titolo e fregi in oro.
1842Due voll., in -4°, pp. 1652, completo delle sue 36 tavole che includono 66 illustrazioni: il libro raduna due trattati (uno teorico e uno pratico) su acque pubbliche e private: il secondo lavoro fu interrotto dalla morte dell’autore. Prima edizione completa, cartonato editoriale. The first complete edition, editorial boards.
Mm 225x285 Raccolta di importanti saggi di astronomia, geologia e fisica, rilegati in un unico tomo in mezza tela amatoriale, piatti marmorizzati e titolo in oro su etichetta applicata al dorso ("Schiaparelli - Stelle cadenti"). Contiene: G. V. Schiaparelli, "Note e riflessioni intorno alla teoria astronomica delle stelle cadenti" (pp. numerate da 153 a 284, precedute da 4 tavole astronomiche in nero); C. Mattucci, "Sulla vita e sui lavori scientifici di Stefano Marianini" (pp. da 33 a 65); E. Lemmi, "Sur les cas d'exception au théorème des forces vives. Résumé et conséquences d'un Mémoire de M. Betti" (pp. da 233 a 240); G. Basso, "Sulla deviazione massima dell'ago calamitato sotto l'azione della corrente elettrica" (Torino, Stamperia Reale, 1870, estratto dalle Memorie della Reale Accademia delle Scienze di Torino, serie II, tomo XXVI, 17 pp.); G. Basso, "Nuova bussola reometrica. Nota" (Torino, Stamperia Reale, 1871, op. cit, 9 pp.); B. Boncompagni, "Catalogo dei lavori di Felice Chiò" (Roma, Tipografia delle scienze matematiche e fisiche, 1872, estratto dal 'Bullettino di bibliografia e di storia delle scienze matematiche e fisiche', tomo IV, settembre 1871, 21 pp.); "Catalogo dei membri componenti la Società Italiana delle Scienze fondata da Anton Mario Lorgna" (2 pp.); "Statuto della Società Italiana delle Scienze residente in Modena", seguito da "Continuazione degli Annali della Società sino a tutto febbraio 1867" (pp. da 5 a 31). Importante corpus di contributi scientifici di fine Ottocento, in ottimo stato di conservazione, interno fresco e godibile. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1628In 16, pp. (120) + 630. Foro di tarlo alle ultime 3 cc. di cui l'ultima bianca con lesione di qualche lettera del testo. Sporadiche gore molto leggere. Legatura in p. pg. coeva. Ristampa veneziana di quest'opera del Tassoni apparsa in prima edizione non riconosciuta nel 1608, poi nell'edizione definitiva di Carpi del 1620, quindi nella prima edizione veneziana, anch'essa curata dall'A. nel 1627. Si tratta sicuramente dell'opera con cui Tassoni vole affermarsi nel mondo della cultura contemporanea, l'opera che lo occupo' per quasi tutta la vita. I primi quattro libri sono dedicati a quesiti di fisica, astronomia, meteorologia. Nel quinto, Accidenti e proprieta' diverse, cominciano gli argomenti morali e varie curiosita', ma non sono del tutto abbandonati i temi scientifici, dal sesto in poi i temi trattati sono tutti etico-morali o storico-politici, filosofici e letterari. Il libro piu' lungo e complesso e' il nono, Cose poetiche, istoriche e varie in cui si parla dell'Orlando furioso, si condanna Omero come poeta dell'immoralita' e ci si pronuncia sul modernismo linguistico. Molto noto e' poi il libro X Paragone degl'ingegni antichi e moderni che fu aggiunto nell'edizione definitiva. In questo libro sono confrontati antichi e moderni in varie categorie (grammatici, teologi, filosofi, poeti, storici, oratori, pittori....).
1794in 8°, vol. 1° pp. 35, 135, 5 tavv.; vol. 2° pp. 16, 144, 5 tavv.; vol. 3° pp. 206, 9 tavv.; leg. coeva in cartone semirigido policromo; singolare raccolta di brevi saggi e lettere, nei quali l'A. tratta vari argomenti scientifici, dal De Criterio Veritatis, al colore degli Etiopi, alla natura dell'equilibrio, ai problemi di potenza, velocità, elasticità dell'aria, moto rettilineo e curvilineo, all'origine delle malattie etc.; con 19 tavv. inc. in rame ripiegate in fine, finalini e fregi tipografici, carta forte con lievi e rare fior., timbri e firme di poss. Molto interessante e raro. 496/32
1853OPERA COMPLETA IN 4 VOLUMI (PP. 1895) ,CM. 25,8X17,5, II ED., B.S., LEGATURA COEVA M/PELLE MARRONE CON TITOLI ORO AL DORSO. EDIZIONE ARRICCHITA DI UNA APPENDICE NELLA QUALE SONO COMPRESE LE AGGIUNTE, I SUNTI ANATOMICI, CHE SI TROVANO NELLA TERZA ED ULTIMA EDIZIONE PARIGINA, E FREGIATA DI OLTRE 550 FIGURE INTERCALATE NEL TESTO, TRADUZIONE ITALIANA CON NOTE E AGGIUNTE DEL DOTTORE A. DEL CORSO.
1886Formato in-4° pp. 860 non numerate con varie tavole f.t. e numerosi fogli aggiunti sempre manoscritti. Ottima la conservazione. legatura in mezza pergamena coeva con angoli, tassello al dorso parzialmente mancante e segnalibri in stoffa. Ottima la conservazione.
19051019pp G/none First (only) edition, in German. Rebound in strong green cloth with gilt lettering on spine, frayed at head and tail with traces of tape on the spine, owner inscription on endpaper, pages lightly yellowed on margins, internally good, overall a good copy of this scarce book. Very important massive early book on electromagnetic radiation with applications to wireless telegraphy by the German physicist and engineer Jonathan Zenneck. One of the best and most comprehensive works on the subject at that time, unfortunately never translated in English, except for an abridged, greatly reduced, later work. Illustrated with many line drawings and diagrams. This is the original edition, not a modern reprint. Big and heavy volume attracting higher postage cost. Prima unica edizione, in tedesco. Robusta rlegatura in tela verde, scritte dorate al dorso, dorso consunto alle estremita', con tracce di adesivo, scritta proprietario alla sguardia, pagine leggermente ingiallite ai margini, internamente buono. Importante e classico lavoro sulla radiazione elettromagnetica con applicazioni alla radiotelegrafia del fisico tedesco Jonathan Zenneck. Uno dei migliori libri sull'argomento sfortunatamente mai tradotto dal tedesco, eccetto un'edizione molto ridotta pubblicata anni piu' tardi. Volume pesante con spese postali maggiori.
18398°, mm 225x135, due parti in un volume di pp. (8), XVI, 342; (4), 368; legatura coeva in mezza pelle con decorazioni intrecciate e titoli in oro al dorso, piatti in carta marmorizzata. Eccellente conservazione, due carte della prefazione e le ultime 30 pagine con gore piccole all'estremità del foglio, tuttavia esemplare privo di arrossature e dagli ampi margini. Il libro si prefigge di dimostrare che i sonnambuli magnetici (somnabules magnétiques) sono diretti da intelligenze spirituali, diverse dall'uomo, che agiscono in maniera a volte occulta, a volte patente. L'opera è costituita dal fitto carteggio tra l'autore, dottore in medicina, e Deleuze, grande studioso di fenomeni magnetici. Bibliografia: Caillet 1158: "Cet ouvrage a été très recherche dans les ventes publiques. Il est curieux à plus d'un titre; c'est le premier travail ou il soit question d'apport d'objets pendant des experiences des somnambulisme".
Due voll. in 8° (cm.20,0) pp.XII + 678 + VII tavv. più volte ripieg.; 2 cc.n.n. + pp.786 + XI tavv. più volte ripieg. Ben legati im mz. pelle coeva con tit. e fregi in oro e a secco al dorso; sguardie e tagli marmorizzati. Ottimo esemplare. Terza edizione, dopo quelle del 1817 e 1821 di quest'opera che il Poggendorff (I, p.195) qualifica come "un des meilleurs qu ait été écrits sur la physique" Dalla prefazione:"Ce précis élémentaire est le texte des leçons publiques que j'ai données depuis plusieurs années à la Faculté des Sciences de Paris, dans le cours de physique que je partage avec M. Gay-Lussac. Dans cette édition j'ai taché d'insérer toutes les acquisitions nouvelles dont la Physique s'etait enrichie."
19211 tomo, 2 voll. uniti in unica legatura amatoriale mz. tela con piatti marmorizzati, etichetta con tit. scritti a mano al dorso;I vol. in lingua tedesca, Verlag von S.Hirzel in Leibzig(Lipsia) 1921, pp. 198, timbro d'apparteneza a privato al frontespizio, all'indice, a p. 1 e 5(introduzione)fioriture e segni di restauro con nastro professionale tra contropiatto ant. e frontespizio, e tra p. 14 /15 e 16 / 17.In zwei Teilen:Spezielle RelativitatstheorieAllgemeine RelativitatstheorieII vol. edito da Hoepli, 1923, edizione italiana a cura di Raffaele Contu e Tommaso Bembo, prefazione di G.Armellini: Valore e interpretazione della teoria negli scritti originali di Aliotta, Bianchi, Boccardi, Bonucci, Burgatti, Cerulli, Emanuelli, Enriques, Fermi, Fubini, Gianfranceschi, La Rosa, Majorana, Rignano, Spirito, Tilgher, Troilo, Borel, Weylcomplementi di G.Castelnuovo e T. Levi -CivitaBibliogafia-Formulario-Indicipp. 455, suddiviso in quattro partiLa Relatività particolareLa Relatività generaleComplementiValore e interpretazione della Teoria della Relativitàtimbro d'appartenenza all'occhiello, al frontespizio, e alle prime pp., segno a matita a margine a p. 25;Complessivamente in buono stato, fioriture ai tagli, ordinari segni d'uso e del tempo.
2 vol. in 1, in 8, pp. 314 + 70, mezza pelle con titolo e fregi oro al dorso, 16 tavv piu' volte ripiegate fuori testo. Etichetta di collocazione. Minime fioriture. Lievi sbucciature al dorso. Ottimo (5745/ MAGNETISMO - GALVANOMETRO - FISICA)
In 4°, mz. perg. ottocentesca, tit. in nero al dorso, pp. (1cb)-VI-142-(2nn di Errata). Con 1 tav. f.t. incisa in rame contenente 6 figg. Fresco es. a larghi margini. Raro.
18288° (mm 215x135); 2 vol. in 4 tomi; pagg. VII, 428 con 10 tavv. f.t.; pagg. 338 con 6 tavv.; pagg. 376 con 8 tavv; pagg. 373-852 con 15 tavv. Brossura edit. a stampa. Bell'esemplare in barbe con lievi saltuarie fioriture, tracce d'uso leggere.
1795In 8° (20,5×14 cm); 16, (38) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All'interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1795. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali c he non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1795 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione.
1798In 8° (20,5×14 cm); (38) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. Antico timbro di appartenenza nobiliare al margine basso del frontespizio. All'interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1799. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado Senza titolo-16l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1799 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione.
1792In 8° (20,5×14 cm); 18, (36) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All'interno in buone condizioni di conservazione. Antica firma di appartenenza al piatto anteriore. Prima edizione rara stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1793. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1793 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0E\041433.