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1842Due voll., in -4°, pp. 1652, completo delle sue 36 tavole che includono 66 illustrazioni: il libro raduna due trattati (uno teorico e uno pratico) su acque pubbliche e private: il secondo lavoro fu interrotto dalla morte dell’autore. Prima edizione completa, cartonato editoriale. The first complete edition, editorial boards.
Mm 225x285 Raccolta di importanti saggi di astronomia, geologia e fisica, rilegati in un unico tomo in mezza tela amatoriale, piatti marmorizzati e titolo in oro su etichetta applicata al dorso ("Schiaparelli - Stelle cadenti"). Contiene: G. V. Schiaparelli, "Note e riflessioni intorno alla teoria astronomica delle stelle cadenti" (pp. numerate da 153 a 284, precedute da 4 tavole astronomiche in nero); C. Mattucci, "Sulla vita e sui lavori scientifici di Stefano Marianini" (pp. da 33 a 65); E. Lemmi, "Sur les cas d'exception au théorème des forces vives. Résumé et conséquences d'un Mémoire de M. Betti" (pp. da 233 a 240); G. Basso, "Sulla deviazione massima dell'ago calamitato sotto l'azione della corrente elettrica" (Torino, Stamperia Reale, 1870, estratto dalle Memorie della Reale Accademia delle Scienze di Torino, serie II, tomo XXVI, 17 pp.); G. Basso, "Nuova bussola reometrica. Nota" (Torino, Stamperia Reale, 1871, op. cit, 9 pp.); B. Boncompagni, "Catalogo dei lavori di Felice Chiò" (Roma, Tipografia delle scienze matematiche e fisiche, 1872, estratto dal 'Bullettino di bibliografia e di storia delle scienze matematiche e fisiche', tomo IV, settembre 1871, 21 pp.); "Catalogo dei membri componenti la Società Italiana delle Scienze fondata da Anton Mario Lorgna" (2 pp.); "Statuto della Società Italiana delle Scienze residente in Modena", seguito da "Continuazione degli Annali della Società sino a tutto febbraio 1867" (pp. da 5 a 31). Importante corpus di contributi scientifici di fine Ottocento, in ottimo stato di conservazione, interno fresco e godibile. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1628In 16, pp. (120) + 630. Foro di tarlo alle ultime 3 cc. di cui l'ultima bianca con lesione di qualche lettera del testo. Sporadiche gore molto leggere. Legatura in p. pg. coeva. Ristampa veneziana di quest'opera del Tassoni apparsa in prima edizione non riconosciuta nel 1608, poi nell'edizione definitiva di Carpi del 1620, quindi nella prima edizione veneziana, anch'essa curata dall'A. nel 1627. Si tratta sicuramente dell'opera con cui Tassoni vole affermarsi nel mondo della cultura contemporanea, l'opera che lo occupo' per quasi tutta la vita. I primi quattro libri sono dedicati a quesiti di fisica, astronomia, meteorologia. Nel quinto, Accidenti e proprieta' diverse, cominciano gli argomenti morali e varie curiosita', ma non sono del tutto abbandonati i temi scientifici, dal sesto in poi i temi trattati sono tutti etico-morali o storico-politici, filosofici e letterari. Il libro piu' lungo e complesso e' il nono, Cose poetiche, istoriche e varie in cui si parla dell'Orlando furioso, si condanna Omero come poeta dell'immoralita' e ci si pronuncia sul modernismo linguistico. Molto noto e' poi il libro X Paragone degl'ingegni antichi e moderni che fu aggiunto nell'edizione definitiva. In questo libro sono confrontati antichi e moderni in varie categorie (grammatici, teologi, filosofi, poeti, storici, oratori, pittori....).
1794in 8°, vol. 1° pp. 35, 135, 5 tavv.; vol. 2° pp. 16, 144, 5 tavv.; vol. 3° pp. 206, 9 tavv.; leg. coeva in cartone semirigido policromo; singolare raccolta di brevi saggi e lettere, nei quali l'A. tratta vari argomenti scientifici, dal De Criterio Veritatis, al colore degli Etiopi, alla natura dell'equilibrio, ai problemi di potenza, velocità, elasticità dell'aria, moto rettilineo e curvilineo, all'origine delle malattie etc.; con 19 tavv. inc. in rame ripiegate in fine, finalini e fregi tipografici, carta forte con lievi e rare fior., timbri e firme di poss. Molto interessante e raro. 496/32
1853OPERA COMPLETA IN 4 VOLUMI (PP. 1895) ,CM. 25,8X17,5, II ED., B.S., LEGATURA COEVA M/PELLE MARRONE CON TITOLI ORO AL DORSO. EDIZIONE ARRICCHITA DI UNA APPENDICE NELLA QUALE SONO COMPRESE LE AGGIUNTE, I SUNTI ANATOMICI, CHE SI TROVANO NELLA TERZA ED ULTIMA EDIZIONE PARIGINA, E FREGIATA DI OLTRE 550 FIGURE INTERCALATE NEL TESTO, TRADUZIONE ITALIANA CON NOTE E AGGIUNTE DEL DOTTORE A. DEL CORSO.
1886Formato in-4° pp. 860 non numerate con varie tavole f.t. e numerosi fogli aggiunti sempre manoscritti. Ottima la conservazione. legatura in mezza pergamena coeva con angoli, tassello al dorso parzialmente mancante e segnalibri in stoffa. Ottima la conservazione.
19051019pp G/none First (only) edition, in German. Rebound in strong green cloth with gilt lettering on spine, frayed at head and tail with traces of tape on the spine, owner inscription on endpaper, pages lightly yellowed on margins, internally good, overall a good copy of this scarce book. Very important massive early book on electromagnetic radiation with applications to wireless telegraphy by the German physicist and engineer Jonathan Zenneck. One of the best and most comprehensive works on the subject at that time, unfortunately never translated in English, except for an abridged, greatly reduced, later work. Illustrated with many line drawings and diagrams. This is the original edition, not a modern reprint. Big and heavy volume attracting higher postage cost. Prima unica edizione, in tedesco. Robusta rlegatura in tela verde, scritte dorate al dorso, dorso consunto alle estremita', con tracce di adesivo, scritta proprietario alla sguardia, pagine leggermente ingiallite ai margini, internamente buono. Importante e classico lavoro sulla radiazione elettromagnetica con applicazioni alla radiotelegrafia del fisico tedesco Jonathan Zenneck. Uno dei migliori libri sull'argomento sfortunatamente mai tradotto dal tedesco, eccetto un'edizione molto ridotta pubblicata anni piu' tardi. Volume pesante con spese postali maggiori.
18398°, mm 225x135, due parti in un volume di pp. (8), XVI, 342; (4), 368; legatura coeva in mezza pelle con decorazioni intrecciate e titoli in oro al dorso, piatti in carta marmorizzata. Eccellente conservazione, due carte della prefazione e le ultime 30 pagine con gore piccole all'estremità del foglio, tuttavia esemplare privo di arrossature e dagli ampi margini. Il libro si prefigge di dimostrare che i sonnambuli magnetici (somnabules magnétiques) sono diretti da intelligenze spirituali, diverse dall'uomo, che agiscono in maniera a volte occulta, a volte patente. L'opera è costituita dal fitto carteggio tra l'autore, dottore in medicina, e Deleuze, grande studioso di fenomeni magnetici. Bibliografia: Caillet 1158: "Cet ouvrage a été très recherche dans les ventes publiques. Il est curieux à plus d'un titre; c'est le premier travail ou il soit question d'apport d'objets pendant des experiences des somnambulisme".
Due voll. in 8° (cm.20,0) pp.XII + 678 + VII tavv. più volte ripieg.; 2 cc.n.n. + pp.786 + XI tavv. più volte ripieg. Ben legati im mz. pelle coeva con tit. e fregi in oro e a secco al dorso; sguardie e tagli marmorizzati. Ottimo esemplare. Terza edizione, dopo quelle del 1817 e 1821 di quest'opera che il Poggendorff (I, p.195) qualifica come "un des meilleurs qu ait été écrits sur la physique" Dalla prefazione:"Ce précis élémentaire est le texte des leçons publiques que j'ai données depuis plusieurs années à la Faculté des Sciences de Paris, dans le cours de physique que je partage avec M. Gay-Lussac. Dans cette édition j'ai taché d'insérer toutes les acquisitions nouvelles dont la Physique s'etait enrichie."
19211 tomo, 2 voll. uniti in unica legatura amatoriale mz. tela con piatti marmorizzati, etichetta con tit. scritti a mano al dorso;I vol. in lingua tedesca, Verlag von S.Hirzel in Leibzig(Lipsia) 1921, pp. 198, timbro d'apparteneza a privato al frontespizio, all'indice, a p. 1 e 5(introduzione)fioriture e segni di restauro con nastro professionale tra contropiatto ant. e frontespizio, e tra p. 14 /15 e 16 / 17.In zwei Teilen:Spezielle RelativitatstheorieAllgemeine RelativitatstheorieII vol. edito da Hoepli, 1923, edizione italiana a cura di Raffaele Contu e Tommaso Bembo, prefazione di G.Armellini: Valore e interpretazione della teoria negli scritti originali di Aliotta, Bianchi, Boccardi, Bonucci, Burgatti, Cerulli, Emanuelli, Enriques, Fermi, Fubini, Gianfranceschi, La Rosa, Majorana, Rignano, Spirito, Tilgher, Troilo, Borel, Weylcomplementi di G.Castelnuovo e T. Levi -CivitaBibliogafia-Formulario-Indicipp. 455, suddiviso in quattro partiLa Relatività particolareLa Relatività generaleComplementiValore e interpretazione della Teoria della Relativitàtimbro d'appartenenza all'occhiello, al frontespizio, e alle prime pp., segno a matita a margine a p. 25;Complessivamente in buono stato, fioriture ai tagli, ordinari segni d'uso e del tempo.
2 vol. in 1, in 8, pp. 314 + 70, mezza pelle con titolo e fregi oro al dorso, 16 tavv piu' volte ripiegate fuori testo. Etichetta di collocazione. Minime fioriture. Lievi sbucciature al dorso. Ottimo (5745/ MAGNETISMO - GALVANOMETRO - FISICA)
In 4°, mz. perg. ottocentesca, tit. in nero al dorso, pp. (1cb)-VI-142-(2nn di Errata). Con 1 tav. f.t. incisa in rame contenente 6 figg. Fresco es. a larghi margini. Raro.
18288° (mm 215x135); 2 vol. in 4 tomi; pagg. VII, 428 con 10 tavv. f.t.; pagg. 338 con 6 tavv.; pagg. 376 con 8 tavv; pagg. 373-852 con 15 tavv. Brossura edit. a stampa. Bell'esemplare in barbe con lievi saltuarie fioriture, tracce d'uso leggere.
1795In 8° (20,5×14 cm); 16, (38) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All'interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1795. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali c he non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1795 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione.
1798In 8° (20,5×14 cm); (38) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. Antico timbro di appartenenza nobiliare al margine basso del frontespizio. All'interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1799. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado Senza titolo-16l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1799 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione.
1792In 8° (20,5×14 cm); 18, (36) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All'interno in buone condizioni di conservazione. Antica firma di appartenenza al piatto anteriore. Prima edizione rara stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1793. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1793 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0E\041433.
1756200x130 mm, pp. IV, 204, 12 tavole ripiegate fuori testo, titolo in oro al dorso che è diviso da 5 nervi, piatti marmorizzati, tagli colorati, vignetta incisa al frontespizio, ex libris privato applicato al contropiatto. Esemplare molto buono. Seconda edizione.
1808A Paris, A Lyon : , 1808.8°, mm 200x130, due parti di pp. XVI, 121, (1); pp. 382, (2); ritratto dell'autore inciso al frontespizio; legatura coeva in mezza pelle, titoli in oro. Carte ingiallite uniformemente con rare e lievi bruniture, nel complesso ben conservato (una sottolineatura a pagina 11 in matita blu, un foro a pagina 201 sul margine bianco). Seconda edizione, pubblicata a pochi mesi dalla morte dell'autore. Petetin fornisce il suo resoconto della guarigione di otto catalettici tramite l'elettricità. Deleuze, il primo bibliografo della materia, dedica un intero capitolo nella sua "Histoire critique du magnétisme animal", alle opere di Petetin (pp. 247-258). Deleuze non approva la prima opera di Petetin, perché in essa l'autore rifiuta il magnetismo come causa di certe malattie, e sviluppa una personale teoria dei fluidi elettrici("Memoire sur la decouverte des phenomenes que presentetn la catalepsie et le somnabulisme", 1787). Ma a vent'anni di distanza anche il Petetin non disdegna le teorie magnetiche e le utilizza per curare alcuni suoi pazienti catalettici. Di ciò si compiace il Deleuze che finalmente scrive: "M. Petetin a persisté dans sa théorie sur le fluide électrique; mais il a changé d'opinion sur le magnétisme, dont il a reconnu la réalité". Deleuze, Histoire critique: pp. 247-258. Caillet 8563: Ouvrage devenu rare et toujours recherché. Entrambi ignorano l'edizione del 1805.
1734Tre volumi di cm. 16,5, pp. 1000 ca. complessive-. Legatura coeva in piena pelle, dorsi a nervi con titoli e ricchi fregi in oro. Sguardie marmorizzate e tagli rossi. Qualche segno d'uso ai dorsi, ma esemplare genuino e ben conservato.
1821In 8°, 86, (4) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero entro cornice xilografica al piatto anteriore e luogo di stampa, stampatore e anno di stampa, sempre entro cornice al piatto posteriore. Dedica autografa dell'autore al grande fisico italiano, Giovanni Battista Venturi (Bibbiano, 11 settembre 1746 - Reggio nell'Emilia, 10 settembre 1822) al margine superiore del piatto anteriore. Timbretto ex-libris privato del Venturi al piatto anteriore. Prima, non comune edizione, di questo importante scritto del celebre fisico lucchese, Liberato Baccelli (Lucca 1772 - Lucca 1835) che insegnò all'Archiginnasio di Bologna, all'Università di Bologna della quale fu anche rettore ed infine, sul finire della sua vita, a Correggio. Per il diretto interessamento dell'Imperatore d'Austria, Francesco I, ebbe anche assegnata la cattedra di Pavia che però non ricoprì mai per motivi ancora oggi sconosciuti. Durante la sua vita portò sempre avanti i suoi studi fisici e dedicati, in particolare all'elettro-magnetismo, studi che ancora oggi sono considerati attuali e di notevole importanza. Di grande importanza sono i suoi studi intorno alla teoria dei gas ed alla liquefazione dei medesimi, arrivando a comprendere la validità della legge di Boyle-Mariotte. A lui si deve anche la prima liquefazione di un gas documentata nella storia. Difese la teoria di Ampere sui fenomeni magnetici secondo la quale i fenomeni magnetici sono da considerare come manifestazioni esterne di correnti interne circolanti nei corpi magnetici, portando avanti importanti esperimenti pratici sull'influenza della corrente elettrica sul magnetismo. Quando conobbe gli esperimenti portati avanti da Hans Christian Ørsted (Rudkøbing, 14 agosto 1777 - Copenaghen, 9 marzo 1851) sulla deviazione degli aghi magnetici in presenza di fili percorsi da corrente Baccelli, come riportato da Lugli nel suo Elogio del Professore d. L. B. del 1844, "vi accerta che in qualsiasi delle toccate contingenze i moti dell'ago tendono sempre a dirigerne il braccio boreale alla sinistra di chi osserva, e pressoché perpendicolare al braccio resinoso del filo; e il suo mezzo a contatto di questo. Alla quale legge da lui fermata ne dà compagna un'altra circa la magnetica polarità sentita dagli aghi non calamitati. Messi in vicinanza o di traverso ad un filo metallico, sopra a cui si versi l'onda elettrica, questi si calamitano, e la punta volta a sinistra del riguardante ne dà il polo nordico. Che se poi l'ago si adagi dentro la spira del filo, l'ago si calamita al solo scintillamento, e la sua estremità a rimpetto del polo resinoso si fa nordica od australe secondo che le anella a spirali tengono vergenza a manca o a dritta […] ritenne che circolassero i due rivi elettrici in due strati di estrema sottilità, nulla od appena inclinati all'asse del filo, fasciando l'asse ne, loro giri spirali di doppia elica cilindrica, di tanto poi questa rendutasi ampia ed impetuosa, quanto maggiore e rapido fosse lo sgorgo degli elettrici medesimi". Il B. ebbe a compiere una serie di importanti esperienze, verificando quanto aveva affermato Ampère sull'effetto magnetico delle correnti elettriche. Prima edizione, con dedica autografa e con illustre provenienza di questo non comune studio elettro-magnetico. Rif. Bibl.: Rossetti e Cantoni, p. 11.
1793In 8° (20,5x14 cm); 20, (36) pp. e una carta di tav. astronomica più volte ripiegata. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1794. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno..., Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso... astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio... sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A PSenza titolo-7arma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1794 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\119236.
1793in-4, pp. 14, 6, leg. carta color. coeva. Fregio xilogr. al front. con tit. e testo incorniciato. Con 6 tavv. in rame al fine, anche ripp., raff. esempi e schemi geometrici. Manca a Riccardi. Una tav. legg. foderata e tracce di gore.
Paris, Chez Debray et chez l'Auteur, 1805, 25 x 19 cm., cartoné, portada + 22 págs. (Primera edición muy rara de la Memoria sobre cristales acromáticos hechos de un nuevo tipo de cristal desarrollado por Lançon y el óptico Kruines junto con el Informe del "Institut National des Sciences Physiques & Mathématiques" firmado por Gay Lussac y otros. Contiene mucha información sobre los instrumentos ópticos de la época).
1829In 16° (mm 152x100), entro legatura originale in carta verde goffrata muta, con 25 deliziose tavole incise al tratto di esercizi fisici per fanciulle (una più volte ripiegata), pp. 101, (1); bell’esemplare, freschissimo della prima edizione italiana, per nulla comune, di quest’importante trattato ginnico (uscito per la prima volta a Berna, sempre nel 1829) Lib / cat 14
1823In 8, pp. 522 con 5 tavv. f.t. inc. all'acq. (su 8). Legatura in mz. tl. novecentesca con d. rifatto (conservate all'interno le br. edit). Annata completa di questa rivista scientifica diretta da Gaspare Brugnatelli costituita da sei fascicoli bimestrali. Fra i contributi: Bellani, Di alcune proprieta' del mercurio e del vetro e delle difficolta' che si sono finora presentate nel determinare le loro dilatazioni; Risultamenti generali ottenuti dal dott. Marcet intorno all'acqua del mare presa in diversi luoghi ed a diverse profondita'; Nuovi schiarimenti sui fenomeni magnetici osservati dal sig. Barlow nel ferro e nell'acciajo condenti; Gita botanica agli Appennini; Fine della gita botanica agli Appennini; Analisi delle acque minerali di Carlsbad; Sopra un acido del cobalto; Notizie de' viaggi nelle regioni polari; Sui grandi fenomeni atmosferici e terrestri occorsi nel 1822; Fenomeno delle penombre; Analisi dell'acqua solfureo-salina di Castelnuovo d'Asti; Guarigione di febbri intermittenti ottenuta coll'uso della pomata di tartaro emetico; Itinerario di un'escursione nel Cadorino e nella Carnia; ecc...