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2014brossura Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose strusciano impudicamente il ventre nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C'è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto più parlato, le parole sono luoghi più dei luoghi stessi, e generano mondi. Un'isola delle storie che va visitata così: attraverso percorsi di parole che disegnino i profili dei luoghi, diano loro una forma al di là delle pietre lise, li rendano ricordo condiviso e infine aiutino a dimenticarli, perché non corrano il rischio di restare dentro e prenderne il posto. Questa storia è un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci concetti alla ricerca di altrettanti luoghi, più uno. Undici mete, perché i numeri tondi si addicono solo alle cose che possono essere capite definitivamente. Non è così la Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando la misteriosa verginità delle cose solo sfiorate.
2019ill., br. Templari... e il pensiero va a uomini coraggiosi, duri, che si batterono nel nome del Signore nelle calde terre "d'Outremer" avendo come insegna la croce rossa, simbolo del sangue di Cristo. I Templari furono questo e molto altro. Cavalieri Monaci che combatterono gli infedeli per redimerli dal loro peccato. E, grazie alla regola dettata da Bernardo di Chiaravalle, uccidendo il male che era in loro compivano un "Malicidio", salvando così le loro anime. Scavando fra le rovine del Tempio di Salomone cosa trovarono? Il Sacro Graal? Le famose teste reliquie? Il tesoro di Salomone? La tomba di Chiram, l'architetto del Tempio, un teschio e due ossa che andarono poi a formare la bandiera "Jolly Roger" della pirateria? Il fascino dei Templari risiede nei meandri oscuri della Storia, nei simboli, nelle leggende che si crearono sulle loro origini e sui movimenti di pensiero che da essi derivarono. I roghi che si accesero in tutta Europa non riuscirono a eliminarli, ma la cenere dei loro corpi germogliò sul suolo fecondo del Tempo fino a divenire Mito.
2017br. Si racconta che le streghe di tutta Europa, di notte, volando a cavalcioni di un caprone raggiungessero il mitico noce di Benevento. In questo luogo di perdizione frequentavano lussuriosi festini durante i quali quelle inquietanti figure danzavano, banchettavano e poi si concedevano infine a Satana. L'autore, Alessandro Norsa, antropologo, accompagnato da persone del luogo, ripercorre quel tratto della valle del fiume Sabato in cui si diceva sorgesse il famoso albero, cercando di comprendere i motivi per i quali nacquero e si diffusero quelle leggende. Il libro è costituito da quattro capitoli nei quali si evidenzia quella confusione che nel tempo si è generata tra i miti e i riti della "vecchia religione", mescolati con superstizioni nate con l'avvento del cristianesimo. Lo stile è accademico ma scorrevole. L'edizione ricalca lo stile dei libri antichi con capilettera miniati e chiudi pagina istoriati perché, nell'intento dell'autore, ricalcandone lo stile editoriale, questo lavoro vuole essere una risposta antropologica a quel Pietro Piperno che nel 1640 scrisse un "Tratto historico" sulla "superstiziosa noce di Benevento" che rese ancor più celebri, pieni di magia e mistero questi luoghi.
2014brossura
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2018ill., br. Già apprezzato in Cina, soprattutto negli ambienti religiosi, per i suoi effetti benefici, il tè si diffuse in Giappone assieme al buddhismo zen, conquistando a poco a poco i membri dell'aristocrazia militare e di corte e poi le altre classi sociali del Paese. Ma fu soprattutto a partire dal XV secolo che fiorì una tradizione squisitamente giapponese e si definì una cerimonia del tè, il cha no yu, che esercitò una profonda influenza anche in ambiti quali la produzione di porcellana, la pittura a inchiostro, l'arte di disporre i fiori e di creare giardini e l'architettura. Importanti figure come lo shogun Ashikaga Yoshimasa e celebrati maestri del tè quali Sen no Rikyu e Furuta Oribe si dedicarono a perfezionare questo rituale, avviando una tradizione che dura tutt'oggi. Scritto nei primi anni del secolo scorso allo scopo di preservare l'anima del Giappone in un periodo di rapide trasformazioni, questo libro di Okakura è un classico insuperato. Attraverso una prosa elegante e a tratti poetica, ci introduce al Teismo - la via del tè - in cui la semplicità e l'essenzialità dello Zen danno vita a una pratica suggestiva e di grande fascino. Leggendolo, ci familiarizzeremo con la storia antichissima di questa bevanda e comprenderemo il valore - estetico, culturale e spirituale - che essa ha assunto nel Paese del Sol Levante. Questa edizione è arricchita da una selezione di stampe e fotografie d'epoca che illustrano i diversi momenti della cerimonia del tè.
2010br. Tra Vecchio e Nuovo Testamento, regole kasher, insegnamenti rabbinici, storielle ebraiche e ricette che contengono un antico sapere, il viaggio di Ovadia alla ricerca di un'etica del cibo. Un omaggio alla memoria e all'accettazione dell'Altro, ultimo antidoto slow all'intolleranza e al tempo frenetico di oggi. La tradizione ebraica della kasherut indica i cibi che si possono consumare perché conformi alle regole della Torah. Ma oltre a questo, il cibo ebraico ha prodotto un'enorme mole di storielle, divieti, ricette e prescrizioni che Ovadia ripercorre con la consueta miscela di umorismo e santità: cullandoci tra pasti e digiuni, tra falafel, molokheya, hommus e altre leccornie, tra antiche osterie e contaminazioni culinarie, e una musica che accompagna l'ospite a tavola, con l'ironia tipica dell'ebreo errante. Per un viaggio che guarda al cielo con il gusto della terra. Un viaggio dalla manna del deserto, il cosiddetto "pane degli angeli", fino a Pesakh, la Pasqua, dove un Gesù ebreo mangia agnello, pane azzimo, erbe amare e dessert.
2017br. Si può insegnare il fiorentino come se fosse una lingua straniera? Partendo da questa ipotesi semiseria il libro accompagna il lettore in un gustoso percorso linguistico alla scoperta della parlata di Firenze. Scritto con semplicità ma aggiornato su studi recenti, non un elenco di modi di dire ma neanche un saggio accademico: è questo un testo da leggere per divertirsi, togliersi qualche curiosità, approfondire cose solo intuite; infine per capire come si esprimono questi benedetti fiorentini o per ritrovare, in quanto fiorentini, un senso di comunità nella ricostruzione della propria cornice linguistica. Il libro è corredato da note grammaticali e un vocabolario essenziale.
2020br. In cosa consistevano le cerimonie sotterranee delle streghe e cosa rappresentava la Sibilla appenninica? Dove portava il percorso iniziatico degli alchimisti ancora celato nei labirinti di palazzi e giardini marchigiani? Quali furono i più segreti riti delle sette esoteriche esistite nelle Marche medievali e moderne? Attraverso le pagine del libro, come in un viaggio millenario per le valli di una regione tanto ricca di storie, miti e leggende, con un linguaggio semplice e scevro da pregiudizi, si cercherà di far luce su alcuni aspetti rimasti piuttosto sconosciuti e controversi dalla figura del grande Federico II, lo «Stupor Mundi», ai perseguitati Sacconi e ai ribelli Fraticelli, fino alle congreghe occulte dei Quietisti e degli Spiritisti. Filo conduttore del testo è quello di offrire al lettore una visione alternativa della cultura regionale, scoprendo in luoghi dimenticati e simboli arcani le antiche tracce di rituali e fedi religiose o filosofie. E così, dopo essere usciti dalle metaforiche tenebre, si torna a rivedere le stelle e paradossalmente si giunge alle origini della scienza stessa.
2020br. Ci sono ancora angoli di Venezia che possono essere definiti "sconosciuti"? Nonostante la sua fama mondiale, la Serenissima offre ancora lati nascosti del suo volto, tesori poco noti che, anche dopo innumerevoli visite, vale la pena conoscere per riuscire ad afferrare meglio l'essenza più autentica della città. Qual è il mistero dietro la presenza dei catari lungo i canali, durante il Medioevo? Quali tracce lasciarono nella Serenissima il genio di Leonardo e di Machiavelli? Che cosa ci fa un calice veneziano a Londra? E quale enigma, a lungo irrisolto, fu la causa della morte di Pietro Aretino? Tutto questo e molto altro ancora, in un libro che ci guida per mano alla scoperta dei segreti della città più bella del mondo. Un viaggio indimenticabile nel volto oscuro della Serenissima. Tra gli argomenti trattati: Venezia e la quarta crociata Difendersi dalla peste, I misteri del Milione Leonardo a Venezia, Pietro Bembo cavaliere di Malta, Machiavelli agente segreto a Venezia, Michelozzo e Donatello agenti medicei?, Pietro Aretino e Shakespeare, Il mistero del processo a Giordano Bruno, Atei, libertini e massoni, Segreti di stato e spie, Un curioso enigma bibliografico nella Venezia del Settecento, Il "tesoro" di San Marco, La stramba vita di Sebastiano Ricci e Vivaldi compositore fantasma Venezia e la «cosa absurda et inaudita».
2021br. Ci sono molti modi di raccontare una città come Milano: un luogo frenetico e vitale, in cui la storia antica si fonde con la continua spinta verso il futuro. Questo libro racconta la vita passata di Milano attraverso i luoghi e i personaggi che l'hanno popolata. Dalla preistoria fino all'Unità d'Italia, Bruno Pellegrino ci conduce per mano in un affascinante viaggio nel tempo, alla scoperta degli avvenimenti più significativi di ogni epoca della città, dei personaggi che li hanno vissuti e dei luoghi che li hanno ospitati. Dall'epoca romana alle Signorie, dal Medioevo ai periodi di dominazione straniera: un racconto ininterrotto fatto di palazzi illustri e personalità storiche, adornato da una squisita rappresentazione degli usi e costumi della vita quotidiana di allora: un libro perfetto per ogni amante di Milano e per tutti coloro che desiderano apprendere qualcosa di più sulla storia di questa grande città. Una galleria di luoghi, personaggi e aneddoti per raccontare la Milano più antica e curiosa Tra gli argomenti trattati: Milano preistorica, etrusca, gallica; Il pantomimo Pilade e i combattimenti nell'arena; Il foro: cardi e decumani; Le cinte murarie: porte e pusterle; Milano da municipio romano a capitale dell'impero; La Milano di Ambrogio; Milano barbarica e longobarda; Le rogazioni e il brefotrofio di prete Dateo; Milano vescovile; Le case caminate e le prostitute del compito; Il broletto fondato da Oldrado e la piazza dei Mercanti; Milano viscontea; La città ai tempi di Bonvesin de La Riva; Il campanile di San Gottardo e il primo orologio sonoro; Milano repubblicana e sforzesca; Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo; Aspetto di Milano sotto la dominazione spagnola, l'austriaca e la francese; La Milano risorgimentale Per rivivere Milano in prima persona: dall'antichità fino ai giorni nostri. Avventure incredibili che, come per magia, faranno immergere il lettore in un mondo lontano.
2020br. Storie sorprendenti di una città dal fascino infinito Napoli è una città che lascia sempre a bocca aperta. Un luogo talmente complesso che può risultare spaesante, spiazzante per le sue contraddizioni, ma che impegna mente e cuore alla ricerca profonda dei suoi significati più reconditi. Oltre venti secoli ci regalano aneddoti singolarissimi, dalle corse lampadiche in onore della sirena Partenope ai romanzi cavallereschi miniati nel Medioevo, dalla tragica festa della cuccagna nel Settecento, fino all'estrema pulizia della città ai tempi di Ferdinando II di Borbone. Tanti i personaggi forieri di aneddoti, da re Alfonso d'Aragona e la sua estrema battaglia coi demoni fino a Wagner che scrisse il suo Parsifal a Posillipo. Lingua e canzone napoletana hanno le loro sorprendenti storie, concetti nascosti tutti da ascoltare. Così come il cibo: dal dolce al salato sono diverse le curiosità da assaporare. Perché Napoli è una realtà che si comprende attivando tutti i sensi che abbiamo a disposizione. Napoli è l'essenza stessa dalla curiosità Tra le storie insolite: I romanzi cavallereschi all'ombra del Vesuvio. Caravaggio e l'omaggio segreto al musicista assassino. 1832: Napoli la città più pulita d'Europa. Il battistero più antico d'occidente. Il diavolo nascosto sulla facciata di un palazzo. La villa che guarì Wagner. Le scalette di Massimo Troisi. Un Halloween tutto napoletano. I tintinnabula segreti e l'origine della scurrilità. Storie singolari della canzone napoletana. La regola delle tre "c" e il trionfo del caffè. Il mistero delle carte napoletane.
2015ill., br. A Prato se sei un po'ingenuo ti chiamano barbòcchio, o peggio babbalèo. Se sei un poco di buono, gnorànte o mànfano. Se al contrario hai dei numeri, dovranno ammettere che sei un gànzo. Dietro agli appellativi, ai detti e alle espressioni più o meno colorite del dialetto pratese è racchiuso un modo di vivere e sentire, un insieme di usi e tradizioni che vengono da lontano nel tempo e di cui ancora oggi c'è traccia. Petracchi, che ha studiato per anni storia, cultura e abitudini della sua città, ci fa fare un tuffo nel passato con questo dizionario arricchito da ricette tradizionali, cartoline e immagini d'epoca, per rivivere la Prato dei nostri antenati e conoscere meglio quella dei giorni nostri.
2012brossura Qui si narra di tradizione contadina, di tecniche, di attrezzi usati in passato ma ancora utilizzabili, di un mondo con un proprio equilibrio e una propria saggezza dal quale attingere conoscenza. Saperi che vengono illustrati con semplicitá e chiarezza in modo che non cadano nell'oblío ma vengano riscoperti e riutilizzati. Viene descritta una parte di valle alle spalle di Genova in cui frammenti di tecnologie passate (strafíe, teleferiche, briglie...) svelano un cosmo in cui l'uomo e l'ambiente erano il centro, in mutua simbiosi. Da qui lo spunto per riflessioni e approfondimenti sul mondo attuale, sul mondo dei giovani, sulla conoscenza dell'io, il tutto permeato di luce e positivitá.
2015ill., br. C'è ancora qualcosa che si può raccontare di Roma? Si può ancora scrivere di Roma? Alcuni tra i migliori scrittori romani, ognuno con il proprio stile e la propria letteratura, in questo libro rappresentano il loro punto di vista sulla Città Eterna. I racconti e le storie, i particolari geografici e le piazze: e ancora, la vita frenetica, la folla, i colori sgargianti, i profumi densi. Poi la via della fantasia che a Roma diventa più reale della storia vera o quella del saggio breve che racconta episodi autentici, ma tanto belli da sembrare inventati. Il Tevere che è la prima strada che attraversa Roma, le donne e i quartieri antichi e quelli moderni, le borgate, l'amore a Roma, i preti e le Chiese, il bene e il male che si confondono tra loro, tutto a comporre un arazzo intessuto di parole.
2018ill., br. I buoi aggiogati hanno caratterizzato per secoli l'attività agricola e con essa l'insieme della realtà rurale, dividendo l'esistenza quotidiana con i contadini che li "governavano", li chiamavano con un nome proprio e li reputavano risorsa di grande valore. Buoi da lavoro e carri agricoli sono ormai scomparsi e oggi è quasi impossibile vedere arare una pariglia aggiogata. E tuttavia questi animali sono ancora presenti nella nostra quotidianità; basti considerare le numerose espressioni linguistiche cui hanno dato origine. Il libro si compone di due parti: nella prima si rintracciano gli aspetti caratterizzanti e identificativi della presenza dei bovini nelle civiltà del Mediterraneo e dei buoi nel mondo contadino; nella seconda si ricostruisce l'evoluzione della trazione animale dalla preistoria al carro agricolo, che viene quindi descritto nei dettagli costruttivi. Di particolare interesse è la permanenza di conoscenze e pratiche relative al lavoro e al rapporto con i buoi, una cultura materiale che i contadini hanno tramandato per millenni pressoché intatta e che fino a circa cinquant'anni fa era ancora ben presente nel vissuto quotidiano.
2019ill. Dalla tradizione meridionale, che infligge ai nati il 25 di Dicembre la maledizione del lupo mannaro, alle credenze slave, polacche e nordiche, un filo conduttore attraversa tutto l'Occidente nell'ancestrale terrore per l'uomo-bestia. Le cronache moderne abbondano di fatti e processi, storie macabre di soggetti tramutati magicamente in lupi famelici. Terrore dalle origini antichissime, riappare ancora oggi: forse eco di una paura troppo profonda per essere indagata a fondo, forse testimonianza di eventi che continuiamo a non capire in pieno.
2017ill., br. L'intento di questa opera è quello di delineare una panoramica generale nei riguardi di alcune tra le conoscenze principali delle quali il Priorato di Sion è depositario, rendendo disponibile una scorsa introduttiva in merito ad alcune conoscenze cardine dell'Ordine, che possa avviare il lettore sulla pista di ricerca iniziatico-spirituale. In modo particolare vengono trattate la natura dell'impatto che hanno gli insegnamenti di Sion e delle sue tradizioni, sulla crescita interiore della persona che ne viene a contatto. Esiste una conoscenza che viene tramandata per coadiuvare l'umanità nella sua crescita e sviluppo coi suoi insegnamenti, e tuttora è custodita da diverse società iniziatiche legittime e regolari, tra le quali il Priorato di Sion. Attraverso il percorso iniziatico in un Ordine regolare, è possibile accedere a quella antica conoscenza che può fare crescere l'uomo nella sua essenza, permettendogli di recuperare quanto la storia contemporanea gli sta negando.
2021ill., ril. Il libro - che nasce per volontà dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità-Romagna - già indica nel titolo e nel sottotitolo con quale stato d'animo l'autore celebri la Vena del Gesso romagnola: un mondo così coinvolgente nei suoi orizzonti da suscitare in Francesco Rivola - l'aedo che qui ne descrive i percorsi e le forme - un senso incantato di leggenda. Vi vengono evocati infatti favole e folletti, storie e dicerie, meraviglie e spaventi, e insieme la fauna e la flora di un paese indimenticabile per chi per la prima volta ne incontri erte e sentieri, acque e distese boschive e il popolo delle creature della terra, delle acque e dell'aria che vi fanno soggiorno: un mondo che Veronica Chiarini - geologa e speleologa, collaboratrice dell'Ente - ha rappresentato in immagini di complice bellezza, tra favola e realtà: insomma, una originalissima presentazione di una delle meraviglie delle province romagnole. Il lettore, così, si troverà a visitare il Parco vivendone insieme le forme reali e le storie incantate della cultura popolare.
2014br. La Napoli di Rocco si svela e mostra il suo vero volto attraverso il tempo e la Storia. Napoli e il suo popolo, realtà controverse e spesso fraintese. Le pagine di questo testo dissacrante e innovativo ci conducono per mano attraverso vicoli e paesaggi senza tempo, in un immaginario locus letterario dove grande importanza assume la risata. La tradizione delle canzoni, i testi dei grandi poeti napoletani dell'Ottocento, i proverbi della cultura popolare sono liberati dai luoghi comuni e dalla retorica, e ci offrono uno spaccato non solo esilarante, ma anche acuto e giacobino, pieno di arguzia e d'insolita profondità.
2015brossura Le "Leggende euganee", pubblicate per la prima volta nel 1941 con lo pseudonimo di Sellida Ilvaro, costituiscono l'opera più riuscita di Silvia Rodella, la cui genesi e "poetica" sono ben condensate nella Premessa: "Così gli Euganei mi presero tutta, il cipresso ha saputo dirmi tante cose e ogni angolo di questa terra mi ha narrato la sua storia, perché dell'essere amato si ama ogni cosa". Il vero protagonista dell'opera di Rodella è il paesaggio, che si estende nella fascia meridionale dei Colli tra Lozzo, Este, Arquà Petrarca. La ricchezza e la precisione dei particolari nelle descrizioni delle località in cui sono ambientate le leggende sono evidentemente il frutto di una esperienza diretta, "sul campo", di luoghi, sentieri, corsi d'acqua, speroni rocciosi, che solo una camminatrice poteva acquisire. "Leggende euganee" è quindi un'opera che merita di essere riscoperta e riletta, anche perché testimonia una sensibilità pionieristica per la conoscenza del patrimonio paesaggistico dei Colli Euganei.
2018ill., br.
2022br. "Quarantacinque «proverbi erotici lombardi» selezionati e annotati da Piero Chiara, con ironia e maliziosa arguzia. Il mondo che essi sottendono e rispecchiano è lo stesso dei personaggi «di paese» del 'Piatto piange' e di altri romanzi e racconti dello scrittore luinese: un mondo di persone semplici, la cui semplice saggezza si esercita su problemi come il sesso e la sessualità, i rapporti tra uomo e donna e tra moglie e marito, le funzioni fisiologiche, la morale comune e il contrasto tra essere e apparire. Il dialetto, che Chiara trascrive direttamente dal parlato badando più alla carica espressiva delle parole che alla filologia, accentua la forza del realismo e del pragmatismo di quella gente tanto acuta quanto sferzante, con le sue affermazioni sempre nette e con le sue dolorose certezze. Annunciata più volte agli amici, anticipata su riviste, promessa a vari editori e a lungo creduta perduta, questa «raccoltina» di 'Proverbi erotici lombardi' è stata ritrovata, per caso, tra le carte dello scrittore luinese." (Federico Roncoroni)
2018br. "Poemi di pietra" che dalle loro masse poderose fanno svettare guglie e pinnacoli, quasi a indicare la strada verso l'Assoluto, le cattedrali gotiche custodiscono antichi segreti che a tutt'oggi non siamo riusciti a penetrare completamente. Dalle tradizioni celtiche al monachesimo cistercense, dai Templari ai Rosacroce, un percorso fra antiche cronache e documenti, leggende e racconti, in una ricerca che mette a confronto segni e simboli di culture apparentemente diverse e lontane, ma unite da un sottile e oscuro filo comune. Un racconto di tutto quel che manca nelle guide turistiche, del mistero che si nasconde nelle cattedrali gotiche: il loro repertorio storico e leggendario, i significati religiosi, esoterici e spirituali che ancora oggi si individuano nelle ardite geometrie che si innalzano al cielo e che tanto influiscono sullo stato d'animo del visitatore.