ca. 26cm x 17cm. (5), 193, (8) p. Original interim-wrappers with title to spine and illustrated title to cover. Uncut. Spine considerably worn, boards slightly smudged. Inside minimally worn and still in very good condition. One of the 45 copies printed on Japon impérial paper. With 15 illustrations of P. E. Vibert. With musical scores referring to the scenes in appendix. Text in French.
1913réf. 26399BParis:, Goerges Crès., 1913. ca. 26cm x 17cm. (5), 193, (8) p. Original interim-wrappers with title to spine and illustrated title to cover. Uncut. Spine considerably worn, boards slightly smudged. Inside minimally worn and still in very good condition.
1959This is a very good softcover copy with just light cover wear. Completely clean inside and just light toning to the covers. Lower corner of catalog bumped. Text in French. This is a handbook to the Ville du Locle Museum's collection of clocks and watches. 1113 works catalogued. Many illustrated in black & white photographs. 8" high X 5" wide, 101 pages.
1791réf. 1016430Berlin u. Libau, Lagarde u. Friedrich, 1789 - 1791. Zus. etwa 2100 S. Interimsbroschur u. (Bd 3) Ppbd d. Zeit (Umschläge angestaubt, m. Randläsuren u. einer hinterlegten größeren Fehlstelle, leicht gebräunt u. vereinzelt gering fleckig, wenige Seiten m. Marginalien u. Tintenflecken, unbeschnitten, Bd 3 Einbd etwas beschabt u. bestoßen, oberes Kapital abgestoßen, Block beschnitten daher etwas kleiner als die anderen Bände).
1962cm. 17 x 24, iv-296 pp. con 14 ill. e 1 tav. f.t. Rilegato. 765 gr. iv-296 p.
1923In-16 gr., brossura originale (lievi fioriture), pp. 143. Prima edizione. Lunga dedica autografa dell'A. al frontespizio. Testo ben conservato.
1930In-8 p., brossura originale (picc. manc. al dorso), pp. 156. Prima edizione di questa raccolta di poesie. Testo ben conservato. .
2018br. Filo conduttore di "Mille anni di storia" è l'idea della sostanziale continuità del processo di formazione e di sviluppo della civiltà europea. Le correnti politiche e culturali dell'europeismo contemporaneo hanno spesso collocato l'inizio del cammino nell'età di Carlomagno e dei gruppi di intellettuali, religiosi e guerrieri che hanno operato sotto la sua direzione. Qui invece l'accento è posto sulla rinascita delle città, un movimento che coinvolse l'insieme delle popolazioni, investì tutti i campi di attività e creò una stabile rete di rapporti che coprì l'intero continente. Grandi contrasti e profonde fratture hanno attraversato il millennio. Ma l'universalità e la forza espansiva iniziali non si sono esaurite. La ricostruzione storica delle fasi successive mette in evidenza la molteplicità dei fattori che hanno contribuito alla formazione dell'identità europea e la straordinaria capacità dei singoli popoli di riprendere, dopo le lacerazioni e le catastrofi, il cammino interrotto. Le pagine di Villari hanno la qualità e il merito della grande storia: far comprendere le ragioni profonde che sono all'origine del patrimonio comune di esperienze civili e morali e del suo costante incremento e restituire ai problemi dell'oggi una prospettiva nel tempo.
2013br. I legami tra l'Europa e gli Stati Uniti sono antichi e complessi: dobbiamo molto a un paese che, non senza contraddizioni, ha inventato un modello di democrazia e un concetto nuovo delle libertà politiche e sociali, e ha partecipato generosamente a due guerre europee anche in nome di questi valori. Politica, letteratura, musica, cinema: un mondo vitale e attivo che continua a esercitare un fascino particolare che non può essere semplificato in adesione ideologica o in altrettanto semplice rifiuto politico. Evoluzione del capitalismo, situazione politica ed economica - dalla grande crisi del 1929 al New Deal di Roosevelt al maccartismo agli scandali bancari e finanziari alla presidenza Obama - questa "America" si ripropone come un rinnovato e più aperto modello di Stato sociale. Lucio Villari rilegge alcune pagine della storia degli Stati Uniti tra passato e presente, con l'intenzione di identificare alcuni nodi essenziali del suo formarsi come nazione, del suo appartenere alle radici culturali dell'Europa, ma anche del suo negarsi a esse rinnovandosi e inventandosi come un mondo nuovo. L'autore si sofferma sul rapporto tra l'Italia e gli Stati Uniti. Un'"America" vissuta come sogno, come terra promessa, con speranze talvolta infrante. Il "sogno americano" ha influenzato la nostra cultura, la letteratura, l'arte, l'economia, il costume.
2012br. Dal 1796 al 1870 vi è stato un tempo della nostra storia nel quale molti italiani non hanno avuto paura della libertà, l'hanno cercata e hanno dato la vita per realizzare il sogno della nazione divenuta patria. È stato il tempo del Risorgimento quando la libertà significava verità. Anzitutto sentirsi partecipi di una Italia comune, non dell'Italia dei sette Stati, ostili tra loro e strettamente sorvegliati da potenze straniere. La conquista della libertà "italiana" è stata la rivendicazione dell'unità culturale, storica, ideale di un popolo per secoli interdetto e separato, l'affermazione della sua indipendenza politica, la fine delle molte subalternità alla Chiesa del potere temporale, l'ingresso nell'Europa moderna delle Costituzioni, dei diritti dell'uomo e del cittadino, del senso della giustizia e del valore dell'eguaglianza ereditati dalla rivoluzione francese. Un'Italia dolente, notturna, divisa, risvegliata alla libertà. Le armi, le parole di un popolo che scopre se stesso dopo secoli di servitù. Giovani che hanno combattuto per l'unità e l'indipendenza della nazione. Questo è stato il Risorgimento. E questo resta l'orizzonte storico insormontabile della nostra identità nazionale e del nostro Stato democratico.
2018cm 17 x 24, viii-140 pp. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum?. Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia 483 Vittorio Pica (1862-1930) fu intellettuale attivissimo nel campo della critica d?arte come di quella letteraria. I suoi scritti, aggiornatissimi dossier sulle pi? importanti novit? culturali d?Europa, nascevano da un accurato lavoro di documentazione condotto a partire da molteplici fonti. In questo saggio ? descritto il metodo col quale Pica raccolse ed elabor? tali documenti in articoli, albi e profili pubblicati sulle pi? prestigiose riviste del tempo. Il volume si ? aggiudicato il 2? Premio (sezione Narrativa/Saggistica) del 44? Premio Letterario del Casentino "Giuseppe Frunzi"Vittorio Pica (1862-1930) fu intellettuale attivissimo nel campo della critica d?arte come di quella letteraria. I suoi scritti, aggiornatissimi dossier sulle pi? importanti novit? culturali d?Europa, nascevano da un accurato lavoro di documentazione condotto a partire da molteplici fonti. In questo saggio ? descritto il metodo col quale Pica raccolse ed elabor? tali documenti in articoli, albi e profili pubblicati sulle pi? prestigiose riviste del tempo. Il volume si ? aggiudicato il 2? Premio (sezione Narrativa/Saggistica) del 44? Premio Letterario del Casentino "Giuseppe Frunzi"Vittorio Pica (1862-1930) fu intellettuale attivissimo nel campo della critica d?arte come di quella letteraria. I suoi scritti, aggiornatissimi dossier sulle pi? importanti novit? culturali d?Europa, nascevano da un accurato lavoro di documentazione condotto a partire da molteplici fonti. In questo saggio ? descritto il metodo col quale Pica raccolse ed elabor? tali documenti in articoli, albi e profili pubblicati sulle pi? prestigiose riviste del tempo. Il volume si ? aggiudicato il 2? Premio (sezione Narrativa/Saggistica) del 44? Premio Letterario del Casentino "Giuseppe Frunzi" Vittorio Pica (1862-1930) was an prolific intellectual active in the fields of art and literary criticism. His writings, that illustrate the most significant cultural novelties in Europe, resulted from the painstaking research of several sources. This essay illustrates the methodology adopted by Pica to collect and include this documentation in the articles, albums and profiles that he published in the most prestigious reviews of the time. Villani - Atlante cultura europea V.Pica Letteratura italiana 1600 - 1900 801
2012br. Le borgate nate in epoca fascista rappresentano una pagina fondamentale della storia di Roma contemporanea. Additate come i luoghi più malfamati della città, specchio dei suoi contrasti socio-economici e urbanistici, in esse può riassumersi il modo disordinato in cui la capitale è cresciuta e si è sviluppata. Avamposti dell'espansione edilizia del secondo dopoguerra, le borgate hanno costituito il luogo d'approdo per migliaia di famiglie dalle molteplici provenienze. Argomento fino a oggi poco dissodato, il processo di popolamento della periferia romana è affrontato in questo libro per mezzo di nuove fonti archivistiche, con cui è stato possibile verificare ipotesi di studio di recente acquisizione.
2015ill., br. "Parlare di restauro riferendosi a opere contemporanee sembrerebbe quasi un ossimoro, una callida iunctura la definirebbe Orazio": così introduce il tema di questo volume la sua curatrice, Isabella Villafranca Soissons. La differenza fondamentale tra arte del passato e del presente risiede, per il conservatore, nella diversità delle tecniche esecutive: per secoli metodologie e materiali codificati da numerosi manuali, sono rimasti immutati. A partire dal XX secolo gli artisti iniziano a utilizzare una varietà infinita di materiali non tradizionali, assemblandoli, a volte arditamente, per mezzo di una vastissima scelta di linguaggi espressivi e con un intento spesso provocatorio e polemico nei confronti della tradizione. Quando le prime opere entrate in collezioni pubbliche e realizzate con materiali non convenzionali hanno iniziato a degradarsi, i monocromi a perdere la loro freschezza, le installazioni meccaniche o sonore a bloccarsi, è sorta la necessità di dare risposta ai problemi relativi a un eventuale ripristino. L'intervento del restauratore risulta allora particolarmente delicato, problematico e sperimentale, richiede un grande sforzo di creatività e conoscenze poliedriche. I contributi autorevoli raccolti in questo volume vogliono rendere conto della molteplicità dei soggetti, delle motivazioni e delle finalità con cui interagisce il restauratore dell'arte contemporanea nel suo lavoro.
2015br. Nella seconda metà degli anni Settanta, le radio democratiche interpretano in modo nuovo la generica domanda di comunicazione che veniva dalla società italiana. Fortemente connotate dal punto di vista politico e strettamente legate ai movimenti di contestazione che attraversano il decennio, queste radio si rivolgono prevalentemente a un pubblico giovane, portando alla ribalta soggettività e temi precedentemente privi di visibilità. Incrociando fonti orali e inediti documenti di archivio, il libro racconta e analizza una delle numerose declinazioni locali assunte dal fenomeno delle radio democratiche. Concentrandosi su un contesto periferico come quello bergamasco e mettendone in rilievo le specificità, il volume tenta infatti di proporre una ridefinizione dell'intero complesso dell'emittenza democratica in Italia, smussandone gli elementi agiografici e rilevandone rimozioni, contraddizioni e fallimenti. La storia delle otto radio di Bergamo e della sua provincia viene interpretata come l'epifenomeno di un decennio concepito come un lungo processo di incubazione di fermenti culturali che, svuotati della forza contestataria, si sono organicamente delineati negli anni successivi, influenzando profondamente gli sviluppi della storia sociale dell'Italia repubblicana.
1967Einaudi, 1967. In-16, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 187. In ottimo stato.
1960In-4 p., tela editoriale, sovracoperta, da pp. (4),849 a 953,(3), illustrato da 40 esempi in 97 tavole di ill. in b.n. (foto e disegni). Ben conservato.
2012br. È un Leonardo Sciascia divertito osservatore del mondo cui non risparmia irriverenti ironie e grafitanti parodie, l'adolescente che ci viene incontro da questi ricordi di Stefano Vilardo (Delia, 1922, "Tutti dicono Germania Germania", Sellerio 2007, il suo libro più noto). Stefano gli fu compagno di banco dall'anno scolastico 1936-37 e poi per tutta la vita, conoscendone subito la passione letteraria, la cinefilia al limite dell'erudito e l'amore per le burle contro ogni superbia; e in questa intervista, raccolta da Antonio Motta (con Sellerio "Bibliografia degli scritti di Leonardo Sciascia", 2009), ne racconta la prima formazione, il precoce antifascismo libertario ed episodi cruciali della vita privata intellettuale.
1905réf. 26015Paris Maison D'édition 1905 Petit In-8 395 pp avec des photos mises en scène pour l'exemple , dos muet, couverture sale
réf. 8081Galerie du génie, Paris, 1988. In-8, agrafé sous couverture illustrée, 12 pp. Amalgame, Amalgame..., par Villeglé - Planches - Biographie - Expositions collectives/personnelles. - Ecrits de l'artiste.
1902réf. 46401623L’Assiette au Beurre n° 46., février 1902 ; plaq. in-4, brochée, couverture illustrée en couleurs 16 pp.PREMIER TIRAGE. Numéro entièrement illustré par Jacques Villon. 16 illustrations en couleurs à pleine page. Bel exemplaire frais, avec 1 feuillet volant sur papier bleu (Publicité et tarifs pour les 45 premiers numéros de l’Assiette au beurre.
2015br. La metafora è un concetto decisivo nella concezione e nel metodo di lavoro di Jacques Derrida, decisivo nella tessitura del suo linguaggio. Non solo perché la metafora è il luogo e il banco di prova privilegiato del fatto che il significante precede il significato, assicurandone il funzionamento. Ma anche perché lo stile di lavoro di Derrida consiste nel circoscrivere il significato, analizzando (de-costruendo, nel linguaggio derridiano) il luogo e le leggi della sua costituzione, che riposano non sulla trasparenza di un logos, ma sull'intreccio originario di un rimando, di una dislocazione non visibile a un colpo d'occhio. La metafora è pensata da Derrida come l'origine, come il movimento generativo del suo stesso discorso. Qui si radica l'originario articolarsi della unità e insieme del differire delle classiche opposizioni: sensibile/intelligibile, esteriore/interiore, trascendentale/empirico, tempo/spazio. "In questo giunto imprendibile, in questo grafico irrappresentabile Ilaria Vigorelli, alla scuola di Derrida, lavora a rintracciare i segni di questa azione unitiva, abissalmente sui generis, nella struttura stessa del logos occidentale" (dalla Prefazione di Gianfranco Dalmasso).