2013br. Per qualche paradosso della storia culturale, dopo Charles Baudelaire e dopo il suo esegeta sommo Walter Benjamin, è toccato ad un belga grande scrittore di genere, George Simenon, il compito di rappresentare la Parigi che si presta a costituire lo sfondo non inerte di accadimenti delittuosi e di sordide esistenze, coerenti con non meno sordidi bistrot e alberghetti. Ma, essendo la metropoli moderna compendio dell'universo, non possono mancare incursioni in quartieri d'alto bordo, dove, pure, il delitto può avere luogo. Il liegino Simenon, attraverso le flâneries investigative dell'immortale commissario Maigret, conduce il lettore ad un pacato esercizio delle aspettative topologiche ed esistenziali. Ma l'occhio esteticamente poco ricettivo di Maigret si avvale della guida decisiva di Marco Vitale che coordina e instrada le frequentazioni del Commissario e i nostri solidali e incuriositi pedinamenti. Scrittura e riscrittura parallela, sempre discreta e illuminante nell'indicare i ritratti d'ambiente, a volte sfuggenti, che fanno di questo libro il viatico necessario e imprevedibile di un lettore viaggiatore non conformista.
2012ill., br. Ci sono state, ci sono e ci saranno ancora altre scritture. Diverse dalla nostra, quella che pratichiamo da tremila anni o giù di lì. Scritture in cui figurazione e astrazione, simboli e suoni partecipano alla produzione del senso seguendo un'organizzazione spaziale diversa da quella semplicemente lineare alla quale siamo abituati. Altre scritture che attestano diversi modi di interagire con l'ambiente, di interpretarlo e condividerlo. Abitarlo. André Leroi-Gourhan le ha definite "Mitografie". Attraverso le "mitografie" sarà possibile comprendere genesi e struttura di un'altra scrittura, la scrittura della decostruzione; sarà possibile comprendere che questa scrittura non può essere altro che "scrittura dello spazio". Questa è l'ipotesi che muove i testi che compongono questo "libro".
2014ril. "In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong". Inizia con queste parole il viaggio personale di Karen Blixen attraverso il continente africano, quello dei colori e dei suoni, delle risate della sua gente e del calore da essi inconsapevolmente esercitato. Il viaggio della crescita e dell'amore: quello umano e incondizionato e quello pregnante ma, allo stesso tempo, struggente inteso come amore che viene dato e, in seguito, tolto. Il freddo della sua terra d'origine, la Danimarca, viene a confondersi con il caldo dell'Africa, trasmettendo l'inconfondibile magia che Karen Blixen riversa nei suoi scritti: dai racconti minuziosamente descrittivi alle opere intrise dei suoi ricordi africani. Ma è proprio questa la grandezza di Karen Blixen: il suo essere stata attenta osservatrice degli umani risvolti ritraendone, con la cura dell'artista, fisionomie e sentimenti e descrivendone le vite quasi fosse lei a tessere le trame dei destini che incontrava. Per diventare, poi, vittima lei stessa degli scherzi del Destino.
2013br. Negli ultimi anni i 'beni comuni' sono diventati la parola d'ordine di quella parte della sinistra che si oppone alla riduzione dei rapporti economici e sociali a una pura logica mercantile. Una logica che ha via via permeato anche la dimensione pubblica. Sono tesi che scaldano il cuore di chi a ragione si batte contro il capitalismo ma che a una lettura più riflessiva appaiono retoriche, superficiali, incoerenti, inadeguate e contraddittorie. Belle fiabe che fanno leva su un desiderio diffuso di cambiamento ma fanno a pugni con il tentativo di definire idee chiare e distinte, argomenti radicali ma comunque razionali, com'è caratteristico della tradizione illuministica europea. La mistica dei beni comuni diventa così il peggior nemico interno di un costituzionalismo di diritto privato che sappia davvero porre limiti alla pura logica del profitto.
2021br. Soldato, eterno debuttante, nevrotico all'ultimo stadio, eremita in una casupola di fronte dallo Stretto di Messina: la figura di Giuseppe Berto è stata considerata da molti come una meteora nel panorama letterario nazionale, spesso per motivi che con la letteratura avevano poco a che fare. Nella convinzione che si tratti di un errore di prospettiva, Saverio Vita ne rilegge l'opera da una diversa angolazione, in modo da metterne in luce i numerosi aspetti ancora poco studiati. Dotato di uno stile metamorfico, facilmente in grado di adattarsi al proprio tempo, l'obiettivo di Berto è sempre stato quello di parlare al pubblico coevo tracciando un discorso non solo narrativo, ma soprattutto etico, lungo quei trent'anni di dopoguerra che hanno disegnato la contemporaneità. Dai primi racconti ai romanzi maggiori, la sua opera è costruita su un vero e proprio "sistema autobiografico" che si fonda sul ricorrere costante di episodi e temi, ma soprattutto su una complessa dinamica psicologica che dà forma a ogni espressione della sua scrittura. La pagina di Berto è viva, perché la sua tessitura è complicata da un groviglio emozionale di vergogna e senso di colpa che, se ben letto, restituisce ai lettori la pienezza di un vero, dimenticato protagonista del Novecento.
2012br. Joyce Lussu è stata una protagonista instancabile e testimone lucida di molti decenni della storia del Novecento italiano. Cresce in un ambiente decisamente progressista con un'educazione eclettica e fuori dagli schemi e conformismi del tempo. Joyce ha vissuto in prima persona l'antifascismo, la resistenza, il dopoguerra, la Costituente, la costruzione del movimento per la pace, il movimento delle donne italiane. Scrittrice di saggi, romanzi e racconti, si è dedicata dagli anni '60 in poi a un intenso lavoro di traduzione e di introduzione, in Italia e in Europa, dei poeti delle avanguardie di tutto il mondo. Joyce approfondisce negli anni, attraverso frequenti viaggi, la conoscenza dell'Albania e della sua cultura. A guerra finita avrebbe potuto sedere in parlamento e diventare donna della politica, invece preferì continuare la sua militanza a fianco dei movimenti di liberazione, là dove fascismi e colonialismi opprimevano e negavano i diritti più elementari. Con il contributo di Regione Puglia.
1950Bottega del Libro, 1950. In-8, brossura, pp. 170. In buono stato
2003réf. 27027Horn, Edition Thurnhof, 2003. 20 Bl. Mit Offsetlithographien und Musikalien von Joop Visser. Kl.-4° (22 x 17 cm). Original-Karton in Original-Kartonumschlag.
2022br. Il presente volume è suddiviso in due parti. Nella prima gli autori hanno ripercorso i passi salienti della vita di Giuseppe Zanardelli con attenzione alle origini familiari e ne hanno descritto l'attività di giornalista, di docente, avvocato e la carriera politica. In modo dettagliato sono state analizzate le riforme epocali che portano il suo nome dal codice penale al codice di commercio, alla legislazione sul lavoro compresi i limiti imposti al lavoro femminile e minorile e l'eliminazione del reato di sciopero, ai decreti volti a realizzare una maggiore giustizia fiscale fino al progetto di introdurre in Italia il divorzio. Da questa ricostruzione appare un modello di funzione politica svolta al servizio del bene comune, un modello che si impone in tutta la sua attualità nella crisi odierna della politica italiana. Nella seconda parte l'attenzione dei coautori si è concentrata sul collegamento con il territorio bresciano e sulla forte condivisione da parte dell'imprenditoria bresciana dei valori risorgimentali di cui il liberale Zanardelli si faceva portatore. Alla fine del libro figura la descrizione della villa che Zanardelli fece costruire sulla sponda bresciana del lago di Garda per farne la sua dimora corredandola di affreschi, quadri e sculture che raffigurano momenti importanti della sua vita politica. L'auspicio dei coautori è che l'edificio venga restaurato e possa rimanere adibito a un servizio pubblico preferibilmente culturale per custodire la memoria di questo grande statista e per illustrare un pezzo importante della storia del nostro Paese che allo stato attuale appare indegnamente trascurato.
1933In-4, bross., pp. 6, con 22 tavv. in b.n. e a colori f.t. Catalogo della mostra.
19188°. 2 Bll., 483 SS.; 562 SS., 1 Bl.; 512 SS., 2 Bl. Orig.-Pp. Bd. I: Lyrische Gänge und andere poetische Werke - Bd. II: Auch Einer. Eine Reisebekanntschaft - Bd. III: Prosaschriften. - Papierbedingt leicht gebräunt. Name auf Vors. Einbde. im Rand und am Rücken leicht gebräunt. Rücken gering berieben und bestoßen. SW: Literatur, Philosophie, Ästhetik 19. Jahrhundert, Süddeutschland, Werkausgabe 20. Jahrhundeert, vor 1930 Bücher Deutsch
1931réf. 37088Berlin, Verlag der Zeit-Romane, (1931). 278 S., 1 Bl. 8° (19 x 12 cm). Original-Leinwand.
2012br. Oggi fa sorridere solo pensarlo, ma tra il 1945 e il 1957 San Marino fu l'avamposto del comunismo in Occidente e uno dei simboli della guerra fredda. Per difendere il governo dei "rossi", scesero in campo Calamandrei, Togliatti, perfino Ho Chi Minh. Per abbatterlo, si mobilitarono la Dc di Fanfani e il governo italiano, con l'appoggio degli Stati Uniti d'America. La battaglia politico-ideologica assunse toni accesi, fino a culminare nei fatti di Rovereta, episodio al limite del golpe in cui indebitamente l'Italia si affrettò a riconoscere il governo provvisorio democristiano sammarinese, inviando carabinieri e blindati a difenderlo. Accanto a queste vicende, il libro racconta numerose altre storie, più o meno note: quella della ferrovia meno longeva del mondo, la Rimini-San Marino che visse solo dodici anni; la generosità alla Schindler's list del tedesco "buono", Gerhard Richard Gumpert che tenne la Wehrmacht e la guerra fuori dal Titano; l'avventura di Eugenio Montale costretto a fare lo spallone per ritirare un premio durante la "guerra del casinò"; il tragicomico ritorno della salma del duce a Predappio; fino alla singolare saga della radio-televisione di Stato, che apre le porte agli scandali del "paradiso fiscale" e della San Marino di oggi.
2022br. Questo libro è un diario pubblico, esente dai rovelli interiori con cui ingannano il tempo le anime in pena, scritto da chi guarda con una certa voracità quel che accade tutt'attorno e, guardando, spesso non crede ai propri occhi. Un monologo ad alta voce, durante il quale l'oratore incontinente parla anche a se stesso soltanto perché parla in primo luogo a una moltitudine di passanti. Il diario pubblico, ovvero l'altisonante monologo, registra e commenta, giorno dopo giorno, la drastica trasformazione del modo di produzione dominante, del calendario in cui si iscrivono azioni e passioni, delle forme di vita, degli stili di pensiero, seguita alla sconfitta dei movimenti rivoluzionari che andarono in scena nella seconda metà del secolo scorso. L'autore, che di quei movimenti fece parte, dopo la sconfitta, in mancanza di meglio, si è dedicato alla filosofia. Ma per quattro anni, dal 1988 al 1991, è stato redattore delle pagine culturali del quotidiano «il manifesto». E da lì ha osservato la controrivoluzione capitalistica. Non una restaurazione dell'antico regime, ma una rivoluzione al contrario, impetuosa e cruenta, battezzata poi con nomi pigrissimi, paghi di ventilare una novità ineffabile, come «postfordismo» e «neoliberalismo».
1928In folio, 2 volumi, bella legatura mod. in p. marocchino, cornici oro e a secco ai piatti, dorso a cordoni con filetti e tit. oro, dentelle dorata ai risguardi in seta, tagli super. dorati, custodie. L'edizione è cosi' composta: - "Opera Aeneis", pp. 335,(3). L'Eneide (in 12 libri), con testo in latino. Il vol. è illustrato da un pregevole frontesp. miniato e da 12 stupende grandi iniziali figurate a vignetta, ciasc. impreziosita sul lato sinistro da ricchi motivi ornamentali, tutte miniate da L. Cellini. - "Opera Bucolica. Georgica," pp. 122. Le Bucoliche (in 10 libri) e le Georgiche (in 4 libri), con testo in latino. Il vol. è illustrato da un bellissimo frontespizio miniato e da 14 magnifiche grandi iniziali a motivi ornamentali, di cui 1 con una scena pastorale ed 1 con una scena campestre, tutte miniate da L. Cellini. Pregevole edizione, stampata coi tipi di C. Moneta, in tirat. di 110 esemplari. Molto ben conservata.
1935This is a very good hardcover copy recently released from a small private non-lending art library. Very clean inside and out. Bound in dark green cloth, with the spine titled and ruled in gilt. There are three marks from the previous owner: a perforation stamp on the title-page, a number on the spine, and a small blacked out number on the first page of the preface. Text in French. Illustrated in black & white with photographs, plans, elevations, details, etc. Fold-out map. 10 1/2" high X 8" wide, 470 pages. This book will be securely wrapped and packed in a sturdy box and shipped with tracking. Ex-Library
1900réf. 8092Berlin, Georg Reimer, 1900. Gr.-8°. 26 S., 1 weißes Bl., OKart.
2017br. Nato col cinema e la psicoanalisi, il consumismo di massa e le prime ondate migratorie verso l'Europa colonialista, il "Dracula" (1897) di Bram Stoker è un romanzo stranamente sospeso fra l'arcaico e il moderno: la storia di un mostro antico su cui si condensano ansie e timori già tutti contemporanei. Il vampiro si trasforma qui per la prima volta in icona del nostro tempo, abbandona i castelli in rovina per insinuarsi negli spazi metropolitani della Londra globalizzata e infiltrarsi nel cuore delle sue istituzioni: la famiglia borghese, il mondo delle professioni, le cittadelle del potere medico, politico e finanziario. Mutando pelle, il non-morto diventa l'alieno, il virus che infetta il corpo dell'occidente moderno. Le sopravvivenze arcaiche che riaffiorano nel romanzo raccontano allora il volto gotico della stessa modernità, gli spettri di un presente che ha i tratti mostruosi, e sempre in metamorfosi, delle sessualità eterodosse o della follia, dei flussi immateriali delle nuove tecnologie o del capitale, del contagio fra razze e culture, della barbarie terroristica. Di tutto ciò che, come il vampiro, è un ibrido fra le categorie. Il volume rivisita questo straordinario canovaccio del terrore contemporaneo, oggetto d'incessanti interpretazioni, riscritture e rimediazioni, ed esplora i fantasmi della storia culturale che da allora accompagnano ogni risorgenza del vampiro, metafora potente e versatile delle paure insepolte che consumano il corpo della modernità.
2014brossura
2000brossura Pur mantenendo la divisione tradizionale tra storia moderna e contemporanea, segnata dalla cesura del 1815, questo Manuale si presenta profondamente innovativo sotto diversi aspetti. Non è una storia esclusivamente italiana o europea, è una storia narrata, caratterizzata da uno sforzo squisitamente letterario.