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2021br. Dell'idealismo attuale, che qualcuno si spinse a definire l'«essenza della filosofia moderna», La Via fu prima seguace e poi critico radicale. Questo libro rappresenta la prima fondamentale tappa, il primo momento analitico, della lettura laviana dell'opera di Giovanni Gentile, che sfocerà nell'Assoluto Realismo. Una lettura che ha i connotati di un "corpo a corpo" tra il filosofo di Nicosia e il pensiero gentiliano e che assume le movenze di un'Esposizione sistematica: «semplicemente una premessa indispensabile dello "studio critico" sull'idealismo attuale». Nondimeno, nel volume sono già presenti chiare tracce della teoresi laviana fondata sull'esenzializzazione del pensiero rosminiano, rilevabile nell'esposizione della critica gentiliana alla teoria dell'assenso, cioè alla teoria della libertà in Rosmini.
2021br. Dell'idealismo attuale, che qualcuno si spinse a definire l'«essenza della filosofia moderna», La Via fu prima seguace e poi critico radicale. Questo libro rappresenta la prima fondamentale tappa, il primo momento analitico, della lettura laviana dell'opera di Giovanni Gentile, che sfocerà nell'Assoluto Realismo. Una lettura che ha i connotati di un "corpo a corpo" tra il filosofo di Nicosia e il pensiero gentiliano e che assume le movenze di un'Esposizione sistematica: «semplicemente una premessa indispensabile dello "studio critico" sull'idealismo attuale». Nondimeno, nel volume sono già presenti chiare tracce della teoresi laviana fondata sull'esenzializzazione del pensiero rosminiano, rilevabile nell'esposizione della critica gentiliana alla teoria dell'assenso, cioè alla teoria della libertà in Rosmini.
(Lugo, 17 giugno 1900)[LA VEDETTA.]Periodico lughese. Per l'acquedotto romagnolo. Il 1øluglio si riuniranno a Cesena i Sindaci interessati alla costruzione dell'acquedotto... (articolo in seconda pagina) [Euro 9,00]
(Lugo, 9 settembre 1900)[LA VEDETTA.]Periodico lughese. Il Congresso Repubblicano Romagnolo. In folio, 4 pp [Euro 10,00]
2016br. Renato La Valle, padre di Raniero, giunge a Costantinopoli nel 1908, appena in tempo per raccontare ai lettori del Giornale d'Italia le trasformazioni in atto nell'Impero Ottomano: la caduta dell'ultimo vero Califfo rovesciato dai Giovani Turchi nel 1908 e l'agonia dello stesso Califfato, liquidato da Kemal Ataturk nel 1924. Attraverso le corrispondenze originali del padre, Raniero La Valle ricostruisce le strategie politico-economiche che fin dai tempi di Giolitti hanno contribuito alla costruzione di un "nemico" dell'Occidente: l'Islam. Ancora oggi l'idea dell'"arabo" come "nemico", complice il terrorismo globalizzato, è fortemente presente in diversi settori dell'opinione pubblica occidentale. Ma la maschera del conflitto di religione non tiene più: per fare una guerra non basta dire che la si combatte in nome di Dio o dei valori dell'Occidente perché, come ha detto papa Francesco, «il Dio della guerra non esiste».
2003Ponte alle Grazie, 2003. In-8, brossura, pp. 348. In ottimo stato.
1978Garzanti, 1978. In-8, brossura, pp. 276. Prima edizione. In ottimo stato.
2009ril. Per anni professore ordinario di Filosofia e Storia, prima nel Liceo scientifico e poi in quello classico, Antonino La Russa attualmente è professore a contratto di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Verona. Le sue ricerche filosofiche sono caratterizzate da due interessi dominanti: per il problema della conoscenza, con studi sul filosofo veronese Giuseppe Zamboni (vari articoli in volumi miscellanei e riviste specializzate e la cura di due inediti in sei opuscoli zamboniani su Husserl, su Kant, sulla causalità, IPL, Milano 1990), e per l'inquadramento storico e l'interpretazione delle problematiche di filosofia della scienza. In questo ambito ha pubblicato "Dal cielo antico all'universo macchina", "Dalla crisi del meccanicismo alla complessità", "L'Io nell'era tecnologica", e "Un'idea della filosofia".
1956In-8 p., bross. (picc. strappi), pp. 418,(2). Testo ben conservato, con dedica autografa dell’Autore.
1853réf. 1315277Tours, A. Mame, 1853. 139, (1) S., 4 farbige lithograph. Tafeln. Farbig lithograph. illustr. Ppbd (Rückengelenke minimal angeplatzt, Innengelenke gering wurmspurig, innen teils etwas braunfleckig).
1796réf. 28152Hamburg, P. F. Fauche, 1796. XVI, 83 S. 12° (14,8 x 9,8 cm). Pappe der Zeit.
(politica-elezioni)[LA PROVINCIA DI CHIETI.] Elettori del Collegio di Gessopalena. Parole di Pasquale Masciantonio per poter essere eletto contro Giantommaso Tozzi. 22 e 23 luglio 1900. In folio, 4 pp. [Euro 16,00]
2012br. Pensata come complemento della "Storia della letteratura italiana" (6 voli., 2005), questa serie di "Profili" ne ripropone la formula introduttiva. Collocandolo nel quadro storico e sociale della sua epoca, ogni volume presenta uno dei grandi autori della tradizione letteraria italiana, ne discute criticamente le opere e ne illustra la poetica.
2015ill., br. "Da sempre rivendico la necessità di esaltare 'le diversità': siamo tanti e sempre più diversi e la diversità non è più emarginazione ma è diritto! Questo libro vuole essere un omaggio agli 'odori e sapori', presenze che contribuiscono ogni giorno a esaltare le nostre identità, le nostre esperienze, le nostre culture." (Ugo La Pietra)
2017br. Il volume raccoglie ventuno brevi racconti, resoconti di giornate e incontri,che hanno in qualche modo condizionato la lunga e articolataattività di Ugo La Pietra, artista e architetto ma soprattutto ricercatore(come egli ama definirsi) nella grande area che abbraccia tutte lediscipline della comunicazione."Ventuno giornate memorabili senza essere esemplari": così le definisceMarco Scotini nella sua introduzione, paragonando la scritturadi La Pietra alla sua operosità grafica "ideografica, quasi da miniaturista,sempre veloce".I racconti partono dal 1963 con Lucio Fontana e le avventure con icomponenti del Gruppo del Cenobio (Agostino Ferrari, Ettore Sordini,Angelo Verga, Arturo Vermi), si snodano per tutti gli anni Sessantaattraverso gli incontri con Vittoriano Viganò, Nanda Vigo, SergioDangelo e altri artisti milanesi, Edouard Mesens, Paolo Rizzatto, MarioMerz, Gianni Pettena, e proseguono con le esperienze condivisecon Getulio Alviani e Maurizio Nannucci, Gillo Dorfles, Mila Schön,Alberto Seassaro, Achille Bonito Oliva, Franco Vaccari, Bruno Munari,Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Roberto Orefice, DavideMosconi, Fernando De Filippi.
2022br. Il "De la liberté et de la servitude" pubblicato da Francis de La Mothe Le Vayer nel 1643, rappresenta il lucido e innovativo contributo moderno alla filosofia morale e politica di un pensatore bifronte, privatamente critico del potere, pubblicamente difensore della monarchia francese. Denunciando le contraddizioni dei filosofi che credono di essere liberi in catene e dei cortigiani che scelgono volontariamente di servire per ottenere vantaggi fittizi, La Mothe ridiscute la possibilità da parte dell'uomo di diventare veramente libero. Introduzione di Federica De Felice.
2020brossura La scrittura violata è la storia del cammino accidentato di un romanzo, Fontamara di Ignazio Silone, su cui all'inizio non molti scommisero. Ambientato in un paesino abruzzese inventato ma vero, remotissimo dagli eventi della Storia, il romanzo parlò il linguaggio universale del riscatto sociale, perfettamente inteso dai "cafoni" di ogni latitudine. Un linguaggio ben compreso pure dai governi, sia da quelli del fronte antinazista, che lo usarono come arma propagandistica contro il nemico, fingendo di non notarne la carica eversiva, sia da quelli fascisti, efficienti nella compilazione di indici di libri proibiti. Ma si sa, lo spirito soffia dove vuole e Fontamara continuò a circolare sotterraneamente anche negli ambienti più ostili, compresa l'Italia mussoliniana, dove fu letto in traduzioni clandestine o ascoltato di nascosto dagli altoparlanti di Radio Londra. Questa singolare opera di un esule, composta da una materia ibrida a metà tra cronaca e politica, letteratura e giornalismo, incapace di sopportare i limiti di una "forma", seppe adattarsi al genere o all'idioma che, di volta in volta, le si richiedeva di indossare. Il romanzo rinacque, quindi, come testo teatrale, ballata, radiodramma e, così facendo, andò oltre sé stesso, offrendosi al lettore come esempio di quella libertà inseguita nelle sue pagine con tanta passione.
2018br. Al centro di questo studio è l'indagine dell'irriducibile agonismo etico, pur nella vulnerabilità alle ferite della vita e della storia, di Elsa Morante il cui profilo si delinea alla luce del peculiare autobiografismo della sua scrittura. Prende corpo in tale percorso intellettuale, come la stessa autrice rivendica dalla iridescente trincea del Mondo salvato dai ragazzini, non "un seguito di fatti particolari o personali" ma "l'avventura disperata di una coscienza che tende, nel suo processo ad identificarsi con tutti gli altri esseri viventi della terra". Dalle 'Lettere ad Antonio' allo 'Scialle andaluso', dal 'Poeta di tutta la vita' a 'Pro o contro la bomba atomica' si ripercorre la complessità contraddittoria dell'esperienza reale attraverso la "risposta celeste" della "finzione" e si rivela, sin dagli esordi, la qualità "rivoluzionaria" dell'arte e della sfida morantiana ancora vitale alla contemporaneità.
2022br. Nell'opera omnia che porta il titolo Quinta dimensione, il grande poeta calabrese ha inserito le poesie più emblematiche e significative delle sue preziose sillogi frutto di oltre sessant'anni di ricerca. La chiave per comprendere il nucleo fondamentale della complessa poetica di Corrado Calabrò consiste in questi versi apparentemente semplici ma di un'immensa profondità: Sotto stupite stelle / si smarrisce per noi la distinzione / tra provenienza e destinazione. Noi poveri mortali non riusciamo a raccapezzarci, non riusciamo a venire a capo dell'eterno mistero che ci avvolge: da dove veniamo? e dove andremo a finire? Ovvero: qual è la nostra provenienza? e qual è la nostra definitiva destinazione? Le poesie di Calabrò non vogliono, però, essere soltanto la voce dolente e stupita di un'anima ma la parola di un Io collettivo, di un Io-Noi che vuole farsi portavoce dell'intera umanità, un'umanità alla ricerca di se stessa, curiosa del mistero che la circonda e che, nello sforzo di voler scrutare, scoprire e rivelare, non può che calarsi in quella che l'autore chiama quinta dimensione. Nella visione poetica di Calabrò, oltre alla filosofia esistenzialista, l'Astrofisica gioca un ruolo importante in quanto la vicenda terrena sembra non essere disgiunta da quella degli altri astri che si trovano nell'universo, anzi ci dev'essere certamente un nesso, qualcosa per cui tutto si tiene e che fa continuare (non si sa ancora per quanto) questa nostra avventura sulla Terra. In Calabrò è forte la ricerca continua, la tensione verticale verso l'infinito o meglio l'infinito dell'infinito o l'ultra-infinito e, a fare da bussola e da faro nel grande mistero dell'infinito universo, del quale non conosciamo che una minima parte, non può che essere la Poesia, una Poesia che collabora con la Scienza. Quello di Calabrò appare come il viaggio, la navigazione di un moderno Ulisse, sempre alla ricerca del senso della vita e del suo più profondo significato; una ricerca svolta anche attraverso la dimensione inconscia, onirica, sonnambulesca, visionaria. Ed è viaggio quasi proustiano alla ricerca del tempo perduto, di noi stessi e dell'infinito universo, viaggio che non finisce mai e che solo la Poesia riesce a consentire.
2007br. Il gusto per il gioco della seduzione, l'aspirazione a una forma di felicità mondana e sensuale, la dialettica di ragione e sentimento, che sono alcuni dei tratti che caratterizzano Io spirito filosofico del Settecento francese, si trovano concentrati in questo breve testo di La Mettrie apparso nel 1746. In quest'opera, l'apologia della voluttà diventa pretesto per un'apologia della natura stessa dell'uomo, un appassionato appello in favore della sua liberazione da ogni pregiudizio: il materialismo di La Mettrie, che nasce dalle sue esperienze di medico, rivendica per l'uomo il diritto a esprimere quelle pulsioni naturali che lo spingono irresistibilmente verso la ricerca del piacere. La Mettrie si rifiuta di identificare la virtù con il controllo e la repressione delle passioni e, anticipando di quasi due secoli certe teorie psicanalitiche, riconosce invece nel principio di piacere la pulsione primaria dell'uomo. Lo "spirito" non è allora la negazione del corpo e dei suoi impulsi, bensì soltanto la capacità da parte dell'uomo di fare un buon uso dei propri sensi e piaceri: "voluttà" è il nome con cui La Mettrie designa quest'arte raffinata. Ciò che rende La voluttà un testo particolarmente affascinante, e così tipicamente settecentesco, è la fusione in esso di argomentazioni filosofiche e di forme narrative di gusto rococò, di ardite prese di posizione anti-metafisiche e di slanci lirici.
1847[¿800 LEGATURA, PRIMA EDIZIONE](cm 24) Voll 8. Bella legatura coeva in mz. vitello rosso, tit. e fregi in oro al dorso con filetti in nero, segnalibri in seta. Oltre 3350 pagine complessive con 36 tavv f.t. incise in acciaio con ritratti finemente eseguiti da disegni del Raffet. Rara edizione originale ben completa delle 22 pagine aggiunte: ¿Table des sommaires¿, che, nel nostro esemplare, sono alla fine del II volume. Alcune fioriture sparse, ma esemplare molto bello e marginoso. Brunet VI 1303; Vicaire IV p. 985: Edition originale.[f62] Libro
2012br. La più controversa tra le tragedie greche, Medea, è anche la più moderna nella sua autentica disperazione e nella sua perenne vitalità; proprio per questo, tale dramma si offre a inedite letture e nuove forme di rappresentazione, facendosi carico di esprimere le patologie della civiltà contemporanea. Il volume propone una panoramica novecentesca del mito euripideo di Medea, soffermandosi su contingenze espressive diverse, passando dal teatro alla letteratura, al cinema. Le "Medee Nere" riscrivono il motivo classico in un contesto coloniale e oppressivo, mostrando Medea come vittima che si ribella e vince le costrizioni dell'apartheid e le contraddizioni etniche e razziali. In "Medea e l'elefantessa: Corrado Alvaro e la lunga notte del mito", l'eroina di Euripide dismette le sue vesti terribili per aprirsi a una disarmata e straziate umanità, in un'opera in cui grecità e modernità perfettamente convivono. Ne "La violenza del sacro e il disordine del dolore. Il mito di Medea secondo Pasolini" si analizza la trasposizione cinematografica della tragedia, realizzata dal poliedrico intellettuale, nella quale vengono messe in luce le ragioni oscure di un sapere lontano.
2022br. Una preziosa sintesi della presenza di Verga nel cinema dalle origini ai giorni nostri, con un capitoletto finale dedicato al documentarismo e alla televisione. Prefazione di Antonio Di Silvestro.
réf. 1334657270.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
2012br. Rileggendo le "Ricerche filosofiche" con gli occhi dei teorici della complessità, posso affermare che Wittgenstein si concentra su una idea di gioco che nel suo svolgersi prevede sviluppi creativi, innovazioni che non possono essere previste prima che il gioco abbia luogo. Prendendo a prestito parole dai teorici della complessità, ho chiamato questa idea giocare sull'orlo del caos, per evidenziare il concetto che giocare significa costruire collettivamente, secondo regole flessibili, una trama semantica che deve essere costantemente mantenuta viva con l'aiuto della tecnica, del talento e delle capacità dei giocatori; altrimenti, se ciò non avviene, il gioco rischia di crollare verso il disordine semantico. Il gioco diventa, così, quello spazio regolato che al suo interno lascia spazio alla creatività. Esso sviluppa creatività, cioè la possibilità di creare innovazione, la possibilità di cucire un ricamo semantico che si differenzia sempre e sempre più. Frutto di processi creativi, l'innovazione diventa quel processo che si sviluppa all'interno di una ecologia semantica regolata; solamente all'interno di una tradizione ereditata prendono l'avvio processi innovativi che provano a modificare, trasformare e rivoluzionare del tutto lo sfondo semantico ereditato.