25.173 risultati
rif. CZC-13734Trois textes de Maurice Barrès, écrivain majeur de la fin du XIXᵉ siècle, souvent associé au nationalisme et à une littérature introspective. Ces textes montrent un Barrès jeune, introspectif et influencé par la psychologie. Ils annoncent son évolution vers une pensée plus enracinée et politique. La figure de Ernest Renan joue un rôle clé comme contre-modèle intellectuel. Huit jours chez Monsieur Renan. Texte de jeunesse (publié vers 1888). Barrès y évoque sa rencontre avec Ernest Renan. C’est à la fois un portrait intellectuel et une réflexion sur le scepticisme, la foi et la modernité. On y voit déjà l’opposition entre raison critique (Renan) et besoin d’enracinement et de sentiment (Barrès). Trois stations de psychothérapie. Texte introspectif, typique de la période du Culte du moi. Barrès y explore les moyens de se reconstruire intérieurement. Il décrit différentes « étapes » ou expériences psychologiques visant à retrouver une unité personnelle. Influence du climat fin-de-siècle, marqué par la psychologie, la décadence et la quête de soi. Toute licence sauf contre l’amour. Texte bref et aphoristique. Barrès y défend une idée paradoxale : la liberté doit être totale… sauf lorsqu’elle menace l’amour. L’amour est présenté comme une valeur fondamentale et structurante, supérieure aux autres libertés. vol relié demi cuir, très bel exemplaire sur grand papier, couvertures conservées, 262pp exemplaire sur pur fil lafuma 484/1150, petit tirage Paris Plon, achevé d'imprimé 13 juin 1922 ref/170
1831rif. 1110933Wien, Tendler, (1831). Kl.-8vo. Gestochener Titel, 22, 310 S., 1 Bl., 6 Kupfertaf. nach Mezler. Kart. d. Zeit (etwas beschabt u. fleckig, braunfl.).
1844rif. 1111433Wien, Tendler, (1844). 8 Bl., 334 S., 1 Bl. 5 Stahlst.-Taf. nach Ender u.a. Illustr. OPpbd m. allseit. Goldschnitt (fleckig u. bestoßen, Rücken beschäd., Rückendeckel lose).
2022br. Cos'è che rende umani gli esseri umani? Nel momento in cui scienza e tecnologia sfidano i confini che separano vita e non-vita, organico e inorganico, questa antica domanda torna a essere più urgente che mai. In Humankind, il filosofo Timothy Morton - teorico degli Iperoggetti e tra i più importanti pensatori della contemporaneità - ci invita a riconsiderare il quesito da un punto di vista politico, arrivando alla conclusione che il destino dell'umanità deriva proprio dal nostro rapporto con le entità non umane. Perché solo creando una rete di armonia e solidarietà con le entità non umane possiamo aspirare a una coesistenza ecologica in grado di opporsi tanto alle multinazionali come Monsanto quanto ai piani dei multimiliardari della Silicon Valley, nel nome di una consapevolezza generale capace di includere e superare la stessa nozione di specie.
2012br. In bioetica ci si imbatte spesso nel problema del cognitivismo e del non cognitivismo e quindi nella legge di Hume. Che cosa implica per la bioetica conoscere la filosofia di David Hume? Ancora oggi molte figure di etica, anche in bioetica, sono collegate al pensiero di Hume, a cominciare dall'utilitarismo. In questo saggio si prendono in considerazione alcuni temi di fondo della filosofia di Hume per cercare di dare fondamento alle figure morali, che si rifanno alla tradizione humeana. Viene così compiuto un breve excursus, che, passando attraverso un particolare modello di scienza dell'uomo, attraverso i concetti di "impressione" e di "idea", nonché attraverso le condizioni del rapporto causale, l'uniformità della natura come postulato e la conoscenza, arriva a far dire che la ragione è e deve essere schiava delle passioni, non dando alla ragione alcun risalto. Venendo meno il logos ordinante, si ha la necessità di trovare un qualche "cemento" dell'universo, che Hume ha individuato nei principi di associazione, che si possono ritenere il cemento più duttile per tenere insieme e unito il mondo. Essi sono come un nostro schema mentale, reti, simili alle leggi newtoniane, ma più flessibili, quasi convenzioni evolutive, applicabili al mondo esterno, ai nostri pensieri, ai rapporti tra noi e gli altri, che ci consentono di scorgere l'uniformità del mondo, senza dover attingere ad un fondamento, né materiale né spirituale.
1903rif. 32775München, Braun & Schneider, um 1903. 2 Bl., 122 S. Mit zahlreichen Illustrationen im Text. Kl.-8° (16,5 x 11,5 cm). Original-Pappe.
1876rif. 1219933Elberfeld, Loewenstein, 1876. Gr.-8vo. 2 Bl., 72 S. Hlwdbd d. Zeit (leicht gebräunt u. fast durchgehend etwas braunfleckig, an 2 Stellen im Falz verstärkt, kl. Stempel auf Titel u. auf S. 55).
1890rif. 121772Esslingen, J. F. Schreiber (1890). * Mit zahlreichen, meist farbigen Abbildungen nach Zeichnungen von Lothar Meggendorfer. 1 Blatt, 71 Seiten. 29 x 21 cm. Farbig illustrierter Original-Pappband (etwas beschabt und fleckig, Rücken laienhaft mit Leinen ergänzt). [3 Warenabbildungen]
1847rif. 704194Frankfurt am Main, Literarische Anstalt (J.Rütten), 1847. IV, 363 Seiten. Schlichter Pappband der Zeit mit handschriftlichem Rückenschild. Papier gebräunt. Blindgeprägter Namensstempel auf Vorsatz. Einbandrücken stark berieben.
1785rif. 701569Leipzig, Weidmanns Erben und Reich, 1785. Kl.-8°. 326; 362 Seiten, 1 weißes Blatt. Etwas spätere schlichte Pappbände (um 1850). Einbände berieben und der Papierbezug mit kleinen Fehlstellen. Papier durchgehend gebräunt. (Lager?)-Nummer auf beiden Titelblättern.
1938This is a very good hardcover copy in olive green paper-covered boards, and linen cloth spine, both printed and decorated in dark brown. Completely clean inside and out. Brief text in English, Italian, French, German and Hungarian. The main lengthy essay is in Hungarian only. 168 black & white plates. Bibliography. 12" high X 8 1/2" wide, 93 text pages + plates.
1925In-4 p. (mm. 295x215),. mz. pergam. coeva con ang., tit. ms. al dorso, conserv. copp. originali a colori, pp. 720, riccamente illustrato da foto in b.n. e in tinta, disegni nel testo e pagg. pubblicitarie, anche a colori. Di questa rivista mensile inglese, dedicata alla narrativa, offriamo il secondo semestre completo del 1925 (July, n. 1 - December, n. 6). Vi sono contenuti scritti di: Benson, Joseph Conrad, Gordon Lowe, G.B. Stern, Kathlyn Rhodes, Wheat Robinson, Sir John Hall Bart, “New Crime story by William le Queux”, e altri. Ben conservato.
rif. 8338Sungkok Art Museum/Cultures France, 2009. In-12, format à l'italienne, broché, 39 pp. Avant-propos, par In-Sook Kim - L'alchimie de Hwang Hosup : la force de la main - Hwang Hosup, une démarche de peintre, par Pierre Cambon - Planches - Biographie/Expositions.
2015ill., br. Un tempo eccezione e curiosità, il mostruoso è diventato un oggetto comune dell'esperienza e ha finito per invadere tutto con le sue forme inquiete e devianti che si allontanano dall'armonia del canone classico. In una sconcertante variazione di prospettiva, la dismisura, la hybris, è diventata la regola. Il precipizio si apre nell'anno 1895: le numerose scoperte e teorie rivoluzionarie che lo caratterizzano - il cinema, la psicoanalisi, le ricerche neurologiche di Penfield e i primi studi sull'isteria, i raggi x - impediscono agli artisti di continuare a rappresentare il corpo così come si è fatto finora. Jean Clair disseziona l'estetica moderna con il suo proliferare di forme mostruose, smisurate, a partire dagli albori con Goya, fino alle inquietudini della pittura simbolista di Redon e alle ibridazioni del Novecento con Mirò, Ernst, Duchamp, Grosz, Picasso, Giacometti, Balthus. Lo fa attraverso tre figure esemplari che si innestano nel tessuto dei secoli diventando tormentati paradigmi: l'omuncolo, deformato e disarticolato; il gigante, che passando per Swift e Voltaire finirà poi per incarnare la follia mortifera della rivoluzione che divora i propri figli; l'acefalo celebrato da Bataille, il cui corpo mutilato è il disturbante figlio della ghigliottina. L'autore ci conduce alla ricerca di uno sguardo sul contemporaneo, raccogliendo l'eredità di un lavoro trentennale.
1922rif. 115661Bln: Bondi 1922/23. 108/175/143 S. HLn.
1886rif. 28968Halle, Niemeyer, 1886. 1 Bl., 224 S. Mit 3 Titelbordüren. Gr.-8° (24,5 x 17,5 cm). Moderne Halbleinwand (Vorderumschlag der Original-Broschur eingebunden).
1911In-8 gr., mz. pelle coeva, tit. oro al dorso, pp. (6),110,(2), testo in latino seguito dalla traduzione italiana (inquadrato in cornice rossa), con belle ill. fotografiche in b.n. "Edizione originale." Cfr. Parenti, 391. Lieve fioritura alle prime carte, altrimenti esemplare ben conservato.
1910rif. 65097München, Hans von Weber Verlag, 1908-1910. 4°. Mit 113 tlw. farb. Tafeln (davon 7 Originalgrafiken). Zus. ca. 1.200 S., Illustr.-OLwd.-Bde. (Wiener Werkstätte).
1987In-16 gr., brossura orig., pp. 145,(5). Sceneggiatura teatrale. "Prima edizione". Collana “La piccola scala”. Ben conservato, con dedica autografa dell’Autore.
1980rif. 130590Husum: Husum Druck- und Verlagsgesellschaft, 1980. 165 S. ; 24,5 x 17,5 cm ; Leinen.
1908rif. 19601CBHamburg, Kimmelstiel & Co. (= Brüder Grimm: 7 Deutsche Märchen in 5 Büchern), 1908. 12°, 20 S., original Broschur (original Heftklammerbindung) mit montierter, runder, farbig illustr. Deckelillustration (Märchenmotiv), erste Auflage dieser Ausgabe schönes, sauberes Exemplar
1995rif. 35027(Wuppertal, Galerie Epikur, 1995). Unpaginiert (ca. 86 Bl.). Mit 80 Abbildungen nach Zeichnungen von Jürgen Palmtag. 4° (30 x 20,5 cm). Original-Pappe.
rif. 5871Galerie Ronny Van de Velde & Co, Antwerpen, 1988. In-8, cartonnage illustré en couleurs, non paginé [32 pp.]. De rerum natura?, door, par, by Bart Verschaffel - Planches - Chronologie.
rif. 80731. Hélène Delprat. Galerie Maeght, Paris, 1992. In-12, plaquette agrafée, non paginé [15 pp.].2. Delprat. Grazer Congress, Graz, Austria, Maeght éditeur, 1989. In-8, broché sous couverture rempliée, 94 pp.3. Hélène Delprat, Le carnet de Vérone, éditions FRAC Auvergne, 1989. In-8, broché sous couverture rempliée, non paginé [45 pp.].4. Hélène Delprat. Jungles et loups, Rome, Académie de France, 1982-84. In-8, broché, non paginé [114 pp.].5. Hélène Delprat, n° 99, escalier E. & Peintures 85-87, par Gérard-Georges Lemaire, Galerie Adrien Maeght, Paris. In-4, en feuilles [40 pp.], ill. en noir et en couleurs, lithographie couleur en double page, 1987.