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2011ill., br. Ai suoi esordi, lo Stato unitario italiano per "liberarsi" dei prigionieri di guerra del Regno delle Due Sicilie, tentò la via della deportazione di massa in Paesi lontani. Per quasi dieci anni i ministri dei Savoia cercarono di fondare una colonia di deportazione prima nel mar Rosso, poi in Patagonia e in Tunisia. Ma gli sforzi della diplomazia si orientarono, ad un certo punto, sull'isola del Borneo dove il governo intendeva creare una vera e propria Caienna. L'autore ha ritrovato i carteggi diplomatici, le relazioni di governo, i dispacci, i diari di bordo delle navi che testimoniano tutte le fasi del progetto. Il libro ripercorre molte altre storie dimenticate del Risorgimento: l'assedio di Gaeta e il romantico eroismo della regina Maria Sofia, i "falsi della storia", i campi di detenzione dei prigionieri, le vicende che opposero soldati e briganti, fino al doloroso epilogo dell.emigrazione. Emerge la storia dell.Italia nata dal Risorgimento con tutte le sue sfaccettature: con gli eroismi e le viltà, gli slanci ideali e le nefandezze. Con un chiaro obiettivo: liberarsi dei luoghi comuni, delle forzature e delle logiche che ancora oggi accompagnano la lettura di quei momenti.
2014br. "La sera del 9 novembre 1860 una colonna di soldati in lacere uniformi turchine, disarmati e sotto scorta, marciava lungo la tortuosa strada alpina che risale la Val Chisone, nelle montagne piemontesi, verso la fortezza di Fenestrelle...". Chi erano quegli uomini? Cosa accadde davvero ai prigionieri napoletani trasportati al Nord nel 1860, e in genere agli ex-soldati borbonici caduti nelle mani delle autorità vittoriose negli anni che portarono all'unità d'Italia? Erano migliaia? Quanti sopravvissero e quanti morirono di stenti, di fame e di freddo? Chi navighi nella rete alla ricerca di informazioni o di opinioni su Fenestrelle e sulla deportazione dei prigionieri di guerra meridionali al Nord è subito colpito dall'estrema violenza del linguaggio e dal ricorrere di termini di confronto novecenteschi impiegati senza alcuna prudenza: campi di concentramento, lager, Auschwitz, sterminio. Intorno al destino di quei soldati è stata sollevata negli ultimi anni una cortina di interrogativi fumosi e di sospetti gratuiti, che può essere smantellata solo attraverso un'aderenza scrupolosa ai fatti dimostrati. Alessandro Barbero racconta la vera storia di Fenestrelle ma anche la storia di come quegli avvenimenti, già di per sé abbastanza drammatici, siano diventati nell'Italia del Duemila materia di un'invenzione storiografica e mediatica.
2010ill., br. Il volume, pubblicato in elegante veste editoriale, racconta attraverso le parole dello stesso Puccini, il lungo e tormentato iter per la scelta del nuovo soggetto che, alla fine del 1910 quando fu portato sulle scene, fece vivere al celebre compositore lucchese "il più grande successo personale mai raccolto in teatro dopo una prima". Per raccontare la genesi dell'opera, Rubboli si serve, infatti, dell'epistolario di Puccini per poi prendere per mano il lettore e portarlo nell'America del Nord di quegli anni in mezzo agli sceriffi, ai banditi, che hanno fatto quella storia e non dimentica neppure le tribù dei pellerossa. Il volume narra poi, sempre con documenti epistolari e cronache giornalistiche d'epoca, il successo del debutto e mette a fuoco i primi interpreti dell'edizione americana e di quelle che immediatamente dopo vennero organizzate in Europa ed in particolare in Italia. "Profondo conoscitore dell'opera pucciniana, attento osservatore e protagonista del mondo del teatro musicale, grande appassionato di musica e amico del Festival Puccini, Daniele Rubboli regala alla bibliografia pucciniana un saggio di grande valore scientifico e culturale.
1926In-8 p., brossura editoriale, pp. (6),236. 28° Migliaio. Esemplare ben conservato.
1952Ricciardi, 1952. In-8, brossura, pp. 106. In buono stato.
1960149 illustrazioni in bianco e nero e a colori, alcune delle quali applicate
2019br. Prima forma di Potere è l'attaccamento a ciò che si crede e si pensa, ai moti automatici della propria psiche, all'idolatria dell'opinione comune e delle ingiunzioni dall'alto, all'attruppamento in partiti politici e fedi condivise. La propria mente è il primo Trono e Tribunale, ed è al sovvertimento di queste istanze originarie che l'An-Archia è chiamata ad operare, come dispositivo di sabotaggio nello scardinamento delle sue macchinali procedure, poiché an-archico sarà disfarsi, separarsi, distaccarsi da ogni punto d'appoggio, da ogni pre-supposto, da ogni luogo di comando - il proprio egotico pensarsi «se stessi» in primis - e da ogni patto fiduciario con la proliferazione pandemica del Mondo.
2013br. "Bertrand Russell (1872-1970) scrisse questa celebre introduzione alla filosofia nel 1911 e la pubblicò nel gennaio del 1912. Sebbene nasca come un'introduzione alla portata di tutti, il libro propone opinioni precise e introduce idee completamente nuove, per esempio sulla verità, e lo fa in maniera vivace, non dogmatica, modesta, con una chiarezza luminosa. Senza dubbio merita la popolarità di cui ha goduto e continua a godere. Russell non affronta tutti i problemi filosofici. Come chiarisce nella prefazione, egli si limita a quei problemi su cui pensa di poter essere utile e costruttivo. La prima conseguenza è che, dati i suoi interessi prevalenti al tempo, il libro si concentra principalmente sull'epistemologia, quella branca della filosofia che indaga ciò che si può dire di conoscere o credere ragionevolmente. Sulla base di questa indagine, Russell giunge anche a delle conclusioni sorprendenti sui tipi di cose che in ultima istanza esistono. Qualcosa della sua prospettiva etica traspare comunque dalle sue opinioni circa il carattere e il valore della filosofia, un tema che ricorre più volte nel libro e a cui viene dedicato il capitolo conclusivo." (dall'introduzione di John Skorupski)
1984Edizioni Cardiff, 1984. In-8, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 479. Firma di appartenenza alla prima pagina bianca, peraltro in ottimo stato.
1997cm. 17 x 24, 234 pp. con 31 ill. n.t. Biblioteca di bibliografia italiana Una parte prolusiva ? dedicata allo studio delle tipologie dei pubblicati con riferimento alle intestazioni, all?iconografia, alle sottoscrizioni, alle cariche dei sottoscrittori, alle autorit? amministrative e militari emananti. Contemplato pure l?iter burocratico-amministrativo che porta alla pubblicazione di proclami e decreti. Un indice riguarda i nominativi dei sottoscrittori e relativa carica, ed un secondo indice le autorit? emittenti. I dati catalografici della scheda sono completati da note che riportano le segnature degli esemplari correlati. An inaugural part of these ?Napoleonic Proclamations? is dedicated to the typology of published works with reference to the headings, iconography, subscriptions, positions held by the subscribers and the administrative and military authorities who issued them. The administrative-burocratic iter is also contemplated bringing about the publication of proclamations and decrees. One index concerns the subscribers and their duties and the second concerns the authorities. The catalogue details are complete with notes bearing signature marks of correlated specimens. 448 gr. 234 p.
1999cm. 17 x 24, 444 pp. con 68 ill. n.t. Biblioteca di bibliografia italiana Catalogo e studio del fondo che individua i meccanismi attraverso i quali il proclama, originariamente emesso e pubblicato a Venezia, veniva 'circolarmente' trasmesso in copia autentica alla terra ferma. Qui seguiva la ristampa e la pubblicazione, in una sorta di stratificazione normativa. Una specifica attenzione ? stata prestata ai rapporti fra la cancelleria pretoria e le cancellerie subalterne. A catalogue and study of the collection that characterizes the process by which the proclamation, originally issued and published in Venice, was made to circulate in an authentic copy on terra firma. There it was reprinted and published as a sort of stratified group of regulations. Particular attention has been paid to the relationship between the magisterial chancellery and the subordinate ones. 820 gr. 444 p.
2000cm. 17 x 24, 462 pp. con 113 ill. n.t. Biblioteca di bibliografia italiana Oltre al catalogo uno studio prolusivo rivolto a fonti correlate, principalmente il ?Fondo Principale?, quello degli ?Atti della Cancelleria del Luogotenente? L?analisi riguarda lo sviluppo dell?istituto giuridico della ?pubblicazione? e si estende ai proclami che contemplano la pubblicazione di ?formulari? per la compilazione di ?fedi? emesse con valore certificativo. Si pubblicano, inoltre, ?exempli causa?, e ?fac simile? per l?aggiornamento annuale di dati inerenti le ?risorse economiche? o per il censimento della popolazione a fini ?anagrafico - fiscali? Following the catalogue this introductory study refers to correlated sources, mainly the ?Fondo Principale?, that of the ?Atti della Cancelleria del Luogotenente? The analysis concerns the development of the juridical institution of ?pubblicazione? and extends to proclamations that consider the publication of ?formulari? for the compilation of ?fedi? issued as certificates. Furthermore ?exempli causa? and ?fac simile? are published for the annual updating of information relating to the ?risorse economiche? or for population censorship for ?anagrafico-fiscali? purposes. 850 gr. 462 p.
2008br. La lettura dei "Promessi sposi" conserva ancora una grande validità didattica, fornendo allo studente non solo un modello linguistico fondamentale, ma anche infinite occasioni di analisi e di riflessione. Questo volumetto non intende pertanto surrogare la lettura diretta del romanzo, bensì affiancarla, venendo incontro alle difficoltà che lungo il suo cammino lo studente potrà incontrare. Esso, seguendo il romanzo capitolo per capitolo: facilita la comprensione del testo; evidenzia le tematiche principali; analizza personaggi e situazioni; suggerisce percorsi di studio; offre spunti di riflessione per la stesura di elaborati. L'analisi dei singoli capitoli dei Promessi Sposi è preceduta da due sezioni, la prima incentrata sulla vita, il pensiero e la restante produzione di Manzoni, la seconda sul romanzo, di cui individua la struttura, la genesi, la concezione storica e religiosa e traccia una breve storia della critica, fino agli apporti più recenti. Chiudono il volumetto due appendici, delle quali la prima propone un confronto tra la redazione iniziale e quella definitiva del romanzo, attraverso una lettura sinottica di un brano famoso; la seconda una "visita virtuale" ai luoghi in cui esso è ambientato.
2014ill., ril. L'autore sulla base dei comportamenti di più importanti protagonisti del famoso libro "Promessi sposi" fa paragone con noi, come suoi contemporanei, nel nostro tempo.
2014br. Un volume utile per lo studio e il ripasso del capolavoro di Manzoni, adatto per prepararsi a interrogazioni o verifiche e per approfondimenti e tesine. La monografia descrive nel dettaglio temi, poetica, lingua, stile e problematiche storico-letterarie legate al romanzo; illustra le vicende editoriali dell'opera e riporta le interpretazioni critiche più accreditate. La sintesi di ognuno dei 38 capitoli è affiancata dall'analisi dei personaggi principali e delle sequenze narrative più rilevanti. Argomenti trattati: cronologia e bibliografia manzoniana, sintesi di ogni capitolo, schede di tutti i personaggi (principali e secondari), antologia critica.
1976In-16 (cm. 19.50), brossura editoriale illustrata, pp. (8), 95, (1), con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Prima edizione. Brunitura leggera del dorso; peraltro, volumetto in buono stato (good copy).
1959In-8, Brossura, offriamo un lotto dei seguenti fascicoli: 1, 2, 3, 4/5, 6, 7, 10, 11, 12, 13. Buono stato, (good copy).
2020ril. Tolkien è un autore non solo capace di recuperare una lunga tradizione di fonti storico-letterarie, ma soprattutto di rilanciarle in chiave originale sul tavolo verde della narrativa del XX secolo. È un crocevia per il quale è necessario passare muovendosi in molte direzioni attraverso i generi fantasy e fantastico. Ecco l'importanza di una sua lettura in parallelo con i grandi modernisti Ezra Pound, Virginia Woolf e William B. Yeats o col Surrealismo di Breton, ma anche per un confronto col maestro del genere horror H.P. Lovecraft, senza dimenticare il debito dichiarato di Tolkien nei confronti di William Morris, il maggiore esponente di quel medievalismo ottocentesco che costituisce il retroterra della sua opera. Nelle sezioni finali si arriva al mondo contemporaneo, con riflessioni sul rapporto con due esponenti importanti del fantasy odierno, George R.R. Martin e Joe Abercrombie, per giungere all'ampliamento della narrazione tolkieniana attraverso cinema, giochi da tavolo e videogame nel filone di ricerca sulla convergence culture avviato da H. Jenkins.
1957In-16 gr., brossura editoriale (picc, manc. al piatto posteriore), pp. 191. Unica traduzione autorizzata dal francese di Sarah Cantoni. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato.
1936In-8 gr., (mm. 278x208), cartonato editoriale figurato a colori, pp. 239, con numerosissime illustrazioni in b.n. e a colori nel t. e 8 tavole a colori f.t. realizzate da Angelo Bioletto. Cfr. Pallottino “Storia dell’illustrazione italiana“, p. 321, con ill.: “Angelo Bioletto (Torino 1906 - Milano 1986), pittore, illustratore, disegnatore di fumetti e di cinema d’animazione che esordì a ‘La Stampa’, collaborò ai periodici per ragazzi di Mondadori, illustrò diversi libri, ma fu reso improvvisamente e duraturamente popolare dalla memorabile vicenda di costume che, sotto i cappelli piumati de ‘I quattro moschettieri’, travolse l’Italia dal 1934 al 1937..”. Solo qualche fiorit. margin., altrimenti esemplare ben conservato.
1908A.Marietti I Quattro vangeli di N.S.Gesù Cristo e gli atti degli apostoli . , Giacinto Marietti 1908, Legatura: a filo refe. Taglio: ingiallito, sporco. Copertina: in mezza pelle. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Sguardi: ingialliti. Dorso: con impressioni in oro, scolorito. Frontespizio: ingiallito, con fioriture. Margini delle pagine: con macchie, ingialliti Buono (Good) .
2020br. «Il peggior pericolo del razzismo, in una società che apparentemente ha superato le forme più visibili di segregazione è di essere, ha scritto Toni Morrison, una distrazione (verrebbe da dire: un'arma di distrazione di massa). Il razzismo "ti impedisce di fare il tuo lavoro", dice Toni Morrison, ti costringe a "spiegare chi sei", cosa che lei nei suoi romanzi non ha mai voluto fare. Qualcuno dice che non hai una lingua, e tu devi dimostrare che ce l'hai. Qualcuno dice che la tua testa non ha la forma giusta, e tu devi trovare lo scienziato che dimostra che non c'è niente che non vada con la forma della tua testa. Qualcuno dice che non hai arte, e tu devi metterla insieme in qualche modo per far vedere che non è vero. Qualcuno dice che non hai mai avuto un regno, e tu da qualche parte lo devi trovare (viene in mente la fantasia compensatoria di Black Panther, uscito due anni dopo quell'articolo). Non basta mai. Ci sarà sempre qualcosa che sarai accusato di non avere (o, aggiungo, di avere in eccesso, che "non ti meriti" di avere). Il razzismo, per Toni Morrison, è soprattutto una colossale perdita di tempo. Spero che abbia ragione, e che qualcuno se ne accorga». (Il curatore)