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1967In-16 gr., cartonato editoriale, sovrac., pp. 272,(8). Prima edizione. Ben conservato.
2009br. Fino al 1924, G.I. Gurdjieff aveva insegnato alla maniera orientale, comunicando le sue idee a un piccolo gruppo di allievi, sempre e solo in modo diretto sia nella teoria sia nella pratica, senza mai permettere loro di trascrivere le indicazioni ricevute. Ma quell'anno, in seguito a un grave incidente, ritenne che fosse giunto il momento di far conoscere l'insieme delle sue idee "in una forma accessibile a tutti". Si trattava cioè di evocarle in un libro che potesse suscitare nel lettore sconosciuto una nuova e inabituale corrente di pensieri; perciò decise di adottare la forma, comune alle grandi tradizioni, di un racconto mitico "su scala universale" e tuttavia incentrato sul problema essenziale: il significato della vita umana. Allora, pur senza abbandonare le sue altre attività, si piegò al mestiere di scrittore, con la prontezza e il vigore che lo caratterizzavano e con quell'abilità artigianale che in gioventù gli aveva permesso di imparare tanti altri mestieri. Qualche anno più tardi non aveva scritto solo un libro, bensì una serie di libri. A questo insieme monumentale diede come titolo "Di tutto e del Tutto". "I Racconti di Belzebù a suo nipote" ne costituiscono la prima parte. Sin dall'inizio intorno al libro si crea una leggenda: il suo carattere insolito fa sì che molti lo dichiarino impubblicabile. E tuttavia nel 1948, un anno prima della sua morte, Gurdjieff ne fa preparare l'edizione in diverse lingue, e nel '50 viene pubblicato in America, in Inghilterra e Austria.
1965Garzanti, 1965. In-16, tela editoriale, sovracoperta, pp. 231. Prima edizione. Piccoli strappi alla sovracoperta. In buono stato.
1961In-16 gr., cartonato editoriale, pp. 322. Prima edizione. Ben conservato.
1957Garzanti, 1957. In-8, tela editoriale, sovracoperta, pp. 540. Prima edizione. Lievi mancanze alla sovraccoperta. In buono stato.
1956In-16 gr., brossura editoriale, pp. 294,(10), Prima edizione. Pagine leggermente ingiallite ai margini per la qualità della carta, altrimenti ben conservato.
1966In-8 p., brossura orig., pp. 141,(3). "Prima edizione". Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 709. “Comprende - riviste - le poesie di "Zero"”. Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 709. Pagine lievem. ingiallite ai margini, altrimenti ben conservato.
2021ill., br. Umberto I e Margherita di Savoia, nel 1899, decidono di visitare la Sardegna. Questo viaggio sembra, per la stampa internazionale, del tutto privo di senso. Ma il Re non vuole tanto visitare la Sardegna, quanto verificare a quale livello sono le opere di fortificazione che stanno sorgendo sull'Isola di La Maddalena, pagate lautamente dallo Stato. Seguendo la stampa dell'epoca, oggi siamo in grado di decifrare ogni comportamento di questi strani visitatori.
2018ill., br. Furono marinai, schiavi, soldati, plebaglia, ma anche gruppi organizzati come i pirati e gli affiliati a sette religiose radicali gli eroi di una guerra di classe che si protrasse tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Settecento e la cui "storia dal basso" Rediker e Linebaugh ricostruiscono in questo libro. La scoperta di nuove rotte marittime verso le Americhe e le Indie Orientali segnò una nuova fase storica. Furono aperte vie commerciali, fondate colonie, avviata una nuova economia transatlantica, organizzate forze lavoro per produrre ed esportare lingotti d'oro, pellicce, tabacco, zucchero e manufatti. Tutto ciò rendeva vitale il controllo capillare delle popolazioni e dei territori espropriati e il pugno di ferro sulle moltitudini di diseredati impiegati nelle piantagioni, nei porti, sulle navi, nei suburbi manifatturieri. Debellare, estirpare, trucidare, sterminare, liquidare, annichilire, estinguere qualsiasi segno di rivolta: fu questa la parola d'ordine. Eppure la ribellione, come per esempio all'inizio del Settecento nella città di New York, esplose violenta a più riprese nei porti dell'Atlantico, dando vita a una nuova consapevole classe organizzata, a una moltitudine multietnica, libertaria e ribelle. Il libro racconta la storia perduta di questa classe proletaria e cosmopolita e del suo ruolo nella nascita della moderna economia globale.
1977cm. 14,5 x 20,5, viii-272 pp. Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea - Studi e documenti 395 gr. viii-272 p.
2018brossura Il 27 gennaio, giornata dell'Olocausto, chi ci promettiamo di ricordare? Gli ebrei ammazzati perché ebrei, i rom perché rom, gli omosessuali perché omosessuali, i siriani perseguitati perché infedeli, gli annegati... annegati perché non-europei, i palestinesi perché palestinesi? Fare oggi memoria di tutte le violenze della storia verso le minoranze ha una notevole importanza in un periodo come quello attuale in cui, soprattutto in Europa, riscuotono un certo successo movimenti politici e culturali dichiaratamente xenofobi, razzisti, omofobi. Questi movimenti si sono presentati alle elezioni e i loro rappresentanti sono presenti in alcuni Parlamenti, pur rimanendo delle minoranze per fortuna (tranne in Ungheria). Ricordare gli olocausti, da quello più noto a quelli dimenticati, è assolutamente necessario per comprendere meglio quanto i movimenti citati debbano essere combattuti e, si spera, sconfitti definitivamente. Rom e sinti? Vittime due volte: una prima volta quando, dopo il secondo conflitto mondiale, la loro persecuzione e il loro genocidio sono stati macchiati dal dubbio, dall'indifferenza, dal silenzio; una seconda volta, quando lo stesso tribunale di Norimberga liquidò sbrigativamente la questione degli zingari, non ammettendoli neppure quale parte civile al processo. Ebbene sì! Vittime due volte!
1969Mondadori, 1969. In-8, tela editoriale, sovracoperta, cofanetto, pp. 1055. In buono stato.
2010ill., ril. Questo album, realizzato dai collaboratori del "Centro europeo di studi rossettiani" diretto dal prof. Gianni Oliva, d'intesa con l'Università di Chieti-Pescara, racconta, come si suol dire, "una bella storia", una storia di famiglia. La gran mole di documenti raccolti, di testimonianze e di immagini fanno di questo libro un veicolo di informazione sulla identità italiana e sui rapporti tra Italia e Inghilterra.
1980Ciarrapico, 1980. In-8, brossura, pp. 371. Legatura leggermente allentata, pagine interne in ottimo stato.
2014brossura "Il lavoro di Nuccio Provenzano è una raccolta minuziosa ed accurata di fonti documentarie riguardanti la famiglia Sanseverino, inquadrata in particolar modo nel territorio e nel contesto storico e politico-istituzionale di Altomonte. L'argomento, analizzato a partire dalle fonti a disposizione degli studiosi, inserito nel suo specifico contesto storico, rivela profonde connessioni non soltanto con la storia di Altomonte, ma anche di tutta la Calabria settentrionale, dal tardo medioevo a tutta l'età moderna." (G.Russo)
1932In-folio (mm. 440x360), legatura edit. in velluto (piatto poster. sbiadito), decorazioni e titoli in argento al piatto e al dorso, pp. 188,(6), molto ben illustrato f.t. dalle numerose tavole a colori del pittore bergamasco Giovan Battista Galizzi e con le squisite decorazioni dello xilografo Bruno da Osimo, anche a p. pag. e in tinta. “Il testo con le note, riprodotto da quello edito dalla ‘Morcelliana’, fu accuratamente riveduto da L. Gramatica. Stampato dalle Arti Grafiche Pizzi”. Cfr. Comanducci, p. 264. Bella edizione d’arte su carta distinta, ben conservato.
1944In-4 gr., tela edit. con impressioni a secco e oro, pp. 188,(6), con numerose silografie di Bruno da Osimo - notevoli le quattro a p. pag. a 2 colori, relative agli Evangelisti - e la riproduz. di 40 tavv. a colori del pittore bergamasco G. B. Galizzi. In ottimo stato.
2018ill., br. "I Savoia e il massacro del sud" ha contribuito a sfatare il mito di una felice unità d'Italia senza vincitori né vinti. I vinti in realtà ci sono stati: ce lo ricordano ogni giorno i telegiornali, che parlano di un sud Italia perennemente indietro rispetto al nord e arretrato sotto ogni punto di vista. In una edizione cartacea rinnovata e comprensiva di numerose fotografie d'epoca, "I Savoia e il massacro del sud" è una lettura consigliata a chi, stanco di credere nelle favole, desidera analizzare dalle radici le problematiche attuali di uno stato disfunzionale, quello italiano, fondato sull'ingiustizia e l'inuguaglianza sociale.
1923In-16 gr., mz. pelle coeva (dorso sbiadito), tit. oro su tassello al dorso, conserv. cop. orig. (tracce d’uso), pp. 296, con tavole in bianco e nero fuori testo. Prima edizione. Ben conservato.
2021brossura Per quali motivi al Referendum Repubblica-Monarchia del 1946 quasi metà dei voti, e pressoché tutto il Sud Italia, fu per i Savoia? Sulla base di quasi 200 volumi e inedite fonti, in oltre 350 pagine di facile lettura, molte delle accuse mosse ai singoli Re d'Italia vengono per la prima volta revisionate valutando i fatti per come si sono realmente verificati senza preconcetti. Poteva Vittorio Emanuele III rifiutarsi di firmare le leggi razziali o la dichiarazione di guerra? Fu il Parlamento o il Re a legittimare il primo Governo Mussolini? Quali erano i veri rapporti tra il Sovrano, il Duce e Hitler? Cosa sarebbe successo se la Famiglia Reale non si fosse mossa da Roma l'8 Settembre ed è vero che non furono dati ordini per la difesa della città? È vero che Umberto II avesse tendenze omosessuali? fu il referendum realmente manipolato? È stata davvero una protesta dello stomaco quella di Milano del 1898? Chi complottò per il regicidio di Monza? È meritato il favore con cui le Regine Margherita e Maria Josè sono state considerate dalla storiografia o hanno un proprio lato oscuro?
2021brossura Per quali motivi al Referendum Repubblica-Monarchia del 1946 quasi metà dei voti, e pressoché tutto il Sud Italia, fu per i Savoia? Sulla base di quasi 200 volumi e inedite fonti, in oltre 350 pagine di facile lettura, molte delle accuse mosse ai singoli Re d'Italia vengono per la prima volta revisionate valutando i fatti per come si sono realmente verificati senza preconcetti. Poteva Vittorio Emanuele III rifiutarsi di firmare le leggi razziali o la dichiarazione di guerra? Fu il Parlamento o il Re a legittimare il primo Governo Mussolini? Quali erano i veri rapporti tra il Sovrano, il Duce e Hitler? Cosa sarebbe successo se la Famiglia Reale non si fosse mossa da Roma l'8 Settembre ed è vero che non furono dati ordini per la difesa della città? È vero che Umberto II avesse tendenze omosessuali? fu il referendum realmente manipolato? È stata davvero una protesta dello stomaco quella di Milano del 1898? Chi complottò per il regicidio di Monza? È meritato il favore con cui le Regine Margherita e Maria Josè sono state considerate dalla storiografia o hanno un proprio lato oscuro?
1914G.MORPURGO I SECOLI INSANGUINATI. , F.CAMPITELLI 1914, Legatura: artigianale. Copertina: cartonata, ingiallita, sporca. Dorso: nervato, scolorito. Taglio: ingiallito, sporco. Pagine testo: ingiallite lievemente. Sguardi: ingialliti. Margini delle pagine: ingialliti. Frontespizio: ingiallito Buono (Good) .
1936In-8 p., tela editoriale, pp. 202,(2), con 8 illustrazioni fotografiche in b.n. in 4 tavole fuori testo. Terza edizione. Ben conservato.
1958In-8 p., 5 volumi, cartonato edit. figurato a colori. Raccolta completa - "tutta in prima edizione" - de “I segreti di Milano”, ciclo inteso a rappresentare, in chiave neorealista-populista, la vita e l'ambiente della periferia milanese. E’ così composta: 1) - "Il ponte della Ghisolfa", 1958, pp. 407,(5). Venti racconti tra cui il testo di “Il Dio di Roserio”, riproposto nella versione originaria senza il primo capitolo. 2) - "La Gilda del Mac Mahon", 1959, pp. 378,(6). Venti racconti in parte apparsi su periodici. 3) - "La Maria Brasca", quattro atti, 1960, pp. 144,(2). Opera teatrale pubblicata in concomitanza con la sua rappresentazione a Milano. 4) - "L'Arialda". due tempi, 1960, pp. 228,(4). Rappresentata a Milano nel 1961, per la regia di Visconti. Dopo la rappresentazione e la seconda ediz. del volume, il testo fu sequestrato per oscenità. 5) - "Il Fabbricone",1961, pp. 240,(4). Il testo originario del romanzo fu ridotto della metà per l’intervento redazionale di Bassani. Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 905-906. Solo lievi ingialliture margin., altrim. esemplare ben conservato.
2015ill., br. Questo studio intende esplorare la figura e l'opera di Elio Vittorini colta nel periodo compreso tra gli anni immediatamente successivi alla chiusura della rivista "Il Politecnico" e la morte dello scrittore, con lo scopo di documentare la sua composita attività narrativa, critica ed editoriale, di riflesso alla nascita di opere e iniziative destinate a divenire indicative della sua inesausta ricerca di una ideologia della letteratura nel clima culturale del secondo Novecento. Il non-finito, l'opera aperta, come il fenomeno della riscrittura - studiati, tra altri fattori, su documenti editi e inediti - rappresentano, accanto a progetti come il "numero zero" della rivista "Gulliver" e gli appunti de "Le due tensioni", non un punto di arrivo, bensì di rinnovata partenza: lavorare per una utopia, una nuova Letteratura a tensione razionale, e crederla possibile nel divenire storico.