25 256 résultats
1976In-16 (cm. 19.50), brossura editoriale illustrata, pp. (8), 95, (1), con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Prima edizione. Brunitura leggera del dorso; peraltro, volumetto in buono stato (good copy).
1959In-8, Brossura, offriamo un lotto dei seguenti fascicoli: 1, 2, 3, 4/5, 6, 7, 10, 11, 12, 13. Buono stato, (good copy).
2020ril. Tolkien è un autore non solo capace di recuperare una lunga tradizione di fonti storico-letterarie, ma soprattutto di rilanciarle in chiave originale sul tavolo verde della narrativa del XX secolo. È un crocevia per il quale è necessario passare muovendosi in molte direzioni attraverso i generi fantasy e fantastico. Ecco l'importanza di una sua lettura in parallelo con i grandi modernisti Ezra Pound, Virginia Woolf e William B. Yeats o col Surrealismo di Breton, ma anche per un confronto col maestro del genere horror H.P. Lovecraft, senza dimenticare il debito dichiarato di Tolkien nei confronti di William Morris, il maggiore esponente di quel medievalismo ottocentesco che costituisce il retroterra della sua opera. Nelle sezioni finali si arriva al mondo contemporaneo, con riflessioni sul rapporto con due esponenti importanti del fantasy odierno, George R.R. Martin e Joe Abercrombie, per giungere all'ampliamento della narrazione tolkieniana attraverso cinema, giochi da tavolo e videogame nel filone di ricerca sulla convergence culture avviato da H. Jenkins.
1957In-16 gr., brossura editoriale (picc, manc. al piatto posteriore), pp. 191. Unica traduzione autorizzata dal francese di Sarah Cantoni. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato.
1936In-8 gr., (mm. 278x208), cartonato editoriale figurato a colori, pp. 239, con numerosissime illustrazioni in b.n. e a colori nel t. e 8 tavole a colori f.t. realizzate da Angelo Bioletto. Cfr. Pallottino “Storia dell’illustrazione italiana“, p. 321, con ill.: “Angelo Bioletto (Torino 1906 - Milano 1986), pittore, illustratore, disegnatore di fumetti e di cinema d’animazione che esordì a ‘La Stampa’, collaborò ai periodici per ragazzi di Mondadori, illustrò diversi libri, ma fu reso improvvisamente e duraturamente popolare dalla memorabile vicenda di costume che, sotto i cappelli piumati de ‘I quattro moschettieri’, travolse l’Italia dal 1934 al 1937..”. Solo qualche fiorit. margin., altrimenti esemplare ben conservato.
1908A.Marietti I Quattro vangeli di N.S.Gesù Cristo e gli atti degli apostoli . , Giacinto Marietti 1908, Legatura: a filo refe. Taglio: ingiallito, sporco. Copertina: in mezza pelle. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Sguardi: ingialliti. Dorso: con impressioni in oro, scolorito. Frontespizio: ingiallito, con fioriture. Margini delle pagine: con macchie, ingialliti Buono (Good) .
2020br. «Il peggior pericolo del razzismo, in una società che apparentemente ha superato le forme più visibili di segregazione è di essere, ha scritto Toni Morrison, una distrazione (verrebbe da dire: un'arma di distrazione di massa). Il razzismo "ti impedisce di fare il tuo lavoro", dice Toni Morrison, ti costringe a "spiegare chi sei", cosa che lei nei suoi romanzi non ha mai voluto fare. Qualcuno dice che non hai una lingua, e tu devi dimostrare che ce l'hai. Qualcuno dice che la tua testa non ha la forma giusta, e tu devi trovare lo scienziato che dimostra che non c'è niente che non vada con la forma della tua testa. Qualcuno dice che non hai arte, e tu devi metterla insieme in qualche modo per far vedere che non è vero. Qualcuno dice che non hai mai avuto un regno, e tu da qualche parte lo devi trovare (viene in mente la fantasia compensatoria di Black Panther, uscito due anni dopo quell'articolo). Non basta mai. Ci sarà sempre qualcosa che sarai accusato di non avere (o, aggiungo, di avere in eccesso, che "non ti meriti" di avere). Il razzismo, per Toni Morrison, è soprattutto una colossale perdita di tempo. Spero che abbia ragione, e che qualcuno se ne accorga». (Il curatore)
1967In-16 gr., cartonato editoriale, sovrac., pp. 272,(8). Prima edizione. Ben conservato.
2009br. Fino al 1924, G.I. Gurdjieff aveva insegnato alla maniera orientale, comunicando le sue idee a un piccolo gruppo di allievi, sempre e solo in modo diretto sia nella teoria sia nella pratica, senza mai permettere loro di trascrivere le indicazioni ricevute. Ma quell'anno, in seguito a un grave incidente, ritenne che fosse giunto il momento di far conoscere l'insieme delle sue idee "in una forma accessibile a tutti". Si trattava cioè di evocarle in un libro che potesse suscitare nel lettore sconosciuto una nuova e inabituale corrente di pensieri; perciò decise di adottare la forma, comune alle grandi tradizioni, di un racconto mitico "su scala universale" e tuttavia incentrato sul problema essenziale: il significato della vita umana. Allora, pur senza abbandonare le sue altre attività, si piegò al mestiere di scrittore, con la prontezza e il vigore che lo caratterizzavano e con quell'abilità artigianale che in gioventù gli aveva permesso di imparare tanti altri mestieri. Qualche anno più tardi non aveva scritto solo un libro, bensì una serie di libri. A questo insieme monumentale diede come titolo "Di tutto e del Tutto". "I Racconti di Belzebù a suo nipote" ne costituiscono la prima parte. Sin dall'inizio intorno al libro si crea una leggenda: il suo carattere insolito fa sì che molti lo dichiarino impubblicabile. E tuttavia nel 1948, un anno prima della sua morte, Gurdjieff ne fa preparare l'edizione in diverse lingue, e nel '50 viene pubblicato in America, in Inghilterra e Austria.
1965Garzanti, 1965. In-16, tela editoriale, sovracoperta, pp. 231. Prima edizione. Piccoli strappi alla sovracoperta. In buono stato.
1961In-16 gr., cartonato editoriale, pp. 322. Prima edizione. Ben conservato.
1957Garzanti, 1957. In-8, tela editoriale, sovracoperta, pp. 540. Prima edizione. Lievi mancanze alla sovraccoperta. In buono stato.
1956In-16 gr., brossura editoriale, pp. 294,(10), Prima edizione. Pagine leggermente ingiallite ai margini per la qualità della carta, altrimenti ben conservato.
1966In-8 p., brossura orig., pp. 141,(3). "Prima edizione". Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 709. “Comprende - riviste - le poesie di "Zero"”. Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 709. Pagine lievem. ingiallite ai margini, altrimenti ben conservato.
2021ill., br. Umberto I e Margherita di Savoia, nel 1899, decidono di visitare la Sardegna. Questo viaggio sembra, per la stampa internazionale, del tutto privo di senso. Ma il Re non vuole tanto visitare la Sardegna, quanto verificare a quale livello sono le opere di fortificazione che stanno sorgendo sull'Isola di La Maddalena, pagate lautamente dallo Stato. Seguendo la stampa dell'epoca, oggi siamo in grado di decifrare ogni comportamento di questi strani visitatori.
2018ill., br. Furono marinai, schiavi, soldati, plebaglia, ma anche gruppi organizzati come i pirati e gli affiliati a sette religiose radicali gli eroi di una guerra di classe che si protrasse tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Settecento e la cui "storia dal basso" Rediker e Linebaugh ricostruiscono in questo libro. La scoperta di nuove rotte marittime verso le Americhe e le Indie Orientali segnò una nuova fase storica. Furono aperte vie commerciali, fondate colonie, avviata una nuova economia transatlantica, organizzate forze lavoro per produrre ed esportare lingotti d'oro, pellicce, tabacco, zucchero e manufatti. Tutto ciò rendeva vitale il controllo capillare delle popolazioni e dei territori espropriati e il pugno di ferro sulle moltitudini di diseredati impiegati nelle piantagioni, nei porti, sulle navi, nei suburbi manifatturieri. Debellare, estirpare, trucidare, sterminare, liquidare, annichilire, estinguere qualsiasi segno di rivolta: fu questa la parola d'ordine. Eppure la ribellione, come per esempio all'inizio del Settecento nella città di New York, esplose violenta a più riprese nei porti dell'Atlantico, dando vita a una nuova consapevole classe organizzata, a una moltitudine multietnica, libertaria e ribelle. Il libro racconta la storia perduta di questa classe proletaria e cosmopolita e del suo ruolo nella nascita della moderna economia globale.
1977cm. 14,5 x 20,5, viii-272 pp. Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea - Studi e documenti 395 gr. viii-272 p.
2018brossura Il 27 gennaio, giornata dell'Olocausto, chi ci promettiamo di ricordare? Gli ebrei ammazzati perché ebrei, i rom perché rom, gli omosessuali perché omosessuali, i siriani perseguitati perché infedeli, gli annegati... annegati perché non-europei, i palestinesi perché palestinesi? Fare oggi memoria di tutte le violenze della storia verso le minoranze ha una notevole importanza in un periodo come quello attuale in cui, soprattutto in Europa, riscuotono un certo successo movimenti politici e culturali dichiaratamente xenofobi, razzisti, omofobi. Questi movimenti si sono presentati alle elezioni e i loro rappresentanti sono presenti in alcuni Parlamenti, pur rimanendo delle minoranze per fortuna (tranne in Ungheria). Ricordare gli olocausti, da quello più noto a quelli dimenticati, è assolutamente necessario per comprendere meglio quanto i movimenti citati debbano essere combattuti e, si spera, sconfitti definitivamente. Rom e sinti? Vittime due volte: una prima volta quando, dopo il secondo conflitto mondiale, la loro persecuzione e il loro genocidio sono stati macchiati dal dubbio, dall'indifferenza, dal silenzio; una seconda volta, quando lo stesso tribunale di Norimberga liquidò sbrigativamente la questione degli zingari, non ammettendoli neppure quale parte civile al processo. Ebbene sì! Vittime due volte!
1969Mondadori, 1969. In-8, tela editoriale, sovracoperta, cofanetto, pp. 1055. In buono stato.
2010ill., ril. Questo album, realizzato dai collaboratori del "Centro europeo di studi rossettiani" diretto dal prof. Gianni Oliva, d'intesa con l'Università di Chieti-Pescara, racconta, come si suol dire, "una bella storia", una storia di famiglia. La gran mole di documenti raccolti, di testimonianze e di immagini fanno di questo libro un veicolo di informazione sulla identità italiana e sui rapporti tra Italia e Inghilterra.
1980Ciarrapico, 1980. In-8, brossura, pp. 371. Legatura leggermente allentata, pagine interne in ottimo stato.
2014brossura "Il lavoro di Nuccio Provenzano è una raccolta minuziosa ed accurata di fonti documentarie riguardanti la famiglia Sanseverino, inquadrata in particolar modo nel territorio e nel contesto storico e politico-istituzionale di Altomonte. L'argomento, analizzato a partire dalle fonti a disposizione degli studiosi, inserito nel suo specifico contesto storico, rivela profonde connessioni non soltanto con la storia di Altomonte, ma anche di tutta la Calabria settentrionale, dal tardo medioevo a tutta l'età moderna." (G.Russo)
1932In-folio (mm. 440x360), legatura edit. in velluto (piatto poster. sbiadito), decorazioni e titoli in argento al piatto e al dorso, pp. 188,(6), molto ben illustrato f.t. dalle numerose tavole a colori del pittore bergamasco Giovan Battista Galizzi e con le squisite decorazioni dello xilografo Bruno da Osimo, anche a p. pag. e in tinta. “Il testo con le note, riprodotto da quello edito dalla ‘Morcelliana’, fu accuratamente riveduto da L. Gramatica. Stampato dalle Arti Grafiche Pizzi”. Cfr. Comanducci, p. 264. Bella edizione d’arte su carta distinta, ben conservato.
1944In-4 gr., tela edit. con impressioni a secco e oro, pp. 188,(6), con numerose silografie di Bruno da Osimo - notevoli le quattro a p. pag. a 2 colori, relative agli Evangelisti - e la riproduz. di 40 tavv. a colori del pittore bergamasco G. B. Galizzi. In ottimo stato.
2018ill., br. "I Savoia e il massacro del sud" ha contribuito a sfatare il mito di una felice unità d'Italia senza vincitori né vinti. I vinti in realtà ci sono stati: ce lo ricordano ogni giorno i telegiornali, che parlano di un sud Italia perennemente indietro rispetto al nord e arretrato sotto ogni punto di vista. In una edizione cartacea rinnovata e comprensiva di numerose fotografie d'epoca, "I Savoia e il massacro del sud" è una lettura consigliata a chi, stanco di credere nelle favole, desidera analizzare dalle radici le problematiche attuali di uno stato disfunzionale, quello italiano, fondato sull'ingiustizia e l'inuguaglianza sociale.