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2011br. "La prima lettera di Cézanne che conosciamo si apre con un'immagine della pioggia e della primavera. L'ultima (se si esclude la nota di sollecitazione a un venditore di colori) inizia accennando alla pioggia e all'autunno. Tra le espressioni scherzose della prima, percorse da un'allegra, ironica compiacenza retorica, e quelle dell'ultima , secche e disadorne, dirette a una comunicazione senza convenevoli, c'è uno spazio di quasi cinquant'anni. Cézanne non cercava biografie (« credevo che si potesse fare della buona pittura senza attirare l'attenzione sulla propria vita privata... L'uomo deve rimanere nell'ombra» scrive nel 1896 a Gasquet) e probabilmente pensava per le proprie lettere a un unico, privato destinatario, circostanza questa a cui dobbiamo, negli anni della maturità, la loro straordinaria asciuttezza, la loro assoluta mancanza di letteratura. Eppure queste carte si possono leggere come un diario psicologico dell'artista, tanto più rivelatore quanto più involontario e inconsapevole: una testimonianza di quel passaggio dall'eccedenza alla contrazione che si riconosce nella sua pittura e si intuisce nella sua vita. Per questo, in molti punti, diventano quasi una didascalia indiretta dei dipinti. Alle lettere giovanili, tra filastrocche e versi, subentrano quelle parigine, segnate da una progressiva concentrazione sui problemi della pittura. Al dialogo con Zola, nei confini di un'amicizia che si conclude con l'incomprensione, succede quello con Bernard, a cui Cézanne esprime le sue teorie artistiche più rivoluzionarie, o quello, il più commosso e trasparente, col figlio Paul. Una corrispondenza dove arte e vita si manifestano e si identificano senza ornamenti, con indimenticabile intensità." (Elena Pontiggia)
2011brossura Le lettere qui proposte coprono un arco di tempo che va dal 1837 (la prima) al 1855 (l'ultima). Sono indirizzate per il maggior numero al fratello Michàil ma anche al padre e a vari altri personaggi.
2020ril. Fèdor Dostoevskij è uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Le sue opere sono annoverate tra i capolavori della letteratura di ogni epoca e luogo e, ancora oggi, nutrono lettori di tutto il mondo. Sono romanzi totali, monumenti letterari che contengono un sapere universale e manifestano la complessità della nostra esistenza travalicando confini e generazioni. Così le Lettere che Dostoevskij ha affidato alle mani dei suoi familiari, dei suoi amori, dei suoi sodali costituiscono, come scrive Alice Farina nell'introduzione, «il romanzo di una vita», «un'opera letteraria parallela all'opera, ma anche sorgente viva per l'opera stessa». E difatti sembrano traboccare di materiale romanzesco: l'arresto per aver frequentato un circolo di socialisti utopici, la condanna a morte, la grazia ottenuta pochi minuti prima di salire al patibolo; il confino in Siberia e la persecuzione della malattia; la continua e strenua battaglia per migliorare la propria condizione economica senza sacrificare nulla della propria arte. Ma questo materiale è qui innestato all'interno di una vita, la quale non può che diventare a sua volta sorgente creativa, in un continuo gioco di vasi comunicanti. Per buona parte inedite in Italia, queste pagine testimoniano poi gli scatti e le evoluzioni del pensiero di Dostoevskij, permettendoci di osservarne da vicino i movimenti interiori, come quando nel 1839, a soli diciotto anni, dichiara con orgoglio al fratello di voler dedicare la propria vita a svelare il mistero dell'essere umano. Le Lettere qui raccolte - ora interamente ritradotte, a comporre l'epistolario di Dostoevskij più completo mai pubblicato in Italia - raccontano questa missione; tracciano le linee di un'autobiografia intima e coinvolgente e rivelano una personalità infuocata, dedita alla letteratura fino allo stremo delle forze; offrono un nuovo sguardo sul suo percorso intellettuale e sulla genesi di opere che hanno cambiato per sempre la letteratura, sollevando interrogativi che ancora reclamano risposte. Sono la lente d'ingrandimento sulla vita di uno scrittore che ha esplorato gli abissi della condizione umana e ne è uscito più vivo che mai.
2017ril. Edgar Allan Poe ha fatto della simulazione e dissimulazione, della fantasia disinibita, dell'immaginazione folleggiale la chiave di volta della sua opera letteraria. E se egli amava così tanto nascondersi e camuffarsi, nei saggi non meno che nei racconti, mille sono le maschere dietro cui si cela in queste Lettere, vera e propria autobiografia dell'ombra, nonché strumento d'elezione per capire la scaturigine psicologica degli incubi nella cui creazione egli si impegnava febbrilmente, cristallizzandoli in opere indelebili come "Il pozzo e il pendolo", "Il crollo della Casa Usher" o "Le avventure di Gordon Pym". Prima di Stephen King; prima del fosco profeta del terrore contemporaneo, Thomas Ligotti; e prima ancora del rivoluzionario maestro dell'orrore cosmico, H.P. Lovecraft, il solitario sognatore di Baltimora aveva raccolta l'eredità della letteratura gotica inglese e vi aveva iniettato nuova linfa, la medesima che scorreva nelle vene violente della neonata America. Come dimostrano queste Lettere - che per la prima volta il Saggiatore offre al pubblico italiano in edizione integrale, con la cura di Barbara Lanati -, Poe prese su di sé un compito vertiginoso, da novello Omero: il compito di dare alla sua nazione senza ancora ruolo nel mondo un corpus mitologico. Ma i frutti strani e veleniferi della sua fantasia hanno attecchito ben oltre i confini degli Stati Uniti, e i sintomi di questo influsso sono ancora ben visibili nel riuso che la letteratura posteriore - e poi le arte visive, il teatro, il cinema - ha fatto dei suoi topoi, e forse, più ancora, nella sua peculiare sensibilità di uomo e di artista, i cui scritti e la cui vita sono fra le più tragiche testimonianze della tensione romantica dell'uomo verso l'assoluto. Opere al nero che parlano a noi contemporanei con la voce irresistibile dei classici.
2012ill., ril. Per molto tempo si è parlato di Giuseppe Verdi come di un uomo geniale e solitario, animato da un grande amore per la patria, di cui fu anche deputato nel primo Parlamento dell'Italia unita. Questo libro però, curato dal musicologo Eduardo Rescigno, ci restituisce un'immagine ben più complessa del compositore. Adoperando una scelta tra le lettere private e dotando il testo di numerose schede biografiche, Rescigno costruisce un'opera che passa in rassegna episodi personali, riflessioni musicali e dibattiti politici, amicizie e preoccupazioni della vita quotidiana di Giuseppe Verdi. Quello che ne viene fuori è un personaggio del tutto nuovo per l'Italia dell'epoca: un moderno imprenditore che sa calcolare i rischi; un uomo duro nelle trattative artistiche, e in quelle economiche; più borghese che contadino per gusti e mentalità; cosmopolita ma legato ai luoghi delle sue origini; facile all'ira, ma anche ironico e brillante, soprattutto con gli amici. Verdi, in sostanza, rivoluziona i rapporti di forza nel mondo del melodramma a vantaggio del compositore, che con lui diventa autore, regista e produttore: un vero impresario che prefigura la nascita di un italiano nuovo. Grazie alle illustrazioni di Giuliano Della Casa e a un apparato in cui ricorrono le trame di tutte le opere del compositore e i personaggi nominati nelle lettere, il libro risulta accessibile non solo ai conoscitori della materia verdiana ma anche agli appassionati di storia e ai più semplici curiosi.
2014ril. Se è vero che la vita va vissuta come un'opera d'arte, allora la vita che qui si racconta, attraverso lettere, biglietti, fitti scambi a stretto giro di posta, non è solo fulgida e avventurosa, o accorata e straziante come la più immortale delle tragedie, ma è anche e soprattutto una testimonianza letteraria fra le più alte e inconfondibili dell'Ottocento - e del Novecento, perché la voce di Oscar Wilde ha il potere incomparabile di farsi contemporanea a ogni epoca. Esteta, drammaturgo, poeta e romanziere, Wilde inizia a scrivere lettere quando, giovane talentuoso, frequenta uno dei più esclusivi college del paese; in seguito, è alle parole rivolte agli amici che affida l'ascesa vertiginosa del proprio astro - cene, feste, prime teatrali, articoli sui giornali - e il turbine rapinoso di scandali e polemiche che lo avvolge nel 1889, con l'uscita del "Ritratto di Dorian Gray" e l'incontro con Lord Alfred Douglas, il famigerato Bosie. All'approssimarsi del nuovo secolo, però, i toni mutano: da sfavillanti si fanno cupi, ombrosi. Sono gli anni del processo per oscenità, del carcere di Reading, del "De Profundis". In edizione integrale italiana, "Le lettere" di Oscar Wilde - che il Saggiatore presenta in una traduzione inedita - non sono il semplice documento di una vita eccezionale, ma un monumento "più duraturo del bronzo" all'arte e alla bellezza, e alla verità che sempre si nasconde dietro i più elaborati artifici.
1939In-8 gr., brossura orig. Di questo celebre periodico offriamo 2 fascicoli: - il n. 10, aprile 1939, pp. 188(4), che contiene anche: Carlo Emilio GADDA - IV tratto de "La cognizione del dolore". - il n. 17, gennaio-marzo 1941, pp. 160,(8), con 1 tav. in b.n. f.t., che contiene anche: Carlo Emilio GADDA - VII tratto de "La cognizione del dolore". Ben conservati.
1953Cm. 25x17,5 (dal 1963 cambia veste edit.: cm. 25,5x21,5), bross., ca. 150-200 pp. cad. fascicolo. Di questa rivista bimestrale, "Terza Serie" di "Letteratura" offriamo le seguenti annate complete, ben conserv.: 1953 (Anno I). Euro 150 1960, 1962; Nuova serie. Cad. annata.
1954In-8 gr., brossura originale, pp. 222. Di questa rivista bimestrale offriamo il numero doppio 8-9, del 1954. Ben conservato.
1954In-8 gr., brossura originale, pp. 127. Di questa rivista bimestrale offriamo il numero 7, del 1954. Ben conservato.
1962-In-8 gr., brossura originale, pp. 142. Di questa rivista bimestrale offriamo il numero 55, del 1962, Nuova Serie. Ben conservato.
1953In-8 gr., brossura originale, pp. 218. Di questa rivista bimestrale offriamo il numero doppio 5-6, del 1953. Ben conservato.
1947In-8, brossura, pp. 167. Offriamo dell’annata 1947 il numero 34 (n. 3 dell’Anno IX) Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato (good copy).
1947In-8, brossura, pp. 161. Offriamo dell’annata 1947 il numero 33 (n. 2 dell’Anno IX) Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato (good copy).
1947In-8, brossura (piatti staccati), pp. 180. Offriamo dell’annata 1947 il numero 32 (n. 1 dell’Anno IX) Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato (good copy).
1953In-8 gr., brossura originale, pp. 140. Di questa rivista bimestrale offriamo il numero 3, del 1953. Ben conservato.
1957-In-8 gr., brossura originale, pp. 139. Di questa rivista bimestrale offriamo il numero 29, del 1957. Ben conservato.
1957-In-8 gr., brossura originale, pp. 167. Di questa rivista bimestrale offriamo il numero doppio 27-28, del 1957. Ben conservato.
1956In-8 gr., brossura originale, pp. 127. Di questa rivista bimestrale offriamo il numero 24, del 1956. Ben conservato.
1956In-8 gr., brossura originale, pp. 215. Di questa rivista bimestrale offriamo il numero doppio 15-16, del 1956. Ben conservato.
1953In-8 gr., brossura originale, pp. 141. Di questa rivista bimestrale offriamo il numero 2, del 1953. Ben conservato.
1941In-8, brossura, pp. 160. Offriamo dell’annata 1941 il numero 18 (n. 2 dell’anno V). Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro ben conservato.
1941In-8, brossura, pp. 160. Offriamo dell’annata 1941 il numero 17 (n. 1 dell’anno V). Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro ben conservato.
1940In-8, brossura (manc. al dorso e ai piatti), pp. 160. Offriamo dell’annata 1940 il numero 16 (n. 4 dell’anno IV). Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro ben conservato.
1955In-8 gr., brossura originale, pp. 181. Di questa rivista bimestrale offriamo il numero doppio 15-16, del 1955. Ben conservato.