25 361 résultats
2014brossura Leonora Carrington (1917-2011) fa parte del nutrito gruppo di artisti surrealisti che all'inizio degli anni Quaranta si sposta dall'Europa agli Stati Uniti. Per molti surrealisti incarnava i due archetipi del femminile: femme enfant e femme sorcière, unica donna del gruppo capace di tenere testa a Breton. Dopo la tormentata storia d'amore con Max Ernst, la follia e la fuga dal manicomio, si stabilisce prima a New York e poi in Messico. La cultura messicana alimenta la sua creatività dando vita a un universo popolato da figure mitologiche e fantastiche nel quale si mischiano, in creazioni originali e raffinatissime, la profonda conoscenza del Rinascimento italiano, le forme simboliche del surrealismo e gli studi sull'esoterismo e l'alchimia. Il libro ripercorre le tappe fondamentali della sua vita di artista visionaria ed eclettica: la formazione in Europa, l'incontro con il surrealismo e la lunga vita in Messico dove l'autrice l'ha frequentata raccogliendo materiali e interviste inedite.
réf. 5605Le Musée de Poche Jacques Goldschmidt, Paris, 1973. In-12, broché sous couverture rempliée et illustrée en couleurs, 152 pp. I. "Ma peinture suit les chemins que prennent les rêves". - II. Les visages ont avalé la pestilence et la rêvent... - III. Hybridité. - IV. Phœnix barbare, exilé de l'espace. - Biographie - Bibliographie.
1977réf. EEZZ9640Wien, Presse u. Vertrieb in Österreich ; [1977], Sonderh. (8) S. mit Abb., ill. OBrosch.
2016ill., br. Leone da Rimini, avvocato ebreo, è un professionista affermato nella Firenze degli ultimi anni dell'Ottocento. Attento alla tradizione religiosa degli avi quanto convinto dell'importanza di partecipare, con gli altri ebrei, alla vita civile del nuovo Stato italiano, s'innamora di Piccarda Guidi, giovane di un'aristocratica famiglia cattolica del Casentino. Prende così avvio la vicenda di un romanzo popolare inedito, steso a quattro mani da Angiolo e Laura Orvieto nel 1907, con l'intento di affrontare alcuni fra i più delicati temi del rapporto fra l'ebraismo e la società italiana al passaggio del secolo. Il matrimonio misto, la presenza degli ebrei nell'attività politica, l'affare Drejfus, il ruolo della donna, sono i temi al centro della vicenda; intanto la narrazione spazia fra Firenze, Camaldoli, La Verna e la Versilia delle prime villeggiature, affiancando natura e storia e disegnando con destrezza i profili di protagonisti e comprimari, le loro aspirazioni, i dissidi e la complessità dei rapporti, in un quadro lucido e articolato della società toscana del primo Novecento.
2019ill., ril. Il catalogo, con una selezione di sculture di grandi e medie dimensioni scelte tra le più significative del periodo, realizzate in terracotta o in grès, propone un percorso scandito dalle tematiche che connotano la ricerca di quegli anni, oggetto di costante interesse da parte della critica più autorevole sia italiana che straniera. Le opere, eseguite tra il 1958 e il 1968, vantano un curriculum espositivo di prim'ordine, segnato dalla loro presenza in varie edizioni della Biennale di Venezia, in rassegne allestite in importanti musei di tutta Europa, comprese le iniziative dedicate alla scultura italiana promosse da Palma Bucarelli. Dai numerosi rimandi iconografici scelti a illustrare i testi emerge la tensione di Leoncillo nel conferire alla creta un impulso vitale pur in un linguaggio aniconico, alla ricerca di un cromatismo che nasce dall'interno, dalla natura stessa della materia, che si fa "radicale", appunto, nel dare piena espressione alle sue componenti primarie. Ricco di notizie inedite relative soprattutto ai riscontri d'oltreoceano, Leoncillo, materia radicale. Opere 1858-1968 è introdotto dal saggio del curatore Enrico Mascelloni, che analizza la ricerca dell'artista inquadrandola in un ampio contesto denso di riferimenti. Segue l'indagine elaborata da Martina Corgnati sulle fonti arcaiche e classiche che hanno ispirato l'immaginario dello scultore, stabilendo collegamenti diretti con la statuaria etrusca, greco-romana e medievale. Marco Tonelli affronta una rilettura critica del Piccolo diario redatto da Leoncillo tra il 1957 e il 1964, oggetto di una pubblicazione separata in cui il documento è riprodotto per la prima volta in copia anastatica. Le opere esposte sono illustrate dalle fotografie di Agostino Osio e corredate da schede critiche con una puntuale ricostruzione della vicenda espositiva e bibliografica. Completano il volume ulteriori approfondimenti: Alessandra Caponi affronta l'impegno dell'artista per committenze pubbliche e private; Lorenzo Fiorucci commenta la corrispondenza con figure di spicco della critica dell'epoca come Roberto Longhi e Cesare Brandi; Laura Lorenzoni ripercorre l'iter biografico dello scultore relativamente al periodo preso in esame. In chiusura figurano il repertorio delle mostre personali tra il 1958 e il 1968 e un'antologia critica a cura di Elena Dalla Costa, oltre a un'ampia e aggiornata sezione di apparati.
2005cm. 17 x 24, viii-282 pp. con 4 figg. n.t. a colori. Polinnia Viene analizzata la centralit? della scrittura e della pratica del segno nell?opera di Leonardo Sinisgalli, singolare e un po? appartato umanista del Novecento. La ricerca si sofferma sul ?sistema? delle varianti della poesia, sulla valenza ?poetica? del lessico dell?arte, sul rapporto con la lirica italiana degli ultimi due secoli e su questioni di traduzione-imitazione. Le appendici includono anche una scelta di testi editi e inediti dall??Antologia Palatina?, di cui si fornisce l?edizione critica. The act of writing and the role of signs are central in the work of Leonardo Sinisgalli, a singular, and somewhat aloof, 19th-century humanist. This study focuses on the ?variant system? in his poetry, on the ?poetic? valency of his artistic lexicon, on his relation to Italian lyric poetry in the last two centuries and on questions of translation-imitation. The appendixes also include a selection of published and unpublished texts extracted from the Palatine Anthology, whose critical edition is hereby available. 525 gr. viii-282 p.
2018br. Antonio Motta è stato particolarmente legato a Leonardo Sciascia. Tutti i racconti sgorgano dalla sua memoria con vivacità: Motta mescola voci, interviste, incontri, che si sono accumulati nella frequentazione dell'autore del "Cavaliere e la morte". Il suo è un viaggio intorno a una grande passione per i libri dello scrittore siciliano, ma è soprattutto un libro di nostalgia dove in filigrana affiora nitido il legame di Sciascia con la sua terra. Sciascia fu uno scrittore - forse il più coraggioso, enigmatico, inquieto del secondo Novecento - anche di incontri trasversali con altri scrittori e artisti che rivivono nelle pagine di questo libro: da Luigi Pirandello a Jorge Luis Borges, da Giuseppe Antonio Borgese a Carlo Levi, da Alberto Moravia a Gesualdo Bufalino, da Roberto Roversi a Bruno Caruso, da Fabrizio Clerici a Giorgio de Chirico, da Federica Galli a Renato Candida.
2019ril. "Dopo sedici anni tornano in libreria, con il corredo di nuovi documenti, le istantanee critiche di Leonardo Sciascia editore in casa Sellerio: un libro di cronachette per bandelle, così esigue e così complete, oltre che di perentoria originalità, che convertono la forma inventiva e libera del saggio nei moduli strofici di essenziali biografie di libri o nella levità di racconti amabilmente eruditi. Sciascia ha reinventato gli spazi e la pratica del lavoro editoriale. Della costrizione esercitata dalla ristrettezza della pagina e dalla imprescindibile speditezza, ha fatto, senza forzature e senza sofferenze, le occasioni per una scrittura asciuttamente prensile e di grande estro nelle sue inconfondibili svoltature ritmiche. Un ritratto inedito di Sciascia editore si consegna quindi in questo libro, che i quadratini di copertina e le note editoriali dello scrittore raccoglie e distende come conversazione pubblica e privata insieme. Come nervatura di una biografia letteraria; se non di un'autobiografia disseminata nei libri che fecero la felicità di Sciascia lettore ed editore, e ricomposta in Catalogo e Biblioteca. Il fascino lento e la leggerezza strepitosa dell'erudizione seducono; e il lettore impegnano su «fatti diversi di storia letteraria e civile». In un altro modo può essere letto il libro. Come il racconto, per capitoli più o meno minimi, della storia di un'impresa editoriale inventata dalla letteratura di Sciascia, e che ora celebra se stessa nell'occasione congiunta del trentennale della morte dello scrittore e del cinquantesimo anniversario della casa editrice." (Salvatore Silvano Nigro)
2015cm 17 x 24, xii-232 pp. con 6 figg. n.t. e 16 tavv. f.t. a col. Sciascia scrittore europeo. Associazione ?Amici di Leonardo Sciascia? 2 Il volume esplora l?area, poco conosciuta, dei rapporti di Sciascia con il mondo jugoslavo, avviati alla fine degli anni Cinquanta e destinati a trovare nell?amicizia e nella relazione intellettuale con il poeta sloveno Ciril Zlobec il riferimento pi? duraturo. Il libro procede lungo le tappe dei viaggi reali e mentali dello scrittore siciliano, ricostruisce i motivi del suo interesse per quel mondo mentre, sull?altro versante, indaga sulla sua fortuna critica. This volume sheds light on the little known question of Sciascia's relationship with the Yugoslav world, started at the end of the Fifties and destined to find a long lasting connection in the personal and intellectual friendship with the Slovenian poet Ciril Zlobec. Retracing the stages of Sciascia's real or intellectual travels, the book reconstructs the reasons of his interest for that world, and, on the other side, studies his critical reception.? Leonardo Sciascia e la Jugoslavia Letteratura italiana 1600 - 1900
2012ill., br. Considerato da Argan per la "modernità addirittura d'avanguardia connessa alle essenze storiche" e nonostante gli ulteriori riconoscimenti da parte di Portoghesi e di Zevi nell'ambito della storiografia architettonica, Leonardo Savioli resta ancora in gran parte in ombra. Allievo di Michelucci e maestro di Natalini, primo premio alla Biennale di San Paolo del Brasile (1953), con una giuria composta da Rogers, Le Corbusier e Sert, e primo premio al concorso a Cannes (1971), giudicato da Bakema e Kahn, Savioli rappresenta, all'interno del quadro storico, poliedrico e complesso, che va dalla ricostruzione postbellica all'inizio degli anni ottanta, un architetto di respiro internazionale. Il volume propone un'attenta rilettura critica della sua opera, condotta sugli oltre cento progetti del fondo conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze, nel doppio ambito, fortemente intrecciato, dell'edilizia residenziale e del contesto urbano. Dalla scomposizione neoplastica degli elementi all'autonomia delle cellule spaziali, attraverso il montaggio brutalista di "pezzi" prefabbricati, al fine di favorire l'autonomo intervento compositivo dell'utente, la ricerca di Savioli interseca movimenti e tendenze dell'architettura del Novecento, proponendo quel tema della centralità dello spazio "vissuto" dall'uomo tornato oggi, nella società globalizzata, di flagrante attualità.
2012cm. 17 x 24, xiv-194 pp. con 14 tavv. f.t. di cui 9 a colori. Biblioteca Leonardiana - Studi e Documenti Tra fine ?700 e primi del ?900 nella cultura francese si impose, in maniera spiccata, la centralit? di Leonardo da Vinci. Questa presenza ag? sia nell?alta cultura come nell?immaginario della nuova opinione pubblica parigina e coinvolse ampiamente gli studi storici, filologici e filosofici, interagendo con suggestioni e movimenti nell?arte e nella letteratura. Between the late eighteenth century and the early twentieth century Leonardo da Vinci stood out as a central figure in French culture. This presence influenced both high culture and the collective imagination of the new Parisian public opinion, and affected historical, philological and philosophical studies, interacting with artistic and literary suggestions and movements. 446 gr. xiv-194 p.
1938In-4 p., tela editoriale, pp. 32,(6), con alc. ill. nel t. e 9 tavole f.t., in b.n. e a colori. Monografia dedicata al pittore milanese (1853-1937), ritrattista e paesaggista. Edizione di 600 esemplari numerati. Il ns., 562, è ben conservato.
2013In occasione del cinquecentenario della nascita di Leonardo da Vinci si registrò una larga mobilitazione della cultura internazionale, in particolare, ma non solo, europea. Intorno al nodo 'Leonardo' e al suo rapporto con il concetto di Rinascimento si misurarono differenti prospettive storiografiche e sensibilità nuove sullo sfondo di un clima culturale più arioso. Il volume ricostruisce questa stagione di intenso confronto e ne esamina l'apporto alla storiografia leonardiana e rinascimentale. The five hundredth anniversary of Leonardo da Vinci's birth assisted, especially in Europe, to a wide participation of the international culture. Different historical perspectives and new intelligences confronted themselves on the figure of Leonardo and his relationship with the Renaissance, in the context of a freer cultural setting. The book reconstructs this season of intense discussion, and examines its contribution to the history of the Renaissance and of Leonardo's achievements. Biblioteca Leonardiana - Studi e Documenti 3 cm 17 x 24, xviii-476 pp. con 4 tavv. f.t. a colori.
1924réf. 11920Leipzig, Hiersemann, 1924. VIII, 109 S., 1 Bl. Mit 72 Lichtdrucktafeln nach Zeichnungen von Leonard Bramer. Gr.-8°. Original-Leinwand.
2007br. Questo lavoro presenta un'analisi dell'influenza di Hermann Cohen sul pensiero di Leo Strauss, conosciuto ancora oggi soprattutto come un filosofo politico. Grazie a tale analisi è possibile mettere a fuoco la formazione filosofica di Strauss, le sue fonti d'ispirazione e le intenzioni che mossero originariamente la sua riflessione. Il legame con Cohen mostra, infatti, l'importanza che per Strauss ebbe il contesto ebraico nel quale egli inserì inizialmente la sua attività di studioso e insegnante, in quanto membro a Berlino della "Akademie fur die Wissenschaft des Judentums" e a Francoforte del "Lehrhaus" fondato da Franz Rosenzweig. È a partire da una riflessione sui problemi dell'ebraismo moderno che Strauss ebbe modo di meditare su una situazione culturale e politica che era quella dell'umanità occidentale nel periodo di crisi della liberaldemocrazia e dell'ascesa di movimenti anti-razionalistici sul piano filosofico, e totalitari sul piano politico. Strauss, durante tutto l'arco della sua vita, è tornato in diverse occasioni a commentare i saggi di Cohen. In particolare egli si è soffermato, sin dall'inizio, sull'interpretazione coheniana di Spinoza, su quella di Maimonide e delle fonti antiche Platone e Aristotele, e infine, sull'opera postuma Religione della ragione dalle fonti dell'ebraismo, per la quale egli ha scritto anche un saggio introduttivo in occasione della traduzione inglese dell'opera.
2014br. "Un viaggio da Gerusalemme ad Atene". In questo modo Rèmi Brague descrive il percorso intellettuale di Leo Strauss (1899-1973), uno dei più influenti e controversi filosofi del XX secolo. Seguendo questo viaggio dalla sua formazione giovanile alle opere della maturità, il presente lavoro si propone di ricostruire lo sfondo filosofico e storico che condusse Strauss a perseguire il ritorno alla filosofia politica classica come sola risposta possibile alla crisi della modernità.
1941In-16, cart. edit., sovrac., pp. 16 con una tavola in bianco e nero nel testo e 33 tavv. in b.n. f.t. In buono stato (good copy).
2010br. «Non sono un mercante d'arte, sono un gallerista» amava ripetere Leo Castelli. Per i suoi artisti è stato molto di più: un mecenate. Dall'apertura della prima galleria nel 1957 fino alla morte nel 1999, Castelli domina la vita culturale newyorkese ed eleva lo status dell'artista americano, che in quegli anni raggiunge la vetta più alta nel panorama artistico mondiale. Con lui si afferma la figura del gallerista polivalente. Imprenditore e infaticabile scopritore alla perenne ricerca del nuovo, è pronto a correre rischi e a servirsi delle strategie commerciali più efficaci per dare visibilità ai suoi protetti. Affiancato da Ileana Sonnabend - ex moglie con cui mantiene un rapporto di grande complicità - Castelli incoraggia i talenti emergenti e li promuove presso le istituzioni museali. Tramite una vasta rete di rapporti internazionali reinventa le regole del mercato e rivoluziona la cultura artistica stessa. La scoperta di Jasper Johns, suo artista feticcio, e la consacrazione di Robert Rauschenberg alla Biennale di Venezia del 1964 sono solo i primi colpi messi a segno. Si susseguono numerose altre epifanie - Frank Stella, Roy Lichtenstein, Andy Warhol, James Rosenquist, Cy Twombly, per citarne solo alcuni - che lo confermano come creatore di miti. Ma chi è Leo Castelli, l'uomo che ha atteso i cinquant'anni per aprire la sua prima galleria? Dietro il carisma di europeo affabile e mediatico si nasconde un uomo dalle molteplici identità. Nato nel 1907 a Trieste da genitori ebrei, Leo trascorre i primi trent'anni nelle grandi città d'Europa - Vienna, Milano, Budapest, Bucarest, Parigi. La sua traiettoria professionale inizia con l'esodo rocambolesco nel Nuovo Mondo per fuggire al drammatico contesto politico-sociale delle leggi razziali naziste e degli sconvolgimenti che ne seguiranno. Annie Cohen-Solal affonda le radici del suo racconto nel passato remoto della famiglia Castelli, ne rintraccia gli antenati nella Toscana rinascimentale e ricostruisce una storia fitta di persecuzioni, guerre, rotture, spostamenti, che offre sorprendenti analogie con il passato più recente della famiglia e con la parabola stessa di Leo. Ironia della sorte: un uomo sempre reticente sulla propria identità ebraica trova proprio nel Jewish Museum, dopo il MOMA, l'istituzione che lo sancirà come paladino dei grandi movimenti dell'arte americana - dal Pop al Concettuale - che sono l'imponente lascito di Leo Castelli.
2015br. L'opera e ¡l pensiero di Leopardi si inscrivono nel contesto di quella parte di filosofia italiana ed europea che, a partire da Giordano Bruno e Spinoza, ha continuato a produrre percorsi di verità senza curarsi delle compatibilità tra i saperi e i poteri vigenti. Un percorso critico che non cessa di destare scandalo, nonostante tutti i tentativi di depotenziarlo e banalizzarlo facendone un'icona. Il materialismo di Leopardi, la sua critica nei confronti dei limiti del Risorgimento, la vocazione a percepire la cultura come appartenente al divenire stesso della storia sono ancora ambiti di pensiero strategicamente attuali. Questo libro offre un'occasione di reincontrare la rivolta del più grande poeta - e filosofo - italiano del XIX secolo, liberandolo dai gravami di una pratica che ne ha spesso ammutolito la potenza. Lenta Ginestra è la parola che non si adegua, ma con forza insiste nel declinare e affermare la felicità possibile di un'azione che nel suo momento più intenso riesce a farsi poesia.
2015br. L'opera e ¡l pensiero di Leopardi si inscrivono nel contesto di quella parte di filosofia italiana ed europea che, a partire da Giordano Bruno e Spinoza, ha continuato a produrre percorsi di verità senza curarsi delle compatibilità tra i saperi e i poteri vigenti. Un percorso critico che non cessa di destare scandalo, nonostante tutti i tentativi di depotenziarlo e banalizzarlo facendone un'icona. Il materialismo di Leopardi, la sua critica nei confronti dei limiti del Risorgimento, la vocazione a percepire la cultura come appartenente al divenire stesso della storia sono ancora ambiti di pensiero strategicamente attuali. Questo libro offre un'occasione di reincontrare la rivolta del più grande poeta - e filosofo - italiano del XIX secolo, liberandolo dai gravami di una pratica che ne ha spesso ammutolito la potenza. Lenta Ginestra è la parola che non si adegua, ma con forza insiste nel declinare e affermare la felicità possibile di un'azione che nel suo momento più intenso riesce a farsi poesia.
2001brossura
réf. 6233Isy Brachot Editeur, Bruxelles, 1985. In-8, format à l'italienne, broché sous couverture illustrée en couleurs, non paginé [45 pp.]. Pierre Restany : Finalement la tache noire - K. J. Geirlandt : Ceci n'est pas... - Jacques Lennep : Un peintre du dimanche - G. Ollinger-Zinque : La peinture perverse - Planches - Chronologie - Expositions - Aperçu bibliographique.
1912In-16 gr., brossura orig. (dorso restaur.), pp. 171,(3). "Prima edizione". "Quaderni della Voce", raccolti da Giuseppe Prezzolini, n. 16. Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 874: “Titolo che riprende il nome di un orco per bambini francese ‘Le Moine Bourru’, italianizzato da Benvenuto Cellini in "La Vita". In seconda pag. annuncio di ulteriori 3 volumi dell’opera, mai pubblicati. Molto ricercato”. Pagine ingiallite per la qualità della carta, altrimenti testo ben conservato.
1892réf. 114218Leipzig und Wien, Bibliographisches Institut (um 1892). * 526 Seiten, 1 Blatt. 14 x 9,5 cm. Späterer schlichter Halbleinenband mit Buntpapierbezug. (Meyers Volksbücher, Nr. 963-969). [2 Warenabbildungen]