25.323 risultati
2011br. È la presentazione di una raccolta di poesie di chiara ispirazione neoplatonica. I versi del poeta, vissuto nel secolo appena trascorso, dal tono classico-decadentista, in realtà nascondono un messaggio esoterico permeato da puro misticismo neoplatonico-cristiano. Il curatore, in tale raccolta, evidenzia un parallelismo tra il poeta in oggetto e Giovanni Pascoli, il quale, nonostante primeggi nella letteratura italiana, è stato oggetto di interpretazioni piuttosto riduttive da parte della critica, almeno fino alla fine del XX secolo. Interessante sarà quindi, sia la lettura di queste poesie sia il singolare parallelismo che, grazie al curatore, rivela la vera essenza metafisica che lega i due poeti.
1931In-16 gr., bross., pp. (40). Ediz. originale. In buono stato (good copy).
1865rif. 1204373Paris, Morizot, 1865. Gr.-8vo. Stahlstich-Frontispiz, 4 Bl., 504 S., 7 Stahlstichtafeln. Brauner Hldrbd d. Zeit m. Rückenvergoldung u. allseitigem Goldschnitt (berieben, erste u. letzte Blätter stärker, sonst gering braunfleckig).
1952Martello, 1952. In-8, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. VII,581. In buono stato.
2020br. Nonostante la globalizzazione si sia presentata come la produzione di uno spazio liscio globale ad alta velocità, sempre più i territori si articolano mediante bastioni, muraglie e fili spinati. Oggetto apparentemente semplice, il muro svolge un insieme di funzioni: blocca, filtra, respinge, ordina, gerarchizza, costruisce identità, polarizza, promette felicità e sicurezza. Lavora allo stesso tempo sugli spazi, sui corpi e sulle anime, offrendo l'immagine di una comunità che si protegge respingendo. La ricevibilità pubblica dei muri, simbolo per eccellenza di una forma di vita incentrata sulla difesa e sulla separazione, risiede in ultima istanza negli ordini di discorso che tentano di fondarne la razionalità. Il saggio propone una critica filosofica di tali ordini di discorso e delle logiche che i muri veicolano sin dalla loro preistoria, indagando le implicazioni politiche, etiche e sociali di questa compartimentazione materiale del mondo.
2019br. Domandarsi "cosa può un corpo?" ci pone di fronte a una doppia sfida: da una parte ci costringe a riconoscere i limiti di quelle risposte che catturano ogni riflessione in definizioni astratte, dall'altra invita ad aprirci verso l'incertezza, la possibilità di interpellare ciò che del corpo è soggettivo e oggettivo, ciò che è politico, ma anche etico ed estetico. Con l'intento di intrecciare saperi e pratiche, questo libro mette a confronto alcuni regimi moderni di pensiero con i sensi e i significati associati alla corporeità, sviscerandone le interpretazioni sul piano sociale e politico. L'universalizzazione dei significati attribuiti al corpo viene messa in discussione tramite l'esplorazione degli spazi e dei luoghi della corporeità, con le loro peculiarità e prassi, indagando il sociale nel corpo e il corpo nel sociale. Guardare alle contingenze del corpo, alle pieghe, attraverso i processi che lo plasmano, ci mostra la possibilità di un nuovo potere istituente, emancipatore e resistente.
1963Einaudi, 1963. In-8, brossura, pp. 134. Manca la sovracoperta, pagine interne in ottimo stato.
2015br. Una scrittura sensibile e delicata che racconta i suoni del vento e dell'acqua, materializza il greto argilloso del fiume e le tinte di una campagna disseminata di olivi. E poi restituisce i sogni e i colori della vita quotidiana di un ragazzino nel Portogallo degli anni trenta, e le prime esperienze sessuali dell'adolescenza tra piccole proibizioni ed episodi gustosi. Ecco i ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza di Saramago, ma anche del suo cognome, bizzarramente affibbiatogli da un impiegato dell'anagrafe ubriaco. Il grande scrittore portoghese rievoca con mano sempre felice quei luoghi ormai spariti, non solo per l'inevitabile e corrosivo oblio del tempo, ma soprattutto per l'azione distruttrice degli uomini. Dal paese natio di Azinhaga, nel Ribatejo, fino ai primi anni nei quartieri popolari di Lisbona, è un Saramago intimo e personalissimo quello che appare in queste pagine. Tutte storie familiari, talvolta allegre ora commoventi, sui primi quindici anni di vita dello scrittore, vera e propria matrice sentimentale di tutti i suoi futuri romanzi.
1881P., Ollendorf, 1881. In-12 broché sous couverture jaune, 11 pages. Rousseurs.
1923In-8 gr., 2 opere in 2 volumi (in astuccio), legatura d’amatore in p. marocchino rosso, sottili cornici dorate ai piatti e al dorso a cordoni, con intarsi floreali in nero e a secco ai quattro angoli dei riquadri, dentelles dorate ai risg. (nello stesso stile), tagli super. dorati, conserv. le belle copertine originali in carta damascata azzurra con illustrazione di Brissaud. - 1° "Le petit Pierre", di pp. (8),289,(3), con 10 bellissime acqueforti a colori dell’artista Pierre Brissaud (una è la testata del primo capitolo), precedute da velina con didascalia. Tiratura di 535 esemplari numerati. Il ns., 288, fa parte dei 400 “tirés sur vélin de Rives, contenant une suite en couleur des eaux-fortes”. - 2° "La vie en fleur", di pp. (6),295,(3), con 10 bellissime acqueforti a colori dell’artista Pierre Brissaud (una è la testata del primo capitolo), precedute da velina con didascalia. Tiratura di 585 esemplari. Il ns., 140, fa parte dei 450 “tirés sur vélin de Rives, contenant une suite en couleur des eaux-fortes”. Cfr. Benezit,II, p. 819: “Pierre Brissaud (1885-1964), peintre, graveur.. a illustré de nombreux ouvrages, dont: ‘Le petit Pierre’ et ‘La vie en fleur’ di Anatole France.. L’oeuvre di Brissaud, d’une facture élégante, était l’interpretation d’un certain dandysme contemporain”. Esemplare in perfetto stato.
1801rif. 1239978Paris, Imprimerie de Crapelet/Chez Maradan, 1801. 385 S. Ppbd d. Zeit m. Rückenvergoldung (Einbd gebräunt u. etwas fleckig, Kapitale u. Ecken bestoßen, alter Besitzvermerk auf Vorsatz).
1881P., Barbré, 1881. In-12 broché, 12 pages. Très bon état.
2016br. Nella teoria della conoscenza di Leibniz, la percezione corrisponde alla pura sensibilità ed è apprensione oscura, incosciente dei dati, al contrario l'appercezione è la coscienza delle percezioni che ci permette di passare gradualmente dall'oscurità alla chiarezza dell'intelletto. Nel fluire del tempo della nostra esistenza, sperimentiamo una molteplicità di percezioni, a volte poco intense, da sfuggire alla piena coscienza e consapevolezza del nostro io: vi è un continuo dinamismo tra ciò che è oscuro, potenziale, inconscio e l'orizzonte di una conoscenza che progressivamente acquisirà un senso e un significato più chiaro, profondo, autentico, cosciente, consapevole. Le nostre percezioni sono accompagnate da un processo soggettivo-riflessivo-cognitivo: l'appercezione è il fondamento ultimo della coscienza e dell'io. Questo significato viene ripreso e rielaborato da Kant che definisce l'appercezione pura quell'io penso che «deve poter accompagnare tutte le nostre rappresentazioni», costituendo l'unità pura, originaria, sintetica dell'appercezione trascendentale.
1963In-24, cartoncino edit., pp. 85,(3). Prima edizione. In buono stato (good copy).
2019ill., br. Quando si dà il giudizio su Bacon, tutti si accordano automaticamente a dei cliché: la sua pittura accumulerebbe immagini di violenza, di tortura, di reclusione, di agonia; essa sarebbe, come si dice, al limite del sopportabile. Le parole ripetute più spesso sono: orrore, dolore, accanimento, repulsione, macelleria, smembramento, malessere, nausea, inferno, disperazione. Ecco, non è forse ciò a cui conducono la miseria dell'uomo senza Dio, il nichilismo compiuto, l'assurdo, il rifiuto del senso della vita, l'esclusione dell'ideale femminile, la perdita del rispetto di sé e dell'altro? Non si nota mai, in queste reazioni, la più piccola traccia di humour.
2018ill., br. Hervé Guibert è un ventenne esordiente e Michel Foucault uno stimato professore al Collège de France, autore di alcuni libri eccezionali, quando si incontrano nel 1977, all'uscita del primo libro di Guibert, "La Mort propagande". Ora minuscole e lontane, ora chiaramente udibili sono le eco dell'opera di Foucault in quella del giovane amico, con il quale fu intimo tra il 1977 e il 1984, anno della morte del filosofo. Da queste spie sono partito per una ricognizione più grande che mettesse in comunicazione le due opere, trovando vasta corrispondenza e conferme nei temi, nelle ossessioni, perfino nelle immagini. I due non sono solo uniti dall'interesse per l'anormale, il marginale, il potere ma dalla stessa sorte tanatologica. Entrambi colpiti dall'AIDS, decideranno però di viverla in modo radicalmente diverso. Foucault non fa nessuna confessione e la famiglia preferirà tacere inventando una causa di morte fittizia quanto trasparente; Hervé Guibert ne farà il punto di svolta della sua vita e della sua scrittura. In "A l'ami qui ne m'a pas sauvè la vie" rivelerà la malattia diventando d'un sol colpo l'autore più venduto e intervistato, un autore infame che non pago della propria confessione, rivelò sotto la patina sottile della fiction la vera causa della malattia del filosofo suo amico. Traditore o fedele amico? La lettura degli ultimi corsi di Michel Foucault ci invita a leggere nell'attitudine guibertiana l'ultima figura del parresiasta, l'uomo che non ha paura di gridare il vero a rischio della propria vita. L'uomo che insegue nella letteratura la realizzazione della propria vita e crede di vederla proprio quando sta per terminare.
1956Einaudi, 1956. In-8, brossura, sovracoperta (piccoli strappi), pp. 188. In buono stato.
1955In-8 p., brossura editoriale, sovracoperta, pp. 188,(10). Prima edizione. Testo ben conservato.
2016br. Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1966, "Le parole e le cose" costituisce uno spartiacque decisivo per la cultura e la filosofia del Novecento, una delle opere che più ha segnato il nostro modo di interpretare l'uomo e la società. In un percorso che parte dal Rinascimento per arrivare alla disarticolazione del sapere operata dalle scienze umane nel XX secolo, Michel Foucault si interroga sui codici fondamentali che definiscono lo nostra concezione della realtà: quali criteri governano i nostri schemi interpretativi, i nostri valori e le nostre azioni? Che cosa è possibile o impossibile pensare in una certa fase storica? Come si trasformano le forme del sapere nel passaggio da un'epoca alla successiva? Attraverso l'indagine di molteplici discipline - arte, storia naturale, grammatica, economia, biologia, filosofia, linguistica, antropologia, psicoanalisi - Foucault penetra i meccanismi che nel tempo determinano lo struttura e i confini del modo di pensare delle diverse società. E fa emergere le implicazioni pratiche e filosofiche connesse all'inevitabile transitorietà dei nostri sistemi di inquadramento del mondo: "Tentando di riportare alla luce questo profondo dislivello della cultura occidentale, non facciamo altro che restituire al nostro suolo silenzioso e illusoriamente immobile, le sue rotture, la sua instabilità, le sue imperfezioni".
2019br. L'interesse per l'opera di Carlo Levi è cresciuto costantemente negli ultimi anni: pubblicazioni, mostre, convegni, edizioni complete hanno approfondito gli aspetti più significativi di un autore dai molteplici interessi. Questo agile volumetto inquadra sinteticamente ma globalmente la vita e l'opera di Levi: scrittore, saggista, pittore, intellettuale impegnato, attivista politico. Molte pagine dedicate al 'Piccolo dizionario leviano' vengono individuate con rigore e raggruppate per temi le coordinate geografiche nonché umane della vita e dell'opera del grande scrittore. Emerge con grande forza la ricchezza dell'esperienza complessiva di Levi: un mare aperto di interessi, di proposte, di narrazioni, di curiosità inesausta, qui attentamente vagliata in ogni suo aspetto.
2022br. Questa raccolta di articoli traccia una drammatica e personale geografia della Spagna del Ventesimo secolo. Dopo una vita dominata dall'esilio, María Zambrano fa ritorno a Madrid e riconosce nella sua esperienza una dimensione privilegiata in cui la rivelazione della verità personale e storica diviene possibile. L'esule è capace di farsi occhio contemplante della Storia perché trova davanti a sé solamente l'essenziale; lasciato fuori da tutto, egli riscatta la storia tragica. Nel parallelismo tra l'impianto metafisico che caratterizza la sua opera e la critica al pensiero dittatoriale occidentale, si delinea un percorso che mai dimentica le sorti di un Paese che Zambrano vorrebbe salvare dall'oblio della memoria. Introduzione di Mercedes Gómez Blesa.
1945In-8 gr., bross., astuccio, pp. 236, con 9 tavv. in b.n. f.t. Esempl. nella tirat. di 125 copie "sur papier simili-Japon". Intonso, molto ben conserv.
1903In-8 p., mz. tela coeva, brossura orig. a colori applicata ai piatti, titolo su etichetta al dorso, pp. (4),317,(3), con 20 tavv. in b.n. o in tinta f.t. "Prima edizione". Molto ben conservato.
2020br. Frutto di una ricerca che si è avvalsa di materiali d'archivio venuti alla luce solo dopo il crollo dell'Unione Sovietica, Le ossa di Berdi?ev è la più completa ricostruzione della vita di uno dei maggiori scrittori del '900. Nella biografia di Vasilij Grossman (1905-1964) si riflettono alcune pagine decisive del XX secolo: dal terrore staliniano alla guerra mondiale, dall'occupazione nazista alla scoperta della Shoah. Il titolo fa riferimento alla cittadina di Berdi?ev, dove nel 1941 vengono fucilati in soli tre giorni trentamila israeliti (compresa la madre dello scrittore) nella prima operazione di eliminazione degli ebrei pianificata dai nazisti su vasta scala. Nel dopoguerra, Grossman scrive una grande epopea che comprende anche Vita e destino, il suo capolavoro, ma il manoscritto viene sequestrato dal KGB e lo scrittore muore senza vederne la pubblicazione.