2018ill., br. Il volume descrive l'organizzazione della rete e dei servizi di trasmissione radio, gli strumenti installati a bordo, le loro caratteristiche tecniche, la gestione delle operazioni, i mezzi, gli uomini e le loro mansioni, e tutte le infrastrutture di terra e di mare che hanno contribuito a rendere possibile la Seconda Crociera Atlantica del 1933 con 24 idrovolanti. Per la prima volta nella storia, un'ampia formazione attraversava il nord Atlantico La trasvolata viene anche fatta rivivere attraverso la trascrizione delle comunicazioni radio intercorse durante le 13 tappe. L'opera prende spunto dai documenti personali inediti lasciati dal 1° aviere Francesco Chiaramonte, marconista dell'I-RECA, uno degli S.55X della formazione.
1763Best.-Nr. 2024Bologna, a S. Tommaso d'Aquino, 1763. 1 Bl., 74 S., 1 Bl., 67, 50 S., 1 weißes Blatt, 78 S., 1 Bl. 8°. Biegsame Pappe der Zeit mit handschriftlichem Rückentitel.
1764Best.-Nr. 2028Bologna, a S. Tommaso d'Aquino, 1764. 1 Bl., 56, 64, 64, 56 S. 8°. Biegsame Pappe der Zeit mit handschriftlichem Rückentitel.
1777Best.-Nr. 2027Bologna, a S. Tommaso d'Aquino, 1763 (1777). 1 Bl., 85 S., 1 weißes Bl., 58 S., 1 Bl., 75, 72 S. 8°. Biegsame Pappe der Zeit mit handschriftlichem Rückentitel.
1766Best.-Nr. 2029Bologna, Girolamo Corciolani, ed Eredi Colli a S. Tommaso d'Aquino, 1757 (1766). 1 Bl., 45 S., 1 weißes Bl., 72, 76 S., 2 Bl. (zweites weiß), 78 S., 1 Bl. 8°. Biegsame Pappe der Zeit mit handschriftlichem Rückentitel.
1766Best.-Nr. 2030Bologna, Girolamo Corciolani, ed Eredi Colli a S. Tommaso d'Aquino, 1757 (1766). 2 Bl., 72, 54 S., 1 Bl. 8°. Biegsame Pappe der Zeit mit handschriftlichem Rückentitel.
1766Best.-Nr. 2021Bologna, a S. Tommaso d'Aquino, 1762 (1766). 1 Bl., 59, 95, 95, 88 S. 8°. Biegsame Pappe der Zeit mit handschriftlichem Rückentitel.
1766Best.-Nr. 2022Bologna, nella Stamperia di S. Tommaso d'Aquino, 1766. 1 Bl., 78 S., 1 Bl., 69 S., 1 weißes Bl., 87, 80 S. 8°. Biegsame Pappe der Zeit mit handschriftlichem Rückentitel.
1956In-16 (cm. 19), cartonato editoriale, custodia, pp. 539. In buono stato di conservazione (good copy).
Best.-Nr. 1334657270.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
2018br. Il volume presenta innanzitutto alcune formulazioni del concetto di città nobili, a partire da quella proposta da Pompeo Neri; prosegue con quelle segnalate da altri autori, sia letterati sia giuristi, dalle quali emerge un'interessante varietà di opinioni. Fra i primi indica Sebastiano Fausto da Longiano, Girolamo Muzio Giustinopolitano, Paolo Mini, Annibale Romei, Paolo Paruta, Giovanni Battista Possevino. Degli apporti della giurisprudenza ricorda in primo luogo il "Commentarius de nobilitate et iure primigeniorum" di André Tiraqueau. Ricorda inoltre che dalla Glossa di Accursio emerge una definizione dalla quale discendono due ipotesi, luna restrittiva e l'altra estensiva. Bartolo da Sassoferrato fece propria quest'ultima, accettata anche da Giovanni della Piazza, Jacques Rebuffi, Bartolomeo Cipolla, Bon de Curtili, Luca da Penne. Il volume analizza poi le problematiche attinenti alla distinzione tra le città nobili «antiche» del Granducato di Toscana (Firenze, Siena, Pisa, Pistoia, Arezzo, Volterra e Cortona) e quelle «meno antiche» (San Sepolcro, Montepulciano, Colle, San Miniato, Prato, Livorno e Pescia). Esamina quindi, fra gli altri argomenti, il conflitto tra la legge toscana «per regolamento della nobiltà e cittadinanza» pubblicata il 1° ottobre 1750 e gli statuti dell'Ordine di Santo Stefano.
2012ill. Dal giorno della sua pubblicazione, nel 1972, per i Nuovi Coralli della Einaudi, "Le città invisibili", di Italo Calvino, ha ispirato decine e decine di artisti. Gli approcci sono stati dei più diversi. C'è chi si è attenuto strettamente al racconto, illustrando ciò che lo scrittore descriveva con le parole, chi ha tratto ispirazione per una raccolta di disegni informali, chi ha estratto il senso del racconto e chi ha riportato l'immagine di un particolare. Nelle pagine seguenti troverete la mia interpretazione dei 55 racconti di Calvino, interpretazione che può avvicinarsi o discostarsi da coloro che mi hanno preceduto in questa avventura. Certamente è una visione soggettiva, come le altre, e non ha alcuna pretesa di interpretare il pensiero di Calvino, né cercare di estrarre le immagini delle città così come lui le intendeva, ma è semplicemente una interpretazione grafica di 55 città immaginarie, tutte dai nomi di donna, messe assieme come solo Calvino sapeva fare, interpretazione delle impressioni annotate durante i suoi viaggi reali, che ha preso solo come spunto per affidarle poi al più grande viaggiatore della letteratura, Marco Polo, sotto forma di relazioni dei suoi viaggi a Kublai Khan, fondatore del primo Impero cinese, e farle approdare in tutt'altra epoca storica.
2012ill. Dal giorno della sua pubblicazione, nel 1972, per i Nuovi Coralli della Einaudi, "Le città invisibili", di Italo Calvino, ha ispirato decine e decine di artisti. Gli approcci sono stati dei più diversi. C'è chi si è attenuto strettamente al racconto, illustrando ciò che lo scrittore descriveva con le parole, chi ha tratto ispirazione per una raccolta di disegni informali, chi ha estratto il senso del racconto e chi ha riportato l'immagine di un particolare. Nelle pagine seguenti troverete la mia interpretazione dei 55 racconti di Calvino, interpretazione che può avvicinarsi o discostarsi da coloro che mi hanno preceduto in questa avventura. Certamente è una visione soggettiva, come le altre, e non ha alcuna pretesa di interpretare il pensiero di Calvino, né cercare di estrarre le immagini delle città così come lui le intendeva, ma è semplicemente una interpretazione grafica di 55 città immaginarie, tutte dai nomi di donna, messe assieme come solo Calvino sapeva fare, interpretazione delle impressioni annotate durante i suoi viaggi reali, che ha preso solo come spunto per affidarle poi al più grande viaggiatore della letteratura, Marco Polo, sotto forma di relazioni dei suoi viaggi a Kublai Khan, fondatore del primo Impero cinese, e farle approdare in tutt'altra epoca storica.
2019ill., br. Comincia a Milano in un grande armadio a muro, nell'appartamento di via Plinio 6, il pellegrinaggio di Alberto Scerbanenko nei faldoni della corrispondenza, nelle pile di dattiloscritti e nei mucchi di copie di romanzi pubblicati e qualche volta inediti del padre. Una ricerca labirintica delle ragioni delle parole con cui, su un pezzo di carta scritto tra il 1937 e il 1938, Giorgio Scerbanenco profetizzò la propria morte. Quello di suo figlio è un viaggio struggente e avventuroso attraverso la memoria, la storia e le trame uniche inventate da un padre di cui scopriamo non una, ma cinque vite. Vite ambientate a Kiev, a Roma, a Milano e poi in esilio in Svizzera dal 1943 sino alla fine della guerra. Per guadagnarsi da vivere, Giorgio Scerbanenco ha fatto molti mestieri, è entrato nel mondo dell'editoria, ha collaborato con importanti quotidiani e ha diretto i periodici femminili "Bella" e "Novella". I suoi romanzi l'hanno rivelato come uno dei più grandi narratori di genere, con le sue storie di traffici oscuri e di morti ammazzati, di vicende umane dure e disperate che hanno ispirato il miglior cinema italiano, da "Milano calibro 9" a "I ragazzi del massacro". In questo libro Alberto ritrova l'uomo, l'esule o forse la spia. Il padre. Prefazione di Piero Colaprico.
2022br. «A cosa serve la libertà?» si chiede Valerii, visto che oggi solo il 20 per cento della popolazione del mondo può dirsi libera e, paradossalmente, crescita economica e miglioramento delle condizioni sociali non sono necessariamente correlati a un maggiore grado di libertà. Una società può dunque stare meglio anche se non è libera? E di cosa parliamo quando parliamo di libertà? Per comprenderlo bisogna risalire agli albori della modernità inaugurata dalla Rivoluzione francese e illuminata dall'astro di Napoleone. A quei tempi il Württemberg è ancora sotto la rigida cappa dell'ortodossia luterana. Il collegio teologico di Tubinga ne rappresenta un modello esemplare: con la sua architettura di monastero medievale e gli studenti vestiti con lunghe tonache nere. All'arrivo del giovane Hegel da Stoccarda, che qui incrocia altri due straordinari protagonisti del tempo, Hölderlin e Schelling, il seminario si trasforma in un crogiolo di entusiasmo per quel nuovo mondo che da Parigi pulsa ai confini della Germania. Storia, filosofia e sentimenti si intrecciano: questo libro è anche la cronaca di passioni selvagge, segreti compromettenti, amicizie tradite, amori impossibili e terribili battaglie.
2013ill., br. La chimica ha scandito i principali momenti biografici di Primo Levi, dall'esordio con "Se questo è un uomo" (1947) al manoscritto incompiuto di "Chimica per signore", passando per i racconti fantascientifici e il capolavoro de "Il sistema periodico" (1975). Dalla scelta universitaria come motivo di resistenza interiore nell'Italia delle leggi antiebraiche, alla professionalità come fattore di salvezza nell'inferno del Lager, al lavoro amato, remunerativo e terapeutico nel doloroso reinserimento del reduce e, più in generale, quale inesauribile fonte d'ispirazione per il suo "secondo mestiere" di scrittore. Tra gli autori italiani del Novecento, Primo Levi è colui che meglio supera gli steccati tra le due culture storicamente separate della scienza e dell'arte, proprio quando la Shoah segnava irrimediabilmente la fine del Positivismo e dell'Umanesimo. L'opera a cui stava lavorando dopo la fatica de "I sommersi e i salvati" (1986) e interrotta dalla morte nel 1987, testimonia tragicamente questa continuità. Attraverso la chimica come paradigma interpretativo del mondo, scienza naturale e insieme umana, Primo Levi ha suo malgrado trionfato laddove la filosofia, la storia e altre discipline hanno fallito: spiegare l'enigma di Auschwitz e del suo indotto. Così, questo libro procede, come addentrandosi in un laboratorio chimico, per ripercorrere le tappe cruciali di quell'itinerario tortuoso, drammatico e necessario.
1948In-8 p., mz. tela editoriale, sovracoperta (mancanze), pp. 388,(2). Seconda edizione. In buono stato (good copy).
1944In-16 gr., bross. (lievi tracce d’uso), pp. 320,(4). Prima edizione italiana. Testo in buono stato (text in good condition).
1935In-8 gr., mz. pergamena con grandi ang., tit. oro su due tasselli (picc. manc.) al dorso, tagli super. dorati, conserv. la brossura orig., pp. (20),304,(10). Pregiata e notissima edizione per la cura dei testi e la perfezione tipografica, impressa coi caratteri della stamperia originale di Giambattista Bodoni. Il ns. esemplare, n. 18, fa parte della tiratura di 209 copie stampate con torchio a mano, su carta imperiale del Giappone. Ben conservato.
1861Best.-Nr. 10119891861. 2 Bl., 365, (3) S. m. 12 ganzs. Holzstichillustr. v. E. Evans nach W. Harvey. Roter Hldrbd d. Zeit (Kanten etwas bestoßen, vord. Innengelenk gelockert).
1943In-16 gr., bross., sovrac. a colori, pp. 141, illustr. nel t. da vignette e tavv. a colori che riproducono le delicate composizioni del pittore belga Henry Cassiers (1858-1944). Ben conservato.
in-12, 248 pp. + 4 pp. de publicites, reliure pleine percaline rouge. Bel exemplaire. [JJ-1]
1906ANTONIO MARENDUZZO le cento novelle antiche . , DOTT. FRANCESCO VALLARDI 1906, Copertina: cartonata, in piena tela. Legatura: a filo refe. Dorso: con impressioni in oro, in tela, nervato. Taglio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini Buono (Good) .
2020br. Con l'espressione "le cento città d'Italia" Carlo Cattaneo constatava l'eterogeneità e le differenze fisiche, storiche e sociali del nostro Paese. Ancora oggi, colpisce chi si muove lungo la penisola quanto possano essere diverse antropologicamente e culturalmente città peraltro vicinissime tra loro, appartenenti a uno stesso territorio e a una simile storia. In questo saggio Goffredo Fofi indaga le originalità del nostro territorio e le sue mutazioni, come scrittori e registi lo hanno raccontato e quali siano i dialoghi tra centri e periferie.
2019br. "Politico è ciò che attiene alla sfera della relazione e partecipa delle sue dinamiche". Partendo da questo assunto iniziale, che presuppone come il politico sia una forma di strutturazione destrutturata, il testo rinuncia a darsi una propria struttura per affrontare il tema in maniera eccentrica, attraverso due brevi capitoli che, trattando una coppia di figure politicamente scorrette, il teologo e l'erostrato, mostrano gli estremi della sua socializzazione. Da un lato spicca il dottrinario, il pensatore elitario, che si sforza di giustificare il politico appellandosi a una legge superiore all'uomo; dall'altro la figura isolata, o il gruppo settario, che mira a destabilizzare l'ordine per ritagliarsi un posto nella storia. Ma, visti in prospettiva, il teologo e l'erostrato sono le facce della stessa medaglia: due paradigmi consequenziali che si richiamano e bilanciano a vicenda, come il fuoco e la cenere.