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1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 31. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 59. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 63. Lievi macchie, peraltro in buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 64;4. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 64. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 63;13. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 76. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 62. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 31. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 31. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 31. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 63. Lievi mancanze al dorso, peraltro in buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 64. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 64. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 64. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 64. In buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 62. Lievi mancanze alla brossura, peraltro in buono stato di conservazione.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 62. Macchie alla brossura, peraltro in buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 63. Alcune pagine con uno strappo al margine bianco, peraltro in buono stato.
1914In-8 p. (cm. 20), brossura, pp. 63. In buono stato.
1912In folio, brossura. Rivista settimanale fondata a Firenze da Giuseppe Prezzolini il 20 dicembre 1908, di straordinaria importanza per la vita e la cultura italiana.
2013br. Le riflessioni e gli aforismi sulla scrittura annotati nei decenni da uno dei più grandi (e appartati) filosofi italiani del Novecento. Un tesoro composto a mano e reso finalmente disponibile a chi ama "pensare e comporre come esperienza di assoluta libertà". "In Emo, il pensare concresce al linguaggio, si chiarisce e approfondisce nella ricerca della parola, nella nettezza dell'espressione" (Massimo Cacciari). A cura di Massimo Donà e Raffaella Toffolo. Postfazioni di Massimo Cacciari, Giulio Giorello, Massimo Donà e Raffaella Toffolo.
2021br. "Durante gli anni che seguirono, circa dal 1963 al 1968, cercai di dare forma - in particolare nei tre lavori pubblicati nel 1967 - a ciò che non doveva in alcun modo essere un sistema, ma una specie di dispositivo strategico aperto sul suo proprio abisso, un insieme non chiuso, non chiudibile e non totalmente formalizzabile di regole di lettura, d'interpretazione, di scrittura...". Così confessa Derrida; gli anni a cui egli si riferisce sono quelli dominati dallo strutturalismo e dalle indagini sulla natura del segno, sullo statuto del testo, sul rapporto tra linguaggio e potere. Con i tre volumi ricordati - La voce e il fenomeno, Della grammatologia) e La scrittura e la differenza) -, il filosofo intervenne in questo dibattito cercando di individuare, all'interno di un sistema che finisce sempre per concepirsi come chiuso e autosufficiente, le tracce di quelle contaminazioni che, più che distruggerlo, lo decostruiscono e così facendo anche lo aprono e lo sollecitano verso una scena - in verità la stessa all'interno della quale ogni esperienza umana fin da principio drammaticamente si muove - che non è mai stata e mai potrà essere concepita come una mera struttura. In queste pagine, attraverso un confronto serrato con la fenomenologia di Husserl, le ragioni di una simile sollecitazione sono individuate con un'originalità e un rigore tali da rendere ha voce e il fenomeno un classico della filosofia contemporanea. Prefazione di Carlo Sini. Postfazione di Vincenzo Costa.
2012br. Queste pagine, tratte dall'ultimo volume della serie Filosofia e idealismo, appena pubblicato e di cui costituiscono il "Congedo" finale, sono una testimonianza delle profonde trasformazioni culturali e politiche, verificatesi nel nostro paese nel difficile periodo che seguì alla fine della seconda guerra mondiale.
2016br. La filosofia, per promuovere oggi una vita buona, deve recuperare la sua antica vocazione alla cura. Diversamente da altri approcci alla salute, sviluppati in ambito medico e sanitario, la "terapia dell'esistenza", che una filosofia rinnovata offre all'uomo contemporaneo, consiste in una cura costante e consapevole della propria presenza al mondo. Nel registrare con inquietudine i mutamenti epocali che la globalizzazione economica sta innescando sul piano psichico e relazionale, la vocazione terapeutica della filosofia si pone al crocevia tra critica radicale dell'esistente e trascendenza delle pretese egoiche alimentate dalla società dello spettacolo. I due saggi proposti dall'autore esplorano il potenziale trasformativo di una ricerca di senso che, in dialogo con le psicologie del profondo, l'antropologia e l'etnopsichiatria, getti le basi per una conversione dello sguardo e dell'azione capace di incidere sul malessere dei nostri tempi.