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1989In 8° (20x19 cm); 30 pp. Brossura editoriale illustrata. Opera in tiratura limitata di 1000 esemplari di questa monografia dedicata all'opera artistica del celebre architetto, designer e scultore triestino, Luciano Celli nel quale l'autore si immagina un colloquio con Antonio Canova. Ottimo stato di conservazione.
199530x27,5 cm; 151, (1) pp. Brossura editoriale illustrata. Prima edizione italiana di questa nota monografia del grande artista originario di Orciano di Pesaro. L'opera riproduce innumerevoli monili e collane disegnate da Pomodoro e rispecchia l'idea di “design” e moda del grande scultore. Prima edizione italiana in buone condizioni di conservazione. Non comune e da non confondersi con l'edizione ridotta del 1971.
1927In 8° (23,5x16); (3), 52, pp. Brossura editoriale con titolo in nero e stemma del fascio littorio inciso al piatto anteriore. Numerose fotografie in bianco e nero delle ambasciate italiane all'estero corredate da allegati inventariali, sulle sedi diplomatiche, titolari, spese economiche, stipendi. Questa pubblicazione era riservata, stampata in pochissime copie e distribuita solo agli ufficiali più alti dell'esercito italiano. Numerose foto degli interni ed esterni di numerose sedi diplomatiche italiane sparse per il mondo che vengono descritte separatamente. Esemplare in buone ottime condizioni di conservazione. Rarissimo.
179120,2x13,3 cm; 176 pp. Brossura editoriale. Elegante veste grafica con testatine ornate. Qualche difetto al dorso della brossura ma esemplare all'interno in buono stato di conservazione. Celmente Bondi, nato a Mezzano Superiore in provincia di Parma, fu tra i principali protagonisti della scena letteraria italiana sul finire del XVIII secolo. Autore di diversi componimenti, è ricordato supratutto per la maestria dei suoi volgarizzamenti di vari classici latini. Seconda edizione, accresciuta di alcuni componimenti di questa celbre raccolta di poemeti e versi. Fra i versi da ricordare: La caccia, il cioccolato, Grotta di Vado, Salasso, Viaggio da Padova, L'orologio, la moda. Buon esemplare, edizione non comune.
1805In 4° (29x21,5 cm); due tomi: VIII, 380, (2) pp. e una c. di tav. in antiporta con bellissimo ritratto di Gaetano Buganza disegnato da Saverio della Rosa e inciso da Angelo Guelmi; VIII, 420 pp. Bella legatura coeva in piena pergamena con titolo e fregi in oro su fascetta rossa ai dorsi. Tagli spruzzati in rosso. Esemplare a parte un piccolo ed insignificante difetto al margine superiore della cerniera del secondo volume, in ottime condizioni di conservazione. Opera rarissima, due soli esemplari censiti in ICCU per il primo volume e nessun esemplare censito per il secondo volume, di questa raccolta di scritti dell'abate mantovano Gaetano Buganza che fu celeberrimo intellettuale ed epigrafista latino. Il primo volume è dedicato a sua altezza reale la Principessa Maria Beatrice Ricciarda d'Este Arciduchessa d'Austria, mentre il secondo volume è dedicato a Monsignor Anton Gabriele Severoli Arcivescovo di Petra e amministratore del vescovado di Fano. Fra gli scritti contenuti nell'opera: Storia generale d'Italia con note; Morte alla Moda; Disputa di fede intorno all'inferno; Eternità dell'Inferno; Abuso degli occhi; Malattie; Divertimenti moderni (giochi, balli); Flagelli d'Italia nel secolo XVIII riscontrati colla profezia d'Osea; Giornata moderna d'Italia; Libertà di Costume; Miei ricordi; Ad onore del Preziosissimo Sangue di N. S. G. C. che si adora nell'Insigne Basilica di S. Andrea di Mantova; Istorico Critico dello stesso Divin Sangue; Di Sant'Anselmo Vescovo di Lucca primo Protettore di Mantova; Di Sant'Antonio di Padova; Di San Francesco Saverio; Di San Luigi Gonzaga; Di Sant'Andrea Avellino; Di San Giovanni Buono; Di San Vinoco; Del B. Bernardo da Corleone; Per pericolo di guerra recitata in Mantova l'anno 1794; Per nuove mode, e improprie introdotte, ossia delle mode, recitate in Mantova e a Verona; Triduo di Sermoni recitati per la Gran Siccità recitati in Sant'Andrea di Mantova l'anno 1779; Per l'innondazione recitato l'anno 1801; Sopra la Profezia di Giona recitate in Firenze; D'Esordio alla fu Corte Austriaca a Milano; D'Esordio a Verona dopo la cessazione della Repubblica Veneta ecc. Prima rarissima edizione.
192129,5x23 cm; XXX pp. di testo, (2 b.), 246, (2 b.) pp. Bella legatura editoriale in piena tela verde scuro con autore e titolo in oro entro cornice d'oro sullo sfondo nero al piatto e sul dorso. 240 pagine con riproduzioni in bianco e nero. Probabile prima edizione di questa importantissima edizione dedicata al mobile e all'arredamento rinascimentale. Bibliografia di basilare importanza nello studio del mobile rinascimentale. Esempalre in buon stato di conservazione.
193021x14,7 cm; 120 pp. Brossura editoriale amaranto con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Prima edizione di di questo importante scritto di moda che riproduce centinaia di borse, borselli e disegni fatti a mano, descrivendo le tecniche di realizzazione. L'opera è uno spaccato sulla moda della prima metà del XIX° secolo. Ottimo esemplare. Very good copy. RARE.
1986(24X21 cm); (92), pp. Brossura editoriale con titoli e illustrazione a colori al piatto anteriore. Numerose illustrazioni a colori e bianco e nero dell'artista. In lingua spagnola. Julio Le Parc (Mendoza, 1928) scultore e pittore argentino. Nel 1942 si trasferì, insieme alla famiglia, a Buenos Aires. Nel 1943 si iscrisse alla Scuola Nazionale di Belle Arti Prilidiano Pueyrredón, per abbandonarla già l'anno seguente. Poté, nel frattempo, osservare i murales che Antonio Berni, Juan Carlos Castagnino, Manuel Colmeiro Guimarás, Lino Enea Spilimbergo e Demetrio Urruchúa realizzavano per le Gallerie Pacífico, nel centro della città. La collocazione stessa dei murales, il loro forte grado di esposizione, lo fecero riflettere sull'importanza e il ruolo del fruitore dell'arte. Riprese a studiare belle arti nel 1955. In questa seconda tappa formativa, divenne presidente del Centro Studenti di Arti Plastiche e membro del Consiglio Direttivo della Scuola Nazionale di Belle Arti. Nel 1957 avvia la realizzazione di una pittura di tendenza astrattizante. Nel 1958 vince una borsa offerta dal governo francese e va a vivere a Parigi, dove, nel 1960 fonda el GRAV (Groupe de Recherche d'Art Visuel). Nello stesso periodo, entra a far parte del gruppo Nuova Tendenza. Nel 1966 realizzò la sua prima esposizione privata (alla Howard Wise Gallery, New York). Pochi mesi dopo, lo stesso anno, ottenne il primo premio alla Biennale di Venezia. Nel 1967 espose una delle sue principali opere (Desplazamientos, "Spiazzamenti") all'Istituto Di Tella di Buenos Aires e partecipò con successo all'esposizione Luz y Movimiento ("Luce e Movimento"), realizzata dal Museo di Arte Moderna di Parigi. Nel maggio del 1968 partecipò ai cosiddetti "atelier delle persone", finché non venne espulso dalla Francia. Le proteste di artisti e intellettuali fecero in modo che, cinque mesi dopo, ottenesse il permesso di ritornare a Parigi. La prima retrospettiva delle sue opere fu realizzata a Düsseldorf, verso la metà del 1972. Nel 1978, la BBC produsse un documentario sulla sua vita e la sua opera. Nel 1987, ottenne il primo premio alla Biennale di Cuenca (Ecuador). Le Parc, nella sua opera, fa largo utilizzo di elementi plastici che sorprendano e che suggestionino lo sguardo del fruitore, in modo da avvolgere quest'ultimo in una sorta di involucro. A questo scopo Le Parc ricorre a illuminazioni artificiali, riflessi e materiali in movimento ed altri effetti spettacolari: bande meccaniche mosse da dispositivi nascosti, il fluire di liquidi fosforescenti, fili di nylon. Le sue sculture sono, in certi casi, genuine installazioni che avvolgono lo spettatore. Fin dagli anni sessanta, Le Parc appare vicino tanto alla cosiddetta Op-art quanto all'arte cinetica e all'arte concettuale, per quanto il suo sperimentalismo tenti di trascendere anche questi movimenti. Nel 1969, dopo la dissoluzione del GRAV e la partecipazione all'esposizione intitolata Otto artisti cinetici, Le Parc tornò alla pittura, lavorando con una gamma di quattordici colori rigidamente definiti. Dopo il 2000, è ritornato sporadicamente al proprio paese, per realizzare nuove opere d'arte: verso la fine del 2006, installa un sistema ottico alle Gallerie Pacífico, sistema che permette un gioco di riflessi e una corretta illuminazione dei murales esistenti nella galleria. Nel 2004 realizza con Yvonne Argenterio all' elettrofiamma, in Italia, una serie di sculture(TORSIONS) presentate, nell'evento "verso la luce", nel Castello di Boldeniga(Brescia-Italia); E sempre visibile nel giardino del castello la scultura monumentale "Verso la Luce". Esemplare in ottime condizioni di conservazione.
181818,7x12,9 cm; (2), 21, (3) pp. Brossura coeva azzurra con titolo e autore manoscritti al piatto anteriore. Celebre orazione del grande linguista, scrittore e letterato veronese, Antonio Cesari. Estratto dalla "Vita di Gesù Cristo", tomo II. Trattasi probabilmente della prima edizione in forma di monografia singola. Nello stesso anno uscì un'altra edizione a Modena presso Vincenzi. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.
1817In 8° (19,8x13 cm); 494, (2 di errata) e 2 c. di tav. fuori testo più volte ripiegate. Opera in buono stato di conservazione. Bella legatura coeva in mezza pelle, piatti foderati con carta marmorizzata. Tagli spruzzati i rosso. Titolo, autore e fregi in oro al dorso. Allo stesso dorso, sempre in oro, le iniziali dell’antico proprietario che identificano l’esemplare come appartenuto al Marchese Ludovico Guarenti. Le proprietà della celebre famiglia veronese dei Guarienti a Valeggio sul Mincio, dove vi era il palazzo di campagna di famiglia fin dal quattrocento, vennero disperse, in una celebre vendita pubblica, proprio alla morte di Ludovico Guarienti, nel 1859. All’inizio dell’opera dedicatoria di Dandolo a Carlo Verri. Prima edizione di questo celeberrimo studio dedicato alla storia della bachicoltura ed alla produzione della seta, scritto dal celebre agronomo, scienziato e politico veneziano, Vincenzo Dandolo (Venezia, 22 o 26 ottobre 1758 – Varese, 12 dicembre 1819). Il conte Vincenzo Dandolo fu figura di spicco della storia italiana. Fautore e animatore della Repubblica Veneta durante il periodo napoleonico si industriò in ogni modo per scongiurare il ritorno degli austriaci a Venezia, arrivando ad offrire a Napoleone 18.000 soldati pagati di suo pugno. Fu in contatto con i più accesi patrioti italiani e grazie a lui, durante il periodo della Repubblica veneta, vennero abolite numerose leggi liberticide, come quelle che limitavano la libertà di stampa e quelle che ostacolavano le riunioni dei circoli costituzionali. Finito il periodo napoleonico, deluso dalla situazione politica, si ritirò a Varese dove riprese i suoi amati studi scientifici. Il volume contiene anche diverse nozioni botaniche legate alla produzione della pianta del Gelso. Rif. Bibl.: IT\ICCU\SBLE\002875.
1870In 4° (32x23,4 cm); (22) cc. Legatura coeva in piena tela con la brossura editoriale, piatto anteriore e posteriore, con titolo impresso in amaranto al piatto anteriore, qualche lieve traccia di sporco. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Antica pecetta ottocentesca al margine basso della brossura che identifica il volume come venduto dalla nota libreria bolognese “F. Solieri Tre Mondi”. Il libro raccoglie 20 belle tavole inedite (più frontespizio ed ultima carta con l’esplicazione dei costumi), in cromolitografia a colori, ognuna protetta da velina, realizzate e disegnate dal grande illustratore e scultore francese, Alfred Grévin (Épineuil, 28 gennaio 1827 – Saint-Mandé, 5 maggio 1892). Fra le tavole che riproducono costumi e travestimenti carnevaleschi: Arlequinette, Hermes, Fataisie Villageoise, Sauvage, Tyrolienne, Pierrot, Chambron, etc. Grevin si formò in scienze naturali e disegno naturalistico al collegio di Tonnerre, iniziò la sua carriera di disegnatore lavorando inizialmente apprendista disegnatore per conto della compagnia ferroviaria Chemins de fer de Paris à Lyon et à la Méditerranée. La svolta della sua vita avvenne nel 1853 quando t rasferitosi a Parigi, iniziò a riscuotere enorme successo come caricaturista e autore di piccanti e sagaci vignette galanti in ambientazione popolare. Grevin, attento lettore della quotidianità della vita parigina, prestava grande attenzione alle mode ed ai costumi riproponendoli e rielaborandoli poi, nei suoi lavori. Prestò la sua arte ad alcuni dei più celebri giornali della sua epoca come il Journal Amusant, il Petit Journal pour rìre, la Le Gaulois e lo Charivari. Proprio la sua abilità nell’elaborazione dei costumi lo portarono ad es ser scelto come disegnatore ed ideatore dei costumi di scena di varie opere come ad esempio, per l'opera di Jacques Offenbach intitolata Le voyage dans la lune, oppure per quelli dell'opera La fille de Madame Angot di Charles Lecocq. “Fu il fondatore, assieme a Adrien Huart, dell’Almanach des Parisiens e nel 1882 del primo Museo delle cere della storia che è intitolato con il suo nome”. Opera rara e all’interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Colas 1331; Lipperheide 3187.
1870In 4° (32x23,4 cm); (28) cc. Brossura editoriale con titolo impresso in amaranto al piatto anteriore, qualche lieve traccia di sporco e due piccole mancanze al dorso. Antica pecetta ottocentesca al margine basso della brossura che identifica il volume come venduto dalla nota libreria bolognese “F. Solieri Tre Mondi”. Il libro raccoglie 24 belle tavole inedite in cromolitografia a colori, realizzate per un ballo in Maschera, disegnate dal grande illustratore e scultore francese, Alfred Grévin (Épineuil, 28 gennaio 1827 – Saint-Mandé, 5 maggio 1892). Fra le tavole: La Gardeuse de dindons - La Bergère d'Arcadie - La Moscovite - Le Braconnier - La Petite Princesse - La Pompières - La Bouquetière, etc. Grevin si formò in scienze naturali e disegno naturalistico al collegio di Tonnerre, iniziò la sua carriera di disegnatore lavorando inizialmente apprendista disegnatore per conto della compagnia ferroviaria Chemins de fer de Paris à Lyon et à la Méditerranée. La svolta della sua vita avvenne nel 1853 quando trasferitosi a Parigi, iniziò a riscuotere enorme successo come caricaturista e autore di piccanti e sagaci vignette galanti in ambientazione popolare. Grevin, attento lettore della quotidianità della vita parigina, prestava grande attenzione alle mode ed ai costumi riproponendoli e rielaborandoli poi, nei suoi lavori. Prestò la sua arte ad alcuni dei più celebri giornali della sua epoca come il Journal Amusant, il Petit Journal pour rìre, la Le Gaulois e lo Charivari. Proprio la sua abilità nell’elaborazione dei costumi lo portarono ad esser scelto come disegnatore ed ideatore dei costumi di scena di varie opere come ad esempio, per l'opera di Jacques Offenbach intitolata Le voyage dans la lune, oppure per quelli dell'opera La fille de Madame Angot di Charles Lecocq. “Fu il fondatore, assieme a Adrien Huart, dell’Almanach des Parisiens e nel 1882 del primo Museo delle cere della storia che è intitolato con il suo nome”. Opera, all’interno, in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Colas 1330; Lipperheide 3186.
1879In 8° grande (22,5x15 cm); 69, (3 b.) pp. Doppia brossura con titolo in nero al piatto anteriore. Antico timbretto di appartenenza privata al margine basso del frontespizio. In buone condizioni di conservazione. Prima ed unica edizione della relazione completa redatta dal giurato italiano, il Direttore del R. Stabilimento sperimentale di zootecnica di Reggio Emilia Antonio Zanelli, dedicata ai vari tipi di lana presentati nell'Esposizione Universale di Parigi nel 1878. L'autore analizza le varie lane portate in esposizione dai diversi paesi del mondo, analizzandone le caratteristiche, i pregi ed i difetti. Importante testimonianza legata alla della produzione della lana. Non comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\FOG\0183763.
1905In 8°; XX, 258, (2) pp. Brossura editoriale illustrata. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione, di questa celeberrima raccolta di immagini galanti e alla moda, realizzate dai alcuni dei più grandi illustratori dell'epoca nello stile della Belle Époque, del celebre giornalista, storico dell'arte e della moda, John Grand-Carteret, nato il 6 maggio 1850 a Parigi dove morì il 31 agosto 1927, considerato un pioniere nel campo dell'iconologia. Il suo libro "L'Histoire, la vie, les moeurs et la curiosité par l'Image demeurant une référence". resta un riferimento ancora oggi. Fra gli illustratori: Caronte, Cimirin, Daldani, Otto Frey, Glatz, Jozsa, Juttner, Koeppen, Koystrand, Kuderna, Meyerm, Pascin, Hans Pellar, Reznicek, Riess, Wilhem Schulz, Scholl, Ernest Stern, Th. Zasche. Jhon Grand-Carteret, era figlio del banchiere ugonotto Victor Grand e Marie-Antoinette Carteret, sorella del politico ginevrino Antoine Alfred Désiré Carteret, Iniziò come giornalista a Ginevra, poi si trasferì a Parigi, dove contribuì a "L'Ère nouvelle" con lo pseudonimo di "Historicus". Grande collezionista di incisioni, stampe e disegni, ha dedicato numerose opere alla storia dei costumi attraverso immagini e caricature. Negli studi dedicati alla moda fu un pioniere, traendo ispirazione dal suo maestro Champfleury e unendosi al lavoro innovativo di Eduard Fuchs (1870-1940) sull'immagine. Nel 1883, organizzò una mostra sull'iconografia di Jean-Jacques Rousseau al Pavillon de la Ville de Paris, una sorta di mostra che fu la prima in Francia. Nel marzo 1893 fonda con Émile Rondeau la rivista Le Livre et l'image.
1900In oblungo (32x26 cm); 38 cc. Legatura coeva editoriale in piena tela con titolo impresso in oro al piatto anteriore. La legatura è realizzata con un bel cordone coevo in tessuto rosso e marrone, attorcigliato. Ogni foglio contiene una fotografia d'epoca di grandi dimensioni, tutte di ottima qualità e pregevole stile. Il magnifico album riporta sotto ogni fotografia la didascalia della scena ritratta, scritta a mano da mano coeva. Si vedono così la “Sala delle sedute; Direttore A. Jungl.; vari altri impiegati; nei loro rispettivi uffici; Magazzino reparto articoli da cucina; Magazzino Mostra mobili da cucina; Mezzanino Reparto articoli da casa in metallo; Mezzanino Reparto mobili di metallo; Hangar Spedizioni postali; Hangar reparto ritiri merci e calcolazione; V. S. Caterina pianoterra, Reparto articoli tecnici; V. C. Caterina pianoterra Articoli da bagno; Corso pianoterra Mostra mobili da giardino; Corso pianoterra Mostra ordigni da meccanico; Corso pianoterra scala conduce al mezzanino; Corso pianoterra destra reparto articoli per costruzioni; Piano terra reparto finimenti per porte e finestre; V. San Lazzaro pianoterra sinistra Articoli per carrozzieri; V. San Lazzaro piano terra destra Articoli per navigli; Cortile entrata S. Lazzaro; Magazzino sotterraneo V. S. Caterina articoli tecnici; Magazzino sotterraneo Corso Deposito ordigni; Magazzino sotterraneo Corso Deposito Finimenti; Magazzino sotterraneo via San Lazzaro Deposito merci di ghisa; Via Carducci Interno; Via Carducci deposito stufe; Via Molingrande 24 Piano I; Facciata Via Carpison – S. Francesco; Via Carpisan 18 Interno destra. Le foto ritraggono gli interni e l'arredamento degli spazi della ditta con gli inservienti al lavoro. La Società Adriatica Ferramenta e Metalli di Trieste, fu uno delle più grosse ed importanti attività commerciali della Trieste degli inizi del novecento. Nata in origine come ferramenta e metalli di Carl Greinitz Neffen, questa rinomata attività commerciale cambierà poi, il nome, agli inizi del novecento, in Società Adriatica Ferramenta e Metalli. L'autore delle foto è anonimo anche se potrebbe trattarsi, con ogni probabilità di uno dei primi lavori di Carlo Wernigg, fotografo professionista triestino che nel 1932 partecipa, assieme a trentacinque fotografi professionisti di Trieste, Venezia, Trento, Fiume, Padova, Gorizia, Pola e Udine, alla Prima Mostra Fotografica Triveneta, inaugurata da S.A.R il duca Amedeo d’Aosta, esposta nel mezzanino del Palazzo ex Greinitz in via S. Caterina 1. Specializzatosi in fotografia industriale, Carlo Wernigg collaborò con diverse celebri riviste come Emporium e Domus. Lo stesso comune di Trieste gli commissionò la documentazione delle trasformazioni architettoniche che coinvolsero il tessuto cittadino triestino. Fra le altre cose, è da ricordare come lo stesso Carlo Wernigg fu dipendente della “Ferramenta e Metalli Carl Greinitz Neffen” cosa che rende ancor più probabile l'affidamento a Wernigg, fotografo in ascesa (nel 1915 aveva già vinto il premio de ritratto femminile del “Corriere fotografico di Milanmo”), della realizzazione di quest'album fotografico. Rarissimo.
1860In 4°; (70) pp., ultime 10 carte bianche. Manoscritto redatto in chiara grafia ottocentesca, dedicato ai tessuti diafani detti “garze”. L'opera è illustrata da numerosi disegni ed inserti di tessuti coevi. Legatura in mezza-tela coeva con piatti marmorizzati. Seppur anonima, l'opera è probabilmente collegabile all'insegnamento di Luigi Bossi, prima della pubblicazione della sua monumentale opera dedicata all'arte delle delle stoffe che Bossi stampò nel 1874. La mano che scrive è probabilmente dello studente di Bossi, Biraghi Carlo. Fra i titoli conservati nei capitoli: Garza dritta e ritorta; Garza giro inglese; Garza Zaffiro; Garza Barrege; Garza armure a bande; Garza damascata tre fili; garza diafana; Garza liseree; Garza bricole riche. Esemplare a quaderni sciolti ma in ottime condizioni di conservazione e con diversi tessuti, applicati ed intercalati, come esempio, nel testo. L'opera raccoglie, probabilmente, alcune lezioni del professore Luigi Bossi dedicato alla teoria e fabbricazione dei tessuti diafani detti garze. Il noto professore di tessitura serica ed ingegnere Luigi Bossi, autore di uno dei più celebri manuali sulla tessitura della seconda metà dell'ottocento (edito nel 1874), fu anche colui che costruì ed attivò la macchina a vapore con una potenza di 2 cavalli che riscaldò e mosse i 60 aspi, a partire dal 1846, della Filanda del Rag. Andrea Bossi. Luigi Bossi mise le sue conoscenze al servizio della tessitura e dell'industria tessile del nord Italia, divenendo figura di riferimento per le nuove generazioni di imprenditori tessili. Opera unica e curiosa.
1997(mm.290X235), pagg.208. Legatura rigida editoriale con sovraccoperta illustrata. Esemplare allo stato di nuovo ancora incellophanato.