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1717In 4°; (16), 470 (i. e. 472) pp. Legatura in mezza-pergamena con piatti foderati con carta marmorizzata ottocentesca. Bella marca xilografica al frontespizio di Baglioni con aquila bicipite coronata ad ali spiegate, con monogramma dell' editore al centro. Antico timbretto di provenienza privata ottocentesco che attesta l'esemplare come appartenuto all'Avv. Alfonso Magiera, appartenente all'antica famiglia ebrea di origini polacche dei Magiera. Settima edizione notevolmente accresciuta rispetto alle precedenti di questo curioso scritto del maltese, Domenico Magri (La Valletta 1604 - Viterbo 1672). Magri, grande esperto di lingue semitiche, volle con questo celebre studio volle dare chiarezza alle voci latine, greche ed ebraiche ad uso ecclesiastico, spesso equivocate o male interpretate. L'opera ebbe enorme successo e diverse edizioni dopo la prima messinese del 1644, venendo apprezzata dai maggiori linguisti di tutt'Europa. L'oratoriano Domenico Magri), nato a La Valletta, dove visse e si formò, fu canonico della Cattedrale di Viterbo e membro della Congregazione dell'Indice. Tra i primi in Italia a pubblicare le notizie sulla "nuova bevanda" chiamata Kafé (1671), e sulle sue virtù, partecipò nel dare la luce lo scritto del Naironi sull'argomento. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UM1E\010927.
1732in 4°, 24 cm, rilegatura coeva in cartoncino ricoperto, titolo manoscritto su etichetta al dorso; p. (16), 173, 3, xlviii. Frontespizio stampato in rosso e nero con stemma mediceo inciso in azzurro; incipit e inziali animate e decorate. L'omelia di Andreas Cretense, ha un proprio frontespizio, testo in greco con traduzione latina a fronte, su due colonne
1858In 8, pp. XXXVI + 186. Qualche mancanza al dorso. Sporadiche fioriture alle cc. Br. ed. Rara e interessante opera sul teatro e le varie forme dello spettacolo dall'antica Grecia sino all'epoca moderna con una parte riservata al gioco e al danno sociale che ne deriva se praticato. 'L'autore... divide il suo lavoro in quattro parti: nella prima delle quali tratta dei teatri, giuochi e spettacoli degli antichi; nella seconda, del Medio Evo; nella terza, dei moderni fino alla Rivoluzione francese; nella quarta, degli spettacoli, giuochi ed altri divertimenti dalla Rivoluzione francese insino a noi, e dei mezzi per dirigerli al miglior bene della societa'. In ordine alla Parte Prima, comincia dall'osservare che gli Ebrei, nemici dell'idolatria, non poteano avere spettacoli come li ebbero i Greci, inspirati da quella; e che la fede in un solo Dio e la severita' del loro culto, in fatto di belle arti e di lettere, non concedeva ad essi che l'architettura e la poesia lirica. Nell'India egli trova una poesia drammatica, attribuita dai bramini alla Divinita', e una legge sacra sui teatri; loda il Sacontola di Calidasa, il Sofocle indiano... Accenna i drammi dei Cinesi, senza distinzione fra tragedia e commedia, ma per lo piu' con uno scopo morale, con intermezzi musicali... Relativamente ai Greci, ne osserva dapprima la parte drammatica, promossa fra loro dalla vivace indole, dalla religione e dalle storiche vicende. Vi scorge un apostolato morale e civile; e loda l'usanza, che ne fossero giudici eziandio i principali cittadini di Atene, siccome Cimone fra Eschilo e Sofocle. Nelle tragedie, segnatamente in quelle di Eschilo, loda l'intervento dei cori, dove trova un elemento popolare contrapposto all' aristocratico degli eroi; ne loda pure i grandi effetti scenici, cui ad intervalli ravvivava la musica... Minori lodi egli concede ai teatri, ai giuochi, agli spettacoli romani... Nella Parte Seconda, la quale tratta dei giuochi, feste e spettacoli del Medio Evo, 1' autore comincia dai giuochi dei Barbari, prima dell'invasione dell' Impero romano... Passa in appresso ai giuochi propriamente detti, e particolarmente agli aleatorj o d'azzardo. Distingue i giuochi, in giuochi di sorte, giuochi di abilita', giuochi misti: e parlando dei primi, ne osserva dapprima I'applicazione delle matematiche alle loro probabilita'... viene a discorrere del lotto... Immensi ne sono, egli prosegue, i vantaggi del banchiere; enormi le probabilita' per esso nell'ambo, piu' assai nel terno, nella quaderna, nella quintina: e lo dimostra con calcoli aritmetici. Ai quali, per denigrare ancor piu' questo giuoco, l'autore aggiunge le prove statistiche; e primieramente i pegni moltiplici ai Monti di pieta' il giorno in cui chiudesi il lotto; secondariamente, una notevole diminuzione di consumi di prima necessita' in quel giorno, il che e' causa di decadimento e ne'genitori e nei figli; in terzo luogo, i minorati depositi a que'giorni nelle casse di risparmio; in quarto luogo gli infami libri cabalistici e fatali, le immorali superstizioni sui morti, sui cadaveri, sulle calamita' private e pubbliche; e cita a tale proposito l'americano John Francis. I peculati, i furti, gli scrocchi vi si accompagnano, egli conchiude...' (Giornale dell' I. R. istituto lombardo di scienze, lettere ed arti, vol. VIII, p. 442 e ss.).
1965Mm 245x310 Volume rilegato in tela con titolo in oro al piatto e al dorso, sopracoperta originale con piccola lacuna al piede del dorso, custodia in mezza tela, legature ben salde, xii-408 pagine con 364 figure in nero nel testo e 54 tavole a colori non comprese nel testo. Opera tra le più importanti sull'argomento trattato in ottime condizioni complessive, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1757In 4° (23x5x17,5 cm); XVI, 295, (1) pp. Legatura coeva in cartoncino molle con titolo manoscritto al dorso da mano coeva. Piatti foderati con bella carta a motivi in blu. Bel fregio xilografico al frontespizio. Iniziali, testatine e finalini xilografici. Un piccolo tarletto al margine interno bianco del frontespizio, qualche macchiolina di foxing dovuta alla qualità della carta in una 20 di pagine, ininfluente, e per il resto in buone condizioni di conservazione. Prima edizione veneta di questo celebre commento agli aforismi di Ippocrate. Gli aforismi sono sia in greco che in latino. I commenti, opera di alcuni cleberrimi medici e studiosi come Boerhaavi, Borelli, Bellini, Pitcarn, Sthal ed altri, sono in latino. Ippocrate di Cos o Kos (Coo, 460 a.C. circa – Larissa, 377 a.C. terminus ante quem) è stato un medico, geografo e aforista greco antico, considerato il padre della medicina. Egli rivoluzionò il concetto di medicina distinguendola da altri campi, tradizionalmente associata con la teurgia e la filosofia, stabilendo così la medicina come professione. In particolare, egli ebbe il merito di far avanzare notevolmente lo studio sistematico della medicina clinica, riassumendo le conoscenze mediche delle scuole precedenti e di descrivere le pratiche per i medici attraverso il Corpus Hippocraticum e altre opere. Buon esemplare.
1741In-16 p. (mm. 157x90), p. pergam. coeva, dorso a cordoni con tit. ms. (piccola macchia al piatto anter. e al dorso), pp. 695. Testo in greco. In buono stato di conservazione (good copy).
18394 volumi, 29 cm, rilegatura in mezza pelle, titolo in oro al dorso; p. XXXV, 2147, 1942, frontespizio con vignetta incisa da A. Viviani, 4 tavole, due delle quali ripiegate con diversi tipi di caratteri universali. Uno strappo e mancanza di due carte e mezza al secondo volume, bruniture sparse e e restauri all'attaccatura dei dorsi
17564 tomi in 16, pp. 384; 328; 296; 360. Piccola incis. ad ogni frontespizio. Piatto ant. staccato al tomo I con fioriture al front. Tomo II in buono stato. Tomo III con gora da pag. 1 a 19, da 287 alla fine. Tomo IV con danni al d. e spellature ai piatti. P. pl. coeva con fr. e decorazioni in oro ai d. + tassello rosso.
1741In 16o, (cm 10x16,50), pp. 695, piena pergamena coeva, con antica patina scura ai piatti. Dorso con nervature. Piccola galleria di tarlo al margine interno delle prime carte con perdita di qualche carattere. Raro esemplare di Nuovo Testamento stampato con caratteri greci dalla Stamperia Reale di Torino nel 1741. Una delle prime edizioni pubblicate dalla Stamperia Reale che aveva iniziato l'attivita' negli ultimi mesi del 1740. Precedentemente nessuna edizione del Nuovo testamento era stata pubblicata in Torino. Bella edizione stampata in nitidi caratteri greci
1824In-16°; pp. XXI, (1), 78. Legatura in carta azzurrina. Frontespizio forse incompleto. Vincenzo Maria Imperiale (Imperiali), pugliese, 1738-1816. DBI: il lavoro che gli diede vera rinomanza nel mondo letterario è collegato ai suoi studi giovanili su certa poesia greca; esso ebbe una diffusione straordinaria, sempre sotto il suo nome arcadico, con varie edizioni veneziane (la prima del 1780, la seconda del 1786) e ben tre bodoniane (la prima Crisopoli-Parma 1792, un'altra 1801), seguite da molte altre, di cui è ancor più difficile individuare i dati, a Madrid, Parigi, Londra e Vienna, nonché da una postuma (Firenze 1819). Si tratta di La Faoniade, una serie di composizioni sull'infelice amore di Saffo per Faone, che nelle prime edizioni l'I. propose sotto la non nuova finzione dell'antico manoscritto ritrovato e tradotto in versi italiani. L'opera, formata da una serie di inni e di odi attribuiti a Saffo nei tormenti finali della sua passione amorosa, tutti chiaramente ispirati agli stilemi di Anacreonte e di Mosco, ha alcune parti abbastanza sentite, come l'Inno ad Apollo, in cui la poetessa implora l'aiuto del dio per il suo amore non corrisposto, l'Inno a Venere, in cui supplica la dea di intercedere presso Eros, l'Inno aCupido, colmo di disperazione, e il secondo Inno a Venere, mutuato dalla descrizione del "Cinto di Venere" del XV canto dell'Iliade. Seguono alcune odi assai tenere e leggiadre, come La notte, quella Ai numi infernali o quella detta Voto ad Apolline, che precede il salto fatale. Una pioggia di lodi incondizionate cadde sull'I. da parte dei letterati napoletani, capeggiati da J. Andrés, O.G. Martorelli, E. Campolongo, B. Della Torre (il vescovo di idee avanzate esiliato nel 1799) e mons. G. Capecelatro (l'arcivescovo di Taranto poi ministro di re Gioacchino). Fu particolarmente apprezzato che una vena poetica tanto delicata fosse espressa da un affermato militare di carriera. (v. 62, 2004).
19931 lingua: italiano Ril. in cart. con sovr., cm 31x25, pp 507, 427 ill., 41 dis. e 3 planim. - Collana: Repertori fotografici Longanesi
1736in 8°, 18 cm, rilegatura coeva in pergamena, titolo in oro su tassello in pelle al dorso,; p. (8), xxxix, (1), 640, 85, (3); marca calcografica di Comino al frontespizio. Alcune illustrazioni silografiche nel testo. Testo in latino con parti in greco. Leggermente rifilato
1682Volume in 12° legato in pergamena, titolo calligrafico al dorso, sguardie, frontespizio (timbri di estinte biblioteche, cancellatura di antica firma), 352 pp., frontespizio del secondo volume, 364 pp., 13 cc. d'indici. Ampia, esaustiva storia del più antico e più importante scisma cui la cristianità ebbe a far fronte. Intrecciata con la storia secolare dell'impero bizantino, la narrazione è portata avanti con piglio giornalistico, facendo conoscere retroscena e notizie anche inedite e quanto mai interessanti. Il volume è in più che ottimo stato, la carta greve e bianca, inusuale per opere secentesche, poche ed ininfluenti mende d'uso. Importante ed assai poco comune.
Berolini (Berlin), apud S. Calvary eiusque Socios, 1884 - 1897, volumi 2 legati in 1, in-8, legatura di poco successiva in mezza pelle rossa, dorso a 5 nervi con iscrizioni in oro, taglio superiore rosso, pp. XXII, 511 in numerazione continua. Ex-libris Filippo Vassalli. Difetti al dorso; l'interno in eccellenti condizioni. Edizione originale, rara.
1589(Codice AN/3296) In 8° antico (15,3x10,5 cm) 213 pp. Al frontespizio bella marca tipografica: un gatto rivolto a destra con un topo in bocca, in una cornice figurata, con due putti "censurati. Timbretti di ex-biblioteca dismessa. Capilettera. Margine superiore un po' rifilato. Legatura posteriore in cartone, dorso restaurato, tre tagli colorati. Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1736in 8°, 19 cm, perfetta rilegatura coeva in pergamena, titolo in oro su tassello in pelle al dorso, tagli colorati con unghie; p. (8), xxxix, (1), 640, 85, (3); marca calcografica di Comino al frontespizio. Alcune illustrazioni silografiche nel testo. Testo in latino con parti in greco
1818(Codice LL/2244) In 16° (16 cm) 261 pp. Illustrato 45 graziose xilografie nel testo (tutte diverse). Marca tipografica al frontespizio, Brossura muta anticamente ricoperta in carta, titolo calligrafico al dorao, pieni margini. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1655(Codice AN/2800) In 24° (14x8 cm) (8)576 pp. Original leather, raised bands, gilt lettered & compartments, gilt fillets and dentelles, spine partly lacking and coins lightly worn, red edges. Fly leaf darkened, old signature at the rear FFEP, otherwise internally fine // In questa seconda (e ultima) parte (più rara della prima): elegie ed epigrammi latini in gran parte profani, alcuni scherzosi, molti dedicati a personaggi contemporanei. Il van Baerle (1584-1648), dottore in filosofia e illustre poeta neolatino, scrisse anche l'Elogio a Maria de Medici in visita ad Amsterdam (1638). Bella marca tipografica al frontespizio, nitida e fresca impressione. Antica piccola firma all'ultima carta bianca. Piena pelle coeva, nervetti, scomparti ornati e tit.oro, lievi mancanze alle cuffie e agli angoli dei piatti, dentelle, tagli colorati. Eccellente esemplare. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
2009pp. 1436, cm 28x21, rilegatura editoriale con sopracoperta. Nuovo..
1800In-12°; pp. (14), 179, EDIZIONE BODONIANA legatura in mezza pelle con tassello e titolo in oro al dorso, leggermente lacunoso. Frontespizio marginalmente resaurato.
In drei bänden, deren dritter die Griechischen Eigennamen enthält.Braunschweig drud un verlag von F. Vieweg & Sohn 1842/45. 4 volumi rilegati in 3 in 8°; 1° vol.: Griechisch-Deutsches Handwörterbuch: A - K, pp. XII + 1336; 2° vol.: Griechisch-Deutsches Handwörterbuch: . - O, pp. (4) + 1347 + (1); 3° vol.: Wörterbuch der Griechischen Eigennamen: nebst einer Üebersicht über die Bildung der Personennamen, pp. XII + 424; 4° vol.: Deutsch-Griechisches Wörterbuch zum Schulgebrauch, pp. VIII + 818; leg. tutta pergamena coeva con doppi tasselli in pelle con titt. e fregi in oro, sguardie marmorizzate (lievi fioriture e bruniture in qualche pagg. più diffuse, ottimo esemplare). Prima edizione dell’opera principale del filologo, logo e lessicografo classico tedesco Wilhelm Pape (1807-1854). I primi due volumi di «Handwörterbuch der Griechischen Sprache» furono preparati per uso scientifico e, con quasi 99.000 parole chiave, aprirono l’intera ricchezza del greco classico. Oltre alle tra duzioni, il dizionario fornisce anche informazioni su etimologia, cambiamenti di significato e fraseologia. Il suo particolare vantaggio risiede nella prova dettagliata e chiara delle sfumature dei significati delle singole parole chiave e delle costruzioni grammaticali. Numerose citazioni dagli scritti degli autori classici servono come prova e allo stesso tempo supportano la comprensione delle varianti di significato. Il terzo volume è un Dizionario dei nomi propri greci, oltre a una panoramica della formazione dei nomi personali. L’opera si completa con il quarto volume – difficile a trovarsi in quanto pubblicato tre anni dopo (1845) – che è un Dizionario tedesco-greco per uso scolastico. Johann Georg Wilhelm Pape (Berlino 1807 – ivi 1854), ricevette la sua prima istruzione scolastica a Culm, dove suo padre era di stanza come ufficiale. Dal 1820 frequentò la scuola di grammatica presso il Gymnasium zum Grauen Kloster di Berlino, una delle scuole superiori più antiche della Germania, dove superò l’esame di maturità nel 1825. Quindi studiò teologia e filologia classica all’Università Humboldt di Berlino, sotto l’influenza delle lezioni di August Boeckhs, Karl Lachmanns e Gottfried Bernhardys, tuttavia, presto si concentrò sulla filologia classica. Dopo la laurea nel 1828, completò il suo anno di prova presso la scuola di grammatica al Gymnasium zum Grauen Kloster, dopo di che fu nominato collaboratore; allo stesso tempo acquisitò il dottorato in filosofia a Halle con una tesi intitolata Lectiones Varronianae. Nel 1830 fu nominato insegnante a tempo pieno al Gymnasium dove trascorse il resto della sua carriera fino alla sua morte nel 1854 a seguito di una malattia del midollo spinale contratta nel 1852.
1763[Greco-Prima Edizione] (cm.23) ottima legatura originale cartonata, titolo manoscritto al dorso.-- pp. VIII, 313. frontis rosso e nero. Edizione originale rara ed elegante stampata in greco, latino e italiano. volgarizzata da A.M. Salvini, per la prima volta. Qualche lievissima fioritura a poche carte interne, peraltro esemplare bellissimo, nitido e a fogli ancora chiusi con barbe. * Federici "Scrittori Greci" 187; * Hoffman "Lexicon.griechen" I 433; * Brunet I 1482; * Graesse II 18. Vedi anche Argelati " Volgarizzatori" e Maffei "Traduttori Italiani".[f63] Libro
(Tradotti dal greco) SALVINI A.M. Teocrito volgarizzato da A.M.S . Gentiluomo fiorentino. Venezia, B. Coleti, 1717. In-16°, leg. coeva m. pelle con tit. e freg in oro al d.; Pp. 188. Prima edizione.
1586In-24 gr. (mm. 142x98), 2 opere in 1 volume, mz. pergamena mod. (abras. a un piatto), tit. impresso al dorso. La prima: "Institutiones..", 126 pp.num., 1 c.nn., con marca tipografica xilografata al frontespizio (raffigura una Sirena bicaudata che tiene le due code alzate con le mani, in cornice figurata). Testo greco e latino. La seconda: "Meditationes graecanicae" in artem grammaticam, 198 pp.num., 1 c.nn., con marca della Sirena al frontesp. e al recto della carta di colophon (ma la Sirena è più grande e coronata). Testo in greco e latino. Da p. 142 alla fine le “Annotationes Renati Guillonii in Grammaticam Graecam Clenardi””. Cfr. Brunet,II,99 che cita le numer. ediz. del ‘500 e ‘600. “Clenardus, nome latino del filologo Nicolaus van der Beke (Brabante 1493-1542), è l’autore delle Institutiones graecae (1530) e delle Meditationes graecanae (1531) che ebbero influenza decisiva nell’insegnamento del greco sino alla fine del secolo XVIII. Analoghi manuali dedicò al latino e all’ebraico”. Così Diz. Treccani,III p. 282. Corto di margine altrimenti esemplare ben conservato. .
1815(Codice LL/2019) Sette volumi in 8° (21 cm) XXIV-352, 343(1), 335, 483, 421, 485, 403 pp. Annales, Historiae, Germania, Agricola. Ritratto in rame inciso da Giovanni Riveruzzi al primo frontespizio. Testo latino e traduzione italiana a fronte. Vari indici. Nitida e fresca impressione su bella carta candida. Solide legature d'epoca in mezza tela, titoli oro. Tagli colorati. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA