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1517[Giunti Greco] (cm.17,5) ottima piena pergamena con unghie e lacci in pelle, del XX secolo.-cc.4 nn., cc.156 (ma 159) + 1c. con la marca editoriale. (cfr. Camerini ¿Decia marca n°1) Rara edizione giuntina degli ¿officia¿. La parte seconda, da carta 127 alla fine è completamente stampata in greco: ¿marcou tulliou kikeronos romaiu katon e peri geros¿¿ Manca al BM. STC. Antiche firme di proprietà al frontis, altre all¿ultima carta: ¿questo libro è mio¿¿, ¿questo dono¿¿. E segni di inchiostro. 3 carte, 115, 125 e 126 con macchie che non impediscono la lettura.Varie lettere capitali,disegnate a penna d¿antica mano, i margini contengono manicure e molte note coeve in latino, erudite in chiara grafia. Altrimenti esemplare nitido e marginoso ben completo interessante anche per le vare chiose dell¿epoca. * Camerini-Decia 106; * Bandini II p.113; *Renouard pag. XLI n°100; *Graesse II 175; *Adams c 1738.[f60] Libro
1572(Codice AN/3290) In 24° (12x7,5 cm) [28]849[2] pp. Marca tipografica al frontespizio, in cornice figurata, il seminatore (uomo che sparge semi nei solchi). Nitida impressione, capilettera figurati. Registro al colophon. Legatura del tempo in pergamena molle, dorso mancante e copertina posteriore con strappetti e antiche scritte. Sguardie usate, timbretto "S.G.", accenno di orecchie, angolo bianco inferiore in parte rosicato. Lieve gora alle ultime pagine, leggere ingialliture e segni d'uso. Titolo manoscritto al taglio inferiore. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
In 16, pp. 870, legatura tedesca in t. pelle di scrofa con impressioni a secco con nervi, mancanza parziale dei fermagli. Manca la prima c.b. Alcune segnature e note manoscritte. Alcune pagine brunite per il tipo di carta. Piccola mancanza al dorso e minime tracce d'uso. Molto raro (5693/ LEXICON - VOCABOLARIO - LATINO - GRECO - HELWIG GARTH)
1784In-4°; 1) pp. 143, (1), un legno tipografico al frontespizio. Edizione originale. Contiene Gibilterra salvata, La fata Morgana, Epistole Parenti 403, Lancetti p. 218, Biancardi-Francese 354; 2) pp. 47, un legno al frontespizio e un finalino xilografico. Edizione originale; 3) pp. XXIV, 108 (in fine l’Appendice), un legno al frontespizio. Il nome dell’autore è nella lettera dedicatoria alla signora contessa Contarini Mosconi, cui fu legato da amicizia amorosa. Testo in greco e italiano. Legatura in mezza pelle rossa con titolo e fregi in oro al dorso. Ippolito Pindemonte (Verona 1753-1828), partecipò all’Arcadia, compose versi e prose in cui espresse un classicismo romantico, spesso venato da toni nostalgici; celebre la sua traduzione dell’Odissea, e la dedica che Foscolo gli indirizzò nei Sepolcri. I tre frontespizi recano una nota di possesso manoscritta e due timbri a inchiostro (nell’ultimo frontespizio sopravvivono tracce di una cancellatura). pindemonte settecento poesia arcadia volgarizzazioni volgarizzamenti traduzioni omero homerus classici greco
1615In-4 gr. (mm. 343x221), mz. pergamena antica (piatti rifatti in cartonato stile settecento), tit. ms. al dorso, 14 cc.nn., 520 (ma 516) pp.num., 12 cc.nn., 56 pp.num. (in Iustinum ‘Notae Friderici Sylburgii’), 30 cc.nn. (di Indici); 200 pp.num. (Appendice: Corollaria Iustino addita); marca tipografica xilografata al frontespizio con titolo in rosso e nero; ornato da fregi e grandi capilettere figurati a vignetta, pue inc. su legno, e con bel ritratto di San Giustino di Nablus, inc. in rame, al verso dell’occhietto. Testo su due colonne, in greco e in latino. L’Appendice “Corollaria Iustino addita” contiene: "Athenagorae" Atheniensis Philosophi Christiani apologia vel legatio pro Christianis / De resurrectione mortuorum - "Theophili" Patriarchae Antiocheni contra Christianae religionis Calumniatores ad Autolycum libri tres - "Tatiani" Affyrij oratio ad Graecos, Quod nihil eorum quibus Graeci gloriantur studiorum apud ipsos natum, sed omnia à barbaris inventa sint - "Hermiae" Philosophi gentilium philosophorum irrisio”. Cfr. Graesse,III,515 - Brunet,II,623. “San Giustino (Flavia Neapolis, od. Nabulus - m. Roma 165 ca.), martire e scrittore cristiano. Datosi allo studio della filosofia, aderì al platonismo, poi si convertì al cristianesimo. E’ il maggiore apologista cristiano greco del secondo secolo”. Cfr. Diz. Treccani,V, p. 454. Tmbri di apparten.; occhietto mal restaurato ai margini per mancanze (non intaccano però il ritratto al verso) come pure le ultime 4 cc. e il frontesp. con tracce d’uso; pagine ingiallite per la qualità della carta, ma complessivam. buon esemplare di questa rara edizione.
1867In-8 p. (mm. 235x157), 9 voll. (su 11), mz. pergamena, fregi e tit. oro su tassello al dorso, testi in latino e greco. Offriamo una collezione così composta: Partis primae, vol. I: “Dionysii Thracis Ars grammatica.. Edidit Gustavus Uhlig”, 1883, pp. (2),C,222, con 2 tavv. f.t. più volte ripieg. Partis primae, vol. III: “Scholia in Dionysii Thracis Artem grammaticam. Recensuit et apparatum criticum indicesque adiecit Alfredus Hilgard”, 1901, pp. LI,652 Partis secundae - “Apollonii Dyscoli quae supersunt / recensuerunt apparatum criticum commentarium indices adiecerunt Richardus Schneider et Gustavus Uhlig”: - vol. I, fasc. I: “Apollonii Scripta minora a Richardo Schneidero edita continens”, 1878, pp. (4),XVI,264 - vol. II: “Apollonii Dyscoli De constructione libri quattuor. Recensuit apparatu critico et explanationibus instruxit Gustavus Uhlig”, 1910, pp. LXXVIII, 544, con 1 tav. f.t. ripieg. - vol. III: “Praefationem adiecit librorum Apollonii deperditorum Fragmenta collegit disposuit explicavit indices omnium librorum confecit Richardus Schneider”, 1910, pp. XII,(2),292 Partis tertiae - “Herodiani Technici Reliquiae / collegit, disposuit, emendavit, explicavit, praefatus est Augustus Lentz”: - vol. I: “Praefationem et herodiani prosodiam catholicam continens”, 1867, pp. CCXXVIII,564 - vol. II, fasc. I: “Reliqua scripta prosodiaca pathologiam orthographica continens”, 1867, pp. (8),611 - vol. II, fasc. II: “Scripta de nominibus verbis pronominibus adverbiis et librum monadicorum continens. Accedunt indices ab Arthuro Ludwich confecti”, 1870, pp. 613-1264 Pars quarta - “Theodosii Alexandrini Canones. Georgii Choerobosci Scholia. Sophronii Patriarchae Alexandrini Excerpta. Recensuit et apparatum criticum indicesque adiecit Alfredus Hilgard”: - vol. II: “Choerobosci scholia in canones verbales et sophronii excerpta e characis commentario continens”, 1894, pp. CXXXII,526. Ben conservati.
1554[LEGATURA-GRECO] (cm. 33) bella legatura originale in pieno vitello bruno a 5 nervi con piatti riccamente impressi a secco. Quattro cornici a filetti delimitano quattro fasce ad arabeschi e motivi floreali, piccolo rosone al centro. Due ganci metallici antichi.-- cc. 12(di 18), 1526 colonne, cc. 16 nn., cc. 76 nn. Pregiata edizione non comune, manca ad ADAMS e a BM. STC. GERMAN che hanno edizioni del 1556 e 1584. Mancano 6 carte della prefazione all' inizio con registro **, ovvero 7,8,9,10,11 e 12 non numerate. Le prime 6 carte sono presenti. Lievi abrasioni alla legatura, ultima carta foderata ma bell' esemplare nitido e fresco raro così ben conservato, dato l' uso pratico cui era destinato. Al frontis antico ex libris manoscritto: " ex.Johannes Martinus ".[f37] Libro
1820In 4', leg. in pelle, titolo e fregi in oro al dorso, sguardie marmorizzate, testo in 1792 colonne piIndex vocabulorum.Fior. alle prime carte, ordinarie abrasioni al dorso e ai piatti, per il resto buone condizioni.Luogo di pubblicazione OxoniiEditore Typographeo ClaredonianoAnno pubblicazione 1820Materia/Argomento Dizionario, Greco, Latino
1526(Codice AN/3198) In 8° (17x12,5 cm) [20]-96 carte. Frontespizio in rosso e nero, marca tipografica: "Due putti alati reggono stemmi con le iniziali IFZ sormontati da croce doppia, in due triangoli". Testo su 2 colonne, con iniziali xilografiche. Dal colophon (ultima pagina): "impressa Lugduni per Benedictum Bounym calcographum sumptibus vero honesti viri Jacobi q.Francisci de Giuncta & sociorum Fiorentini. Anno dni MCCCCCXXVI Martii die X". Qualche nota marginale di antica mano. Bella legatura in piena pergamena antica, tre nervetti al dorso. Eccellente esemplare. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1584(Codice AN/3303) In 4° antico (205x150 mm) 10 cc.nn., 238 cc.num. Edizione curata da Egidio Gravazzi. Bella marca tipografica al frontespizio con motto "Simili frondescet virga metallo". Testo su 2 colonne, nitida impressione su bella carta, alcuni capilettera figurati. Ferma e fresca legatura in pergamena coeva, minime abrasioni alle sguardie e frontespizio. Eccellente esemplare. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1688In-16 gr. (mm. 198x142), 2 opere in 1 volume, elegante legatura in p. pelle ottocentesca, cornice dorata ai piatti (abrasioni su quella poster.) con impresso al centro “Raffaele” (piatto anter.) e “Colantonio” (piatto poster.), decoraz. e tit. oro al dorso, pp. (16),124, fregio xilografico al frontespizio e in fine. L’opera, introdotta da una breve Vita dell’A., è dedicata al signor Biagio Aldimari, de’ Baroni nel Cilento. "Prima edizione". Cfr. Fera-Morlicchio,I,206: “E’ da considerarsi l’opera più rara su Ercolano e Torre del Greco” - Furchheim, p. 13: “Piuttosto raro. Dalla pag. 92 sin all’ultima si parla degl’incendj del Vesuvio. Si riportano sette incendi prima dell’era cristiana; dodici dall’incendio del 79 sino a quelli del 1631 compreso; sono descritti accuratamente gl’incendj successi dal 1660 sino al 1686, e sono sopratutto importanti le notizie sopra i cambiamenti del cratere, essendo l’autore più volte salito sul Vesuvio” - Michel,I, p. 192 - Furchheim “Bibliogr. di Pompei, Ercolano e Stabia”, p. 6: “In quest’opera si parla degli incendii del Vesuvio, ma non di Ercolano. L’abbiamo citata solamente per la curiosità del suo titolo”. Cfr. anche Minieri-Riccio, p. 50: “Francesco Balzano (1631-?), nacque alla Torre del Greco e fu eruditissimo antiquario e buon poeta”. Unito a: - "Distinta Relazione" “de’ portentosi effetti cagionati dalla maravigliosa eruzzione fatta dal Monte Vesuvio detto di Somma, di pietre infocate, e di Fiumi d’acceso bitume, con mistione di minerali di tutte le sorti. Principiata la notte seguente del dì 12. d’Aprile 1694 e continuata per molti giorni”. Napoli, Parrino e Cavallo, 1694, pp. (8), con grande fregio xilografato al frontespizio. "Prima edizione". Cfr. Furchheim, p. 47: “in questo opuscolo rozzamente scritto narra l’Autore che il Vesuvio si coprì di neve il giorno 16 di Aprile mentre il sole più chiaro e caloroso risplendeva..”. La prima opera leggerm. corta del marg. super., qualche lieve fiorit. e tracce d’uso ma buon esemplare; la seconda con le 8 pp. brunite.
1789In-8 p. (mm. 210x120), 10 volumi, p. pergamena coeva (un vol. con spacco alla cerniera) , dorso a cordoni con fregi e tit. oro su due tasselli, pp. complessive 5902, con bella vignetta a ciascun frontespizio inc. in rame (per lo più ritratti in medaglione). Testo in greco e (nella parte inferiore della pagina) in latino. L’opera di Luciano è introdotta da una Vita dell’Autore scritta da Reitz e nell’ultimo volume “accedunt variae lectiones Mss. Parisiensium a Iac. Nic Belin de Ballu collatorum, cum Indicibus (Dialogorum et Opuscolorum - In Scholia et varias Lectiones - Index Graecum Notarum - Scriptorum Luciano Laudatorum - Criticus). Pregevole edizione stampata a Bipontum (in francese Deux-Ponts), città della Baviera. Il Brunet, nel suo “Supplément de Géographie”, p. 187 così precisa: “Il nous fait aussi signaler, au XVIII siècle, la célèbre imprimérie qui produisit cette admirable collection de classiques latins, si connue sous le nom de "Colleciton de Deux-Ponts". Cfr. Graesse,IV,278: “Exacte réimpression de l’édition de Reitz (1746), mais accompagnée d’un Index à la place d’un lexique et avec des variantes tirées des Mss. de Paris par Belin de Ballu” - Brunet,III,1208. “Grandissima è stata la fortuna di Luciano - scrittore greco nato a Samosata nella Siria Commagene (ca. 125 d.C. - fine 2° sec.) - in tutte le età: la spigliatezza briosa della sua critica, la genialità di alcune sue trovate fantastiche (soprattutto nei "Dialoghi" e nella "Vera storia" che è forse il suo capolavoro), la grazia dello stile della lingua, rendono piacevolissima la lettura delle sue opere e ne spiegano la fortuna. Luciano fu considerato da alcuni come un grande satirico e moralista; e si ammirò la spregiudicatezza della sua critica contro il mondo e soprattutto contro la religione pagna”. Così Diz. Treccani,VII, p. 152. Con timbri di apparten., altrimenti esemplare ben conservato.
Venetijs, [Giacomo Pocatela], (in fine: apud d. Iacob a Burgofrancho Papiensem), mense Iunio 1538, in-8 piccolo, legatura ottocentesca in mezza pelle verde, titolo e fregi in oro al dorso, carte 260. Frontespizio entro cornice architettonica in xilografia (contenente anche la marca tipografica, questa parzialmente coperta da un disegno manoscritto di poco successivo). Marca tipografica in xilografia anche al verso dell'ultima carta. Prima versione latina delle commedie di Aristofane a cura di Andrea Divo. Piccolo foro nella cornice xilografica del frontespizio. Traccia di tarlo al margine bianco interno delle ultime 60 carte. Esemplare con margine bianco superiore un poco corto. Stato della carta eccellente.
1969enrique lafuente ferrari il greco di toledo e il suo espressionismo estremo Rizzoli editore rilegatura tela con copertina di carta plastificata con cofanetto ottime condizioni con tavole/illustrazioni a colori
1570In-16°; pp 920, (8); 79, (1) con grande marca tipografica incisa su legno al verso, cornici xilografiche ai frontespizi. Legatura in piena pelle settecentesca con fregi in oro e tassello al dorso, tagli dorati; dorso parzialmente restaurato. Versione latina con testo a fronte in greco, curata da Francesco Porta.
Paris, Chez Marel, 1840 circa. Incisione in rame all’acquaforte, b/n, cm 36,5 x 54,5 (alla lastra) più margini. Classica e bella scena animata con vascelli e figure in primo piano. Minimi difetti ai margini bianchi ma in buono stato tutto l’inciso.
1566In-4°; Edizione originale rara; frontespizio entro cornice incisa su legno e marca tipograica; l’opera è preceduta da un capitolo sull’alfabeto greco e sulla pronuncia, e si chiude con “De dialectis ex Corintho”, “Diferentiae dictionumob accentum”, “De verbis anomalis” e altre note di grammatica. legatura XVII sec. in piena pelle con fregi e tassello con titolo in oro al dorso, tagli in rosso. Alle ultime carte lieve gora di umidità al margine interno.
1622In-16 gr. (mm. 190x145), 2 opere in 1 vol., piena pergam. coeva (dorso macchiato), pp. (8),114,(14), marca tipograf. al frontesp. Unito a: "Ceramicus geminus" "sive De Ceramici Atheniensium utriusque Antiquitatibus. Liber singularis. Nunc primum editus cura Samuelis Pufendorfii". Trajecti ad Rhenum, ex Officina Theodori ab Ackersdyck, 1663, pp. (4),96,(8), marca tipograf. al frontesp., e capilettera figur., inc. su legno. Due delle 13 opere pubblicate dal Meursius sull'antica Atene, con testi in latino e greco. Il filologo olandese "Jan van Meurs, latinizzato in Meursius, (1579-1639), fu dapprima professore di greco e storia all'università di Leida, poi (dal 1625) professore di storia e politica a Soro in Danimarca (dove mori') e storiografo regio di Cristiano IV di Danimarca. I suoi numerosi studi filologici e antiquari furono in gran parte compresi nel "Thesaurus antiquitatum graecarum" del Gronovio e in quello del Grevio". Cosi' Enc. Treccani,XXIII, p. 138. Con lievi aloni margin., pagg. ingiallite per la qualità della carta ma certamente un buon esemplare.
1568[Prima Edizione-Mitologia (cm. 21,5) ottima mz. pergamena sec. XVII e piatti con musica rosso e nero (restaurata secolo XIX). -- cc. 340 con molti passi in greco. Capilettera figurati ed eleganti caratteri. Edizione originale di grande rarità di questo classico della mitologia, costumi tradizioni e usanze. Manca all' Adams, Choix, Moranti e Brunet. Stampata senza note tipografiche, è di incerta attribuzione. Al frontis ed in fine due bellissime marche tipografiche diverse con fontane. Solo la marca del frontis è riprodotta da Zappella fig. 559. VAccaro ignora tutte e due le marche. Ascrelli-Menato p. 388 indica tre tipografi che hanno usato la marca del frontis: Comin da Trino, Bartolomeo Cesano e Girol. Zenaro. Bm. Stc. la attribuiscono a Comin da Trino. Nessun riferimento invece per la bella e grande marca in fine. Alcune macchie a carta 277 che non impediscono la lettura ma esemplare molto bello e marginoso. * Bm. Stc. p.196; * Graesse II 236.[f61] Libro
1546This is the second and last volume of the New Testament. In-16° antico (cm. 12x7,6), pp. 361, (3). Fini e insolite testatine (e capilettera) di sinuose intricate volute al tratto. Solida piena perg. rigida antica, con tit. aggiunto poi a penna al ds. Ben risarcita e integrata con perg. antica una piccola mancanza al bordo inferiore del piatto ant. e alla cuffia inf. Perfetto nelle sue barbe l'interno, in cui ogni pagina è stata inquadrata originalmente da fini precisi filetti rossi tracciati a cura dell'editore. Antico ex libris (parrebbe coevo) a penna "Francisci Boutillier". Si tratta del 2° vol. del "Novum Testamentum", contenente il TESTO GRECO delle Epistole di Paolo, delle Epistole "cattoliche", e dell'Apocalisse. Una delle più belle edizioni di Roberto STEFANO (Parigi 1499-Ginevra 1559), il "Manuzio francese", prestigioso figlio d'arte, umanista, uno dei primi a stampare in eleganti caratteri greci; "per aver pubblicato una Bibbia con la versione di Leone Giudeo e con note alterate da Calvino, fu poi costretto a fuggire da Parigi, riparò a Ginevra e passò al Protestantesimo" (Diz. Eccl., 3, p. 976). In questa ed. e in quelle del 1549 e 1550 introdusse nel testo erasmiano correzioni dalla versione Poliglotta Complutense; solo più tardi, nel 1551, vi abbinò il testo latino e divise il testo greco per la prima volta in versetti (Cath. Encycl.). Al front., bella FIGURA xilogr. (stupendo serpente attorcigliato a una fronzuta lancia, sopra dedica in greco. All'ultima facciata, grande MARCA editoriale con saggio indicante un albero con fronde e frutti, da cui cadono alc. rami (motto su cartiglio "Altum sapere"). Dal 1542 era atto nominato "Regio Tipografo" da Francesco I, che aveva incaricato Claude Garamond di fondere i caratteri greci disegnati dal calligrafo cretese Angelos Vergikios (Ange Vergèce), famosi come i "grecs du Roi". RARISSIMO E IMPORTANTE, censito da ICCU solo alla Casanatense e alla Naz. di TO, che posseggono anche il vol. precedente.
1975in-4°, pp. 157 con numerosissime ill. n.t., 6 prove d'artista f.t. su materiali diversi numerate 8/100 numerate e firmate (quella su metallo per errore è numerata 9 invece di 8). Leg. a cartella edit. fig. Tracce d'uso e del tempo. con rinforzo con nastro adesivo alle cerniere.
1785In-4 p. (mm. 307x219), mz. pelle coeva, tit. ms. su tassello al dorso, occhietto (a noi mancante), 16 pp., occhietto greco, 110 pp.; frontespizio in latino, XXXV pp., occhietto latino, 248 pp. “Opera Omnia” di Esiodo con testo in greco e in latino. Ritratto del poeta in medaglione, inc. in rame, ai due frontespizi; dedica in versi latini di Bernardus Zamagna “Ad Ferdinandum Austriacum ecc..”. Nel frontespizio latino si legge: “Hesiodi Opera Omnnia latinis versibus expressa atque illustrata a Bernardo Zamagna Ragusino”. "Prima edizione" bodoniana. Cfr. Brooks,290. Macchiette sul solo verso del primo frontesp.; tracce d’uso sulle prime 5 carte, altrimenti fresco esemplare con barbe .
1554In-16°; pp. (32) marca tipografica incisa su legno al forntespizio; nel testo un foro di tarlo passante. Hoffmann III p. 1. Legatura in piena pelle con cornice a filetto dorata ai piatti, titolo e fregi in oro al dorso. Dorso restaurato.
1523In-8 p. (mm. 200x145), p. pergamena antica (risg. rifatti), 56 cc.nn., con pregevole frontespizio entro elaborata cornice di Ambrosius Holbein, inc. su legno; al verso dell’ultima carta marca tipografica con la Fortuna nuda; ornato da due belle grandi iniziali figurate a vignetta, pure xilografate. Testo in greco con traduzione latina a fronte. Cfr. Graesse,V, 53 - Brunet,IV, 238: “Edition rare. C’est, pour le texte, une réimpression de celui de Junte, mais la version a été faite sur un bon manuscrit. On la retrouve dans le "Valerius Flaccus" d’Alde, 1523, et dans celui de Burman, 1724” - Adams,II,O-315 - Choix de Olschki,III,3493 - Olschki “Livres à figures des XV et XVI Siècles”, 341: “Texte grec et traduction latine, faite par Leodrisio Crivelli, savant de la cour du Pape Pio II. Edition fort bien imprimée. La bordure montre aux cotés les figures de Lucrèce et de Judith, en bas la Fortune nue, enseigne de Cratander, qui se repète, plus grande et mieux exécutée, au verso du dernier f. Très bel exemplaire”. Leggerm. corto del marg. super., altrimenti fresco esemplare ben conservato.
1525In-4°, (303cc), 1 c.b., (215cc), 2 voll. in uno, legatura in pergamena, nervature, tassello in marocchino e titolo in oro al dorso con cornice in oro, illustrazioni, i frontespizi sono in due diverse cornici xilografiche (il secondo frontespizio in rosso e nero), marca editoriale sul colophon del secondo volume. Il primo volume è tradotto da Battista Alessandro Jaconello, il secondo da Giulio Bordoni. Come in molti esemplari manca la vita di Marco Bruto, inserita dopo il colophon. (Essling 598, Sander 5787-8). Buona copia. In-4 °, (303cc), 1 c.b., (215cc), 2 vols. in one, vellum binding, bands, label in morocco, gilt title on the spine within gold frames, illustrations, the title pages are in two different woodcut frames (the second title page in red and black), printer’s mark on the colophon of the second volume . The first volume is translated by Battista Alessandro Jaconello, the second by Giulio Bordoni. As in many copies, the present copy is missing the life of Marcus Brutus, included after the colophon. (Essling 598, Sander 5787-8). Fair copy.