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2022br. Il desiderio di chiudere e canonizzare il ciclo che definisce la storia di Narciso è inafferrabile come l'immagine riflessa del suo protagonista. Contrariamente a quanto si è soliti sostenere, Narciso non ama se stesso. È invece innamorato della sua propria immagine per la quale sceglie di perdere la vita. Narciso è, in definitiva, una figura sacrificale. Ecco perché la definizione freudiana che rappresenta il narcisismo come il complemento libidico dell'egoismo non riesce a rendere giustizia al mito. A partire da questa originale lettura, Florencia Abadi ci presenta Narciso come naturale controfigura di Eros, ovvero del desiderio e, spaziando dalla cultura classica a quella popolare, propone uno studio erudito e ammirabilmente sottile del mitologema narcisista. Tracciando un percorso entro il quale desiderio, invidia, odio e pietà circoscrivono l'universo degli affetti, i nove saggi che compongono questo testo si rivelano la pietra miliare di un'autentica narrazione contemporanea di Narciso.
2015br. Si può raggiungere la quiete interiore, in mezzo alla confusione, al movimento e al rumore del mondo moderno? Una quiete che non sia scossa dalle avversità del quotidiano e permetta di trovare sempre un proprio equilibrio, conforto e pace? Non esiste una risposta che valga per tutti e ovunque, ma la tradizione filosofica ha sempre dedicato molto spazio a questi temi, e Gerd B. Achenbach ci presenta le intuizioni, i suggerimenti per trovare la propria strada verso la serenità. Lo fa prendendo spunto da una scelta di testi i cui autori vanno da Seneca e Marco Aurelio a Plutarco, Montaigne e Pascal, Schopenhauer e Nietzsche. Testi ricchi di ispirazione, profondi, ma spesso anche non privi di humour, che mostrano come sia possibile fermarsi, ribellarsi alla superficialità del mondo e prendere coscienza della pesantezza e della leggerezza del vivere. Seguendo un'idea che era già degli stoici antichi, questo parlare di quiete interiore non è una proposta di intimismo, ma ricerca di un atteggiamento che porta a prenderci cura con attenzione, compassione e delicatezza di noi stessi e degli altri esseri umani: perché solo chi è attivo conosce la vera quiete.
2018br. Cambiare percorso per evitare di attraversare una piazza perché un piccione potrebbe arrivare dall'alto e non offrire scampo; non riuscire a chiudere occhio tutta la notte pensando al ragno che potrebbe essere entrato nella stanza; non attraversare un parco pubblico per la paura di esser morsi da un cane, sono solo alcuni esempi di come le zoofobie possono influenzare la nostra vita. È possibile riprendere il controllo delle nostre reazioni e far fronte alle varie situazioni, attraverso uno specifico trattamento che ha come scopo quello di ridurre l'ansia anticipatoria e i comportamenti di evitamento riguardanti stimoli specifici, come ad esempio gli animali, mettendo in grado i soggetti di raggiungere gli obiettivi di vita che si prefiggono senza essere bloccati da paure irrazionali. Questo libro è uno strumento per tutte le persone che vogliono imparare a comprendere, affrontare e saper gestire la propria paura verso gli animali, senza farsi dominare da questa emozione.
2015br. Un luogo comune vuole che il gusto sia l'organo con cui conosciamo la bellezza e godiamo delle cose belle. Dietro questa pacifica facciata, il saggio di Agamben mette invece a nudo la dimensione tutt'altro che rassicurante di una frattura che divide immedicabilmente il soggetto. All'incrocio di verità e bellezza, di conoscenza e piacere, il gusto appare come il sapere che non si sa e il piacere che non si gode. E, in questa nuova prospettiva, estetica ed economia, homo aestheticus e homo aeconomicus, rivelano una segreta e inquietante complicità.
2022br. Agostino dialoga con Agostino. Nei Soliloqui come in uno specchio trova l'interlocutore a cui sottoporre i dubbi, le aspirazioni e rivelare le più profonde fragilità. Il dialogo diventa strumento per scandagliare lo spirito soprattutto su due argomenti-cardine: Dio e l'anima. Di grande modernità anche la riflessione di Agostino sulla bugia: la bugia ha due volti perché il bugiardo ha un cor duplex. Non è bugiardo chi dice il falso, perché potrebbe sbagliarsi, scherzare o farlo per indurre a credere il vero. Mente chi è doppio nella volontà, esprimendo con parole e altri mezzi qualcosa di diverso rispetto a ciò che crede vero.
2013brossura Un libro che invita a riflettere in modo nuovo sul fenomeno della globalizzazione, con attenzione al nostro stile di vita e l'invito a cogliere la sfida di un nuovo ordine mondiale rispettoso della dignità di tutti i popoli.
2013br. Questi brevi scritti hanno un filo conduttore, un'ispirazione comune: la fiducia nell'essere umano, nella sua capacità di capire e di fare. Tuttavia non trattano di ciò che va bene, descrivono anzi le forme sbagliate di esistenza e di organizzazione, fonti di inefficienza e - soprattutto infelicità. Questa riflessione critica è il presupposto per capire come agire diversamente. Quasi tutti i problemi si possono risolvere con un atteggiamento positivo, accettando la sfida, il rischio, con animo generoso. Con l' entusiasmo del fare, con ottimismo. Ottimismo è la fiducia o la speranza che esista in noi la capacità di superarci, di migliorare. La capacità di fare quel passo infinitesimo, quel di più che dà un senso all'evoluzione, alla storia, alla vita.
2021br. Il segreto della felicità secondo la filosofia scandinava sembra essere racchiuso nel concetto di fællesskab , cioè di una comunità che fa le cose insieme. La famiglia è intesa come una squadra e per dare il meglio deve lavorare in sinergia: tutti sono coinvolti nelle attività domestiche, sin dalla prima età. In quest'ottica, il continuo confronto con i bambini è determinante per un sano sviluppo, per alimentare valori come il rispetto, l'empatia e il senso di responsabilità. Ma che cosa possiamo fare, concretamente, nella vita di tutti i giorni? Jessica Alexander e Camilla Semlov hanno raccolto decine di attività per giocare, interagire e impegnarsi nelle attività sia in casa che all'esterno insieme ai nostri figli. Si tratta di consigli che facilitano l'ascolto dei bambini, la relazione con questi e contribuiscono a formare individui indipendenti e con una solida autostima. Non solo regole da imparare, quindi, ma soprattutto suggerimenti su come trasformare un gioco in un'esperienza formativa o rendere le faccende domestiche un'occasione per divertirsi e trascorrere del tempo insieme. In un mondo in cui il confine tra lo spazio fisico e quello virtuale è sempre più fluido, è compito dei genitori farsi trovare preparati ad accompagnare i figli nella crescita, perché grazie al metodo danese la felicità è a portata di mano.
2016ril. Da oltre 40 anni la Danimarca domina il World Happiness Report, la classifica dei Paesi più felici stilata ogni anno dalle Nazioni Unite. Tanto da diventare oggetto di studi sociologici: sono in molti ad analizzare lo stile di vita dei suoi abitanti che, al di là di questioni strettamente legate all'efficienza dei servizi e al tasso di ricchezza del Paese, è quello ritenuto il più vicino all'optimum. Dopo tredici anni di ricerca e collaborazione, Iben Sandahl, psicologa, e Jessica Joelle Alexander, giornalista, ritengono di aver scoperto il vero segreto della felicità del piccolo Paese del nord e lo svelano in questo manuale. Sembra che alla base dell'appagamento ci sia il modo in cui genitori e figli si relazionano tra di loro, l'empatia e la capacità degli adulti di offrire strumenti e istruzioni senza porre ultimatum ai piccoli. I genitori danesi crescono figli felici, che a loro volta diventano genitori sereni di altri bimbi felici, e così via in un circolo virtuoso. Partendo dalle loro osservazioni e dai loro studi, Sandahl e Alexander sono riuscite nell'intento di scrivere una guida pratica, da poter seguire passo passo per analizzare i propri comportamenti, evitare errori e orientare i propri metodi educativi nella giusta direzione.
2002br.
2003brossura
2022br. Questo testo s'inserisce tra gli scritti inediti, pubblicati negli ultimi anni, che possono gettare nuova luce sul retroterra teorico e strategico sotteso alle prese di posizione pubbliche di Althusser contro la direzione del Partito Comunista Francese (PCF). Come in altri testi di quegli anni, Althusser tenta di contrastare gli effetti del reflusso del 1968 e l'abbandono progressivo della prospettiva rivoluzionaria da parte dei maggiori partiti comunisti europei. I presupposti della prospettiva eurocomunista sono criticati attraverso un attacco, quanto mai duro e articolato, all'"empirismo assoluto" di Gramsci. Diversamente dagli altri scritti coevi, la prospettiva non è data dalla "crisi del marxismo" o dai "limiti di Marx", ma dalla necessità di ritornare alla teoria marxista. Tale richiamo alla centralità della teoria è giocato contro la tendenza, giudicata nefasta, a confondere l'"analisi concreta della situazione concreta" con l'osservazione immediata delle condizioni di vita dei lavoratori. Che fare? ci invita così a riconsiderare il rapporto tra l'Althusser degli anni Sessanta e l'Althusser politico, sotto il segno della difesa della "teoria" contro l'affermazione del riformismo nel movimento operaio.
2022br. Questo testo s'inserisce tra gli scritti inediti, pubblicati negli ultimi anni, che possono gettare nuova luce sul retroterra teorico e strategico sotteso alle prese di posizione pubbliche di Althusser contro la direzione del Partito Comunista Francese (PCF). Come in altri testi di quegli anni, Althusser tenta di contrastare gli effetti del reflusso del 1968 e l'abbandono progressivo della prospettiva rivoluzionaria da parte dei maggiori partiti comunisti europei. I presupposti della prospettiva eurocomunista sono criticati attraverso un attacco, quanto mai duro e articolato, all'"empirismo assoluto" di Gramsci. Diversamente dagli altri scritti coevi, la prospettiva non è data dalla "crisi del marxismo" o dai "limiti di Marx", ma dalla necessità di ritornare alla teoria marxista. Tale richiamo alla centralità della teoria è giocato contro la tendenza, giudicata nefasta, a confondere l'"analisi concreta della situazione concreta" con l'osservazione immediata delle condizioni di vita dei lavoratori. Che fare? ci invita così a riconsiderare il rapporto tra l'Althusser degli anni Sessanta e l'Althusser politico, sotto il segno della difesa della "teoria" contro l'affermazione del riformismo nel movimento operaio.
2018br. Nella seconda metà del '900 l'idea di progresso subisce una drastica battuta d'arresto e la fede nel cambiamento si esprime in forme diverse. In campo economico e filosofico-politico il concetto viene sostituito da quello di «sviluppo», mentre oggi è «innovazione» la parola d'ordine dei sistemi di potere. Con un'ambiguità di grande rilievo, perché proprio l'innovazione rischia, nella sua forma ideologica, di allontanarsi dall'idea stessa di progresso. Il volume del filosofo Carlo Altini prende in esame le trasformazioni di un concetto fondamentale per la comprensione del mondo moderno.
2020br. Nell'imponente letteratura critica dedicata a Jean Baudrillard, un tema sembra ancora poco approfondito e considerato: il ruolo e il significato del motivo religioso nella sua opera. Lungi dall'essere un aspetto secondario, esso è decisivo per misurare la profondità storico-culturale di molti dei suoi concetti più importanti e per interpretare alcune delle principali questioni da lui poste. Questo studio indaga le molteplici rifrazioni del religioso nel pensiero di Jean Baudrillard, concentrandosi in particolare su tre temi fondamentali: la dualità e il principio del male, la critica al marxismo in chiave utopica, la teoria del simulacro. Questi terreni di riflessione, che attraversano l'opera e si rinviano reciprocamente, sono esplorati ponendo in luce i differenti e fecondi orizzonti culturali e simbolici inerenti alla dimensione religiosa, che in ultima istanza risulterà essere una delle espressioni più chiare dell'intenzione politica nel suo pensiero.
2016br. In questi brevi frammenti con testo originale a fronte, Günther Anders riflette con un tono a metà tra la gaiezza e il pessimismo sul futuro destino dell'uomo e dell'umanità, a partire dalla loro odierna condizione morale ed emozionale. In essi giungono a massima espressione tanto il suo profondo acume filosofico quanto la sua notevole virtù letteraria che avevano indotto Cesare Cases a parlare di Anders come dell'"unico sopravvissuto di quella generazione di ottimi fabbri tedeschi del parlar materno che va da Simmel a Bloch". Prefazione di Michele Sisto.
2007br. È sempre difficile trasformare in parole il dolore senza snaturarlo, senza tradire il suo senso. Ed è difficile in una realtà che preferisce dimenticarlo o nasconderlo dietro a un benessere illusorio. Che lo si voglia o no, chiunque dovrà prima o poi confrontarsi con esso: tanto vale allora imparare a guardarlo negli occhi e non cercare di sfuggirlo. Vittorino Andreoli si fa qui testimone del dolore, non per sintetizzarlo in aride teorizzazioni ma per addentrarsi nella sua concretezza più viva, nel suo manifestarsi più autentico, offrendo al lettore molti suggerimenti per superare questa esperienza. E per capire che, in fondo, averne consapevolezza significa poi saper apprezzare pienamente la profondità del suo opposto, la gioia.
2011br. In una società complessa e incerta come quella in cui viviamo, oltre alle paure legate a minacce concrete - quelle di una competizione esasperata e di una violenza sempre più diffusa - esistono le paure dell'immaginario, prodotte da ciascuno con le sembianze di demoni, che spaventano e limitano ancor più dei pericoli reali. L'immaginario e i fantasmi che crea, il cui ruolo viene troppo spesso sottovalutato, assumono un peso sempre maggiore nella vita quotidiana, privando la paura della sua funzione di meccanismo di difesa per trasformarla in un nemico che ci si rivolta contro. Proprio alla paura, questo nodo cruciale nell'esistenza dell'uomo moderno, è dedicato il nuovo saggio di Vittorino Andreoli, ormai da decenni incontestato esperto dei segreti della mente. Nella sua analisi prende le distanze dal paradigma che vede gli esseri viventi come mero risultato di un processo di adattamento all'ambiente circostante. Distinguendo tra mondo esteriore e mondo interiore, Andreoli spiega infatti come sia quest'ultimo a condizionare maggiormente l'individuo: solo confrontandosi a fondo con "l'universo dentro di noi" è possibile imparare a conoscere le angosce che ci rubano la vita, per cercare di esorcizzarle e sconfiggerle.
2007br. Gli insegnanti sono spesso al centro di pretese impossibili da soddisfare: devono sopperire alle carenze delle famiglie, proporre modelli opposti a quelli considerati vincenti dalla società, fornire nozioni e insieme occuparsi delle esigenze emotive dei ragazzi, fino a essere considerati responsabili dei loro disagi psicologici che talvolta sfociano in tragedie. In questo libro Andreoli discute con loro, propone metodi e strategie utili per ascoltare e parlare con i giovani, ma soprattutto li aiuta a guardare dentro di sé e a trarre dal serbatoio delle proprie risorse le energie e gli stimoli indispensabili per mettersi in gioco.
2013br. In questo libro, Vittorino Andreoli si rivolge alla famiglia nel suo complesso, l'organismo fondamentale all'interno del quale si pongono le basi di un sereno sviluppo personale o da cui possono trarre origine conflitti, lacerazioni e traumi destinati a segnare intere esistenze. Il tono scelto da Andreoli non è quello del saggio specialistico: questa lettera comunica pensieri e sentimenti rivolti alla sensibilità di ciascun membro della famiglia. Ognuno è chiamato a mettersi in gioco, a esaminare i propri atteggiamenti e giudizi e le loro conseguenze sugli altri familiari, a riflettere con serenità sulle dinamiche e sui valori che, in modo esplicito o implicito, caratterizzano ogni famiglia.
2020br. I professionisti della cura e del benessere psicologico operano in un ambito di intervento difficilmente definibile in quanto intangibile. Di conseguenza è necessaria una maggiore chiarezza rispetto agli aspetti legali, fiscali e deontologici della professione di Psicologo in merito agli inquadramenti fiscali che è necessario conoscere ed applicare. Il volume è rivolto sia ai professionisti, che intendano districarsi con maggiore chiarezza tra i meandri della professione in termini di fiscalità, legalità e deontologia, sia ai laureati in Scienze e Tecniche Psicologiche ed in Psicologia che si approcciano all'Esame di Stato, per accrescere le conoscenze relative alla professione, necessarie a sostenere la prova orale. La novità del testo rispetto all'edizione precedente è quella di proporre un vademecum aggiornato di facile consultazione, da tenere sulla scrivania, sia per chiarire i dubbi inerenti la pratica professionale, sia per conoscere i principali obblighi che l'abilitazione alla professione impone.
2014br. Un adulto su due ha delle paure e. secondo le statistiche, oltre il 10 per cento della popolazione soffre di vere e proprie fobie. La paura è un'emozione normale, se controllata e regolata, ed è anche un buon sistema di allarme per consentirci di fronteggiare il pericolo. Ma quando si trasforma in fobia occorre intervenire. Non si sceglie di aver paura, figuriamoci di avere troppa paura. Si può invece scegliere di capirla meglio per predisporsi ad agire più efficacemente nei suoi confronti. Attraverso racconti illuminanti, e talvolta sconcertanti, uno dei migliori specialisti francesi di paure e fobie ci porta con sé nei suoi incontri con i pazienti e. alla luce della sua esperienza di medico e di psicoterapeuta, ci spiega come affrontare il problema.
2022br. «Tutti gli esseri umani conoscono la sofferenza e tutti, nessuno escluso, desiderano esserne sollevati.» È partendo da questo presupposto che Christophe André, psichiatra e psicoterapeuta, propone una serie di esercizi e di riflessioni utili per apprendere l'arte dell'introspezione consapevole. Attraverso quaranta temi, che stimolano a leggersi dentro, André ci invita a prendere coscienza del nostro mondo interiore e ci fornisce gli strumenti adatti a comprenderlo appieno. E ci spiega che con la meditazione possiamo affrontare in maniera più razionale le esperienze negative, e a vivere pienamente quelle positive. Bastano tre minuti ogni giorno, da scandire con l'arte della lentezza, per trovare il sentiero della «felicità lucida»: meditando comprendiamo il funzionamento della nostra mente, e come il flusso delle sensazioni che ci attraversa abbia lo straordinario potere di influenzare emozioni, comportamenti e impulsi. La meditazione, insomma, può cambiare il rapporto fra noi stessi e il mondo, dandoci finalmente gli strumenti per affrontare con piena consapevolezza quello che viviamo.
2012br. Quante volte vi sarete posti questa domanda: "Perché non ho fortuna in amore?" o "Perché la mia attività lavorativa nonostante tutti i miei sforzi non va bene?". Oppure andate in un luogo di villeggiatura e vi accorgete che c'è qualcosa che non va, che la località non vi appaga come desiderereste, o magari vi siete accorti che una vacanza trascorsa in un altro posto vi ha veramente rimesso al mondo, vi ha fatto stare particolarmente bene e sentite che ci ritornereste volentieri. Vi siete mai chiesti se la località in cui siete nati o quella che avete scelto per vivere, anche temporaneamente, non sia la causa principale di tutto questo?