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2022br. Con il loro stile oracolare e carattere sapienziale, i Libri ermetici, scritti da dotti greci in periodo ellenistico, sono delle vere e proprie summae del sapere classico, che assimila stoicismo e neoplatonismo, miti gnostici ed ebraici, astrologia, alchimia fino alle scienze occulte. E in quelli teologico-filosofici, come il Corpo ermetico e l'Asclepio, che di esso fa parte, questo sapere viene veicolato sotto forma di dialogo fra Ermete Trismegisto e i suoi discepoli, a cui vengono rivelate la struttura dell'universo, le leggi che lo governano e la natura divina. Il nome di Ermete Trismegisto, considerato l'autore di questi due trattati, racchiude infatti in sé quello del dio greco Hermes e della divinità egizia Thoth (????????????, "tre volte grande"), rendendolo emblema della principale prerogativa dell'ermetismo, ossia la fusione tra la cultura ellenistico- romana e quella orientale.
2012br. Il "Liber Astutas" è un'opera inedita di Hermes Trismegisto, redatta fra il sec. Il dell'era antica e i primi secoli dell'era volgare, verosimilmente nell'ambiente degli ermetisti alessandrini. Il testo, scomparso nell'originale greco, sussiste solo in una traduzione araba, condotta su precedenti versioni in pahlavi e in aramaico, anch'esse ormai perdute. L'opera consta di due sezioni: nella prima, Hermes istruisce sulla cosmogonia, le dodici età del mondo e la doppia creazione dell'uomo, esponendo la vera essenza del corpo luminoso e svelando quali entità ne attraversino i centri sottili; nella seconda, sotto il velo di un insegnamento di apotelesmatica, Hermes istruisce il praticante ad attivare tali centri, onde conseguire l'unione permanente con la propria "Natura Completa".
2021brossura
2008br. Comunità, immunità, biopolitica sono tre parole che rappresentano i punti fermi del pensiero di Roberto Esposito, uno degli esponenti più originali della comunità filosofica contemporanea. Tre concetti fondamentali della filosofia politica contemporanea, i quali rappresentano il superamento dei limiti del moderno verso una politica che interpella sempre più direttamente la vita, intesa anche nella sua dimensione biologica. Il volume si apre con un saggio introduttivo di un altro prestigioso studioso, Timothy Campbell, il quale delinea il posto del pensiero di Esposito a livello internazionale.
2018br. Comunità, immunità e biopolitica sono le categorie fondamentali attraverso le quali Roberto Esposito ha elaborato un pensiero tra i più originali e apprezzati della filosofia continentale contemporanea. Pubblicato originariamente nel 2008, "Termini della politica" ha inaugurato un nuovo modo di pensare la politica, nel momento in cui, all'esaurimento del lessico moderno, si è trovata a interpellare direttamente la vita umana nella sua dimensione biologica. Dopo essere stata tradotta in numerosi Paesi stranieri (Stati Uniti, Francia, Giappone, Corea, Polonia, Brasile), l'opera riappare adesso in una nuova edizione, arricchita da altri saggi dell'autore, che ne ampliano i contenuti e allargano l'orizzonte. Il secondo volume, "Politica e pensiero" - due termini classici il cui rapporto segna l'intero percorso filosofico di Esposito -, rappresenta la prosecuzione ideale del primo, in un confronto sempre più teso con le grandi questioni del nostro tempo. Due libri dunque legati fra loro, ma allo stesso tempo indipendenti, che condividono l'originalità di un pensiero e il rigore di un percorso teoretico sempre più al centro del dibattito filosofico contemporaneo.
2018br. Comunità, immunità e biopolitica sono le categorie fondamentali attraverso le quali Roberto Esposito ha elaborato un pensiero tra i più originali e apprezzati della filosofia continentale contemporanea. Pubblicato originariamente nel 2008, "Termini della politica" ha inaugurato un nuovo modo di pensare la politica, nel momento in cui, all'esaurimento del lessico moderno, si è trovata a interpellare direttamente la vita umana nella sua dimensione biologica. Dopo essere stata tradotta in numerosi Paesi stranieri (Stati Uniti, Francia, Giappone, Corea, Polonia, Brasile), l'opera riappare adesso in una nuova edizione, arricchita da altri saggi dell'autore, che ne ampliano i contenuti e allargano l'orizzonte. Il secondo volume, "Politica e pensiero" - due termini classici il cui rapporto segna l'intero percorso filosofico di Esposito -, rappresenta la prosecuzione ideale del primo, in un confronto sempre più teso con le grandi questioni del nostro tempo. Due libri dunque legati fra loro, ma allo stesso tempo indipendenti, che condividono l'originalità di un pensiero e il rigore di un percorso teoretico sempre più al centro del dibattito filosofico contemporaneo.
2018br. "Termini" sono le grandi parole che per secoli hanno definito il senso della politica, adesso investiti da una sempre più rapida mutazione che rischia di esaurirne il significato. Ma sono anche i confini della politica, oltre i quali si situa quello che di volta in volta si è considerato la sua alterità - la sfera privata, lo stato di natura, la vita biologica. A lungo è stato questo "fuori" a indicare per contrasto cosa dovesse intendersi per "politica". Ma cosa accade quando tale fuori penetra all'interno di essa, fino a diventarne il contenuto prevalente? Che rapporto si determina, nel tempo della biopolitica, tra politica e corpi umani - diversi sia dalla figura giuridica della persona sia dalla realtà materiale della cosa? E quale ruolo gioca, in tale rapporto, il pensiero? I saggi che compongono questo volume rendono conto, nel loro insieme, di un laboratorio filosofico - quello di Roberto Esposito - ormai al centro di un interesse internazionale sempre più esteso nel panorama della filosofia contemporanea.
2012br. Per una vivente italian theory: è così che si potrebbe racchiudere il percorso filosofico di Roberto Esposito, la cui mappa concettuale si disegna all'interno di un itinerario del tutto inesplorato che va dall'immanenza del conflitto alle tesi bio-politiche e tanato-immunitarie per approdare infine al paradigma della terza persona. Qui si schiude infatti una istanza teorico-politica che culmina in una nuova visione del mondo: al di qua della trappola metafisica della "persona" - che mira a separare l'essere vivente da se stesso - Esposito indica nel "vivente impersonale" il luogo a partire dal quale la nostra esistenza "si apre a ciò che non è mai ancora stata". Le questioni cruciali del nostro tempo - legate ai concetti di sovranità e di fine del politico, che Esposito decostruisce tramite il ricorso alla categoria dell'impolitico e di biopolitica - sono affrontate senza maschere e soluzioni quietistiche. Un "pensiero vivente" capace insomma, secondo l'esempio geofilosofico tutto italiano di Machiavelli, Bruno, Vico o Gramsci, di far saltare il primato trascendentale del linguaggio e restituire la relazione costitutiva tra politica, storia e vita.
2018br. C'è uno strumento efficace per contrastare le forze disgreganti di questi nostri tempi, per difendersi da un'attualità che banalizza e disperde, e spesso anche dalle proprie derive e dalle proprie paure. È la capacità umana di resistere; anzi: un particolare tipo di resistenza, che in questo libro il filosofo catalano Josep Maria Esquirol chiama 'resistenza intima', un modo di opporsi agli ostacoli e al freddo non solo climatico della vita sviluppando la propria forza nello spazio esperienziale degli affetti. Una resistenza morale, che assomiglia alla virtù della fortezza, capace anche di modestia e di generosità. Non rivela i valori supremi o il senso occulto del mondo, ma guida proteggendo dalla notte cupa, mostra la bellezza delle cose vicine, e conforta. Questa resistenza è 'intima' non perché 'privata', ma, al contrario, perché 'prossima'. La prossimità, dice Esquirol, ci appartiene nel profondo e ha a che vedere con la semplicità e la concretezza del quotidiano contro le complicazioni e le astrazioni del mondo attuale; con il linguaggio degli affetti, che si fa canto e poesia e scaccia la paura del vuoto; con la cura reciproca del corpo e del cuore; con il ritorno a casa, la mensa condivisa, la protezione del riparo... Non si tratta di tornare a un mondo semplice e ingenuo o di rinchiudersi nell'intimismo dei legami: la resistenza intima ha occhi ben aperti e letture attente, vive nel mondo e ne conosce e sperimenta i dolori e le fragilità. Come chiarisce bene un'altra delle metafore potenti di Esquirol, noi siamo come una filza di punti di imbastitura, la cucitura più precaria e debole che esista, che unisce due lembi, due limiti, due provvisorietà. Ognuno di noi è uno di questi fragili punti, che prendendosi cura l'uno dell'altro, accettandosi come diversi nella prossimità, si aiutano a non cedere e nel loro 'congiungimento' sono capaci di unire la terra e il cielo.
2021br. Domande all'apparenza semplici quali «come va?» o «da dove vieni?» o «come ti chiami?», se colte nel loro senso più profondo, ci conducono al centro della nostra anima, là dove - ci spiega il filosofo catalano Josep Maria Esquirol nel saggio Umano più umano - siamo toccati da quattro realtà fondamentali con cui abbiamo a che fare per tutta la nostra esistenza: la vita, la morte, il tu e il mondo. L'incontro con questi «infiniti essenziali» segna una «ferita», un'apertura inesauribile che sottrae a ogni pretesa di autosufficienza e che ci costituisce nella nostra umanità. Imparare a vivere è imparare ad accompagnare queste ferite, non a suturarle. Esse infatti sempre ci sorpassano con il loro eccesso e chiedono la pazienza di continue risposte. Risposte da cercare non nell'oltre postulato dalle odierne tendenze transumanistiche, ma restando dentro questa condizione, intessuta di vulnerabilità e debolezza.
2022br.
2006br. "Se nella mia scrittura ci fossero dei mostri, il fatto che essa sia preda di mostri o di suoi propri mostri rivelerebbe di colpo l'impotere. Uno dei significati del mostruoso consiste nel fatto che ci lascia senza potere, perché è appunto troppo potente o in ogni caso minaccioso per il potere. Ma, una volta che si è scorto un mostro, si comincia subito ad addomesticarlo; si comincia a confrontarlo con le norme, ad analizzarlo di conseguenza, a dominare ciò che tale figura di mostro poteva possedere di terrificante. E il movimento di assuefazione, ma anche di legittimazione e di normalizzazione è così già iniziato." (Jacques Derrida)
2014br. Oggi più che mai la comunicazione è un tema di grande attualità. I suoi processi, infatti, incidono profondamente sulla nostra vita e la modificano in modo radicale: per rendersene conto basta accendere la televisione, aprire un giornale, collegarsi a internet. Oggi più che mai, tuttavia, l'agire comunicativo richiede di essere definito, regolato, orientato. Bisogna far emergere i criteri in base ai quali sia chi comunica sia chi fruisce della comunicazione compie determinate scelte. Il volume intende chiarire che cosa significa comunicare bene e motivare all'assunzione, in ambito comunicativo, di alcune scelte piuttosto che di altre. In altre parole, esamina come e perché comunicare, e soprattutto come e perché comunicare bene. Ne risulta un libro non solo per gli addetti ai lavori - giornalisti, comunicatori, web editor -, ma per chiunque, in vario modo, è coinvolto nei processi comunicativi e si interroga sui loro scopi, condizioni e conseguenze.
2018brossura
2018br. L'intento di rendere conto di una possibilità reale di resistenza e trasformazione anima l'ultima fase del pensiero di Michel Foucault. La ridefinizione teorica di uno spazio di libertà per il soggetto si accompagna in essa ad un'incessante riflessione etica, che investe direttamente lo statuto del pensare e, con ciò, quello della filosofia. Il saggio qui presentato si propone di ripercorrere i testi di Foucault in funzione di questo problema e di costruire, in essi, questa possibilità di resistenza e trasformazione: di chiarirne il significato, ipotizzarne alcuni presupposti su un piano ontologico e concettuale, individuare alcune condizioni per il suo esplicarsi. Si vorrebbe così mettere alla prova un metodo di ricerca che porta la filosofia a coincidere, in prima e in ultima istanza, con un'ontologia politica.
2017brossura Che processo relazionale, affettivo, motivazionale si attiva tra le persone che sono in una relazione educativa? Quali sono gli ingredienti di quella speciale metamorfosi immaginata da Neruda, che permette di fare con l'altro "ciò che la primavera fa col ciliegio", di essere né troppo precoci né troppo in ritardo, determinanti e determinati, ma anche capaci di affiancarsi rispettosamente alla fragilità, alla creatività e alla bellezza altrui? Come e quando si ascolta e si dà valore alla voce e ai desideri del "ciliegio"? Pensare il futuro per i propri figli significa costruire una struttura mentale che è cruciale per il Sé, lo orienta su una prospettiva lungo un arco temporale, è una funzione vitale. Quanto riusciamo a trasformare le angosce di quest'epoca di precarietà per trasmettere ai nostri figli una prospettiva aperta sul loro a-venire? Se l'educare ha a che fare con l'insegnare a vivere, a che mondo li attrezziamo? Educare riguarda la possibilità di aiutare i nostri ragazzi a fare esperienza in modo creativo, per un ben-essere che sia l'essere bene di un'esistenza piena e appropriata. Affrontare il tema con una dichiarata tensione etica, per gli autori significa dialogare stimolando dubbi e domande, sostare nell'incertezza, alla ricerca di una comprensione profonda del significato dei ruoli e delle emozioni in gioco.
2019ill., br. Giorgio Voghera è autore di uno dei più toccanti romanzi italiani del secondo dopoguerra, "Il segreto", pubblicato sotto lo pseudonimo "Anonimo triestino". Suo cugino Giorgio Fano è uno degli interpreti più originali del neo-idealismo italiano. Entrambi triestini, si incontrano e discutono in un epistolario commentato dall'autore Guido Fano, figlio di Giorgio Fano. Queste lettere raccontano magnificamente il passaggio di un'epoca, e forse ancor più l'eterna altalena fra due stati d'animo profondamente umani: l'avvilimento un po' intellettualistico, ma mite e auto-compiaciuto di Voghera e l'entusiasmo contagioso e a volte un po' frettoloso, ma seducente, di Giorgio Fano. Sono pagine commoventi di vita vissuta profondamente, dove il pensiero e le emozioni si compenetrano accompagnando il lettore in un'epopea intellettuale dal passato verso il presente.
br. La Luna è l'archetipo della Grande Madre, la parte più naturale e istintiva del femminile, che si esprime nella riproduzione e nell'attaccamento alla famiglia, al clan, alla vita, ma soprattutto alla terra. Lidia Fassio, attraverso un'indagine del simbolismo, delle funzioni psichiche e del rapporto con i segni e gli elementi, analizza in modo esaustivo tutti gli aspetti della Luna come principio di vita, andando a scandagliare le profondità dell'Io nel rapporto con le proprie radici e offrendo la straordinaria possibilità di leggere negli aspetti legati alla Luna il modo in cui ciascuno di noi è in grado di vivere questo archetipo e di relazionarsi con il proprio mondo interiore e con gli altri. Un libro essenziale per ogni appassionato di astrologia - neofita o esperto - che, nell'unire la ricerca mitologica a quella astropsicologica, dà l'opportunità di conoscere la Luna in profondità e di scorgere, anche solo per un momento, un lato nascosto di se stesso.
2020br. Giove simboleggia il principio di crescita ed espansione dell'Io, poiché il suo compito è di spingerlo ad avventurarsi verso il mondo esterno alla conquista di visibilità e integrazione sociale, ed è altresì uno dei pianeti di collegamento che, insieme a Saturno, fa da ponte tra il mondo personale e quello transpersonale. Un archetipo dunque fondamentale, di cui Lidia Fassio offre un'analisi chiara quanto profonda ed esaustiva, andando ad esaminarne non solo il simbolismo, le funzioni psichiche e il rapporto con gli elementi e i segni, ma anche i transiti, la collocazione nelle dodici case e gli aspetti che forma con gli altri pianeti. Una guida teorico-pratica, tanto per il neofita quanto per l'esperto di astrologia, che fornisce la chiave per la piena comprensione di questo archetipo e perciò per una sua efficace e precisa lettura nell'ambito del tema natale.
2019br. Dopo Mercurio e Venere, la trilogia dedicata ai pianeti personali si conclude con questo volume su Marte. Lidia Fassio accompagna il lettore alla scoperta delle potenzialità e dei segreti di questo potente archetipo, essenziale per procedere alla conquista di ciò che nei primi stadi di evoluzione dell'Io si manifesta a livello di pensiero, desiderio o intenzione. È attraverso Marte che il Sole trasforma i progetti in azioni, in un anello di congiunzione tra i propositi del Sé (che giacciono nella profondità della psiche) e le finalità dell'Io conscio (rappresentate dal Sole). È il pianeta che consente a ogni individuo di percepire il senso di forza personale e la sua conoscenza permette a ciascuno di trasformare in realtà le proprie aspirazioni. Scorrevole e fruibile da chiunque, ma nel contempo esaustivo nell'analisi teorica e pratica dei significati di Marte e dei suoi aspetti con gli altri pianeti, è un libro per chiunque si avvicini o già si intenda di astrologia.