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1795rif. 000130Paris Imprimerie de Crapelet 1795
1822In-16 p. (mm. 166x110), mz. vitellino verde, decoraz. e tit. oro al dorso, pp. 304, grande marca tipografica inc. in rame al frontespizio (una grande aquila, entro cornice circolare, che tiene tra i rostri un medaglione con la Trinacria e una pergamena con il nome del tipografo). L’opera è molto ben illustrata da 1 ritratto dell'autore in antiporta inciso in rame da Antonio Morghen, con la guida di Raffaele Morghen, su disegno di Luca Costanza e 9 tavv., di cui 3 più volte ripiegate, che raffigurano: “Scena del teatro di Taormina // Veduta dell’Etna (in sanguigna, ripieg.) // Carta di Siracusa (ripieg.) // Tempio di Giove Olimpio in Siracusa // Tempio della Concordia in Girgenti // Tempio di Segesta // Teatro di Tindari // Ginnasio di Tindari // Carta di Sicila (ripieg.)”, tutte pure inc. in rame (recano sottoscrizioni “Nicol Bombara, Ant. Zacco, Ant. di Bella”). Rara edizione originale di questa bella guida ottocentesca della Sicilia, nella quale vengono descritti l’aspetto storico, archeologico ed artistico delle località nominate. L'abate Ferrara (Trecastagne, Catania, 1767-Palermo, 1850) fu Intendente delle Antichita' di Sicilia, professore di matematica e fisica all'Universita' di Catania e poi di storia naturale in quella di Palermo, regio storiografo nonche' membro dell'Accademia delle Scienze di Napoli. Cfr. Fossati-Bellani,III,4101: “La Guida è, dal Ferrara, dedicata ad: “.. Antonio Lucchesi-Palli / Campo e Filingeri, / ecc. ecc.” - Mira,I, p. 350 - Moncada Lo Giudice,816. Alc. lieviss. fioriture, altrimenti esempl. ben conservato. .
1664Carta nautica raffigurante le coste calabre e pugliesi, con parte di Sicilia e Grecia. Fa parte di "Prima parte dello specchio del mare, nel quale si descriuono tutti li porti, spiaggie, baye, isole, scogli, e seccagni del Mediterraneo, con le dimostrationi de' terreni, cambiamenti di corse, e distanze, & il facilissimo modo d'adoperare il balestriglio, & astrolabio ... dato in luce dal capitan Francesco Maria Levanto ... ", atlante nautico edito a Genova nel 1664. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Rara. Sea chart depicting the coasts of Calabria and Puglia, with part of Sicily and GreeceThe map is part , "Prima parte dello specchio del mare, nel quale si descriuono tutti li porti, spiaggie, baye, isole, scogli, e seccagni del Mediterraneo, con le dimostrationi de' terreni, cambiamenti di corse, e distanze, & il facilissimo modo d'adoperare il balestriglio, & astrolabio ... dato in luce dal capitan Francesco Maria Levanto ... ", printed in Genua in 1664. Copper engraving, in excellent condition.
Cm. 26; pp. (2), XLIII, (1). Cartonato decorato colorato coevo, tagli spruzzati. Antiporta col ritratto di F. M. Jurato e due tavole più volte ripiegate raffiguranti il mausoleo funebre progettato da G. V. Marvuglia e l'apparato funebre, ideato da Nicolò Anito, il tutto inciso in rame da Giuseppe Garofalo. Qualche piccolo restauro alla copertina, ottimo esemplare. 724
1635Edizione a cura di Jannsonius che nella realizzazuìione del suo "Theatrum Italiae", per illustrare la Sicilia si avvalse del rame del 1589 realizzato da Mercatore. Questo venne interamente modificato a partire dal cartiglio, nell'angolo in alto a sinistra, fino alle ondulazioni a tratteggio del mare del tutto scomparse al cui posto vengono inseriti vascelli e mostri marini. L'impianto topografico e onomastico rimane sostanziale lo stesso e sulla matrice permane anche l'antico imprint editoriale "Per Gerardum Mercatorem Cum Privilegio". Piega centrale editoriale con rinforzo nella parte inferiore. Complessivamente ottimo esemplare di questa rara edizione
.ue colonne. Importante, rarissima opera inerente il mondo degli scrittori siculi, di tutti coloro che contribuirono agli studi scientifici, artistici e letterari. Opera la cui stesura richiese anni di lavoro e il cui secondo volume fu pubblicato a sette anni di distanza dal primo. Mons. Antonino Mongitore (1663-1743) fu scrittore e storico. Dedicò la sua produzione al mondo siciliano in genere e alla sua Palermo, ove fu Canonico della Cattedrale. Si dedicò anche all'agiografia pubblicando la vita di alcuni Santi. Opera ricercatissima che ebbe anche una ristampa anastatica. Pochissime pp. lievemente arrossate e minime fiorit. sparse leggermente accentuate al front. del primo vol. Legature in perg. con qq. normale macchia e abrasioni alla cuffia sup. del secondo vol. Compless. copia molto buona. (Cfr. Brunet, III, 1827).
rif. 105-Io.J. Bleistift, braun laviert, auf grauem Papier, auf Untersatz montiert, dort Nachlaßstempel, rechts oben nummeriert ?132?. 21,5:15,2 cm.
1822rif. 22637A Paris, chez Arthus Bertrand, 1822. 3 forts vol. au format in-8 (217 x 133 mm) de xi - 403 pp. ; 1 f. bl., 2 ff. n.fol., 339 pp. et 1 f. bl. ; 1 f. bl., 2 ff. n.fol., 422 pp. et 1 f. bl., brochés.
1758Panormi typis Francisci Valenza regii SS. Cruciatae impressoris, 1758. In folio. (mm. 295 x 200). Legatura coeva in pergamena con titolo dorato al dorso; tagli rossi. Pp. XXIV, 358. Con una tavola f.t. ripiegata raffiguranti tutte le fasi, dalll’embrione alla nascita. Una carta bianca è posta tra le pp. 206/207. Salto di numerazione da 270 a 277, ma opera ben completa ed in ottimo e fresco esemplare escluso lieve gora al margine superiore bianco delle prime pp. L'Autore fornisce dei precetti igienici molto saggi per le donne incinte e contribuisce alla diffusione della pratica del parto cesareo, indicando i casi dove non si dovrebbe esitare a praticarlo; nata da esigenze pastorali prima che scientifiche, questa trattazione ha lo scopo di garantire l'eterna salvezza del nascituro nei casi di parto difficile, attraverso il cesareo appunto, da praticarsi sia su donna morta che su donna viva. Molto interessante la tavola illustrante in 17 figure lo sviluppo del feto, basata sul lavoro dell'anatomista torinese Giovanni Battista Bianchi che per anni aveva raccolto embrioni e feti di diverse fasi di sviluppo per il suo 'museo degli aborti' e le sue pubblicazioni. Bibl: Blake 77 - De Renzi V, 514-515 - Wellcome II, 295.
1818Palermo, presso Lorenzo Dato, 1818. In 8vo; pp.XVI, 256. In fine 5 tavole più volte spieghevoli: Carta dell’Etna, Veduta dell’Etna da Catania, Faraglioni ed Isola dei Ciclopi, Montagna della Motta, Veduta da Catania dell’Eruzione del 1787 la notte del 18 luglio. Tracce di umido. Legatura coeva stanca in mezza pelle con angoli, piatto anteriore slegato. Seconda edizione riveduta, la prima fu stampata a Catania nel 1793. Mira I, pag.350; Narbone III, pag.142: ”In questa seconda edizione rifonde e corregge quanto aveva scritto nella prima: nel discorso preliminare vi dà giudizio di quanti l’avevano preceduto in tale trattazione”; Moncada Lo Giudice, 813: ”Ferrara fu professore di fisica-matematica e di storia naturale all’Università di Catania di cui divenne Rettore e Regio Istoriografo. Strinse amicizia con lo Spallanzani e il Dolomieu”. Raro.
Posta in luce dalla Reale Accademia delle Scienze, e delle Belle Lettere di Napoli. Opera dedicata a Ferdinando IV di Borbone. Tit. dell’occhietto a p. XVII: Osservazioni fatte nelle Calabrie, e nella frontiera del Valdemone su i fenomeni del tremoto del 1783, e sulla geografia fisica di quelle regioni da Michele Sarconi secretario della R. A. delle S., e delle B. L. di Napoli. Napoli presso Giuseppe Campo impressore della Reale Accademia 1784. In 4°; pp. XVII + [1] + 527 + [1] (il nostro esemplare non porta il supplemento delle 8 pagine che contengono: Della macchina equatoriale, memoria del p. Eliseo della Concezione), front. stampato in rosso e nero, con vignetta incisa in rame, alcune testatine e capilettera figurata sempre incisi in rame; legatura mezza pelle moderna con piatti marmorizzati, esemplare a larghi margini. (lievi fioriture, le XVII pagg. iniziali risultano riparate al margine bianco interno, piccola velatura d’acqua al marg. sup. bianco da pag. 519 alla fine). Rara opera che testimonia la prima spedizione scientifica mai organizzata in Italia sulle conseguenze di un terremoto. Il sisma, che colpì nel 1783 la Calabria e la parte orientale della Sicilia non fu un terremoto “normale”, ma una crisi sismica durata quasi tre anni - dal momento che le scosse di assestamento furono sentite fino al 1787, incluse cinque dell’undicesimo grado della scala Mercalli – che provocò circa 45.000 vittime, decine di paesi vennero distrutti, delle montagne collassarono, dei fiumi cambiarono il loro corso creando nuovi laghi e perfino la costa venne ridisegnata. Il governo del Regno di Napoli provvide a organizzare una ricognizione scientifica che percorresse tutti i luoghi colpiti dal sisma. La spedizione partì da Napoli il 5 aprile 1783 e nel 1784 venne pubblicato il presente volume che rappresenta il resoconto - voluto da Ferdinando IV - delle loro ricerche. I testi sono di Michele Sarcone e di altri studiosi della Reale Accademia delle Scienze di Napoli. Non è presente, come in quasi tutti gli esemplari, il rarissimo atlante iconografico, pubblicato a parte. [Cfr. Dura- Catalogo di libri antichi e rari, Napoli 1861; Detken A. - Catalogo di libri sui vulcani e tremuoti, Napoli 1866; mentre: Lubrano L. – Napoli e l’antico Reame delle Due Sicilie, Napoli 1929; Libreria Bottega Apulja - Biblioteca Meridionalistica parte IV (Cat. 63) Bari 1975, citano l’edizione in folio dello stesso anno - testo uguale, ma dato il formato - con minori pagine; Cfr. anche: Conti Simonetta - Il terremoto delle Calabrie del 1783 e la ricostruzione, in: Terremoti ed altri eventi calamitosi nei processi di territorializazzione, a cura di A. D’Ascenzo, Labgeo Caraci Roma 2016].
rif. 77-BFo.J. Bleistift, auf Bütten, rechts unten bezeichnet ?Palermo Guadambia (sic!)?. 31,6:21,3 cm. - Verso: Pilgersäule. Bleistift, mit eigenhändigen Farbangaben. - Mit einem größeren und kleineren Braunflecken sowie mit Knickspuren. [2 Warenabbildungen]
rif. 78-BFo.J. Bleistift, auf Bütten mit Wasserzeichen: Giuse. Baccari und Lilienwappen, mit mehreren eigenhändigen Farbangaben, rechts unten bezeichnet ?Palermo?. 21:31,5 cm. - Wenig stockfleckig.
rif. 140-Io.J. Bleistift, auf gelblichem Velin, links unten bezeichnet ?bei Palermo?, verso Nachlassstempel. 31,5:48 cm. Am rechten Rand etwas stockfleckig.
LEGATURA SETTECENTESCA IN TUTTA PERGAMENA TINTA A PELLE numero pagine: PROEMIO + 587 + INDICE formato: 32.7X23 stato conservazione: ABBASTANZA BUONO, LIEVI ALONI SPARSI, PICCOLI RESTAURI AL MARGINE DI ALCUNE PAGINE. NOMI DI POSSESSO AL FRONTESPIZIO
rif. 1806891801 , 80 pp. in-4 et in-8, nbses ratures, croquis de carte, 5 pp. in-8 et 7 pp. de croquis de plan.
1697AURIA Vincenzo. Historia cronologica delli signori Vicerè di Sicilia dal tempo che mancò la personale assistenza de' Serenissimi Re di quella. Cioè dall'anno 1409 fino al 1697 presente. Composta dal dottor don Vincenzo Auria palermitano aggiuntovi un indice cronologico de' Re, e Vicerè di Sicilia, un discorso dell'Officio, e prerogativa del Pretore, e Senato di Palermo, la cronologia de' Capitani, Pretori, Giurati e Governatori della Tavola dell'istessa Città ... In Palermo, per Pietro Coppola, 1697. In 4to; pp.[19], 219, [17], 221-316. Pergamena coeva, titolo calligrafato al dorso. Cerniere allentate. Moncada Lo Giudice, 131: "Lubrano-Sicilia definisce rara l'opera ed infatti non è libro di facile reperimento. L'Autore fu deciso "partigiano" palermitano nella secolare disputa per la supremazia nei riguardi di Messina". Mira I, 58; Lubrano-Sicilia,150; Narbone I, 273; Cat. of 17th Century Italian Books in the British Library I,57.
1742rif. 208961742 Au Havre de Grace chez la Veuve de Guillaume Gruchet, Imprimeur & marchand libraire 1742; Avec privilege du Roy, IN8 reliure moderne demi chagrin tabac a coins,dos a nerfs,exemplaire rogné ,court de marge,(4) ff., 415 pp., + table non chiffrée,19 pp., nombreuses figures de contours et 68 cartes gravées sur bois dans le texte.Complet,mouillures claires en bas de quelques dizaines de feuillets,quelques ratures anciennes dans l’epitre,sinon frais,.rare edition.
1595In 4, pp. (2) + 568 + (44) di indice + (2b). Fr. inciso e ritratto dell'A. inciso al verso del fr. stesso. Mancanze alla prima e alla ultima carta di sguardia, qualche lieve mancanza al fr. Gora leggera ad una trentina di carte che diventa piu' insistente su tre-quattro carte. Sei carte si presentano molto brunite. Legatura in p. pg. restaurata. Ed. orig., rara, di questo trattato di diritto feudale del catanese Niccolo' (o Nicola) Intriglioli il quale approfondisce in modo particolare la tesi della derivazione del potere baronale dal monarca e il contenuto della giurisdizione feudale. Per l'A. in Sicilia la concessione del misto impero non e' mai implicita nell'investitura feudale ma deve esplicitamente risultare nell'atto e avvenire solo dietro richiesta del beneficiario. Cfr. 'Annuario dell'Istituto storico italiano per l'eta' moderna e contemporanea', voll. 29-30, p. 160. Nicola Intriglioli fu professore di diritto a Catania, poi magistrato a Palermo: 'illustro' moltissime materie del nostro diritto; sciolse molte quistioni legali nei suoi trenta Consigli o responsi e nei trattati su i feudi e le sostituzioni; interpretto' molte legi sicole...'. La Mantia, 'Storia della legilazione civile e criminale di Sicilia', voll. 1-2, p. 74.
1582rif. 144231582 Paris, Anthoine Hoüic Reliure plein veau glacé, dos à nerfs, p. de titre verte, double filets doré encadrant les plats, filet doré sur les coupes, dentelles int., tr. dorées, reliure signée en queue (BRUYERE) Très bon état, reliure postérieure, frottis aux mors, trace de mouillure sur le 1er plat.
LIGHT Major. Sicilian Scenery from drawings by P. De Wint. The original sketches by Major Light. London, Rodwell & Martin, 1823. In 8vo; 2 cc. n.nn., 62 tavole incise in acciaio con a fronte testo in inglese e francese. Rade fioriture. Bella legatura in bazzana coeva firmata Van Rossum Amsterdam, piatti inquadrati da fregi a secco ed in oro, dorso a cordoni con titolo e ricchi fregi dorati. Tutta la ridente assolata Sicilia con personaggi, mestieri, scene di vita nei suoi luoghi più noti: i giardini della Favorita di Palermo, Cefalù, Porta Nuova a Messina, la Baia di Palermo da Porta Felice, Girgenti, il Porto di Messina da Castel Guelfonio, Catania da occidente, Alicata, Palermo da Bagheria, Antica strada a Siracusa. Mira I, pag. 515; Narbone I, pag. 97; Pine Coffin, 823.6; Moncada, 1274: "Bel figurato inglese completo di 62 tavole. Tutte le tavole raffiguranti paesaggi, ruderi e città sono tirate su carta di china e disegnate da De Wint (1784-1849) su schizzi di Light (vari incisiori). Interessanti i commenti che accompagnano le tavole, ricchi di notizie curiose e rare. Uno dei più bei figurati ottocenteschi specificamente dedidato alla Sicilia. Il Benezit dice del De Wint: "un des plus delicats acquarellistes anglois". Light fu più tardi colonizzatore in Australia e fondatore della città di Adelaide".
1898gr. vol. in folio (mm.410x330), pp. XII, 130, solida leg. m. tela rossa edit. con angoli e tit. oro al d. Con 58 tavv. di vedute e paesaggi rilevati da disegni dell'A. stesso, e con 2 gr. carte geogr., di cui una più volte ripiegata (mm.720x900) montata su tela e inserita in astuccio al piatto post. Ediz. orig. della più imp. monografia mai dedicata all'isola siciliana, ricca di notizie storiche, naturalistiche, politiche e geografiche. Rara. Ottimo stato di conservaz. [373]
1654La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. RARO secondo stato edito da Jannsonius nel Descriptio Maris Mediterranei del 1654. Questo esemplare, di secondo stato con la modifica del cartiglio e l'aggiunta di elementi decorativi quali mostri marini e vascelli, è di paternità di Jan Jannsonius che modificò la lastra e la inserì nel suo raro atlante nautico. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134; L. Dufour - A. La Gumina, "Imago Siciliae", p. 115. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Rare Janssonius' edition from his nautical Atlas of 1636. The cartouche is different and the map reworkod. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134
1589La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. ESEMPLARE DALLA PRIMA EDIZIONE DI ATLANTIS PARS ALTERA. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134; Sicilia 1477-1861 - La collezione Spagnolo- Patermo, n. 54. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134
1570Carta geografica raffigurante Sicilia, Sardegna, Malta, Elba, Corfù e Djerba. I disegni delle isole, inseriti in una cornice molto semplice, con i nomi latini dei punti cardinali sui lati, desunti da altri autori o elaborati ex novo dallo stesso Ortelio, hanno misure, scale e semiologia assai diverse tra loro. Nella carta della Sicilia, "descripta a iacobo castaldo pedemontano cosmographo", il Monte Pellegrino è indicato da un tronco di cono e i vulcani con fiammelle; i fiumi con un tratto forte; le coste sono ricche di piccole insenature; il mare, solcato da un veliero, è a puntini. L'isola di Corfù è abbastanza precisa, con la città di Kerkyra in grande evidenza, in cui si notano il porto e l'istmo che collega l'antico forte all'isola. Nel disegno di Zerbi i monti sono segnati con mucchi di talpa e guglie, i banchi di sabbia con puntini, il canale con una doppia linea; il mare con file di triangoli. Anche nell'isola d'Elba i monti sono a mucchi di talpa, il mare è disegnato con strisce bianche e nere a zig zag. Porto Ferraio, enorme rispetto all'isola, è dotato di mura, porte, torri e castello. Nella piccola immagine di Malta i fiumi sono ottenuti con una doppia linea e il mare con linee ondulate. È presente anche un veliero che sta affondando. Carta tratta dal Theatrum Orbis Terrarum e che è considerato il primo vero “atlante” moderno. L’opera fu pubblicata in 7 lingue e 36 edizioni, per il quale – nel 1570 - Ortelius ottenne il privilegio, ovvero una sorta di diritto d'autore che impediva ad altri cartografi di pubblicare i propri lavori. Il Theatrum rappresentava il lavoro più avanzato del lavoro della descrizione cartografica. L’Ortelius vi raccolse il sapere geografico e cartografico del suo tempo, proponendo in 147 spettacolari tavole incise l’immagine più fedele del mondo allora conosciuto e, in alcune straordinarie “carte storiche”, regioni e itinerari tratti dalla letteratura, dalla mitologia, dalla tradizione. Ortelius fu anche il primo a citare le fonti, menzionando i nomi dei cartografi nel “catalogus auctorum”. Dal 1598 al 1612 le edizioni postume del Theatrum furono realizzate dal suo collaboratore Johannes Baptiste Vrients. Incisione in rame, eccellente coloritura coeva, in ottimo stato di conservazione. Detailed maps of the islands of Sicily, Malta, Sardinia, Corfu, Elba and Zerbia, from the 1587 French edition of Ortelius' Theatrum Orbis Terrarum, the first modern Atlas of the World.Includes a number of sailing ships, including a sinking vessel off Malta's coast, which is a reference to St. Paul's ship. Based upon maps by Lafreri and Jean Quintin. A gorgeous full color example, with wide margins. Map taken from the Theatrum Orbis Terrarum, which is considered the first true modern "Atlas". The work was published in 7 languages and 36 editions, for which - in 1570 - Ortelius obtained the privilege, a kind of copyright that prevented other cartographers from publishing his works. The Theatrum represented the most advanced work of cartographic description. Ortelius collected in it the geographical and cartographic knowledge of his time, proposing in 147 spectacular engraved plates the most faithful image of the world then known and, in some extraordinary "historical maps", regions and routes taken from literature, mythology, tradition. Ortelius was also the first to cite sources, mentioning the names of cartographers in the "catalogus auctorum". From 1598 to 1612 the posthumous editions of the Theatrum were made by his collaborator Johannes Baptiste Vrients. Copper engraving, contemporary coloring, in good condition. La Collezione Spagnolo-Patermo, p. 158, 37; Imago Siciliae p. 79.