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19102 voll. in-8 gr. (testo e atlante), pp. XV, 426, bella leg. mod. m. tela con angoli, carta dec. ai piatti e tass. ai d. con tit. oro, conservate le copertine orig. all’interno. Con 30 tavv. alla fine del volume di testo e 26 gr. tavv. ripiegate nel volume di atlante. Importante studio sull’argomento e una delle opere più significative dello scienziato (Voghera 1868-1935) noto anche per la sua famosa carta sismica dell’Italia. Quest’opera è il frutto della sua indagine sul terremoto di Messina del 1908 per conto della Società Geografica Italiana, e guidicata magistrale per la descrizione dei luoghi e per lo studio del terremoto e maremoto conseguente al fenomeno. Timbri di bibl. estinta. Bell'esempl. raramente completo delle tavv. [086]
Norimberga, 1760 circa. Incisione in rame all'acquaforte, colore d'epoca, cm 51 x 58 (il foglio). In alto al centro, importante cartiglio; in basso a sinistra, in riquadro, “Catanae urbis eiuque vicini Montis Aetnae in Sicilia Prospectus”; in basso a destra, in piccolo riquadro “Valletta civitas Maltae celeberrima...”. Margini con qualche difetto, un lieve foxing, bella coloritura, buono stato. .
1614Bella carta della Sicilia antica, basata su fonti Orteliane, tratta dal celebre The Histoire of the World in five books di Sir Walter Raleigh, pubblicato per la prima volta a Londra nel 1614. “Sir Walter Raleigh (1552-1618), poeta, uomo d’armi, esploratore, scrittore è stato una prominente figura dell’era elisabettiana. Famose rimasero le sue spedizioni alla ricerca della città dell'oro nel 1594, e il conseguente fantastico racconto dal titolo The Discovery of Guaiana (1596) contribuì alla nascita del mito di El Dorado. La carta della Sicilia fu inserita nel volume di storia universale scritto durante un lungo periodo di prigionia nella torre di Londra (1603-1616), ove fu imprigionato con l'accusa di avere complottato contro Giacomo I. La prima edizione vide la luce nel 1614. Nel 1616 fu liberato per effettuare una seconda esplorazione lungo le coste della Guayana e del Venezuela. Durante questa missione i suoi uomini misero a ferro e fuoco un avamposto spagnolo sull'Orinoco, avvenimento che costrinse gli inglesi ad arrestarlo e decapitarlo al suo rientro in Inghilterra, nel 1618, per placare la dura reazione della corte spagnola. Il volume fu ritirato alcuni mesi dopo la sua pubblica-zione perché il re aveva ritenuto che alcuni commenti `storici' fossero riferimenti critici ad avvenimenti con-temporanei della corte inglese. La complessa personalità dell'autore si manifesta già nel frontespizio figurato, composto da varie figure allegoriche, il cui senso è spiegato in un brano in rima dal titolo "The Minde of the Front", che lo precede. La carta della Sicilia presenta un inserto con la città di Siracusa durante l'attacco navale sferrato dagli Ateniesi, sotto il comando di Nicia (470-413) al termine della Guerra del Peloponneso. In basso al centro è raffigurato il porto di Cartagine. Entrambi i soggetti non sembrano ripresi da alcuna carta a stampa nota. Nella Sicilia antica di Ortelius, a cui sembra rifarsi per il profilo costiero e per il contenuto geografico, compare l'inserto di Siracusa e del suo territorio, ma non l'episodio della battaglia navale. Nell'inserto di Raleigh è raffigurato il momento antecedente la battaglia finale, quando le due squadre navali si fronteggiano, descritto da Tucidide in VII 69.4: "Demostene, Menandro ed Eutidemo, che erano gli strateghi della flotta ateniese, salpati dal loro campo navigarono subito verso lo sbarramento del porto e il passaggio lasciatovi, con l'intenzione di forzarlo e uscire" e nell'inizio del passo successivo (VII 70.1): "Ma essendo già usciti incontro a loro i Siracusani e gli alleati con un nu-mero di navi quasi eguale a quello di prima", cui fa seguito lo sviluppo della battaglia (VII 71 e VII 72). Poco prima lo storico greco aveva parlato del proposito dei siracusani di non dare scampo agli ateniesi né per terra né per mare, e aveva descritto il blocco dell’imboccatura del porto: "Perciò cominciarono a chiudere subito il porto grande, la cui imboccatura era di circa otto stadi, ormeggiando con ancore triremi, battelli e zattere messi di traverso" (VII 59.3). Anche questo parti-colare è registrato nella mappa con una sorta di ponte di barche che blocca l'ingresso al porto. Il racconto di Tucidide deve avere colpito Raleigh per la sua crudezza e per la lucidità di esposizione, tanto da portarlo a indicare anche nella mappa dell'isola, con apposita simbologia, la cattura di Nicia ("The owerthrow of Nicias") vicino al fiume Assinarus (VII 84, VII 85). Il rame ritoccato e con la paginazione "f. 549" è pubblicato nuovamente nell'edizione del 1687” (cfr. V. Valerio, Sicilia 1477-1861, La Collezione Spagnolo- Patermo in quattro secoli di cartografia, pp. 219-221, n. 77). “Giacché il nome dell'incisore Renold Elstrack compare nel frontespizio di The History Of The World già nella prima edizione, è possibile attribuire alla sua mano un intervento più o me-no incisivo anche nella stesura della carta della Sicilia. Il tipografo-editore William... Bella carta della Sicilia antica, basata su fonti Orteliane, tratta dal celebre The Histoire of the World in five books di Sir Walter Raleigh, pubblicato per la prima volta a Londra nel 1614. “Sir Walter Raleigh (1552-1618), poeta, uomo d’armi, esploratore, scrittore è stato una prominente figura dell’era elisabettiana. Famose rimasero le sue spedizioni alla ricerca della città dell'oro nel 1594, e il conseguente fantastico racconto dal titolo The Discovery of Guaiana (1596) contribuì alla nascita del mito di El Dorado. La carta della Sicilia fu inserita nel volume di storia universale scritto durante un lungo periodo di prigionia nella torre di Londra (1603-1616), ove fu imprigionato con l'accusa di avere complottato contro Giacomo I. La prima edizione vide la luce nel 1614. Nel 1616 fu liberato per effettuare una seconda esplorazione lungo le coste della Guayana e del Venezuela. Durante questa missione i suoi uomini misero a ferro e fuoco un avamposto spagnolo sull'Orinoco, avvenimento che costrinse gli inglesi ad arrestarlo e decapitarlo al suo rientro in Inghilterra, nel 1618, per placare la dura reazione della corte spagnola. Il volume fu ritirato alcuni mesi dopo la sua pubblica-zione perché il re aveva ritenuto che alcuni commenti `storici' fossero riferimenti critici ad avvenimenti con-temporanei della corte inglese. La complessa personalità dell'autore si manifesta già nel frontespizio figurato, composto da varie figure allegoriche, il cui senso è spiegato in un brano in rima dal titolo "The Minde of the Front", che lo precede. La carta della Sicilia presenta un inserto con la città di Siracusa durante l'attacco navale sferrato dagli Ateniesi, sotto il comando di Nicia (470-413) al termine della Guerra del Peloponneso. In basso al centro è raffigurato il porto di Cartagine. Entrambi i soggetti non sembrano ripresi da alcuna carta a stampa nota. Nella Sicilia antica di Ortelius, a cui sembra rifarsi per il profilo costiero e per il contenuto geografico, compare l'inserto di Siracusa e del suo territorio, ma non l'episodio della battaglia navale. Nell'inserto di Raleigh è raffigurato il momento antecedente la battaglia finale, quando le due squadre navali si fronteggiano, descritto da Tucidide in VII 69.4: "Demostene, Menandro ed Eutidemo, che erano gli strateghi della flotta ateniese, salpati dal loro campo navigarono subito verso lo sbarramento del porto e il passaggio lasciatovi, con l'intenzione di forzarlo e uscire" e nell'inizio del passo successivo (VII 70.1): "Ma essendo già usciti incontro a loro i Siracusani e gli alleati con un nu-mero di navi quasi eguale a quello di prima", cui fa seguito lo sviluppo della battaglia (VII 71 e VII 72). Poco prima lo storico greco aveva parlato del proposito dei siracusani di non dare scampo agli ateniesi né per terra né per mare, e aveva descritto il blocco dell’imboccatura del porto: "Perciò cominciarono a chiudere subito il porto grande, la cui imboccatura era di circa otto stadi, ormeggiando con ancore triremi, battelli e zattere messi di traverso" (VII 59.3). Anche questo parti-colare è registrato nella mappa con una sorta di ponte di barche che blocca l'ingresso al porto. Il racconto di Tucidide deve avere colpito Raleigh per la sua crudezza e per la lucidità di esposizione, tanto da portarlo a indicare anche nella mappa dell'isola, con apposita simbologia, la cattura di Nicia ("The owerthrow of Nicias") vicino al fiume Assinarus (VII 84, VII 85). Il rame ritoccato e con la paginazione "f. 549" è pubblicato nuovamente nell'edizione del 1687” (cfr. V. Valerio, Sicilia 1477-1861, La Collezione Spagnolo- Patermo in quattro secoli di cartografia, pp. 219-221, n. 77). “Giacché il nome dell'incisore Renold Elstrack compare nel frontespizio di The History Of The World già nella prima edizione, è possibile attribuire alla sua mano un intervento più o me-no incisivo anche nella stesura della carta della Sicilia. Il tipografo-editore Wi...
1729Pianta della città normalmente inclusa nella Galerie agreable du monde.. del Vander Aa, edita nel 1729 a Leida. Questo esemplare reca nel titolo la scritta “se vend à Leide chez Pierre Vander Aa avec privilege”; il che significa che era venduto separatamente all’opera. Incisione in rame, in eccellente stato di conservazione. Molto rara. City plan, published in Vander Aa's Galerie agreable du monde..published in 1729 in Leyden. This example bears in the title the inscription “se vend à Leide chez Pierre Vander Aa avec privilege”; it meand that the engraving was sold separately from the entire work. Copper engraving, in excellent condition. Very rare. C. Barbera Azzarello, "Raffigurazioni ricostruzioni vedute e piante di Palermo", sch. e tav. 109.
1604réf. kb771.119Ingolstadii : Ex typografia Adami Sartorii : Ingolstadt: Adam Sarter 1604. GREEK AND LATIN TEXT. DISBOUND TEXT No covers. Text consists of title page with vignette of a woman 10 and 80 pages. The corrigenda appears on page 79. DISBOUND TEXT No covers. 190 x 141 mm. Outer pages bit dust marked. Body of text quite clean and tight but with an odd mark and old repair to margins of one leaf 45/6. Old minor annotation to pages 37 and 39. Reasonably soundly bound but cocked. Book is in good double plus condition with noticeable signs of wear and/or age. . 1st Edition. Paper. G. Ingolstadii : Ex typografia Adami Sartorii : Ingolstadt: Adam Sarter Paperback
1727Capitoli, Ordinazioni, Lettere et Atti Regj e Viceregj diversi della felice e fedelissima Città di Palermo. Nuovamente per commissione data dall'Eccellentissimo Senato al Senatore D.Vincenzo Rao Torres con la sua assistenza raccolti, e riordinati con le note marginali delle loro correzioni ed osservanze e con un largo indice in tutte le cose contenute dal Dottor Don Pietro La Placa e Rao. In Palermo, Antonino Epiro, 1727. Unito: Bulla Clementis VIII Summi Pontificis super reformatione parochiarum foelicis et fidelissimae Urbis Panormi totius Siciliae Metropolis. Panormi, Epiro, 1727. Un volume in 4to; cc.4n.nn., pp.447; 68, cc.32 n.nn. con indice. Legatura coeva in pelle, dorso a cordoni con ricchi fregi in oro, tassello con titolo in oro. Moncada Lo Giudice 413: "Dice lo stesso La Placa che i Capitoli vennero da lui curati per ordine del Senato Palermitano "essendone mancate le copie dell'ultima stampa". Il curatore avverte che grande è stata la sua fatica nell'ordinare tutte le antiche Ordinazioni, eliminando le disposizioni scadute e raccogliendo tutte le nuove."; Mira II,231: "Le note marginali, il sommario di ogni capitolo ed il copiosissimo indice sono di Pietro La Placa"; Narbone II, 162.
réf. 217689Paris, Pierre-Augustin Le Mercier, 1707 in-4, [8] ff. n. ch. (titre, dédicace à Philippe V, avertissement, tableau généalogique), 352 pp., [10] ff. n. ch. de table et de privilège, avec deux portraits hors texte gravés par Cl. Duflos, dont un en frontispice, basane fauve granitée, dos à nerfs cloisonné et fleuronné, tranches mouchetées de rouge (reliure de l'époque). Restaurations aux coins et coiffes. Début de fente au mors inférieur.
Dal “Civitates Orbis Terrarum”, Colonia, 1575 circa. Incisione in rame, b/n, cm 34,5 x 49 (alla lastra) più margini; titolo in alto al centro, posto entro riquadro; legenda al 167 voci al margine inferiore; testo latino al verso. George Braun (1541 - 1622), chierico di Colonia, è stato il principale curatore del “Civitates Orbis Terrarum”, per la prima volta pubblicato a Colonia nel 1572, poi edito ad Anversa e a Colonia fino al 1618, anno in cui apparve il sesto e ultimo volume. Queste le principali edizioni: 1572, vol. I; 1575, vol. II; 1581 vol. III; 1588 ca. vol. IV; 1598 ca. vol. V; 1618 vol. VI. Questi volumi vennero pubblicati originariamente in latino, e poi ristampati in tedesco e in francese. Il volume VI comprendeva un’edizione di piante supplementari. Dopo il 1618 le lastre divennero di proprietà di Abraham Hogenberg, il quale si incaricò delle successive riedizioni. Alla sua morte, le lastre vennero acquistate da Jan Jansson il quale, usandole come base, pubblicò un’edizione in otto volumi, riedita a sua volta negli anni successivi. Bella veduta prospettica della città di Messina, resa con una prospettiva di ampio raggio a volo d'uccello e con velieri in mare che la rendono molto decorativa. Due presenze di umido in alto ai margini, peraltro esemplare in bella impressione e in ottima conservazione.
1775réf. 17211Amsterdam et Paris, Pissot, Panckoucke, 1775 ; 2 tomes in-8, veau fauve, dos lisse à faux nerfs et décor dorés, pièces de titre et de tomaison rouge (reliure de l'époque) ; XVI, 419 ; (4), 400, (4) pp.
1861In-8 gr. (mm. 262x180), 3 voll., mz. pergamena coeva con ang., fregi e tit. oro su due tasselli al dorso (lievi abrasioni), p. 789; 709; 854; testo su due colonne. L'opera, introdotta da brevi cenni sulla vita dell'A., abate cassinese e storiografo di Ferdinando III, Re delle Due Sicilie, è divisa in: “Storia antica e moderna”. La prima abbraccia sei epoche: la favolosa, la greca, la cartaginese, la romana, la greco-romana e la saracena. La seconda comprende: la normanna, la sveva, l'aragonese, la castigliana, l'austriaca e la borbonica. Per ciascuna epoca l'A. da' un breve dettaglio dei suoi annali e ne esamina le leggi, il governo, la popolazione, l'agricoltura, le arti, le scienze e la religione. La completa una lunga Appendice del Sac. G. Di Marzo-Ferro. Cfr. Lozzi,II,5017 - Mira,I, p. 108 (in nota) - Moncada Lo Giudice, 247 (in nota). Uniformi arross. interc. nel t.; alone al margine infer. del 1° vol. e al margine superiore delle prime 40 carte del 3° vol. Discreto esemplare.
1824réf. 000132Paris Lefèvre et Brière 1824
1835Paris chez l'auteur ... [etc.], 1835. (mm. 205 x 125). Piacevole legatura coeva in mezza pelle con titoli e fregi dorati al dorso. Pp. 404. Con 16 tavole f.t. alcune più volte ripiegate con una Jeune fille, due del Simplon, brigante napoletano, viaggio de la duchessa di Berry, Othon, pastore greco, moschea di Smirne, prete turco, truppe turche, funerale turco, cerimonia, bagno di donne, mercanti di schiave, e due contenenti xilografie con vedute di Venezia, Roma, Atene, Smirne e varie scene. Seconda edizione. Ottimo esemplare. Bibl: Blackmer, 692. - Quérard, XIX° siècle, IV, 102. - Weber, I, 230. € 600
1817In-24 gr. (mm. 148x100), mz. pelle con ang. coeva, fregi e titolo oro su tassello al dorso, conserv. la bella brossura orig. figurata, pp. (2),VI,292, con antica moneta in vignetta incisa al frontesp. (un’altra è a p. 273); il volume è ben illustrato (come da Indice), da 11 tavole incise in rame f.t., che raffigurano in ovale vedute delle antichità siciliane: Teatro di Taormina, Bagno di Aderno, Templi di Proserpina, Segesta, Selinunte, Lucina, Girgenti, ecc. e da una carta geografica, ripieg., della Sicilia antica. Cfr. Mira,II, p. 194: “questa guida è diligente ed è molto ricercata dai forestieri” - Lozzi,II,5060 - Fera / Morlicchio,II,735: “artistica ottocentina”. “L’Autore, Ignazio II principe di Biscari, archeologo e mecenate, nacque a Catania nel 1719 e ivi morì nel 1786. A lui si deve il ritrovamento ed il recupero dell’Anfiteatro, la Curia, le Terme, ecc. della sua città. Fece ricerche archeologiche in tutta la Sicilia e delle statue, vasi, marmi fece una ricca collezione nella sua casa che trasformò in un museo”. Così Moncada Lo Giudici,1724. Fresco esemplare, ben conservato.
1574Venetijs, ex officina Dominici Guerraei, & Io. Baptistae, fratrum, 1574, in-8, legatura settecentesca in piena pergamena (lieve mancanza della pergamena al dorso e lungo i bordi dei piatti), tagli spruzzati, pp. [22], 740. Con stemma del Senato palermitano inciso in legno sul frontespizio. Leggerissimo alone alle prime carte, margine superiore un poco corto, per il resto interno più che buono.
1594Carta decorativa della Sicilia, con ritratto del re Filippo di Spagna e stemma.Matthaus Quad era un cartografo tedesco con sede a Colonia, città che, all’epoca, era il punto nevralgico della cartografia tedesca. Questa carta, presa da dal suo "Fascilus Geographicus", è stata incisa da Johannes Bussemacher.La carta appare per la prima volta nel 1594, ma sono note ristampe fino al 1608.Acquaforte, finemente colorata a mano, in ottimo sttao di conservazione. Decorative map of Sicily, with a portrait of King Philip of Spain and coat of arms. Matthaus Quad was a German cartographer based in Cologne, The map was engraved by Johannes Bussemacher and appeared in several Geographical works published by Quad and Bussemacher at the end of the 16th and beginning of the 17th century.Etching with fine later hand colour, very good condition. Sicilia 1477-1861 - La collezione Spagnolo- Patermo, n. 56.; La Gumina, L'isola a tre punte, n.63
18204 volumi legati in 2, cm 15 x 21, pp. (8) + 250 + (2) con 2 tavole fuori testo incise piu' volte ripiegate; (4) + 352; (4) + 308 + VIII; 288 + (4). Gore ad alcune pagine, all'inizio del primo volume, alla fine del secondo, alla fine del terzo. Mezza pelle ottocentesca con qualche segno d'uso. Molte annotazioni novecentesche alle sguardie opera di studioso siciliano. Edizione originale estremamente rara, suddivisa in 3 volumi (il 3o si compone di una 1o e una 2o parte), pubblicata negli anni 1820 - 1821 - 1830 e 1832. Al tempo quest'opera fu celebre per dottrina e per stile. Agatino San Martino divenne professore di analisi matematica all'Universita' di Catania nel 1816, cattedra che tenne fino al 1841. Fu uno strenuo difensore di lagrange e pubblico anche l'opera Principi fondamentali delle teorie delle funzioni analitiche di Lagrange. Collaboro' con l'astronomo Giuseppe Piazzi che aveva scoperto il pianeta nano Cerere Ferdinandea, e di questo contribui' a calcolarne l'orbita. Si occupo' anche di ingegneria e idraulica
1823Carta nautica del Mediterraneo centrale, di grandi dimensioni, con la Sicilia e parte della Sardegna, Calabria e costa libica. La mappa si presenta stampata editorialmente su due fogli da unire. Restauri in basso al margine ed al centro
réf. SONG1455621625Used: Good unknown
réf. Bloomsbury-9780313311345Greenwood. Hardback. New. 688 pages Greenwood hardcover
réf. Bloomsbury-9780313311345Greenwood. Hardback. New. 688 pages Greenwood hardcover
1843in 8°; pp. VI, 354, 16, (4) + 5 tavv.; leg. in mezza pelle, fregi e titolo impressi in oro al dorso. Contiene in fine "Compendio del famoso caso di Sciacca" di Girolamo Renda-Ragusa. Con 4 tavole di stemmi araldici a colori (1 tav. con restauro integrativo nel bordo bianco superiore), una cartina geografica, più volte ripiegata, della Sicilia. Raro (cfr. Lozzi, 4970)
In folio (cm 22 x 33,6), legatura piena pergamena coeva con mancanze al piatto posteriore, pp VI (l'ultima carta, corrispondente alle pp V-VI, è erroneamente inserita al fondo del volume), IV, 234, 176, (2) bianche, 52, 55. Esemplare in buone condizioni, malgrado bruniture non gravi. Celebre opera del giurista nato ad Acireale nel 1619, morto a Palermo il 13 febbraio 1699. Erudito, avvocato, autore, laureatosi a Catania, fu avvocato a Palermo. Del presente trattato (prima edizione 1667) si fecero diverse edizioni, la più famosa è quella del Rapetti 1779 con le aggiunzioni di Onofrio Buscemi. Probabilmente a Palermo sposò una tal Francisca che, come afferma nel proemio della Practica, era consanguinea di Mario Muta. Un esemplare censito in SBN. i
1790EDIZIONE ORIGINALE, COLORITURA COEVA -Importante e decorativa mappa tratta dal "Nuovo Atlante Geografico Universale delineato sulle ultime osservazioni", edito a Roma dal 1792 fino al 1801, opera che la Calcografia Camerale commissionò al Cassini al fine di sostituire l’ormai obsoleto "Mercurio Geografico".Giovanni Maria Cassini, Chierico Regolare Somasco fu geografo e cartografo, ma anche intagliatore di architetture e prospettive - uno dei migliori discepoli di Giovanni Battista Piranesi - Cassini fu uno degli ultimi sferografi italiani del Settecento ed i suoi globi ebbero una notevole diffusione, come pure questo "Nuovo Atlante Geografico".Incisione in rame, coloritura coeva dei contorni, leggere bruniture, per il resto in ottimo stato di conservazione.L'Atlante del Cassini fu ristampato dalla Calcografia Camerale nel primo quarto del XIX secolo, prima del 1839. Solo gli esemplari di prima edizione come questo sono stampati su carta vergata coeva e sono colorati a mano in epoca. Le tirature del XIX secolo sono già su carta meccanica, priva di vergelle, e generalmente in bianco e nero. EDIZIONE ORIGINALE, COLORITURA COEVA -Importante e decorativa mappa tratta dal "Nuovo Atlante Geografico Universale delineato sulle ultime osservazioni", edito a Roma dal 1792 fino al 1801, opera che la Calcografia Camerale commissionò al Cassini al fine di sostituire l’ormai obsoleto "Mercurio Geografico".Giovanni Maria Cassini, Chierico Regolare Somasco fu geografo e cartografo, ma anche intagliatore di architetture e prospettive - uno dei migliori discepoli di Giovanni Battista Piranesi - Cassini fu uno degli ultimi sferografi italiani del Settecento ed i suoi globi ebbero una notevole diffusione, come pure questo "Nuovo Atlante Geografico".Incisione in rame, coloritura coeva dei contorni, leggere bruniture, per il resto in ottimo stato di conservazione.L'Atlante del Cassini fu ristampato dalla Calcografia Camerale nel primo quarto del XIX secolo, prima del 1839. Solo gli esemplari di prima edizione come questo sono stampati su carta vergata coeva e sono colorati a mano in epoca. Le tirature del XIX secolo sono già su carta meccanica, priva di vergelle, e generalmente in bianco e nero. L. Dufour - A. La Gumina, "Imago Siciliae", p. 239; Sicilia 1477-1861 - La collezione Spagnolo- Patermo, n. 268
réf. 13767CHEVANARD Antoine Marie Architecte. Vues d’Italie de Sicile et d’Istrie. Album cartonné de l’éditeur, in 4 à l’italienne avec titre sur le premier plat, dos toilé360x270mm. faux-titre, titre illustré, envoi 2 pages, Suite de 12 planches gravées, sous serpentes, la planche portait de l’auteur à l’époque de son voyage en Italie, reproduit en fac-similé d’après un dessin fait à Rome par M. INGRES, plus table. L’ensemble monté su onglets. Lyon Imprimerie de Louis PERRIN 1861. Quelques rousseurs page de titre, sinon bon exemplaire.
réf. 115156Paris, Amable Costes, 1834, 1 volume in-4 de 200x280 mm environ, (1) ff., viij pp., 56 pp., 80 pp., 64 pp., 56 pp., 128 pp., 8 pp., 48 pp., 24 pp., 64 pp., 16 pp., 48 pp., 28 pp., (1) ff. Contient un titre gravé, 133 planches et deux cartes dépliantes (frontispice manquant). Reliure en demi veau rouge, dos riche en décors romantiques dorés, gardes en papier marbré. Discrètes et éparses marques sombres sur le dos, de petits trous de ver sur le bas des mors, des frottements d'usage et rousseurs sur les plats, page de titre détachée, une mouillure sur une dizaine de pages, nombreuses rousseurs. Avec des dessins de Mme Haudebourt-Lescott, MM. De Forbin, Granet, Dagan, Storelli, J. Coignet, Girard, Labrouste.