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1853MORTILLARO Vincenzo. Intorno alla misura delle acque correnti in Palermo. Palermo, 1853. Opac Sicilia, PAL0061287. Unito: Tavole pratiche del sistema idrometrico di Sicilia calcolate dall'Architetto Giuseppe Caldara, addetto alla delegazione del Real Governo per l'Amministrazione delle acque del Comune di Palermo. S.l.n.d. Opac Sicilia, PAL0061300. Due opere in un volume in 8vo; pp.48. Cart. post. Mira II, pag.108.
MORTILLARO Vincenzo. Catalogo ragionato dei diplomi esistenti nel tabulario della Cattedrale di Palermo ora coordinati per ordine del Regal Governo. Palermo, Stamperia Oretea, 1842. In 8vo; pp.IX,353. Pergamena coeva, tassello al dorso con titolo e ricchi fregi in oro. I documenti catalogati dal Mortillaro vanno dal 1083 al 1729. Raro. Opac Sicilia, PAL0021035; Mira II pag.106, nota. Dall'introduzione dell'autore: "Anche la nostra Cattedrale Chiesa è di diplomi ed arabi e greci e latini ricca a dovizia. Pontefici, imperatori, re e principi gareggiaron maisempre ad arricchirla di privilegi e di amplissime largizioni ... Fu primo mio pensier lo svolger i diplomi tutti, e segnare quali di essi erano stati dal Mongitore o da altri pubblicati, indi studiar quelli che inediti rimanevano; e così tutti presentarli per intero e tradotti e annotati e illustrati, e coi monogrammi spiegati e coi suggelli ancora, in modo da ritrarne lume pella nostra storia, pella diplomatica, pella filologia".
1989DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Raccolta di saggi di storia e di letteratura di Leonardo Sciascia, pubblicata nel 1989 presso Sellerio poco prima di morire. I faits divers – sottolineava Sciascia presentando nel 1989 la sua terza raccolta di articoli e saggi dispersi – sono «quelli che noi diciamo fatti di cronaca, cronache quotidiane, cronache a sfondo nero, passionali e criminali spesso, sempre di una certa stranezza e di un certo mistero». «Fatti diversi» vale dunque «parodisticamente, paradossalmente e magari parossisticamente, “cronache”: a render più leggera la specificazione, di crociana ascendenza, di “storia letteraria e civile”». Ma anche a ribadire, si vorrebbe aggiungere, la fedeltà a un metodo in cui alla pertinacia del detective si accompagna l’urgenza di verità, all'erudizione dell’enciclopedista la fabula, alla volontà di ribadire la ragione della Memoria «il senso e il senno dell’oggi». Non a caso la raccolta si apre sull'interrogativo «Come si può essere siciliani?», e prosegue poi con splendide ‘inquisizioni’ che hanno al centro la Sicilia e insieme la letteratura, il cinema, la pittura, la fotografia: come quella sulla Biblioteca Lucchesiana di Girgenti, emblema dell’avversione alla «lue dei libri», dove Pirandello, nel 1889, trovò cinque preti e tre carabinieri «intenti a divorare un’insalata di cocomeri e pomidori» e manoscritti frequentati solo da topi e scarafaggi; o, ancora, quella sull’«Omnibus» di Longanesi e sugli scrittori nati fra il 1905 e il 1908 (fra cui Brancati), pleiade generazionale accomunata dal guardare altrove – e che, esemplarmente indagata da Sciascia, ci rivela come il fascismo fosse un fenomeno ben più complesso, disarticolato e contraddittorio di quanto possa apparire nei libri di storia. Dettagli del libro Titolo: Fatti diversi di storia letteraria e civile Autore: Leonardo Sciascia Editore: Sellerio Editore Palermo Collana: Volume 45 di La diagonale Data di Pubblicazione: Novembre 1989 ISBN: 8838905797 ISBN-13: 9788838905797 Pagine: 180; 21 cm Soggetti: Studi letterari, Storia e critica della letteratura, Cronache, Sicilia, Modica, Verga, D'annunzio, Gattopardo, Mattia Pascal, Luoghi, Majorana, Segrè, Courbet, Stendhal, Masoch, Pirandello, D'Annunzio, Ritratti, Fotografia, Longanesi, Cinema, Cultura siciliana
1963LIEVI FIORITURE E LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA; PER IL RESTO PERFETTO, MAI SFOGLIATO. Una raccolta di racconti in cui scorre la storia del Sud: il feudo e la riforma agraria, i morti ammazzati, gli sbirri nemici, la malattia, la miseria. Voci, vite vissute, storie vere dalla penna di un poeta. "Questo libro comprende alcuni racconti più significativi che ho raccolto dal 1952 al 1960 tra la povera gente di quella parte della Sicilia in cui operiamo. Ho scelto i meglio leggibili badando a non sforbiciare liricizzando, temendo soprattutto che la scoperta critica, il fondo delle reazioni di chi legge, rischino di dissolversi in godimento estetico: tanto sono espressive, belle direi, alcune di queste voci". Forse è tempo di una 'renaissance' di Danilo Dolci, della sua lezione di metodo, dopo la clamorosa attenzione risvegliata nei suoi contemporanei e la parziale dimenticanza degli ultimi anni. Fu infatti, per la questione sociale in Italia, un uomo di svolta epocale, un Gandhi italiano, essendo riuscito a inserire tra l'indifferenza delle classi dirigenti e l'economicismo prevalente delle lotte sindacali, il cuneo della denuncia pacifista, fatta di resistenza passiva, di pratica dell'obiettivo, di scioperi alla rovescia, di digiuni collettivi, di fusione dei diritti sociali nei diritti umani. Un acuto pungolo che spinse i migliori intellettuali italiani e gran parte del giornalismo a guardare finalmente al mondo degli ultimi, e costrinse l'opinione pubblica delle classi dirigenti a prenderne atto. Partiva dal presupposto, arduo allora come oggi, che per conoscere i poveri bisognasse vivere come loro, condividerne i bisogni materiali e la condizione spirituale; e che per far conoscere i poveri bisognasse render loro la voce. Era ciò che chiamava "l'inchiesta": la bocca dei piccoli che parla. E fece scoprire, come spiegava Carlo Levi nel brano riportato a introduzione del volume, "la forza dei piccoli: l'immensa energia che si libera nel momento stesso in cui l'esistenza si realizza per la prima volta e prende, per la prima volta, coscienza di sé". Sono "inchiesta" questi racconti. Voci, vite vissute. Esse coprono tutto il ventaglio della stratificazione sociale della Sicilia arretrata di allora, dal cacciatore raccoglitore di conigli, anguille e verdure, all'ultima principessa; e ci giungono in prima persona con effetto straniante dall'estremo lembo di un interminabile feudalesimo sul punto di fuoriuscire dalla storia. Documento di un passato prossimo inverosimile. Ma offrono anche il piacere letterario dell'opera di un poeta, quale Dolci era, che, per quanto tema lo smarrimento del lettore "in godimento estetico", non riesce a non soffermarsi beatamente nell'incanto di personaggi che sanno rappresentare il dolore di storie vissute in sogni magnifici di armonia con il tutto. Descrizione bibliografica Titolo: Racconti siciliani Autore: Danilo Dolci Introduzione e note di: Sebastiano Vassalli Edizione: 2, aumentata Editore: Torino: Giulio Einaudi, 1963 Collana: Volume 18 di I nuovi coralli Lunghezza: 251 pagine; 18 cm Soggetti: Narrativa, Letteratura Italiana, Palermo, Pastori, Braccianti, Spiccia-faccende, Industriali, Guaritrici, Becchi Gialli, Racconti, Fabbriche, Sicilia, Petrolio, Banditi a Partinico, Inchiesta Spreco, Chi Gioca Solo, Non-violenza, Aldo Capitini, Lenin, Calamandrei, Classici, Gialli, Noir, Racconti, Cultura locale, Folklore Parole e frasi comuni ammazzato animali bambini Banco di Sicilia Bernardino Verro bombe buttano Camera del lavoro camminano capito carabinieri casa cinque compagni contadini cooperativa Corleone donna erano eravamo faccio face famiglia fascismo feudo figlio frana fratello galera gente mormorava gioco giorno giro l'acqua ammazzarono L'indomani lire madre mafia mafiosi male mandato mano marito mattina Menfi mesi messo mette mezzadri mezzo mignatte moglie Montelepre notte padre paese Palermo pane parlare Partinico passa paura persone pesci piangere piccolino piccolo piedi pietra piglia Placido Rizzotto proprietario quattro ragazza Roccamena sangue Sciacca Selinunte soldi sparato sposare strada terra Terrasini testa tira Trappeto vacche vermi
1983Cm. 17.5x24.5, pp. (I) 638, (II) 673, alla fine del secondo volume: Appendice pp. 32 XXI e due tavole piuÕ volte ripiegate, legati in piena tela con titoli in oro al piatto e al dorso. Ristampa anastatica dellÕ edizione del 1856. Nuovi.
1995Cm. 15.5x22, pp. XX 511, legato in cartoncino morbido. Nuovo.
1980Cm. 17x23.5, pp. X 297, legato in cartoncino morbido con sovraccoperta ill.ta. Ottimo.
1975EDIZIONI DEL CENTRO LIBRARIO 1975 225 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO (L VOLUME HA OLTRE 40 ANNI), PER IL RESTO PERFETTO E INTONSO.
1961Ottima copia
Carta dell'Italia meridionale (Estesa anche a parte dell'Africa), tratta da l Meyer's Zeitungs Atlas, edito nel 1849. La tavola misura mm. 190 x 265 piu margini. Confini colorati.
1852PROVINCIA DI TRAPANI. NAPOLI, 1851 - B. MARZOLLA Carta geografica montata su tela, divisa in 8 sezioni, di mm. complessivi 680 x 520. Ottime condizioni. Rara.
1853Carta geografica montata su tela, divisa in 8 sezioni, di mm. complessivi 680 x 520. Ottime condizioni.
Cm. 20; pp. (2), VI, 50. Brossura colorata coeva. Qualche minima perdita di alcune lettere del frontespizio. Buon esemplare 1066/32
Cm. 30; pp. XVI, 288, (2). Legatura coeva in piena pelle, dorso a 5 nervi, tassello con titoli in oro e ricchi fregi in oro ai comparti, piatti inquadrati entro doppio filetto dorato, risguardi in carta goffrata, tagli camaleonte che piegando i fogli rivelano una figura femminile che tiene in mano un piccolo cerchio contornata da Rose (Santa Rosalia ?). Decorati anche i tagli superiore e inferiore a motivi floreali colorati. Qualche piccolo restauro al dorso. Ottimo esemplare in rara legatura assolutamente coeva e italiana, quasi sicuramente siciliana. (743/P) 1067/32
Cm. 45; pp. (4), 90, (4). 24 tavole, protette da velina, in cromolitografia raffiguranti piante coltivate nell'Orto Botanico di Palermo. Cartonato editoriale a stampa. Restauro al dorso, ottimo esemplare. (750/25) (170/P) 1070/32
Cm. 24; pp. 8. Brossura editoriale a stampa, una fotografia nel testo. Ottimo esemplare 1071/32
Cm. 20; pp. 56. Brossura editoriale. Dedica autografa dell'autore in copertina. Memorie di viaggio attraverso la Sicilia dal 20 Dicembre 1844 al 30 Giugno 1845. volume primo ma unico pubblicato 1077/32
CRAVEN Keppel Richard. A Tour through the southern provinces of the Kingdom of Naples. To which is subjoined a sketch of the immediate circumstances attending the late revolution. London, printed for Rodwell and Martin, 1821. In 4to; pp.XI, 1 n.nn., 449. Pelle coeva, piatti inquadrati da fregi a secco ed in oro; dorso a cordoni con fregi floreali in nero e decorazioni in oro, tassello con titoli in oro. Tagli marmorizzati. Lievi abrasioni ai piatti, una cuffia lacera. 14 tavole fuori testo con vedute di Benevento, Lucera, Polignano, Otranto, Brindisi, Taranto, Messina, Nicastro, Salerno. Opera rara, ricca di annotazioni sulle abitudini, i costumi, le tradizioni delle popolazioni del Sannio, la Calabria, la Lucania, la Puglia. La provincia di Salerno, Amalfi, Ravello e i Galli. La penisola sorrentina e l’isola di Capri. Un intero capitolo dedicato alla zona vesuviana. In appendice la cronaca dei moti rivoluzionari del 1820. Invio autografo dell’autore. Pine Coffin, 818.2.
1919pp. 478, cm 18x11, rileg. in t.t., serie Guida d'Italia
1962pp. 135, cm 19x12, bross. Itinerari dei Musei, Gallerie e Monumenti d'Italia.
1980pp. 125, cm 18x11, bross.
2003pp. 789, cm 21x14, bross., coll. BUL 83
2000pp. 239, cm 24x17, bross.
1988pp. 228, in 8°, rileg. edit. con sopracoperta, Collezione Storica.